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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 08 Sep 2014 11:41:50 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Gamberetti, Gamberi, Gamberoni .. Sono Molto Buoni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Al forno, in umido, al coccio, al gratin, fritti, in qualunque altro modo, vanno sempre bene, perch&egrave; sono <strong>.</strong><br>Fanno gola sempre, sul men&ugrave; di qualunque ristorante, ma se ci si pu&ograve; permettere addirittura un viaggio in Giappone, si ha anche la posibilit&agrave; di sceglierli personalmente nell'acquario di qualche osteria di campagna.<br>Dopo averli pescati su ordinazione, un ossequioso cameriere li decapita e li sguscia con destrezza, taglia e apre loro la coda e li porta in tavola, crudi ed ancora guizzanti, con contorno di riso.<br>Questa squisitezza Giapponese si chiama ebi-odori, ovverossia&nbsp;<strong>gamberetto danzante</strong>.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Quale sia il tipo di cucina, sotto qualunque bandiera gastronomica, i gamberi non mancano mai, si chiamano&nbsp;<strong>crevettes a la Bordolaise a Parigi, potted shrimps Lancashire a Londra, xia-jiao a Pechino, gamberi alle erbe aromatiche in friuli o jambalaya a New Orleans.</strong><br>Il&nbsp;<strong>gambero</strong>&nbsp;&egrave; al primo posto nelle preferenze di quasi tutto ci&ograve; che nuota, striscia, vola o cammina.<br>Costituisce l'<strong>alimento base dei pesci predatori, viene alacremente divorato da gabbiani, pellicani ed anatre; il gambero grosso mangia quello piccolo, e non c'&egrave; esca migliore del gambero vivo che si agita all'estremit&agrave; di una lenza</strong>.<br>Per fortuna dei suoi estimatori, il&nbsp;<strong>gambero &egrave; estremamente prolifico</strong>.<br>Prendiamo per esempio il&nbsp;<strong>gambero imperiale</strong>, che vive nei nostri mari ed &egrave; una delle circa 2000 varianti di&nbsp;<strong>questi crostacei&nbsp;</strong>esistenti sul nostro pianeta.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il ciclo biologico del&nbsp;<strong>gambero imperiale</strong>&nbsp;inizia quando<strong>&nbsp;le femmine</strong>&nbsp;, riunite in grandi masse,&nbsp;<strong>emettono una speciale sostanza</strong>,&nbsp;<strong>detta feromone, il cui odore aiuta i maschi a localizzarle nell'immenso specchio d'acqua</strong>.<br>Durante l'accoppiamento il maschio fissa al ventre della femmina una spermatofora, o capsula di spermatozoi, contenete il suo contributo ereditario alla generazione successiva.<br>La femmina depone quindi alcune&nbsp;<strong>centinaia di migliaia di uova per volta</strong>, che se ne vanno alla deriva alla merc&egrave; delle correnti e di affamati predatori.<br>Per controbilanciare le inevitabili, gravi perdite,&nbsp;<strong>le femmine possono deporre pi&ugrave; di una volta per stagione, producendo oltre un milione di uova.</strong><br>E' proprio da questa straordinaria prolificit&agrave; che dipende la sopravvivenza del&nbsp;<strong>gambero</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.cucinaconme.it/images/gamberoni_grigliati.jpg" alt="Gamberetti, Gamberi, Gamberoni,,, Sono Molto Buoni!" title="Gamberetti, Gamberi, Gamberoni,,, Sono Molto Buoni!" width="400" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Con forme pi&ugrave; o meno diverse, i&nbsp;<strong>crostacei</strong>&nbsp;raggruppati sotto il nome di&nbsp;<strong>gamberi</strong>&nbsp;si trovano in quasi tutti i tipi di acque: si va dai lillipuziani della specie, le quasi&nbsp;<strong>microscopiche artemie delle saline italiane e del Grande Lago Salato ai giganteschi gamberi d'acqua dolce delle Filippine, che pesano un chilo e sono lunghi mezzo metro</strong>.<br>Esistono creature d'aspetto simile a quello dei gamberi che vivono nelle abissali fosse oceaniche, a 11.000 metri di profondit&agrave;, e le comuni<strong>&nbsp;cannocchie o cicale di mare&nbsp;</strong>che prediligono i fondi bassi e sabbiosi di molti litorali italiani.<br>I&nbsp;<strong>gamberi</strong>&nbsp;<strong>comestibili sono rossi, rosa, marrone e bianchi, hanno tutti il guscio trasparente e si trovano soprattutto lungo le piattaforme continentali del globo.</strong><br>Si pescano quindi un p&ograve; ovunque con i mezzi pi&ugrave; diversi.<br>Uno dei teatri di pesca pi&ugrave; straordinari era il&nbsp;<strong>Golfo del Messico&nbsp;</strong>dove ogni giorno incrociavano oltre 10.000 pescherecci americani.<br>Purtroppo questo primato con il disastro della&nbsp;<strong>Deep Water della BP</strong>&nbsp;&egrave; crollato completamente.<br>Un chilo di&nbsp;<strong>gamberi contiene meno scarto di un chilo di aragosta</strong>, e&nbsp;<strong>almeno la stessa quantit&agrave; di proteine di un chilo di manzo.