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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Sat, 08 Mar 2014 08:45:45 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27218/il-portogallo-contro-l-ue-poliziotti-occupano-il-parlamento</link>
	<title><![CDATA[IL PORTOGALLO CONTRO L' UE, POLIZIOTTI OCCUPANO IL PARLAMENTO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nel giorno in cui la Troika fa i complimenti al Portogallo per i risultati raggiunti, sbloccando cos&igrave; la tranche del prestito, il paese si ribella contro le misure di austerita&rsquo; approvate dal Parlamento e chiede le dimissioni del premier, Pedro Passos Coelho. Alcune migliaia di persone hanno protestato a Lisbona, Porto e Lieira in manifestazioni organizzate dal maggior sindacato portoghese, il Cgtp. Nella capitale a scendere in piazza sono stati addirittura i poliziotti, che hanno ingaggiato un corpo a corpo con i loro colleghi, schieratisi dalla parte del Governo.</p>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/03/portugal-main-si.jpg" alt="portugal-main-si" width="400" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>In particolare, si criticano le misure adottate dal governo conservatore ritenuto &ldquo;servo&rdquo; della Troika (Ue-Bce-Fmi) che aveva chiesto un piano anticrisi a fronte del prestito di 78 miliardi di euro erogati nel 2011 su richiesta dell&rsquo;allora governo di centrosinistra. Sindacati, partiti di opposizione e cittadini lamentano in particolare il taglio di stipendi pubblici e pensioni e il fatto che la politica di austerita&rsquo; abbia accentuato le difficolta&rsquo; economiche della popolazione.</p>
<p>Oltre 15.000 poliziotti sono scesi in piazza, a Lisbona, per manifestare contro i tagli degli stipendi, marciando verso il Parlamento dove si sono trovati di fronte i &lsquo;colleghi&rsquo; in uniforme. I manifestanti sono riusciti a forzare le barriere degli agenti antisommossa, occupando i locali antistanti la sede del Parlamento portoghese. All&rsquo;interno dell&rsquo;edificio, il Presidente del Parlamento Assuncao Esteves ha poi accettato di ricevere una delegazione di rappresentanti delle forze dell&rsquo;ordine.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27204/50enne-si-uccide-a-causa-di-equitalia</guid>
	<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 15:02:06 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27204/50enne-si-uccide-a-causa-di-equitalia</link>
	<title><![CDATA[50enne si uccide a causa di Equitalia.]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>Si &egrave; impiccato a volto coperto in camera da letto lasciando una lettera indirizzata ai familiari e un messaggio d&rsquo;addio vergato con un pennarello sui mobili di casa: &ldquo;Non pagate i miei debiti&rdquo;.</h2>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/03/suicidioDFBDGB-3.jpg" alt="suicidioDFBDGB (3)" width="550" height="280" style="border: 0px;"></p>
<p>E&rsquo; questo il grido straziante di addio di un uomo di circa cinquant&rsquo;anni che si &egrave; tolto la vita all&rsquo;interno del suo appartamento nel quartiere Corea.<br>Sul posto, intorno alle 17,30, due volanti della polizia e i volontari della Pubblica Assistenza i quali non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell&rsquo;uomo.&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27202/perche-la-grande-bellezza-di-sorrentino-ha-vinto-loscar</guid>
	<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 08:02:08 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27202/perche-la-grande-bellezza-di-sorrentino-ha-vinto-loscar</link>
	<title><![CDATA[PERCHE' "LA GRANDE BELLEZZA" DI SORRENTINO HA VINTO L'OSCAR]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Giampaolo Letta</strong>, &egrave; uno dei quattro baroni del cinema italiano (<em>lui &egrave; il pi&ugrave; importante, non a caso &egrave; un altro dei nipotini</em>) il cui compito principale consiste nell'impedire che in Italia esista e si manifesti il libero mercato multimediale, mantenendo un capillare controllo partitico dittatoriale sull'industria cinematografica. E' l'amministratore delegato della <strong>Medusa film</strong>, il cui 100% delle azioni appartiene a Mediaset.<br>Il vero oscar, quindi (in Usa conta il produttore, essendo il padre del film) lo ha vinto Silvio Berlusconi, al quale va tutto il merito per aver condotto in porto questo business nostrano.<br><span style="text-decoration: underline;">Ma nessuno in Italia lo ha detto.</span><br>E' un prodotto PDL-PD-Lega Nord tutti insieme appassionatamente.</p>
<p><img src="https://www.insorgenza.it/wp-content/uploads/2014/01/golden-globe-sorrentino-300x169.jpg" width="300" alt="image" style="border: 0px;"><br><br></p>
<p>In teoria (ma soltanto in teoria) &egrave; stato prodotto da Nicola Giuliano e Francesca Cima (quota PD di stretta marca burocratica di scuola veltroniana) per conto della <strong>Indigo Film</strong>, i quali -senza Berlusconi- non sarebbero stati in grado neppure di pagarsi le spese dell'ufficio, dato che su 9 milioni di euro di budget, il buon Berluska ne ha messi 6,5. E' stata buttata dentro anche la Lega Nord, che ha partecipato con la Banca Popolare di Vicenza (500 mila euro come favore amicale) e con la sponsorizzazione del Biscottificio Verona (in tutto il film non si vede neppure una volta qualcuno mangiare uno dei suoi biscotti), entrambe le aziende vogliose di entrare nel grande giro (sono bastate due telefonate per convincerli).</p>
