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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42673/in-automobile-si-litiga-di-pi</guid>
	<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 21:54:32 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42673/in-automobile-si-litiga-di-pi</link>
	<title><![CDATA[In automobile si litiga di più]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il sito Aristofonte.com, ha esaminato i <strong>comportamenti degli italiani</strong> nei <strong>mezzi di trasporto</strong> pi&ugrave; usati nel quotidiano, per redigere un rapporto tra i vari mezzi di trasporto e la <strong>litigiosit&agrave; di coppia</strong>.</p>
<p>I risultati emersi, sono abbastanza curiosi ed emerge un dato curioso, per cui&nbsp; prediligere i mezzi pubblici sembra non solo faccia bene all&rsquo;ecologia ma soprattutto al rapporto di coppia. Questo &egrave; il dato che emerge dall&rsquo;analisi fatta, e mette in evidenza <strong>il fatto che il traffico e lo spazio ristretto all&rsquo;interno dell&rsquo;automobile</strong> sono fattori determinanti per innescare nervosismi e litigi con il proprio compagno di viaggio.</p>
<p><img src="https://s1.cdn.autoevolution.com/images/news/fighting-in-cars-is-better-than-sex-35860_1.jpg" alt="baruffe in auto" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Secondo quanto rilevato dalla ricerca:&nbsp; <strong>un italiano su due, la possibilit&agrave; di litigare in macchina con il partner &egrave; quasi la normalit&agrave;</strong>: il 48% degli intervistati ammette infatti di essere propenso alla discussione in automobile.</p>
<p><strong>La macchina si pone quindi come il mezzo che scatena pi&ugrave; litigi di coppia in assoluto</strong>, superando gli altri mezzi come l&rsquo;autobus che totalizza un 14% di propensione alla discussione, il treno (9%) e l&rsquo;aereo (5%).</p>
<p>&laquo;<em>L&rsquo;automobile si configura come il luogo della sfera privata dove per&ograve; agiscono fattori quali il traffico e la difficolt&agrave; di trovare parcheggio che, soprattutto nelle grandi citt&agrave;, producono alti livelli di stress e quindi una maggiore propensione al litigio</em>&raquo; spiegano i fautori del sondaggio.</p>
<p><strong>La prima causa di litigio secondo gli utenti&nbsp;</strong> &egrave; determinata dallo stile di guida e conseguenti critiche da parte del partner. In seconda analisi si discute per il parcheggio e seguono a ruota discussioni in quanto in disaccordo sulla musica da ascoltare in macchina e/o sulla temperatura dell&rsquo;aria condizionata o del riscaldamento.</p>
<p><strong>Poi accadere che si discuta anche</strong> a causa dell'eccessivo uso del clacson, per&nbsp; finestrini aperti o troppo chiusi, per eccesso di consigli al guidatore o in merito al percorso, per il&nbsp; volume della musica e per il fumare in macchina.</p>
<p>Il dato curioso che emerge &egrave; che, indipendentemente da un motivo legato al traffico o allo stile di guida o comunque all&rsquo;automobile, il 10% degli esaminati dichiara che <strong>l&rsquo;abitacolo della propria auto &egrave; il luogo principe in cui avvengono le discussioni con il partner</strong>.</p>
<p><strong>Solo un 20% afferma di non avere mai litigato</strong> o avuto discussioni all&rsquo;interno della propria vettura.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/1989/stranezze-automobilistiche-russe</guid>
	<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 11:04:05 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/1989/stranezze-automobilistiche-russe</link>
	<title><![CDATA[Stranezze automobilistiche russe]]></title>
	<description><![CDATA[<p><br>Strano popolo i russi a volte, riescono a farmi piangere sino alle lacrime, alle volte non riesco proprio a capacitarmi di come riescano a vivere, malgrado il pieno boom economico di cui sono partecipi.</p>
<p><img src="https://englishrussia.com/wp-content/uploads/2010/06/12.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>se riuscite a scoprire cosa si nasconde dietro alla parte nera, vi offro da bere</p>
<p><img src="https://englishrussia.com/wp-content/uploads/2010/06/21.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Ed ecco dov'era finito il carrello !!</p>
<p><img src="https://englishrussia.com/wp-content/uploads/2010/06/31.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il camion senza la parte posteriore&nbsp; del carrello</p>
<p><img src="https://englishrussia.com/wp-content/uploads/2010/06/41.jpg" alt="image" width="550" height="413" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>ma non basta, guardate come sono riusciti a ridurre una nuovissima Mercedes SLS</p>
<p><img src="https://englishrussia.com/wp-content/uploads/2010/06/52.jpg" alt="image" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Notate niente di strano ?, proviamo a girare l'inquadratura</p>