</strong><br><strong>Ha</strong>&nbsp;<strong>meno di un terzo dei grassi presenti in un chilo di arrosto</strong>, &egrave;&nbsp;<strong>ricco di calcio,</strong>&nbsp;<strong>e&nbsp;</strong><strong>supera di gran lunga un chilo di bistecche o di braciole per quantit&agrave; di oligominerali, mentre ha all'incirca lo stesso contenuto di vitamine A e B.</strong><br><strong>I</strong>&nbsp;<strong>paesi maggiori consumatori di gamberi sono il Giappone e gli Stati Uniti mentre l'Italia, secondo i dati della FAO e tra i consumatori medio-piccoli.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.fruttidimare.net/files/2010/11/gamberoni-300x199.jpg" alt="Gamberetti, Gamberi, Gamberoni,,, Sono Molto Buoni!" title="Gamberetti, Gamberi, Gamberoni,,, Sono Molto Buoni!" width="400" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il significativo aumento, a livello mondiale, della domanda di&nbsp;<strong>gamberi</strong>&nbsp;ha determinato uno sfruttamento delle risorse naturali disponibili che &egrave; gi&agrave; arrivato al livello di guardia.<br>Esiste comunque l'allevamento di questi&nbsp;<strong>crostacei molto attivo in Taiwan, Hong Kong, le Filippine ed in Venezuela</strong>.<br>In italia non esiste ancora un vero e proprio&nbsp;<strong>allevamento di crostaceocultura</strong>, studi sono in corso per conto del CNR presso l'Universit&agrave; di Genova.<br>La&nbsp;<strong>gamberocultura</strong>&nbsp;non sar&agrave; solo&nbsp;<strong>prerogativa del grosso capitale</strong>, ma&nbsp;<strong>diventer&agrave; accessibile anche al piccolo coltivatore</strong>.<br>Questo succulento&nbsp;<strong>crostaceo</strong>&nbsp;imbottito di proteine potr&agrave; essere coltivato con la stessa facilit&agrave; delle mele, delle arance e del mais o, come i polli, allevato in batteria.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.cucchiaio.it/sites/www.cucchiaio.dev.softecspa.it/files/imagecache/ricetta_immagine_grande_620/ricetta/immagini/2013/08/crudo_di_gambero_rosso_con_basilico_e_olio_al_limone02_0.jpg" alt="Gamberetti, Gamberi, Gamberoni,,, Sono Molto Buoni!" title="Gamberetti, Gamberi, Gamberoni,,, Sono Molto Buoni!" width="400" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/33003/caro-ministro-se-mi-taglia-la-pensione-la-denuncio</guid>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2014 09:13:38 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/33003/caro-ministro-se-mi-taglia-la-pensione-la-denuncio</link>
	<title><![CDATA[Caro ministro, se mi taglia la pensione la denuncio.]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gentile ministro Poletti,</p>
<p>mi chiamo Sandro Vacchi e sono un giornalista (Tessera 21527) pensionato dal 2009 dopo 40 anni di lavoro prima al Carlino e poi al Messaggero, come caposervizio e inviato speciale. Leggo nella sua intervista al Corsera della sua ipotesi di decurtare le pensioni "alte" come contributo di solidariet&agrave; per gli "esodati".</p>
<p><img src="https://abcrisparmio.soldionline.it/network/previdenza-pensioni/files/2010/07/tagli-300x180.jpg" width="300" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>La mia pensione ammonta a poco meno di 90 mila euro lordi, per un netto inferiore ai 3.700 mensili. Non so se sia alta in termini assoluti. Lo &egrave; se raffrontata con le "minime" o altre ancora, ma &egrave; una miseria a confronto dei trattamenti di non pochi boiardi di Stato.</p>
<p><br>In ogni caso me la sono pagata tutta, e anche sulla base di riscatti contributivi totalmente volontari sono stato prepensionato dalla mia azienda, come altri giornalisti.</p>
<p><br>Il mio assegno, lungi dall'incrementarsi almeno un po', in questi anni &egrave; stato eroso da contributi comunali e regionali.</p>
<p><br>Si tratta, ad ogni buon conto, di un assegno determinato secondo una formula matematico-attuariale sulla base dei miei contributi che, per un certo numero di anni, hanno portato all'importo di cui sopra. Importo che &egrave; dunque parte determinante di un contratto siglato con me dall'Inpgi, l'istituto previdenziale dei giornalisti.</p>
<p><br>Ove mai questo contratto dovesse essere unilateralmente peggiorato da una delle parti, segnatamente l'Inpgi, sarebbe palese la sua violazione. Questo, a maggior ragione, se la suddetta controparte fosse obbligata alla violazione da un soggetto terzo: nel caso, il suo Ministero.</p>
<p><br>In questa malaugurata eventualit&agrave;, per tutelarmi mi vedrei costretto a denunciarLa per truffa e violazione contrattuale. Non &egrave; difficile prevedere che altri giornalisti seguirebbero il mio esempio.</p>
<p><br>Quanto agli "esodati", le ricordo che questa nuova e disgraziatissima categoria sociale tutta italiana &egrave; nata in seguito a provvedimenti dell'ex ministro Elsa Fornero che hanno minato il mercato del lavoro e condotto perfino a non pochi suicidi. Le suggerisco perci&ograve;, se permette, a rivolgersi al suddetto ex ministro per sanare almeno in parte le sue malefatte. La ringrazio dell'attenzione e Le auguro buon lavoro.</p>