<p>Grazie alla malleverie politiche, attraverso fondazioni di partito hanno ottenuto altri 2 milioni di euro incrociati: il PD se li &egrave; fatti dare grazie al solerte lavoro di relazioni europee attraverso il "programma Media Europa" (650 mila euro) mentre Renata Polverini ha partecipato alla produzione dando 500 mila euro per conto della Presidenza Regione Lazio attraverso il "fondo per il cinema e audiovisivi per il rilancio delle attivit&agrave; cinematografiche dei giovani" (soldi che ha dato a Giampaolo Letta, sulla carta lui sarebbe "il giovane" che andava aiutato). Nicola Giuliano ha messo su la squadra partitica. In teoria fa il produttore, ma fa anche il docente, il consulente.Ha la cattedra al corso di produzione della Scuola nazionale di cinema di Roma, ma allo stesso tempo ha anche la cattedra di docente di produzione cinematografica presso l'Universit&agrave; degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, oltre che docente di "low cost production" a San Antonio De los Banos nell'isola di Cuba e consulente per la Rai. E' un funzionario tuttofare che mette su pacchetti partitici, il che poco ha a che fare con il cinema, ma molto ha a che vedere con l'idea italiana di come si fa il cinema.</p>
<p>O meglio: molto ha a che fare con l'idea di come si uccide e si annienta una cinematografia.</p>
<p>Secondo gli esaltatori di questo "prodotto Italia", il film vincente aprirebbe la strada a investimenti, stimolando i giovani autori e lanciando il nuovo cinema italiano; mentre, invece, l'unico risultato che otterr&agrave; sar&agrave; quello di far capire a tutti, come severo ammonimento, che "o prendete la tessera di Forza Italia/PD oppure non lavorate" chiarendo a chiunque intenda investire anche 1 euro nel cinema che bisogna per&ograve; passare attraverso la griglia dell'italianit&agrave; partitica, il che metter&agrave; in fuga chi di cinema si occupa e attirer&agrave; invece squali di diversa natura il cui unico obiettivo consiste nel fare affari lucrosi in Italia con Berlusconi e il PD, in tutt'altri lidi.&nbsp;</p>
<p>I giovani autori, i cineasti italiani in erba, le giovani produzioni speranzose, il cinema indipendente, ricevono da questo premio un danno colossale perch&egrave; il segnale che viene dato loro &egrave; quella della contundente italianit&agrave;, quella della&nbsp;<strong>Grande Ipocrisia,&nbsp;</strong>la vera cifra di questo paese che si rifiuta di aprire il mercato ai meritevoli, ai competenti, a quelli senza tessera<strong>.</strong></p>
<p><strong><img src="https://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2014/03/sorrentino-ringrazia-oscar-8.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></strong></p>
<p>Il film ha vinto esattamente nello stesso modo in cui aveva vinto "Nuovo cinema Paradiso" nel 1990.</p>
<p>Due parole tecniche per spiegarvi come funziona il meccanismo di votazione dell'oscar.</p>
<p>Per votare bisogna essere iscritti al MPAA (<em>Motion Pictures Academy of Art</em>) e bisogna essere sindacalizzati; dal 1960 vale anche il principio per cui chi &egrave; disoccupato non vota, nel senso che bisogna dimostrare con documenti alla mano che "si sta lavorando" da almeno gli ultimi 24 mesi ininterrottamente, garantendosi in tal modo il voto di chi sta veramente dentro al mercato. Perch&egrave; per gli americani l'unica cosa che conta per davvero &egrave; il mercato, per questo Woody Allen (autore indipendente) detesta Hollywood e non ci va mai, la considera una truffa. I votanti sono all'incirca 6.000 e sono presenti tutte le categorie dei lavoratori (si chiamano&nbsp;<em>industry workers</em>): produttori, registi, sceneggiatori, direttori di fotografia, macchinisti, tecnici del suono, delle luci, scenografi, sarti, guardarobiere, guardie di sicurezza, perfino i gestori degli appalti per gestire i catering sul set, ecc. Ogni voto vale uno, il che vuol dire che il voto di Steven Spielberg vale quanto quello di un ragazzino il cui lavoro consiste nel tenere l'asta del microfono in direzione della bocca del divo di turno nel corso delle riprese, purch&egrave; lo faccia da almeno due anni e paghi i contributi. Quando si avvicina il giorno della votazione scattano i cosiddetti "pacchetti" e a Los Angeles la lotta &egrave; furibonda e comincia la caccia gi&agrave; verso i primi di novembre, con i responsabili marketing degli "studios" (sarebbero le grandi&nbsp;<em>majors</em>) che minacciano, ricattano, assumono, licenziano, per convincere chi ha bisogno di lavorare a votare per chi dicono loro. Per ci&ograve; che riguarda i film stranieri la procedura &egrave; la stessa ma su un altro binario: vale il cosiddetto "principio Hoover" lanciato dal capo del FBI alla fine degli anni'50: vince la nazione che pi&ugrave; di ogni altra in assoluto far&agrave; fare affari alle sei grosse produzioni che contano, acquistando i suoi prodotti. E' il motivo per cui l'Italia &egrave; la nazione al mondo che ha collezionato pi&ugrave; oscar di tutti (la pi&ugrave; serva e deferente) e la Russia e il Giappone quelle che ne hanno presi di meno. Quando l'Italia, per motivi politici (o di affari) ha bisogno dell'oscar, allora costruisce un poderoso business (per la serie: vi compro questi quattro telefilm che nessuno al mondo vuole e ve li pago tre volte il suo valore) e lo va a proporre a societ&agrave; di intermediazione di Los Angeles collegate ai due sindacati pi&ugrave; potenti californiani, da 40 anni gestiti da famiglie calabresi e siciliane, quelli che danno lavoro alla manovalanza tecnica e gestiscono i pacchetti, dato che controllano il 65% dei voti complessivi. Per i film stranieri bisogna avere un forte "endorsement", ovvero un sostegno di persona nota nell'industria che garantisce a nome dei sindacati, come &egrave; avvenuto quest'anno con Martin Scorsese che si &egrave; fatto il giro presso la comunit&agrave; di amici degli amici a Brooklyn.</p>