<p><img src="https://englishrussia.com/wp-content/uploads/2010/06/62.jpg" alt="image" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>calcolate che stiamo parlando di soli <strong>183.800</strong> &euro; pi&ugrave; optional vari !!</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/16215/zeolite-la-pietra-che-fa-bollire-lacqua</guid>
	<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 10:10:54 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/16215/zeolite-la-pietra-che-fa-bollire-lacqua</link>
	<title><![CDATA[Zeolite, La Pietra Che Fa Bollire L'Acqua]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E se esistesse un sasso, simile alla ceramica che (<em>grazie alla sua elevata porosit&agrave;</em>) &egrave; in grado di <strong>assorbire e rilasciare grandi quantit&agrave; di vapore acqueo,</strong> riscaldandosi fino a raggiungere temperature che possono alimentare un impianto di riscaldamento, e di generare calore ininterrottamente per circa 300 anni: questa &egrave; la zeolite, la pietra che, come dice l'origine greca del nome (<em>lithos = pietra e zein = bollire</em>), fa bollire l'acqua.</p>
<p>Per chi ha seguito le manovre della Tokyo Electric Power Company - Tepco nel post Fukushima, non sar&agrave; sfuggito l'utilizzo che il gigante energetico giapponese ne ha fatto nel mare di fronte al sito contaminato nel nordest dell'isola di Honshū, nel tentativo di assorbire le sostanze radioattive e di rallentare perci&ograve; l'inquinamento delle acque. Il minerale era infatti gi&agrave; stato utilizzato, per le sue note propriet&agrave; depuranti e filtranti, in altre zone del Pianeta avvelenate da radiazioni: l'esempio pi&ugrave; famoso di impiego &egrave; quello di Three Mile Island, negli USA, gi&agrave; noto per il tristemente celebre incidente nucleare ivi avvenuto nel 1979.</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="https://www.blogecologia.it/wp-content/uploads/2012/03/Zeolite-1.jpg" alt="" width="300" height="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="text-align: justify;"><br>Questo per quanto riguarda le zeoliti "naturali", ma &egrave; il comportamento termico da "setaccio molecolare" delle sintetiche - create in laboratorio - quello che ci interessa in questa sede: se la zeolite &egrave; un minerale naturale che "scaldato in un letto di borace, espelle acqua come se stesse bollendo", ci&ograve; &egrave; dovuto alla sua struttura chimica, fatta "di impalcature tridimensionali di tetraedri (framework) per lo pi&ugrave; occupati da Si e Al, che presentano gabbie e canali sufficientemente ampi da ospitare molecole di acqua e cationi scambiabili (ioni extraframework)".</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene "il futuro &egrave; qui": riscaldare, proteggere l'ambiente, risparmiare energia e ridurre i costi, tutto con un solo prodotto; da oggi tutto ci&ograve; &egrave; possibile, secondo Vaillant, grazie ad una rivoluzionaria pompa di calore a gas zeolite/acqua. Da diversi anni il marchio tedesco studia il comportamento chimico delle zeoliti pensando a una sua intelligente applicazione per la produzione di energia termica in maniera pulita, naturale, "senza sforzo", e dunque mettendo in commercio un nuovo modello d'impianto, chiamato zeoTHERM, consistente in pompe di calore ad altissimo rendimento, il cui funzionamento &egrave; anche in parte dovuto all'impiego di zeolite sintetica, un materiale che riesce a produrre e rilasciare energia senza bisogno di un impulso energetico proveniente dall'esterno, un elemento naturale, non tossico, non combustibile e non nocivo per l'ambiente. Dato che la zeolite &egrave; estremamente igroscopica, essa attrae le molecole d'acqua e le immagazzina nei pori sulla sua superficie: cos&igrave; queste molecole, "rallentate" nel proprio moto naturale, sviluppano per trasformazione, da quella cinetica, energia termica. Il calore prodotto, detto di adsorbimento (fenomeno che consiste nell'adesione e nel concentramento di sostanze disciolte o aerodisperse a ridosso della zona superficiale di un corpo), &egrave; messo a disposizione dell&lsquo;impianto di riscaldamento sotto forma di calore utile. Con questo nuovo tipo di apparecchiature le emissioni di CO2 e il consumo di energia si stima saranno abbattute del 20% rispetto alla tecnologia a condensazione, e del 30% rispetto alle caldaie tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">E si parla di produzione di energia pulita zeoTHERM non solo perch&eacute; la zeolite &egrave; un minerale non inquinante, ma anche perch&eacute;, proprio quella natura, da cui essa proviene, la Vaillant vuole rispettare: il materiale utilizzato nei nuovi impianti - in commercio in Italia da aprile - &egrave; riprodotto in laboratorio (di aspetto differente ma con le stesse identiche caratteristiche dell'originale, lo stesso alluminosilicato con facies differenti) e perci&ograve; assicura l'ecologico vantaggio del non depauperamento della risorsa naturale, poich&eacute; non &egrave; necessario estrarlo ed ha comunque un comportamento ecocompatibile ed ecosostenibile. ZeoTHERM &egrave; un sistema integrato che comprende pannelli solari, pompe di calore a gas e zeolite: a quest'ultima &egrave; affidato il compito di aumentare l'efficienza del sistema, facendo risparmiare energia e quindi soldi.