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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/9868/i-disturbi-del-sonno-come-si-curano-quali-sono-le-cause</guid>
	<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 09:13:24 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/9868/i-disturbi-del-sonno-come-si-curano-quali-sono-le-cause</link>
	<title><![CDATA[I Disturbi del sonno: come si curano, quali sono le cause]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Circa un terzo della nostra vita &egrave; occupato dal mondo misterioso del sonno; una spazio in cui le manifestazioni della coscienza si affievoliscono e affiorano compportamenti inconsci, azioni che sfuggono al controllo della volont&agrave;. Alcune di queste azioni sono del tutto innocue; altre, espressioni di precise condizioni fisiche o psichiche, devono essere tenute sotto controllo e richiedono pertanto un'approfondita conoscenza.</p>
<p><img src="https://psicologobarilopane.it/wp-content/uploads/2015/01/insonnia-rimedi-naturali.jpg" alt="disturbi del sonno" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Il BRUXISMO</strong></p>
<p>E' un fastidioso disturbo notturno che consiste nel digrignamento dei denti, un'attivit&agrave; a volte cos&igrave; rumorosa da risultare percepibile anche a qualche metro di distanza dal letto. Il Bruxismo provoca una contrazione dei muscoli della masticazione che provoca uno sfregamento continuativo delle arcate dentarie.<br>E' assodato che interessa sopratutto individui che soffrono di stati di ansia e problemi psicologici. Provoca indolenzimento ai muscoli masticatori e usura della dentatura.</p>
<p><strong> IL SONNAMBULISMO DEAMBULATORIO</strong></p>
<p>Interessa soprattutto soggetti giovani, i quali, nel corso della notte e senza svegliarsi, si alzano dal letto camminano e compiono azioni nell'ambiente circostante.<br>Il sonnambulismo interessa circa l'1% degli adulti, mentre la percentuale &egrave; pi&ugrave; alta nei bambini. Si verifica sempre nella fase di sonno profondo ( terza o quarta fase di sonno non REM ), e pu&ograve; essere incompleto, quando il soggetto si alza semplicemente nel letto, o completo, quando abbandona il letto e si muove nell'ambiente.<br>Il sonnambulo ha gli occhi aperti, ma vitrei e senza espressione; se interrogato, risponde in modo poco comprensibile, evita gli oggetti e le persone. Al risveglio non ricorda nulla dell'accaduto. Gli episodo di sonnambulismo tendono a diradarsi , nella maggior parte dei casi nell'arco di tre anni.<br>E' importante inoltre non svegliare improvvisamente il sonnambulo, perch&egrave; il brusco ritorno ad uno stato di coscienza pu&ograve; creare panico ed agitazione a livelli insostenibili.</p>
<p><strong>L'ENURESI NOTTURNA</strong></p>
<p>Si definisce cos&igrave; la perdita involontaria di urina durante il sonno. L'incidenza di questo disturbo arriva al 15% verso i cinque anni ma si riduce al 3% a 14 anni e a meno dell'1% nell'et&agrave; adulta.<br>Nei soggetti affetti da enuresi la vescica ha spesso una dimensione inferiore alla norma, il che favorisce l'eliminazione di urina anche pi&ugrave; volte durante la notte. Il fatto che l'enuresi disturbi lo sviluppo psicologico e la sicurezza del bambino e che nell'adulto sia fonte di un notevole disagio sociale spinge ad intervenire con ogni mezzo per curarla. Un intervento preliminare consiste nella eliminazione di evventuali stress psicologici ( disagio per la vita scolastica, per la nascita di un fratellino ecc.).</p>
<p><strong>RUSSARE DI NOTTE</strong></p>
<p>Soffre di questo disturbo circa il 25% delle persone nell'et&agrave; media della vita, mentre la percentuale sembra salire al 40% oltre i sessant'anni; e sono sopratutto uomini, perch&egrave; il numero di donne che russano diventa di un certo rilievo solo dopo la menopausa.<br>In casi in cui il disturbo &egrave; pi&ugrave; blando una certa difficolt&agrave; respiratoria &egrave; sempre presente, con conseguenti ipossigenazioni del sangue, leggero aumento della pressione sanguigna ed accelerazione dei battiti cardiaci.<br>Una condizione di sonno non ideale, che pu&ograve; provocare sonnolenza irritabilit&agrave; e malesseri durante il giorno.<br>All'origine del disturbo vi &egrave; una parziale ostruzione delle prime vie aeree.<br>Il diffetto pu&ograve; essere aggravato, per esempio, da un naso otturato in seguito a raffredore. Il che costringe a respirare a bocca aperta, ma anche dalla stanchezza e da eccessive libagioni che aumentano il rilassamento dei tessuti.<br>Altre cause di aggravamento del disturbo sono rappresentate da una deviazione del setto nasale, da ipertrofia dei turbinanti, dalle adenoidi nei bambini e negli adulti, da un'obest&agrave; di grado elevato che, oltre all'intrinseca difficolt&agrave; respiratoria legata al peso, restringe ulteriormente il palato ingrossando l'ugola.<br>Eliminare il vizio di russare &egrave; possibile intervenendo naturalmente sulla causa; solo pochi casi richiedono intervento chirurgico.</p>
<p><strong>L'APNEA NOTTURNA</strong></p>
<p>Interessa soggetti che si addormentano facilmente ma, appena il sonno diventa profondo, si risvegliano di soprassalto; questo fenomeno pu&ograve; ripetersi parecchie volte durante la notte proprio in quei soggetti che sono denominati " apneici ostruttivi ". In questi soggetti la laringe tende ad occludersi completamente al sopraggiungere del sonno, con una conseguente sensazione di soffocamento che obbliga a svegliarsi; la carenza continua di un buon riposo notturno &egrave; spesso causa di depressione ed irritabilit&agrave;. Il disturbo &egrave; pi&ugrave; frequente nei russatori abituali.</p>
<p><img src="https://www.faredelbene.net/foto/articoli/big/8666_foto542feec20614c.jpg" alt="sonnolenza diurna" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>LA SONNOLENZA DIURNA</strong></p>
<p>Meno diffusa dell'insonia cronica, &egrave; caratterizzata dall'insorgere durante la veglia, spesso dopo i past, di un certo bisogno di dormire. Pu&ograve; essere legata a cattive abitudini, come quella di coricarsi troppo tardi, od ad uno sfasamento del ritmo sonno-sveglia, tipico di cloro che cambiano frequentemente i turni di lavoro; gli effetti possono essere notevolmente dannosi.</p>
<p><strong>LA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO</strong></p>