<p>Nel 1989 accadde la stessa cosa: Berlusconi doveva entrare nel mercato americano per mettere su un gigantesco business (quello per il quale &egrave; stato definitivamente condannato dalla Cassazione, il cosiddetto "processo media-trade"); doveva entrare a Hollywood dalla porta principale con la Pentafilm. Ma non c'erano film italiani che valessero, era gi&agrave; piombata la mannaia dei partiti, tanto &egrave; vero che perfino il compianto Fellini girava a vuoto da un produttore all'altro ed era disoccupato, motivo per cui fin&igrave; per ammalarsi. Alla fine, l'abile Berlusconi riusc&igrave; a convincere il pi&ugrave; intelligente e bravo produttore di quei tempi (che se la passava maluccio) Franco Cristaldi, a dargli un prodotto perch&egrave; lui doveva vincere comunque. Cristaldi era disperato e non sapeva che cosa fare perch&egrave; non poteva fare delle figuracce con gli americani che conoscono il buon cinema e non &egrave; facile ingannarli, ma si fece venire in mente un'idea geniale. Aveva fatto una marchetta con Raitre e aveva prodotto un film "Nuovo Cinema Paradiso" che era stato un flop clamoroso, sia alla tivv&ugrave;, con indici di ascolto minimi, che al cinema, dove era uscito e dopo dieci giorni era stato ritirato per mancanza di pubblico. Il film durava 155 minuti ed era, francamente inguardabile, di una noia mortale. Senza dire nulla al regista, Cristaldi ci lavor&ograve; da solo -letteralmente- per tre mesi. Rimont&ograve; totalmente il film, tagli&ograve; e butt&ograve; via 72 minuti e usando dei filtri cambi&ograve; anche le luci, riuscendo anche a modificare dei dialoghi. Lo fece uscire in Usa dove ottenne un buon successo di critica, sufficiente per passare. Berlusconi fu contento ma non gli diede ci&ograve; che era stato pattuito. Il giorno in cui Tornatore prese l'oscar, nel 1990, accadde un fatto inaudito per la comunit&agrave; hollywoodiana. La statuetta venne data al regista e all'improvviso Franco Cristaldi fece un salto sul palco, si avvicin&ograve;, strapp&ograve; di mano la statuetta a Tornatore, prese il microfono in mano e disse "questo oscar &egrave; mio, questo premio l'ho vinto io, questo &egrave; il mio film, questo &egrave; un film del produttore". Fu l'inizio della fine della sua carriera in Italia, perch&egrave; il giorno dopo l'intera critica statunitense (in Italia non venne mai fatta neppure menzione degli eventi) lo volle intervistare e lui raccont&ograve; come i partiti stessero distruggendo quella che un tempo era stata una delle pi&ugrave; importanti industrie cinematografiche del mondo. Lo scaricarono tutti in Italia e fin&igrave; per lavorare all'estero. Di l&igrave; a qualche anno mor&igrave;. Fu in quell'occasione che Tornatore, in una intervista, spieg&ograve; come si faceva il regista in Italia: "Bisogna occuparsi di politica, quella &egrave; la strada. Io mi sono iscritto al PCI e poi sono riuscito a farmi eleggere alle elezioni comunali in un piccolo paesino della Calabria dove sono diventato assessore. Mi davano da firmare delle carte e io firmavo senza neppure leggerle, dovevo fare soltanto quello. Dopo un po' di tempo mi hanno detto che potevo anche dimettermi e andare a Roma a fare i film". Aveva ragione lui: in Italia funziona cos&igrave;.<br><span>24 anni dopo &egrave; la stessa cosa, con l'aggravante del tempo trascorso.</span><br><span><br></span><span>"La Grande Bellezza" appartiene a questo filone dell'italianit&agrave; e il solo fatto di accostarlo a Fellini o a De Sica &egrave; un insulto all'intelligenza collettiva della nazione: &egrave; una marchetta politica.</span></p>
<p><span>E si vede, si sente, lo si capisce; nell'arte non si riesce a mentire perch&egrave; l'arte &egrave; basata su uno squisito paradosso: poich&egrave; &egrave; finzione totale -e quindi menzogna pura- chi la produce non pu&ograve; darla ad intendere perch&egrave; la verit&agrave; sottostante salta sempre fuori.</span><br><span>E' la cartolina di un piccolo-borghese costruita (a tavolino) per venire incontro agli stereotipi degli americani votanti, attraverso un'operazione intellettualistica che non regala emozioni, ma soltanto suggestioni di provenienza pubblicitaria marketing negativa. In maniera ingegnosa e diabolicamente perversa propone delle maschere in un paese dove la verit&agrave; artistica passa, invece, nella necessit&agrave; dello smascheramento, cio&egrave; nel suo opposto.&nbsp;</span></p>
<p>E' la quintessenza del paradosso italiano trasformato nel consueto ossimoro: un brutto film che si pone e si qualifica come la Grande Bellezza; proprio come Mario Monti che lanci&ograve; il decreto "salva Italia" che ha affondato il paese e Letta (Enrico) che lanci&ograve; il "governo del fare" licenziato dopo pochi mesi perch&egrave; non &egrave; riuscito a fare nulla.</p>
<p>Il film, davvero noioso e privo di spessore, &egrave; un prodotto subliminare, promosso dai partiti politici italiani al governo solo e soltanto dopo che i due protagonisti, Toni Servillo e Paolo Sorrentino, si sono messi pubblicamente a disposizione della famiglia Letta. Il film, infatti, doveva uscire a settembre del 2013, ma hanno anticipato l'uscita a giugno perch&egrave; era il momento in cui era assolutamente necessario usare ogni mezzo per poter azzannare l'opposizione. Il 7 giugno del 2013, Servillo e Sorrentino, vengono invitati da Lilli Gruber nella sua trasmissione "8 e 1/2" per l'emittente La7. L'intervista dura 32 minuti. I primi 20 minuti sono noiosi e si parla del film che, si capisce da come andava l'intervista, nessuno avrebbe mai visto. Dal 21esimo minuto in poi, avviene la svolta, fino alla fine. L'attore e il regista, ben imboccati dalla Gruber, si lanciano in un attacco politico personale contro Beppe Grillo e il M5s. Un fatto che non aveva alcun senso, dato che si trattava di un film che nulla -per nessun motivo- aveva a che fare con la vita politica italiana e con il dibattito in corso. Servillo fu durissimo nel sostenere a un certo punto che "mi faccio dei nemici ma me li faccio volentieri" spiegando ai telespettatori (che pensavano di ascoltare un attore che parlava di cinema) come "Grillo ripropone un'immagine di leader vecchio che passa da Masaniello a Berlusconi" -cio&egrave; il suo produttore- "e usa un linguaggio violento....". Sorrentino gli and&ograve; dietro e insieme, per dei motivi incomprensibili a chiunque si occupi di cinema in qualunque parte del mondo (tranne che in Italia) spiegavano che il M5s "&egrave; un movimento che vuole togliere la sovranit&agrave; al parlamento".&nbsp;https://www.youtube.com/watch?v=D2LfyVks6F4</p>
