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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 10:44:46 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27627/torino-kebabbaro-nordafricano-accoltella-cliente-senegalese</link>
	<title><![CDATA[Torino: kebabbaro nordafricano accoltella cliente senegalese]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Tentato omicidio nella notte in via Ravenna. Il proprietario del kebab di corso Principe Oddone 40 ha accoltellato un senegalese al termine di una violenta lite avvenuta all&rsquo;interno del locale.</p>
<p><img src="https://www.atuttadestra.net/wp-content/uploads/2012/06/kebab-2.jpg" width="220" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>I fatti si sono svolti intorno alle ore 2.</p>
<p>Un battibecco tra il titolare del kebab, un giovane&nbsp;<strong>marocchino&nbsp;</strong>di 28 anni, e due clienti originari del Senagal &egrave; sfociato in un parapiglia che ha visto il ventottenne accerchiato e malmenato da altri cittadini centroafricani sopraggiunti a dare man forte ai connazionali. La situazione &egrave; peggiorata quando il titolare del locale ha impugnato un coltello da macellaio di quasi 60 centimetri e provato a colpire i suoi aggressori, inseguendoli anche per diverse decine di metri fuori dal kebab in via Ravenna.</p>
<p>I senegalesi, minacciati con il coltello, sono fuggiti. Il giovane kebabbaro ne ha per&ograve; raggiunto uno e colpito con alcuni fendenti all&rsquo;avambraccio sinistro ed al collo, all&rsquo;altezza dell&rsquo;orecchio sinistro. Resosi conto della gravit&agrave; della situazione ha provato a scappare, buttando il coltello da macellaio sporco di sangue sotto un dehor.</p>
<p>Alcuni agenti del Commissariato Barriera Milano sono corsi in soccorso del senegalese ferito alla gola e al braccio. Dopo essersi fatti raccontare quanto successo, i poliziotti hanno individuato e arrestato il colpevole con l&rsquo;accusa di tentato omicidio. Quanto al ferito, &egrave; stato trasportato dai sanitari del 118 al Pronto Soccorso: non &egrave; in pericolo di vita.</p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<pubDate>Sun, 06 Apr 2014 09:47:41 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27608/rissa-tra-cinesi-e-marocchini-in-un-bar-davanti-alle-cucine-popolari</link>
	<title><![CDATA[Rissa tra cinesi e marocchini in un bar davanti alle cucine popolari]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #000000; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #ffffff; float: none;">Il gestore orientale del locale ha la peggio e finisce all&rsquo;ospedale con la testa rotta. Ancora ignoti i motivi che hanno fatto esplodere la violenza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; padding: 5px 0px 10px; border: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-color: #ffffff; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;"><span>&nbsp;</span>La polveriera multi-etnica esplode a due passi dal Tribunale, davanti alle cucine popolari. Alle 15,30, in un bar in via Tommaseo gestito da orientali, &egrave; scoppiata una furibonda rissa tra i titolari cinesi e dei nordafricani.</p>
<p style="margin: 0px; padding: 5px 0px 10px; border: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-color: #ffffff; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;"><img src="https://www.italiapost.info/wp-content/uploads/2013/09/rissa.jpg" alt="image" width="436" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; padding: 5px 0px 10px; border: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-color: #ffffff; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;">&Egrave; ancora ignoto (e tuttora al vaglio delle forze dell&rsquo;ordine che sono prontamente intervenute) il motivo che ha scatenato la violenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; padding: 5px 0px 10px; border: 0px; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-color: #ffffff; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;">Quel che &egrave; certo &egrave; che il titolare cinese del locale ne porter&agrave; i segni per un bel pezzo: durante la collutazione ha battuto violentemente la testa e ha dovuto essere ricoverato al Pronto soccorso.</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #ffffff; float: none;"><br></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #ffffff; float: none;"><br></span></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27547/chi-puo-salvare-litalia-dalleuro-</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 11:45:27 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27547/chi-puo-salvare-litalia-dalleuro-</link>
	<title><![CDATA[CHI PUO' SALVARE L'ITALIA DALL'EURO ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Chi &egrave; <strong>Blackrock</strong>, il fondo che potrebbe entrare in <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> con una cospicua dote di dollari (s&igrave;, <strong>dollari</strong>, non euro) a sostegno delle imprese italiane, comprese le <strong>PMI</strong>?</p>
<p>Si tratta del pi&ugrave; grande fondo di investimenti a livello mondiale, con una massa gestita di oltre quattromila miliardi di dollari, pari a quasi due volte il debito pubblico italiano e con alle spalle una storia di successi unica nel panorama della finanza internazionale.</p>
<p>Nata inizialmente come divisione investimenti del BlackStone Group, nel 1992, tre dei suoi manager si separarono dalla casa madre fondando BlackRock societ&agrave; di investimento. Nel 1995 si fonde con PNC Financial Services. Negli anni successivi verrano incorporate anche Merryl Lynch Investment Managers e, a seguito della crisi subprime, nel 2009 anche Barclays Global Investors, che porter&agrave; in dote al gruppo americano la piattaforma iShares, uno dei principali fornitori di ETF a livello mondiale.</p>
<p>Attualmente Blackrock opera in oltre 60 paesi e fornisce servizi di investimento sia a clienti privati che istituzionali (<em>ad esempio, il colosso assicurativo Allianz colloca tramite i suoi canali di vendita anche i prodotti di Blackrock</em>).</p>
<p><img src="https://aiutomutuo.finanza.com/files/2013/06/00622cc7ebffc6d2b7f1a4d06807d3ebdbfc2b178449c936c70738ae.jpg" width="324" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>La forza di Blackrock consiste nell&rsquo;avere un&rsquo;ottica non speculativa, ma di investimento delle proprie operazioni. Tradotto in parole pi&ugrave; semplici, i suoi gestori, quando investono in un&rsquo;azienda lo fanno perch&egrave; ritengono che il suo potenziale di crescita si estrinsechi nel tempo, essendo poco interessati ad operazioni mordi e fuggi. Un esempio al riguardo, era la disponibilit&agrave; del colosso americano di acquisire addirittura il 20% della Monclair al momento della quotazione in borsa, scommettendo sulla crescita futura dell&rsquo;azienda italiana.</p>
<p><img src="https://www.europaquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/03/blackrock-e1395255003231.jpg" width="550" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Per poter operare con una simile visione sono necessari due requisiti: una base societaria estremamente frammentata per evitare conflitti di interesse e risorse umane e tecniche di primo piano per poter compiere analisi dettagliate ed approfondite delle aziende in cui andare ad investire. Blackrock risponde in pieno ai due requisiti, tanto che il suo sistema di analisi Aladdin viene regolarmente acquistato ed utilizzato anche da altri investitori mondiali, tanto che il volume gestito tramite i sistemi realizzati da Blackrock si aggira sui 15 miliardi di dollari.</p>
<p>Perch&egrave; mai un colosso come Blackrock dovrebbe essere interessato a venire ad investire in Italia? Vediamo di analizzare e coglierne le motivazioni.</p>
<p>Prima di tutto le aziende italiane, per quanto fiaccate dalla crisi, conservano un potenziale di sviluppo notevole, legato al know how dei propri tecnici e delle proprie maestranze (non a caso, prima della sciagurata adozione dell&rsquo;euro la produzione industriale italiana era ben superiore a quella tedesca, e non &egrave; un caso che proprio la Germania insista per imporre all&rsquo;Italia politiche economiche recessive, ben sapendo che in caso contrario le sue aziende tornerebbero a subire i contraccolpi della concorrenza del nostro paese).</p>
<p>In secondo luogo, la scommessa &egrave; che l&rsquo;attuale sistema dell&rsquo;eurozona sia destinato in tempi non eccessivamente lunghi, a collassare. Il rapporto di cambio euro-dollaro &egrave; eccessivamente alto e, Germania a parte, rende le industrie di qualsiasi paese aderente alla moneta unica assolutamente non competitive con il resto del mondo. Questo stato di cose, ovviamente, non pu&ograve; permanere a lungo senza portare a sommovimenti socio politici, le cui avvisaglie si sono gi&agrave; intraviste con il voto amministrativo francese e con le continue manifestazioni di protesta in Portogallo, in Spagna ed in Grecia di cui i media nazionali ben si guardano dal parlarne, per non dire dei sondaggi sull&rsquo;elettorato inglese, contrario non solo all&rsquo;euro (che l&rsquo;Inghilterra si &egrave; ben guardata dall&rsquo;adottare), ma anche alla permanenza stessa della Corona all&rsquo;interno della ue.</p>