<p>E' un disturbo di tipo sensitivo-motorio a carattere familiare, che interessa circa il 2% della popolazione generale, con una leggera prevalenza nelle donne. Pi&ugrave; frequente durante l'estate e, nelle donne, in corrispondenza dei periodi critici ( cilco mensile, gravidanza, menopausa, allattamento ), si manifesta con maggiore intensit&agrave; fra i venti e trent'anni. Le sue manifestazioni sono caratterizzate da parestesie simmetriche agli arti, dalle ginocchia alle caviglie, con sensazioni di freddo, di stanchezza locale e i punture di spillo molto fastidiose. Questi disturbi impediscono di addormentarsi anche per ore. Nei casi pi&ugrave; gravi il soggetto &egrave; spinto a ricercare un qualche sollievo alzandosi dal letto per camminare, saltare o correre. Le manifestazioni sono pi&ugrave; frequenti e fastidiose nella prima met&agrave; dela notte, ma anche nella seconda, pur attenuandosi, impediscono l'instaurarsi di un sonno profondo.</p>
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	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10023/conoscere-e-comprendere-davvero-i-conflitti</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 08:12:21 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10023/conoscere-e-comprendere-davvero-i-conflitti</link>
	<title><![CDATA[Conoscere E Comprendere Davvero I Conflitti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Gli esquimesi non hanno un equivalente per la parola disputa.. Nel nostro paese disponiamo almeno di trenta sinonimi di conflitto, ma cosa si intende esattamente con questo termine?</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://agoras.typepad.fr/.a/6a00d8341ce44553ef01539182f3ff970b-800wi" alt="Esquimesi" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il conflitto non &egrave; paragonabile alla rivalit&agrave; n&egrave; alla competizione. Queste possono degenerare in conflitto, ma solo a certe condizioni.<br>Due squadre di calcio gareggiano per vincere, ma non si combattono, a meno che uno dei giocatori non si scontri con un altro con l'intenzione di fargli male e la gara non finisca in una battaglia organizzata.<br>Due societ&agrave; commerciali sono concorrenti, ma non &egrave; obbligatorio che si scontrino.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La dialettica &egrave; una forma intellettuale delle contradizioni. Una forma di pensiero che in teoria supera senza fatica ogni ostacolo. Ora in un conflitto, le contradizioni, lungi dall'essere risolte in una sintesi, creano e suscitano nuovi disaccordi e cos&igrave; all'infinito. Non c'&egrave; mai una conclusione. Il conflitto appartiene al vissuto. Coinvolge non solo l'intelligenza ma anche la volont&agrave;, i sentimenti, le passioni ed &egrave; questo che rende la sua soluzione cos&igrave; problematica.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il conflitto si distingue dalla crisi. I due termini sono spesso confusi. Nonostante alcune crisi si evolvono in modo conflittuale, in generale la confusione, le incertezze, le esitazioni da esse suscitate impediscono di arrivare ad un vero e proprio conflitto.<br>Non si fa scattare un conflitto se non quando si crede di aver ragione, di essere nel giusto. Un gruppo, sia di due o di cento persone, quando attraversa un periodo critico non &egrave; per forza in uno stato di lotta, perch&egrave; un gruppo &egrave; un'entit&agrave; dinamica, viva, e cambia in continuazione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.mondoassicurativo.it/wp-content/uploads/2016/07/liti-fra-automobilisti-500x380.png" alt="diverbio" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Le contradizioni e la diversit&agrave; sono inerenti alla vita di ogni gruppo.<br>Ciascun sistema sociale comporta dei movimenti in tutti i sensi: integrazioni ed allontanamenti, progressionie regressioni, forze costruttive e forze distruttive, continuit&agrave; e discontinuit&agrave;, accordi e fratture, associazioni e dissociazioni, forze che si attraggono e forze che si respingono, azioni e reazioni, ecc..<br>La perturbazione provocata da una crisi pu&ograve; facilmente essere confusa con un conflitto; l'equilibrio esistente &egrave; rotto e questo equilibrio &egrave; vissuto sia come qualcosa di angosciante, demoralizzante, disorientante, minaccioso, sia come un segno di speranza, di vita nuova, una promessa di liberazione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Breve o lunga, lenta o improvvisa, limitata o generalizzata, la crisi &egrave; un passaggio tra un vecchio stato di stabilit&agrave; relativa e la ricerca di un nuovo equilibrio.<br>Che cosa &egrave; allora il conflitto?</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><a rel="nofollow" href="https://www.formazionemarziale.wordpress.com/" target="_blank">https://www.formazionemarziale.wordpress.com/</a></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Conflitto deriva dal termine latino conflictus che significa " urto, shock ". Si pu&ograve; avere un urto tra due persone o due gruppi, od all'interno di una stessa persona.<br>Non &egrave; detto che questi schock siano necessariamente violenti. La vita di tutti i giorni provoca numerose scosse a cui ci adattiamo abbastanza bene. Esse possono diventare violente se si accumulano, se si ripetono senza essere accettate, gestite e regolate.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">E' allora che attriti e tensioni diventano veramente conflittuali.<br>Il conflitto &egrave; una forma di relazione sociale e motivi di conflitto sono esistiti in ogni tempo ed in ogni luogo.<br>Una vita senza conflitti non &egrave; n&egrave; possibile n&egrave; desiderabile. Il dificile &egrave; mantenere la conflittualit&agrave; in un piano di pacifismo morale, ma esso &egrave; naturale.<br>Thomas Hobbes, filosofo inglese, nel Leviathan dice che l'uomo vive in uno stato naturale caratterizzato da guerra permanente: ogni individuo, mosso dallo stesso istinto di restare in vita, tende ad impadronirsi di tutto ci&ograve; che pu&ograve; permettergli di sopravvivere.<br>Jean Jacques Rousseau, un secolo pi&ugrave; tardi, afferma che per l'uomo tutto il bene viene dalla natura, e tutto il male dalla societ&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Carlo Marx dice che in una condizione di prosperit&agrave; la fonte dei conflitti dovrebbe esaurirsi. Esso &egrave; dovuto ad una cattiva organizzazione della societ&agrave; e sparir&agrave; quando questa si sar&agrave; evoluta. E' il sogno dell'unanimit&agrave; nella comunit&agrave;.<br>Aristotele diceva che l'uomo, per essere pienamente uomo, ha per natura bisogno degli altri, non pu&ograve; bastare a se stesso, non fosse altro che per perpetuarsi. La felicit&agrave; umana non &egrave; solo una questione di una virt&ugrave; individuale, l'uomo &egrave; un animale politico comunitario e la citt&agrave; &egrave; un esigenza insita nella sua esistenza.<br>Il conflitto &egrave; anche un'imitazione scimiesca del comportamento del simile.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><a rel="nofollow" href="https://www.irislavoro.it/page/6/" target="_blank">https://www.irislavoro.it/page/6/</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27385/la-dieta-antinfiammatoria</guid>