<p>Da quel momento i due sono andati in giro a promuovere il loro film in ambito politico nazionale allertando la popolazione sul pericolo rappresentato dal M5s e cos&igrave;, l'establishment nazionale, l'ha imposto come moda propagandandolo in maniera esorbitante.&nbsp;<br><span>Riguardando quell'intervista, ho scoperto, pertanto, che Toni Servillo ha stabilito che io sono un suo nemico.&nbsp;</span><br><span>Non lo sapevo.</span></p>
<p>Ieri sera, la Gruber, sempre attenta nel rispettare i codici della rappresentanza che conta, ha dedicato un'altra intervista al film, ma in questo caso ha invitato Walter Veltroni.&nbsp;</p>
<p>Forse c'&egrave; stato qualche telespettatore che si sar&agrave; chiesto "<em>ma che cosa c'entra con questo film?</em>".</p>
<p><strong>Appunto</strong>.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it"><em>Fonte</em></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27201/nulla-la-multa-con-lautovelox-se-la-pattuglia-ha-i-lampeggianti-spenti</guid>
	<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 07:37:33 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27201/nulla-la-multa-con-lautovelox-se-la-pattuglia-ha-i-lampeggianti-spenti</link>
	<title><![CDATA[Nulla la multa con l’autovelox se la pattuglia ha i lampeggianti spenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ancora una decisione che bacchetta quegli enti, in particolare i comuni, che non segnalano le postazioni per il rilevamento elettronico delle infrazioni come quelle a mezzo autovelox e simili. Per il giudice di pace di Gallarate il verbale elevato a seguito di rilevazione con autovelox dev&rsquo;essere annullato quando si scopre che la postazione per il rilevamento elettronico <span style="text-decoration: underline;">non &egrave; visibile o segnalata con congruo anticipo</span> ai veicoli in transito: come quando l&rsquo;auto della pattuglia della polizia ha i lampeggianti spenti.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.comune.rudiano.bs.it/immagini/velox%201a.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la <span style="text-decoration: underline;">sentenza 101/14 del giudice di Pace</span> del comune del varesotto, &egrave; stato accolto il ricorso di un presunto trasgressore e quindi annullato il verbale elevato dalla Municipale per <strong>violazione dell&rsquo;articolo 142, comma 8 del Codice della Strada</strong> per aver superato il limite massimo di velocit&agrave; per soli undici chilometri orari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il magistrato onorario Laura Sardini ha infatti, rilevato che l&rsquo;accertamento non &egrave; stato effettuato ottemperando alla normativa che regola l&rsquo;accertamento delle violazioni al codice della strada eseguito con apparecchiature che dispensano gli agenti dalla contestazione immediata di cui all&rsquo;articolo 201, comma 1 bis, Cds: in particolare, il Decreto Ministeriale del 15 agosto 2007, della circolare del 3 agosto 2007 del Ministero dell&rsquo;Interno e della arcinota direttiva Maroni che &egrave; intervenuta a regolamentare la materia.</p>
<p>Nella fattispecie, peraltro, l&rsquo;apparecchiatura elettronica &egrave; posta su di un&rsquo;auto che sembra a tutti gli effetti civile, perch&eacute; ha solo delle scritte calamitate &ldquo;<strong>Polizia Locale</strong>&rdquo;, mentre la vera pattuglia della Municipale &egrave; parcheggiata soltanto indietro all&rsquo;altra vettura, con i <strong>lampeggianti spenti</strong>, e non risulta ben visibile ai veicoli che circolano sulla via. Una prassi evidentemente illegittima, che ricorda Giovanni D&rsquo;Agata, presidente dello &ldquo;<strong>Sportello dei Diritti</strong>&rdquo;, &egrave; spesso utilizzata da molti comuni per effettuare multe seriali.</p>
<p>Peraltro, l&rsquo;agente accertatore ascoltato come testimone conferma, anche se indirettamente, una serie di circostanze favorevoli al conducente multato, ad esempio il fatto che il segnale di rilevamento automatico della velocit&agrave; che si trova a soli 150 metri dalla postazione, dunque ben al di sotto dai minimi di legge.</p>
<p>&Egrave; certo che se il cartello si fosse trovato alla <strong>distanza minima di 400 metri</strong> l&rsquo;auto sanzionata avrebbe potuto rallentare e la multa non applicata. &Egrave;, infatti, lo stesso <span style="text-decoration: underline;">articolo 142 del Codice a imporre che lo strumento di rilevazione deve essere distinguibile da lontano</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27176/abbiamo-usato-il-debito-per-fini-politici</guid>
	<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 08:04:22 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27176/abbiamo-usato-il-debito-per-fini-politici</link>