<p>Nella migliore delle ipotesi per la UE, una forte svalutazione dell&rsquo;euro, porterebbe ad un aumento di valore automatico degli investimenti compiuti da Blackrock sul suolo italiano, oltre che ad una potenziale crescita delle esportazioni delle nostre aziende manifatturiere. Tale scenario appare tuttavia poco probabile, perch&egrave; porterebbe ad un indebolimento della posizione tedesca a favore delle altre economie, e l&rsquo;establishment di Berlino ha pi&ugrave; volte fatto capire di non voler concedere assolutamente nulla ai propri partner europei che possa anche solo lontanamente costituire un fattore di concorrenza per le proprie aziende.</p>
<p>Il secondo scenario &egrave; rappresentato dal collasso stesso della moneta unica (che viene ormai auspicato da tutte le parti, compresa una buona fetta di economisti di fama mondiale) ed il ritorno alle monete nazionali.</p>
<p>Un ritorno alla lira, con una svalutazione di circa il 20-25% rispetto all&rsquo;euro, e quindi rispetto al dollaro,farebbe crescere di altrettanto il valore dell&rsquo;investimento effettuato da Blackrock in Italia, visto che i suoi dollari sarebbero convertiti in lire per poter essere usati dalle aziende, ampliando quindi la capacit&agrave; di investire nelle aziende italiane a costo zero e potendo contare sulla ripartenza del tessuto produttivo nazionale, strangolato per tropo tempo dal gelido abbraccio dell&rsquo;euro in salsa tedesca.</p>
<p>Blackrock ed i suoi uomini, inoltre, hanno il bagaglio di conoscenze tecniche per poter dare rapidamente impulso all&rsquo;ammodernamento delle strutture industriali italiane, che non significa riduzione di mano d&rsquo;opera, ma implementazione di soluzioni informatiche e tecniche atte a competere a livello internazionale.</p>
<p>A chi dice che le nostre industrie non sono competitive perch&egrave; sorpassate, sarebbe il caso di ricordare che le aziende tedesche stanno comprando a mani basse le nostre PMI, in quanto dalle forniture di queste dipende il loro successo in campo mondiale. Senza i semilavorati ed i pezzi prodotti nel nostro paese, le industrie tedesche non sarebbero in grado di realizzare i loro prodotti.</p>
<p>E questo, il leader mondiale degli investimenti per massa gestita lo sa benissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/c-2750_IL_COLOSSO_MONDIALE_DELLA_FINANZA_BLACKROCK_HA_DECISO_DI_SALVARE_LITALIA_DALLEURO_ECCO_CHI_E_E_CHE_PIANI_HA">fonte</a></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27529/veneto-arrestati-i-24-secessionisti</guid>
	<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 17:07:01 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27529/veneto-arrestati-i-24-secessionisti</link>
	<title><![CDATA[Veneto arrestati i 24 secessionisti.]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>Operazione del Ros dei carabinieri dopo un'inchiesta della Procura di Brescia: oltre 51 gli indagati, fra cui uno dei leader dei Forconi. Matteo Salvini: "Liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri e arrestano chi vuole l'indipendenza. Siamo alla follia". Misura cautelare anche per l'ex parlamentare della Lega Nord Franco Rocchetta. Il gruppo preparava un'azione eclatante in piazza San Marco con un carro armato artigianale</h2>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong>Associazione con finalit&agrave; di terrorismo</strong>,&nbsp;eversione&nbsp;dell&rsquo;ordine democratico e&nbsp;fabbricazione e detenzione di<strong>&nbsp;armi da guerra.&nbsp;</strong>Tradotto: violenza secessionista. Per la&nbsp;<strong>Procura di Brescia</strong>&nbsp;non ci sono dubbi: erano disposti a tutto pur di spingere all&rsquo;indipendenza del Veneto. Anche ad azioni clamorose. Fino ad oggi, quando un blitz dei carabinieri del Ros ha stroncato l&rsquo;attivit&agrave; pseudo-politica di un gruppo secessionista veneto, accusato di aver messo in atto &ldquo;varie iniziative, anche<strong>violente</strong>&ldquo;, per&nbsp;<strong>raggiungere&nbsp;</strong>l&rsquo;obiettivo: la secessione dall&rsquo;Italia. L&rsquo;indagine ha portato a ventiquattro arresti nelle provincie di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona. In carcere, tra gli altri, l&rsquo;ex parlamentare e sottosegretario&nbsp;<strong>Franco Rocchetta</strong>, fondatore della&nbsp;<strong>Liga Veneta</strong>(attualmente fuori dal movimento confluito nella Lega Nord) e tra i promotori del referendum per la secessione del&nbsp;<strong>Veneto</strong>.&nbsp;Stesso provvedimento per&nbsp;<strong>Lucio Chiavegato</strong>, il leader del&nbsp;<em><strong>Movimento 9 dicembre</strong></em>&nbsp;di Verona. Chiavegato &egrave; stato protagonista del presidio nei pressi del casello dell&rsquo;autostrada A4, gi&agrave; presidente della&nbsp;<strong>Life</strong>, la Libera Associazione degli imprenditori veneti (<strong>leggi</strong>). Carcere anche per il suo braccio destro,<strong>&nbsp;Patrizia Badii</strong>, anche lei tra i promotori del presidio verosese di dicembre.&nbsp;La Badii ieri era stata ricevuta a Roma dalla Commissione Agricoltura del Senato per un&rsquo;audizione sui problemi degli allevatori.&nbsp;Un altro degli arrestati,&nbsp;<strong>Giancarlo Orin</strong>i, 74 anni, nel 2008 si era candidato alla carica di&nbsp;<strong>sindaco</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Brescia</strong>&nbsp;a capo della lista &ldquo;Liberi bresciani&rdquo;. Rinunci&ograve; poi alla candidatura sostenendo che l&rsquo;<em><strong>election day</strong></em>&nbsp;impediva alle liste locali di esprimere i loro contenuti e aveva quindi invitato i simpatizzanti ad annullare la scheda.</p>
<p>In galera, inoltre,&nbsp;<strong>Luigi Faccia</strong>, mentre ai domiciliari &egrave; finito&nbsp;<strong>Flavio Contin</strong>: questi ultimi due sono personaggi gi&agrave; noti alle forze dell&rsquo;ordine perch&eacute; fecero parte del gruppo dei Serenissimi, che tra l&rsquo;8 e il 9 maggio del 1997 occuparono piazza San Marco a Venezia a bordo di un blindato. E&rsquo;&nbsp;<strong>Felice Pani</strong>, 54 anni di Terralba (Oristano), l&rsquo;unico sardo tra i 24 &ldquo;secessionisti&rdquo; arrestati stamattina. Pani era un tranquillo commerciante di frutta e verdura fino all&rsquo;estate del 2008, quando sal&igrave; per la prima volta agli onori della cronaca per la partecipazione all&rsquo;occupazione dell&rsquo;isola di&nbsp;<strong>Mal di Ventre</strong>&nbsp;(sulla costa centro occidentale della Sardegna) organizzata dall&rsquo;indipendentista Salvatore &ldquo;Doddore&rdquo; Meloni &ndash; anche lui di Terralba &ndash; assieme al quale piant&ograve; sull&rsquo;isola la bandiera della&nbsp;<strong>Repubblica Indipendente di Malu Entu</strong>, nel cui governo guidato da Meloni, l&rsquo;uomo arrestato oggi ricopr&igrave; la carica di&nbsp;<strong>ministro dell&rsquo;Agricoltura</strong>. Pani fin&igrave; poi assieme a Meloni in Tribunale. L&rsquo;accusa non parlava per&ograve; di secessione o di attentato all&rsquo;integrit&agrave; dello Stato, ma solo di danneggiamento ambientale per i rifiuti abbandonati nell&rsquo;isola. Qualche tempo dopo l&rsquo;amicizia e la collaborazione tra i due si ruppe, anche per questioni di affari, ma Pani non abbandon&ograve; mai la fede indipendentista.</p>
<p>Tra gli indagati, del resto, figura anche lo stesso&nbsp;<strong>Salvatore Meloni</strong>, detto Doddore. A rivelarlo &egrave; stato lui stesso, convocando per questo pomeriggio una conferenza stampa. A casa di Meloni questa mattina alle 5 &egrave; stata eseguita una perquisizione durante la quale sono stati sequestrati<strong>computer</strong>&nbsp;e cellulari.&nbsp;Nelle iniziative documentate dall&rsquo;indagine anche la trasformazione di un trattore agricolo in una sorta di<strong>&nbsp;carro armato&nbsp;</strong>con un cannoncino da 12 millimetri perfettamente funzionante. Il veicolo sarebbe servito per compiere un&rsquo;azione eclatante a&nbsp;<strong>Venezia</strong>&nbsp;in&nbsp;<strong>piazza San Marco</strong>. Il mezzo &egrave; stato sequestrato a&nbsp;<strong>Casale di Scodosia</strong>&nbsp;nel padovano, il comune che, a quando si apprende, sarebbe stata la &ldquo;base&rdquo; del gruppo.&nbsp;Nel corso dell&rsquo;indagine, che vede indagate 51 persone in tutto, sono state effettuate 33 perquisizioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la&nbsp;<strong>composizione</strong>&nbsp;del gruppo, secondo gli inquirenti &ldquo;l&rsquo;Alleanza ha riunito pi&ugrave; organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell&rsquo;indipendenza dallo Stato italiano&rdquo;: tra queste&nbsp;<strong>Brescia Patria</strong>,<strong>Veneto Stato</strong>, il movimento indipendentista sardo&nbsp;<strong>Disubbidientzia</strong>, nonch&eacute; il movimento dei&nbsp;<strong>Serenissimi</strong>.&nbsp;Nel progetto dell&rsquo;organizzazione secessionista, oltre alla liberazione di piazza San Marco, &egrave; prevista l&rsquo;insurrezione degli strati delle popolazioni del Nord-Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica, con la creazione di ambasciate presso Paesi amici, gi&agrave; individuati nella&nbsp;<strong>Serbia</strong>&nbsp;e nella&nbsp;<strong>Svizzera</strong>, al fine di ottenere un formale<strong>riconoscimento</strong>&nbsp;internazionale. Per ottenere la massima visibilit&agrave; e vanificare l&rsquo;intervento delle forze di polizia, dopo l&rsquo;azione di piazza San Marco i membri dell&rsquo;Alleanza avrebbero previsto la realizzazione di una conferenza stampa da organizzarsi in una&nbsp;<strong>capitale europea</strong>&nbsp;da individuare.</p>
