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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Politica ? vogliamo Rocco]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 09:06:29 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/41898/vince-un-miliardo-al-totocalcio-non-ha-ancora-incassato-dopo-35-anni</link>
	<title><![CDATA[Vince un miliardo al Totocalcio, non ha ancora incassato dopo 35 anni]]></title>
	<description><![CDATA[<p>36 indagati per abuso d'ufficio per neverending story giudiziaria del mancato incasso riguardante un 13 al Totocalcio di circa un miliardo di lire vinto nel <strong>novembre 1981 da Martino Scialpi</strong>, ambulante di Martina Franca (Taranto).</p>
<p><img src="https://www.leggo.it/FotoGallery_IMG/HIGH/20140718_74420_martino_scialpi.jpg" alt="vince al totocalcio, mai pagato" width="550" style="border: 0; border: 0px;"><br> <br>Il gip del <strong>Tribunale di Potenza</strong>, dopo aver accolto l'opposizione della parte offesa alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, ha fissato l'udienza camerale per il prossimo 6 aprire in cui si decider&agrave; sul da farsi.</p>
<p>Tra i <strong>36 indagati</strong> si annoverano vari <strong>presidenti del Coni</strong> che si sono succeduti in oltre 30 anni di cause, 11 magistrati dei tribunali di Taranto, Bari e Roma, ufficiali della Guardia Finanza, un <strong>dirigente dell'Azienda Monopoli di Stato</strong> e alcuni avvocati del foro di Roma, di Taranto e dell'Avvocatura dello Stato.<br> <br>La <strong>vicenda penale</strong> &egrave; approdata a Potenza perch&eacute; la sede giudiziaria competente ad indagare su vicende che riguardano magistrati in servizio presso il distretto della Corte di appello di Lecce, al quale Taranto appartiene. La schedina &egrave; stata dichiarata autentica, ma il Ministero delle Finanze e il Coni si sono sempre rifiutati di pagare perch&egrave; sostengono che la matrice del tagliando non sia mai arrivata all'archivio corazzato del Totocalcio.<br> <br>L'indagine penale &egrave; <strong>scaturita da una denuncia depositata da Scialpi a maggio 2014</strong>. La causa civile per adempimento contrattuale avviata al tribunale di Roma &egrave; invece fissata per il 27 ottobre. Il giudice civile Federico Salvati aveva sollecitato le parti a tentare una conciliazione in considerazione - scriveva nell'ordinanza - sia dell'obiettiva incertezza dell'esito della lite (resa palese dalle contrastanti ordinanze del 9 febbraio e 14 marzo 2012), sia della particolarit&agrave; della vicenda oggetto di causa, ma il Coni non ha poi ritenuto di aderire alla richiesta.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/16405/litalia-ha-svenduto-il-proprio-oro</guid>
	<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 08:57:54 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/16405/litalia-ha-svenduto-il-proprio-oro</link>
	<title><![CDATA[l'Italia ha svenduto il proprio oro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Le riserve auree diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l'oro e senza dire niente ai cittadini!</p>
<p>Dov'&egrave; finito quell'oro: <strong>venduto ai russi o ai cinesi</strong>, avidi compratori di riserve auree in questo momento?</p>
<p>Oppure &egrave; andato <strong>in pegno alla Bce</strong> come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre pi&ugrave; terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa &egrave; certa, l'operazione non nasce dall'emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l'Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un'intervista al quotidiano "Rheinischen Post": per ridurre il debito pubblico, l'Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree.</p>
<p><img src="https://cdn.blogosfere.it/economiaefinanza/images/gold%20oro_001.jpg" alt="oro italiano" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>La singolare proposta giunse dopo il netto no della Germania alla richiesta di vari Stati europei di un utilizzare le riserve auree della Banca centrale tedesca a ulteriore garanzia del cosiddetto <strong>Fondo salva Stati</strong> (Efsf) nel caso in cui la situazione economico-finanziaria peggiorasse. Pochi giorni dopo, si un&igrave; a questo coro anche Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, che al Bundestag tuon&ograve;: &laquo;Gli italiani devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro&raquo;. Un'opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell'Fdp, che considerava &laquo;necessario&raquo; che gli Stati indebitati &laquo;vendano parte del loro oro o lo depositino a garanzia presso la Banca centrale europea&raquo;. E l'Italia pu&ograve; in effetti contare su quasi 2.500 tonnellate di oro, la quarta riserva al mondo dopo Usa, Germania e il Fondo monetario internazionale, per un valore stimato intorno ai 102 miliardi di euro. In questo senso, la vendita del 20% del totale detenuto coprirebbe l'esborso richiesto dagli accordi internazionali.</p>