	<title><![CDATA[Abbiamo usato il debito per fini politici]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;Abbiamo sbagliato tutto&rdquo;.&nbsp;<br><strong>Giuliano Amato</strong><span>&nbsp;riconosce le sue colpe. La crisi, il crollo del Pil e l&rsquo;impennata del debito pubblico hanno radici lontane nel tempo.&nbsp;</span><strong>Alan Friedman</strong><span>&nbsp;prova a ricostruirle nel suo libro&nbsp;</span><em>Ammazziamo il Gattopardo</em><span>&nbsp;e dopo le interviste a&nbsp;</span><strong>Mario Monti</strong><span>&nbsp;e a Romano Prodi che tanto hanno fatto discutere, adesso arriva quella al dottor Sottile. <br>Il&nbsp;</span><em>Corriere.it</em><span>&nbsp;pubblica un colloquio tra Friedman e l&rsquo;ex premier in cui viene affrontato il problema del debito pubblico galoppante del Belpaese&nbsp;e dell&rsquo;impennata del rapporto tra il deficit e il Pil. Giuliano Amato, oggi membro della Corte Costituzionale, parla della politica economica portata avanti dai governi democristiani e socialisti tra la fine degli anni ottanta e l&rsquo;inizio degli anni novanta. Quella di Amato &egrave; un&rsquo;ammissione di colpa senza giri di parole.</span></p>
<p><strong>&ldquo;Ho usato il debito per fini politici&rdquo;</strong>&nbsp;- Friedman come detto incontra Amato, ex-consigliere economico di Bettino Craxi, premier nel 1992 (<em>anno in cui mise le mani nei nostri conti correnti con un prelievo forzoso che ancora brucia agli&nbsp;italiani</em>), spiega come i socialisti e i democristiani &ldquo;hanno usato la spesa pubblica contro il Pci, facendo salire il debito nel tentativo di attirare voti&rdquo;. Amato spiega anche perch&eacute; nessun governo &egrave; riuscito a fare le riforme strutturali di vasta portata, e cita&nbsp;<strong>Massimo D&rsquo;Alema</strong>&nbsp;che sostiene che &ldquo;<em>gli italiani non hanno capito che entrare nell&rsquo;Euro non &egrave; arrivare a un traguardo ma salire su un ring</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>&ldquo;Tutta colpa di D&rsquo;Alema&rdquo; -</strong>&nbsp;Ma &egrave; proprio su D&rsquo;Alema che Amato punta il dito. Secondo quanto racconta Friedman, nel 2000 Amato in un&rsquo;intervista all&rsquo;<em>Herald Tribune</em>&nbsp;affermava che le riforme in Italia sul fronte del lavoro non erano state fatte perch&eacute; &ldquo;c&rsquo;era il rischio che la sinistra di Massimo mi fa fuori in due minuti&rdquo;. Insomma anche quando tra il 2000 e il 2001 Amato &egrave; tornato a palazzo Chigi ammette di non aver fatto le riforme necessarie per fini elettorali. Il &ldquo;dono&rdquo; che Amato e i suoi governi ci lasciano sono un&rsquo;impennata del rapporto deficit Pil a livelli record.&nbsp;Dall&rsquo;inizio degli anni Ottanta all&rsquo;inizio degli anni Novanta il rapporto debito-Pil &egrave; balzato dal 60 percento ad oltre il 100 percento. Qualche miglioramento c&rsquo;&egrave; stato durante i governi Berlusconi e Prodi, ma oggi il rapporto &egrave; arrivato a un livello del 133 percento, e solo la Grecia ha un rapporto peggiore di noi. Una palla al piede per le nostre tasche per la quale dobbiamo dire solo &ldquo;<strong>grazie Giuliano</strong>&rdquo;.</p>
<h1><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/03/l43-amato-130422104403_medium.jpg" alt="l43-amato-130422104403_medium" width="550" height="280" style="border: 0px;"></h1>
<h1>Amato, ecco tutte le sue poltrone</h1>
<p>&ldquo;Quando ero al governo io e gli altri partiti non abbiamo capito niente. Abbiamo sbagliato&rdquo;. Giuliano Amato si confessa nel libro di Alan Friedman &ldquo;Ammazziamo il Gattopardo&rdquo; e racconta da dove arrivano gli errori fatai dei governi di fine anni ottanta e primi anni novanta (di cui lui stesso faceva parte) che hanno provocato l&rsquo;impennata del rapporto debito-Pil. Nonostante l&rsquo;ammissione di colpa,&nbsp;<strong>Amato</strong>&nbsp;continua a collezionare poltrone, manco fosse un &ldquo;salvatore della patria&rdquo;. L&rsquo;ennesima gli si &egrave; infilata sotto le chiappe &egrave; quella di giudice della Corte costituzionale, gentilmente offertagli (&lsquo;prego si accomodi&rsquo;) dal presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong>. Un incarico di prestigio assoluto, che &ldquo;vale&rdquo; infatti la bellezza di 403.840 euro (lordi) all&rsquo;anno, pari a 33.583 euro mensili. Ai quali Amato affianca una pensione da 22mila euro e un vitalizio da 9mila euro al mese. Per un totale di 64mila euro al mese (lordi, per carit&agrave;). Il nuovo incarico, poi, porta con s&egrave; anche 3 assistenti, 3 segretarie, telefonino, computer e auto blu. Quella per le poltrone &egrave; una passione che accompagna Amato sin da giovane. Dal 1983 al 1994 &egrave; stato deputato Psi, dal 1983 al 1987 sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Bettino Craxi, dal 1987 al 1989 ministro del Tesoro con Goria e De Mita, dal 1992 al 1993 presidente del Consiglio (ricordate il prelievo straordinario dai conti correnti e la finanziaria da 93mila miliardi di lire?), dal 1992 al 1994 presidente dell&rsquo;Aspen Institute, dal 1994 al 1997 presidente dell&rsquo;Antitrust, dal 1998 al 2000 ministro per le Riforme istituzionali e poi del Tesoro con D&rsquo;Alema, al quale succede come premier tra 2000 e 2001. Dal 2001 al 2006 &egrave; stato senatore con l&rsquo;Ulivo, dal 2006 al 2008 ancora ministro nel governo Prodi, dal 2011 al 2013 guida il comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia, dal 2009 &egrave; presidente dell&rsquo;Istituto dell&rsquo;Enciclopedia Treccani e dal 2012 presidente pure della Scuola Superiore Sant&rsquo;Anna di Pisa. Tutto meritato, sia chiaro.</p>
<p>Ha saldato i conti. Di casa sua&hellip;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27175/2013-lanno-orribile-della-crisi</guid>
	<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 15:16:11 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27175/2013-lanno-orribile-della-crisi</link>
	<title><![CDATA[2013, l’anno orribile della crisi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il 2013 &egrave; stato uno degli anni pi&ugrave; duri della crisi: fallimenti, procedure non fallimentari e liquidazioni volontarie hanno superato tutti i record negativi e complessivamente si contano 111mila chiusure aziendali, il 7,3% in pi&ugrave; rispetto al 2012. Lo affermano dati Cerved consultati dall&rsquo;ANSA: male l&rsquo;industria, <strong>crolla il Nord Est</strong>.</p>