	<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 08:32:20 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27385/la-dieta-antinfiammatoria</link>
	<title><![CDATA[La dieta antinfiammatoria]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>I&nbsp;</span><strong>cibi antinfiammatori naturali</strong><span>&nbsp;sono quelli che contengono delle sostanze particolari, che agiscono contro i meccanismi che nell&rsquo;organismo causano le&nbsp;</span><strong>infiammazioni</strong><span>. La&nbsp;</span><strong>dieta antinfiammatoria</strong><span>&nbsp;non si discosta molto da un regime alimentare tipicamente mediterraneo, ricco di frutta e verdura, di qualche porzione di carboidrati e che include anche i&nbsp;</span><strong>grassi insaturi</strong><span>&nbsp;contenuti, ad esempio, nel&nbsp;</span><strong>pesce azzurro</strong><span>. Questi alimenti non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola, perch&eacute; ci possono aiutare a combattere i disturbi&nbsp;</span><strong>intestinali</strong><span>, quelli che interessano la&nbsp;</span><strong>prostata</strong><span>&nbsp;e l&rsquo;</span><strong>artrite</strong><span>. In generale contribuiscono ad un&nbsp;</span><strong>benessere</strong><span>&nbsp;fisico a 360 gradi.</span></p>
<p><span><img src="https://www.minformo.it/wp-content/uploads/2013/03/120753509-620x413.jpg" alt="image" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><span>Scopriamo insieme quali sono:</span></p>
<p><span>Olio extravergine di oliva</span></p>
<p>L&rsquo;<strong>olio extravergine di oliva</strong>&nbsp;pu&ograve; essere considerato di primaria importanza per curare e prevenire l&rsquo;insorgenza di varie patologie. Il suo consumo &egrave; in grado di diminuire il&nbsp;<strong>colesterolo&nbsp;</strong>cattivo e di aumentare il livello di quello buono. Contiene un estratto, che riesce ad avere un&rsquo;azione antinfiammatoria perfino pi&ugrave; potente dell&rsquo;ibuprofene. Andrebbe consumato soprattutto crudo.</p>
<p><span>Cipolla rossa</span></p>
<p>La cipolla rossa &egrave; ricca di propriet&agrave; terapeutiche, infatti, per esempio in&nbsp;<strong>dermatologia</strong>, pu&ograve; essere usata come&nbsp;<strong>antibiotico</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>antibatterico</strong>. Pu&ograve; essere considerata un efficace espettorante e i gargarismi con il&nbsp;<strong>succo di cipolla</strong>&nbsp;sono indicati in caso di&nbsp;<strong>tonsillite</strong>. Le cipolle contengono<strong>antiossidanti</strong>, che riescono a contrastare l&rsquo;azione dei radicali liberi, principali responsabili dello stress ossidativo e dell&rsquo;invecchiamento cellulare.</p>
<p><span>Curcuma</span></p>
<p>L&rsquo;azione antinfiammatoria della curcuma &egrave; molto evidente, tanto che alcuni esperti l&rsquo;hanno paragonata a quella esercitata dai farmaci steroidei. Il vantaggio &egrave; che questa spezia non presenta nessun effetto collaterale. Molti studi sono stati fatti intorno a questo cibo e si &egrave; scoperto che il principio attivo contenuto nella&nbsp;<strong>curcuma</strong>, la&nbsp;<strong>curcumina</strong>, potrebbe essere utile a contrastare l&rsquo;insorgenza di diversi&nbsp;<strong>tumori</strong>.</p>
<p><span>T&egrave; verde</span></p>
<p>Anche il&nbsp;<strong>t&egrave; verde</strong>, secondo la ricerca scientifica, potrebbe avere un ruolo importante nella<strong>prevenzione</strong>&nbsp;di alcune forme di cancro, come quella alle ovaie, all&rsquo;intestino, alla prostata e ai polmoni. In particolare l&rsquo;azione benefica del t&egrave; verde sarebbe svolta da uno specifico&nbsp;<strong>polifenolo</strong>, che inibisce la produzione di una molecola coinvolta nel processo infiammatorio.</p>
<p><span>Mirtilli</span></p>
<p>I&nbsp;<strong>mirtilli</strong>&nbsp;sono indicati per tutti i tipi di&nbsp;<strong>disturbi intestinali</strong>&nbsp;e per quelli del&nbsp;<strong>fegato</strong>. Inoltre sono in grado di agire contro l&rsquo;affaticamento della vista e contro la fragilit&agrave; dei capillari. Sono ricchi di antiossidanti, azione svolta soprattutto dai polifenoli, come, ad esempio, le antocianine, che hanno delle notevoli propriet&agrave; antinfiammatorie.</p>
<p><span>Ribes nero</span></p>
<p>Come nel caso dei mirtilli, gli antociani del&nbsp;<strong>ribes nero</strong>&nbsp;possono risultare utili a migliorare la&nbsp;<strong>vista</strong>. Inoltre questo frutto ha anche efficaci propriet&agrave; diuretiche e depurative, oltre a quelle astringenti e antiallergiche. Dai semi si ricava un olio ricco di acidi grassi essenziali, che &egrave; dotato di notevoli propriet&agrave; antinfiammatorie ed &egrave; utile soprattutto in presenza di artrite.</p>
<p><span>Riso integrale</span></p>
<p>Il&nbsp;<strong>riso integrale</strong>&nbsp;pu&ograve; essere considerato a tutti gli effetti un alimento rinfrescante e disintossicante. Non affatica lo&nbsp;<strong>stomaco</strong>&nbsp;e quindi pu&ograve; essere consumato anche da chi ha problemi di sonnolenza dopo i pasti. Al posto della pasta va bene anche per chi ha problemi di&nbsp;<strong>sovrappeso</strong>. Contiene alcune sostanze, come la tricina, che contrastano la sintesi delle molecole responsabili dei processi di infiammazione.</p>
<p><span>Noci</span></p>
<p>Le&nbsp;<strong>noci</strong>&nbsp;sono ricche di&nbsp;<strong>omega 3</strong>. Secondo alcuni esperti avrebbero delle&nbsp;<strong>propriet&agrave; antitumorali</strong>, prevenendo l&rsquo;insorgenza del tumore al seno. Hanno molte propriet&agrave; digestive e diuretiche e a svolgere un&rsquo;azione antiossidante &egrave; soprattutto la&nbsp;<strong>vitamina E</strong>. Bisogna ricordarsi, comunque, che hanno uno spiccato apporto calorico.</p>
<p><span>Frutta secca</span></p>
<p>La&nbsp;<strong>frutta secca</strong>&nbsp;in generale svolge un&rsquo;importante azione antinfiammatoria, il cui compito &egrave; affidato soprattutto alla&nbsp;<strong>vitamina C</strong>&nbsp;e alla vitamina E. La frutta secca ha un grande potenziale antiossidante, aiutando a combattere l&rsquo;<strong>invecchiamento</strong>, lo sviluppo dei processi infiammatori e l&rsquo;eventuale formazione di neoplasie.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/2729/facebook-solo-per-opportunisti-</guid>
