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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42399/marmellata-di-fragole-fatta-in-casa</guid>
	<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 16:34:56 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42399/marmellata-di-fragole-fatta-in-casa</link>
	<title><![CDATA[Marmellata di fragole fatta in casa]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una golosa marmellata di fragole realizzata con prodotti semplici e genuini da gustare a colazione o da utilizzare per farcire i nostri dolci più buoni.</p>
<p><img src="https://cdn.tortealcioccolato.com/wp-content/uploads/2011/07/106511578.jpg" alt="marmellata di fragole" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>P.S. <em>sarebbe pi&ugrave; corretto parlare di Confettura di Fragole dato che dall' 82, una direttiva dell'Unione europea ha stabilito che con il termine "Marmellata" vanno indicati solo i prodotti a base di agrumi, mentre tutti gli altri tipi di frutta e verdura, ottenute dalla lenta cottura con lo zucchero, vanno etichettate invece come "Confetture. </em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti per 400 g di confettura alle fragole:</span><br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Fragole 500 g <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Zucchero 140 g <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Limoni (il succo di 1) 50 g <br><br><br><span style="text-decoration: underline;">Preparazione:</span><br><br>Per preparare la confettura di fragole procuratevi dei vasetti di vetro e procedete a sterilizzarli. Lavate con cura i vasetti sotto l&rsquo;acqua corrente e posizionateli all&rsquo;interno di una pentola, inserendo anche dei panni da cucina in modo che bollendo i vasetti non urtino tra loro. Riempite la pentola di acqua fino a coprire i vasetti. Portate ad ebollizione, poi abbassate il fuoco e lasciate bollire per circa 30 minuti. Dieci minuti prima di scolare i vasetti immergete anche i coperchi da sterilizzare. Passato il tempo necessario spegnete il fuoco e lasciare raffreddare, quindi tirate fuori i vasetti dalla pentola e fateli scolare su un panno asciutto.<br><br>Nel frattempo scegliete dei frutti ben maturi, quindi lavate delicatamente le fragole sotto l&rsquo;acqua corrente senza immergerle direttamente in acqua. Privatele del picciolo e asciugatele leggermente con un panno da cucina. Ponete le fragole e lo zucchero in una pentola di acciaio inossidabile capiente e spremete il limone.<br><br>Filtrate e versate il succo nella stessa pentola, mescolate bene il tutto con una spatola, fino a che lo zucchero non si sar&agrave; completamente amalgamato al succo di limone.<br><br>Coprite con un coperchio e lasciate macerare in un luogo fresco per un tempo che non sia inferiore alle 7 ore, ma che non superi le 12 ore. Una volta trascorso questo tempo ponete la pentola sul fuoco e portate ad ebollizione, mescolando con una spatola di tanto in tanto.<br><br>Se necessario schiumate il composto, affinch&eacute; la vostra confettura non risulti opaca e lasciate bollire a fiamma moderata senza mai mescolare per 30-40 minuti , fino a raggiungere i 108&deg; (utilizzate un termometro da cucina per misurare la temperatura esatta). Quindi procedete ad invasare la vostra confettura, ancora calda, nei vasetti.<br><br>Avvitate il tappo su ogni vasetto, quindi capovolgetelo, in questo modo si verr&agrave; a creare il sotto vuoto. Solo quando saranno completamente freddi potete riportare i vostri vasetti di confettura alle fragole in posizione dritta e conservarli al riparo dall&rsquo;umidit&agrave;.<br><br></p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42396/dormire-bene-i-10-cibi-da-evitare-prima-di-andare-a-dormire</guid>
	<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 09:14:12 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42396/dormire-bene-i-10-cibi-da-evitare-prima-di-andare-a-dormire</link>
	<title><![CDATA[Dormire bene: i 10 cibi da evitare prima di andare a dormire]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dormire bene aiuta a <a href="https://connectu.it/blog/view/9858/dormire-bene-sinonimo-di-salute" target="_self" title="dormire bene fa bene alla salute">mantenere una salute migliore</a>, al contrario passare notti insonnie aiuta lo stress, e molte volte sono proprio i cibi consumati a cena ad aiutare l'insonnia.</p>
<p>Il problema si pone soprattutto con quanto consumiamo a cena, che di solito avviene intorno alle 20, che alla fine della fiera risulta a tutti gli effetti l'orario ideale per l'ultimo pasto della giornata. Quali sono i cibi per minimizzare &nbsp;il rischio di una nottata da incubo, eccovi una lista di 10 alimenti da evitare assolutamente diu consumare, &nbsp;prima di andare a dormire.</p>
<p><img src="https://media.urbanpost.it/wp-content/uploads/2015/11/cena-buffet-744x445.jpg" alt="cibi da evitare a cena per dormire bene" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>A stilarla &egrave; stata la nutrizionista Sara Cordara per nutrizionismi.it.</p>
