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	<title><![CDATA[IoChatto: Febbraio 2017]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/archive/kekerex/1485903600/1488322800</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10079/farmaci-anticocaina</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 18:55:03 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10079/farmaci-anticocaina</link>
	<title><![CDATA[Farmaci Anticocaina]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;">Len Bias, star americana della pallacanestro, era morto per </span><strong style="font-size: 12.8000001907349px;">overdose di cocaina</strong><span style="font-size: 12.8000001907349px;"> da appena 24 ore quando gli&nbsp;</span><strong style="font-size: 12.8000001907349px;">spacciatori </strong><span style="font-size: 12.8000001907349px;">offrivano per le strade un nuovo tipo di merce: la</span><strong style="font-size: 12.8000001907349px;"> cocaina</strong><span style="font-size: 12.8000001907349px;"> Len Bias la chiamavano, sfruttando perfino la morte pur d'incrementare le vendite.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questa droga miliardaria &egrave; responsabile di migliaia di esistenze rovinate, di problemi medici che vanno dalle <strong>malattie</strong><strong> cardiache </strong>e <strong>polmonari</strong> ai <strong>disturbi genetici</strong> ed a <strong>gravi forme di psicosi</strong>, di <strong>innumerevoli morti</strong>. Decontraendo le principali molle dell'istinto di sopravvivenza nel cervello, la <strong>cocaina inganna la mente</strong>, facendole credere che non vi sia<strong>nessun pericolo</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Bench&egrave; la situazione vada peggiorando, nuove importanti scoperte sulle reazioni chimiche elaborate dal cervello fanno comunque intravedere la possibilit&agrave; di curare la <strong>dipendenza da cocaina</strong>, e forse anche altri <strong>gruppi di droga</strong>.<br>Quante volte dottori si sono sentiti dire:- dottore, ce la metto tutta , ma proprio non riesco a smettere -. E' stato tentato con gruppi di autoassistenza, coi terapisti, si erano fatti ricoverare in ospedale: tutto inutile.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2011/02/cocaina.jpg" alt="Farmaci Anticocaina" title="Farmaci Anticocaina" width="550" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Tempi addietro la <strong>cocaina</strong> era ancora considerata capace di causare <strong>dipendenza psicologica</strong>, ma <strong>non fisica</strong>. Si pensava che l'unica cura possibile fosse la<strong> psicoterapia</strong>.<br>Tentativi vari non diedero nessun risultato finch&egrave; ad un dottore non gli capit&ograve; un paziente che una mattina gli disse:- dottore questa mattina un amico mi ha offerto una<strong> sniffata</strong>, e la cosa non mi ha fatto ne caldo ne freddo. Mi sono limitato a guardare <strong>la roba </strong>e basta -.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">A quel paziente era stata somministrata <strong>desipramina</strong>, un farmaco appartenete alla famiglia degli antidepressivi che in genere veniva prescritto ai bambini iperattivi.<br>L'esperimento &egrave; stato ripetuto con molti altri <strong>cocainomani</strong>, e merito di quel farmaco, molti smisero e molti ridussero di molto le quantit&agrave; assunte.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Studiata a fondo &egrave; stato dimostrato che la <strong>cocaina</strong> dava di fatto una <strong>dipendenza fisica</strong> pi&ugrave; di qualsiasi altra droga in circolazione.<br>L'uso di <strong>cocaina</strong> provoca <strong>squilibri chimici nel cervello</strong>, colpendo tre importanti neurotrasmettitori: la <strong>dopamina</strong>, la<strong>seratonina</strong> e la <strong>norepinefrina</strong>. Da questi <strong>neurotrasmettitori dipendono gli stati depressivi</strong>.<br>Furono fatti studi su <strong>cavie drogate con cocaina</strong>, e si fecero scoperte che sbalordirono: i <strong>centri del piacere nel cervello </strong>di un ratto diventano meno sensibili dopo un uso cronico di <strong>questa droga</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il <strong>neurotrasmettitore</strong> che provoca la sensazione di piacere &egrave; la <strong>dopamina</strong>. Se iperstimolato dalla <strong>cocaina</strong>, il sistema della <strong>dopamina</strong> perde vigore. Col tempo i <strong>cocainomani </strong>dall'uso di questa droga ottenevano solo depressione, e non pi&ugrave; piacere.<br>Molti <strong>cocainomani</strong> accusavano sintomi simili a quelli del morbo di Parkinson: <strong>tremori</strong>, <strong>lentezza dei movimenti volontari</strong>,<strong>rigidit&agrave; e depressione</strong>.