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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27028/22-febbraio-2014-la-fine-del-mondo</guid>
	<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 18:17:35 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27028/22-febbraio-2014-la-fine-del-mondo</link>
	<title><![CDATA[22 Febbraio 2014 - la fine del mondo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Una nuova profezia sta per abbattersi sulla Terra. Sabato &egrave; il giorno in cui avverr&agrave; la fine del mondo....</span></p>
<p><span>Siamo sopravvissuti all&rsquo;apocalisse Maya, ma,&nbsp;<strong>a quanto pare, dobbiamo continuare ad avere paura</strong>&nbsp;&ndash;&nbsp;<strong>la fine del mondo sta arrivando &hellip; di nuovo</strong>.&nbsp;</span>Questa volta sar&agrave; il turno dell&rsquo;apocalisse vichinga che arriver&agrave; per distruggere la Terra,&nbsp;<strong>la mitologia norrena sostiene che il pianeta si divider&agrave; il 22 febbraio.</strong>&nbsp;Secondo i vichinghi, i&nbsp;<strong><a rel="nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ragnar%C7%ABk" target="_blank">Ragnarok</a></strong>&nbsp; sono una serie di eventi tra cui la battaglia finale prevista che provocher&agrave; la morte di un certo numero di grandi dei, il verificarsi di vari disastri naturali e la conseguente sommersione del mondo nei mari.&nbsp;Ragnarock prevedono anche che&nbsp;<strong>il lupo Fenrir verr&agrave; liberato dalla sua catena, il serpente Jormungand sorger&agrave; dal mare e il drago degli inferi torner&agrave; sulla Terra</strong>&nbsp;per affrontare gli eroi morti del Valhalla &ndash; che, naturalmente, sono discesi dal cielo per combatterli.</p>
<div id="attachment_128700"><img src="https://www.leggilo.net/wp-content/uploads/2014/02/Ragnarok.jpg" title="Ragnarok" width="550" style="border: 0; border: 0px;" alt="image"></p>
<p>La battaglia finale degli dei, altrimenti nota come I Ragnarok, segna la fine del mondo. I Vichinghi credono che l'apocalisse avr&agrave; inizio Sabato</p>
</div>
<p><span>Secondo la leggenda, il suono del corno&nbsp;<strong>chiamer&agrave; i figli del dio Odino e gli eroi sul campo di battaglia</strong>.&nbsp;</span>I Vichinghi ritengono che l&rsquo;avverarsi della profezia &egrave; preceduta dall&rdquo;<strong><em>inverno degli inverni</em></strong>&lsquo;, dove tre inverni gelidi si sarebbero susseguiti senza estati in mezzo. Il lupo Skoll avrebbe divorato il Sole, e suo fratello Hati avrebbe mangiato la Luna, le stelle sarebbero cadute dal cielo, e sulla la Terra ci sarebbero stati tremendi terremoti.&nbsp;<strong>Sabato dovrebbe essere il giorno: il mondo verr&agrave; &lsquo;restaurato&rsquo; e sar&agrave; abitato dagli dei sopravvissuti e da solo due superstiti umani</strong>&nbsp;&ndash; mentre la Terra affonder&agrave; nel mare e aprir&agrave; la strada ad una nuova terra utopica con i rifornimenti infiniti.</p>
<p><span>Un&rsquo;altra parte della leggenda sostiene che&nbsp;<strong>il Serpente Midgard, denominato Jormungand, deve liberarsi dalla sua coda e si alzer&agrave; dal mare</strong>, chi ci crede afferma che questo &egrave; gi&agrave; avvenuto l&rsquo;anno scorso quando due pesci giganteschi sono stati catturati sulla costa della California.&nbsp;</span><span>Ragnarok, che letteralmente significa &lsquo;</span><strong><em>Fato o Crepuscolo degli Dei&rsquo;</em></strong><span>&nbsp;o &lsquo;Destino Finale degli Dei&rsquo; si basa su una poesia del XIII secolo scritta da Snorri Sturluson.</span></p>
<p><span><strong>I guerrieri Vichinghi hanno gi&agrave; iniziato a prepararsi per l&rsquo;apocalisse</strong>&nbsp;incontrandosi nel comune britannico di York per celebrare il festival Jorvik &ndash;&nbsp;<strong>una scusa per gli uomini adulti di indossare i costumi dell&rsquo;epoca con tanto di spade pronte ad essere sguainate.</strong>&nbsp;La conclusione</span>&nbsp;del festival di Sabato vedr&agrave; circa 300 guerrieri marciare attraverso la citt&agrave;, prima di incontrare le trib&ugrave; rivali per partecipare a una &lsquo;battaglia finale&rsquo;. Il Viking Centre Jorvik ha predetto che i&nbsp;<strong>Ragnarok si sarebbero verificati il 22 febbraio, perch&eacute; questa &egrave; la fine della festa di Jolablot</strong>. Tradizionalmente, il festival vichingo di Jolablot segna la fine dell&rsquo;inverno.</p>
<p><span>Pur non essendo una conclusione scientifica, loro sostengono che Ragnarock si avverer&agrave;.&nbsp;</span>E&nbsp;<strong>se sabato non succeder&agrave; niente, anche Ragnarok si unir&agrave; all&rsquo;elenco di centinaia di altre previsioni fallite</strong>&nbsp;per la fine del mondo, tra cui l&rsquo;apocalisse Maya il 21 dicembre 2012 &ndash; che ha portato molti a credere che la Terra sarebbe stata distrutta da un asteroide &ndash; e Y2K (il bug del nuovo millennio) del 1&deg; Gennaio 2000.</p>
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]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27005/lultima-di-letta-trattenuto-dal-fisco-il-20-di-ogni-bonifico-dallestero</guid>
	<pubDate>Mon, 17 Feb 2014 08:00:44 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27005/lultima-di-letta-trattenuto-dal-fisco-il-20-di-ogni-bonifico-dallestero</link>