<p>1) <strong>Niente carne rossa</strong>: la bistecca &egrave; infatti fonte di tirosina, aminoacido che aumenta la produzione dell'adrenalina, l'ormone stimolante che blocca il sonno;</p>
<p>2) <strong>Verdure</strong> s&igrave;, ma con molta moderazione: la grande quantit&agrave; di fibra presente nelle verdure aumenta infatti i tempi della digestione;</p>
<p>3) <strong>Snack e cibi salati</strong>: il glutammato monosodico, esaltatore di sapidit&agrave;, porta sonni agitati;</p>
<p>4) <strong>Gelati e creme</strong>: buoni sono buoni, ma anche ricchi di zuccheri e grassi che danneggiano il riposo rallentando la digestione;</p>
<p>5) <strong>No alla pizza surgelata</strong>: ma se proprio non si pu&ograve; evitare, almeno dite 'no' a quelle troppo ricche di condimenti e accontentatevi di una semplice marinara;</p>
<p>6) <strong>No ai Corn flakes</strong>: troppi zuccheri e carboidrati appesantiscono l'apparato digerente;</p>
<p>7) <strong>NON abusare di cioccolato</strong>: fonte di caffeina, disturba il sonno e di sera andrebbe consumato in piccolissime quantit&agrave;;</p>
<p>8) <strong>Evitare Liquiri e ammazzacaff&egrave;</strong>: l'alcol interferisce con il sonno, anche sottoforma di un delizioso limoncello;</p>
<p>9) <strong>Occhio ai cibi piccante</strong>: carboidrati, calorie e stimolanti delle terminazioni nervose presenti nel peperoncino non vanno d'accordo con il vostro bisogno di dormire;</p>
<p>10) <strong>Il sale provoca sete</strong>: svegliarsi durante la notte per bere un bicchiere d'acqua interrompe il riposo. Evitatelo quindi nei pasti serali e, se potete, sostituitelo insaporendo le pietanze con delle erbe.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42379/bits-and-chips-comics-2015</guid>
	<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 11:51:47 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42379/bits-and-chips-comics-2015</link>
	<title><![CDATA[Bits And Chips Comics 2015]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E' finalmente disponibile su Amazon il primo volume pubblicato da B&amp;C, cioé Bits And Chips Comics 2015, la raccolta di vignette di Carlo Vena. Le vignette sono commentate sia in inglese sia in italiano, e poiché sono in alta risoluzione possono essere stampate per creare quadri, poster o magliette!</p>
<p>Qui il link per l'acquisto: https://www.amazon.it/Bits-And-Chips-Comics-2015-ebook/dp/B01DT2PUVO</p>
]]></description>
	<dc:creator>Bits and Chips</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42378/sei-un-ritardatario-i-10-errori-da-evitare-nei-primi-dieci-minuti-di-lavoro</guid>
	<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 08:50:48 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42378/sei-un-ritardatario-i-10-errori-da-evitare-nei-primi-dieci-minuti-di-lavoro</link>
	<title><![CDATA[Sei un RITARDATARIO ? I 10 errori da evitare nei primi dieci minuti di lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Arrivare sul posto di lavoro e iniziare la giornata con un buon caff&egrave; bollente vicino alla scrivania la prassi mattutina per molti impiegati italiani.<br> Ma risulta essere anche il peggiore dei modi per affrontare la giornata lavorativa. I primi dieci minuti appena arrivati sul posto di lavoro spesso rivelano quanto succeder&agrave; nelle otto ore successive, principalmente in termini di produttivit&agrave;. Ad affermarlo &egrave; il giornale 'The Independent' che ha catalogato i 10 errori &nbsp;pi&ugrave; comuni commessi dall'impiegato medio, nei primi 10 minuti di lavoro.</p>
<p><img src="https://www.post-gazette.com/image/2015/06/11/ca23,12,2122,1411/20150614hoWorkzone.jpg" alt="gli errori da evitare sul lavoro" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>1. <strong>Arrivare in ritardo</strong>. Essere poco puntuali potrebbe mettere a repentaglio la giornata lavorativa ancor prima che inizi. Un recente studio della University of Washington's Foster School of Business ha evidenziato che i capi tendono a giudicare i dipendenti che arrivano in ritardo poco coscienziosi e a valutare diversamente le loro prestazioni anche se per recuperare escono dall'ufficio pi&ugrave; tardi.</p>
<p>2. <strong>Non dare il Buongiorno ai colleghi</strong>. Conversare un po' con i colleghi permette di creare un ambiente piacevole per se stessi e per le persone con le quali si lavora. "Se sei il capo e non saluti mai la tua squadra - afferma Lynn Taylor, esperto delle dinamiche sul posto di lavoro - la tua apparente incapacit&agrave; di comunicazione pu&ograve; minare le tue competenze professionali". Anche se non siete un capo, rimanere seduti in silenzio alla vostra scrivania pu&ograve; farvi apparire meno disponibili agli occhi dei colleghi.</p>
<p>3. <strong>Mettersi a bere il caff&egrave;</strong>. Se non siete tra quelli che bevono il caff&egrave; appena svegli, probabilmente lo prendete appena arrivati in ufficio. Ma alcune ricerche suggeriscono che l'ora migliore in cui bere caff&egrave; sia alle 9.30. Questo perch&eacute; il cortisolo, definito 'ormone dello stress', che regola l'energia nell'organismo raggiunge il picco tra le 8 e le 9 del mattino. Quando si assume caff&egrave; in questo orario il corpo inizia a produrre meno cortisolo e a dipendere dalla caffeina. Quando, alle 9.30 i livelli di cortisolo iniziano ad abbassarsi, bere caff&egrave; pu&ograve; rivelarsi utile per essere pi&ugrave; produttivi.</p>