&nbsp; "Il vantaggio non &egrave; piccolo: se all'improvviso tutti gli impianti di riscaldamento di una citt&agrave; come Milano adottassero questo sistema, hanno calcolato, l'effetto sarebbe di 150.000 tonnellate di CO2 in meno all'anno o, detto in termini ancora pi&ugrave; semplici, l'equivalente di 103 giorni all'anno con la citt&agrave; senza nemmeno un auto per le strade. Un bel successo ecologico. La zeolite da sola ancora non ce la fa a far funzionare un impianto di riscaldamento. Quando viene bagnata emette calore, ma poi deve asciugarsi per potere ripetere la performance. Per&ograve; &egrave; chiaro che il suo ruolo in un ciclo di produzione come quello di una caldaia, pu&ograve; essere strategico. E la Vaillant sta pensando a come utilizzarla anche nelle piccole caldaie domestiche a gas. &laquo;Siamo solo all'inizio di un nuovo viaggio&raquo;, promette Magri. Anche perch&eacute; la Vaillant non &egrave; poi l'unica impresa che sta pensando o ha pensato a come usare la zeolite. C'&egrave; chi la sta mettendo nelle lavatrici e chi negli impianti di condizionamento. Ma in realt&agrave; questo materiale ha anche un'altissima capacit&agrave; filtrante".</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="https://www.assistenzacaldaielanzuolo.com/polopoly_fs/1.2776130.1300587955%21/httpImage/img.jpg" alt="" width="384" height="288" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="text-align: justify;">La Vaillant &egrave; di fatto tra le prime tre aziende green della Germania. La novit&agrave; sta nella combinazione zeolite come adsorbente e acqua per fluido refrigerante al posto di HFC, ammoniaca o propano, con conseguente mancata produzione di CO2, non tossicit&agrave; e completa ecologicit&agrave;; l'energia solare, ingabbiata dai collettori solari termici integrati nella pompa di calore a gas &egrave; quella che mette in moto l'intero processo a gas zeolite/acqua: quando l'acqua viene adsorbita, la zeolite genera calore fino a 80&deg;C in un processo termodinamico; questo calore pu&ograve; essere utilizzato nel processo di riscaldamento; portata alla temperatura di 120&deg;C, l'acqua pu&ograve; essere espulsa nuovamente dalla zeolite (che desorbe le molecole d'acqua) sotto forma di vapore acqueo e il calore di condensazione risultante, detto di desorbimento, pu&ograve; essere utilizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pi&ugrave; recenti innovazioni di Vaillant nel campo delle energie rinnovabili sono la cogenerazione, la micro-cogenerazione, e lo sviluppo nell'applicazione della zeolite. Cosa si intende per cogenerazione? Significa generazione contemporanea di due tipologie di energia: energia termica combinata con energia elettrica. Questo processo consente di sfruttare al massimo l'energia perch&eacute; si determinano meno sprechi. Ogni singola unit&agrave; abitativa sarebbe autonoma e indipendente dalle grandi centrali, il che comporta meno rischi per l'ambiente. In questo senso la micro-cogenerzione &egrave; ancora pi&ugrave; avanzata come tecnologia. Vaillant propone due soluzioni: la prima offre unit&agrave; di micro-cogenerazione abbinata a caldaie con motore Stirling per piccole case e piccole centrali. La seconda soluzione prevede unit&agrave; micro-cogenerazione con motori a combustione combinati adatti a strutture come condomini, alberghi, piccole imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ci&ograve; &egrave; gi&agrave; una realt&agrave; in Germania e nel Nord Europa. Oggi &egrave; disponibille anche in Italia</p>
<p style="text-align: justify;">La pompa di calore a gas zeolite/acqua &egrave; particolarmente adatta per la produzione di calore (riscaldamento e acqua calda) nelle abitazioni monofamiliari: pu&ograve; essere utilizzata sia nelle nuove costruzioni o in vecchi edifici completamente ristrutturati e risulta in particolar modo efficace l&lsquo;uso in presenza di un impianto di riscaldamento a pavimento.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/19692/organizzare-un-viaggio-da-internet</guid>
	<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 10:05:18 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/19692/organizzare-un-viaggio-da-internet</link>