<p><img src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/04/veneto_640.jpg?adf349" width="550" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong><span>Carcere e domiciliari per due ex Serenissimi</span><br>Alessio Morosin</strong>, avvocato di&nbsp;<strong>Flavio Contin</strong>, proprietario del garage nel quale &egrave; stato ritrovato il<strong>mezzo blindato</strong>, afferma che &ldquo;il tanko &egrave; lo stesso usato nella notte fra l&rsquo;8 e il 9 maggio 1997&Prime;, quando un gruppo di&nbsp;<strong>Serenissimi</strong>&nbsp;occup&ograve; piazza San Marco rivendicando l&rsquo;indipendenza del Veneto. Nella Vicenda, anche allora fu coinvolto Flavio Contin. &ldquo;Il mezzo &ndash; afferma l&rsquo;avvocato &ndash; &egrave; stato legalmente acquistato all&rsquo;asta al termine del procedimento del Tribunale di Venezia da un gruppo di persone che aveva come referente&nbsp;<strong>Geremia Agnoletti</strong>&ldquo;.&nbsp;Contin e Faccia, assieme ad altriotto indagati, sono accusati di aver illegalmente fabbricato e detenuto quello che viene definito &ldquo;un carro armato-arma da guerra&rdquo;. La costruzione e la detenzione di un blindato, che ricorda il &lsquo;tank&ograve; usato nel 1997 dai &ldquo;Serenissimi&rdquo; in Piazza San Marco, che si muove tra Casale di Scodosia (Padova) e Palazzolo sull&rsquo;Oglio (Brescia), ma anche in altri luoghi forse per provarlo, dall&rsquo;aprile dello scorso anno ad oggi. I due sono anche accusati, assieme al altre 16 persone, tra le quali Franco Rocchetta, del reato previsto all&rsquo;articolo 270 bis del codice penale (Associazione con finalit&agrave; di<strong>terrorismo</strong>&nbsp;anche internazionale o di eversione dell&rsquo;ordine democratico) per aver promosso, costituito, organizzato e finanziato una associazione denominata &lsquo;L&rsquo;Alleanza&rsquo;, che avrebbe avuto tra i suoi propositi l&rsquo;occupazione militare di Piazza san Marco, a&nbsp;<strong>Venezia</strong>.</p>
<p><span><strong>I nomi dei 24 arrestati</strong></span><br>Tra i 24 secessionisti arrestati compaiono cinque donne tra le quali anche una giovane di 26 anni. Ecco tutti i nomi:&nbsp;<strong>Corrado Manessi</strong>&nbsp;nato a Brescia l&rsquo;11.02.1962;&nbsp;<strong>Roberto Abeni</strong>, nato a Brescia il 17.12.1963;&nbsp;<strong>Angelo Zanardini</strong>, nato a Sale Marasino (Brescia);&nbsp;<strong>Luigi Faccia</strong>, nato a Conselve (Padova) il 30.07.1954;&nbsp;<strong>Lucio Chiavegato</strong>, nato a Bovolone (Verona) il 08.02.1965;&nbsp;<strong>Patrizia Badii</strong>nata a Scandicci (Firenze) il 20.11.1963;&nbsp;<strong>Tiziano Lanza</strong>, nato a Bovolone (Verona) il 23.09.1961;<strong>Andrea Meneghelli</strong>&nbsp;nato a Isola della Scala il 05.03.1966;&nbsp;<strong>Luca Vangelista</strong>&nbsp;nato a Rivoli (Torino) il 11.07.1963;&nbsp;<strong>Corrado Turco</strong>&nbsp;nato a Isola Rizza (Verona) il 24.08.1967;&nbsp;<strong>Felice Pani</strong>, nato a Terralba (Oristano) il 29.01.1960;<strong>&nbsp;Stefano Ferrari</strong>&nbsp;nato a Bergamo il 28.06.1969;&nbsp;<strong>Renato Zoppi</strong>nato a Monteforte d&rsquo;Alpone (Verona) il 16.06.1957. Nome illustre tra i secessionisti arrestati &egrave; quello del fondatore della Liga Venera&nbsp;<strong>Franco Rocchetta</strong>, nato a Venezia il 12.04.1947. Poi ancora:<strong>Riccardo Lovato</strong>&nbsp;nato a Padova il 14.10.1969;&nbsp;<strong>Michele Cattaneo</strong>, nato a Brescia il 17.09.1979;<strong>Maria Luisa Violati</strong>&nbsp;nata a Lendinara (Rovigo) il 29.04.1964;&nbsp;<strong>Erika Pizzo</strong>, nata a Badia Polesine (Rovigo) il 05.02.1988;&nbsp;<strong>Roberto Bernardelli</strong>, nato a Milano il 31.01.1949;&nbsp;<strong>Elisabetta Adami</strong>, nata a Villafranca di Verona (Verona) l&rsquo;8.02.1947;&nbsp;<strong>Maria Marini</strong>, nata a Volpago del Montello (Treviso) il 23.08.1957;&nbsp;<strong>Marco Ferro</strong>, nato a Lendinara (Rovigo) il 25.07.196. Sono invece stati sottoposti agli arresti domiciliari:&nbsp;<strong>Giancarlo Orini</strong>&nbsp;nato a Brescia il 27.02.1939 e&nbsp;<strong>Flavio Contin</strong>&nbsp;nato a Casale di Scodosia (Padova) il 05.11.1942.</p>
<p><span><strong>La Procura: &ldquo;Volevano alimentare l&rsquo;insurrezione popolare&rdquo;</strong></span><br>Si proponevano &rdquo;l&rsquo;indipendenza dallo Stato italiano con il ricorso a metodi violenti e all&rsquo;insurrezione popolare&rdquo; i componenti del gruppo &lsquo;<strong>Alleanza</strong>&lsquo;, sgominato stamani dall&rsquo;operazione dei Ros. Lo ha spiegato il procuratore di Brescia,&nbsp;<strong>Tommaso Buonanno</strong>, durante la conferenza stampa convocata per spiegare l&rsquo;operazione. &ldquo;Il gruppo &ndash; ha spiegato il magistrato &ndash; era stato fondato nel maggio del 2012 e riuniva esponenti di&nbsp;<strong><em>Brescia patria</em></strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong><em>Movimento separatista Veneto stato</em></strong>. Il programma si rifaceva, prevedendo per&ograve; anche metodi violenti, al gruppo della&nbsp;<strong><em>Serenissima</em></strong>, autore dell&rsquo; occupazione di piazza San Marco a Venezia. Tra gli indagati vi sono anche persone che parteciparono al blitz nel capoluogo veneto.&nbsp;Per quanto riguarda presunti legami con movimenti politici, il procuratore di Brescia ha sottolineato che &ldquo;non vi sono elementi che evidenzino collegamenti fra queste persone e la&nbsp;<strong>Lega Nord</strong>&rsquo;&rsquo;. Anzi, per&nbsp;<strong>Tommaso Buonanno</strong>&nbsp;&ldquo;si tratta di persone che avevano avuto contrasti con la Lega Nord&rsquo;&rsquo; perch&eacute; ritenevano la linea&nbsp;<strong>Carroccio</strong>troppo morbida.</p>
<p>A sentire gli inquirenti, poi, il gruppo intendeva utilizzare il&nbsp;<strong>carro armato</strong>&nbsp;rudimentale &ldquo;per un&rsquo;azione in Piazza San Marco a Venezia, con il coinvolgimento di centinaia di persone, alcune delle quali armate&rdquo;. Per gli investigatori il tank (seppur artigianale in quanto realizzato dotando una ruspa di paratie blindate)&nbsp;poteva essere armato con una bocca da fuoco. A proposito dell&rsquo;azione &lsquo;in programma&rsquo; a Piazza San Marco, &ldquo;&egrave; stato documentato come alcuni militanti dell&rsquo;organizzazione si siano adoperati per reperire<strong>&nbsp;armi leggere</strong>&nbsp;attraverso dei contatti con la&nbsp;<strong>criminalit&agrave; albanese</strong>, da destinare ai membri dell&rsquo;organizzazione&rdquo;. Il carro armato artigianale, &ldquo;definito Tanko&rdquo;, &egrave; stato costruito in un capannone a Casale di Scodosia, in provincia di Padova utilizzando una pala cingolata&nbsp;<strong>Fiatallis Mod.FL 20</strong>, &ldquo;successivamente blindata e dotata di videocamere e di una bocca da fuoco, ancora da montare&rdquo;.&nbsp;Sempre nello stesso&nbsp;<strong>capannone</strong>, alcuni membri dell&rsquo;organizzazione hanno di recente realizzato una prova di fuoco a salve, testimoniando l&rsquo;<strong>offensivit&agrave;</strong>&nbsp;del mezzo blindato una volta armato.&nbsp;Secondo la procura, inoltre, l&rsquo;organizzazione secessionista ha svolto anche una diffusa attivit&agrave; di&nbsp;<strong>autofinanziamento</strong>&nbsp;che ha consentito di raccogliere finora non meno di 100mila euro, grazie a singole elargizioni e all&rsquo;apertura alla&nbsp;<strong>Cassa Padana</strong>&nbsp;di un conto dedicato alla raccolta dei fondi.</p>
<p>Per quanto riguarda l&rsquo;organizzazione interna, poi, la<strong>&nbsp;struttura secessionista</strong>&nbsp;era &ldquo;basata &ndash; hanno spiegato gli investigatori &ndash; su una precisa ripartizione dei ruoli tra gli associati, con l&rsquo;attribuzione di<strong>compiti specifici</strong>, quali il&nbsp;<strong>Comandante della Piazza per la Veneta Serenissima Armata</strong>&ldquo;. Tra gli associati vi era poi &ldquo;un nucleo centrale, motore propulsore dell&rsquo;organizzazione&rdquo;, mentre la formale adesione al progetto indipendentista avveniva &ldquo;attraverso la compilazione e sottoscrizione di<strong>schede di adesione</strong>, contenenti la carica rivestita e le regole tassative da rispettare&rdquo;. Le indagini hanno inoltre evidenziato &ldquo;la disponibilit&agrave; di luoghi di riunione riservati, quali private abitazioni, aziende di propriet&agrave; degli indagati e ristoranti; la disponibilit&agrave; di&nbsp;<strong>utenze cellulari</strong>&nbsp;dedicate esclusivamente alle conversazioni tra gli associati; una diffusa attivit&agrave; di&nbsp;<strong>proselitismo</strong>, anche attraverso riunioni aperte ad un pubblico selezionato, vertenti principalmente sulla storia veneta; una rigorosa compartimentazione interna, anche in termini di conoscenza delle iniziative in corso, come la realizzazione del carro armato blindato conosciuta solo da soggetti di accertata affidabilit&agrave; e non da tutti i&nbsp;<strong>militanti</strong>&ldquo;.</p>