<p>4. <strong>Rispondere subito a tonnellate di email</strong>. Una volta seduti alla scrivania, si ha la tentazione di tuffarsi subito nel flusso di email ricevute durante la notte. Ma secondo gli esperti i primi 10 minuti al lavoro dovrebbero essere spesi per leggere le mail. Ci&ograve; permette di valutare se c'&egrave; qualcosa di urgente a cui rispondere subito o se pu&ograve; aspettare.</p>
<p>5. <strong>Buttarsi a capofitto nel lavoro senza avere uno schema mentale definito.&nbsp;</strong>Prima di cominciare a lavorare &egrave; sempre meglio avere un'idea di come organizzare la giornata, ad esempio scrivere una lista delle priorit&agrave; e delle cose da fare. E' consigliabile anche controllare il calendario per verificare eventuali eventi programmati in precedenza, cos&igrave; come telefonate e conferenze.</p>
<p>6. <strong>Liberarsi dei compiti pi&ugrave; semplici per primi</strong>. Secondo gli esperti l'energia e la concentrazione tendono ad allentarsi man mano che la giornata avanza. Ecco perch&eacute; risulta cruciale svolgere i compiti pi&ugrave; importanti il prima possibile e lasciare le questioni pi&ugrave; semplici per ultime.</p>
<p>7. <strong>Essere&nbsp;Multitasking</strong>. Avere molte energie la mattina pu&ograve; farvi sembrare capaci di fare un milione di cose nello stesso momento. Ma essere multitasking pu&ograve; pesare sulla qualit&agrave; del lavoro e quindi &egrave; sempre meglio fare una cosa alla volta.</p>
<p>8. <strong>Avere sempre pensieri negativi</strong>. Se prima di arrivare a lavoro avete avuto problemi con il vicino in metro o una discussione con il vostro partner non fatevi distrarre da questi episodi e metteteli in una 'scatola separata', come suggeriscono gli esperti. Se necessario, potrete sempre tornarci su dopo il lavoro.</p>
<p>9. <strong>Fare una riunione</strong>. Le riunioni al mattino potrebbero rivelarsi una grande perdita delle proprie risorse cognitive. Secondo Laura Vaderkam, autrice del libro 'Cosa fanno le persone di successo prima di colazione', la mattina dovrebbe essere dedicata ai compiti che richiedono una concentrazione maggiore, come scrivere.</p>
<p>10. <strong>Non avere una routine stabile</strong>. Secondo gli scienziati le risorse cognitive che abbiamo sono limitate, quindi &egrave; meglio usarle in modo saggio. Se si passano i primi minuti del giorno a decidere se bere il caff&egrave;, rispondere a tutte le email o tuffarsi in un progetto si avr&agrave; meno energia mentale per sedersi e lavorare su quel progetto. Attenersi a una routine fa s&igrave; che il cervello attivi una specie di 'pilota automatico' cos&igrave; da poter usare tranquillamente la propria energia mentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42377/e-dalla-cina-arriva-il-simulatore-di-morte</guid>
	<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 08:10:40 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42377/e-dalla-cina-arriva-il-simulatore-di-morte</link>
	<title><![CDATA[E dalla Cina arriva il simulatore di Morte]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nasce a <strong>Shanghai</strong> il primo simulatore di morte che permetter&agrave; alle persone che sono decise a sperimentarlo, avere la possibilit&agrave; di provare quali siano le emozioni al momento del decesso e poi alla rinascita.</p>
<p><img src="https://media1.s-nbcnews.com/j/msnbc/components/video/__new/x_lon_cremation_160405.nbcnews-ux-1080-600.jpg" alt="morte virtuale in Cina" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Per ora si tratta di una pura attrazione, <strong>denominata Xinglai</strong>, che significa '<em>Risveglio</em>', provata in anteprima da alcuni invitati preselezionati,&nbsp; e permetter&agrave; ai partecipanti di essere ' virtualmente uccisi' dai loro colleghi di avventura, nonch'&egrave;&nbsp; virtualmente cremati, per poi rinascere uscendo da uno scivolo che emula le sensazioni del nascituro a forma di tubo di lattice come se fosse un utero.</p>
<p>Le sessioni di morte durano due ore, alla fine delle quali,&nbsp; i partecipanti devono riempire un formulario descrivendo le proprie emozioni. Se lo si desidera, si possono anche scrivere le loro ultime parole prima di morire e poi portare lo scritto a casa come ricordo oppure distruggerlo sul posto.</p>
<p>Il costo per ogni seduta &egrave; di 68 dollari, corrispondenti a 444 yuan.</p>
<p>Una curiosit&agrave;: il 4 nella cultura cinese &egrave; quasi sempre associato allla morte</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/8496/adolescenti-e-trentenni-sempre-sui-social-in-centinaia-in-cura-per-disintossicarsi-dal-web</guid>
	<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 07:59:11 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/8496/adolescenti-e-trentenni-sempre-sui-social-in-centinaia-in-cura-per-disintossicarsi-dal-web</link>