	<title><![CDATA[L'ultima di Letta, TRATTENUTO DAL FISCO IL 20% DI OGNI BONIFICO DALL’ESTERO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il governo Letta prima di venire falciato da una raffica di mitra (politico) da Renzi, ha varato la norma secondo la quale le banche devono trattenere il 20% di ogni somma che viene pagata tramite bonifici dall&rsquo;estero che abbiano natura diversa da quella reddituale (cio&egrave; di somme che non derivano da lavoro o attivit&agrave; commerciali).</p>
<p>L&rsquo;assunto dell&rsquo;agenzia delle Entrate &egrave; quello di considerare ogni bonifico proveniente dall&rsquo;estero e diretto ad una persona fisica italiana (<em>o ad un ente non commerciale</em>) come scaturito da investimenti detenuti all&rsquo;estero o da attivit&agrave; estere di carattere finanziario. Chiunque non dichiari alla propria banca che i bonifici che riceve dall&rsquo;estero non sono ricollegabili ad attivit&agrave; finanziarie, si vedr&agrave; addebitata un&rsquo;aliquota del 20% alla fonte. Aliquota che finir&agrave;, tramite banca, nelle casse del fisco per poi essere scomputata in sede di dichiarazione annuale dei redditi.</p>
<p>E&rsquo; importante sottolineare che tale trattenuta non si applica alle persone fisiche che ricevano bonifici nell&rsquo;ambito della propria attivit&agrave; d&rsquo;impresa o di lavoro autonomo e allorch&egrave; la riscossione non avvenga tramite l&rsquo;intervento di un intermediario finanziario.</p>
<p><strong>LA DICHIARAZIONE PER L'ESENZIONE</strong> &ndash; La dichiarazione viene rilasciata preventivamente dal cliente, in forma libera, e deve attestare che i bonifici non costituiscano, nemmeno in parte, un reddito di capitale o un reddito diverso di fonte estera. In questo caso la ritenuta non viene applicata, ma la banca ha l&rsquo;obbligo di segnalare all&rsquo;Amministrazione Finanziaria il nominativo del cliente e l&rsquo;ammontare dell&rsquo; accredito percepito. In linea teorica c&rsquo;&egrave; tempo fino al 30 giugno 2014 per presentare la dichiarazione, ma in questo senso il provvedimento &egrave; piuttosto fumoso. La cosa migliore da fare &egrave; verificare con ogni singolo istituto di credito.</p>
<p>Dunque in teoria se si prevede di ricevere bonifici dall&rsquo;estero, per ogni bonifico bisogna andare in banca e fare una dichiararazione in forma libera (il come non si sa) &nbsp;<strong>con cui si attesta che tale somma NON costituisca reddito di capitale</strong>.</p>
<p>Ma voglio tradurre meglio la norma: il fisco italiano <strong>PRESUME</strong> che <span style="text-decoration: underline;">ogni bonifico che proviene dall&rsquo;estero sia CAPITAL GAIN! e dunque applica un 20% di trattenuta e POI star&agrave; a VOI dimostrare che non &egrave; cos&igrave;</span>.</p>
<p>Molte <strong>banche</strong> italiane ovviamente <strong>brancolano nel buio</strong>, non hanno moduli per le dichiarazioni attestanti la NON natura reddituale delle somme bonificate dall&rsquo;estero e capita che ti trattengano il 20%&hellip;. e poi si vedr&agrave; (cio&egrave; poi te la vedi tu col fisco).</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/EnricoLetta.jpg"><img src="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/EnricoLetta.jpg" alt="EnricoLetta" width="550" height="280" style="border: 0px;"></a></p>
<p>I media sussidiati italiani ovviamente si guardano bene dal sollevare un caso nazionale, sia mai che una parte di questa estorsione vada a garantire ancora qualche aiuto di Stato. <br>Ad ogni modo sapete cosa succeder&agrave;? (e sta gi&agrave; succedendo). E&rsquo; facile.</p>
<p>Che dopo un primo momento di follia ogni singolo cittadino italiano sta bloccando qualsiasi bonifico verso l&rsquo;Italia e <strong>cercando metodi alternativi per ottenere il proprio denaro entro i confini nazionali</strong>. Altri cittadini italiani, pi&ugrave; fortunati, stanno semplicemente accelerando il loro processo di delocalizzazione</p>
<p>E comunque abbiamo un nuovo fantastico vincolo che distrugger&agrave; creazione di ricchezza PIL e magari qualche capitale in rientro. Purtroppo di pari passo con le necessit&agrave; dello Stato <strong>verr&agrave; distrutta ogni libert&agrave; personale</strong> ad una ad una. Il mio profondo rispetto va a chi decide di rimanere in Italia (<em>o non pu&ograve; proprio andare via</em>), per tutti gli altri vi dico: <strong>FATE LE VALIGE</strong> il costo per rimanere si alza sempre di pi&ugrave;, siamo solo all&rsquo;antipasto.</p>
<p>Siate Consapevoli, Siate Preparati.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27004/134000-imprese-morte-in-italia</guid>
	<pubDate>Mon, 17 Feb 2014 07:33:20 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27004/134000-imprese-morte-in-italia</link>
	<title><![CDATA[134.000 IMPRESE MORTE IN ITALIA]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La crisi economica ha spazzato via in sei anni in Italia 134mila piccole imprese, artigiani e commercianti, le due principali categorie delle partite Iva. Lo afferma la Cgia di Mestre, che ha ricavato questo dato calcolando il saldo, nel periodo 2008-2013, tra aziende nuove nate e quelle che hanno cessato l&rsquo;attivita&rsquo;.</p>
