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	<title><![CDATA[IoChatto: Aprile 2018]]></title>
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	<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 17:01:31 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Web 2.0 uguale per tutti, più uguale per alcuni]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Siamo abituati a pensare a&nbsp;<strong>Internet</strong>&nbsp;come uno strumento per accedere a tutto quello che ci interessa. Oltre ai<strong>&nbsp;social network</strong>, alle applicazioni per comunicare o per vedere video e film, la Rete &egrave; la forma principale di fruizione di innumerevoli contenuti, soprattutto di tipo informativo e culturale.</p>
<p>La<strong>&nbsp;libert&agrave; di accedere</strong>&nbsp;&egrave; stata fin dall&rsquo;inizio la caratteristica di Internet, ne ha consentito lo sviluppo fino a farla diventare il principale sistema di relazioni economiche e umane del pianeta. Un fenomeno che ha modificato profondamente la nostra societ&agrave; e che &egrave; fondato sul principio della&nbsp;<em>net neutrality</em>, la&nbsp;<strong>neutralit&agrave; della rete</strong>. In base a esso, quando navighiamo in Rete tutti i provider di Internet, cio&egrave; quelli che ci forniscono la connessione, devono consentirci l&rsquo;<strong>accesso ai contenuti&nbsp;</strong>che richiediamo in maniera egualitaria e&nbsp;alla stessa velocit&agrave;, senza alcun filtro o discriminazione. Un principio fondamentale non solo per lo&nbsp;<strong>sviluppo di Internet</strong>, ma anche per la libert&agrave; di ciascuno di noi, posto che attraverso la Rete sempre pi&ugrave; si realizzano forme di partecipazione democratica e opportunit&agrave; di informazione. Cos&igrave; fino a oggi &egrave; stato, per&ograve; le cose potrebbero presto cambiare.</p>
<p>Gli operatori di telecomunicazioni che forniscono le reti su cui siamo connessi&nbsp;sono sempre pi&ugrave; impegnati a chiedere una radicale revisione delle regole della<em>&nbsp;net neutrality</em>. Sostengono che la non discriminazione dei contenuti ha finito per favorire i grandi top player, come&nbsp;<strong>Google</strong>, che utilizzano il&nbsp;<strong>libero accesso a Internet per ricavare molti soldi</strong>&nbsp;e occupare la gran parte della capacit&agrave; trasmissiva, senza peraltro riconoscere ritorni economici anche a chi, come loro, ha sborsato soldi per la realizzazione e il funzionamento delle stesse reti. Una questione ancora pi&ugrave; scottante nel momento in cui le aziende di telecomunicazioni devono compiere un ulteriore sforzo di investimento per realizzare reti di nuova generazione, quelle in fibra ottica a grande capacit&agrave; di banda.</p>
<p><img src="https://mckikvenarron.files.wordpress.com/2012/03/web_2-01.jpg?w=300&amp;h=216" alt="image" width="300" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><span><strong>Il Parlamento europeo resiste alle lobby -&nbsp;</strong></span>Contro la<em>&nbsp;net neutrality</em>&nbsp;sono scese in campo anche alcune forze politiche, per lo pi&ugrave; di destra, che in America e in Europa chiedono a gran voce una riforma delle <strong>regole di funzionamento di Internet</strong>, a partire dalla neutralit&agrave; e dal copyright. Il potere politico teme infatti sempre pi&ugrave; l&rsquo;<strong>effetto critico dell&rsquo;uso della Rete</strong>&nbsp;e ne chiede a gran voce una pi&ugrave; rigida regolazione. Per tutte queste ragioni negli ultimi mesi si aperta una grande discussione, le cui tracce sono quasi del tutto assenti in Italia, che ha visto coinvolti in particolare l&rsquo;Unione europea e le autorit&agrave; Usa.</p>
<p>Agli inizi di aprile il Parlamento europeo ha approvato un emendamento al prossimo progetto di regolamento europeo sulle telecomunicazioni che salvaguarda la<em>&nbsp;net neutrality</em>&nbsp;e che molti hanno definito storico, a iniziare dagli attivisti sulle<strong>&nbsp;libert&agrave; della Rete</strong>. Al contrario, molte compagnie di telecomunicazioni europee hanno protestato, parlando di un ulteriore regalo agli over the top d&rsquo;oltreoceano. Punti di vista radicalmente diversi che verrano sciolti dal Consiglio dei ministri europeo che decider&agrave; dopo le elezioni del prossimo 25 maggio.Per il momento le forze del centrosinistra, in alleanza con i liberali, hanno portato a casa il risultato, per&ograve; non &egrave; detto che i rappresentati dei governi la pensino allo stesso modo.</p>
<p>Negli&nbsp;<strong>Stati Uniti</strong>&nbsp;l&rsquo;Fcc, cio&egrave; la&nbsp;<strong>Commissione federale delle comunicazioni</strong>, intende invece proporre nuove regole che consentiranno ai fornitori di servizi Internet di offrire una corsia pi&ugrave; veloce attraverso la quale inviare video e altri contenuti a quei consumatori disposti a pagare di pi&ugrave;. Le norme proposte sono una completa inversione di tendenza per la stessa Fcc sulla neutralit&agrave; della Rete. La precedente normativa era molto pi&ugrave; favorevole, anche se in parte &egrave; stata annullata da una Corte del Distretto di Columbia. Le nuove regole, se approvate, permetteranno a una societ&agrave; di reti come&nbsp;<strong>Comcast</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>Verizon</strong>&nbsp;di negoziare con ciascuna societ&agrave; di contenuti, come Netflix, Amazon, Disney o Google, applicando importi&nbsp;diversi per assicurare un servizio prioritario. Questo potrebbe aumentare i costi per le imprese di contenuti, che quindi avrebbero un incentivo a trasferirli ai consumatori come parte dei loro prezzi di sottoscrizione.</p>
<p><span><strong>Il tradimento di Obama -</strong></span>&nbsp;I sostenitori della neutralit&agrave; della Rete temono d&rsquo;altra parte che il nuovo quadro finir&agrave; per<strong>&nbsp;potenziare le grandi societ&agrave; e penalizzare le start-up,</strong>&nbsp;che potrebbero essere la&nbsp;<strong>Twitter</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>Facebook</strong>&nbsp;del futuro. Le nuove proposte, elaborate dalla Fcc americana, saranno discusse nei prossimi giorni. Intanto i Democratici e vari gruppi per i diritti civili promettono battaglia. Forti polemiche sono in corso nel Congresso dove molti non vedono di buon occhio il tentativo di consentire l&rsquo;approvazione di regole per Internet a due velocit&agrave; e con diverse opportunit&agrave; di accesso, soprattutto dopo il grande&nbsp;<strong>scandalo delle intercettazioni di massa dell&rsquo;Nsa</strong>. Molti sono anche&nbsp;<strong>delusi dal presidente Barack Obama</strong>&nbsp;che in campagna elettorale si era invece dichiarato un forte sostenitore della neutralit&agrave; della Rete. Durante un forum in Iowa aveva spiegato: &ldquo;<em>Le lobby che chiedono che i server dai quali riceviamo informazioni debbano filtrare i contenuti e addebitare tariffe diverse vogliono distruggere una delle cose migliori di Internet, la sua incredibile uguaglianza</em>&rdquo;.</p>
<p>da&nbsp;<em>Il Fatto Quotidiano</em></p>
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	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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