<p><br>Sandro Vacchi</p>
<p>(Da francoabruzzo.it)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/33002/lettera-di-un-poliziotto-a-renzi</guid>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2014 09:07:56 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/33002/lettera-di-un-poliziotto-a-renzi</link>
	<title><![CDATA[Lettera di un poliziotto a Renzi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Roma, 5 settembre 2014 &ndash; Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci ha inviato un poliziotto&hellip;</p>
<p>Caro Matteo, perdonerai il tono confidenziale ma non mi sembra tu sia una persona da rigide formalit&agrave;. Ti scrivo perch&eacute; ho letto la risposta piccata alle proteste mediatiche di Sindacati e Cocer del settore Sicurezza e Difesa riguardo il rinnovo del blocco contrattuale del settore pubblico. Non credo ci sia bisogno di ricordare che al giorno d&rsquo;oggi noi siamo fortunati ad avere un lavoro. Appurato ci&ograve;, con il rischio di cadere nella retorica, ti ricordo che siamo noi a trovarci di fronte alla rabbia e alla disperazione collettiva, sentimenti comprensibili, di chi rimane senza lavoro e futuro. Ma anche intervenire in situazioni a sfondo sociale altamente esplosive e disagiate, come anche ben risulta da molti recenti fatti di cronaca, spesso improvvisandoci psicologi, assistenti sociali, consulenti familiari, avvocati, amici, fratelli e confessori. Per sapere come stanno i miei concittadini non devo andare lontano, sai Matteo? Noi non siamo fuori dalla realt&agrave;, noi questa realt&agrave; la vediamo ed affrontiamo tutti i giorni tutto il giorno, in servizio e nel privato. Mi basta guardare i miei genitori, mio padre e la sua pensione misera dopo quarant&rsquo;anni di onestissimo lavoro e malattie quasi a zero, oppure alle mille difficolt&agrave; lavorative di mia moglie e mia sorella.</p>
<p><span>Intere famiglie a volte mantenute a stento con stipendi di 1400 euro, con mogli o figli disoccupati. Anche noi viviamo questa crisi!</span></p>
<p>&nbsp;<img src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/12/forconi-agenti-cartello1.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Inoltre non credo ci sia bisogno come fai tu di ricordare che in Italia ci sono 5 corpi di Polizia pi&ugrave; le locali, perch&eacute; &egrave; il parlamento a dover risolvere e porre fine a questa assurda frammentazione, comunque voluta e fino ad oggi difesa dalla politica, non certo da noi che lavoriamo sulla strada e che sicuramente non ne traiamo beneficio! Caro Matteo, quello che non hai capito &egrave; che noi non vogliamo un aumento di stipendio, lo sappiamo che in questo momento anche la sola ipotesi sarebbe dannatamente fuori luogo, ci mancherebbe, ma almeno il rispetto degli scatti di ruolo/grado e anzianit&agrave;.</p>
<p>Non mi piace fare esempi personali, ma dopo l&rsquo;ultimo scatto potrei trovarmi a dirigere nove persone (in Ordine Pubblico e non in un comodo ufficio), con lo stipendio di cinque anni fa ma non certo lo stesso potere d&rsquo;acquisto. Gestire colleghi quando sei bersagliato da bottiglie, sassi e bombe carta non &egrave; facile, sai Matteo? Essere il referente unico della rabbia sociale non &egrave; una passeggiata; Il rumore, il battito del cuore e il tuo respiro amplificati dal casco che limita a possibilit&agrave; di comunicare i tuoi ordini. Per fortuna L&rsquo;addestramento insegna gestirci ed a sopperire ai limiti umani. Non dimentichiamo poi le grosse responsabilit&agrave; penali e civili! Non so se leggerai questa mia missiva, ma tanto per rimanere sul pezzo tra qualche giorno, come tanti altri colleghi, dovr&ograve; sottopormi al test di Mantoux per la TBC dopo aver prestato servizio in Cie e Mare Nostrum. Fammi gli auguri che ne ho bisogno, io li far&ograve; a te per il tuo lavoro.</p>
<p>Ciao da un &ldquo;cretino&rdquo; in divisa</p>
<p>SC</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32938/ue-il-frontex-plus-non-sostituisce-mare-nostrum</guid>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 07:40:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32938/ue-il-frontex-plus-non-sostituisce-mare-nostrum</link>
	<title><![CDATA[UE: il Frontex plus non sostituisce Mare nostrum]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;Nel Mediterraneo sono in corso le operazioni Hermes ed Aeneas, alle quali partecipano 22 Stati membri. Il loro termine era previsto a settembre, ma data la situazione, abbiamo deciso di estendere Hermes fino a novembre, riallocando 2,3 milioni di euro del nostro budget&rdquo;. Lo ha annunciato il direttore esecutivo di Frontex Jil Arias in un&rsquo;audizione al Parlamento Ue. Ma fatto questo, ha avvertito, il&nbsp;<strong>bilancio &egrave; esaurito e non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; margine di manovra</strong>&rdquo; per il 2014.</p>