<p>Peccato che questo sarebbe un segnale di decadenza che avrebbe pesanti conseguenze sull'economia, sugli equilibri dei mercati e sulle valutazioni delle agenzie di rating: insomma, il governo dei tecnici bocconiani pare che abbia fatto come le famiglie indebite che portano catenine e fedi nuziali ai "Compro oro" per pagare le bollette scadute! E senza dire nulla a nessuno, ma soltanto seguendo pedissequamente le richieste tedesche. Il fatto &egrave; che quell'oro non &egrave; propriet&agrave; dello Stato italiano ma del popolo italiano, tanto che lo stesso Giulio Tremonti, quando nel 2009 voleva tassare le plusvalenze generate dalle riserve di Bankitalia, fu bloccato dal governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, che disse in Parlamento &laquo;<span style="text-decoration: underline;">Siamo sicuri che l'oro sia della Banca d'Italia e non del popolo italiano?</span>&raquo; e dallo stesso Mario Draghi, all'epoca a capo di Palazzo Koch, secondo cui &laquo;le riserve auree appartengono agli italiani e non a via Nazionale&raquo;.</p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">E queste pratiche non sono una novit&agrave; nel nostro Paese. Nella primavera del 1976 a Palazzo Chigi c'era Aldo Moro e il Tesoro era nelle mani di Emilio Colombo. La crisi valutaria imperversava e fu inevitabile ricorrere all'aiuto del governo tedesco di Helmut Schmidt che concesse un prestito di due miliardi di dollari, chiedendo per&ograve; in garanzia 540 tonnellate d'oro, che traslocarono contabilmente dai libri della Banca d'Italia di Paolo Baffi a quelli dell'Ufficio italiano cambi. Fino al 1997, quando il passaggio inverso determin&ograve; una gigantesca plusvalenza sulla quale Palazzo Koch pag&ograve; 3.400 miliardi di lire di imposte: una manna per il governo di Romano Prodi, impegnato nel tentativo di riportare il disavanzo pubblico sotto il 3% del Pil per poter agganciare l' euro, visto che l'incasso imprevisto avrebbe contribuito ad abbattere di un altro 0,18% il rapporto fra deficit e Pil. Peccato che Bruxelles, dove gi&agrave; avevano detto no alla rivalutazione delle riserve auree tedesche e alla vendita dell'oro della Banca centrale del Belgio, non diede il proprio consenso. Come siamo entrati nell'euro, poi, &egrave; cosa nota a tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"><img src="https://image.nanopress.it/images/339x223/4faa1918.jpg" alt="euro capestro" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>Com'&egrave;, come non &egrave;, a febbraio di quest'anno il quotidiano britannico "<em>The Independent</em>" rilanciava la conferma di una forte pressione tedesca fin dall'inizio del 2012 affinch&eacute; Roma mettesse mano alle sue riserve per incidere sullo stock di debito: insomma, dove non arriv&ograve; il governo Prodi - che propose inoltre la vendita di piccole quantit&agrave; delle nostre riserve per incentivare lo sviluppo dell'economia nazionale - potrebbero essere arrivati i professori, i tecnici. Tanto che il 19 gennaio scorso i deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio presentarono un'interrogazione parlamentare (con richiesta di risposta scritta) indirizzata al ministro dell'Economia e delle Finanze - leggi Mario Monti - per chiedere lumi al riguardo. A tutt'oggi, che io sappia, si attende risposta.</p>
<p>Sembrerebbe che &nbsp;questi signori si vendono l'oro ( comunque andrebbe quantomeno annunciata e discussa in Parlamento) mentre le banche incassano e gioiscono (e non pagano nemmeno l'Imu per le sedi delle Fondazioni. Veramente il vero cancro politico-economico del sistema): attenzione, questa strada &nbsp;intrapresa &egrave; decisamente greca, e<br>con la Spagna destinata a ristrutturare in parte il debito entro l'autunno, rischiamo davvero grosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/41703/fumo-nuove-norme-e-divieti</guid>
	<pubDate>Sat, 13 Feb 2016 09:17:14 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/41703/fumo-nuove-norme-e-divieti</link>
	<title><![CDATA[Fumo: nuove norme e divieti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vietato fumare in macchina in presenza di minori o donne incinte; <br>Il fumo viene bandito anche nei dintorni degli ospedali; <br>immagini-shock sui pacchetti; <br>maxi multa da 300 euro a chi getta a terra o in acqua i mozziconi di sigaretta.</p>
<p>Queste sono solo alcune delle nuove norme in vigore dal 1&deg; di Febbraio.<br><span>Rienzi,&nbsp;</span>&nbsp;presidente del Codacons, commenta: "Misure senza dubbio positive ma servono pi&ugrave; i controlli specie sul fronte dei luoghi pubblici".</p>
<p>Sanzione per i mozziconi a terra - Da 60 a 300 euro. E' quando dovr&agrave; sborsare chi verr&agrave; sorpreso a gettare i mozziconi a terra, in acque e negli scarichi, come prevede la legge sulla Green Economy che entrer&agrave; in vigore insieme al pacchetto Salute. Si tratta di una sanzione doppia rispetto a quella riservata a chi lascia a terra cicche da masticare, fazzoletti o scontrini. Le amministrazioni comunali saranno obbligate a aumentare il numero di cestini e posaceneri per la strade.</p>
<p>Addio "bionde" in auto con minori - Se in automobile vi sono minori o donne in gravidanza non si potr&agrave; pi&ugrave; accendere una sigaretta. Il divieto vale non solo in marcia ma anche a motore spento.</p>
<p>Niente fumo davanti agli ospedali - Stop anche alle sigarette nei pressi di ospedali e Irccs pediatrici. Si rischia una sanzione da 50 a 500 euro.</p>
<p><img src="https://www.mitindo.it/wp-content/uploads/2013/11/SMETTERE-FUMARE-1.jpg" alt="dal 1&deg; febbraio nuovi divieti per i fumatori" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Immagini-shock sui pacchetti - In commercio dal 20 maggio, poi, i nuovi pacchetti su cui campeggeranno immagini-shock. Le foto di malati e malattie copriranno il 65% della confezione e saranno affiancate dalle scritte "Il fumo uccide" e dal numero verde antifumo dell'Istituto superiore di Sanit&agrave; (800.554088). Sulle sigarette elettroniche compariranno invece messaggi dissuasivi.</p>