	<title><![CDATA[Adolescenti e trentenni sempre sui social, in centinaia in cura per disintossicarsi dal web]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px; ">Una vita sempre online. Adolescenti che, come prima cosa appena rientrati a casa, accendono il pc e non si staccano pi&ugrave; da Facebook; trentenni preda del gioco d'azzardo o della pornografia in rete; coppie in crisi per colpa di Internet, con un aumento dei casi di spionaggio della vita 'virtuale' del partner. E' la web-mania, fenomeno dilagante anche in Italia, che in molti casi sfocia in una vera e propria dipendenza. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px; ">Oltre <strong>170 malati di Internet</strong> si sono rivolti al Centro per le psicopatologie da web del Policlinico Gemelli di Roma, in poco pi&ugrave; di un anno dalla nascita della struttura.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px; "><img src="https://www.sickfacebook.com/images/facebook_addiction_disorder_fad.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; "></span></p>
<p>A disintossicarsi dalla rete, Facebook e social network in testa, sono soprattutto giovani adulti e ragazzini accompagnati da genitori preoccupati, spiega Federico Tonioni, lo psichiatra che dirige il Centro capitolino. "Aggressivit&agrave; e depressione sono i primi sintomi di astinenza da pc che vediamo nei nostri pazienti - racconta l'esperto all'Adnkronos Salute - mentre il principale segno di intossicazione &egrave; la dissociazione".</p>
<p><span style="font-size: 12.8px; ">Secondo Tonioni, infatti, quando si chatta, si curiosa nei profili degli amici, si gioca o si guardano i filmini erotici" non siamo concentrati come quando lavoriamo al pc, ma piuttosto assorti. E' come in un sogno a occhi aperti, siamo lievemente dissociati. Il punto &egrave; che questo straniamento non dura qualche minuto, ma va avanti per un tempo indeterminato: si pu&ograve; stare cos&igrave; davanti allo schermo per ore e ore, e questo non &egrave; pi&ugrave; fisiologico". Anche perch&eacute;, sottolinea, la mente si abitua. "<em>Vediamo adolescenti estraniati anche quando non sono connessi: a casa, a scuola o in qualunque altra attivit&agrave; non partecipano mai attivamente</em>". </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px; ">Le interminabili sedute davanti allo schermo gettano gli adolescenti <span>in una sorta di trance permanente</span>, soprattutto maschi, anche se le ragazze sono in aumento.</span></p>
<p>Gli <strong>'schiavi' della rete</strong>, che non riescono a stare 'scollegati' altrimenti vanno in astinenza, seguiti al Centro del Gemelli sono ragazzini che <strong> letteralmente vivono sui social network</strong>; adolescenti dai 13 ai 20 anni, soprattutto maschi, appassionati di giochi di ruolo, in particolare quelli di guerra; uomini dai 30 anni in su con problemi di gioco d'azzardo e rapporti virtuali.</p>
<p><img src="https://www.sickfacebook.com/images/facebook_addiction.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>In questo quadro i social network occupano un posto a parte. Parlare di dipendenza da Facebook &egrave;, per l'esperto, riduttivo. "E' un fenomeno pi&ugrave; complesso, senza confini, che comporta aspetti patologici nuovi: <strong>stati dissociativi, narcisismo, paranoia</strong>". Tanto che, anche se fra i pazienti in cura al Centro non ci sono coppie, si assiste a un aumento dei partner che spiano la compagna o il compagno, spinti da una paranoia sempre pi&ugrave; fuori controllo. Creano falsi profili e identit&agrave;, entrano in contatto con il partner, lo provocano anche con avance o appuntamenti per vedere la reazione, oppure ricorrono a <strong>software 'spia' </strong>che tengono sotto controllo sms, e-mail, messaggi Facebook.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"Siamo di fronte a un cambiamento nel modo di pensare e di comunicare in atto da anni, soprattutto nelle nuove generazioni. Gli adolescenti non hanno conosciuto un mondo prima del computer e di Internet. Il modo di relazionarsi - sottolinea - &egrave; diverso da quello tradizionale: sempre pi&ugrave; le relazioni sono web-mediate". Passano, cio&egrave;, attraverso la rete e i social network sono una finestra sempre aperta sul proprio microcosmo pi&ugrave; o meno allrgato.</p>
<p>Facebook e affini, prosegue Tonioni, "<em>hanno un enorme potenziale seduttivo sui giovanissimi, intanto perch&eacute; a quell'et&agrave; si &egrave; affamati di relazioni con i propri pari, che in rete possono allargarsi virtualmente a dismisura, e poi perch&eacute; si salta la comunicazione non verbale, in un momento di rapporto delicato con il proprio corpo</em>".</p>
<p>Questa generazione digitale spiazza i genitori. "Madri e padri - racconta - non sanno davvero che pesci prendere. La comunicazione virtuale &egrave; invasiva, non ci sono regole che tengono. Cos&igrave; i genitori affrontano la situazione in modi diversi: si va dalla proibizione, con il sequestro del modem, all'accettazione o anche allo spionaggio. Molti adulti creano falsi profili e chiedono l'amicizia ai figli, infiltrandosi nel loro mondo".</p>