<p>Non solo.&nbsp;Le indagini&nbsp;<strong>sull&rsquo;Alleanza</strong>&nbsp;hanno documentato anche &ldquo;attivit&agrave; strumentali alla realizzazione del progetto eversivo, con l&rsquo;organizzazione di&nbsp;<strong>conferenze</strong>&nbsp;e manifestazioni di piazza, nonch&eacute; la costituzione di una sorta di&nbsp;<strong>direttorio</strong>&nbsp;del nuovo governo&nbsp;<strong>Serenissimo</strong>, per le trattative con lo Stato italiano finalizzate alla secessione del&nbsp;<strong>Veneto</strong>&nbsp;dall&rsquo;Italia&rdquo;.</p>
<p><span><strong>L&rsquo;ordinanza del gip: &ldquo;Ampio disegno eversivo&rdquo;</strong></span><br>Il nucleo fondante ed i dirigenti dell&rsquo;associazione&nbsp;<strong>L&rsquo;Alleanza</strong>&nbsp;&ldquo;hanno delineato un disegno eversivo molto pi&ugrave; ampio&rdquo; dei Serenissimi che agirono in piazza San Marco nel 1997, &ldquo;perseguendo la saldatura di pi&ugrave; movimenti separatisti che, con iniziative coordinate, dovrebbero collaborare nell&rsquo;attacco all&rsquo;unit&agrave; dello Stato e, comunque, rendere pi&ugrave; difficile la reazione dell&rsquo;apparato statale alla&nbsp;<strong>proclamata indipendenza</strong>&nbsp;di buona parte del lombardo-veneto&rdquo;. E&rsquo; quanto si legge nell&rsquo;ordinanza del gip, secondo cui &ldquo;teorizzano e mettono in pratica un&rsquo;operativit&agrave; su un doppio binario, uno dei quali costituito dal volto pubblico e legale di propaganda politica dei valori indipendentisti o secessionisti e l&rsquo;altro costituito dalla creazione di una&nbsp;<strong>struttura organizzativa segreta</strong>, con reclutamenti mirati, i cui veri fini non potevano essere divulgati&rdquo;. E dunque, prosegue il giudice, &ldquo;nel programma dell&rsquo;organizzazione si afferma la necessit&agrave; di uso della&nbsp;<strong>violenza</strong>, al fine di provocare e guidate in armi una rivolta popolare, per giungere alla proclamazione della Repubblica Veneta&rdquo;.</p>
<p>Ecco perch&eacute; l&rsquo;organizzazione sgominata dal Ros non ha &ldquo;di mira un&rsquo;azione simbolica o meramente dimostrativa come nel maggio del 1997 ma al contrario ricerca&nbsp;<strong>armi leggere</strong>&nbsp;e progetta mezzi blindati effettivamente operativi e dotati di armi pesanti costruite ad hoc, con un piano che, pur avendo di mira&nbsp;<strong>Venezia</strong>&nbsp;ed altre citt&agrave; (tra le quali&nbsp;<strong>Brescia</strong>), stavolta prevede un&rsquo;azione militare in senso proprio, con resistenza armata, per di pi&ugrave; coinvolgendo al contempo un&rsquo;ampia platea di&nbsp;<strong>manifestanti</strong>&ldquo;. La presenza di questi ultimi, nell&rsquo;ottica degli arrestati, &ldquo;dovrebbe rendere impossibile una reazione immediata delle&nbsp;<strong>forze dell&rsquo;ordine</strong>&ldquo;: e sulle &ldquo;prevedibili incertezze della risposta dello Stato&rdquo;, l&rsquo;organizzazione puntava da un lato ad innescare &ldquo;un processo insurrezionale pi&ugrave; ampio&rdquo; e dall&rsquo;altro ad avare &ldquo;i<strong>&nbsp;primi riconoscimenti esteri</strong>&nbsp;della nuova realt&agrave; politica&rdquo;.</p>
<p>Sempre secondo il gip, per conseguire l&rsquo;indipendenza del&nbsp;<strong>Veneto</strong>&nbsp;e di altre regioni italiane, nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Brescia, sono emersi contatti con altre realt&agrave; indipendentiste&nbsp;<strong>piemontesi</strong>, sarde,&nbsp;<strong>campane</strong>&nbsp;e siciliane, con l&rsquo;obiettivo di coinvolgerle nella protesta generalizzata a sostegno dell&rsquo;azione militare vera e propria. In tale prospettiva, sono state documentate anche attivit&agrave; strumentali alla&nbsp;<strong>realizzazione</strong>&nbsp;del progetto eversivo, con l&rsquo;organizzazione di conferenze e manifestazioni di piazza, oltre alla costituzione di una sorta di direttorio del nuovo governo&nbsp;<strong>Serenissimo</strong>, per le trattative con lo Stato italiano finalizzate alla secessione del&nbsp;<strong>Veneto</strong>&nbsp;dall&rsquo;Italia.&nbsp;Rappresentanti di questi movimenti, in particolare, si riunirono il 26 maggio 2012 ad&nbsp;<strong>Erbusco</strong>&nbsp;(Brescia) in quella che gli investigatori definiscono la riunione costitutiva de&nbsp;<strong>L&rsquo;Alleanza</strong>.</p>
<p><span><strong>LE INTERCETTAZIONI</strong></span><br><strong><span>&ldquo;Caricare candelotti dinamite&rdquo;</span></strong><br>&rdquo;Pi&ugrave; che tagliare il salame abbiamo bisogno di caricare i candelotti di dinamite&rdquo;. A esprimersi cos&igrave;, intercettato dai carabinieri del Ros, &egrave; il bresciano&nbsp;<strong>Giancarlo Orini</strong>, tra i secessionisti arrestati. E&rsquo; quanto si legge nell&rsquo;<strong>ordinanza di custodia cautelare</strong>.&nbsp;Orini, ex appartenete alla&ldquo;frangia pi&ugrave; radicale della<strong>&nbsp;Lega Nord</strong>&ldquo;, si legge nell&rsquo;ordinanza, il 15 giugno 2012, spiega: &ldquo;Ma &egrave; arrivato il momento di combattere, ragazzo&hellip; se stiamo qui a aspettare, qui tra poco salta tutto&rdquo;. L&rsquo;interlocutore risponde: &ldquo;Male che vada nella peggiore delle ipotesi ci troviamo a casa mia a tagliare su un salame&hellip;&rdquo;. Orini risponde: &ldquo;No, pi&ugrave; che tagliare il&nbsp;<strong>salame</strong>&nbsp;noi abbiamo bisogno di caricare i candelotti di&nbsp;<strong>dinamite</strong>&ldquo;.</p>
<p><span><strong>La festa per il primo Tanko. Volevano costruirne 6</strong></span><br>Per &lsquo;festeggiare&rsquo; la realizzazione del primo carro armato, il cosidetto&nbsp;<strong>Tanko</strong>, il 7 ottobre del 2012 si tenne un incontro &ldquo;celebrativo&rdquo; in cui&nbsp;<strong>Giancarlo Orini</strong>&nbsp;tenne un discorso che fu divulgato via fax e quindi intercettato dai militari del&nbsp;<strong>Ros</strong>. E&rsquo; quanto si legge negli atti dell&rsquo;inchiesta, da cui risulta anche che i secessionisti avrebbero voluto costruirne altri cinque. &ldquo;Sono molto onorato e molto orgoglioso di essere in questo momento storico in presenza di patrioti coraggiosi, e ripeto coraggiosi &ndash; scriveva Orini &ndash; per ricevere in consegna questo primo,&nbsp;<strong>potente</strong>, poderoso mezzo destinato ad attaccare con grande efficacia il regime che da troppo tempo ci affligge ed&nbsp;<strong>umilia</strong>&ldquo;.&nbsp;</p>
<p><span><strong>Luigi Faccia: &ldquo;Il Tanko ci d&agrave; credibilit&agrave;&rdquo;</strong></span><br>Il&nbsp;<strong>Tanko</strong>&nbsp;fabbricato dai secessionisti arrestati nell&rsquo;operazione del Ros serviva, oltre che per l&rsquo;invasione programmata di Piazza San Marco a Venezia, anche per dare &ldquo;<strong>credibilit&agrave;</strong>&rdquo; al movimento che, rispetto a quello del &rsquo;97 era &ldquo;cresciuto sotto tutti i punti di vista&rdquo;. A parlare, intercettato dagli investigatori, &egrave;&nbsp;<strong>Luigi Faccia</strong>, gi&agrave; coinvolto nei fatti di 17 anni, fa durante i festeggiamenti per la consegna del carro armato artigianale. &ldquo;Certo &ndash; dice Faccia in un incontro all&rsquo;<strong>Arsenale</strong>&nbsp;&ndash; rispetto al &rsquo;97 siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista, abbiamo un&rsquo;alleanza, abbiamo fratelli che combattono, noi siamo pi&ugrave; preparati, abbiamo pi&ugrave; esperienza&hellip;&rdquo; E ancora: &ldquo;Dunque questo Tanko, combattendo&hellip; ci d&agrave; la possibilit&agrave; e ci dar&agrave; la possibilit&agrave; di essere veramente credibili e soprattutto di aver il controllo del nostro territorio e da l&agrave; fare il passo finale per la&nbsp;<strong>vittoria</strong>, per l&rsquo;indipendenza di noi veneti e di tutti i nostri<strong>&nbsp;fratelli alleati</strong>&ldquo;.</p>
<p><span><strong>&ldquo;Rinunciamo ad attentati sui tralicci&rdquo;</strong></span><br>Il progetto dei secessionisti arrestati oggi nell&rsquo;inchiesta della&nbsp;<strong>Procura di Brescia</strong>&nbsp;di compiere attentati contro i tralicci, sulla scorta del terrorismo alto-atesino negli anni &rsquo;50-&rsquo;60, fu abbandonato perch&eacute; &ndash; annota il gip di Brescia nell&rsquo;ordinanza di custodia cautelare &ndash; &ldquo;rischioso e probabilmente inviso alla quasi totalit&agrave; della pubblica opinione&rdquo;. Lo spiega uno degli arrestati,<strong>&nbsp;Luigi Faccia</strong>, durante un incontro intercettato con i &lsquo;patrioti&rsquo; bresciani. &ldquo;Non &egrave; che danneggi il&nbsp;<strong>Quirinale</strong>&nbsp;&ndash; spiega il &lsquo;serenissimo&rsquo; del 1997 -. Danneggi il c&hellip; che sta guardando la partita e che si incazza come una iena, capito?&rdquo;.&nbsp;</p>