<p>Se tra i piccoli commercianti la &lsquo;moria&rsquo; sfiora le 64 mila unita&rsquo;, tra gli artigiani supera quota 70 mila. Sommando i risultati dell&rsquo;una e dell&rsquo;altra categoria all&rsquo;appello mancano quasi 134mila piccole imprese. &ldquo;A differenza dei lavoratori dipendenti &ndash; osserva il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi &ndash; quando un autonomo cessa l&rsquo;attivita&rsquo; non dispone di alcuna misura di sostegno al reddito.</p>
<p><img src="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/ar_image_2503_l.jpg" alt="ar_image_2503_l" width="550" height="280" style="border: 0px;"></p>
<p>Ad esclusione dei collaboratori a progetto che possono contare su un indennizzo una tantum, gli artigiani e i commercianti non usufruiscono dell&rsquo;indennita&rsquo; di disoccupazione e di alcuna forma di cassaintegrazione o di mobilita&rsquo; lunga o corta. Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare&rdquo;. Tra le ragioni che hanno portato i piccoli imprenditori ad abbassare la saracinesca, la Cgia ricorda il costo dell&rsquo;energia elettrica, aumentato in sei anni del 21,3%, quello del gasolio (+23,3%), mentre la Pubblica amministrazione ha allungato i tempi di pagamento di 35 giorni.</p>
<p>Altre concause, secondo la Cgia, derivano dalla situazione de credito: in questi sei anni &ndash; sottolineano gli artiginai mestrini &ndash; gli impieghi bancari alle imprese con meno di 20 addetti sono diminuiti del 10%. In termini assoluti cio&rsquo; corrisponde ad una contrazione dei prestiti erogati alle micro imprese pari a 17 miliardi di euro. Infine, le tasse e la burocrazia.</p>
<p>Tra il 2008 e il 2013 la pressione fiscale in Italia e&rsquo; aumentata di 1,7 punti percentuali, toccando l&rsquo;anno scorso il record del 44,3%.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26964/ladusbef-blocca-lobbligo-di-aprire-un-cc-per-incassare-stipendi-o-pensioni-sopra-i-1000-euro</guid>
	<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 08:56:46 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26964/ladusbef-blocca-lobbligo-di-aprire-un-cc-per-incassare-stipendi-o-pensioni-sopra-i-1000-euro</link>
	<title><![CDATA[L’ADUSBEF BLOCCA L’OBBLIGO di APRIRE UN C/C PER INCASSARE STIPENDI O PENSIONI SOPRA i 1.000 EURO]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Roma &ndash; Finisce sul tavolo della Consulta l&rsquo;obbligo di apertura di conto corrente per l&rsquo;accredito di stipendi e pensioni oltre i mille euro. Lo riferisce l&rsquo;Adusbef che aveva sollevato in tribunale eccezione di costituzionalita&rsquo; sulla norma all&rsquo;art.12 del decreto salva Italia, annunciando che ieri il Tribunale di Lecce, nella persona del Giudice Alessandro Maggiore, con ordinanza del 12 febbraio 2014, <strong>ha accolto l&rsquo;eccezione di costituzionalita</strong>&rsquo; e rimesso la questione alla Corte Costituzionale.</span></p>
<p>Soddisfatta l&rsquo;Adusbef che parla di una &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">vittoria contro governi maggiordomi dei banchieri</span>&rdquo;.</p>
<p>La norma impugnata &ndash; si legge un una nota dell&rsquo;associazione dei consumatori &ndash; prevede che stipendi, pensioni e altri emolumenti corrisposti dallo Stato, di importo superiore a mille euro debbano essere erogati con strumenti diversi dal denaro contante, ovvero conti correnti bancari o postali.</p>
<p>Per l&rsquo;Adusbef &ldquo;si tratta di una previsione legislativa profondamente iniqua. Allo stato attuale si verifica, infatti, che il limite di pignorabilita&rsquo; pari ad un quinto operi solo quando il pignoramento avvenga direttamente alla fonte, ossia da parte dell&rsquo;ente previdenziale o del datore di lavoro. Se invece il pignoramento e&rsquo; effettuato in un secondo momento, ovvero presso la banca dove il dipendente o pensionato percepisce le medesime somme, il limite di un quinto non opera piu&rsquo; e viene prelevato l&rsquo;intera somma.</p>
<p>Con la conseguenza che il limite che era stato previsto all&rsquo;art. 545 c.p.c. viene legalmente superato, con il risultato che l&rsquo;accredito sul conto corrente bancario o postale dello stipendio mensile o della pensione superiore a 1.000,00 euro diventa interamente pignorabile.</p>
<p><img src="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/ar_image_2488_l.jpg" alt="ar_image_2488_l" width="550" height="280" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Si tratta, in sostanza, dell&rsquo;ennesima beffa per dipendenti, disoccupati e pensionati gia&rsquo; piegati da continui balzelli imposti dalla crisi economica perdurante e da scelte governative sbagliate, che penalizzano le famiglie per favorire le banche&rdquo;.</p>
<p>Per l&rsquo;Adusbef quindi &ldquo;<strong>la Consulta sara&rsquo; chiamata ad esprimersi sulla costituzionalita</strong>&rsquo; di tale norma, ritenuta <strong>incompatibile con gli artt. 38</strong> (<em>diritto all&rsquo;assistenza sociale</em>) <strong>e 3</strong> (<em>principio di ragionevolezza</em>) della Costituzione&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span><br></span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26960/olanda-pronta-ad-uscire-dalleuro</guid>