	<title><![CDATA[Organizzare un viaggio da Internet]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il numero di coloro che preferisce<strong> organizzare la propria vacanza servendosi di internet</strong> &egrave; nettamente aumentato rispetto agli anni scorsi ma soprattutto <strong>&egrave; costantemente in crescita</strong>. <br>La rete &egrave; diventato uno strumento &ldquo;<em>onnisciente</em>&rdquo;, in grado di aiutare e fornire supporto in ogni momento della prenotazione di un soggiorno.<span></span></p>
<p>Cercare informazioni per la propria vacanza &egrave; diventato semplicissimo grazie a blog, siti e portali: si va da quelli istituzioni e pubblici &ndash; <em>come ad esempio le Apt, gli uffici del turismo, i portali delle regioni e dei territori</em> &ndash; fino ai blog generalisti o specifici, spesso aggiornati da semplici appassionati di viaggi o da cittadini comuni che amano scrivere della propria citt&agrave;, passando per i portali che si occupano in primo piano di <strong>prenotazioni di vacanze</strong>.</p>
<p>Questi ultimi sono i pi&ugrave; visitati dal momento che propongono anche delle offerte a dir poco convenienti che consentono di partire per un soggiorno in Italia o all&rsquo;estero &ndash; <em>anche in paradisi esotici e tropicali</em> &ndash; spendendo <span style="text-decoration: underline;"><strong>meno della met&agrave;</strong> di quanto richiesto in una agenzia di viaggi!</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><img src="https://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/05/vacanze.jpg" alt="viaggio fai da te - risparmia" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>Sono almeno due le conseguenze di questo <strong>boom di informazioni sul web</strong>: da una parte la possibilit&agrave; per tutti di conoscere, capire e comprendere le bellezze di un posto, farsi quindi un itinerario di <span style="text-decoration: underline;">viaggio preciso e puntuale</span>; dall&rsquo;altra per&ograve; c&rsquo;&egrave; la difficolt&agrave; di orientarsi in mezzo a questa smisurata di nozioni. Ma su tutto ci&ograve; c&rsquo;&egrave; la voglia di partire e viaggiare, conoscere nuovi posti ed internet consente prima di toccare quasi con mano la <strong>bellezza dei luoghi della Terra</strong> e poi di organizzare in pochi click il proprio viaggio.</p>
<p><img src="https://static.pourfemme.it/pfcoppia/fotogallery/625X0/6571/coppia.jpg" alt="vacanze in settembre organizzato da soli" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Molto gettonati sono anche i <strong>portali di voli aerei</strong>: se molti si affidano anche ai siti delle singole compagnie, tanti altri preferiscono i famosi portali che offrono una panoramica completa delle soluzioni di viaggio per una determinata tratta pre-impostata. Siti che, grazie ad un <strong>database</strong> importante ed a strumenti tecnologici all&rsquo;avanguardia, fanno un match tra tantissime opzioni e rispondono alla richiesta dell&rsquo;utente in maniera assolutamente affidabile.</p>
<p><img src="https://www.femaleworld.it/wp-content/uploads/2014/07/ubicacion-y-ofertas-especiales-hd.jpg" alt="vacanza fai da te" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Un risultato a cui punta tutto il <strong>mondo del turismo online</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/50870/attenti-alla-nuova-truffa-di-whatsapp</guid>
	<pubDate>Mon, 14 Aug 2017 11:32:21 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/50870/attenti-alla-nuova-truffa-di-whatsapp</link>
	<title><![CDATA[Attenti alla nuova truffa di WhatsApp]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In questi giorni sta girando una nuova <strong>truffa che riguarda&nbsp;WhatsApp</strong>, e vi arriva via mail.</p>
<p><img src="https://blogs.quickheal.com/wp-content/uploads/2015/03/WhatsApp-Calling-Invitation-Scam_beware.png" alt="truffa whatsap 2017" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il contenuto della mail &egrave; pi&ugrave; o meno quest:</p>
<hr>
<p>Gentile cliente,<br>abbiamo bisogno della tua collaborazione per risolvere un problema sul tuo WhatsApp Messenger.<br>Fino a quando il problema non sar&agrave; risolto, non potrai usare tutte le funzionalit&agrave; del WhatsApp Messenger.<br>Qual &egrave; il problema?<br>La registrazione non e stata rinnovata scade entro 24 ore.<br>Per rinnovare il tuo WhatsApp Messenger 0,99 euro, grazie a seguire il link di rinnovo.<br>Si prega di rinnovare il piu presto possibile per evitare la perdita di tutti i media (immagini, video, storico ...)</p>
<p><strong>Clicca qui per rinnovare WhatsApp</strong><br>Se hai bisogno di assistenza o in caso di domande, chiamaci al numero verde 800 975 540, dalle 08:00 alle 21:30 dal luned&igrave; al venerd&igrave; e dalle 10:00 alle 19:30 il sabato e la domenica.<br>Cordiali saluti<br>servizi commerciali<br>2017 whatsapp.com <br>Tutti i diritti riservati.</p>