<p>In aiuto alle mamme e ai pap&agrave; pi&ugrave; o meno preoccupati, annuncia Tonioni, arriver&agrave; a maggio un manuale sulla dipendenza da Internet, edito da Einaudi: <em>E' un piccolo passo verso la digitalizzazione dei genitori per capire il fenomeno di cui stiamo parlando</em>, conclude.&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42333/minacce-dallo-spazio-profondo</guid>
	<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 08:52:58 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42333/minacce-dallo-spazio-profondo</link>
	<title><![CDATA[Minacce dallo spazio profondo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Se ne parla da anni, del &nbsp;misterioso pianeta 9 che si nasconde ai margini del sistema solare, e a detta dei "soliti esperti" sembra essere la causa delle estinzioni di massa periodiche che si sono verificate sulla Terra, e sarebbe oltretutto in grado di creare una nuova pioggia di comete che verrebbeo a causare nuovi eventi catastrofici. <br>Questa &egrave; la tesi di un professore di astrofisica, tale&nbsp;<span>Daniel Whitmire,</span>&nbsp;che ha collegato i dati delle estinzioni di massa occorse sulla Terra, cui quella dei dinosauri al famigerato <strong>Pianeta 9 (ex pianeta X o 10 - ma il numero &egrave; stato dato a Pel&egrave; - NDR)</strong>, un ipotetico pianeta, che secondo alcuni astronomi americani avrebbe dimensioni pari a dieci volte la Terra e starebbe ad una distanza 1.000 volte pi&ugrave; lontanta dal Sole rispetto a lnostro pianeta.</p>
<p><img src="https://cdn.images.dailystar.co.uk/dynamic/33/photos/696000/620x/348696.jpg" alt="pianeta 9 ai confini del sistema solare" width="550" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Il mistero che avvolge le estinzioni che avvengono sul nostro pianeta, con cadenza quasi ciclica &egrave; un problema sul quale gli scienziati hanno indagato a lungo. Ad oggi a nessuno ha ancora chiarito per quale motivo le comete tendono ad giungere a noi con una regolarit&agrave; cos&igrave; unica, ma se la teoria sostenuta da Whitmire dovesse risultare anche solo parzialmente esatta, e fosse verificata l'esistenza del nono pianeta nel nostro sistema solare, le estinzioni di massa occorse nel corso di milioni di anni avrebbero una spiegazione pi&ugrave; chiara.</p>
<p>A detta dello scienziato, il pianeta oscuro, muovendosi attorno al sistema solare con un orbita di c.ca 27 milioni di anni, si troverebbe a passare in prossimit&agrave; della Fascia di Kuiper. <br>Si tratta di una regione ai confini del del sistema solare costituita da oggetti composti principalmente da sostanze volatili congelate, come <span>metano,&nbsp;</span>ammoniaca e acqua portando comete verso la Terra e all'interno del sistema solare. Questi rimasugli della creazione situati ai bordi del sistema solare, possono entrare in collisione con la Terra e ridurre la luce del sole che arriva fino a noi, causando potenziali estinzioni di massa.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/22923/acqua-patrimonio-dellumanit</guid>
	<pubDate>Sun, 03 Apr 2016 12:52:43 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/22923/acqua-patrimonio-dellumanit</link>
	<title><![CDATA[Acqua patrimonio dell'umanità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L'Acqua, una risorsa sempre pi&ugrave; scarsa a causa dell'esplosione demografica, fino a rappresentare un "<em>casus belli</em>" in varie zone del mondo. Ma il futuro sar&agrave; davvero costellato di conflitti per l'acqua? Per i media s&igrave;, per gli esperti no. La soluzione &egrave; la cooperazione.</p>
<p><span>I fiumi, da sempre fonte di vita, sono anche fonte di discordia. Si stima che al <strong>mondo</strong> vi siano oltre <strong>262 bacini fluviali</strong> condivisi tra pi&ugrave; Stati: <span style="text-decoration: underline;">59 in Africa, 52 in Asia, 73 in Europa, 61 in America Latina e Caraibi, e 17 in Nord America; in totale 145 Paesi al mondo</span> hanno almeno un bacino in condominio. E, salvo rare eccezioni, quasi ovunque la domanda &egrave; sempre la stessa: a chi appartiene l'acqua?</span></p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://www.acquadifonte.it/wp-content/uploads/2013/11/la-sorgente.jpg" alt="acqua unico patrimonio dell'umanitl" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Quasi sempre le sorgenti di un grande fiume si trovano in un paese diverso rispetto alla foce, gli affluenti si diramano in altri stati ancora mentre lo sfruttamento idrico a monte condiziona enormemente la portata d'acqua a valle. Ciascun Paese, a seconda che si trovi a monte o a valle di corso d'acqua, accorda la sua preferenza ad un criterio diverso per definire la questione. In compenso c'&egrave; una letteratura sempre pi&ugrave; copiosa sugli episodi di velata o aperta ostilit&agrave; che nel corso del tempo hanno visti protagonisti Stati rivieraschi.</p>
