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	<title><![CDATA[IoChatto: Dicembre 2015]]></title>
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	<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 08:52:36 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Un cent da 2500 Euro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si &egrave; trattato di un semplice &nbsp;scambio d'immagine, un avenimento &nbsp;che pu&ograve; capitare, anche alla <strong>Zecca di Stato</strong>: quando la monetina da 1 centesimo di euro fu <strong>coniata per la prima volta</strong>, nel <strong>2002</strong>, sul retro vi fu raffigurata la <strong>Mole Antonelliana</strong> - immagine che compare normalmente nelle monete da 2 centesimi - invece che il <strong>Castel del Monte</strong> pugliese.</p>
<p><img src="https://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSpn7BC3KFSnQv2hLGUfL_NWn8eiKeJkgI9IIPNy0JysIOuZGAwmQ" alt="image" width="360" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br><span style="text-decoration: underline;">Il lotto sbagliato fu ritirato dalla circolazione</span> immediatamente, ma alcune monetine riuscirono a sfuggire, infilate, tra l'altro, nelle confezioni "<strong>primo conio</strong>" distribuite dalla Zecca.<br><br>Il valore della monetina sbagliata era schizzato subito alle stelle: 2.500 euro era la valutazione dell'epoca della Bolaffi, l'azienda torinese che si occupa di collezionismo ed aste fin dal 1890.</p>
<p>La Bolaffi aveva dichiarato di essere venuta in possesso di alcune monetine, innescando un caso giudiziario che &egrave; durato undici anni.<br><br>Quando infatti la Bolaffi aveva annunciato di avere sei esemplari delle monetine errate, infatti, la <strong>Guardia di Finanza</strong> le aveva sequestrate. Tra l&rsquo;azienda e il Museo della <strong>Zecca di Stato</strong>, che aveva rivendicato la legittima propriet&agrave; degli esemplari, era sorta una disputa giudiziaria. La questione &egrave; stata risolta il <strong>24 gennaio 2013</strong>&nbsp;con una sentenza emessa a Roma, in base alla quale la Bolaffi &egrave; legittimata al possesso delle monetine e pu&ograve; quindi commercializzarle.</p>
<p>"<em>Dopo 11 anni si pu&ograve; riannunciare la scoperta di una importantissima rarit&agrave; numismatica, che potrebbe con il tempo diventare quello che per i collezionisti &egrave; oggi rappresentato dalle mitiche 500 Lire con le Caravelle a bandiere rovesciate, che vale pi&ugrave; di 20 mila euro</em>", ha detto con soddisfazione l'amministratore delegato, Giulio Filippo Bolaffi.<br><br>"<em>Il Centesimo Mole</em> - ha aggiunto - &egrave; la prima <em>"moneta naturale" coniata in euro e proprio per la sua natura continentale, sar&agrave; di sicuro interesse non solo per i collezionisti italiani, ma per tutto il mercato europeo</em>".<br><br>Gli esperti stimano che siano <strong>un centinaio le monete del genere in circolazione</strong>, ma &egrave; probabile che dopo la sentenza ne spuntino altre.</p>
<p><strong>2500 euro</strong> sono ora la base di partenza d'asta per il cent "Mole": il prezzo pagato dai collezionisti potrebbe arrivare a cifre vertiginose.<br><br>Vale la pena allora di vuotare i salvadanai e frugare negli angoli: le tanto vituperate micromonetine - di cui anni fa si auspicava addirittura l'uscita dalla circolazione - possono valere una fortuna. E sono molto brave a nascondersi.</p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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