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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Politica ? vogliamo Rocco]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/16271/all?offset=20</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/36463/la-lettera-di-rolex-contro-renzi-e-alfano</guid>
	<pubDate>Wed, 06 May 2015 11:53:48 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/36463/la-lettera-di-rolex-contro-renzi-e-alfano</link>
	<title><![CDATA[La lettera di Rolex contro Renzi e Alfano]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Quando &egrave; troppo &egrave; troppo. Invece di prendere casseur e black bloc, il duo di testa (coda) della politica italiana Renzi-Alfano se la prende con i Rolex.</p>
<p><img src="https://media-s3.blogosfere.it/cronacaeattualita/6/6a5/462695868.jpg" alt="alfano renzi" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>A urtare la sensibilit&agrave; dell'A.D. Gianpaolo Marini erano stato diverse dichiarazioni delle autorit&agrave;, tra cui quelle pronunciate da <strong>Renzi</strong> dopo le devastazioni dei black bloc. "<em>Agli amici del Pd di Milano dico grazie: mentre quelli col Rolex andavano a distruggere le vetrine loro si sono messi a pulirle. Quattro teppistelli non la vinceranno, siamo pi&ugrave; forti noi</em>", aveva detto il premier. Anche il ministro dell'Interno, Angelino <strong>Alfano</strong>, all'indomani degli scontri aveva rincarato la dose: "<em>In piazza ho visto farabutti con il cappuccio e figli di pap&agrave; con il Rolex</em>".</p>
<p><img src="https://www.valetmag.com/gr/daily/style/profiles_features/anatomy_of_a_classic_rolex_submariner/art-rolex_submariner1.jpg" alt="rolex submariner" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>L'amministratore delegato della Rolex Italia&nbsp;ha scritto, perci&ograve;, una lettera aperta al governo dopo le parole del premier Renzi:</p>
<p>"Egregi signori, all'indomani delle devastazioni avvenute a Milano... i media nazionali e web hanno riportato con ampio rilievo in virgolettato le Vostre dichiarazioni relative all'operato delle Forze dell'Ordine, ivi compreso il messaggio 'sconfitti i soliti farabutti col cappuccio e figli di papa' coi rolex'. Se personalmente, come cittadino di Milano, nell'occasione non ho potuto che apprezzare il sacrificio e la dedizione delle Forze dell'Ordine, debbo invece, per la mia carica, esprimere profondo rincrescimento e disappunto per l'associazione delle vostre parole fra la condizione di 'distruttori di vetrine' ed il fatto di portare un orologio Rolex al polso. Al di la' del fatto che, dalla qualit&agrave; delle foto e dei video che sono stati diffusi dai media e' altamente improbabile poter desumere un'affidabile identificazione come Rolex (e ancor piu' come Rolex autentico) - continua Marini - dell'orologio indossato dai facinorosi che stavano commettendo evidenti reati, credo che il dettaglio dell'essere - o non essere - quest'ultimo di marca Rolex, sia obiettivamente cosa marginale rispetto al 'cuore' delle Vostre dichiarazioni". "Ho preso la libert&agrave;, dopo profonda riflessione - conclude la lettera aperta - di pubblicare la presente sulla stampa nazionale a doverosa autodifesa, nell'immediato, della reputazione del marchio e dell'immagine di Rolex. Confidando in una Vostra cortese rettifica, con ossequi, Gianpaolo Marini".<br><br></p>
]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/36409/crollati-i-consumi-delle-famiglie-siamo-tornati-indietro-di-un-secolo</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 08:34:07 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/36409/crollati-i-consumi-delle-famiglie-siamo-tornati-indietro-di-un-secolo</link>
	<title><![CDATA[Crollati i consumi delle famiglie - siamo tornati indietro di un secolo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>AdKronos 26 Aprile</span></p>