<p><span><strong>IL PRECEDENTE<br>Quando nel &rsquo;97 occuparono Piazza San Marco a Venezia</strong></span><br>A quasi diciassette anni di distanza la storia di ripete, o quasi. L&rsquo;operazione di stanotte ricorda la vicenda dell&rsquo;assalto al&nbsp;<strong>campanile di San Marco</strong>&nbsp;da parte di un gruppo di 8 cosiddetti &lsquo;Serenissimi&rsquo; nella notte tra l&rsquo;8 e il 9 maggio del 1997. A pochi giorni dalla ricorrenza del bi-centenario della caduta della&nbsp;<strong>Serenissima</strong>, il 12 maggio 1797, &lsquo;occuparono&rsquo; piazza San Marco e il campanile di San Marco issando la bandiera con il&nbsp;<strong>Leone di San Marco</strong>. Il gesto eclatante voleva essere la dimostrazione simbolica di alcune&nbsp;<strong>rivendicazioni</strong>&nbsp;indipendentiste. I Serenissimi, partiti dal padovano con un camion che trasportava un autocarro artigianalmente trasformato da mezzo blindato, giunsero, poco dopo mezzanotte, all&rsquo;imbarcadero dell&rsquo;<strong>Actv del Tronchetto</strong>, per imbarcarsi poi su un ferry boat. Vestiti con&nbsp;<strong>tute mimetiche</strong>&nbsp;e armati di un vecchio mitra, residuato bellico della seconda guerra mondiale, ma funzionante. Salirono a bordo del ferry boat di linea dell&rsquo;Actv con il finto autoblindo e lo dirottarono su piazza San Marco. Giunti nella piazza, alcuni dei partecipanti all&rsquo;azione l&rsquo;occuparono simulando di tenerla sotto tiro con l&rsquo;&rdquo;<strong>autoblindo</strong>&ldquo;, mentre il resto del gruppo, scardinando la porta, sal&igrave; in cima al campanile di San Marco. Qui fu issata la bandiera con il leone alato, simbolo della&nbsp;<strong>Serenissima Repubblica di Venezia</strong>, gesto dimostrativo che era l&rsquo;obiettivo della azione.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;intenzione dei Serenissimi era quella di occupare il campanile fino al 12 maggio, bicentenario dell&rsquo;abdicazione del&nbsp;<strong>Maggior Consiglio della Repubblica Veneta</strong>&nbsp;ai francesi, e per questo si erano portati anche dei viveri. La sera stessa il sindaco di Venezia,&nbsp;<strong>Massimo Cacciari</strong>, and&ograve; a parlamentare con i manifestanti per cercare una mediazione, ma senza successo. Il mattino dopo alle 8.15, gli uomini del Gis dei Carabinieri giunti dalla&nbsp;<strong>Toscana</strong>, si misero in azione. Un gruppo di militari occup&ograve; la piazza arrestando i serenissimi che erano a bordo del tanko, altri Carabinieri scalarono il&nbsp;<strong>campanile</strong>&nbsp;e in pochi minuti entrando e arrestando tutti i partecipanti all&rsquo;azione. Il processo ai Serenissimi si concluse con assoluzioni,&nbsp;<strong>patteggiamenti</strong>&nbsp;e condanne.&nbsp;&nbsp;</p>
<p><span><strong>LE REAZIONI<br>Salvini: &ldquo;Siamo alla follia, domenica in piazza&rdquo;</strong></span><br>Un&rsquo;azione, quella della magistratura bresciana, aspramente contestata dalla Lega Nord. &ldquo;Aiutano i clandestini, cancellando il reato di&nbsp;<strong>clandestinit&agrave;</strong>, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l&rsquo;indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia&rdquo;:&nbsp;&egrave; stato questo il commento su Facebook del segretario federale del Carroccio&nbsp;<strong>Matteo Salvini</strong>, che ha&nbsp;annunciato una manifestazione &ldquo;domenica prossima a&nbsp;<strong>Verona</strong>&nbsp;alle ore 18 per protestare contro gli arresti e l&rsquo;indagine anti-indipendentista&rdquo;.</p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27511/italia-aziende-startup-in-crescita</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Apr 2014 09:31:05 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27511/italia-aziende-startup-in-crescita</link>
	<title><![CDATA[Italia: aziende startup in crescita]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">Il fenomeno delle start-up innovative va consolidandosi anche in Italia e oramai i dati empirici possono fornire evidenze utili a coloro che, a vario titolo, lavorano allo sviluppo dell&rsquo;ecosistema. L&rsquo;osservazione di fondo &egrave; che<span>&nbsp;</span><span style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">il sistema attualmente soffre di<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">alcuni colli di bottiglia lungo il percorso di maturazione delle nuove imprese innovative</strong><a rel="nofollow" href="https://twitter.com/intent/tweet?original_referer=http%3A%2F%2Fwww.lavoce.info%2Fstart-up-se-crescita-aziende-innovazione%2F&amp;source=tweetbutton&amp;text=Il%20sistema%20attualmente%20soffre%20di%20alcuni%20colli%20di%20bottiglia%20lungo%20il%20percorso%20di%20maturazione%20delle%20nuove%20imprese%20innovative&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.lavoce.info%2Fstart-up-se-crescita-aziende-innovazione%2F">&thinsp;</a></span>, che potrebbero rappresentare veri e propri tappi per la futura crescita.<br>Se consideriamo la filiera del valore che dalle fasi<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">pre-seed</em><span>&nbsp;</span>e<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">seed<span>&nbsp;</span></em>dell&rsquo;idea imprenditoriale giunge fino alle fasi di consolidamento dell&rsquo;azienda, tipicamente definite di<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">expansion</em><span>&nbsp;</span>e<em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">round b</em>, possiamo identificare tre momenti fondamentali: la generazione dell&rsquo;idea imprenditoriale, la generazione del fatturato, la generazione dello sviluppo.<br>Il primo passo &ndash; quello legato alla<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">capacit&agrave; di generare idee imprenditoriali</strong><span>&nbsp;</span>&ndash; sta diventando particolarmente consistente in Italia. Gli ultimi dati individuano<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">1.478 start-up</strong>innovative che in pochi mesi si sono iscritte negli appositi registri delle camere di commercio e<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">1.082 spin-off</strong><span>&nbsp;</span>creati dai risultati della ricerca pubblica.<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">(1)<br></strong>Aldil&agrave; del numero di societ&agrave; gi&agrave; costituite, esiste un fenomeno pre start-up, rappresentato da un patrimonio di giovani team con idee imprenditoriali che si formano nelle numerose business plan competition, nei programmi di incubazione e accelerazione. Queste idee in fase embrionale sono portatrici di valore economico, legato a un primo prototipo disponibile, a una domanda di brevetto o a un gruppo competente.</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">LA GENERAZIONE DI FATTURATO E IL PRIMO COLLO DI BOTTIGLIA</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">Laddove occorre trasformare il valore economico attribuibile all&rsquo;idea imprenditoriale in generazione di fatturato sorgono difficolt&agrave;: secondo una recente analisi sulle start-up innovative, l&rsquo;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">86 per cento produce un fatturato inferiore a 100mila euro</strong>.<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">(2)<br></strong>Sebbene si tratti di aziende di recente costituzione (molte hanno meno di due anni di vita) e di aziende innovative (quindi per loro natura ad alto tasso di rischio), il dato indica che la stragrande maggioranza di societ&agrave; gi&agrave; costituite ha difficolt&agrave; a generare un minimo di fatturato dall&rsquo;idea imprenditoriale. Esiste quindi un collo di bottiglia nello sviluppo dell&rsquo;ecosistema. Potrebbe essere affrontato a livello di policy e di sistema, con misure e interventi che facilitino l&rsquo;ingresso di competenze e capitali nelle start-up innovative. Ad esempio, si potrebbero considerare:</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">a)&nbsp;&nbsp;&nbsp; le<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">agevolazioni fiscali</strong><span>&nbsp;</span>alla partecipazione al capitale di start-up (il Governo ha gi&agrave; ottenuto il via libera dalla Commissione europea ed &egrave; previsto un decreto in proposito), che dovrebbero incentivare gli investimenti di imprenditori-<em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">angels</em>;<br>b)&nbsp;&nbsp;&nbsp; un auspicabile nuovo &ldquo;fondo di fondi&rdquo; che utilizzi la leva pubblica per incentivare l&rsquo;<strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">ingresso di venture capital</strong><span>&nbsp;</span>privato;<br>c)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; lo sviluppo di legami con le aziende della tradizione italiana, e in particolare con le 7.705 medie aziende con un fatturato tra i 15 e i 330 milioni di euro.<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">(3)</strong><span>&nbsp;</span>Le medie aziende hanno modelli gestionali e organizzativi consolidati, sono presenti sui mercati esteri, hanno capacit&agrave; finanziaria e necessit&agrave; di innovare. Qualora si intensificassero i<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">collegamenti tra le medie aziende e le start-up</strong>, le prime potrebbero rappresentare un ponte &ndash; costituito da capitali, competenze manageriali, network &ndash; che supporta le start-up nel trasformare il valore economico in fatturato.