	<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 10:30:05 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26960/olanda-pronta-ad-uscire-dalleuro</link>
	<title><![CDATA[OLANDA  PRONTA ad USCIRE DALL’EURO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Bruno Waterfield commenta sul Telegraph un recente studio pubblicato dall&rsquo;istituto internazionale di ricerca macroeconomica Capital Economics, gi&agrave; vincitore del Premio Wolfson per l&rsquo;Economia nel 2012 con uno studio sul miglior modo per smantellare la moneta unica.</p>
<p>Secondo Capital Economics gli Olandesi avrebbero grandi vantaggi economici ad abbandonare sia l&rsquo;euro che l&rsquo;Unione Europea. Lo studio &egrave; stato commissionato dal politico &ldquo;<em>euroscettico</em>&rdquo; Geert Wilders, tuttora in testa ai sondaggi in Olanda.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&rsquo;articolo del Telegraph:</span></p>
<p>&ldquo;Secondo un importante studio, ci sarebbero grandi benefici economici per gli olandesi se lasciassero l&rsquo;UE. Secondo un recente studio, se l&rsquo;Olanda abbandonasse euro e Unione Europea la famiglia media olandese starebbe meglio per l&rsquo;equivalente di oltre 8000 sterline l&rsquo;anno e il reddito nazionale olandese crescerebbe di oltre mille miliardi.</p>
<p>Lo studio sul Nexit, termine che designa una potenziale uscita dell&rsquo;Olanda, condotto dalla sezione britannica della rispettabile societ&agrave; di ricerca Capital Economics, &nbsp;riporta che ci sarebbero <strong>significativi benefici</strong> durante i prossimi due decenni se il paese cambiasse la sua appartenenza all&rsquo;UE con uno status simile a quello che hanno Svizzera o Norvegia.</p>
<p>&ldquo;Un&rsquo;eventuale decisione di lasciare l&rsquo;UE &egrave; prima di tutto una decisione sociale, culturale e politica. Ruota attorno a questioni che riguardano la sovranit&agrave; nazionale, la cittadinanza e la libert&agrave; di autodeterminarsi,&rdquo; sostiene il report.</p>
<p>&ldquo;Ci sono comunque anche delle buone ragioni per ritenere che un paese, svincolandosi dalla burocrazia di Bruxelles e diventando capace di prendere decisioni da solo, anzich&eacute; lasciarsi imporre delle politiche in stile taglia-unica-adatta-a-tutti, trarrebbe dei benefici anche dal punto di vista economico.&rdquo;</p>
<p>La ricerca &egrave; stata colta al volo dagli euroscettici per contrastare quelli che essi ritengono degli avvertimenti allarmistici da parte di leaders del mondo delle imprese e politici mainstream sul presunto tracollo economico della Gran Bretagna se lasciasse l&rsquo;UE.</p>
<p>&ldquo;Questo report &egrave; significativo perch&eacute; &egrave; stato prodotto da un gruppo di ricerca credibile della City. Non pu&ograve; essere liquidato tanto facilmente,&rdquo; ha dichiarato Douglas Carswell, un parlamentare conservatore del collegio elettorale di Clacton. &ldquo;Dimostra che non siamo pi&ugrave; soli. Non siamo solo noi britannici ad avere capito che l&rsquo;integrazione europea &egrave; difettosa fin dalle basi. Noi siamo molto simili agli olandesi, un piccolo paese che ha prosperato commerciando su scala globale. Pensate cosa potrebbero essere paesi come i nostri in un tipo diverso di Europa.&rdquo;</p>
<p>Pur riconoscendo i rischi di un&rsquo;uscita dall&rsquo;UE, Capital Economics conclude il report sostenendo che l&rsquo;Olanda, paese creditore dell&rsquo;eurozona con rating AAA, starebbe meglio fuori dall&rsquo;UE a causa della minaccia alla sua ricchezza a lungo termine posta dai problemi strutturali della moneta unica europea. &ldquo;Ci sono ovviamente dei rischi a lasciare l&rsquo;unione &ndash; e questi devono essere riconosciuti e affrontati da tutti nel momento in cui si considera il Nexit,&rdquo; dice il report.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/ar_image_2464_l.jpg"><img src="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/ar_image_2464_l.jpg" alt="ar_image_2464_l" width="550" height="280" style="border: 0px; border: 0px;"></a></p>
<p>&ldquo;Ma ci sono anche dei rischi significativi nel restare dentro il blocco dei paesi che condividono una moneta che ha dei difetti fondamentali. Qui la nostra analisi mostra che l&rsquo;Olanda farebbe meglio a riprendere il controllo del proprio destino, anzich&egrave; mantenere un atteggiamento del tipo &lsquo;si vedr&agrave;&rsquo;.&rdquo; Il report conclude che il reddito nazionale olandese potrebbe crescere per un ammontare pari a 1500 miliardi entro il 2035, <strong>portando un aumento della ricchezza di circa 9800 euro a famiglia ogni anno</strong>.</p>
<p>Anche se l&rsquo;Olanda non fosse in grado di ottenere accordi come quelli concessi a Svizzera e Norvegia, che sono nel mercato unico europeo pur non essendo membri dell&rsquo;UE, &ldquo;l&rsquo;economia sarebbe in condizioni migliori restando fuori piuttosto che dentro l&rsquo;unione,&rdquo; sostiene il report.</p>