<p><img src="https://www.formiche.net/wp-content/uploads/2013/07/1353661994_alfano_pensieroso.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>&ldquo;Stiamo discutendo di una nuova operazione congiunta nel Mediterraneo, che si chiamer&agrave; Triton&rdquo;, ha proseguito Arias, sottolineando che<strong>&nbsp;&ldquo;la nuova operazione non sostituir&agrave; Mare Nostrum&rdquo;</strong>, poich&egrave; questo &ldquo;non &egrave; consentito n&egrave; dal mandato n&egrave; dalla disponibilit&agrave; delle risorse&rdquo;. ha precisato.</p>
<p>&ldquo;Il lancio della nuova operazione Triton nel Mediterraneo dipender&agrave; sostanzialmente da due condizioni: la disponibilit&agrave; dei fondi che saranno trasferiti dalla Commissione Ue e la disponibilit&agrave; degli Stati membri a partecipare&rdquo;, ha indicato Arias, secondo cui le risorse che dovrebbero essere impiegate per Triton ammontano a circa tre milioni al mese.</p>
<p>Fonte: Ansa</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32925/sindaco-attua-ritorsioni-contro-gli-indiani-nel-suo-comune</guid>
	<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 16:12:34 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32925/sindaco-attua-ritorsioni-contro-gli-indiani-nel-suo-comune</link>
	<title><![CDATA[SINDACO ATTUA ‘RITORSIONI’ CONTRO GLI INDIANI NEL SUO COMUNE]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il sindaco di Borgosesia (provincia di Vercelli), il leghista Gianluca Buonanno, ha stabilito che, per ritorsione alla prigionia dei due mar&ograve; in India, i cittadini indiani residenti nella sua citt&agrave; non potranno accedere a sovvenzioni comunali se non sottoscriveranno una dichiarazione di condanna dell&rsquo;atteggiamento del Governo del proprio Paese sulla vicenda dei Mar&ograve;.</p>
<p><img src="https://gdb.voanews.com/496319DA-2A7F-4F83-A655-E5497A40862B_w640_r1_s_cx0_cy8_cw0.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>I cittadini indiani che vorranno fare ricorso alle sovvenzioni previste per i residenti in Italia dovranno anche fare richiesta, nella stessa dichiarazione, della liberazione dei marinai italiani.</p>
<p>Per Buonanno ci vuole &ldquo;il ritorno al biblico occhio per occhio, dente per dente, qualora la sicurezza, la giustizia e la solidariet&agrave; di cui godono i cittadini indiani in Italia non trovassero lo stesso trattamento per gli italiani in India&rdquo;.</p>
<p>Del resto, funziona tanto bene in Israele, perch&eacute; non in Italia? Perch&eacute; non iniziare con ritorsioni in tutta Italia, come il blocco dell&rsquo;immigrazione dall&rsquo;India e l&rsquo;espulsione di tutti quelli gi&agrave; presenti in Italia?</p>
]]></description>
	<dc:creator>Luana Mattia</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32923/caro-matteo-ho-31-anni-sono-fidanzata-e-voglio-sposarmi-ma-non-posso</guid>
	<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 10:59:46 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32923/caro-matteo-ho-31-anni-sono-fidanzata-e-voglio-sposarmi-ma-non-posso</link>
	<title><![CDATA[Caro Matteo, ho 31 anni, sono fidanzata  e voglio sposarmi. Ma non posso]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Caro Matteo Renzi,</p>
<p>ho 31 anni e ho un problema. Anzi, avendone 31 e vivendo in Italia ne ho pi&ugrave; di uno. Il mercato del lavoro caro Matteo, mi permetto di darti del tu visto l&rsquo;approccio amichevole e giovanile che sfoggi, &egrave; quello che &egrave; ma, per fortuna, passione e voglia di fare mi hanno permesso di posizionarmi in modo decente. Sufficiente, diciamo.</p>
<p><img src="https://www.pharmastar.it/binary_files/news/donna_triste_83781.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>O meglio, vista la situazione dei miei coetanei, facciamo che non mi lamento. E non lo farei comunque in questo contesto perch&eacute; il problema &egrave; un altro. Sono fidanzata, una cosa seria. Sai, Matteo, di questi tempi c&rsquo;&egrave; quasi da vantarsene. Dicono che la mia generazione non abbia voglia di impegnarsi sentimentalmente (che sia l&rsquo;instabilit&agrave; professionale ad aver inquinato anche le questioni di cuore?). Io mi impegno, eccome: convivo da 3 anni, ho una relazione stabile da 5. Non star&ograve; ad annoiarti con il racconto di tutta la (bella) storia, ti basti sapere che andiamo a gonfie vele. Di quei rapporti che fai grandi progetti, sai?</p>