<hr>
<p><strong>&nbsp;NON credeteci, NON cliccate sui link proposti &nbsp;e cancellate subito la mail&nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/12321/un-caldo-infernale</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Aug 2017 11:13:23 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/12321/un-caldo-infernale</link>
	<title><![CDATA[Un caldo infernale]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una coppia decide di passare le ferie in una spiaggia dei Caraibi, nello stesso hotel dove pass&ograve; la luna di miele 20 anni prima.</p>
<p>Per&ograve; per problemi di lavoro, la moglie non pu&ograve; accompagnare subito il marito: l&rsquo;avrebbe raggiunto alcuni giorni dopo.<br> <br> Quando l&rsquo;uomo arriva, entra nella camera dell&rsquo;hotel e vede che c&rsquo;&egrave; un computer con l&rsquo;accesso a internet.<br> <br> Decide allora di inviare un&rsquo;e-mail a sua moglie, ma sbaglia una lettera dell&rsquo;indirizzo e, senza accorgersene, la manda a un altro indirizzo.<br> <br> L&rsquo;e-mail &egrave; ricevuta da una <strong>vedova </strong>che stava rientrando dal funerale di suo marito e che decide di vedere i messaggi ricevuti.</p>
<p><img src="https://ombradiunsorriso.files.wordpress.com/2015/09/inferno.jpg" alt="caldo infernale" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"><br> <br> Suo figlio, entrando in casa poco dopo, vede sua madre svenuta davanti al computer e sul video, vede l&rsquo;e-mail che lei stava leggendo:<br> <br> &ldquo;Cara sposa, sono arrivato. Tutto bene. Probabilmente ti sorprenderai di ricevere mie notizie per e-mail, ma adesso anche qui hanno il computer ed &egrave; possibile inviare messaggi alle persone care. Appena arrivato, mi sono assicurato che fosse tutto a posto anche per te quando arriverai luned&igrave; prossimo &hellip;.&deg;&deg;&deg;&deg;&hellip;.<br> <br> Ho molto desiderio di rivederti e spero che il tuo viaggio sia tranquillo, come lo &egrave; stato il mio.<br> <br> N.B. Non portare molti vestiti, perch&eacute; qui fa un <strong>caldo infernale</strong> !!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/2343/ricette-piatti-estivi-e-light</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Aug 2017 11:12:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/2343/ricette-piatti-estivi-e-light</link>
	<title><![CDATA[Ricette piatti estivi e light]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L'estate &egrave; bella che presente e quando fa caldo, cucinare &egrave; una vera scocciatura!<br>Oggi vi presento una insalatina&nbsp;buonissima con rucola, gamberetti e melone.</p>
<p><img src="https://www.my-personaltrainer.it/images/ricette/245/insalata-crudo-melone-grana.jpg" alt="insalata con rucola, gamberetti e melone" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Per chi vuole provarla, vi allego la ricetta, facile e veloce:</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong><br>250 g di gamberetti precotti, 100 g di rucola, 40 g di olio extravergine di oliva, 1/2 melone, 1 limone, sale, pepe</p>
<p><strong>Preparazione:</strong><br>Mettete i gamberetti in un colino in modo che perdano tutta l'acqua.<br>Mondate l'insalata, lavatela e scolatela accuratamente.<br>Eliminate i semi dal melone, tagliatelo a spicchi, levategli la buccia e tagliatelo a dadini.<br>In un'insalatiera mescolate fra loro l'insalata, il melone e i gamberetti.<br>In una ciotolina emulsionate l'olio extravergine di oliva, il sale e una macinata di pepe nero.<br>Inumidite con il condimento l'insalata, mescolate delicatamente e servite subito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Segnalate le vostre ricette, sono sempre le benvenute!</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10726/peperoncini-piccanti-tutti-i-segreti</guid>
	<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 18:59:04 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10726/peperoncini-piccanti-tutti-i-segreti</link>
	<title><![CDATA[Peperoncini Piccanti, Tutti I Segreti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L'uomo che per primo mangi&ograve; un<strong>&nbsp;peperoncino&nbsp;</strong>doveva essere molto coraggioso, ma doveva avere assai pi&ugrave; coraggio chi al primo fece seguire il secondo.<br>Per strano che possa sembrare, questi&nbsp;<strong>frutti piccanti&nbsp;</strong>hanno provocato una conflagrazione culinaria un p&ograve; in tutto il mondo.<br>Non solo in paesi mediterranei come l'Italia dove, specie al sud, dire&nbsp;<strong>cucina locale &egrave; diventato sinonimo di peperoncino piccante.</strong><br>Ormai in tutto il mondo il&nbsp;<strong>chili</strong>, come &egrave; comunemente chiamato, sta guadagnando sempre pi&ugrave; campo.</p>