<p><span>I consumi delle famiglie, a causa della crisi, sono tornati ai livelli del secolo scorso. Nel 2014<strong> risultano inferiore del 7,7%</strong> rispetto al 2007 e sono tornati al livello del 1999 (<em>a quello del 1997 se misurati in termini pro-capite</em>). </span></p>
<p><span>E' quanto rileva la Corte dei conti, nel documento depositato al Senato in occasione delle audizioni sul Documento di economica e finanza. ''<em>Il 2007 appare ancora molto lontano per l&rsquo;Italia</em>'', osserva la magistratura contabile. Solo le esportazioni non sono cos&igrave; distanti dai livelli pre-crisi (-1,4 per cento) mentre per tutte le altre componenti della domanda i divari risultano molto ampi. Il Pil era alla fine del 2014 dell&rsquo;8,9 per cento inferiore al livello del 2007 e vicino invece al livello del 2000.</span></p>
<p><span><img src="https://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2015/01/carrello-spesa.jpeg" alt="calo dei consumi 2014" width="500" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span>Un risultato simile a quello dei consumi delle famiglie, inferiori del 7,7 per cento al 2007, La caduta degli investimenti &egrave; stata impressionante: hanno perso 1/3 del loro valore rispetto al 2007. Nonostante la <strong>crescita</strong> registrata nel 2014, la riduzione di occupazione rispetto al 2007, osserva la Corte dei conti, ''rimane imponente'': le unit&agrave; di lavoro sono cadute di 800 mila, il <strong>tasso di disoccupazione &egrave; cresciuto di 6,6 punti</strong> percentuali, avendo raggiunto il 13 per cento alla fine del 2014 (3,4 milioni di persone). Anche considerando l&rsquo;elevata reattivit&agrave; ciclica mostrata dall&rsquo;occupazione lo scorso anno e le innovazioni normative introdotte, il riassorbimento dei posti di lavoro persi durante la lunga recessione sar&agrave; un processo lungo. Durante i sette anni di crisi, le retribuzioni lorde pro-capite sono cresciute dell&rsquo;11 per cento nella media dell&rsquo;intera economia, con un picco del 21 per cento nel settore manifatturiero. </span></p>
<p><span>Tuttavia, poich&eacute; i prezzi sono cresciuti nello stesso periodo del 12,3 per cento, osserva la Corte dei conti,<strong> i salari in termini reali sono caduti dell&rsquo;1,3</strong> per cento. La produttivit&agrave; (misurata come Pil per addetto) &egrave; diminuita anch&rsquo;essa (-2,1 per cento), alzando il costo unitario del lavoro del 12 per cento. <br>Ci&ograve; secondo la magistratura contabile ''<em>ha ulteriormente peggiorato la competitivit&agrave; di prezzo dell&rsquo;Italia rispetto agli altri partner dell&rsquo;area euro, e della Germania in modo particolare</em>''. Nonostante i segnali di miglioramento che si scorgono gi&agrave; a partire dalla seconda met&agrave; dello scorso anno, ''la <strong>ripresa</strong> che si prospetta conserva un&rsquo;intensit&agrave; del tutto insufficiente a recuperare le ampie perdite di reddito e di prodotto subite nel corso della recessione'', conclude la Corte dei conti.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span>Grazie Renzi</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35697/le-nuove-macro-regioni-proposte-dal-governo</guid>
	<pubDate>Sun, 15 Mar 2015 08:56:22 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35697/le-nuove-macro-regioni-proposte-dal-governo</link>