<p><span></span>La casa gi&agrave; ce l&rsquo;abbiamo, grazie alla generazione precedente. Sogniamo una famiglia, un futuro insieme, viaggi, traguardi condivisi, ostacoli superati. Lo sogniamo nel tempo libero, quando ci incrociamo in casa tra turni e scadenze lavorative e nelle domeniche in cui abbiamo il privilegio di poltrire po&rsquo;. Lo sogniamo quando vediamo i nostri amici, quelli che non hanno paura di impegnarsi, fare lo stesso.</p>
<p>Mentre sfogliamo le liste nozze altrui o cerchiamo i vestiti per partecipare al loro grande giorno. Quando ascoltiamo il prete o l&rsquo;ufficiale dello stato elencare i doveri dei coniugi e ci guardiamo, sorridendo, sapendo quanto siano impegnativi, nel bene e nel male. Partecipiamo con gioia, caro Matteo, a questi momenti e con la carica che ti cresce dentro sapendo che anche il nostro sta arrivando. Il momento di dire s&igrave; e iniziare un nuovo capitolo, con tutto l&rsquo;entusiasmo e l&rsquo;energia che serve per essere 30enni in questo paese senza pensare alla fuga un giorno s&igrave; e l&rsquo;altro pure. Beh, non possiamo. La mia met&agrave; della mela &egrave; un donna, e lo sono anche io.</p>
<p><strong> Siamo ferme, impantanate, frustrate</strong> e in attesa di qualcosa di cui in campagna elettorale si &egrave; parlato chiaramente e a proposito del quale in questi mesi sono stati fatti solo accenni sporadici. <strong>Civil partnership</strong> alla tedesca le hai sempre chiamate, furbescamente attento a non scivolare sulla buccia di banana del termine &lsquo;<strong>matrimonio</strong>&rsquo; e a tenere lontano le temute adozioni con un modello gi&agrave; utilizzato altrove. Il <strong>Pil</strong> ti ha aiutato a metterle da parte: potrei scrivere da sola i commenti di chi &ldquo;s&igrave; certo, si potrebbe anche fare, ma le priorit&agrave; sono altre&rdquo;. Io non ho 40 anni ma non ne ho pi&ugrave; 20 e, guarda un po&rsquo;, &egrave; una mia priorit&agrave;.</p>
<p>Quanto lo &egrave; futuro professionale stabile, perlomeno. Tu rimandi e intanto i tribunali ti ricordano che siamo gi&agrave; oltre, ci dobbiamo gi&agrave; occupare di famiglie vere e proprie. Arcobaleno, ma fantasma. Tu rimandi mentre il mondo intero galoppa; abbiamo tutti gli negli occhi il tweet di David Cameron di congratulazioni alle prime <strong>coppie gay</strong> a sposarsi nel Regno Unito.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Luana Mattia</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32813/svenimento-di-massa-in-colombia-mistero-sulle-cause</guid>
	<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 14:49:12 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32813/svenimento-di-massa-in-colombia-mistero-sulle-cause</link>
	<title><![CDATA[Svenimento di massa in Colombia, mistero sulle cause]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Continua il mistero, &nbsp;che attanaglia la Colombia, attorno allo strano malessere che nelle ultime due settimane ha colpito almeno 200 ragazze di El Carmen de Bolivar, cittadina di 95 mila abitanti sulla costa caraibica.&nbsp;</span></p>
<p><span></span><img src="https://www.msf.org.au/typo3temp/pics/85ee40ac15.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"><br><br><span><strong>276 casi dal maggio scorso&nbsp;</strong>Tutte sono state ricoverate in ospedale con gli stessi sintomi: svenimenti, emicranie, perdita di sensibilit&agrave; in varie parti del corpo. Secondo il sindaco della localit&agrave;, Francisco Veja, sono stati registrati gi&agrave; 276 casi dal maggio scorso. </span></p>
<p><span>Si tratta di bambine e adolescenti, tra i <strong>9 e i 16 anni</strong>, molte delle quali alunne della stessa scuola, il Colegio Espirito Santo. </span></p>
<p><span>Davanti alle tante illazioni - compresa l'ipotesi di una forma di &laquo;<em>isteria di massa</em>&raquo; - il ministero della Salute ha smentito che le cause possano essere legate alla somministrazione collettiva di un vaccino contro il Papilloma virus (Hpv).</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32798/donna-si-presenta-in-burqa-allanagrafe-fregandosene-delle-leggi-italiane</guid>
	<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 11:04:48 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32798/donna-si-presenta-in-burqa-allanagrafe-fregandosene-delle-leggi-italiane</link>
	<title><![CDATA[Donna  si presenta in burqa all’anagrafe, fregandosene delle leggi italiane]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si presenta con il burqa all&rsquo;ufficio anagrafe di Udine ed &egrave; polemica. Secondo quanto riferisce l&rsquo;ex senatore, ora capogruppo della Lega Nord a Udine, Mario Pittoni, &laquo;ieri una donna si &egrave; presentata agli uffici comunali del capoluogo friulano completamente coperta da un burqua. Le si vedevano solo gli occhi.&nbsp;</p>
<p><strong>Qualcuno, tra gli utenti, ha chiesto l&rsquo;intervento della Polizia locale, ma ha ricevuto un diniego per mancanza di personale disponibile</strong>&raquo;.</p>