<p>Stop a pacchetti da 10 e aromi - Sempre a maggio non sar&agrave; pi&ugrave; possibile acquistare pacchetti da 10 sigarette e confezioni di tabacco da 30 grammi, considerati in quanto meno cari pi&ugrave; appetibili per i giovani. Divieto anche per gli aromi come mentolo e vaniglia.</p>
<p>Via licenza a chi vende a minori - I tabaccai che saranno sorpresi a vendere sigarette a minorenni rischieranno grosso. Al primo errore scatter&agrave; la sospensione e una sanzione da 4mila euro. Al secondo verr&agrave; revocata la licenza e sar&agrave; comminata una multa da 8mila euro. Anche le sigarette elettroniche e le ricariche contenenti nicotina non potranno essere vendute a chi non ha ancora la maggiore et&agrave;.</p>
<p>Il Codacons: ottima iniziativa ma servono pi&ugrave; controlli - "Si tratta di misure senza dubbio positive per contrastare il fumo e ridurre i troppi decessi che si registrano in Italia a causa del tabacco (circa 80.000 ogni anno). Tuttavia da soli questi provvedimenti non bastano", afferma il presidente Carlo Rienzi, che aggiunge: "Occorre infatti incrementare i controlli specie sul fronte dei luoghi pubblici. Ricordiamo infatti che la legge Sirchia sul fumo, dopo un primo periodo di rigida applicazione, &egrave; stata progressivamente disattesa, al punto che oggi nelle discoteche e nei pub italiani si fuma in tutta tranquillit&agrave; nonostante i divieti".</p>
<p>"Senza controlli mirati sul territorio, specie sulla vendita di tabacco ai minori e sul rispetto dei divieti nei luoghi pubblici, qualsiasi norma perde efficacia e diventa di fatto inutile", conclude Rienzi.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/22779/come-uscire-dai-debiti</guid>
	<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 08:51:58 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/22779/come-uscire-dai-debiti</link>
	<title><![CDATA[Come uscire dai debiti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Oggi come oggi fare debiti &egrave; la cosa pi&ugrave; facile del mondo. Si riescono a produrre con estrema semplicit&agrave;. Putroppo non si pu&ograve; dire lo stesso per il procedimento opposto. Se da un lato entrare nel circolo dei debiti &egrave; un'impresa che non richiede tanti sforzi, l'uscirne invece diventa una vera e&nbsp; propria battaglia. Allora come fare?&nbsp; Ecco alcuni consigli.</span></p>
<p><span><img src="https://www.mondoliberonline.it/site/wp-content/uploads/debitiPA.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><strong>Paura di rispondere</strong>&nbsp;al telefono, di andare in luoghi pubblici, di prendere i propri figli a scuola sono solo alcune delle cause che potrebbero succedervi.<br> Perch&egrave;?&nbsp; <br>Non solo perch&egrave; ci si potrebbe vergognare, ma soprattutto perch&egrave; si deve affrontare una tragica realt&agrave;.<br> Quale?&nbsp; <br>Quella di tizio che viene a reclamare i suoi&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=12035409" target="_blank">soldi</a>.</p>
<p>Infatti come dicevamo all'introduzione, se fare debiti &egrave; una cosa facilissima, il toglierli diventa molto complicato se alla base non c'&egrave; una sana responsabilit&agrave;.&nbsp; A questo punto la domanda da porti &egrave; la seguente :</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>&lt;&lt; Voglio davvero riuscire a togliere i debiti in pratica o solo con le chiacchere? &gt;&gt;</strong></span></p>
<p>Con le chiacchere lo vorrebbero in tanti, fidati!!!&nbsp;&nbsp; Con i fatti putroppo ci arrivano in pochi. Perch&eacute;?&nbsp; Perch&egrave; non siamo pi&ugrave; capaci di rinunciare a nulla e tra poco mi spiegher&ograve; meglio.&nbsp; Quindi adesso a te la scelta. Chiacchere o pratica?</p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Se hai scelto pratica, allora continua nella lettura!</span></p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.caritas.bz.it/images/content/439758_19775_2_S_0_600_0_3781784/debiti.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>&nbsp;La Realt&agrave; &egrave; che non vogliamo pi&ugrave; rinunciare a nulla</strong></p>
<p><strong>Ed in effetti &egrave; proprio cos&igrave;.</strong>&nbsp;Le persone non rinunciano a nulla pur di mostrarsi agli altri (per quello che poi non sono), sono in grado di indebitarsi al punto di non poterne pi&ugrave; uscire. Parliamoci chiaro : Se tutta la questione si ridurrebbe al fatto di mangiare, per la maggior parte delle persone in Italia, non ci sarebbero debiti. <br>Allora perch&egrave; ci sono?</p>
<p><strong>Ecco alcuni motivi</strong>&nbsp;(sembrano banali, ma non lo sono affatto). Ci si indebita per :</p>
<ul>
<li>
<p><strong>Fare</strong>&nbsp;un&nbsp;viaggio&nbsp;costoso;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Comprare</strong>&nbsp;un elettrodomestico utile, ma non necessario;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Comprare&nbsp;</strong>un'auto&nbsp;maggiore rispetto alle proprie possibilit&agrave;;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Cambiare</strong>&nbsp;continuamente modello di&nbsp;cellulare;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Fare regali&nbsp;</strong>costosi non avendone la possibilit&agrave;;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Comprare&nbsp;</strong>abiti pi&ugrave; costosi delle proprie possibilit&agrave;;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Altro</strong></p>
</li>
</ul>