<p><img src="https://farm8.staticflickr.com/7189/6882056815_ed1c4296f3.jpg" width="480" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Nell&rsquo;intero 2013 si &egrave; registrato un boom dei concordati preventivi (+103% rispetto all&rsquo;anno precedente) mentre per quel che riguarda i fallimenti anche nell&rsquo;ultimo trimestre i fallimenti hanno proseguito la loro corsa con tassi a due cifre, portando il totale dell&rsquo;anno oltre quota 14mila, il 12% in pi&ugrave; rispetto al precedente massimo, toccato nel 2012. Secondo i dati del gruppo specializzato nell&rsquo;analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito consultati dall&rsquo;ANSA, il fenomeno &egrave; in forte aumento in tutti i settori e in tutte le aree del Paese, riguardando anche segmenti in cui nel 2012 si erano manifestati timidi segnali di miglioramento come l&rsquo;industria (fallimenti in calo del 4,5% nel 2012 rispetto al 2011 mentre ora sono in aumento del 12,9%) e il Nord Est (da -3,6% di &lsquo;crack&rsquo; tra 2011 e 2012 a una crescita del 19,7%).</p>
<p>Nel 2013 si contano inoltre circa <strong>3mila procedure concorsuali non fallimentari</strong>, il massimo da oltre un decennio e il 53,8% in pi&ugrave; rispetto all&rsquo;anno precedente. &rdquo;All&rsquo;<em>origine di questo boom vi &egrave; sicuramente l&rsquo;introduzione del &lsquo;concordato in bianco</em>&rsquo; &ndash; afferma l&rsquo;amministratore delegato del Cerved, Gianandrea De Bernardis &ndash; <em>che ha trovato ampio utilizzo&rdquo; presso le aziende italiane</em>: la procedura, che consente alle imprese di bloccare le azioni esecutive dei creditori in attesa di preparare un piano di risanamento, ha visto nell&rsquo;intero 2013 pi&ugrave; di 4.400 domande, ma nel terzo e quarto trimestre il numero di domande si &egrave; comunque fortemente ridotto, probabilmente a causa delle correzioni apportate a livello legislativo e, in particolare, all&rsquo;introduzione della facolt&agrave; di nominare un commissario giudiziale che possa controllare la condotta del debitore anche nelle fasi di pre-ammissione.</p>
<p>L&rsquo;anno scorso &egrave; stato ritoccato anche il record negativo delle liquidazioni volontarie: nel 2013 hanno chiuso l&rsquo;attivit&agrave; in questo modo 94mila aziende, il 5,6% in pi&ugrave; rispetto all&rsquo;anno precedente, con un aumento del 7% tra le &lsquo;vere&rsquo; societ&agrave; di capitale, cio&egrave; quelle che hanno depositato almeno un bilancio valido nel triennio precedente alla liquidazione. A livello territoriale i fallimenti mostrano una forte accelerazione in Emilia Romagna (+25%) e in Trentino Alto Adige (+21%) e un incremento a tassi a due cifre in Veneto (+16%) e in Friuli (+14%).</p>
<p>Crescono a ritmi sostenuti anche i fallimenti nelle regioni del Centro (+13%) e del Sud (+10%): qui i maggiori aumenti si registrano in Toscana (+18%) e nel Lazio (+13%), mentre nel Mezzogiorno l&rsquo;aumento registrato in Sicilia (+27%) viene in parte attenuato dal calo delle procedure in Abruzzo (15%) e Basilicata (+3%). Nel Nord Ovest i fallimenti superano quota 4mila (+8% rispetto al 2012): pesa soprattutto l&rsquo;aumento della Lombardia (+12%), mentre in Piemonte si registra un incremento molto pi&ugrave; modesto (+2%). Fallimenti in calo in Liguria (-8%) e in Valle d&rsquo;Aosta. (ANSA)</p>
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	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27174/1000-euro-al-mese-per-tutti-i-disoccupati</guid>
	<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 14:55:09 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27174/1000-euro-al-mese-per-tutti-i-disoccupati</link>
	<title><![CDATA[1000 Euro Al Mese Per Tutti i Disoccupati]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">Matteo Renzi&nbsp;vuole estendere ai precari i sussidi per chi &egrave; senza lavoro. Per ottenere il sussidio, <strong>baster&agrave; avere lavorato due mesi</strong>.&nbsp;Coster&agrave; allo Stato 1,6 miliardi in pi&ugrave; di oggi e quindi il conto,sostiene Libero,&nbsp;arriver&agrave; a&nbsp;8,8 miliardi di Euro,&nbsp;ma i soldi dovrebbero essere ricavati dai fondi per la cassa integrazione in deroga.</p>
<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;"><img src="https://www.osservatoriosatirapolitica.it/satira/wp-content/uploads/2013/05/renzie-versione-fonzie-228800_tn.jpg" width="310" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">Il piano sar&agrave; presentato dal governo entro quindici giorni e, riferisce sempre Libero, se ne&nbsp;sta occupando il nuovo ministro del Lavoro Giuliano Poletti, gi&agrave; grande capo delle Coop. Il programma del ministro si chiama Naspi. Un sussidio di disoccupazione universale, destinato a tutti coloro che perdono il posto. Tutti. Compresi i meno protetti tra i precari: i collaboratori a progetto, oggi fuori da quasi tutti i sostegni. Un assegno da 1000 euro per chi ha perso il posto di lavoro. E&rsquo; questa in sintesi la riforma che il governo si appresta a varare&rdquo;.&nbsp;</p>
<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">Il piano, scrive Libero, &nbsp;&egrave; stato messo a punto nei dettagli</p>
<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">&ldquo;dal politologo Stefano Sacchi e fatto proprio prima dalla segreteria del Pd, poi diventato base di discussione per il governo.</p>
<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;"><span style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff; float: none;">Secondo le previsioni del governo il piano assicurer&agrave; protezione anche a quel milione e 200 mila lavoratori, ora per diversi motivi totalmente senza rete, in caso di disoccupazione&rdquo;.&nbsp;</span></p>