	<title><![CDATA[Le nuove Macro Regioni proposte dal governo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>L'idea c'&egrave;, la mappa delle nuove 11 (macro)regioni pure, ora al governo Renzi non resta che aprire il dossier e poi l'Italia sar&agrave; ridisegnata. I deputati Pd&nbsp;</span><strong>Roberto Morassut</strong><span>&nbsp;e&nbsp;</span><strong>Raffaele Ranucci</strong><span>&nbsp;hanno depositato una proposta di legge costituzionale con tanto di cartina geografica in cui vengono ridefiniti i confini delle regioni italiane, secondo cui dalle attuali 21 si passerebbe a 11 nuove aree:&nbsp;</span><strong>Regione Alpina</strong><span>&nbsp;(con Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria),&nbsp;</span><strong>Lombardia</strong><span>,&nbsp;</span><strong>Triveneto</strong><span>&nbsp;(Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino),&nbsp;</span><strong>Emilia Romagna</strong><span>&nbsp;(con annessa la provincia marchigiana di Pesaro),&nbsp;</span><strong>Appenninica</strong><span>&nbsp;(Toscana, Umbria e provincia laziale di Viterbo),</span><strong>Adriatica</strong><span>&nbsp;(Marche, Abruzzo, provincia di Rieti e Isernia),&nbsp;</span><strong>Roma Capitale</strong><span>&nbsp;(la provincia di Roma),&nbsp;</span><strong>Tirrenica</strong><span>&nbsp;(Campania e province di Latina e Frosinone),</span><strong>Levante</strong><span>&nbsp;(Puglia e province di Matera e Campobasso),&nbsp;</span><strong>Ponente</strong><span>&nbsp;(Calabria e provincia di Potenza),&nbsp;</span><strong>Sicilia</strong><span>&nbsp;e&nbsp;</span><strong>Sardegna</strong><span>.&nbsp;</span></p>
<p><span><img src="https://www.liberoquotidiano.it/resizer/480/-1/true/UpkPfA5XLjgz3d+Uq41S+gJ2EagDyYsh6w2hm1EYICE=--.jpg" alt="le nuove regioni" width="480" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span><strong>Confini, costi e funzioni -&nbsp;</strong><span>Come sottolinea Antonello Caporale sul&nbsp;</span><em>Fatto quotidiano</em><span>, la Costituzione grazie alla riforma del Titolo V consentirebbe un intervento rapido sul tema, visto che l'Articolo 132, primo comma, precisa: "Si pu&ograve;, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti". Ora la palla passer&agrave; alla commissione consultiva presieduta da&nbsp;</span><strong>Lida Viganoni</strong><span>, titolare della cattedra di Geografia all'Universit&agrave; di Napoli, e a&nbsp;</span><strong>Gianclaudio Bressa</strong><span>, franceschiniano di ferro e sotto-segretario della "dimissionata" ministra agli Affari regionali&nbsp;</span><strong>Maria Carmela Lanzetta</strong><span>. Proprio la Lanzetta ha firmato, come suo ultimo atto prima di tornare in Calabria, il decreto necessario alla riforma costituzionale lo scorso 29 dicembre. L'obiettivo della riforma, spiega Bressa, &egrave; quello di modernizzare un frazionamento "istituito ormai 40 anni fa, le Regioni hanno perso capacit&agrave; propulsiva". Nuovi confini, dunque, per razionalizzare i servizi e i costi, e nuove funzioni: "Vogliamo aprire un dibattito - spiega il sottosegretario - su grandi temi come scuola e sanit&agrave;", magari ipotizzando "gestioni condivise tra due o pi&ugrave; regioni, assimilabili per legami geografici, politici e ambientali".&nbsp;</span></span></p>
<p><span><span><br></span></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11767178/Nuove-regioni--accorpamenti-e-funzioni.html" title="macro regioni, proposta di legge"><span><span>fonte</span></span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35454/la-figlia-della-boldrini-mia-madre-non-cucinerebbe-mai-per-i-poveri</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 17:34:19 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35454/la-figlia-della-boldrini-mia-madre-non-cucinerebbe-mai-per-i-poveri</link>
	<title><![CDATA[La figlia della Boldrini: mia madre non cucinerebbe mai per i poveri]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Episodi, retroscena: la presidente si racconta in un libro. E spunta una frase della figlia.</span></p>
<p><span><span>Crisi di nervi per&nbsp;</span><strong>Laura Boldrini</strong><span>. Dopo l'approvazione del Jobs Act, la presidente della Camera ha messo nel mirino il premier accusandolo di essere autoritario nella gestione del suo piano di governo.</span></span></p>