</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">L&rsquo;ingresso di questi operatori (<em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">angels</em>, fondi di<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">venture capital</em>, medie aziende) produce tipicamente nella start-up non soltanto una disponibilit&agrave; di capitali, ma anche l&rsquo;accesso a network privilegiati, a canali commerciali, a clienti rilevanti. In particolare, per le<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">start-up di derivazione accademica</strong><span>&nbsp;</span>&ndash; i cosiddetti spin-off &ndash; l&rsquo;ingresso di competenze ed esperienze manageriali consentirebbe di superare il limite di team spesso eccessivamente focalizzati su aspetti tecnici e poco orientati alla gestione di impresa.</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">LA GENERAZIONE DI SVILUPPO E IL SECONDO COLLO DI BOTTIGLIA</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">Esiste inoltre un secondo step della filiera del valore, cui &egrave; giunto un nucleo ristretto di start-up, cosiddette<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">venture backed</em>. Generalmente queste aziende hanno consolidato un primo prodotto, hanno riscontri di mercato, un portafoglio brevetti e hanno chiuso un&rsquo;operazione di<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">venture capital</em><span>&nbsp;</span>di<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">round a</em><span>&nbsp;</span>(fino a circa 3 milioni di euro). In particolare, nel periodo 2008-2012, 172 start-up hanno ricevuto investimenti di<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">venture capital</em>.<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">(4)<br></strong>Alcune start-up, poi, sono giunte a una<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">fase di maturazione per un&rsquo;ulteriore crescita</strong>(<em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">round b</em>, acquisizioni). Tuttavia, queste operazioni sono estremamente limitate nel nostro paese. Siamo ben lontani dai numeri che si registrano in altre realt&agrave;, come quella statunitense, dove l&rsquo;acquisizione di start-up viene considerata una strategia di crescita dalle<em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">corporations</em>. Le<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">grandi aziende</strong><span>&nbsp;</span>acquisiscono i team e i prodotti delle nuove imprese, per diversificare, entrare in nuovi mercati, ampliare le funzionalit&agrave; dei prodotti che hanno gi&agrave; in portafoglio. In Italia, a parte alcuni casi eclatanti nel settore biotech (l&rsquo;acquisizione della start-up Eos da parte dell&rsquo;americana Clovis, la Silicon Biosystem acquisita dalla Menarini) e nel settore internet (JobRapido acquisita dall&rsquo;inglese Daily Mail), se ne ricordano pochissimi altri.<br>Si genera, pertanto, un nuovo collo di bottiglia: il sistema non riesce a trasformare le migliori start-up italiane in aziende di successo, ovvero quelle che dovrebbero generare impatto e sviluppo. Le soluzioni andrebbero ricercate:</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">a)&nbsp;&nbsp;&nbsp; nello sviluppo del<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">private equity</em><span>&nbsp;</span>italiano in settori high-tech (ovvero fondi con capacit&agrave; di<em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">round</em><span>&nbsp;</span>di investimento dell&rsquo;ordine di 10 milioni di euro);<br>b)&nbsp;&nbsp;&nbsp; nella maturazione di una<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">cultura del merger&amp;acquisition</strong><span>&nbsp;</span>tra le aziende italiane, associata a un focus del sistema su start-up in grado di proporre soluzioni e opportunit&agrave; per i settori del made in Italy;<br>c)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; nell&rsquo;acquisizione di<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">figure manageriali</strong><span>&nbsp;</span>da parte delle start-up in grado di gestire operazioni di M&amp;A sull&rsquo;estero. I settori ad alta tecnologia (da internet alle<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">hard technologies</em>) hanno per loro natura una dimensione globale e, pertanto, le start-up necessitano di una managerialit&agrave; adeguata a negoziare in<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;">contesti internazionali</strong>.</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">La figura sotto esemplifica il percorso di maturazione delle idee imprenditoriali innovative, evidenziando gli attuali colli di bottiglia &ldquo;sistemici&rdquo; e le possibili misure di intervento.</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"><img src="https://www.lavoce.info/wp-content/uploads/2014/02/Immagine-articolo-petrone.jpg" alt="Immagine articolo petrone" width="745" height="506" style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline; border: 0px;"></p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"></em></p>
<p style="margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;">Intervenire sui colli di bottiglia potrebbe determinare un salto in avanti dell&rsquo;ecosistema, passando da un percorso attuale che produce un imbuto molto ristretto nei risultati, a un fenomeno pi&ugrave; significativo con un maggior numero di start-up in grado di crescere e influenzare realmente lo sviluppo del sistema-paese.</p>
<p><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: normal; vertical-align: baseline; color: #5f5f5f; text-align: start; background-color: #ffffff;"><span>&nbsp;<br></span></em></p>
]]></description>
	<dc:creator>Tony Billow</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27508/la-germania-spiazza-tutti-accordi-diretti-con-la-cina-pagamenti-in-yuan</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Apr 2014 09:10:07 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27508/la-germania-spiazza-tutti-accordi-diretti-con-la-cina-pagamenti-in-yuan</link>
	<title><![CDATA[La GERMANIA spiazza tutti: accordi diretti con la cina, pagamenti in YUAN]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">&ldquo;La Bundesbank tedesca e la PBOC cinese hanno accettato di cooperare nella compensazione e nella liquidazione dei pagamenti in renmimbi, spianando la strada a Francoforte per accaparrarsi una quota del mercato off-shore. Le due banche centrali hanno firmato un memorandum d&rsquo;intesa oggi a Berlino, quando il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il cancelliere tedesco Angela Merkel, da Francoforte la Bundesbank ha rilasciato una dichiarazione ufficiale via email. La capitale finanziaria della Germania ha prevalso su Parigi e Lussemburgo in una gara all&rsquo;interno della zona euro per conquistarsi la leadership del commercio di renminbi, moneta che secondo la &ldquo;Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication&rdquo; superera&rsquo; in ottobre l&rsquo;euro come seconda moneta piu&rsquo; usata nella finanza e nel commercio globale.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;"><img src="https://www.ilnord.it/imgbank/05/5/C/ar_image_2757_l.jpg" width="500" height="413" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Il Ministero del Tesoro del Regno Unito il 26 marzo ha dichiarato che la Banca d&rsquo;Inghilterra avrebbe firmato per il 31 marzo un accordo iniziale con la PBOC per chiarire e regolare a Londra le transazioni in yuan. &laquo;<em>Francoforte e&rsquo; uno dei centri finanziari piu&rsquo; importanti d&rsquo;Europa ed e&rsquo; la sede di due banche centrali, che ne fanno un luogo particolarmente adatto</em>&raquo; &ndash; ha detto Joachim Nagel, membro del comitato esecutivo della Bundesbank, e poi ha aggiunto: &laquo;<em>Regolare qui il renminbi rafforzera&rsquo; gli stretti legami economici e finanziari tra la Germania e la Repubblica Popolare Cinese</em>&raquo;. Secondo l&rsquo;Ufficio Federale di Statistica di Wiesbaden, l&rsquo;anno scorso la Cina era il terzo partner commerciale estero della Germania, con 140 miliardi di euro di interscambio commerciale tra i due paesi. La Cina si colloca al quinto posto tra gli importatori di merci tedesche ed e&rsquo; il secondo piu&rsquo; grande esportatore verso la Germania.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Le aziende tedesche, tra cui la Siemens AG, la piu&rsquo; grande societa&rsquo; di ingegneria del paese, e la Volkswagen AG, stanno integrando il rebmimbi come terza valuta per le transazioni commerciali trans-frontaliere. &laquo;il potenziale e&rsquo; enorme&raquo; &ndash; ha detto Stefan Harfich, il Manager per i Servizi Finanziari della Siemens, che a ottobre ha gestito l&rsquo;introduzione dello yuan nella societa&rsquo; di Monaco di Baviera, e poi ha aggiunto: &laquo;l&rsquo;introduzione del renmimbi come valuta ufficiale della societa&rsquo; avra&rsquo; un impatto importante sugli affari della Siemens dei prossimi anni&raquo;. Daimler AG, il produttore della Mercedes che ha venduto 235.644 auto in Cina l&rsquo;anno scorso, il 14 marzo ha emesso 500 milioni di yuan nell&rsquo;economia piu&rsquo; grande dell&rsquo;Asia, nel cosidetto panda-bond di una societa&rsquo; estera non finanziaria.&rdquo;</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">In pratica, la Germania sta trovando un modo per non usare dollari negli affari con la Cina. Il che, &egrave; una vera rivoluzione, almeno nel mondo della finanza internazionale. Ma l'aspetto ancora pi&ugrave; interessante &egrave; che la valuta cinese scalza l'euro dal secondo posto mondiale nella classifica delle monete pi&ugrave; trattate per scambi e commerci. La Germania, quindi, in qualche modo sta cercando - e ha trovato - una via alternativa al sistema incentrato su <strong>euro e dollaro USA</strong>.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;"><a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27506/arriva-la-tasi-e-si-porter-via-gli-80-euro-prima-ancora-di-averli-ricevuti</guid>