<p><span><span style="text-decoration: underline;">L'acqua appartiene alla Natura</span> e tocca all'umanit&agrave; (<em>fino a prova contraria fa anch'essa parte della natura e non ne &egrave; padrona</em>) garantirne l'accesso e l'utilizzo razionale, nel rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani. Ma il diritto degli Stati sovrani non e' dello stesso avviso. Attualmente, solo l'Ecuador ha affermato nella propria costituzione la tutela dell'ambiente come bene comune. Nessun altro Stato al mondo ha riconosciuto la tutela della natura come fine ultimo dell'azione generale, al pari, ad esempio, del diritto al lavoro o alla salute.</span><br>Al contrario, <strong>l'affermazione della sovranit&agrave; sui corsi d'acqua</strong> rimane ancora oggi, nel mondo dell'economia globalizzata, l'espressione piu' forte e autorevole della supremazia statuale, intesa come controllo legittimo di un territorio e dello sfruttamento delle sue risorse. E nessuna risorsa come l'acqua e' in grado di alimentare tensioni o di garantire uno sviluppo armonioso tra Paesi e tra comunit&agrave; di uomini.<br>L'ecopolitica, ovvero la governance geopolitica e strategica delle risorse naturali, &egrave; sempre stata un dossier sensibile e vulnerabile per la gestione del potere degli Imperi. Lo scenario temuto dagli esperti di "idropolitica", nuova branca della geopolitica, prevede un futuro costellato di guerre per il controllo dell'acqua da far impallidire anche quelli per il petrolio. Non &egrave; un caso che si parli gi&agrave; di "acqua in cambio di pace".</p>
<p><span>I principali fiumi contesi nell'area sono il Nilo, il cui bacino idrografico interessa dieci nazioni dell'Africa Orientale; il<em> Giordano, che attraversa Libano, Siria, Israele, Territori palestinesi; il Tigri e l'Eufrate, che nascono entrambi in Turchia, attraversano il territorio siriano e si congiungono in Iraq prima di sfociare nel Golfo Persico con il nome di al-Shat el-Arab. Con 400 milioni di abitanti, pari al 6% della popolazione mondiale, e circa 200 miliardi di metri cubi di acqua l'anno</em>, Nordafrica e Medio Oriente rappresentano la zona piu' sensibile alla questione acqua a livello planetario: tenendo presente che in media un milione di persone necessitano di due miliardi di metri cubi di acqua l'anno, il fabbisogno idrico della popolazione nordafricano-e' soddisfatto solo per un quarto.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://bp2.blogger.com/_eZEEnV-Gs2I/RwX9rZ7K4NI/AAAAAAAAACs/B3GIQKZl35M/s320/guerre.jpg" alt="" width="320" height="194" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Si prevede che nel <strong>2030 la popolazione mondiale raggiunger&agrave; la preoccupante cifra di 8 miliardi</strong> di individui, di cui ben 3 miliardi in situazione di grave crisi idrica.&nbsp;<br>In realt&agrave;, non tutti sono dello stesso avviso. Non pochi specialisti rimarcano che la cooperazione nell'utilizzo delle acque &egrave; tutt'altro che impossibile, scansando i minacciosi proclami di quanti profetizzano un futuro apocalittico.<br>A sostenerlo &egrave; soprattutto la World Water Week, dal 1991 la massima assise mondiale dove vengono discussi i problemi pi&ugrave; urgenti sull'acqua. La mancanza d'acqua, fu il pensiero predominante, &egrave; un problema dovuto alla cattiva gestione della risorsa, a cui &egrave; possibile rimediare attraverso una diretta collaborazione tra i paesi interessati.<br>Tra <em>il 1948 e il 1999, secondo l'UNESCO, si sono registrate 1.831 "interazioni internazionali", compresi 507 conflitti, 96 eventi neutrali o non significativi, e 1.228 importanti istanze di cooperazione, a dimostrazione che nei bacini condivisi la cooperazione &egrave; pi&ugrave; probabile del conflitto</em>.<br>Ma allora perch&eacute; si parla cos&igrave; spesso di "guerre per l'acqua"? Semplicemente perch&eacute; un conflitto, trova spazio sui media molto pi&ugrave; facilmente rispetto ad un accordo. "<em>Le guerre dell'acqua fanno notizia, gli accordi di cooperazione no</em>", dichiar&ograve; a margine del meeting Arunabha Ghosh, idrologo, coautore del Rapporto per lo sviluppo umano del 2006 sul tema della gestione dell'acqua. Un altro esperto, il prof. Asit K. Biswas, intervistato dall'IPS dichiar&ograve; che le guerre dell'acqua "Non hanno assolutamente senso, perch&eacute; non ci saranno - almeno non per i prossimi 100 anni". Biswas spieg&ograve; che la vera causa delle carenze idriche nel mondo non &egrave; tanto la scarsit&agrave; della risorsa quanto la sua cattiva gestione.<br>Con l'augurio che sia il primo passo che porti i governi a considerare l'acqua come "<em>patrimonio dell'umanit&agrave;</em>", da gestire assieme attraverso logiche solidali e di mutuo sostegno, lontane da qualsiasi interesse economico o politico. La condivisione delle risorse pu&ograve; essere una strada verso la pace perch&eacute; obbliga tutti a lavorare insieme, creando una naturale interdipendenza tra le nazioni.<br><strong>L'acqua c'&egrave;</strong>: basterebbe cooperare. Un esempio? <br>Israele e Giordania: dagli anni Settanta i due paesi collaborano alla gestione del fiume Giordano con reciproco vantaggio, dando vita ad un sodalizio che non si &egrave; interrotto neppure in tempo di guerra. E che ha rappresentato la base di partenza verso la cooperazione in altri settori, in particolare quello dei trasporti.</p>