<p>Se ci fate caso in questa lista di cose ci sono termini comuni che sono proprio quelli che portarno la persona ad indebitarsi. Ecco quali sono :</p>
<ul>
<li>
<p><strong>Costoso;</strong></p>
</li>
<li>
<p><strong>Non necessario ma utile;</strong></p>
</li>
<li>
<p><strong>Oltre le proprie possibilit&agrave;;</strong></p>
</li>
</ul>
<p><strong>E'&nbsp; importante notare</strong>, come le parole&nbsp;Cibo&nbsp;o Mangiare non siano praticamente presenti (Dovrebbero essere le prime).</p>
<p>Questo si chiama&nbsp;processo&nbsp;di indebitamento. Putroppo prima di indebittarsi ci si dovrebbe confrontare con se stessi e soprattutto con il proprio portafogli. Se Tizio guadagna 10 euro al giorno equivalenti a 300 euro al mese e fa un&nbsp;debito&nbsp;di 220 &euro; al mese ovvio che va al collasso nel giro di pochi mesi.&nbsp; Un&nbsp;debito&nbsp;non dovrebbe di fatto, superare mai il 10/20% dei propri guadagni.</p>
<p>Qundi se Tizio guadagna 300 &euro; al mese, la sua spesa massima non dovrebbe superare le 60 &euro; al mese. Solo in questo modo potrebbe pagare il&nbsp;debito&nbsp;senza finire nella fossa dei leoni.</p>
<hr>
<p><strong>Semplice a dirsi, ma tante volte a non farsi.</strong></p>
<p>Fino a qui abbiamo visto come ci si indebita, ma se volessimo l'effetto opposto?&nbsp; Se volessimo uscire dai debiti?</p>
<p><strong>Si pu&ograve; fare seguendo queste semplici regole :</strong></p>
<ol>
<li>
<p><strong>Risparmiare dando Priorit&agrave;</strong>&nbsp;ai debiti;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Fare solo le cose necessarie&nbsp;</strong>e non utili;</p>
</li>
</ol>
<p>Con queste 2 semplicissime cose, nel giro di qualche tempo si esce fuori dai debiti. Vediamoli in pratica.</p>
<hr>
<p><strong>1 - Risparmiare dando Priorit&agrave; ai debiti</strong></p>
<p>Dare la priorit&agrave; ai debiti, significa mettere l'80% dei&nbsp;soldi&nbsp;che si guadagnano a loro favore, affich&egrave; non si estinguano. Con il 20% restante si devono fare le altre cose. Ed ecco che possiamo leggere il punto 2, quello che praticamente &egrave; il pi&ugrave; importante.</p>
<hr>
<p><strong>2 - Fare solo le cose necessarie e non utili</strong></p>
<p>Che significa?&nbsp; Cos'&egrave; st&agrave; cosa?</p>
<p>E' la regola numero 1 per uscire dalla stretta dei debiti.&nbsp; Fare le cose necessarie significa <strong>non sperperare denaro</strong>.</p>
<p>Ecco alcuni esempi tra ci&ograve; che &egrave; utile e ci&ograve; che &egrave; necessario. Esempi banali, ma che se applicati a tutte le cose che fate, non solo non avrete pi&ugrave; debiti, ma vivrete pure con i&nbsp;soldi&nbsp;messi di lato.</p>
<hr>
<p><strong>Esempio 1</strong></p>
<p>Siete in&nbsp;macchina&nbsp;per andare a&nbsp;lavoro&nbsp;e dovete fare 30Km.&nbsp; E' necessario, quindi non se ne pu&ograve; fare a meno.</p>
<p>Siete in&nbsp;macchina&nbsp;per farvi una passeggiata e fate 30Km. Sicuramente utile per passarvi il tempo, ma costoso &egrave; non necessario.</p>
<p>Parcheggiate e fatevi una bella passeggiata a piedi, risparmierete carburante e guadagnerete in salute.</p>
<hr>
<p><strong>Esempio 2</strong></p>
<p>Fate la spesa. Anzich&egrave; comprare cose belle e gustose, comprate quello che invece vi serve per davvero. Inutile dire che se volete farvi un panino al salame, non ha senso comprarne 300GR. Comprate la quantit&agrave; per fare 1/2 panini.</p>
<hr>
<p><strong>Esempio 3</strong></p>
<p>Non &egrave; un obbligo andare ogni sabato sera al ristornate o in&nbsp;pizzeria. Organizzatevi in casa, magari invitando qualche buon amico. Se ci fate caso in fin dei conti in un sabato sera, quello che si cerca di fare &egrave; passare quelle 3/4 ore. Lo si pu&ograve; fare in molti modi, risparmiando ovviamente.</p>
<hr>
<p><strong>Esempio 4</strong></p>
<p>Non ha senso comprare l'ultimo modello iper tecnologico di tv da mettere nel soggiorno se poi state sempre buttati in cucina&nbsp;</p>
<p>Preferite invece un tv pi&ugrave; tradizionale, che vi fa risparmiare e da mettere in cucina &nbsp; <br>Non &egrave; in nessun modo necessario.</p>
<hr>
<p><strong>Esempio 5</strong></p>
<p>Comprare una lavatrice. E' necessario, quindi cercate di spendere i&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://click.juiceadv.com/banner_showext.asp?url=12035409" target="_blank">soldi</a>&nbsp;che merita. Non fate i taccagni.&nbsp; La maggior parte delle persone tende a voler a tutti i costi risparmiare sulle cose necessarie, ma non fa lo stesso con cose utili.</p>
<p>Quindi tendono a risparmiare sulla lavatrice che &egrave; necessaria&nbsp; e non badano a spese per il televisore di ultima generazione appena uscito che nel giro di un anno massimo, met&agrave; di quelle tecnologie saranno inutili e passate.</p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/39400/renzi-contestato-e-insultato-a-genova</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 07:28:10 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/39400/renzi-contestato-e-insultato-a-genova</link>
	<title><![CDATA[Renzi contestato e insultato a Genova]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E' stata una giornata campale, solo contestazioni&nbsp;per il Pd. <br>Prima contro il sindaco di Roma&nbsp;<strong>Ignazio Marino.</strong>&nbsp;che ha ricevuto&nbsp;fischi e urla al funerale&nbsp;della donna filippina uccisa dalla macchina guidata dai rom. E poi viene il turno di<strong>&nbsp;Matteo Renzi</strong>, in visita ai cantieri di lavoro sul torrente Bisagno, a Genova. Durante il sopralluogo, a cui hanno partecipato anche il governatore uscente della Regione,&nbsp;<strong>Claudio Burlando</strong>, e il neo presidente della Regione,&nbsp;<strong>Giovanni Toti</strong>, alcuni passanti lo hanno visto e non hanno perso l&rsquo;occasione per insultarlo, gridandogli: &ldquo;<strong>Faccia di merda</strong>&rdquo;. Alla contestazione il premier ha risposto con ironia. &ldquo;<em>Non sappiamo con certezza a chi era rivolta, se a me o a Toti, ma me la prendo io</em>&rdquo;.</p>