	<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 16:27:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27506/arriva-la-tasi-e-si-porter-via-gli-80-euro-prima-ancora-di-averli-ricevuti</link>
	<title><![CDATA[Arriva la TASI e si porterà via gli 80 Euro prima ancora di averli ricevuti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il fatto che tra Italicum, riforma del Senato e "80 euro in busta paga" non se ne parli pi&ugrave; non significa che l'incubo della tassa sulla casa sia sparito. Anzi. Non &egrave; pi&ugrave; l'Imu, ma la Tasi, e con tutta probabilit&agrave;&nbsp;<strong>sar&agrave; peggio</strong>&nbsp;della stangata sul mattone a suo tempo reintrodotta da&nbsp;<strong>Mario Monti.</strong>&nbsp;Per sapere quanto dovremo pagare, comunque, nella maggior parte dei casi si dovr&agrave; attendere fino all'ultimo momento, e magari anche oltre. Gi&agrave;, perch&eacute; la Tasi - il&nbsp;<strong>tributo sui servizi indivisibili</strong>che per&ograve;, nella sostanza, va a rimpiazzare l'Imu - con tutta probabilit&agrave; verr&agrave; delineata a luglio, in ritardo rispetto al teorico termine della fine di aprile 2014. Gi&agrave; in passato abbiamo assistito ad&nbsp;<strong>estenuanti balletti</strong>&nbsp;sulle aliquote e a continui slittamenti, dunque &egrave; lecito attendersi che accadr&agrave; lo stesso, e inoltre a fine maggio ci saranno anche&nbsp;<strong>4mila comuni chiamati a votare</strong>&nbsp;alle&nbsp;amministrative: difficile che le giunte in scadenza, in piena campagna elettorale, si azzardino a definire la mazzata-Tasi. Meglio attendere l'esito del voto e, nel caso, scaricare la "patata bollente".</p>
<p><img src="https://www.panorama.it/images/economia/a/24518199-1/Tasse-sulla-casa-ecco-come-aumentera-la-Tasi_h_partb.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>I due capoluoghi -</strong>&nbsp;Cos&igrave;, ad oggi, i capoluoghi che hanno gi&agrave; approntato le delibere sono pochissime (tra questi Aosta, Pordenone, Novara e Modena). Ma ci sono le due principali citt&agrave; italiane,&nbsp;<strong>Milano e Roma</strong>, che sarebbero gi&agrave; in dirittura d'arrivo. Due esempi che danno la cifra di quanto la tassa potr&agrave; essere salata. Come ricorda il&nbsp;<em>Corriere della Sera</em>, a Milano, la giunta di&nbsp;<strong>Giuliano Pisapia</strong>&nbsp;avrebbe gi&agrave; deciso le aliquote, e anche a Roma l'assessore al Bilancio,&nbsp;<strong>Daniela Morgante</strong>, ha preannunciato le intenzioni di&nbsp;<strong>Ignazio Marino</strong>. Cos&igrave; si scopre che il capoluogo meneghino &egrave; pi&ugrave; "generoso" nei confronti di chi ha immobili di scarso valore, mentre la Capitale tende a "favorire" i possessori delle&nbsp;<strong>case di pregio</strong>. A Milano l'aliquota Tasi sull'abitazione principale sar&agrave; al&nbsp;<strong>2,5 per mille</strong>, esenti gli immobili con rendita&nbsp;catastale originaria fino a 350 euro; per i valori da 351 a 700 euro sono previste detrazioni decrescenti solo per chi ha un imponibile inferiore ai 21mila euro. A Roma, Marino dovrebbe scegliere per<strong>un'aliquota indifferenziata</strong>&nbsp;del 2 per mille.</p>
<p><strong>Il confronto -</strong>&nbsp;In soldoni,&nbsp;<strong>nel capoluogo lombardo</strong>, una piccola casa non pagher&agrave;, mentre per un casa equivalente, con rendita catastale di 300 euro, a Roma si pagheranno 101 euro. Rapporti invertiti per<strong>immobili di maggior valore</strong>: per una casa con rendita catastale da mille euro a Milano si pagheranno 420 euro mentre a Roma ne bastano 336. Ora qualche&nbsp;<strong>confronto con l'Imu</strong>. A Milano, chi ha un reddito inferiore a 21mila euro, non paga mai pi&ugrave; di quanto ha versato con l'Imu, mentre chi ha redditi superiori e una casa con rendita tra 400 e 800 euro spender&agrave; pi&ugrave; per la Tasi che per l'Imu (per esempio, per una casa con rendita di 700 euro e reddito superiore ai 21mila, si pagheranno 294 euro contro i 270 precedenti; per una casa con rendita di 600 euro, si pagheranno 252 euro contro i precedenti 203).<strong>Invece a Roma</strong>, per case con una rendita fino a 400 euro, la Tasi risulta meno conveniente dell'Imu. Per esempio per una casa con rendita di 200 euro si pagheranno 67 euro&nbsp;<strong>contro gli zero</strong>&nbsp;dell'Imu; per una casa con rendita catastale di 300 euro si pagheranno 101 euro contro i 52 dell'Imu. I calcoli, come ovvio, non tengono conto delle<strong>eventuali detrazioni</strong>&nbsp;di 50 euro per ogni figlio a carico che, nel caso, devono ancora essere stabilite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/news/11582932/Tasi-peggio-dell-Imu--ecco.html">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27500/renzi-non-difendere-lo-status-quo</guid>
	<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 08:48:43 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27500/renzi-non-difendere-lo-status-quo</link>
	<title><![CDATA[Renzi "Non difendere lo status quo"]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Perch&eacute;</span><strong>&nbsp;Piero Grasso</strong><span>&nbsp;non ne vuole proprio sapere di riformare: si dice contrario all'abolizione del Senato e propone che venga trasformato in un'assemblea di eletti. Al suo fianco, in una battaglia che punta ad affossare l'Italicum e le riforme costituzionali del governo, si schiera anche il senatore a vita Mario Monti.</span></p>
<p><span><img src="https://www.ultimaora.net/wp-content/uploads/2013/12/matteo-renzi.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p>Fanno opposizione, inutilmente. Perch&eacute; almeno sull'abolizione del Senato, il premier&nbsp;<strong>Matteo Renzi</strong>&nbsp;non intende trattare:&nbsp;<cite>"La musica deve cambiare, sulle riforme il governo non molla"</cite>. Un muro contro muro che minaccia la tenuta del governo. Tanto che Grasso non ci mette molto a lanciare l'avvertimento:&nbsp;<cite>"Voglio aiutare Renzi a non incontrare quegli ostacoli che potrebbero esserci se riforme non sono appoggiate dal numero dei senatori perch&eacute;, se cos&igrave; rimangono le cose, i numeri non ci saranno"</cite>.</p>
<p><cite>"Capisco le resistenze di tutti. I politici devono capire che se per anni hanno chiesto di fare sacrifici alle famiglie ora i sacrifici li devono fare loro"</cite>. Ai microfoni del Tg2, Renzi risponde seccato alle barricate di Grasso che propone di&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/interni/lappello-grasso-non-abolite-senato-1006035.html" target="_blank">lasciare la Camera Alta eletta dal popolo</a>. Dalle colonne di&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.repubblica.it/politica/2014/03/30/news/grasso_i_futuri_senatori_devono_essere_scelti_anche_dalla_gente-82274935/?ref=HREA-1" target="_blank"><em>Repubblica</em></a>&nbsp;l'ex magistrato critica duramente la riforma proposta da Renzi e propone che il&nbsp;<strong>Senato</strong>&nbsp;<cite>"non sia sia un organismo che dia la fiducia, ma che si occupi di leggi costituzionali e etiche"</cite>.</p>
<p>Una proposta che il premiere non prende in considerazione:<cite>"Il Senato nonsar&agrave; pi&ugrave; elettivo, altrimenti sarebbe una presa in giro nei confronti degli italiani"</cite>. Il presidente del Consiglio non intende infatti essere intralciato in quel cammino di&nbsp;<strong>riforme</strong>&nbsp;su cui ha, sin dall'inizio, voluto giocarsi la faccia.&nbsp;<cite>"Il vero modo per difendere il Senato non &egrave; una battaglia conservatrice - spiega - ma difendere le riforme che stiamo portando avanti"</cite>. E le riforme devono inevitabilmente passare dall'abolizione del bicameralismo perfetto.&nbsp;<cite>"Il modello che proponiamo rispetta la Costituzione - assicura Renzi ai microfoni del Tg2 - e porta alla semplificazione del processo legislativo"</cite>. Un processo che, almeno nelle intenzioni del governo, non si fermer&agrave; all'abolizione del Senato, ma proceder&agrave; con l'abrogazione delle&nbsp;<strong>Province</strong>, la riduzione del numero dei parlamentari (<cite>"Il pi&ugrave; alto d&rsquo;Europa"</cite>, ricorda Renzi) e la semplificazione dei poteri tra Stato e Regioni.</p>