<br>La <strong>cocaina</strong> agisce come due droghe in una. L'<strong>uso a breve termine</strong> acutizza il <strong>piacere</strong>; l'uso a lungo termine lo diminuisce anzi <strong>porta alla depressione</strong>. <br>Ecco spiegata la ragione del disperato bisogno di droga: i <strong>recettori richiedono altra dopamina</strong>, che &egrave; stata espulsa dall'organismo perch&egrave; in eccesso provocato dall'alto <strong>uso di cocaina</strong>, per cui il <strong>cocainomane </strong>richiede sempre droga per non cadere nella <strong>depressione pi&ugrave; tetra</strong>. <br>Fu anche riscontrato una stretto legame tra gli effetti della <strong>cocaina</strong> ed il <strong>morbo di Parkinson</strong>, tanto che dalla conoscenza di quest'ultimo sono risultati dati positivi per la cura dei <strong>cocainomani</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://blog.ilmatemagico.com/images-ilblogsonoio/lily-allen-cocaina-droga9.jpg" alt="Farmaci Anticocaina" title="Farmaci Anticocaina" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Il grosso pericolo &egrave; convincersi di essere definitivamente guariti. Basta riprovarci una volta, una sola, per trovarsi di nuovo nell'inferno mentale.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong></strong>I farmaci rappresentano una grande svolta nella cura delle tossicodipendenze, trovando il modo di <strong>ripristinare l'equilibrio cerebrale</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Ricordarsi, per&ograve;, che non esistono cure facili</strong>. <br><strong>La cosa migliore &egrave; non provarci per essere sicuri di evitare l'inferno cerebrale.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/9954/i-segreti-dellarte-del-bonsai</guid>
	<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 12:34:35 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/9954/i-segreti-dellarte-del-bonsai</link>
	<title><![CDATA[I segreti dell'arte del Bonsai]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-align: justify; font-size: 12.8px;">Un Bonsai, oggetto d'arte vivente, &egrave; una creazione artistica eseguita con senso estetico e destrezza, che cerca di tarre dalla bellezza naturale di una pianta tutto il suo fulgore.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'artista creatore di Bonsai, pianta il suo soggetto in un piccolo contenitore e cerca di riprodurre i caratteri di un vecchio albero montano o la maestosit&agrave; di uno pi&ugrave; grande della pianura.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.naturadonna.com/wp-content/uploads/2009/12/bonsai-interno-8.jpg" alt="come curare il vonsai" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Cinque punti essenziali devono essere presi in considerazione per ottenere dal bonsai tutta la sua bellezza.<br>1. LO SVILUPPO DELLE RADICI<br>Le radici devono disporsi uniformemente in tutte le direzioni perch&egrave; facciano una forte presa col suolo.<br>2. IL TRONCO<br>I tronchi, che da una base solida, vanno assotigliandosi elegantemente, sono i pi&ugrave; apprezzati. Un Bonsai dall'apparenza piuttosto vecchia &egrave; preferibile a quello che l'abbia giovane.<br>Un particolare valore sono i tronchi la cui corteccia &egrave; leggermente logora e che, attraverso le screpolature, mette a nudo il legno sottostante, dando l'impressione che l'albero abbia sulle spalle qualche centinaio d'anni. Questi tipi vanno sotto il nome di saba-miki e shari-miki.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">3. I RAMI<br>Per la formazione della chioma la miglior disposizione da dare ai rami &egrave; quella in cui i pi&ugrave; grossi si espandono verso i lati ed i pi&ugrave; piccoli verso la parte frontale e posteriore. Perch&egrave; il lavoro riesca bene, &egrave; desiderabile poter disporre di rami grossi, sottili, lunghi e corti<br>4. LE FOGLIE<br>Le foglie devono essere piccole, folte e movimentate. L'Himesho o il yatsubusasho, che vuol dire bonsai dalle foglie piccole e folte, &egrave; di gran valore.<br>5. LA CIMA<br>La cima, cio&egrave; la porzione pi&ugrave; alta dell'albero, deve mostrare forte vitalit&agrave;, in quanto &egrave; considerata simbolo di vita. Quei Bonsai che presentano una cima spezzata od incidentalmente tagliata, non hanno pregio. Se per&ograve; ha assunto l'aspetto scheletrico a seguito di naturale avvizzimento, dopo una linga vita, la piantina &egrave; altamente apprezzata in quanto esso &egrave; ritenuto un triste tocco di naturale austerit&agrave;.<br>Questo tipo di cima va sotto il nome di jin o divinit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<img src="https://www.ibonsai.it/wp-content/uploads/2016/01/bonsai-da-interno.jpg" alt="primavera come potare il bonsai" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>CREARE UN BONSAI</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">E' veramente delizioso osservare ed apprezzare un Bonsai che ha raggiunto il suo aspetto definitivo; ritengo per&ograve; che il piacere maggiore si provi nel crearlo da se stessi. Allevare artisticamente le piante e plasmarle in alberi nani &egrave; fonte di grande soddisfazione. E' alla portata di tutti, serve solo qualche nozione dell'arte Bonsai.