<p><span><span><img src="https://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/large/public/foto/2014/02/03/1391409723-ipad-128-0.jpg" alt="Bondrini, non cucina per i poveri" width="500" style="border: 0px;"></span></span></p>
<p>Ma adesso la Boldrini rischia di finire ancora di pi&ugrave; sotto il fuoco delle polemiche. &Egrave; in infatti in uscita un'autobiografia che racconta la sua vita in politica e il suo passato all'Onu quando si occupava dei profughi. Come ricorda Il Giorno per la Boldrini non &egrave; un esordio letterario dato che ha gi&agrave; scritto un saggio (Tutti indietro, 2010) sulle crisi umanitarie che ha affrontato. La scrittura ma anche i viaggi tra le passioni della Presidente della Camera.</p>
<p>Ma proprio questo suo continuo andare in giro per il mondo aveva spinto la figlia a lanciare una frecciatina alla sua mamma. La piccola - secondo Il Giorno - si era lamentata: "<strong>Certo che, se questi bambini poveri che hanno fame si aspettano che la mia mamma prepari loro la pasta ci resteranno male</strong>...".</p>
<p><span><span><br></span></span></p>
<p><span><span><br></span></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/laura-boldrini-libreria-ecco-sua-autobiografia-due-anni-1098011.html" target="_blank" title="Fonte"><span><span>Fonte</span></span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/9963/divagazioni-sulla-crisi</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 08:15:02 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/9963/divagazioni-sulla-crisi</link>
	<title><![CDATA[Divagazioni sulla crisi]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Come la vita sociale, l'attivit&agrave; economica &egrave; scandita da molteplici ritmi. Il ritmo dei giorni, dei mesi, delle stagioni e degli anni. Meno sono elaborate le sue tecniche di controllo dei dati climatici, pi&ugrave; l'agricltura &egrave; impportante e pi&ugrave; la produzione &egrave; aleatoria, in quanto soggetta a variazioni climatiche imprevedibili.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://1.bp.blogspot.com/_Vzik3j9gDFs/TPRlnWLNF7I/AAAAAAAABFE/KsEPbElVbn0/s320/rman11109l.jpg" alt="image" width="320" height="229" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ecco perch&egrave;, dalla nascita dell'agricoltura fino all'inizio del XX secolo i paesi industrializzati d'Europa hanno conosciuto un tipo di crisi del tutto particolare, detto crisi frumentaria. Una sicit&agrave; pi&ugrave; o meno forte fa crollare il raccolto annuo di cereali e, a meno di non aver costituito importanti scorte precauzionali, &egrave; la carestia, ossia la fame, e l'aumento dei prezzi che colpisce per prime le popolazioni pi&ugrave; svantaggiate.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La caduta dei redditi provenienti dall'agricoltura porta con s&egrave; una riduzione generale dell'attivit&agrave;, ed &egrave; in questo senso che si parla di crisi, una crisi di sottoproduzione, caratteristica delle societ&agrave; agrarie a tecnica rudimentale. Questo tipo di crisi si trova oggi in un gran numero di paesi poveri.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Le crisi contemporanee, non hanno cause climatiche: esse sono in larghissima misura determinate da fattori sociali.<br>Piu esattamente dall'uomo. Importante qui &egrave; menzionare i quattro periodi significativi dell'uomo: nascita, raggiungimento della conoscenza, mantenimento della conoscenza e morte. L'uomo nasce, si impegna per raggiungere la conoscenza, conservare e migliorare la conoscenza ( <em>questo punto &egrave; il pi&ugrave; pericoloso perch&egrave; &egrave; molto facile, per boriosit&agrave;, precipitare nella depressione</em> ) ed infine la morte.