<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">L&rsquo;estensione del sussidio</p>
<p style="color: #373737; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">&ldquo;potrebbe essere finanziata con uno spostamento di risorse dalla Cig in deroga, che vale 2,5-3 miliardi annui. Il dossier sar&agrave; esaminato nei prossimi giorni anche da Giuliano Poletti. &ldquo;<em>Ne parler&ograve; con il ministro&rdquo;, conferma Filippo Taddei, responsabile economia del Pd. &ldquo;&Egrave; il piano pi&ugrave; ragionevole di tutti, perch&eacute; include anche gli atipici. E siamo fiduciosi che possa diventare il piano del governo&rdquo;. Per ottenere il sussidio bisogner&agrave; aver lavorato tre mesi, non pi&ugrave; necessari i due anni contributiv</em>i&rdquo;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27159/renzie-minaccia-putin-inaccettabile</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 15:14:16 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27159/renzie-minaccia-putin-inaccettabile</link>
	<title><![CDATA[Renzie minaccia Putin: ‘Inaccettabile’]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;Il governo italiano si associa &ndash; forse meglio dire &lsquo;si accoda&rsquo; &ndash; alle pressanti richieste della comunit&agrave; internazionale affinch&eacute; sia rispettata la sovranit&agrave; e l&rsquo;integrit&agrave; territoriale dell&rsquo;Ucraina&rdquo;.</p>
<p>Forse dovevano pensarci prima, prima di provocare le violenze di Kiev e la cacciata del presidente eletto, e prima di far precipitare la situazione tagliando, di fatto, fuori dal potere met&agrave; Ucraina, la parte orientale russofona e la Crimea (tutt'ora sede di basi navali Russe).</p>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/03/vladimir-putin-time-magazine.jpg" alt="vladimir-putin-time-magazine" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Al termine del fantozziano vertice con i ministri di Esteri e Difesa, Federica Mogherini e Roberta Pinotti, il premier Matteo Renzi ha &lsquo;<span style="text-decoration: underline;">duramente criticato</span>&rsquo; l&rsquo;azione militare in Crimea, avvertendo che qualsiasi violazione della sovranit&agrave; e dell&rsquo;integrit&agrave; territoriale dell&rsquo;Ucraina sar&agrave; per il governo italiano &ldquo;del tutto inaccettabile&rdquo;. <strong>Si parla di un Putin terrorizzato</strong>.</p>
<p>Ora, l&rsquo;Italia ha rapporti essenziali ed esistenziali con la Russia, attraverso l&rsquo;Eni soprattutto, come li avevamo anche con la Libia. Ma il comportamento dei nostri &ndash; meglio dire &lsquo;<span style="text-decoration: underline;">loro</span>&rsquo; &ndash; politici non &egrave;, quello di seguire i nostri interessi, ma di fare gli interessi dei loro padroni in America, quelli che da decenni violano il nostro territorio con basi, aerei e armi nucleari che spostano a piacimento in giro per l&rsquo;Italia. <span style="text-decoration: underline;">Questo si, &egrave; inaccettabile</span>.</p>
<p><strong>Un Ex boy-scout contro un ex Kgb.</strong>&nbsp;<br>Che Dio ci aiuti !</p>
<p>(<a rel="nofollow" href="https://voxnews.info/2014/03/02/renzie-minaccia-putin-inaccettabile/">Fonte</a>)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27136/lavorare-in-formula-1</guid>
	<pubDate>Sat, 01 Mar 2014 08:52:46 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27136/lavorare-in-formula-1</link>
	<title><![CDATA[Lavorare in Formula 1]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vi piacerebbe lavorare in Formula 1? E&rsquo; al via la seconda edizione di Red Bull on stage, l&rsquo;iniziativa che permetter&agrave; a giovani studenti e neolaureati di svolgere un&nbsp;<strong>tirocinio</strong>&nbsp;nella&nbsp;<strong>Scuderia Toro Rosso</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Faenza.</strong></p>
<p><strong>Red Bull GmbH</strong>&nbsp;&egrave; la societ&agrave;, fondata nel 1984 da Dietrich Mateschitz, produttrice dell&rsquo;omonima nota bevanda energetica. L&rsquo;azienda commercializza il famoso energy drink in ben 160 Paesi del mondo ed &egrave; attiva anche nel settore automobilistico con la scuderia di Formula 1&nbsp;<strong>Red Bull Racing</strong>&nbsp;(Toro Rosso).</p>
<p><img src="https://lochlandougherty.files.wordpress.com/2013/10/formula-1-red-bull-car-2.jpeg?w=487" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Dopo il successo ottenuto con l&rsquo;edizione 2013, che ha visto la partecipazione di circa 70mila giovani alle fasi iniziali di selezione, l&rsquo;azienda ha aperto anche quest&rsquo;anno le&nbsp;<strong>candidature</strong>&nbsp;per partecipare al programma di stage Red Bull per lavorare in Formula 1. I&nbsp;<strong>tirocini</strong>&nbsp;avranno una durata di circa&nbsp;<strong>3 mesi</strong>, tra Giugno e Settembre 2014, saranno&nbsp;<strong>retribuiti</strong>&nbsp;e sono rivolti a 4&nbsp;<strong>studenti</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>neolaureati.</strong></p>
<p>TIROCINI RED BULL &ndash; TORO ROSSO<br>Gli stage si svolgeranno presso la<strong>&nbsp;Scuderia Toro Rosso</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Faenza</strong>&nbsp;dal&nbsp;<strong>16 giugno</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>30 settembre 2014</strong>, con una pausa estiva di due settimane, e ai tirocinanti saranno garantiti l&rsquo;<strong>alloggio</strong>&nbsp;ed un&nbsp;<strong>rimborso spese</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>500 Euro</strong>&nbsp;netti al mese. I 4 candidati selezionati per partecipare al programma e provare l&rsquo;esperienza unica di lavorare in Formula 1 avranno, inoltre, l&rsquo;opportunit&agrave; di&nbsp;<strong>partecipare</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>Gran Premio</strong>&nbsp;di Monza, sperimentando sul campo e sulla pista il lavoro del team Red Bull Racing.</p>