<br>Si dice che un principiante non potr&agrave; allevare un albero di qualit&agrave;, io credo che ci&ograve; che crei &egrave; il pi&ugrave; bello esistente. Il bello di quest'arte &egrave; amare la natura e sentirla presente.<br>Vi sono vari metodi per ottenere un Bonsai:<br>Si parte da una pianta presa da un ambiente naturale o yamadori, per&nbsp;<br>- margotta o toriki;<br>- separando le radici o kabuwake;<br>- per talea o sasiki;<br>- per innesto o tsugiki;<br>- usando il seme o misho;<br>- partendo da una pianta o da un albero allevato in vivaio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>YAMADORI- Come allevare una pianta presa da un ambiente naturale.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Molto spesso andando in montagna capita di incontrare un albero che vi colpisce subito per la sua forma, grandezza e qualit&agrave;. In genere gli alberi pi&ugrave; adattabili sono le conifere perch&egrave; pi&ugrave; semplici da curare e da formare in un vaso piccolo.<br>Le piante raccolte in natura sono dette araki, ed un ottimo araki deve avere determinate caratteristiche per conseguire buoni risultati.<br>La conformazioe dovrebbe essere tale da consentire un conveniente trapianto in vaso. Esso &egrave; un albero nano in vaso, appositamente educato a questo fine.<br>Bisogna raggiungere una forma piccola, ma compatta.<br>La pianta deve avere radici forti. L'albero deve possedere foglie piccole, folte e distribuite omogeneamente. La dislocazione dei rami deve essere movimentata onde la chioma assuma un aspetto imponente ed attraente. La pianta deve possedere suffucente vitalit&agrave; che assicuri una crescita normale e non dia preoccupazioni. Non deve elevarsi troppo in altezza; una statura naneggiante, ma piena di forza vitale, rappresenta l'ottimo.<br>La stagione miglore per scegliere l'araki &egrave; quello che precede il risveglio primaverile.<br>Le radici in quest'epoca, dopo la stasi invernale, trasportate in vaso, non subiscono danni, attecchiscono meglio e riprendono a vegetare con vigore. Il periodo pi&ugrave; adatto per il sistema yamadori cade fra gli ultimi di febbraio e la met&agrave; di marzo. Nelle alte e fredde montagne si sposta da aprile a maggio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Dopo aver deciso la pianta da prelevare, si dovranno togliere le erbe che vi crescono intorno. Un attento esame dell'albero per deciderne la sua forma futura e quindi si taglieranni o si accorceranno i rami considerati inutili o troppo lunghi.<br>Per prelevarla dal terreno, se la pianta ha un tronco di 5-6 cm alla base, disegnate intorno alla pianta un cerchio del diametro di 10-15 cm. A questo punto fate un solco a forma di tazza ed alla fine otterrete il vostro Bonsai.<br>Ricordatevi di asportare tutto il pane di terra attorno alle radici, di avvolgerlo con muschio e portarlo delicatamente a casa.<br>Fate molta attenzione quando tagliate le radici, e specialmente il fittone. Queste devono essere tagliate obliquamente e decisamente con una forbice da potatura.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">E' molto importante avvolgere il pane di terra e muschio con un giornale per coprire le radici dall'esposizione alla luce, non pressare il pane di terra e mantenerlo umido.<br>Arrivato a casa ponete la pianta in un vaso o di legno, o di terracotta, mai di porcellana.<br>Per facilitare il drenaggio, partendo dal basso del vaso, il primo strato di terra nel vaso dovr&agrave; essere di terra drenante, per esemppio anche i granuli di laterlite. Il secondo da materiale terroso pulito di granulometria grossolana. Il terzo di materiale terroso pi&ugrave; fine. Il vaso deve avere un foro drenante alla base.<br>La terra non deve contenere eccessiva quantit&agrave; di fertilizzanti; deve per&ograve; risultare esente da insetti e da batteri nocivi.<br>Questo araki deve essere protetto dal sole, che pu&ograve; solo riscaldare il terreno. Deve essere inoltre protetto dal vento. Non dimenticarsi di innafiare la terra. E buona regola di usare come metro la fuoriuscita di acqua dal foro drenante. Questo per non lasciare mai le radici al secco. Seguendo queste prescrizioni nel giro di un mese si formeranno nuovi germogli, segno sicuro che l'albero ha attecchito. Anche le foglie, ogni tanto, devono essere spruzzate con acqua e questa operazione si chiama hamizu.<br>Fin tanto che la pianta non ha consolidati i suoi germogli, non bisogna usare fertilizzanti, dopo si pu&ograve; fertilizzare senza esagerazioni.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Un bonsai &egrave; una struttura artistica quindi ci sar&agrave; anche un senso dei rami. I rami che si sviluppano di lato sono rami che devono essere lunghi e folti di fogliame. Quelli di fronte e dietro invece devono essere corti. Quindi appena l'albero avr&agrave; attecchito bisogna pevedere cosa si vuole ottenere dai nuovi germogli. Se questi sono di fronte o dietro ed hanno eccessivo vigore si devono recidere alla base con le unghie. Due o tre settimane pi&ugrave; tardi nuovi germogli ( da 1 a 3 ) si origineranno vicino a quelli spuntati, ma non si allungheranno. Acceneranno invece a consolidarsi.