	<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 12:03:28 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/2729/facebook-solo-per-opportunisti-</link>
	<title><![CDATA[Facebook solo per opportunisti ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Strano posto facebook, l'altro giorno ho mandato un invito ad alcuni amici per il ns. <a rel="nofollow" href="https://facebook.com/connectu.it" target="_blank" title="Facebook Gruppo Connectu.it">gruppo di ConnectU</a> ! (<em>iscrivetevi se vi piace</em>) ;)</p>
<p>L'ho mandato, dicevo, ad una 50.ina di persone, con tanto di descrizione, spiegazioni, dove da novello Cicerone spiegavo che <strong>ConnectU</strong> &egrave; un <strong>nuovo social network emergente</strong>, tutto italiano,&nbsp; che permette di fare le stesse cose del pi&ugrave; famoso FB (<em>garantendo meglio la privacy dell'utente</em>) , e per i miei amici chiedevo la cortesia di iscriversi e di mandare qualche invito.</p>
<p><img src="https://500hats.typepad.com/photos/uncategorized/2007/10/03/addict.jpg" alt="succubi di facebook" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Per tutta risposta , mi sono visto arrivare inviti a gruppi di ogni genere !!</p>
<p>Dal "<em>salviamo la gallina valdostana</em>", a gruppi di <em>Heavy metal pesante</em>, ma di quello pesante, (che assomiglia pi&ugrave; ad una motosega che non a qualcosa che possa definirsi musica), per finire quello ad un <span style="text-decoration: underline;">negozio di hardware</span> di cui non mi pu&ograve; frega' de meno.</p>
<p><strong>DO ut DES</strong> (<em>ti do se tu mi dai</em>) dicevano i latini, posso anche accettarlo, ma se per ogni invito inviato, devo iscrivermi alla lega della gallina valdostana, beh non c'&egrave; paragone.</p>
<p>Se mi piace un gruppo mi iscrivo, altrimenti non mi iscrivo e magari (per netiquette) rispondo al mittente che: <strong>Grazie non mi interessa!</strong></p>
<p>Probabilmente sono sbagliato io, ma non posso farci niente..</p>
<p>Com'&egrave; finita ?? che mi sono iscritto ad una dozzina di Gruppi inutili, in compenso i <strong>COGLIONI </strong>che hanno ricevuto l'invito, non hanno battuto ciglio e non hanno ricambiato la cortesia !!</p>
<p><img src="https://dukeo.com/media/facebook-groups-marketing.jpg" alt="marketing facebook" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Facebook addicted</strong>,&nbsp; ecco spiegata la mania degli smartphone</p>
<p>per pubblicare le proprie cazzate su FACEBOOK&nbsp; si va a spendere 4/500 euro al mese.&nbsp;<span style="font-size: 12.8px;">a questo servono, mica per lavoro&nbsp; !</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10970/ecoli-ecco-le-regole-per-evitare-il-contagio</guid>
	<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 11:57:51 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10970/ecoli-ecco-le-regole-per-evitare-il-contagio</link>
	<title><![CDATA[E.Coli, ecco le regole per evitare il contagio]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il tempo di incubazione della malattia &egrave;</span>&nbsp;di una decina di giorni, e viene &nbsp;scatenata dalla variante di <strong>E.Coli</strong> anche detta entero-emorragica E. Coli (Ehec) - una variante molto rara di Escherichia Coli, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) a Stoccolma - trovata nei pazienti tedeschi contagiati. In attesa di trovare la fonte del contagio (sul banco degli imputati le verdure non cotte e le insalate, normalmente molto consumate in questo periodo dell'anno, la frutta, ma anche la carne e il latte non pastorizzato), valgono misure igieniche universali, afferma il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito.</p>
<p><img src="https://www.my-personaltrainer.it/salute/images/escherichia-coli.jpg" alt="Escherichia coli - il batterio" width="650" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Ecco le modalit&agrave; di contagio e le regole di prevenzione.</p>
<p><strong>Il batterio responsabile:</strong> il focolaio infettivo &egrave; legato al batterio Escherichia Coli, una variante particolare rara e altamente tossica chiamata E.Coli 104; il microrganismo produce una tossina che danneggia la parete intestinale, provoca diarrea emorragia, penetra nel sangue e produce vari danni gravi agli organi.</p>
<p><strong>La fonte dell'epidemia:</strong> sono in corso analisi epidemiologiche e microbiologiche (anche in Italia) ma ancora non &egrave; stata accertata. Sono sospettate le verdure, l'acqua, il latte non pastorizzato, la carne.</p>
<p><strong>Come si manifesta la malattia:</strong> il batterio si propaga con l'ingestione di alimenti contagiati da fonte animale; diarrea anche con sangue, dolori addominali; la complicazione pi&ugrave; grave &egrave; la sindrome emolitica-uremica: in pratica i globuli rossi si rompono, le piastrine diminuiscono e si instaura una insufficienza renale acuta che deve essere trattata in ospedale con dialisi.</p>
<p><strong>Tempo di incubazione e trasmissione:</strong> varia da 7 a 15 giorni; la trasmissione del batterio pu&ograve; avvenire sia mangiando alimenti contaminati sia da persona contagiata a persona.</p>
<p><strong>Le regole di igiene universali:</strong> le precauzioni raccomandate dall'agenzia per la sicurezza alimentare Efsa sono queste:</p>
<ul>
<li>evitare di mangiare verdure crude come pomodori, cetrioli e insalate in Germania;</li>
<li>sbucciare ogni frutto e verdura, laddove possibile;</li>
<li>frutta e verdura devono essere lavate accuratamente, soprattutto se verranno ingerite a crudo;</li>
<li>usare coltelli separati per la carne cruda e quella cotta, lo stesso dicasi per la verdura prima e dopo la cottura;</li>
<li>lavarsi le mani prima e dopo la preparazione e l'assunzione di cibi, nonch&eacute; prima e dopo l'utilizzo della toilette;</li>
<li>lavarsi le mani prima e dopo un contatto con animali domestici e animali da fattoria, nonch&eacute; prima e dopo aver visitato un'azienda agricola;</li>
<li>cambiare frequentemente gli asciugamani;</li>
<li>mantenere una buona igiene personale.</li>
</ul>
<p>"I consumatori europei - conclude l'Efsa - sono tutelati da uno dei pi&ugrave; robusti sistemi di sicurezza alimentare al mondo. Rigorosi sistemi di monitoraggio e la tracciabilit&agrave; degli alimenti dalla fattoria alla tavola sono stati inoltre attivati a sostegno del buon funzionamento del mercato interno".</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10162/cultura-degli-indiani-damerica</guid>