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ciascuna crisi riveste caratteri particolari, che hanno permesso di designare e di elaborare il concetto: contrazione violenta della produzione, caduta dei prezzi, moltiplicazione dei fallimenti, aumento della disoccupazione e flessione del salario, tensioni sociali, spesso attivate da un crack borsistico o bancario pi&ugrave; o meno clamoroso che funge da detonatore.<br>Crisi &egrave; il passaggio da un momento di espansione o di sviluppo abbastanza sostenuto ad un periodo di depressione o di contrazione pi&ugrave; o meno lungo, nel corso del quale finiscono per mettersi in opera le condizioni della ripresa, punto di svolta inverso della congiuntura.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La storia insegna che l'espansione si realizza generalmente intorno ad una o pi&ugrave; industrie motrici che esercitano effetti trainanti su altre attivit&agrave;<br>Durante il periodo di espansione l'incremento della produzione industriale &egrave; sostenuto e relativamente regolare, il che comporta una tensione sui prezzi, in quanto l'espansione &egrave; accompagnata da una tendenza inflazionista, ed una congiuntura favorevole all'elevazione dei profitti e della massa salariale.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La domanda aumenta, gli ordini delle industrie motrici si accrescono, l'espansione tende a generalizzarsi. Questa congiuntura promuove, da parte degli investitori, favorevoli aspettative di profitto che spingono gli investimenti, alimenta la speculazione borsistica, mentre l'inflazione gonfia artificialmente i profitti.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">A questo punto, la stessa ampiezza dell'espansione, la lievitazione degli investimenti e della produzione, dal momento in cui la domanda non la segue pi&ugrave;, crea le condizioni di una ruttura pi&ugrave; o meno brutale del processo espansionistico.<br>Poich&egrave; il sistema non pu&ograve; pi&ugrave; assorbire la produzione, n&egrave; remunerare sufficientemente il capitale investito nei settori chiave, le aspettative di profitto tendono a diventare pessimistiche, la Borsa crolla: &egrave; il punto di svolta della congiuntura, la crisi.<br>Questa si diffonde rapidamente a partire dai primi settori colpiti, diventa generale e provoca reazioni a catena; caduta della produzione, dei prezzi, dei profitti e dei salari, del potere d'acquisto e dunque della domanda.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si apre allora una depressione pi&ugrave; o meno lunga, pi&ugrave; o meno accentuata, con il suo strascico di miseria operaia e di spreco di risorse, il cui costo sociale &egrave; considerevole, finch&egrave; non riappaiono le condizioni di un ritorno all'espansione.<br>Si pu&ograve; dire che la sola causa di depressione &egrave; la prosperit&agrave;. Questo &egrave; un fatto insito del capitalismo, e determinato dalla irrazionalit&agrave; dell'uomo. Ormai &egrave; palese che per l'interesse di pochi si provoca il male di molti</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/28174/decine-di-politici-denunciati-per-reati-contro-lo-stato</guid>
	<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 07:05:12 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/28174/decine-di-politici-denunciati-per-reati-contro-lo-stato</link>
	<title><![CDATA[DECINE DI POLITICI DENUNCIATI PER REATI CONTRO LO STATO]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><span>La classe politica e dirigente &egrave; otto indagine per usurpazione dei diritti civili, la procura di Roma ha aperto il procedimento grazie alla denuncia fornita dal Gruppo Tecnico Libra: &ldquo;Inizia la Norimberga italiana&rdquo;.</span></em></p>