<p><strong><img src="https://blog.giallozafferano.it/storieefornelli/wp-content/uploads/2014/07/Attachment-11.jpeg" alt="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" title="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p>Il&nbsp;<strong>peperoncino</strong>, di cui ne esistono diverse specie e variet&agrave;, &egrave; originario delle Americhe ed occupava un posto importante nell'alimentazione degli indigeni dell'America Centrale, del Messico e delle regioni sudoccidentali degli Stati Uniti molto prima che Cristoforo Colombo mettesse piede nel nuovo mondo.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>peperoncino usci dalle frontiere del nuovo mondo insieme con i conquistatori spagnol</strong><strong>i</strong>: i&nbsp;<strong>mercanti di spezie</strong>, infatti, capirono subito di avere tra le mani un importante articolo di scambio commerciale.</p>
<p>I&nbsp;<strong>semi ed i frutti essicati&nbsp;</strong>attraversarono il Pacifico nel XV secolo, e ben presto si videro queste robuste piante crescere rigogliose in Cina, India, Pakistan ed Indonesia dove vennero rapidamente<strong>&nbsp;introdotte nelle varie cucine locali</strong>. &nbsp; La maggior parte dei&nbsp;<strong>peperoncini&nbsp;</strong>che si mangiano sono il frutto di piante arbustive dal fusto legnoso appartenenti al genere&nbsp;<strong>Capsicum</strong>, anche se di specie botaniche diverse, differiscono per dimensioni, colore, sapore e grado di picantezza.<br>Ce ne sono di piccoli, come il&nbsp;<strong>chili pequin&nbsp;</strong>( non pi&ugrave; grosso di un pisello ) che i&nbsp;<strong>messicani mangiano come fossero noccioline quando bevono la birra, e di quelli lunghi fino a trenta centimetri, che si conservano per lo pi&ugrave; in scatola.</strong><br>Ci sono quelli mediamente piccanti, come quelli di&nbsp;<strong>Cajenna</strong>, e&nbsp;<strong>quelli piccantissimi come i cerasiformi ( dalla forma di ciliegia ) specie entrambe diffuse nell'Italia meridionale.</strong></p>
<p><strong>La regole &egrave; pi&ugrave; sono piccoli pi&ugrave; sono piccanti.</strong><br>Che cosa rende&nbsp;<strong>tanto piccante il peperoncino</strong>? <br>Una diabolica sostanza chimica cristallina, chiamata&nbsp;<strong>capsaicina</strong>, che si<strong>accumula soprattutto nelle nervature e nei semi del frutto</strong>.</p>
<p><strong>Molti ritengono che il frutto verde sia pi&ugrave; piccante di quello rosso.</strong>&nbsp;La verit&agrave; &egrave; che quando un frutto giunge a maturazione, e pu&ograve; succedere quando &egrave; ancora verde, il livelli di capsaicina non cambia.<br>Tuttavia il&nbsp;<strong>peperoncino verde</strong>&nbsp;non contiene la stessa quantita&nbsp;<strong>di fruttosio contenuta nel rosso,</strong>&nbsp;perci&ograve; la sua picantezza non viene attenuata dallo zucchero;&nbsp;<strong>in effetti sono ugualmente piccant</strong><strong>i</strong>.<br>Quale che sia il suo colore, il&nbsp;<strong>peperoncino pu&ograve; farvi stare molto male se vi spruzzate inavvertitamente alcune gocce di capsaicina sulla pelle o negli occhi.</strong></p>
<p><strong><img src="https://cdn-2.tuttopercasa.it/o/orig/come-coltivare-i-peperoncini_f06f9490271f15bb2e1dc3979f038a02.jpg" alt="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" title="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p><strong></strong>Lavatevi sempre le mani con il sapone subito dopo averne toccato qualcuno.<br>Una rassegna di sistemi pratici per la conservazione &egrave;:</p>
<p>&bull; Nel Freezer. Il sistema pi&ugrave; semplice e naturale &egrave; quello di mettere i peperoncini, appena colti, nel freezer: li avrete sempre freschi e saporosi.<br>&bull; Essicati al sole. Aiutati da un ago e da un filo, fatene delle collane, da appendere all'aria ed al sole fino a completo essicamento.<br>&bull; In polvere. Una volta secchi, metteteli in un comune frullatore e polverizzateli il pi&ugrave; possibile. La paprika cos&igrave; ottenuta va conservata in vasetti ben chiusi di vetro o di legno.<br>&bull; Croccanti. Dopo averli passati tra le mani unte d'olio, cos&igrave; che ne restino appena unti, e dopo averli rottolati nel sale fino, cos&igrave; che ne resti attaccato un p&ograve;, metteteli nel forno molto caldo fino a farli diventare croccanti. Conservateli quindi in sacchetti di plastica.<br>&bull; Sott'aceto. Presi i peperoncini, si lasciano seccare un giorno e poi si mettono in un vasetto coperti di aceto di vino non troppo forte. ( ottimi con i legumi lessati )<br>&bull; All'acqua. I peperoncini rossi e freschi vanno messi in un vasetto di vetro con uno spicchio d'aglio, quattro o cinque foglie di menta, tanto sale e un po di acqua che copra il tutto. Lasciate che diventino gialli prima dell'uso.