	<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 08:38:52 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10162/cultura-degli-indiani-damerica</link>
	<title><![CDATA[Cultura Degli Indiani D'america]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Un tempo note solo agli&nbsp;<strong>indiani d'america</strong>, sono state recentemente riscoperte le piante degli&nbsp;<strong>apaches&nbsp;</strong>per ricavarne i prodotti pi&ugrave; svariati, dalle&nbsp;<strong>sostanze alimentari agli olii combustibili per le automobili</strong>.<br> Lo&nbsp;<strong>jojoba</strong>&nbsp;un'arbusto che cresce spontaneo nelle<strong>&nbsp;terre degli apaches&nbsp;</strong>e i cui&nbsp;<strong>semi in passato</strong>&nbsp;venivano torrefatti dagli indiani per ricavarne una&nbsp;<strong>specie di caff&egrave;</strong>&nbsp;o il cui olio era usato anche come&nbsp;<strong>cosmetico per capelli</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Finora le propriet&agrave; dello&nbsp;<strong>jojoba&nbsp;</strong>erano note soltanto agli indiani; ma fra non molto, e non solo nel territorio del nord america, ma anche in aree assai lontane, da questa pianta si potranno ottenere i prodotti pi&ugrave; svariati, come&nbsp;<strong>cere per pavimenti</strong>, sostanze per&nbsp;<strong>ammorbidire il cuoio</strong>,&nbsp;<strong>idratanti per la pelle ed altri prodotti sostitutivi dei derivati del petrolio</strong>.<br>L'<strong>Agip petroli&nbsp;</strong>ha avviato in Sardegna, in collaborazione con una cooperativa locale, la&nbsp;<strong>coltivazione a jojoba&nbsp;</strong>di dieci ettari di terreno la cui resa potr&agrave; essere valutata solo in cinque anni, dato che la pianta non produce semi prima di questo periodo.<br>Ma gi&agrave; da qualche tempo l'Agip ha condotto ricerche finalizzate all'impiego di estratti della pianta nella&nbsp;<strong>fabbricazione di oli lubrificanti e di addittivi per il motore</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<img src="https://www.semilandia.it/images/jojoba.jpg" alt="Cultura Degli Indiani D'america" title="Cultura Degli Indiani D'america" width="350" height="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Lo&nbsp;<strong>jojoba</strong>&nbsp;&egrave; solo una delle decine di piante coltivate dagli indiani d'america ed anncora oggi esistenti negli Stati Uniti, pur non essendo pi&ugrave; n&egrave; curate n&egrave; apprezzate come una volta.<br>In realt&agrave; alcune di queste piante, bench&egrave; originarie del Nord America, cominciarono abbastanza presto a far capolino in Europa.<br>E' il caso della&nbsp;<strong>castagna o pera di terra</strong>, un tubero che gi&agrave; due secoli dopo cresceva nel mantovano, dove era consumato dai suini e dai cristiani.<br>La sua coltivazione venne giudicata meno economica a quella della sua cugina<strong>&nbsp;la patata</strong>, che releg&ograve; la pera al ruolo di pianta ornamentale per i suoi bei fiori violacei.<br>Dalla California al Texas, agricoltori non indiani hanno piantato a&nbsp;<strong>jojoba&nbsp;</strong>pi&ugrave; di 20.000 ettari. La coltura non si &egrave; ancora rivelata del tutto soddisfacente sul piano commerciale, ma gli scienziati sono molto ottimisti sul lato industriale.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://2.bp.blogspot.com/_ISo2KoroAY4/TLEBl-W_hlI/AAAAAAAAAvk/CIiJqTmyaaM/s1600/indiani.jpg" alt="Cultura Degli Indiani D'america" title="Cultura Degli Indiani D'america" width="400" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nella riserva indiana dei Papago sono state fatte ricerche su di un'altra pianta del deserto, il<strong>&nbsp;tepary</strong>, una specie di fagiolo.<br>Questo&nbsp;<strong>fagiolo indiano&nbsp;</strong>&egrave; una delle piante alimentari che meglio si adatta alla sicit&agrave; ed al caldo, ed &egrave; simile, per sapore e metodo di preparazione, ai comuni fagioli secchi.<br>I&nbsp;<strong>semi&nbsp;</strong>contengono la stessa&nbsp;<strong>quantit&agrave; d proteine</strong>, se non di pi&ugrave;, della maggior parte dei fagioli comuni, e la&nbsp;<strong>resa &egrave; straordinaria</strong>.<br>Dopo un'acquazzone, le piante di&nbsp;<strong>tepary&nbsp;</strong>producono una grande quantit&agrave; di&nbsp;<strong>fagioli</strong>&nbsp;prima che il suolo del deserto abbia il tempo di seccarsi.<br>La&nbsp;<strong>castagna o pera di terra</strong>, che da noi &egrave; relegata a pianta ornamentale, non hanno un'aria appetitosa, una volta bollite in acqua salata e schiacciate con burro, sono una prelibatezza e molto nutrienti, molto pi&ugrave; che le&nbsp;<strong>patate ed altri tuberi di largo&nbsp;</strong><strong>consumo</strong>.<br>Un'altra pianta coltivata dagli indiani era il cosidetto&nbsp;<strong>amaranto degli Atzechi</strong>, i cui&nbsp;<strong>semi erano molto amati da Montezuma II</strong>.<br>Questa pianta ha un fusto non superiore ad un metro d'altezza, bisognoso di poche cure, produce grosse capsule pesanti da tre a quattro chili che contengono fino a&nbsp;<strong>mezzo milione di semi</strong>.<br>Un&nbsp;<strong>buon piatto americano&nbsp;</strong>&egrave;<strong>&nbsp;foglie fritte di amaranto con salsa di amaranto</strong>, che hanno un sapore simile agli spinaci.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I&nbsp;<strong>semi che scaldati scoppiano e si aprono come i pop-corn, di cui hanno anche il sapore</strong>.<br>Ricca di aminoacidi, vitamine e sostanze minerali, di cui sono spovvisti i cereali, i semi sono usati sia per la prima colazione sia per produrre farina.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://2.bp.blogspot.com/_ECrKyqPpq8E/SRo_OgSrpEI/AAAAAAAAAnw/iaHzDK_kdNI/s400/indiani+d%27america+viky.jpeg" alt="Cultura Degli Indiani D'america" title="Cultura Degli Indiani D'america" width="400" height="301" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Gli indiani hanno utilizzato queste<strong>&nbsp;risorse alimentari&nbsp;</strong>molto tempo fa, imparando a servirsi di molte delle 15.000 piante spontanee del Nord America, da cui traevano cibo, indumenti, materie prime.<br>Gli scienziati che studiano la storia indigena del continente per ritrovarne il sapore perduto, stanno gettando le basi per un futuro pi&ugrave; verde.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/44572/alimentazione-i-miti-da-sfatare</guid>
	<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 08:26:01 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/44572/alimentazione-i-miti-da-sfatare</link>