<p>Collaborare conviene a tutti. <br><strong>Perch&eacute; costruire &egrave; sempre meglio che distruggere</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 12:24:57 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42312/discriminati-per-il-proprio-nome</link>
	<title><![CDATA[Discriminati per il proprio nome]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Se non vi fosse chiaro di cosa stiamo parlando, vi faccio un paio di esempi</p>
<p>La piccola australiana di nome <strong>Isis</strong> e il piccolo <strong>Adolf Hitler</strong> del New Jersey sono solo alcuni dei nomidi diritto nella lista di persone che hanno vissuto o vivono le esperienze pi&ugrave; tristi, a causa del proprio nome. Anche nella moderna e liberale &nbsp;America pu&ograve; accadere che un bimbo si veda negare una torta di compleanno, a dausa del rifiuto dei pasticceri a scrivere scriverci il suo nome sulla stessa.</p>
<p><img src="https://www.oddee.com/_media/imgs/articles2/a98088_id_8-hitler.jpg" alt="nomi strani - adolf hitler" width="550" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Certo, se il nome in questione conincide con quello di colui che si &egrave; reso responsabile del pi&ugrave; vergognoso genocidio nella storia dell&rsquo;umanit&agrave;, c&rsquo;&egrave; forse da capirli. La colpa &egrave; del genitore filo-nazista che ha imposto quell&rsquo;appellativo al proprio figlio e a cui, per fortuna, &egrave; stata tolta la patria potest&agrave;.<br>La coppia australiana formata da <strong>Frank e Sheridan Leskien</strong> era invece estremamente orgogliosa del nome scelto per la propria figlioletta (ISIS / ISIDE), e riceveva complimenti a profusione per la sua originalit&agrave; e bellezza. Non &egrave; certo da tutti portare il nome di una <strong>dea Egizia</strong>, un nome che portava con s&egrave; fascino ed eleganza. Chi mai avrebbe pensato che quel nome orientale e fuori dagli standard sarebbe diventato sinonimo di una delle pi&ugrave; brutali e paurose minacce contemporanee?</p>
<p>La piccola <strong>Isis</strong>&nbsp;al momento non &egrave; ancora a conoscenza del doppio significato del proprio nome, mentre suo fratello maggiore si &egrave; gi&agrave; visto costretto a subire angherie e crudelt&agrave; da parte dei compagni di scuola. I genitori stanno portando avanti una petizione affinch&eacute; i mass media smettano di usare l&rsquo;acronimo per indicare il gruppo terroristico islamico.</p>
<p>La giovane mamma francese <strong>Aida Alic</strong> ha vissuto un&rsquo;esperienza analoga quando si &egrave; vista rifiutare l&rsquo;ingresso negli Stati Uniti. <br>Il motivo? Il suo nome suona sospettosamente troppo simile ad &lsquo;<strong>Al Qaeda</strong>&rsquo;.</p>
<p>La ventinovenne <strong>Laura Matthews</strong> si &egrave; invece vista negare il rilascio di un passaporto a causa del secondo nome che lei stessa si &egrave; data. La ragazza ha pensato bene di aggiungere &lsquo;Skywalker&rsquo; al proprio appellativo anagrafico, tanto per farsi due risate. Peccato che questo abbia costituito una violazione di copyright e si sia tramutato nell&rsquo;impossibilit&agrave; di ottenere un passaporto.</p>
<p>Anche la piccola <strong>Harriet</strong>, nata e cresciuta in Islanda, ha sub&igrave;to la stessa sorte. Cosa mai ci sar&agrave; di strano in un nome come &lsquo;Harriet&rsquo;, vi chiederete? Ebbene, tale appellativo non &egrave; conforme alla legislazione islandese, essendo escluso dalla lista di nomi approvati dalle autorit&agrave;. Per legge, tutti i bimbi nati in Islanda devono essere chiamati con dei <strong>nomi che possano essere coniugati</strong> in Islandese.<br><span style="font-size: 12.8px;">Chiaramente, </span><strong style="font-size: 12.8px;">Harriet</strong><span style="font-size: 12.8px;"> non soddisfa il requisito.</span></p>
<p>Chiudiamo con il caso di un uomo della Florida di nome <strong></strong></p>
<p><strong></strong>. Non &egrave; una barzelletta, i suoi antenati emigrarono in America dalla Grecia e scelsero proprio questo come cognome di famiglia. Lo beffa maggiore sta per&ograve; nel fatto che Edward &egrave; stato arrestato per possesso illecito di droga. <strong>Xanax</strong>, non cocaina, ma stiamo l&igrave;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42311/per-lavorare-meglio-essere-incompetenti</guid>
	<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 12:00:49 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42311/per-lavorare-meglio-essere-incompetenti</link>
	<title><![CDATA[Per Lavorare meglio essere incompetenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il lavoro? Questione di paradossi. <br>E' la tesi fatta emergere da Angelo Pasquarella, esperto del mondo del lavoro, secondo cui "<em>pi&ugrave; si &egrave; incompetenti e pi&ugrave; si viene pagati e se si vuole lavorare &egrave; meglio non andare in ufficio</em>".</p>