<p>Lo studio indipendente era stato commissionato da Geert Wilders, leader del partito olandese anti-UE, il Freedom Party, per valutare i costi che l&rsquo;Olanda dovrebbe affrontare lasciando l&rsquo;Unione, giacch&eacute; lui &egrave; in testa ai sondaggi nazionali per la corsa alle elezioni europee di questa primavera. &ldquo;Al contrario di quanto di quanto affermano gli allarmisti, la nostra economia non s&rsquo;inchioderebbe. Anzi, guadagneremmo miliardi rispetto ad ora,&rdquo; ha detto.</p>
<p>&ldquo;All&rsquo;inizio ci sarebbe un periodo di transizione per passare, ad esempio, dall&rsquo;euro al fiorino. Ma passato quello, l&rsquo;economia crescerebbe molto pi&ugrave; di ora, un dieci percento in pi&ugrave; entro il 2024 e un tredici percento entro il 2035.&rdquo; ha concluso.</p>
<p>Sondaggi d&rsquo;opinione svolti da Maurice de Hond in Olanda hanno rilevato che una maggioranza del 55 percento sarebbe favorevole a lasciare l&rsquo;UE se si dimostra che ci&ograve; porterebbe una maggiore crescita economica e alla creazione di posti di lavoro. Nel 2012 Capital Economics &nbsp;aveva vinto il prestigioso premio Wolfson &nbsp;per uno studio su come gestire uno <strong>smantellamento ordinato dell&rsquo;euro</strong>, durante il picco della crisi del debito in Europa.</p>
<p>Lo studio, lungo 164 pagine, sdrammatizza i costi e la turbolenza implicati dall&rsquo;uscita dall&rsquo;euro. &ldquo;Ci sono costi economici per lasciare l&rsquo;UE, specialmente legati al fatto di dover rimpiazzare la moneta unica con una moneta nazionale. Ma questi costi sono modesti e gestibili,&rdquo; afferma.</p>
<p>Molta della crescita economica prevista in caso di abbandono dell&rsquo;UE, in un paese dominato dal porto di Rotterdam, viene da una &ldquo;crescita pi&ugrave; veloce delle esportazioni verso i mercati non-europei, dovuta alla possibilit&agrave; di negoziare e commerciare con economie emergenti in rapida crescita senza essere vincolati alle politiche comunitarie europee sul commercio&rdquo;.</p>
<p>Attualmente molti accordi di libero scambio nell&rsquo;UE sono sospesi o impantanati nei dissensi interni tra paesi pi&ugrave; orientati al libero scambio come Gran Bretagna e Olanda e i paesi pi&ugrave; protezionisti del blocco latino guidati da Francia e Italia.</p>
<p>Il report sul &ldquo;<strong>Nexit</strong>&rdquo;, un&rsquo;espressione che mescola l&rsquo;abbreviazione della parola &ldquo;<strong>Netherlands</strong>&rdquo; (cio&egrave; &ldquo;Paesi Bassi&rdquo;, ndt) e la parola &ldquo;<strong>exit</strong>&rdquo; (cio&egrave; &ldquo;uscita&rdquo;, ndt), considera anche che ci sono vantaggi economici nello stare fuori dall&rsquo;UE, tra cui una riduzione dei costi per le imprese per &ldquo;un minimo di 20 miliardi all&rsquo;anno entro il 2034, attraverso il ritorno a una regolamentazione nazionale nelle aree attualmente sotto la giurisdizione delle istituzioni di Bruxelles&rdquo;.</p>
<p>Complessivamente, il rapporto conclude che gli olandesi sarebbero in grado di gestire la propria economia &ldquo;in modo pi&ugrave; efficiente avendo la libert&agrave; di stabilire delle politiche monetarie e fiscali su misura per le condizioni del loro paese, e non su misura dell&rsquo;intera eurozona&rdquo;.</p>
<p>Lo studio riporta anche di una &ldquo;riduzione della spesa pubblica di &nbsp;minimo 7,5 miliardi di euro all&rsquo;anno sino al 2035, per il fatto di non essere pi&ugrave; legati alle leggi UE sulla libera circolazione e &ldquo;attraverso una revisione delle politiche sull&rsquo;immigrazione per orientarle pi&ugrave; strettamente su coloro che possono dare un contributo economico&rdquo;.</p>
<p>Lo studio contraddice un precedente studio ufficiale olandese sui benefici dell&rsquo;appartenenza all&rsquo;UE, calcolati in Olanda sui duemila euro all&rsquo;anno a persona. Jeroen Dijsselbloem, il ministro delle finanze olandese nonch&eacute; presidente dell&rsquo;eurogruppo, ha attaccato l&rsquo;idea del Nexit come &ldquo;<em>decisamente imprudente</em>&rdquo;, e ha difeso la moneta unica europea.</p>
<p>&ldquo;Lo legger&ograve;, ma so una cosa per certo: l&rsquo;Olanda &egrave; una potenza economica dell&rsquo;Europa. Noi guadagnamo la maggior parte della nostra ricchezza commerciando con paesi dell&rsquo;UE, per cui l&rsquo;Olanda ha decisamente interesse ad avere un mercato interno in cui il commercio sia facilitato&rdquo; ha detto.</p>
<p>&ldquo;<em>C&rsquo;&egrave; anche la moneta unica. Attualmente &egrave; molto forte e le condizioni dell&rsquo;eurozona adesso appaiono molto migliorate &nbsp;rispetto ad alcuni anni fa. Non c&rsquo;&egrave; motivo di intraprendere nuove avventure. Sarei decisamente contrario</em>.&rdquo;</p>
<p>Articolo di Bruno Waterfield per The Telegraph&nbsp;</p>
<p>(<a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/c-2464_IL_TELEGRAPH_LOLANDA_HA_PRONTA_LA_VIA_PER_USCIRE_DALLEURO_ECCO_LA_RELAZIONE_TECNICA_E_PARTITO_ANTIEURO_IN_TESTA">Fonte</a>)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26897/un-italiano-su-tre-non-arriva-a-fine-mese</guid>
	<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 11:09:55 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26897/un-italiano-su-tre-non-arriva-a-fine-mese</link>