	<title><![CDATA[Alimentazione, i miti da sfatare]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una mela al giorno leva il medico di torno, caff&egrave; e vino rosso fanno male al fegato, il glutine va eliminato. Sono alcuni miti alimentari, duri a morire: a sfatarli ci pensano gli esperti di Aigo, Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri.</p>
<p><img src="https://static.tantasalute.it/845X0/www/tantasalute/it/img/luoghi-comuni-alimentazione.jpg" alt="alimentazione miti da sfatare" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br><span style="text-decoration: underline;">Ecco i 7 miti sfatati dai gastroenterologi:</span><br><br>1. <strong>Il caff&egrave; fa male al fegato</strong>. Non &egrave; vero: un moderato consumo di 2 tazzine al giorno pu&ograve; dare benefici contro la steatosi epatica, malattia caratterizzata dall'accumulo di grasso nel fegato, come dimostrano diversi studi pubblicati sulla rivista scientifica americana 'Hepatology'.<br><br>2. <strong>Il t&egrave; verde &egrave; un toccasana</strong>. E' vero che &egrave; antiossidante, ma bisogna fare attenzione, soprattutto quando lo si assume come ingrediente all'interno di prodotti e integratori, anche dimagranti, che contengono altre sostanze. Si sono registrati casi di insufficienza epatica determinati da estratti di t&egrave; verde.<br><br>3. <strong>Il vino minaccia il fegato</strong>. Sono noti gli effetti benefici del vino nella prevenzione del rischio cardiovascolare e un moderato consumo ha anche un potere antiossidante sul fegato grazie al resveratrolo, sostanza contenuta nell'uva rossa.<br><br>4. <strong>Le erbe fanno bene</strong>. Gli estratti contenuti negli integratori alimentari (ad esempio i '12 erbe') possono aggravare i sintomi della sindrome del colon irritabile. Responsabile degli effetti irritanti &egrave; l'epigallocatechina-3-gallato (Egcg), il composto polifenolico presente anche nel the verde, come evidenziano studi pubblicati sulla rivista scientifica americana 'Hepatology'.<br><br>5. <strong>La moda 'gluten free' fa bene</strong>. La maggior parte delle persone che segue una dieta senza glutine non &egrave; celiaca, e non ha quindi un'intolleranza genetica a questa sostanza. Il mito che alimenta questo trend in aumento risiede nella convinzione che una dieta povera dei carboidrati che contengono glutine sia dimagrante e salutare. Si rischia, invece, di ridurre il consumo di fibre contenute nei carboidrati, benefiche per la salute dell'intestino, e compensare la mancanza di pasta e pane con i grassi saturi.<br><br>6. <strong>Bere succhi di frutta &egrave; una sana abitudine</strong>. S&igrave;, ma quali? Perch&eacute; i succhi non sono tutti uguali e la differenza la fa il fruttosio, zucchero semplice che, se assunto con frequenza e abbondanza, ha l'effetto negativo di aumentare i grassi nel fegato. I succhi di frutta che ne sono ricchi vanno assunti con moderazione. Fa eccezione quello di arance rosse, che ha l'effetto invece di ridurre i grassi nel fegato.<br><br>7. <strong>Una mela al giorno leva il medico di torno</strong>. E' la convinzione pi&ugrave; diffusa, ma attenzione: mele e pere contengono zuccheri fermentabili che hanno effetti nocivi sulle persone che soffrono della sindrome del colon irritabile. In questi casi, &egrave; consigliabile un consumo molto ridotto di questi frutti, raccomandano gli esperti dell'Aigo che concludono: "La dieta mediterranea non sbaglia mai. E' l'unico mito inossidabile".<br><br></p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/9681/registrare-cio-che-avviene-sul-vostro-desktop</guid>
	<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 17:21:05 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/9681/registrare-cio-che-avviene-sul-vostro-desktop</link>
	<title><![CDATA[Registrare cio' che avviene sul vostro desktop]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: center; "><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CSz0CqjmbVI" title="ScreenJelly"><img src="https://www.presse-citron.net/wordpress_prod/wp-content/uploads/screenjelly.gif" alt="screenjelly registrare dal proprio desktop" title="registrare_video_desktop" style="border: 0px; border: 0px; "></a></p>
<p>Avete sempre desiderato poter registrare cio' che avviene sul vostro desktop ?? <br>Ora tutto cio' &egrave; possibile grazie ad un programma che permette di creare <strong>video tutorial</strong>, e di mostrare cio' che avviene sul vostro schermo, ovvero come utilizzare certi programmi registrando le operazioni che il computer esegue.</p>
<p>Se non avete necessit&agrave; di registrare <strong>pi&ugrave; di 3 minuti</strong> esiste questa applicazione online del tutto gratis , dal simpatico nome di&nbsp; <a href="https://www.screenjelly.com/" target="_blank" title="registrare desktop">Screenjelly</a> che funziona molto bene e permette&nbsp; di registrare le attivit&agrave; del nostro schermo (screencast)<strong> </strong>e di condividerle rapidamente con chi vogliamo tramite <strong>Facebook, </strong><strong>Twitter, o email.</strong></p>
<p>L&rsquo;applicazione non necessita di registrazione e di nessun installazione, &egrave; tutta online e si grazie a &nbsp; <strong>Java</strong> e permette di registrare anche l&rsquo;audio.</p>
<p>Purtroppo, non viene fornito il codice embed, per inserire il filmato in una qualunque pagina web.</p>
<p>Il funzionamento &egrave; molto semplice, una volta arrivati sul sito, baster&agrave; cliccare sul pulsante <strong><em>&ldquo;Record&rdquo; </em></strong>attendere il countdown, ed iniziare la nostra attivit&agrave; sul desktop. Una volta terminato premendo il tasto <strong><em>&ldquo;stop&rdquo;</em></strong>&nbsp; &egrave; possibile accedere immediatamente alla registrazione e condividerla con i nostri amici grazie a pochi click.</p>
<p><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CSz0CqjmbVI" target="_blank" title="Guarda il video">Guarda il Video</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/39785/pensione-da-casalinga-vale-anche-per-gli-uomini</guid>
	<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 17:13:39 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/39785/pensione-da-casalinga-vale-anche-per-gli-uomini</link>