<p>REQUISITI<br>Possono partecipare al programma Red Bull on stage 2014&nbsp;<strong>studenti universitari</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>laureati</strong>&nbsp;che abbiano conseguito la laurea a partire da Giugno 2013, residenti in Italia.</p>
<p>SETTORI PROFESSIONALI<br>Sono&nbsp;<strong>4</strong>&nbsp;le<strong>&nbsp;opportunit&agrave;</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>lavoro</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>formazione</strong>&nbsp;nella Scuderia Toro Rosso e gli stagisti saranno inseriti in uno dei seguenti dipartimenti:<br><strong>- Area Produzione (Production);</strong><br><strong>- Area Acquisti (Purchasing);</strong><br><strong>- Cambio e Sistemi Idraulici (Gearbox System);</strong><br><strong>- Elettronica e Sistemi di Controllo (Electronics e Control Systems).</strong><br>Per ulteriori informazioni mettiamo a vostra disposizione questa&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ticonsiglio.com/wp-content/uploads/2014/03/RED-BULL-ON-STAGE-posizioni-aperte.pdf" target="_blank">SCHEDA</a>&nbsp;(in Pdf) relativa alle posizioni aperte all&rsquo;interno di Scuderia Toro Rosso.</p>
<p>SELEZIONI<br>L&rsquo;iter di selezione prevede pi&ugrave; fasi ed inizier&agrave; con la&nbsp;<strong>valutazione</strong>&nbsp;delle&nbsp;<strong>candidature</strong>&nbsp;pervenute da parte degli addetti alle Risorse Umane di Red Bull Italia e Toro Rosso, che sceglieranno 10 candidati per ciascuno dei dipartimenti previsti per l&rsquo;esperienza di tirocinio. Le&nbsp;<strong>40 risorse idonee</strong>&nbsp;saranno invitate a realizzare un&nbsp;<strong>video profilo</strong>&nbsp;di s&eacute; stessi, ed i&nbsp;<strong>12 profili migliori</strong>&nbsp;sosterranno un&nbsp;<strong>colloquio</strong>&nbsp;nel quartier generale della Scuderia Toro Rosso, che determiner&agrave; i 4 stagisti che parteciperanno al percorso formativo on the job in Formula 1.</p>
<p>COME PARTECIPARE<br>Gli interessati alle opportunit&agrave; di stage Red Bull per lavorare in Formula 1 dovranno innanzitutto registrarsi sul&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://tororosso.redbull.it/" target="_blank">portale</a>&nbsp;dedicato all&rsquo;iniziativa e compilare il&nbsp;<strong>test online</strong>: coloro che otterranno un punteggio idoneo potranno perfezionare la candidatura compilando l&rsquo;apposito form entro il&nbsp;<strong>20 Aprile 2014</strong>.</p>
<p><span><a rel="nofollow" href="https://www.ticonsiglio.com/stage-red-bull-per-lavorare-in-formula-1/" target="_blank">Fonte</a><br><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27134/grande-crescita-dellungheria-caccia-lue-ed-un-trionfo-</guid>
	<pubDate>Sat, 01 Mar 2014 08:35:10 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27134/grande-crescita-dellungheria-caccia-lue-ed-un-trionfo-</link>
	<title><![CDATA[GRANDE CRESCITA DELL’UNGHERIA - caccia l'UE ed è un trionfo !]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Secondo le prime stime riportate dall&rsquo;ufficio di <span style="text-decoration: underline;">statistica ungherese</span>, nell&rsquo;ultimo trimestre del 2013 il prodotto interno lordo &egrave; cresciuto del 2,7% rispetto allo stesso trimestre del 2012 e dello 0,6% se rapportato al terzo trimestre 2013.</p>
<p>Alla crescita hanno contribuito la <span style="text-decoration: underline;">produzione agricola</span>, il settore manifatturiero e le costruzioni. I dati finali saranno pubblicati il prossimo 5 marzo. Complessivamente, nel 2013 la crescita &egrave; stata dell&rsquo;1,1%. L&rsquo;indice dei prezzi al consumo calcolato dall&rsquo;Ufficio Centrale di Statistica (KSH), <span style="text-decoration: underline;">registra a gennaio un dato invariato su base annua</span>. Rispetto a dicembre tuttavia <strong>l&rsquo;inflazione risulta in leggera ripresa</strong> dello 0,3% a gennaio.</p>
<p>Positivo anche l&rsquo;andamento del <strong>commercio estero</strong>. A dicembre la bilancia commerciale ungherese ha segnato un nuovo <strong>saldo in attivo</strong> a 150 milioni di euro con le esportazioni ungheresi e le importazioni cresciute rispettivamente del 9,5% e del 6,9% rispetto allo stesso mese del 2012.</p>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/02/ar_image_2590_l-300x152.jpg" alt="ar_image_2590_l" width="300" height="152" style="border: 0px;"></p>
<p>Le prime stime indicano che tra gennaio e dicembre 2013 il volume delle esportazioni ungheresi &egrave; ammontato a 24.303 miliardi di fiorini (81,9 miliardi di euro), quello delle importazioni a 22.135 milioni di fiorini (74,6 miliardi di euro). Solo a dicembre il <strong>surplus della bilancia commerciale</strong> ha segnato la cifra di 87 miliardi di fiorini (circa 290 milioni di euro).</p>
<p><em>Fonte notizia: Il Sole 24 Ore&nbsp;</em></p>
<p>Nota.</p>
<p>L&rsquo;Ungheria, prima , prima di cacciare l&rsquo;FMI, <strong>l&rsquo;Unione Europea</strong> e la <strong>BCE</strong> fuori dai propri confini con una decisione senza precedenti, era semplicemente in ginocchio. Ora, grazie alla propria monetae al controllo della Banca di Stato a cui fa capo la valuta nazionale, a una politica economica accorta, e alla riduzione drastica dei costi interni (energia) e all&rsquo;aumento delle pensioni e degli stipendi, sta vivendo uno sviluppo e una crescita che hanno pochi rivali in Europa.</p>
<p>Certamente nessuno di questi: <em>Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Olanda, Belgio</em>. Tutte nazioni devastate dall&rsquo;euro e incatenate alla UE con politiche recessive folli.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

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