<p><img src="https://www.infiltrato.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/renzi_disastro_genova_mini.jpg" alt="renzi contestato a genova" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Il sopralluogo &ndash;</strong>&nbsp;Il risultato dell&rsquo;incontro &egrave; stato comunque positivo per appianare le tensioni in Liguria dopo le elezioni. Renzi e Toti si sono infatti "<strong>alleati"</strong>&nbsp;contro il&nbsp;<strong>dissesto idrogeologico</strong>. Il premier e il neo governatore ligure lo hanno annunciato parlando insieme al cantiere: &ldquo;Abbiamo avuto opinioni diverse - ha detto Renzi - &nbsp;ma non cambia nulla ora con Toti presidente nella lotta al dissesto idrogeologico, lotta che non ha colore politico, continueremo con gli impegni gi&agrave; programmati&rdquo;. Anche Toti si &egrave; speso in parole di distensione, dichiarando che se &ldquo;questo cantiere &egrave; il simbolo della mala gestione di questo territorio da parte del Pd, certo&nbsp;<strong>non &egrave; colpa di Renzi</strong>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/" target="_blank">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/39342/nuova-tassa-sui-condizionatori</guid>
	<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 08:06:32 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/39342/nuova-tassa-sui-condizionatori</link>
	<title><![CDATA[Nuova tassa sui condizionatori]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come se non bastassero quelle che gi&agrave; ci sono, ecco l'ultima novit&agrave; in fatto di tasse:<strong>&nbsp;l'imposta sul condizionatore</strong>. L'ennesima batosta che si abbatte sui portafogli dei contribuenti. Tutto parte dalla necessit&agrave; per l'Italia di adeguare la propria legislazione a una direttiva europea che tutela l'ecosistema limitando l'immissione di anidride carbonica nell'atmosfera. In sostanza questa direttiva equipara i condizionatori agli impianti di riscaldamento, obbligando i proprietari a possedere un libretto di impianto, oltre a introdurre&nbsp;controlli ogni 4 anni dei condizionatori stessi.</p>
<p><img src="https://www.sostariffe.it/news/wp-content/uploads/2015/04/Manutenzione-del-condizionatore-ecco-una-guida-fai-da-te-670x280.jpg" alt="tassa sui condizionatori" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>La legge</strong>&nbsp;- Il provvedimento &nbsp;&egrave; stato emanato dal governo&nbsp;<strong>Renzi</strong>&nbsp;alla fine di giugno di quest'anno. Il comune di&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;&egrave; il primo a prendere la palla al balzo e a trasformare la tassa (potenzialmente corretta per il rispetto ambientale) in una mannaia sulle tasche dei contribuenti: la situazione nella capitale &egrave; descritta minuziosamente da Davide Giacalone su&nbsp;<em>Libero&nbsp;</em>in un&nbsp;articolo&nbsp;pubblicato a inizio giugno. Infatti allontanandosi un po' dall'intento green, nelle citt&agrave; italiane -Roma in primis- stanno nascendo societ&agrave; ad hoc, partecipate o private, cui deve essere affidato il<strong>censimento</strong>&nbsp;degli impianti di condizionamento.</p>
<p>I&nbsp;primi dati parlano di cifre considerevoli: per il rilascio del libretto e del primo bollino per i condizionatori occorreranno almeno&nbsp;<strong>200 euro</strong>, che salgono a 300 se i condizionatori in casa sono pi&ugrave; di uno. E si calcola che l'intero gettito di questo provvedimento porti nelle casse dello stato pi&ugrave; di quanto porti la riscossione dell'Imu:&nbsp;<strong>4 miliardi</strong>&nbsp;di euro. Aspre di annunciano le multe per chi viene beccato senza le carte in regola: dai 500 ai 3mila euro per il proprietario dei condizionatori, da mille a 6mila euro per il manutentore che non abbia applicato minuziosamente la normativa.&nbsp;Le somme finiscono nelle casse di Comuni e Regioni.&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/39273/in-aumento-i-suicidi-tra-le-forze-dellordine</guid>
	<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 14:46:19 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/39273/in-aumento-i-suicidi-tra-le-forze-dellordine</link>
	<title><![CDATA[In aumento i suicidi tra le forze dell'ordine]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La cronaca evidenzia numerosi casi di suicidi tra gli appartenenti alle Forze dell'Ordine ed in particolare alla Polizia di Stato. Al di l&agrave; dei casi specifici, sembra esserci poca attenzione su questo fenomeno in costante crescita. Il poliziotto &egrave; ovviamente pi&ugrave; esposto, rispetto alla gente comune, in quanto possiede un'arma di servizio. Da qui la necessit&agrave; di monitorare e verificare costantemente lo stato psicologico del singolo operatore di polizia, non solo al momento del suo ingresso, ma specialmente durante la sua carriera. Una carriera spesso accompagnata da problemi economici e familiari, che aumentano l'impatto emotivo.</p>