<p>"<em>L&rsquo;attuale attivit&agrave; d&rsquo;ufficio spesso non consiste in volumi di lavori di massa caratterizzati da semplicit&agrave; e ripetitivit&agrave;. Queste attivit&agrave; vengono sempre pi&ugrave; date in outsourcing a piccole imprese di servizi. Le imprese trattengono per s&eacute; i lavori pi&ugrave; difficili da esternalizzare in quanto a maggior contenuto professionale. Ne consegue che le prestazioni richieste all&rsquo;operatore consistono maggiormente nella soluzione di problemi che nell&rsquo;applicazione di procedure ripetitive</em>".</p>
<p>La realt&agrave; &egrave; che: "<em>Qualche volta per migliorare le prestazioni di una struttura proviamo ad immettere un giovane brillante nella speranza che serva da traino in situazioni stagnanti. Quasi mai otteniamo risultati positivi. L&rsquo;intervento da fare &egrave; nei confronti della struttura nel suo insieme. Qualora un dipendente spicchi sugli altri per capacit&agrave; ed efficienza, si realizza una sorta di effetto calamita. E&rsquo; in questi casi che si realizza il paradosso 'carica l&rsquo;asino, finch&eacute; non si adegua</em>'".</p>
<p>"<em>Le capacit&agrave; e l'estro del singolo</em> &lt;afferma Pasquarella&gt; <em>non sopravvivono in <strong>strutture mediocri</strong>. Al contrario, quando il gruppo esprime una media elevata, anche la punta verso il basso tender&agrave; a spingersi verso l&rsquo;alto o a cercare un&rsquo;altra occupazione. Per questo, per migliorare la produttivit&agrave; di un ufficio ad alta intensit&agrave; di conoscenza non serve intervenire sulle punte, ma occorre lavorare sul suo insieme</em>".</p>
<p>A detta degli esperti, per&ograve; esiste anche un paradosso anche sull'incompetenza: "<em>Esiste in molti di noi, una sorta di paradigma attraverso il quale si ritiene che pi&ugrave; tempo ci si mette e pi&ugrave; un problema &egrave; difficile oppure meglio viene svolto. Avere come riferimento il tempo significa accettare concetti come: 'Pi&ugrave; tempo impieghi e pi&ugrave; &egrave; difficile il compito'. Questo messaggio viene letto cos&igrave;: 'Pi&ugrave; tempo impiego e pi&ugrave; viene valorizzato il mio lavoro', oppure 'Che lavoro difficile e complesso sto facendo, la mia competenza non ha prezzo'. E di conseguenza: '<strong>Pi&ugrave; si &egrave; incompetenti e pi&ugrave; si vale</strong></em>'".</p>
<p>"La mentalit&agrave; che ne consegue -aggiunge- <strong>disincentiva l&rsquo;operatore a migliorare</strong> se stesso, a trovare nuovi metodi che rendano pi&ugrave; celere o efficiente l&rsquo;attivit&agrave; (<em>non dimentichiamo che il processo intellettuale non &egrave; industrialmente predefinito ma determinato dall&rsquo;operatore</em>) e, nel lungo periodo, rende questo operatore improduttivo".</p>
<p>"La colpa di ogni inefficienza sar&agrave; attribuita al tempo, sempre troppo poco rispetto alle cose da fare. La soluzione che automaticamente affiora &egrave; che occorrono pi&ugrave; persone che, una volta assunte, non potranno che aumentare l&rsquo;inefficienza dell&rsquo;ufficio".</p>
<p><img src="https://www.impresamia.com/wp-content/uploads/2015/02/manager.jpg" alt="essere incompetenti per trovare lavoro" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>"L&rsquo;unica soluzione &egrave;, invece, quella -sottolinea- di premiare la competenza invogliando ognuno ad essere pi&ugrave; efficiente e dimostrando che il risultato dell&rsquo;efficienza va anche a suo beneficio. Vi devono, infatti, essere precisi interessi, stimoli e incentivi al miglioramento che impongono lo sganciamento dalla trappola temporale".</p>
<p>"Alcune aziende - ricorda - finiscono con il concordare con i propri dipendenti il tempo per il raggiungimento di un determinato risultato atteso. L&rsquo;efficienza, in questo caso, va anche a vantaggio del dipendente, che potr&agrave; impiegare l&rsquo;eventuale tempo che gli avanza in attivit&agrave; o progetti che lo interessano".</p>
<p>Angelo Pasquarella sostiene, inoltre, che "se si vuole lavorare non bisogna venire in ufficio". "<em>Molte aziende</em> - riferisce - <em>sono recentemente arrivate ad imporre ai propri dipendenti il lavoro a casa per due giorni alla settimana, alleggerendo i costi e costringendo i collaboratori a comportamenti pi&ugrave; autonomi e pianificati. Nonostante ci&ograve;, molte imprese stentano nell&rsquo;adottare atteggiamenti flessibili sull&rsquo;orario: si lavora solo se si &egrave; presenti</em>".</p>
<p>"La presenza -assicura l'esperto- &egrave; necessaria nella produzione di beni materiali, che non possono che essere prodotti in un luogo materiale. Ci portiamo dietro radicati modelli mentali e siamo orientati comunque alla fisicit&agrave; del luogo produttivo, anche come espressione della fatica e delle sofferenze legate all&rsquo;applicazione della gerarchia che, ai nostri occhi, appare giustificare il nostro reddito".</p>
<p>Per questo, conclude, "nel lavoro postindustriale, anche quando non ve ne sarebbe bisogno, siamo istintivamente portati a doverci posizionare in un luogo deputato al lavoro, diverso da quello associato al concetto di riposo: se lavoriamo a casa ci sembra di non aver lavorato".</p>
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	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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