	<title><![CDATA[Un italiano su tre non arriva a fine mese]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Quasi&nbsp;<strong>un italiano su tre</strong>, il&nbsp;<strong>30,8%,</strong>&nbsp;non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate. Le regioni pi&ugrave; in difficolt&agrave; sono quelle del&nbsp;<strong>Mezzogiorno</strong>&nbsp;dove si manifesta la pi&ugrave; alta concentrazione di chi non arriva a fine mese (41,9% per il Sud) o &egrave; costretto ad utilizzare i propri risparmi (il 64% per il Sud e il 58,9% per le Isole).</p>
<p>A lanciare l&rsquo;allarme povert&agrave; &egrave;&nbsp;<strong>l&rsquo;Eurispes</strong>&nbsp;nel rapporto 2013. &ldquo;<em>Per questa domanda &ndash; ha spiegato l&rsquo;Istituto &ndash; &egrave; stato registrato un tasso di non risposta decisamente alto (12%) che potrebbe indicare un disagio maggiore rispetto a quello rilevato</em>&rdquo;. Tra quanti arrivano comunque alla fine mese non manca chi, il 51,8%, vi riesce soltanto utilizzando i propri risparmi.</p>
<p><img src="https://th.polisblog.it/Tkb0IbH6xZ_DNIzwhvyzwBOhl7k=/fit-in/655x437/https://media.polisblog.it/3/3d5/foto276.jpg" alt="governi fuffa" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Tentare di risparmiare qualcosa risulta praticamente impossibile per tre italiani su quattro (<em>74,7%</em>). Sul versante delle difficolt&agrave; incontrate dagli intervistati nel pagamento delle rate del mutuo o nel saldo mensile dell&rsquo;affitto per la casa, si registra nel primo caso un disagio che tocca il&nbsp;<em>29,1% e, nel secondo, il 26,8%</em>. Il numero di quanti hanno preferito non indicare una risposta precisa tocca livelli elevati (<em>rispettivamente il 21,5% e il 30%</em>) tali da far ritenere pi&ugrave; alta la quota di chi ha difficolt&agrave; a far fronte all&rsquo;impegno mensile per saldare la rata del mutuo o l&rsquo;affitto della propria casa.</p>
<p>Disoccupati o inoccupati, ovvero in cerca di nuova o prima occupazione si confermano le categorie maggiormente in difficolt&agrave;,&nbsp;<strong>incapaci di arrivare a fine mese rispettivamente nel 44% e nel 48%</strong>&nbsp;dei casi oppure costretti ad utilizzare i propri risparmi, nel 72% e nel 68% dei casi. (TMNews)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26870/riforma-del-catasto-nuova-stangata</guid>
	<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 19:13:54 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26870/riforma-del-catasto-nuova-stangata</link>
	<title><![CDATA[Riforma del catasto, nuova stangata]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>La riforma &egrave; in Parlamento e sta per essere approvata: con la revisione degli estimi la stangata arriver&agrave; anche al 252%.</h2>
<p>La riforma &egrave; in dirittura d&rsquo;arrivo. Nel giro di poche settimane, il tormentato riassetto del catasto arriver&agrave; al traguardo. Marted&igrave; scorso il Senato ha dato il via libera al provvedimento. E a stretto giro la Camera mostrer&agrave; il disco verde finale. La revisione degli estimi &egrave; uno dei punti cardini della ampia delega fiscale e sta tenendo banco fra gli addetti ai lavori.</p>
<p>Nel passaggio dai &laquo;vani&raquo; ai &laquo;metri quadri&raquo; &nbsp;e a valori di mercato per i proprietari di immobili potrebbe spuntare la fregatura. La rendita finale sar&agrave; &nbsp;determinata da una formula matematica che metter&agrave; in relazione diversi fattori, dal valore di mercato alla posizione. &nbsp;Ma se si allarga la base imponibile, cio&egrave; la rendita catastale aumenta, salgono di conseguenza le tasse da versare nelle casse pubbliche, a cominciare dalla Tasi (la nuova Imu). In alcuni casi c&rsquo;&egrave; il rischio di una clamorosa stangata.</p>
<p><img src="https://static.haisentito.it/625X0/www/haisentito/it/img/catasto-riforma.jpg" alt="imu" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Il testo, per la verit&agrave;, impone la cosiddetta &laquo;invarianza di gettito&raquo;: vale a dire che <strong>non dovr&agrave; aumentare</strong>, complessivamente, il prelievo tributario sul mattone. Per presidiare la rivoluzionaria trasformazione, la stessa riforma assegna un ruolo specifico fra le associazioni di categoria. Che si trasformeranno in veri e propri guardiani dei contribuenti. Il passaggio sar&agrave; gestito da commissioni e alcuni membri dovranno essere individuati fra le associazioni. <strong>Tuttavia</strong>, in queste ore, tra gli stessi enti &nbsp;- <em>che pure hanno difeso l&rsquo;impalcatura della riforma nel corso dell&rsquo;iter parlamentare</em> &ndash; cresce la preoccupazione. Non sar&agrave; cos&igrave; agevole &nbsp;tenere la macchina sotto controllo, sostengono gli addetti ai lavori: il monitoraggio andr&agrave; svolto a livello comunale e bisogna tenere sotto controllo, perci&ograve;, pi&ugrave; di 8mila realt&agrave; territoriali. Molto dipender&agrave; poi dai decreti attuativi che il governo di Enrico Letta dovr&agrave; varare entro sei mesi dall&rsquo;ok definitivo di Montecitorio. Secondo gli esperti, i provvedimenti dell&rsquo;esecutivo dovranno semplificare e chiarire alcuni aspetti della riforma del catasto che, a oggi, lasciano spazio a dubbi.</p>