<p><img src="https://i.huffpost.com/gen/1552398/thumbs/o-BURQA-570.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>&laquo;&Egrave; normale e soprattutto rispettoso della legge &ndash; si chiede ora Pittoni &ndash; presentarsi all&rsquo;ufficio anagrafe con il volto coperto?<strong>&nbsp;La legge Reale vieta di indossare indumenti che non permettano il riconoscimento del volto in luoghi pubblici.</strong>&nbsp;&Egrave; vero &ndash; osserva &ndash; che recentemente la procura di Torino ha archiviato un caso similare, affermando che la donna circolava indossando il burqa in ossequio, secondo un&rsquo;interpretazione diffusa, ai principi della religione islamica e quindi va riconosciuto il diritto costituzionale di manifestare in qualsiasi forma, anche attraverso la propria immagine esteriore, la propria fede e la propria appartenenza religiosa&raquo;.</p>
<p>Il capogruppo della Lega annuncia che presenter&agrave; &laquo;un&rsquo;interrogazione in consiglio comunale per sapere se all&rsquo;Anagrafe &egrave; stata rispettata la procedura che prevede il riconoscimento della persona e l&rsquo;utilizzo per i documenti di immagini con il volto ben visibile&raquo;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilgazzettino.it/NORDEST/UDINE/donna_burqa_ufficio_anagrafe_udine_polemica_mario_pittoni_lega_nord/notizie/869219.shtml" target="_blank">Il Gazzettino</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32760/limprevedibile-clima-del-2014-il-dopo-estate</guid>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 08:37:21 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32760/limprevedibile-clima-del-2014-il-dopo-estate</link>
	<title><![CDATA[L'imprevedibile clima del 2014 - il dopo estate]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Dopo la "l'Estate senza estate" avremo un clima migliore di quello attuale. Al Nord esordir&agrave; una sorta di piccola Estate, ma quella vera volge al termine su tutta Italia.</span></p>
<p><span><img src="https://www.cittadellaspezia.com/foto/2014/08/18/k5mncgct.jpg" alt="estate senza sole" width="550" style="border: 0; border: 0px;"></span></p>
<p>E' un difficile aggiornamento quello odierno. Abbiamo parlato della "rottura della stagione estiva", si &egrave; detto che per il Nord Italia non si potr&agrave; avere una rottura alla stabilit&agrave; atmosferica estiva che non c'&egrave; stata.</p>
<p>Il responsabile del cambiamento sar&agrave; una goccia d'aria fredda in quota, che innescher&agrave; una situazione di maltempo sulle regioni adriatiche e al Sud Italia, mentre al Nord, specie nord ovest, l'evento non sar&agrave; avvertito.</p>
<p>Ma che tempo avremo dopo la "rottura dell'Estate"?</p>
<p>Nei primi di Settembre, dovrebbe attenuarsi l'ingerenza delle perturbazioni atlantiche sul Nord Italia e su gran parte d'Europa.</p>
<p>Prender&agrave; rapidamente posizione un doppio nucleo di Alte Pressioni:</p>
<p>uno si erger&agrave; verso le Isole Britanniche, ma presto presenter&agrave; segni di debolezza, mentre un secondo massimo di Alta Pressione, decisamente pi&ugrave; robusto di quello inglese, si former&agrave; sulla Russia europea e si estender&agrave; gradualmente anche all'Italia.</p>
<p>Nel&nbsp;<strong>periodo 2-5 settembre</strong>, le regioni del Sud Italia e quelle centrali del versante adriatico avranno tempo incerto, con precipitazioni e temporali che nel trascorrere dei giorni saranno man man sempre meno frequenti, sino ad attenuarsi.</p>
<p>Nelle altre regioni d'Italia avremo bel tempo, quindi tempo soleggiato e senza piogge, con temperature nella media della prima decade di settembre.</p>
<p>Tra il&nbsp;<strong>6 e 10 settembre</strong>&nbsp;potrebbe giungere una debole perturbazione verso il Nord Italia, con probabile coinvolgimento anche del Centro, ma l'eventuale peggioramento sarebbe di breve durata, e lascerebbe spazio al ritorno di ampie schiarite.</p>
<p>Tra il&nbsp;<strong>10 ed il 15 settembre</strong>&nbsp;ci sar&agrave; una diminuzione delle temperature, oltre che la possibilit&agrave; che ritornino le piogge, ma a carattere sparso, sul Nord Italia.</p>
<p>Per concludere, il dopo "rottura dell'Estate" lascer&agrave; condizioni meteo che saranno abbastanza buone per diversi giorni, con temperature piacevoli, e allineate alle medie del periodo.</p>
<p>Al Nord esordir&agrave; una sorta di piccola Estate, ma con temperature decisamente prossime alle medie, quindi con assenza di afa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.meteogiornale.it/notizia/33679-1-limprevedibile-clima-del-dopo-rottura-dellestate-i-possibili-scenari-del-fine-stagione"><span>fonte</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32669/le-api-si-adeguano-alla-plastica</guid>