<p>La sensazione &egrave; che lo Stato non protegga a sufficienza i suoi uomini addetti alla sicurezza e troppo spesso li abbandona al proprio destino. Per questo cresce il sentimento di frustrazione e cadono i punti di riferimento che portano ad una situazione di stress sottovalutata. Un monitoraggio da parte degli organi preposti &egrave; quasi inesistente, e nella maggior parte dei casi, si tende a sminuire il motivo del suicidio come problema personale e mai derivante da cause legate all'organizzazione che avrebbe conseguenze sulle responsabilit&agrave; e sulla prevenzione non adottata. Suicidio che a volte rappresenta una fuga liberatoria da vessazioni, da coercizioni subite e ritenute ingiuste nel proprio ambiente lavorativo, stress continuo, aspettative disattese, ecc...Quindi una rete di aiuto con supporto psicologico di personale specializzato sul territorio eviterebbe forse altre tragedie. Inoltre organizzare dei colloqui ciclici individuali e se necessario supporti medici pratici e non teorici. Nella speranza che gli "addetti ai lavori" si attivino affinch&eacute; mai pi&ugrave; poliziotti siano costretti a versare altre lacrime per loro colleghi vittime delle proprie azioni disperate.</p>
<p><img src="https://cdn2.stbm.it/studenti/gallery/foto/news/scontri-a-valencia/139414157.jpeg?-3600" alt="Poliziotti suicidi" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Se confrontato con altre le nazioni il tasso dei suicidi in Italia &egrave;, fortunatamente, basso, per quanto sapere che circa 4000 persone all&rsquo;anno si tolgono la vita nel nostro Paese &egrave; comunque triste. Recentemente i giornali hanno dato molto spazio a suicidi e tentati suicidi collegati alla crisi economica, con un tasso in aumento, addirittura raddoppiato, negli ultimi 3 anni. Ma c&rsquo;&egrave; una tragedia nella tragedia, una ecatombe silenziosa, di cui i giornali o le televisioni parlano poco e con un certo imbarazzo: i sucidi tra gli appartenenti alle forze dell&rsquo;Ordine e dell&rsquo;Esercito. Premesso che il suicidio &egrave; considerato tra i gesti pi&ugrave; complessi che possa compiere un essere umano, e le cause sono sempre di difficile lettura, &egrave; ormai pacificamente accettato che togliersi la vita non interessa mai solo la sfera personale del singolo, ma anche quella sociale e di rapporti personali.</p>
<p>Questo vale anche per i sucidi tra i componenti delle forze dell&rsquo;ordine/militari, che coinvolgono, certo a vari livelli, tutto il gruppo (Polizia, Carabinieri, Polizia Locale etc.), nei suoi rapporti umani e nelle dinamiche lavorative. Accettare il coinvolgimento, seppur in senso lato, delle Istituzioni nei suicidi dei propri dipendenti &egrave; difficile e impopolare, sia da un punto di vista delle responsabilit&agrave;, che dalle misure di prevenzione che andrebbero adottate. Non possediamo dati precisi sull&rsquo;entit&agrave; del fenomeno. Esercito e Carabinieri hanno delle statistiche Ufficiali (dal 2003 al 2013 ci sono stati 241 sucidi complessivi nell&rsquo;Esercito, di cui 149 Carabinieri), mentre per la Polizia di Stato, per la Finanza e Penitenziaria non abbiamo dati ufficiali (almeno io non ne ho trovate). Ma nell&rsquo;ultimo quinquennio il trend sembra essere peggiorato, e le notizie di cronaca degli ultimi mesi lo dimostrano impietosamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma tra i Carabinieri, per i quali come dicevo possediamo dati certi, il tasso di suicidi &egrave; di circa 4 volte pi&ugrave; alto rispetto la media italiana!!!! E riteniamo che per le altre forze di Polizia i dati non si discostino molto da quelli dell&rsquo;Arma. Un Poliziotto, un&rsquo;appartenente alla Penitenziaria, un Carabiniere sono cittadini come tutti gli altri e le ragioni di un gesto cos&igrave; estremo sono simili a quelle delle altre persone. Almeno per un verso. Ma per un altro verso, alcune delle ragioni di una disperazione cos&igrave; profonda hanno delle concause proprio nel tipo di lavoro che svolgiamo e nelle strutture complesse e fortemente gerarchizzate di cui facciamo parte.</p>
<p>La crisi economica ha colpito tutti, anche noi. Eppure, quando hai una famiglia, due figli, la casa in affitto ed un solo stipendio (1.300- 1.500 euro), che nell&rsquo;immaginario collettivo &egrave; uno stipendio sicuro, cominci ad impegnare il tuo salario con i prestiti, la cessione del quinto, la rata per pagare l&rsquo;apparecchio dentale, o il calcetto, per i bambini. Badiamo bene, noi ringraziamo Dio per questo stipendio e sappiamo quanto siamo fortunati rispetto alla tragica situazione occupazionale in Italia. Ma cos&igrave; questo salario diventa preda di un sistema che ti inghiotte nelle spire dei debiti e dell&rsquo;impossibilit&agrave; di dare una risposta ai bisogni dei tuoi figli, che come tutti gli altri (anche voi che ci state leggendo), sanno che tu hai un lavoro sicuro ed un buon stipendio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.affaritaliani.it/">https://www.affaritaliani.it/</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/39160/in-arrivo-le-multe-sui-prelievi-ingiustificati</guid>
	<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 20:18:11 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/39160/in-arrivo-le-multe-sui-prelievi-ingiustificati</link>