<br>&bull; Conserva o salsa di peperoncini. Un certo peso di peperoncini freschi ed un quarto di questo peso in pomodori messi in una pentola e fatti bollire. Quando i pomodori saranno cotti, si passa il tutto al passaverdura e si aggiunge un po' di sale; versare in un piatto la conserva cos&igrave; ottenuta e lasciare asciugare per un po' per renderla pi&ugrave; compatta; se ne riempiano poi dei vasetti versando in superfice un sottile strato d'olio.<br>&bull; Misto giallo-rosso dolce-amaro. Peperoncini dolci e gialli e peperoncini rossi e piccanti vengono tagliati a dadini, messi in un piatto con appena un po' di sale e lasciati per due giorni al sole; spruzzati poi con aceto e aggiungete due o tre foglie di menta, vengono messi in vasetti ricoperti d'olio.<br>&bull; Olio santo. Sia freschi ( trittati a pezzetti ) sia secchi ( macinati ), si mettano in un vasetto di vetro coperti di olio, con l'aggiunta di uno o due spicchi di aglio.<br>Dopo qualche giorno l'olio avr&agrave; preso sapore e potr&agrave; essere usato sulle vivande, lasciando sempre i peperoncini nel vasetto ( man mano che l'olio si consumer&agrave;, se ne potra aggiungere altro ).<br>Quando comperate i peperoncini freschi, controllate il grado di maturazione cercando quelli con le estremit&agrave; leggermente curvate all'ins&ugrave;.<br>Il peperoncino ideale &egrave; verde scuro, con l'estremit&agrave; appuntita.<br>Accertatevi che il gambo non stia annerendo e che il frutto non abbia cominciato a seccarsi od a marcire.<br>Bench&egrave; i&nbsp;<strong>peperoncini freschi&nbsp;</strong>siano prodoti stagionali, &egrave; sempre possibile trovarli&nbsp;<strong>essicati, in scatola ed in polvere</strong>.</p>
<p>Perci&ograve; quale che sia la stagione, potete averli sempre a portata di gola; e piccanti!</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/16482/una-doccia-al-giorno</guid>
	<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 15:59:23 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/16482/una-doccia-al-giorno</link>
	<title><![CDATA[Una doccia al giorno]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La doccia ?</p>
<p>Dobbiamo dire grazie &nbsp;all'ingegnere&nbsp;&nbsp;norvegese <strong>Edwin Ruud</strong> per aver inventato lo scaldabagno in casa nel 1889.</p>
<p>Il <strong>Tremont</strong> a Boston fu' il primo albergo al mondo dotato di impianto idraulico interno nel 1829. L'architetto <strong>Isaia Rogers</strong> avrebbe progettato il prototipo a seguire di tutti i regimi idraulici interni. Entro la fine della Prima Guerra Mondiale, bagni moderni erano comuni nelle case borghesi, dal 1930, gli americani erano venuti a conoscere la gioia di fare la doccia tutti i giorni.</p>
<p><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR035G56HvKnAun-K-rhAJ1MCnjAlWsUnM2s6a4QpeouOB2TQ9z" alt="la doccia fa bene o male ?" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>C'&egrave; qualcosa di lussuoso circa una mondana doccia mattutina. Chiunque abbia preso una doccia calda al termine di una dura giornata conosce l'influenza calmante che essa esercita. Infatti, uno studio giapponese ha esaminato la prevalenza di ormoni presenti nella saliva che servono come indicatori di stress ed ha dimostrato una significativa diminuzione dei livelli di stress.&nbsp;</p>
<p>Dal momento che abbiamo acqua corrente, le docce, l'acqua calda sembra uno spreco non fare la doccia frequentemente. Quando &egrave; troppo, ovvero, quando si tratta per la salute della vostra pelle?.</p>
<p>E' opinione comune che pi&ugrave; si fa la doccia, pi&ugrave; pulito sei. Insaponare e lavare via con un flusso piacevole di acqua calda deve uccidere tutti i germi sulla vostra pelle. Studi condotti da ricercatori medici hanno dimostrato tutto il contrario, comunque. L'utilizzo di semplice sapone (<em>al contrario di sapone antimicrobico o antibatterico</em>) non uccide i batteri della pelle di tossinfezione, e in realt&agrave; disturba le microcolonie di flora e fauna della pelle. La doccia regolarmente &egrave; raccomandata per una buona igiene personale, La troppe doccie, tuttavia, possono avere un effetto potenzialmente dannoso sulla vostra pelle.<br>Lo strato pi&ugrave; esterno della superficie della vostra pelle (<em>chiamato strato corneo</em>) &egrave; una barriera fatta di pelle indurita, cio&egrave; le cellule morte della pelle. Queste cellule della pelle offrono una protezione per gli strati sottostanti, le cellule sane. Lo strato corneo &egrave; solo le cellule morte della pelle, &egrave; tenuto insieme da lipidi , che sono grassi composti che in realt&agrave; aiutano a mantenere l'umidit&agrave; nella vostra pelle.</p>
<hr>