<br>Da quanto si &egrave; detto risulta chiaro che, di solito, ci vogliono due o tre anni prima che la pianta, prelevata da un ambiete esterno, si trasformi in un Bonsai di apprezzabile qualit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Un bonsai pu&ograve; facilmente morire per svariati motivi, ma essendo una creatura vostra diventer&agrave; sempre pi&ugrave; rigogliosa ed imponente a seconda dell'amore che gli date.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">AMARE UN BONSAI E' COME AMARE UN FIGLIO, E' PER SEMPRE.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10035/ecocasa-la-casa-futuribile-ed-ecocompatibile</guid>
	<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 15:54:20 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10035/ecocasa-la-casa-futuribile-ed-ecocompatibile</link>
	<title><![CDATA[Ecocasa: La casa Futuribile ed Ecocompatibile]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-align: justify; font-size: 12.8px;">Il patrimonio edile italiano ha necessit&agrave; di grandi interventi finalizzati a migliorarne la vivibilit&agrave;, il comfort e riducendo i costi di manutenzione.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La casa futuribile &egrave; quindi ecocompatibile, questa affermazione non comporta cambiamenti radicali, ma semplicemente azioni rivolte al miglioramento delle strutture esistenti.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Pi&ugrave; specificatamente si tratta di riqualificare l'edificio con tutte quelle operazioni tecnologiche e gestionali atte a conferire una nuova e superiore qualit&agrave; prestazionale all'edificio esistente dal punto di vista energetico.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ricordiamo qui che energia &egrave; il tallone d'Achille dei tempi attuali. Diventa, quindi, basilare provvedere al ripristino di queste caratteristiche energetiche sia per aver un miglior rapporto tra ambiente esterno ed interno, sia per il bene delle generazioni future evitando lo spreco di energia.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questo comporta una riduzione delle emissioni inquinanti e l'impatto che queste hanno sull'ambiente, cercando inoltre di sfruttare le fonti di energia rinnovabile in sostituzione dei combustibili fossili e nucleari.<br>Con questi interventi si salvaguarda l'ambiente e si tutela la salute ed il benessere dell'uomo anche nelle generazioni future.<br>I governi di molti Stati Europei hanno introdotto incentivi economici, per agevolare questi interventi di riqualificazione energetica, con tempi di ritorno compatibili con le spese da effettuare singolarmente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://3.bp.blogspot.com/-A3Z9Yt8NsdA/TY4ZPCbehRI/AAAAAAAABFA/bNnrd2lhzuw/s1600/case_prefabbricate.jpg" alt="casa ecosostenibile" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Gli interventi primari sono:</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"># il miglioramento dell'involucro edilizio interno ed esterno con idonei impianti di schermatura per incrementare sia l'isolamento termico, sia l'isolamento acustico.<br>Si tratta dell'applicazione di un cappotto interno od esterno che pu&ograve; essere in fibre di legno oppure in fibre minerali, a seconda degli scopi che si vogliono conseguire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"># l'installazione di impianti di riscaldamento e raffredamento con minor impatto sull'ambiente per quanto riguarda le emissioni, e consumo energetico.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"># L'incentivazione dell'utilizzo di panelli solari, o dove possibile eolici, in grado di fornire energia pulita senza emissioni inquinanti sull'ambiente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per quanto riguarda gli edifici storici di pregio, la Sovraintendenza non ammette la possibilit&agrave; di applicare cappotti esterni ma si pu&ograve; intervenire a compromessi su isolamenti interni.<br>Il pannello di fibre di legno &egrave; stato studiato per esigenze di isolamenti interno, in particolar modo per smaltire l'umidit&agrave; interna.<br>Il pannello in fibra minerale permette una diffusione controllata dell'umidit&agrave; grazie alla capacit&agrave; igroscopica del minerale.<br>Altro intervento molto importante &egrave; il tetto che prevede l'applicazione di pannelli di fibre di legno spessi sempre per aumentare l'isolamento termico.<br>Da un pun to di vista economico effettuare queste modifiche, comporter&agrave; all'inizio ingenti spese che si recupereranno in breve tempo considerati gli alti costi dell'energia che continuano a crescere.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
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