	<title><![CDATA[In arrivo le multe sui prelievi ingiustificati]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo la montagna di tasse che sono state approvate nell'ultimo anno, ecco che nella delega fiscale in via di approvazione, nella parte che riguarda la riforma delle sanzioni amministrative tributarie, &egrave; stato inserito un codicillo che&nbsp;prevede, per i titolari di partita Iva,<strong> multe dal 10 al 50% sui prelievi al bancomat</strong> &ldquo;<em>ingiustificati</em>&rdquo;. Un po&rsquo; complicato ma potenzialmente micidiale &egrave; una piccola norma che nelle intenzioni servirebbe a stanare il nero.</p>
<p><img src="https://img4.ilmessaggero.it/ArchivioNews/20130307_renzi.jpg" alt="renzi" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Nicola Porro su Il Giornale ne individua il carattere da Grande Fratello e ne spiega i rischi. Ricordando che una norma del genere (&ldquo;<em>presunzione legale dei prelievi</em>&rdquo;) era gi&agrave; stata sanzionata dalla Corte Costituzionale che ne aveva rilevato l&rsquo;illegittimit&agrave;, prima di ritornare dalla finestra sotto altre vesti.</p>
<p>Per <strong>aggirare la sentenza</strong> non si parla pi&ugrave; di presunzione legale sui prelievi, ma si tirano in ballo le sanzioni in caso di <strong>mancanza di giustificativo del beneficiario</strong> del prelievo stesso.</p>
<p>In sostanza, in occasione di accertamenti bancari chi non indica (<em>o indica in modo inesatto</em>) il beneficiario dei prelievi si pu&ograve; beccare una sanzione che va dal 10 al 50 per cento dell&rsquo;importo del prelievo.</p>
<blockquote>
<p>Avete, un&rsquo;altra volta, capito bene. Questi sono pazzi. Secondo loro dovremmo appuntarci, dopo ogni prelievo al bancomat, il registro delle spese di quei contanti. Ma fino a qui si tratta di una follia burocratica e dell&rsquo;ennesima complicazione tributaria. In realt&agrave;, la storia &egrave; financo peggiore. Non bastano i nostri appuntini, &egrave; necessaria una prova. Ovviamente con data certa e rilievo fiscale, immaginiamo.</p>
<div>&nbsp;</div>
<p>Anche se fossimo il ragionier Filini (quello di Fantozzi) non ci riusciremmo: gli scontrini non indicano il codice fiscale di chi le riceve. Insomma, non sono parlanti e, dunque, servono a nulla al riguardo. Il fisco inventa una norma, diabolica, e non fornisce il modo per rispettarla (fosse pure accettabile, cosa che non &egrave;): nessuna norma primaria o secondaria infatti impone in che maniera possa essere fornita l&rsquo;indicazione dei beneficiari. Attenti, quindi, a dare mance.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Il Giornale</p>
</blockquote>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10861/il-mercato-globale-del-carbonio-uno-sporco-segreto</guid>
	<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 09:15:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10861/il-mercato-globale-del-carbonio-uno-sporco-segreto</link>
	<title><![CDATA[Il Mercato Globale del Carbonio: Uno Sporco Segreto]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;">METTUR, India <br>Il caldo umido della comunit&agrave; indiana di Mettur nel Tamil Nadu, &egrave; un groviglio tra industria e natura: palme e camini di fabbriche su piccole aziende agricole, una diga gigantesca in un fiume sacro, ed il produttore principale della citt&agrave;, Chemplast Sanmar, qui da decenni, per la produzione di gas refrigeranti, solventi industriali e di cloruro di polivinile per la fabbricazione della plastica.</span></p>
<p>L'azienda sforna anche qualcosa di pi&ugrave; intangibile: crediti di carbonio.<br>Crediti di carbonio, che servono come pietra miliare della risposta mondiale al riscaldamento globale, sono un mezzo attraverso il quale una societ&agrave; pu&ograve; compensare le proprie emissioni di carbonio.</p>
<p>Nell'ambito di un programma delle Nazioni Unite creato dal protocollo di Kyoto, sono assegnati a societ&agrave; in via di sviluppo che riducono il loro gas ad effetto serra. Possono poi essere venduti a societ&agrave; che facciano le restrizioni delle emissioni in Europa, compensando con ogni credito una tonnellata metrica di biossido di carbonio.</p>
<p><img src="https://www.bgrcorp.com/images/mettur.jpg" alt="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" title="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" width="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il mercato internazionale del carbonio si &egrave; dimostrato un successo finanziario, generando centinaia di miliardi di dollari di transazioni. <br>Il sistema di scambi in Europa prevede un beneficio ambientale, le emissioni del 21 per cento pi&ugrave; basse nel 2020 rispetto al 2005. <br>Alcuni gruppi di difesa, per&ograve;, accusano il sistema di essere troppo amico di chi inquina e non fa abbastanza per l'ambiente.<br>Chemplast riceve crediti di carbonio lucrativo per arrestare la liberazione di un gas ad effetto serra particolarmente potente. Chemplast ha guadagnato $ 10 milioni l'anno vendendo i crediti alle imprese americane ed europee, che a loro volta possono utilizzarli per compensare il loro inquinamento.<br>Suona come una buona notizia per la Chemplast, ma non per molti degli abitanti che vivono in Mettur.<br>Danno la colpa alla Chemplast per una sfilza di problemi di salute. Dicono che le acque reflue della Chemplast e l'inquinamento dell'aria causano problemi respiratori, eruzioni cutanee, bambini nati morti, e i loro raccolti sono stentati sensibilmente. <br>Essi sono stati oltraggiati del loro paesaggio tanto pi&ugrave; nel sapere che la societ&agrave; guadagna milioni dallo sforzo globale per combattere il cambiamento climatico.<br>La Chemplast, precedentemente citata per inquinamento, vanta ormai una fedina penale pulita, per le acque di scarico versate nel fiume di Mettur per anni.</p>