<p>Ogni volta che si fa la doccia, soprattutto se calda, con sapone ed un dispositivo di lavaggio come un panno o una spugna vegetale, si sta minando l'integrit&agrave; dello strato corneo della pelle. Il sapone e l'acqua calda sciogliere i lipidi nella pelle ed il lavaggio ne accelera solo il processo. Le docce pi&ugrave; ne prendete, pi&ugrave; spesso questo danno avviene e nel tempo la vostra pelle deve riparare se stessa attraverso la produzione di olio naturale. Inoltre, lo strato corneo della pelle pu&ograve; essere scrollato via per strofinamento, esponendo le cellule della pelle delicate sotto. Il risultato di doccia troppo spesso &egrave; generalmente la pelle secca, irritata e screpolata.<br>Un altro problema legato alla doccia troppo spesso &egrave; l'uso di un asciugamano. Mentre lo sfregamento con un asciugamano &egrave; pratica comune, &egrave; per&ograve; dannoso per la pelle. Asciugatura ad aria &egrave; il modo ottimale per asciugarsi dopo la doccia, &egrave; comunque possibile utilizzare un asciugamano basta fare in modo che sia morbido ed usare un delicato movimento a colpetti per assorbire l'acqua.<br>La chimica della pelle di ogni persona &egrave; diversa, quindi la <strong>doccia ogni giorno</strong> pu&ograve; non essere dannoso per alcune persone come lo sarebbe per gli altri. Eppure, si potrebbe desiderare di saltare una doccia ogni tanto un po'. &Egrave; inoltre possibile proteggere la pelle usando saponi delicati con acqua tiepida invece di acqua calda. Per finire, applicare una crema idratante dopo ogni doccia.</p>
<p>Noi tutti amiamo sensazione di pulito, <strong>ma dobbiamo anche trovare un equilibrio tra la pelle pulita e la pelle sana</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/23966/tre-piante-ci-difenderanno-dalla-zanzara-tigre</guid>
	<pubDate>Sat, 22 Jul 2017 08:04:48 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/23966/tre-piante-ci-difenderanno-dalla-zanzara-tigre</link>
	<title><![CDATA[Tre piante ci difenderanno dalla zanzara tigre]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dalla natura la difesa pi&ugrave; efficace contro la zanzara tigre asiatica: si tratta di<strong>&nbsp;tre piante</strong>, originarie del Nord Africa, da cui si possono ricavare oli essenziali eco-compatibili.</p>
<p><img src="https://ced.comune.pievedisoligo.tv.it/ambiente/files/Fauna/Immagini/zanzara-tigre.gif" alt="image" width="480" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>E&rsquo; questo il risultato di uno studio coordinato da Barbara Conti, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agroambientali dell&rsquo;Universit&agrave; di Pisa, e pubblicato su<em>Parasitology Research</em>, rivista leader nel campo della parassitologia medico-veterinaria. Le tre specie vegetali sono<strong>&nbsp;il coriandolo</strong>&nbsp;(<em>Coriandrum sativum</em>),&nbsp;<strong>la ruta d&rsquo;Aleppo</strong>&nbsp;(<em>Ruta chalepensis</em>) e la&nbsp;<strong>lamiacea</strong>&nbsp;<em>Hyptis suaveolens</em>.</p>
<p><strong>Coriandolo</strong></p>
<p><img src="https://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQlLKOsEp2TniUGxYXi29lKEZrRu-JZo8Cq_oFujTkZApscATrK" alt="image" width="216" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Ruta d'aleppo</strong></p>
<p><img src="https://www.ortobotanico.messina.it/ortobotanico/allegati/126/Ruta%20chalepensis.JPG" alt="image" width="240" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Lamiacea</strong></p>
<p><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQYo3P7s_NgP-D-dikNXWbVucaSOeudmW_rB7FFfZMvYwVogxjq" alt="image" width="240" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>La ricerca ha utilizzato gli oli essenziali di queste tre piante (alcune coltivate sperimentalmente all&rsquo;Universit&agrave; di Pisa dal professor Mario Macchia, ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee) che sono stati estratti presso il Dipartimento di Farmacia e testati nei laboratori di Entomologia agraria. Gli oli utilizzati hanno mostrato, a parit&agrave; di concentrazione,&nbsp;<strong>una repellenza di gran lunga superiore a quella del Deet</strong>, la sostanza di sintesi sinora ritenuta pi&ugrave; efficace per proteggersi dalle punture delle zanzare tigre che per&ograve;, secondo recenti studi pu&ograve; avere effetti tossici, soprattutto nei confronti dei bambini e degli anziani.</p>
<p>Fin dall&rsquo;antichit&agrave;, in molte zone del mondo,<strong>&nbsp;le piante odorose</strong>&nbsp;che rilasciano nell&rsquo;aria sostanze sgradite agli insetti sono impiegate come repellenti &ndash; ha spiegato Barbara Conti &ndash; e foglie di&nbsp;<em>Hyptis suaveolens</em>, dall&rsquo;odore gradevole e lievemente pungente, sono sempre state utilizzate dagli agricoltori dei paesi centro-africani per proteggere dagli insetti i raccolti immagazzinati, mentre le piantine di&nbsp;<em>Ruta chalepensis</em>&nbsp;in mazzetti essiccati vengono tuttora appese alle finestre.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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