	<title><![CDATA[Pensione da Casalinga: vale anche per gli uomini]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In questo articolo&nbsp;<span>ci occuperemo di un tema molto importante: la&nbsp;</span><strong>pensione per le casalinghe</strong><span>. Pu&ograve; una&nbsp;</span><strong>casalinga&nbsp;</strong><span>godere di una&nbsp;</span><strong>pensione</strong><span>&nbsp;pur non svolgendo un&nbsp;</span><strong>lavoro</strong><span>&nbsp;dipendente o autonomo?&nbsp;<br></span><strong>Conviene&nbsp;</strong><span>aderire al&nbsp;</span><strong>fondo casalinghe dell&rsquo;INPS</strong><span>? <br>In questo articolo valuteremo questa strada e studieremo&nbsp;</span><strong>come costruirsi una pensione senza lavorare</strong><span>. <br>Pu&ograve; sembrare un paradosso ma non &egrave; cos&igrave;: il fatto che una donna (o un uomo, i casalinghi sono in aumento) non lavori alle dipendenze altrui non &egrave; affatto dispregiativo. </span></p>
<p><span>Chi resta a casa, per scelta o perch&eacute; non trova un impiego,&nbsp;</span><span style="text-decoration: underline;">svolge mansioni molto importanti per la famiglia</span><span>: in alcuni casi addirittura si sostituisce allo Stato ed ai suoi buchi del Welfare. Nell'esperienza di chi scrive &egrave; risultato di estrema utilit&agrave; godere di una persona che svolge i lavori domestici: il capitalismo ci costringe a&nbsp;</span><span style="text-decoration: underline;">lavorare come schiavi</span><span>, ma non &egrave; soltanto il lavoro retribuito ad essere qualificato come tale.&nbsp;</span><span style="text-decoration: underline;">L&rsquo;affetto e la riconoscenza dei propri cari valgono molto di pi&ugrave; di una busta paga con bonifico mensile sul conto corrente</span><span>. Andiamo, dunque, a vedere come funziona la pensione per casalinga e se &egrave; possibile costruirsi una pensione senza versare i contributi all&rsquo;INPS.</span></p>
<h4><strong>Pensione Casalinga INPS: fondo casalinghe, conviene iscriversi?</strong></h4>
<div>Partiamo da ci&ograve; che ha previsto lo Stato: il&nbsp;<strong>fondo previdenziale per le casalinghe</strong>&nbsp;&egrave; stato istituito dal 1&deg; gennaio 1997. Ci si pu&ograve; iscrivere al fondo dai 16 anni (15 se assolti gli obblighi scolastici) fino ai 65 anni. Chi pu&ograve; essere iscritto? <br>Tutti Coloro che:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li>svolgono un lavoro in famiglia non retribuito e senza vincoli di subordinazione;</li>
<li>non sono titolari di una pensione diretta;</li>
<li>non svolgono un&rsquo;attivit&agrave; di lavoro dipendente o autonoma per cui sussiste l&rsquo;obbligo di iscrizione ad un ente di previdenza;</li>
<li>svolgono un&rsquo;attivit&agrave; lavorativa part-time se, relativamente all&rsquo;orario e alla retribuzione percepita, si determina una contrazione delle settimane utili per maturare il diritto alla pensione.</li>
</ul>
<div><img src="https://www3.varesenews.it/immagini_articoli/201306/stirare.jpg" alt="uomo casalingo" width="268" style="border: 0px; border: 0px;"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ci si pu&ograve; iscrivere:</div>
<div>&nbsp;</div>
<ul>
<li>su internet, facendo domanda attraverso i servizi telematici per il cittadino a cui si accede tramite il PIN consegnato dall&rsquo;INPS;</li>
<li>telefonicamente chiamando il numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile;</li>
<li>tramite patronati ed intermediari abilitati.</li>
</ul>
<p><strong>Come funziona il fondo casalinghe INPS?</strong>&nbsp;Non &egrave; molto costoso partecipare, anzi per certi versi &egrave; addirittura conveniente. L&rsquo;importo mensile da versare &egrave; pari a 25,82 euro, cio&egrave; 309,84 euro annui: se si versa di meno, si vedranno riconosciuti meno contributi. Esempio: versamento di 110 euro, si vedono accreditati solo 4 mesi. Il versamento si pu&ograve; fare in qualsiasi momento dell&rsquo;anno con i bollettini postali che l&rsquo;Istituto di Previdenza invia a casa unitamente all&rsquo;accoglimento della domanda d&rsquo;iscrizione. Il vantaggio pi&ugrave; grande &egrave; che gli importi versati sono totalmente deducibili ai fini Irpef per il dichiarante, anche per i familiari fiscalmente a carico. Ci&ograve; vuol dire che la base imponibile su cui calcolare le imposte si abbatte.<br></p>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Cosa si ottiene versando la pensione per casalinghe?</strong>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Con almeno 5 anni di versamenti si ha diritto ad una&nbsp;<strong>pensione di inabilit&agrave;</strong>&nbsp;se si &egrave; impossibilitati a qualunque attivit&agrave; lavorativa. Si pu&ograve; ottenere, poi, la&nbsp;<strong>pensione di vecchiaia&nbsp;</strong>a determinate condizioni:&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<ul>
<li>et&agrave; minima 57 anni e almeno 5 anni di versamenti;</li>
<li>l&rsquo;importo liquidato deve superare l&rsquo;assegno sociale maggiorato del 20% (cio&egrave; deve essere 1,2 volte l&rsquo;assegno sociale).</li>
</ul>
<p>A partire dal 65esimo anno di et&agrave;, per&ograve;, si prescinde da detto importo. La pensione casalinghe non pu&ograve; essere erogata sottoforma di reversibilit&agrave; ai superstiti.</p></div>
<p><span><strong><span>Conviene aderire al fondo casalinghe dell&rsquo;INPS?</span></strong><span>&nbsp;Ammesso che non si versino importi molto elevati, non &egrave; che ci si pu&ograve; aspettare molto in termini di assegno pensionistico. Il vantaggio &egrave; dato dalla&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">deducibilit&agrave; totale dei versamenti</span>&nbsp;che abbatte in parte la spesa riducendo la base imponibile su cui calcolare e imposte. Il calcolo &egrave; interamente contributivo e la pensione che si riceve non &egrave; integrabile fino al raggiungimento dell&rsquo;importo minimo.</span></span></p>
<h4><strong>Pensione casalinga senza contributi INPS: come costruirsi una pensione senza lavorare</strong></h4>