<p><img src="https://www.hindu.com/2009/04/14/images/2009041450440201.jpg" alt="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" title="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" width="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&lt;&gt;Il credito Chemplast sui progetti di carbonio mette in luce il conflitto tra i nobili obiettivi ambientali del mercato globale del carbonio e la realt&agrave; che sporca la Terra. <br>Le aziende hanno contaminato a loro beneficio le comunit&agrave; locali con un sistema progettato per ridurre l'inquinamento?<br>E' una questione delicata, ha detto Michael Wara, un ricercatore di politica climatica presso la Stanford University, e sottolinea che il sistema delle Nazioni Unite &egrave; stato creato per aiutare i paesi in via di sviluppo ad avere uno sviluppo sostenibile, ma si pu&ograve; chiaramente vedere che fornisce un sacco di soldi per le aziende che stanno inquinando i quartieri, ma non supporta assolutamente lo sviluppo sostenibile.<br>In Mettur le fughe di gas da parte della societ&agrave; hanno mandato molti in ospedale per problemi respiratori e riproduttivi delle famiglie, e l'acqua non &egrave; potabile. <br>L'olio di noci di cocco cresciuto localmente non pu&ograve; pi&ugrave; essere utilizzato per i trattamenti tradizionali dei capelli e provoca la calvizie.<br>La Chemplast nega fortemente di inquinare la zona causando problemi di salute, ed una estenuante battaglia &egrave; iniziata tra il board della societ&agrave; ed un comitato di cittadini locali.<br>Dal 2007, il comitato ha ottenuto l'incenerimento dell'HFC-23, un sottoprodotto della produzione di gas refrigerante. <br>HFC-23 &egrave; 11.700 volte pi&ugrave; potente dell'anidride carbonica nel provocare il riscaldamento globale.</p>
<p><img src="https://chemplastsanmar.co.in/images/chemplast.jpg" alt="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" title="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" width="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>I crediti di carbonio ottenuti con l'HFC-23 sono controversi perch&eacute; forniscono un incentivo finanziario a produrre pi&ugrave; gas refrigerante, che di per s&eacute; &egrave; dannoso per l'atmosfera, e a causa delle critiche, l'Europa ha recentemente vietato i crediti HFC-23 a partire dal maggio 2013.<br>Nel 2008, Chemplast accettato di vendere 3,2 milioni di crediti di carbonio in cinque anni ad una societ&agrave; di commercio di materie prime di propriet&agrave; di JP Morgan. <br>Tali crediti sono stati poi rivenduti ai produttori occidentali come la Cabot Corporation, di Boston che &egrave; uno dei maggiori produttori al mondo di polvere di carbonio per toner di stampanti e per rafforzare pneumatici delle autovetture. <br>Goodyear &egrave; il suo top client.</p>
<p><img src="https://www.sipcotcuddalore.com/images/2056.jpg" alt="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" title="Il Mercato Globale Del Carbonio: Uno Sporco Segreto" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Le fabbriche europee, che sono ipercontrollate in fatto di carbonio, hanno utilizzato centinaia di migliaia di crediti di carbonio della Chemplast .<br>Chemplast e Cabot operano in una joint venture in Mettur, ma un portavoce ha detto che la Cabot non ha specificamente intenzione di acquistare crediti di carbonio dalla Chemplast.<br>Sembra che la Cabot non ha bisogno di crediti per rispettare i suoi limiti di emissione, invece, l'azienda ha realizzato un profitto vendendo i propri diritti di emissione a un prezzo elevatissimo in confronto all'acquisto.<br>Nel mercato internazionale del carbonio, ognuno vuole fare soldi, tanti e subito.<br>Ma per quanto riguarda gli abitanti del villaggio di Mettur ed il riscaldamento globale?.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/36488/usa-oltre-30mila-vittime-della-crisi-economica-vivono-nelle-fogne</guid>
	<pubDate>Thu, 07 May 2015 18:21:02 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/36488/usa-oltre-30mila-vittime-della-crisi-economica-vivono-nelle-fogne</link>
	<title><![CDATA[USA: oltre 30mila vittime della crisi economica, vivono nelle fogne]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Las Vegas: In superficie le luci splendeti degli hotel, dei casin&ograve;. </span></p>
<p><span>Sotto terra una rete infinita di fogne che per molti sono diventate una casa. Nessuno se ne accorge ma nel sistema fognario di Las Vegas vivono oltre 30mila ex manager, operai licenziati, persone rovinate dal gioco.</span></p>
<p><span><img src="https://i.dailymail.co.uk/i/pix/2013/01/22/article-2266225-1714D269000005DC-485_634x423.jpg" alt="clochard fogne las vegas" width="500" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span> Vengono chiamati uomini talpa, e sono clochard o uomini rovinati dalla crisi economica. Matthew O&rsquo;Brien si &egrave; tuffato in questo universo sotterraneo e ha percorso 8000 chilometri di gallerie.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<h3><strong><a rel="nofollow" href="https://www.dailymotion.com/video/x2lnqat_nelle-fogne-di-las-vegas_lifestyle" title="La gente vive nelle fogne di Las Vegas">Guarda il VIDEO</a><a rel="nofollow" href="https://www.dailymotion.com/video/x2lnqat_nelle-fogne-di-las-vegas_lifestyle" title="La gente vive nelle fogne di Las Vegas"></a></strong></h3>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

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