<p>Le questioni da chiarire riguardano sia l&rsquo;algoritmo applicato ai nuovi criteri i calcolo per la rendita catastale sia il meccanismo di controllo del gettito negli enti locali. Il punto di partenza per stabilire i nuovi parametri &egrave; il valore di mercato: secondo alcune tabelle pubblicate sul Sole24Ore, a Roma una abitazione principale potrebbe passare da un valore catastale di 112mila euro a un valore di mercato di 422mila euro, con un incremento del 274%; a Milano lo spread potrebbe &nbsp;essere del 252% da 110mila euro a 390mila; un divario sostanzialmente analogo a quello di Torino (+252%) che avrebbe immobili con valore &nbsp;catastale a 62mila euro e valore di mercato a 214mila euro. <span style="text-decoration: underline;">Aumenti dello stessi livello si osservano anche per abitazioni pi&ugrave; piccole, come i monolocali, magari da affittare a studenti</span>. Nelle grandi citt&agrave; si registrerebbero differenze decisamente pi&ugrave; robuste rispetto a quelle rilevate in provincia, dove gli incrementi di valore sono generalmente inferiori al 100%. Ci&ograve; non toglie che l&rsquo;operazione di taratura dei nuovi valori dovr&agrave; essere calibrata con cura per evitare di dare una mazzata ai proprietari di casa e il colpo di grazie al mercato immobiliare.</p>
<p>(<a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1398624/Catasto--con-la-riforma-una-nuova-stangata.html">Fonte</a>)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26857/confiscate-case-e-auto-per-quasi-2-milioni-a-un-impreditore-cinese</guid>
	<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 15:50:25 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26857/confiscate-case-e-auto-per-quasi-2-milioni-a-un-impreditore-cinese</link>
	<title><![CDATA[Confiscate case e auto per quasi 2 milioni a un impreditore cinese]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Operazione a Prato del Nucleo tributario del Gico della guarda di finanza di Firenze. Secondo le indagini della Dda l&rsquo;uomo aveva aveva inviato in Cina in tre anni 4,8 milioni di euro di evasione fiscale. L&rsquo;eurodeputato Claudio Morganti: &ldquo;Tassare le rimesse&rdquo;.</p>
<p>PRATO. Operazione del Gico della Guardia di finanza di Firenze. Il nulceo di polizia tributaria su provvedimento del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo&nbsp;<strong>Tommaso Coletta</strong>, ha confiscato, sulla base della legge antimafia, un&rsquo; azienda tessile e un immobile a Prato, un altro immobile in provincia di Biella, due autocarri e un&rsquo;autovettura, per un valore complessivo di oltre 1,8 milioni di euro. Case e mezzi erano di propriet&agrave; di un imprenditore tessile cinese, residente a Prato, che, secondo le indagini durante per oltre due anni, dal 2008 al 2010 aveva trasferito in Cina oltre 4,8 milioni di euro &ndash; solo una parte dei suoi ingentissimi guadagni &ndash; frutto di evasione fiscale.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2011/07/10/news/da-prato-verso-la-cina-ogni-giorno-parte-un-milione-di-euro-1.2581723">I trasferimenti&nbsp;</a>avvenivano omettendo di comunicare il reale mittente delle transazioni, che venivano peraltro suddivise in tranches da 1999,99 &euro; ciascuna. A fronte di tali rimesse milionarie, i redditi dichiarati erano molto modesti: 5000 euro nel 2007, 19 mila nel 2008, 23 mila nel 2009 e 43 mila nel 2010.</p>
<p><img src="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/Schermata-2014-02-07-alle-21.22.36.png" alt="Schermata 2014-02-07 alle 21.22.36" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>I finanziari del Gico e la Dda di Firenze sono arrivati alla confisca odierna (veners&igrave; 7 febbario) a seguito di una complessa indagine sulla criminalit&agrave; economica cinese, gi&agrave; individuata nel corso dell&rsquo;operazione denominate<a rel="nofollow" href="https://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2013/11/18/news/money-transfer-di-quel-fiume-di-denaro-e-rimasto-solo-un-rivolo-1.8135461">&ldquo;Cian Liu&rdquo;</a>. Le indagini della precedente inchiesta avevano evidenziato come tra il 2006 ed il 2010 siano state raccolte e inviate &ndash; con modalit&agrave; illecite &ndash; rimesse di denaro contante per miliardi di euro diretti verso la Cina.</p>
<p>Cian Lui (avviso di chiusura indagine per 262 cinesi er i reati che vanno dall&rsquo;associazione per delinquere di stampo mafioso al trasferimento fraudolento di valori, dalla frode fiscale alla contraffazione)&egrave; stata la base di partenza per la seconda tranche d&rsquo;indagine &ndash; nome in codice nemesi &ndash; che aha avuto come obiettivo quello di approfondire il profilo dell&rsquo;applicabilit&agrave; della normativa di prevenzione antimafia che prevede, appunto, il sequestro a fine di confisca se i beni di propriet&agrave; risultano sproporzionati al reddito dichiarata.</p>