<div>Passiamo alla seconda parte del nostro articolo in cui evidenziamo la possibilit&agrave; di costruirsi ugualmente una&nbsp;<strong>pensione</strong>anche&nbsp;<strong>senza lavorare</strong>&nbsp;autonomamente o alle dipendenze di qualcuno. Chiariamo subito una cosa: a che serve la pensione? Essenzialmente per vivere serenamente gli ultimi anni della propria vita e non essere schiavi del lavoro. Diffidate da chi vi promette di versare soldi per poi ridarveli tramite rendita mensile: a voi non serve uno stipendio ma un gruzzolo a cui attingere, quindi versare per decenni e poi vedersi riconosciuto un trattamento rateizzato molto spesso avvantaggia chi quei soldi li prende e non chi li versa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span>Ora, mettiamo che riusciate a risparmiare qualche soldo annualmente seguendo queste piccole tecniche. Siamo sicuri che ci riuscite, se no non eravate qui a leggere per capire&nbsp;</span><strong>come costruirsi una pensione per casalinghe senza versare contributi all&rsquo;INPS</strong><span>. A questo punto una gestione oculata del risparmio, per un periodo di tempo lungo, vi pu&ograve; aiutare a mettere dei soldi da parte. Versandoli in un&rsquo;assicurazione sulla vita o su un fondo pensione molto spesso si subiscono dei costi molto alti che si recuperano solo con gli interessi. Impegnandosi fattivamente, per&ograve;, questi costi si possono abbattere. Non stiamo dicendo che l&rsquo;assicurazione ruba denaro: se si sottoscrive un contratto di 30 anni, &egrave; chiaro che si deve pagare per farsi gestire i risparmi dato che si sta firmando una delega. Facendo da s&eacute;, si riduce una spesa. Su&nbsp;</span><em>Affari Miei</em><span>, ad esempio, hanno recensito&nbsp;</span><a rel="nofollow" href="https://www.affarimiei.biz/search/label/Conti%20Correnti" target="_blank">conti correnti&nbsp;</a><span>con interessi convenienti, conti deposito,&nbsp;</span><a rel="nofollow" href="https://www.affarimiei.biz/2015/02/libretto-postale-smart-interessi-opinioni.html" target="_blank">libretti postali</a><span>&nbsp;e tanti altri strumenti per proteggersi dall&rsquo;aumento del costo della vita e mettere soldi da parte. Basta semplicemente informarsi periodicamente su chi offre le condizioni migliori, spostando il proprio denaro accumulato negli anni. Il criterio &egrave; questo, poi non ci sono ricette per tutte le stagioni: seguendo periodicamente il blog potete farvi un&rsquo;idea. Considerate che, risparmiando 1200 euro annui in 20 anni avrete un capitale da 24 mila euro che pu&ograve; comunque capitalizzare ogni anno. </span></div>
<div><span>Avendolo, poi, a disposizione sempre pu&ograve; ruotare ciclicamente oppure essere investito in maniera diversificata: perch&eacute; ostinarsi a fare un&rsquo;assicurazione, un fondo pensione o a versare contributi in maniera fissa?</span></div>
<div><span><br></span></div>
<div><span><img src="https://static.pourfemme.it/625X0/www/pourfemme/it/img/Uomo.jpg" alt="pensione per uomini casalinghi" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></div>
<div><span><br></span></div>
<div><span style="font-size: 12.8000001907349px;">Il vantaggio delle casalinghe sta proprio nel fatto che non hanno obblighi contributivi, ergo possono gestire liberamente il denaro. Gli altri lavoratori, invece, sono obbligati a&nbsp; versare mensilmente i contributi all&rsquo;INPS e l&rsquo;incidenza supera generalmente il 30% della retribuzione: pensate un po&rsquo; se ognuno potesse gestire quei soldi autonomamente, senza alimentare il carrozzone statale che ormai fa acqua da anni.</span></div>
<div>
<h4><strong>Pensione casalinga senza contributi INPS, come avere la pensione senza lavorare: conclusioni</strong></h4>
<div>In questo post abbiamo visto il quadro della previdenza statale per le casalinghe e dato alcuni consigli per costruirsi ugualmente un cuscinetto per la pensione semplicemente risparmiando e seguendo le migliori soluzioni del momento. Non serve delegare ad altri la cura di s&eacute; stessi, basta semplicemente informarsi e agire come meglio si crede.</div>
<div>Siete d&rsquo;accordo con il post?</div>
<div>Il vostro parere &egrave; per noi molto importante. <br>Se il post &egrave; stato di vostro gradimento, ti preghiamo di condividerlo sui social network.&nbsp;</div>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a rel="nofollow" href="https://www.affarimiei.biz/" target="_blank" title="fonte">Fonte</a></div>
<p><span><span><br></span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/44451/come-ottenere-i-buoni-pasto</guid>
	<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 17:12:43 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/44451/come-ottenere-i-buoni-pasto</link>
	<title><![CDATA[Come ottenere i buoni pasto]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I buoni pasto consistono in una sorta di benefit, che ci viene concesso dall&rsquo;azienda di cui siamo dipendenti a busta paga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.investireoggi.it/fisco/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/buoni-pasto-640x342.jpg" alt="buoni pasto" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><br>Sono dei mezzi di pagamento, in formato cartaceo o elettronico, che il datore di lavoro fornisce ai propri dipendenti, sia full-time che part-time, quando presso l&rsquo;azienda non &egrave; presente il servizio di mensa oppure tale servizio non &egrave; previsto per una categoria di lavoratori. <br><br>I buoni pasto o ticket restaurant vengono distribuiti dall'azienda: il datore di lavoro si obbliga, gi&agrave; al momento della stipulazione del contratto, a erogare o meno i buoni al lavoratore, cedendogli il blocchetto o la card.<br><br>Ogni lavoratore ha diritto ad <strong>un buono pasto giornaliero</strong>, per ogni giorno di lavoro effettuato, dal valore compreso tra i 2 e i 10 euro che va speso interamente e non d&agrave; diritto a resto. La normativa inoltre, si legge ancora, stabilisce che non &egrave; pi&ugrave; possibile accumulare i ticket per fare la spesa: ogni lavoratore pu&ograve; utilizzare un solo voucher al giorno e solo nelle giornate lavorative.<br><br><strong>Al datore di lavoro non viene imposto nessun obbligo di rilascio dei buoni pasto</strong>. La concessione &egrave; generalmente specificata nel contratto di assunzione, oppure &egrave; il risultato di successive contrattazioni sindacali. <br><br><br><span style="text-decoration: underline;">BUONI PASTO PER LAVORATORI PART-TIME</span><br><br>I lavoratori part-time, che non prestano servizio per l&rsquo;intera giornata, non hanno generalmente diritto ai buoni pasto, a meno che non ricorrano le seguenti condizioni:<br><br></p>
<ul>
<li>orario di lavoro che copre la fascia oraria di un pasto;</li>
<li>distanza tra l&rsquo;abitazione e l&rsquo;azienda che rende impossibile, per il lavoratore, consumare il pasto a casa propria.</li>
</ul>
<p><br><br><span style="text-decoration: underline;">L'INDENNITA' SOSTITUTIVA DI MENSA</span><br><br>Nei casi in cui il lavoratore non pu&ograve; sfruttare i buoni pasto si ricorre all'indennit&agrave; sostitutiva di mensa: si tratta di una vera e propria monetizzazione dei buoni pasto, corrispondendo al dipendente la somma in denaro pari al valore del buono che dovrebbe ricevere dall&rsquo;azienda.<br><br></p>
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	<dc:creator>laibach</dc:creator>
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