	<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 10:10:31 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32669/le-api-si-adeguano-alla-plastica</link>
	<title><![CDATA[Le api si adeguano alla plastica]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - hanno sviluppato un incredibile adattamento alla plastica, al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova</span></p>
<p>La plastica ha colonizzato ogni angolo del Pianeta. Non sono da meno alcune sostanze chimiche di sintesi, ormai integrate nel tessuto ecologico che avvolge le comunit&agrave; umane, ed animali. Ma che alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - abbiano sviluppato un adattamento alla plastica al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova &egrave; una novit&agrave; finora fuori scala. Alcuni ricercatori di Toronto, Canada, hanno in effetti osservato questo comportamento in due specie, la<span>Megachile rotundata</span>, che di solito opta per le foglie ed &egrave; stata osservata montare il proprio alveare anche con pezzi di polietilene (i sacchetti di plastica, appunto, su circa lo 0,85% % delle celle analizzate), e la&nbsp;<span>Megachile campanulae</span>, che sembra in grado di abbinare alla resina naturale raccolta dagli alberi un collante sintetico come il poliuretano (sullo 0,74% del campione). &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Scott McIvor, che ha curato il protocollo di ricerca, i nidi di queste api, in cui sono nate regolarmente le nuove pupe, potrebbe riflettere un tratto adattativo necessario per la sopravvivenza in ecosistemi ormai dominati dall&rsquo;impronta umana. &ldquo;Abbiamo avuto questo riscontro su qualche migliaia di api - spiega McIvor - Potrebbe trattarsi anche di un comportamento aberrante, o dell&rsquo;assenza nelle immediate vicinanze dei materiali usati tradizionalmente. Ma noi pensiamo che l&rsquo;uso della plastica potrebbe anche suggerire che certe specie di api esprimono una inedita flessibilit&agrave; nella costruzione dei nidi, che potrebbe aiutarle in ambienti nuovi o modificati&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se fosse cos&igrave;, le api subirebbero una pressione selettiva gi&agrave; all&rsquo;opera nello sbozzare le colonie del futuro in una terra di confine tra ambienti naturali e periferie di citt&agrave;. Sia la&nbsp;<span>rotundata&nbsp;</span>che la&nbsp;<span>campanulae&nbsp;</span>di norma costruiscono le arnie per la deposizione delle uova in cavit&agrave; all&rsquo;interno dei tronchi degli alberi, o sui rami; ma l&rsquo;alveare spunta anche in luoghi progettati dall&rsquo;uomo, come le recinzioni e le fessure tra i mattoni. L&rsquo;ape rotundata mastica la polpa vegetale delle foglie per produrre la malta con cui plasma le celle del suo alveare. A Toronto ha aggiunto il polietilene dei sacchetti di plastica, anche se non aderisce adeguatamente alla materia organica. La plastica potrebbe compromettere i livelli di umidit&agrave; dell&rsquo;alveare, ma all&rsquo;opposto fungere come protezione dall&rsquo;infestazione di parassiti. Secondo McIvor e il suo gruppo il fatto che la plastica sia comunque stata scelta dalle api potrebbe dimostrare che la struttura dell&rsquo;alveare &egrave; pi&ugrave; importante della sua composizione chimica. La capacit&agrave; di rispondere alle sfide ambientali potrebbe in futuro marcare una differenza di specie tra le api che riusciranno ad interagire con efficacia con i prodotti umani in contesti non pi&ugrave; selvaggi (i &ldquo;vincitori urbani&rdquo;, come li definisce McIvor) e quelle che invece eviteranno i paesaggi antropici. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; anche per le api il problema sempre pi&ugrave; urgente &egrave; trovare habitat ancora in grado di offrire loro nutrimento e spazio adatto alla riproduzione. La ricerca di Toronto mostra fino a che punto una specie pu&ograve; essere costretta a scendere a patti con la nostra. I giornali californiani sostengono che ormai &ldquo;le api spendono ore on the road&rdquo;, intendendo che gli impollinatori in movimento su vaste distese di monocolture segnate da corridoi in asfalto a traffico intenso non hanno pi&ugrave; a disposizione il mosaico di prati, aree cespugliose e boschi in cui posarsi, suggere nettare e poi ripartire alla volta dei campi di ortaggi e frutta da fecondare. &nbsp;</p>