<p>E&rsquo; l&rsquo;eurodeputato&nbsp;<strong>Claudio Morgant</strong>i a intervenire sulla confisca: &ldquo;L&rsquo;ultima scoperta delle rimesse verso la Cina rappresenta solo un granello del totale delle risorse che escono da Prato. Tutto questo rende ancora pi&ugrave; urgente &ndash; afferma &ndash; introdurre una consistente tassazione sulle rimesse, frutto di attivit&agrave; illegali, verso i Paesi esteri&raquo;.</p>
<p>Morganti ritorna a parlare di tassazione sulle rimesse verso i Paesi esteri &laquo;perch&eacute; &ndash; spiega &ndash; sarebbe un atto persuasivo verso le rimesse illegali. Credo, per&ograve;, che il fenomeno del trasferimento illegale di soldi verso Paesi esteri, in particolare verso la Cina, vada bene a troppe persone vista la poca volont&agrave; politica nelle sedi istituzionali di mettere una tassa del genere. Tassazione che era stata fortemente voluta dal sottoscritto ed era stata inserita in un primo momento, ma che &egrave; stata cancellata dal Governo Monti con il silenzio pi&ugrave; assoluto e nessuna contrariet&agrave; delle istituzioni pi&ugrave; coinvolte, come quelle di Prato&raquo;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26856/ci-opporremo-con-tutte-le-forze-contro-chi-vuole-distruggere-la-ue</guid>
	<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 15:47:37 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26856/ci-opporremo-con-tutte-le-forze-contro-chi-vuole-distruggere-la-ue</link>
	<title><![CDATA[CI OPPORREMO CON TUTTE LE FORZE CONTRO CHI VUOLE DISTRUGGERE LA UE]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La Germania dice di prendere sul serio i toni anti-tedeschi, in Italia, come in &ldquo;diversi&rdquo; altri paesi. Berlino &ldquo;si opporra&rsquo; a chi vuole distruggere l&rsquo;Europa&rdquo;: lo ha sostenuto il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, in una conferenza stampa congiunta con il collega italiano, Emma Bonino, alla Farnesina.</p>
<p><img src="https://piovegovernoladro.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/02/ar_image_2451_l.jpg" width="500" style="border: 0; border: 0px;" alt="image"></p>
<p>&ldquo;Prendo atto che ci sono toni anti-europei o euroscettici&rdquo;, ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, citando delle &ldquo;sensibilit&agrave; bilaterali&rdquo; nell&rsquo;esprimersi in &ldquo;maniera anti-europea&rdquo;, in conferenza stampa congiunta con la collega italiana Emma Bonino alla Farnesina. Nella sostanza, il ministro ha sottolineato l&rsquo;identit&agrave; di vedute tra la Bonino e lui stesso nel modo di &ldquo;reagire&rdquo; contro il &ldquo;populismo anti europeista&rdquo;. D&rsquo;altra parte la stessa Bonino ieri ha invocato l&rsquo;esercito europeo per contrastare questo &ldquo;fenomeno&rdquo;.</p>
<p>Rispondendo a una domanda di una giornalista tedesca su dichiarazioni anti-tedesche fatte da politici italiani, Steinmeier si &egrave; chiesto: &ldquo;Cosa fare?&rdquo;. &ldquo;Ci si adopera per una politica giusta&rdquo;, ha affermato il ministro, spiegando che &ldquo;non ci sar&agrave; futuro, se distruggiamo l&rsquo;Unione europea&rdquo;, e che &ldquo;ci opporremo a tutti &rdquo; coloro che tenteranno di farlo.</p>
<p>(<a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/c-2451_MINISTRO_DEGLI_ESTERI_TEDESCO_CI_OPPORREMO_CON_TUTTE_LE_FORZE_CONTRO_CHI_VUOLE_DISTRUGGERE_LA_UE_GERMANIA_SI_ARMA">Fonte</a>)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26829/2014-niente-cartelle-equitalia-per-chi-ha-crediti-con-lo-stato</guid>
	<pubDate>Thu, 06 Feb 2014 14:41:47 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26829/2014-niente-cartelle-equitalia-per-chi-ha-crediti-con-lo-stato</link>
	<title><![CDATA[2014: Niente cartelle Equitalia per chi ha crediti con lo Stato]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>"E' stato approvato il nostro emendamento per bloccare le cartelle del fisco a fronte di crediti verso la Pubblica Amministrazione. </span></p>
<p><span>Chi &egrave; imprenditore sa che si tratta di una importante boccata d&rsquo;ossigeno soprattutto per le PMI tartassate dal Fisco e asfissiate dai crediti non pagati dalle Pubbliche amministrazioni. </span></p>
<p><span><strong>Per il 2014</strong> quindi le cartelle esattoriali a carico del contribuente che al tempo stesso vanta un credito di importo pari o superiore nei confronti della Pubblica Amministrazione sono quindi sospese! Si traduce in realt&agrave; un nostro vecchio Ordine del giorno che aveva gi&agrave; raccolto consensi plebiscitari dall&rsquo;aula della Camera, mettendo il governo con le spalle al muro. </span></p>
<p><span>Ora vigileremo affinch&eacute; Ministero dell'Economia e quello dello Sviluppo Economico non tardino a emanare il decreto attuativo che, entro 90 giorni dall&rsquo;approvazione del provvedimento, dovr&agrave; dare concretezza a un altro risultato ottenuto dal M5S in favore delle piccole e medie imprese."&nbsp;</span><em>M5S Camera</em></p>
<p><em><br></em></p>
<p><em>Dal <a rel="nofollow" href="https://www.beppegrillo.it/2014/02/niente_cartelle_equitalia_per_chi_ha_crediti_con_lo_stato_graziem5s.html">Blog di Beppe Grillo</a></em></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>

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