<p><cite>"Assolutamente non sono un parruccone n&eacute; un conservatore"</cite>. Grasso, per&ograve;, non intende arretrare di un passo. E, dopo la stroncatura di Renzi, torna all'attacco.&nbsp;<cite>"Io sono il primo rottamatore del Senato,&nbsp;il primo che vuole eliminare questo tipo di Senato"</cite>, replica spiegando, intervistato da Lucia Annunziata a&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.inmezzora.rai.it/dl/portali/site/page/Page-1bf30461-aacd-4649-beb3-b884dc9ee271.html" target="_blank"><em>In mezz'ora</em></a>, che il Senato proposto nella bozza di riforma del&nbsp;<strong>governo</strong>&nbsp;&egrave;&nbsp;<cite>"una contraddizione in termini"</cite>. Da qui l'appello a tener conto dell'opposizione e a&nbsp;<cite>"non cambiare la&nbsp;<strong>Costituzione</strong>&nbsp;a colpi di fiducia"</cite>, come gi&agrave; &egrave; stato fatto con l'abolizione delle Province. Grasso assicura di non parlare per conto del presidente della Repubblica&nbsp;<strong>Giorgio Napolitano</strong>&nbsp;e di aver gi&agrave; sottoposto le proprie rimostranze al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi:&nbsp;<cite>"Ma non ho avuto alcun ritorno..."</cite>. Quando poi il vicepresidente del Pd Debora Serracchiani invita l'ex magistrato a rientrare nei ranghi, un gruppo di 25 senatori dem si &egrave; subito schierato con lui.&nbsp;<cite>"Renzi ascolti le tante voci e non ponga ultimatum"</cite>, si legge nella nota in cui si ricorda al premier che tra i banchi del Pd non siedono&nbsp;<cite>"meri esecutori"</cite>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/">Fonte</a></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27492/ue-guerra-ai-risparmiatori-approvato-il-prelievo-forzoso</guid>
	<pubDate>Sat, 29 Mar 2014 15:33:21 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27492/ue-guerra-ai-risparmiatori-approvato-il-prelievo-forzoso</link>
	<title><![CDATA[UE: è guerra ai risparmiatori: approvato il prelievo forzoso]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana l&rsquo;Unione Europea ha deciso sanzioni micidiali contro i proprio cittadini che, a differenza della Russia, non possono difendersi. Con il compromesso sull&rsquo;Unione Bancaria raggiunto il 19 marzo, il Consiglio UE, la Commissione e il Parlamento Europeo hanno creato una macchina criminale che mira ufficialmente a confiscare i risparmi per mantenere in piedi le banche &ldquo;<em>zombie</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;accordo stabilisce che il Meccanismo di Risoluzione Unico (SRM), il cosiddetto &ldquo;secondo pilastro&rdquo; dell&rsquo;Unione Bancaria, sar&agrave; operativo nel 2015; due terzi dei 55 miliardi di euro del Fondo di Risoluzione Unico (SRF) possono essere usati dall&rsquo;inizio e il 70% dopo tre anni. Il fondo sar&agrave; finanziato dalle banche, ma non &egrave; chiaro se solo dalle 128 banche che fanno parte dell&rsquo;Unione Bancaria o se da tutte. Le casse di risparmio e le banche cooperative hanno gi&agrave; messo le mani avanti perch&eacute; non intendono sacrificarsi per salvare le grandi banche.</p>
<p><img src="https://redazione.finanza.com/files/2013/07/banca_1309809411-300x200.jpg" alt="image" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il &ldquo;primo pilastro&rdquo; dell&rsquo;UB, il Meccanismo di Supervisione Unico (SSM), come concordato precedentemente, sar&agrave; a regime gi&agrave; nel novembre di quest&rsquo;anno.</p>
<p>L&rsquo;intero sistema sar&agrave; indipendente dai governi nazionali. Il Consiglio sar&agrave; interpellato solo se lo decide la Commissione e solo nel caso che la Commissione disapprovi le decisioni prese dalla BCE e dal Consiglio del SRM (<em>probabilit&agrave; uguale a quella che gli asini volino)</em>.</p>
<p>Al cittadino viene spiegato che nel caso di una &ldquo;risoluzione&rdquo; (<em>liquidazione</em>) bancaria, verr&agrave; per primo utilizzato lo strumento del &ldquo;bail-in&rdquo;, e cio&egrave; del prelievo forzoso: vengono confiscati, nell&rsquo;ordine, le azioni, le obbligazioni e i risparmi al di sopra dei centomila euro. Se questi non bastano si ricorre al fondo. Inoltre, i governi possono chiedere un prestito all&rsquo;ESM, che naturalmente significa consegnarsi alla Troika.</p>
<p>Il Commissario per il Mercato Interno Michel Barnier ha definito l&rsquo;accordo &ldquo;il passo pi&ugrave; importante (&hellip;) dopo l&rsquo;Euro&rdquo;. Il ministro del Tesoro tedesco Wolfgang Schaeuble ha ripetuto il mantra che col nuovo meccanismo i contribuenti non dovranno pi&ugrave; sobbarcarsi il costo dei salvataggi bancari.</p>
<p><strong>Due osservazioni</strong>. <br>Primo, se salta una banca sistemicamente rilevante, la potenza di fuoco del nuovo meccanismo &egrave; del tutto insufficiente. <strong>Non miliardi ma migliaia di miliardi</strong> saranno necessari. Questo significa che i contribuenti non sono affatto al riparo. In secondo luogo, e ancor pi&ugrave; importante, &egrave; che le nuove regole rovesciano il principio della fiducia su cui si basa ogni sistema di finanza e di credito, e cio&egrave; che il risparmio &egrave; protetto dalla legge. La maggior parte delle costituzioni nazionali lo afferma esplicitamente. Il nuovo accordo raggiunto dalle <strong>istituzioni UE</strong>, e che i parlamenti nazionali sono chiamati a ratificare, asserisce invece la supremazia della &ldquo;stabilit&agrave; del sistema finanziario&rdquo; su ogni altro interesse o settore della societ&agrave;, compresi i risparmi.</p>
<p>Come abbiamo gi&agrave; denunciato, le norme di &ldquo;risoluzione bancaria&rdquo; affermano che i contratti derivati devono essere onorati se una loro sospensione minaccia &ldquo;la stabilit&agrave; del sistema&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;UE ha dichiarato ufficialmente guerra ai risparmiatori e cos&igrave; facendo ha gettato le basi per l&rsquo;autodistruzione del sistema.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<pubDate>Sat, 29 Mar 2014 08:01:54 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Ora legale 2014: il 30 marzo cambiate l’ora]]></title>
	<description><![CDATA[<ol id="rso">
<li>
<div>L' Ora legale 2014&nbsp;</div>
</li>
<li>
<div>inizia &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong><span>domenica&nbsp;</span><span>30 marzo</span></strong></div>
</li>
<li>
<div>e termina &nbsp; &nbsp;<strong><span>domenica&nbsp;</span><span>26 ottobre</span></strong></div>
</li>
</ol>
<p>L&rsquo;arrivo dell&rsquo;<strong>ora legale&nbsp;2014</strong>&nbsp;&egrave; ormai alle porte. Nella notte tra sabato e domenica 30 marzo gli italiani dovranno spostare di un&rsquo;ora in avanti le lancette di tutti gli orologi (<strong>dalle 2 alle 3 di notte</strong>).</p>
<p><img src="https://www.inmeteo.net/blog/wp-content/uploads/2014/03/ora-legale-2014-300x182.jpg" alt="image" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>In attesa che l&rsquo;<strong>ora legale in Italia&nbsp;</strong>entri in vigore&nbsp;<strong>Terna</strong>&nbsp;prevede, nei prossimi 7 mesi, un<strong>risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 556,7 milioni di kilowattora</strong>. Si tratta di una quantit&agrave; di energia corrispondente al fabbisogno annuo medio di circa 200 mila famiglie. In termini di costi, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,6 centesimi di euro al netto delle imposte,&nbsp;<strong>la stima del risparmio economico relativo all&rsquo;ora legale per il 2014 &egrave; pari a circa 92,6 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Dal 2004 al 2013 l&rsquo;Italia ha risparmiato complessivamente circa 6,6 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 950 milioni di euro di minor costo.</p>
<p>Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato &egrave; aprile, con 144,2 milioni di kilowattora (pari al 26% del totale). In autunno, invece, il primato va al mese di ottobre con 152,3 milioni di kilowattora risparmiati. Ci&ograve; &egrave; dovuto al fatto che aprile ha giornate pi&ugrave; &ldquo;corte&rdquo; in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell&rsquo;intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un&rsquo;ora, quindi, si ritarda l&rsquo;utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attivit&agrave; lavorative sono ancora in pieno svolgimento.</p>
<p>Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, invece, poich&eacute; le giornate sono gi&agrave; pi&ugrave; &ldquo;lunghe&rdquo; rispetto ad aprile, l&rsquo;effetto &ldquo;ritardo&rdquo; nell&rsquo;accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attivit&agrave; lavorative sono per lo pi&ugrave; terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricit&agrave;. Va inoltre ricordato che la maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi pi&ugrave; caldi &egrave; dovuta all&rsquo;utilizzo dei condizionatori d&rsquo;aria, ed &egrave; quindi indipendente dall&rsquo;<strong>ora legale</strong>, poich&eacute; legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale.</p>
<p>Ma quando torner&agrave;<strong>&nbsp;l&rsquo;ora solare? Verr&agrave; ripristinata nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2014.</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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