<p>I cambiamenti ambientali e lo stress da adattamento che le api stanno subendo fanno la loro parte nella generale contrazione del loro numero un po&rsquo; ovunque. Secondo una ricerca su 17 Paesi membri dello&nbsp;<span>European Union Reference Laboratory For Honeybee</span>, il vecchio continente perde 1/3 delle sue api da miele ogni anno. L&rsquo;agricoltura industriale ha intaccato la vita delle api, prima di tutto perch&eacute; ha sfigurato il paesaggio a cui 30 milioni di anni di selezione evolutiva le aveva preparate. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Le api hanno subito cambiamenti immensi - spiega Diego Pagani, apicoltore biologico della Val Chidone, provincia di Piacenza, tra i massimi in Italia, e presidente del CONAPI (Consorzio Nazionale Apicoltori) - Fino agli anni Cinquanta sentivano il profumo dei fiori a 1,5 Km di distanza, adesso lo devono captare da 300 Km per effetto dell&rsquo;inquinamento. Gli agenti chimici impiegati in agricoltura funzionano come una barriera tra loro e i fiori&rdquo;. La capacit&agrave; di adattamento descritta a Toronto dipende dalla estrema velocit&agrave; del tasso riproduttivo: &ldquo;Un&rsquo;ape vive 40 giorni, gliene occorrono 21 per nascere. In una sola stagione ci sono pi&ugrave; generazioni, il ricambio &egrave; altissimo&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.margheritacampaniolo.it/scienza/api.jpg" width="432" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Pagani non ha dubbi: l&rsquo;ambiente incontaminato non esiste pi&ugrave; nemmeno in Italia e la perdita di biodiversit&agrave; riguarda anche la scomparsa di prati e siepi non coltivati, inghiottiti dalle monocolture. &ldquo;L&rsquo;agricoltura estensiva e l&rsquo;uso di sostanze di sintesi sono alla base del collasso delle api. In California, nella zona di Sacramento, famosa per le piantagioni di mandorle, devono comperare le api dalla Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti ormai un alveare costa 150 dollari, qui in Italia siamo a 25 euro. Negli anni &rsquo;20 del Novecento gli americani avevano 9 milioni di api, oggi ridotte a 1 milione e mezzo, lo stesso numero che vive nel nostro Paese. Un&rsquo;ape pu&ograve; volare per 3 Km, ma poi deve posarsi e nutrirsi. Una condizione che in California &egrave; diventata quasi impossibile&rdquo;. Con questa realt&agrave; al suolo si confronta anche un apicoltore biologico come Pagani, che si attiene ad uno schema dal carattere rigorosamente territoriale: nessuna discarica in un raggio di 5 Km dalle arnie, nessuna fabbrica entro 3 Km, niente colture estensive in vista e strade solo oltre 1 km. Le api dovrebbero avere a disposizione solo porzioni di bosco ad acacie spontanee ed erba medica non trattata. Eppure, anche quelle di Pagani qualche volta muoiono sulle corolle dei girasoli spruzzate di insetticidi di sintesi. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente studio condotto dall&rsquo;Universit&agrave; della North Carolina uscito su Science sembra confermare che la variet&agrave; di tipologie di api che volano su una coltura pu&ograve; condizionare anche la quantit&agrave; dei raccolti. Per Federica Ferrario responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia &ldquo;il primo fattore di declino delle api &egrave; l&rsquo;uso di insetticidi. Nel 2013 la EU ha stabilito una moratoria di due anni su tre tipi di nicotinoidi, ma il pacchetto pi&ugrave; vasto delle cause di questa moria &egrave; l&rsquo;agricoltura industriale nel suo complesso, che implica anche, parlando di impollinatori, l&rsquo;eliminazione di habitat e rifugi. Le monoculture innescano fenomeni a effetto domino che diventano poi difficili da gestire perch&eacute; impoveriscono l&rsquo;ambiente. In California i cocktail di sostanze di sintesi sono sempre pi&ugrave; spesso inutili, al punto che si ritorna alla zappa per estirpare le erbacce&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Greenpeace sta premendo perch&eacute; l&rsquo;Europa avvii un piano di monitoraggio completo degli impollinatori e propone una strategia di interventi molto semplici, ispirati, come ripete Ferrario, al buon senso di una volta: &ldquo;Rotazione delle colture, per togliere ai parassiti il tempo di sviluppare resistenze sempre pi&ugrave; intrattabili agli insetticidi; filari di siepi per dare rifugio ad api e bombi, ripristino di habitat semi naturali nelle aziende agricole come aree di compensazione ecologica&rdquo;. La plastica spuntata negli alveari di Toronto, i mandorli della California e gli alveari biologici di Pagani non sono cos&igrave; distanti. La nostra capacit&agrave; di gestire, o condannare, una gruppo di specie limita la resilienza dell&rsquo;ecosistema umano globale ai cambiamenti climatici e alla trasformazione del Pianeta in una nuova nicchia ecologica. Apicoltori e agricoltori sono destinati a diventare gli alleati di ecologi e conservazionisti. Suona come un paradosso, ma un ambiente pi&ugrave; selvaggio sar&agrave; la migliore polizza assicurativa per la produzione di cibo su scala continentale.&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.lastampa.it/"><span>fonte</span></a></p>
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