<p>Nel maxi-procedimento che &egrave; stato aperto dalla Procura di Roma&nbsp;&egrave; coinvolta &nbsp;tutta la classe dirigente italiana:&nbsp;non solo gli attuali occupanti di quelle poltrone della Camera e del Senato, ma anche coloro che l&rsquo;hanno gi&agrave; occupata durante gli ultimi decenni e che sono scomparsi dalla scena politica. Non &egrave; una trovata del&nbsp;<em>Movimento 5 stelle</em>, n&eacute; di alcun coordinamento o movimento di quelli che sono fioccati come funghi in lungo e in largo per lo stivale. Si tratta di una denuncia proposta da un gruppo tecnico formato da giornalisti e giuristi: &ldquo;<em>Una denuncia che potrebbe aprire finalmente le porte ad una nuova Norimberga italiana</em>&ldquo;. Ecco il file della&nbsp;<em><span><span><span><a href="https://connectu.it/file/view/28173/denuncia-libra"><span>DENUNCIA LIBRA</span></a></span></span></span>.</em></p>
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<div>&nbsp;<img src="https://www.davideconte.com/wp/wp-content/uploads/2012/12/politici-italiani3-1024x541.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA DENUNCIA</strong>&nbsp;&ndash; I capi d&rsquo;accusa <strong>mettono i brividi</strong>:&nbsp;&ldquo;<span>Attentati ai diritti politici dei cittadini</span>&rdquo; (art. 294 c.p.), &ldquo;<span>Usurpazione di potere politico</span>&rdquo; (art. 287 c.p.);&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">Devastazione, saccheggio e strage</span>&nbsp;(art. 285 c.p.); &ldquo;<span>Attentato contro la Costituzione e gli organi costituzionali&rdquo;</span>&nbsp;(artt. 283 e 289 c.p.), &ldquo;<span>Cospirazione politica tramite accordo o associazione</span>&rdquo; (artt. 304 e 305 cp). Si tratta di &ldquo;<span><em>attentati contro l&rsquo;integrit&agrave;, l&rsquo;indipendenza o l&rsquo;unit&agrave; dello Stato</em></span>&ldquo;.</p>
<p>Il tutto &egrave; nato agli inizi di gennaio 2014, ci fanno sapere i membri del gruppo tecnico che hanno accettato di rispondere alle nostre domande pur mantenendo l&rsquo;anonimato perch&egrave; &ldquo;<em>a causa di un procedimento come quello che hanno aperto grazie a noi, non si sa cosa potrebbe accadere</em>&ldquo;. Di certo c&rsquo;&egrave; che la nostra classe politica e dirigente si presta perfettamente ad un procedimento penale di questa entit&agrave;. Il 19 febbraio 2014, dopo circa un mese di intenso lavoro da parte dei membri del tavolo tecnico, &egrave; stata formulata una <strong>denuncia in 30 pagine</strong>. La denuncia &egrave; stata poi sottoposta ad ulteriori perizie da parte di consulenti nominati sulla base di specifiche competenze: avvocati pubblicisti e penalisti, tutti riuniti per ricercare capi d&rsquo;accusa da imputare a quei rappresentanti del popolo che si sono avvicendati tra le poltrone dei palazzi del potere.</p>
<p><span>LA LOTTA</span>&nbsp;&ndash; &ldquo;<em>E&rsquo; una vera e propria lotta fatta dall&rsquo;interno</em>&ldquo;, annunciano gli avvocati e i giornalisti &ldquo;<em>ed il fatto che il pm della Procura di Roma abbia aperto il procedimento &egrave; un segnale positivo. Adesso che noi abbiamo cominciato la lotta, occorre che tutti i cittadini presentino in tutte le Procure d&rsquo;Italia la denuncia. La procura di Roma ha gi&agrave; aperto il procedimento agli inizi di Marzo, &egrave; quindi cominciata la prima fase preliminare. Altri cittadini si sono riuniti e hanno deciso di presentare la denuncia in tutte le Procure della Puglia. Stessa cosa sar&agrave; fatta in Toscana. Ma &egrave; fondamentale che ogni singolo cittadino presenti la denuncia e porga alla collettivit&agrave; il suo umile contributo perch&egrave; il maxi-processo abbia davvero inizio e possa dare dei frutti</em>&ldquo;.</p>
<p>Si tratta di un&rsquo;iniziativa davvero unica se pensiamo alle leggi elettorali incostituzionali che il Parlamento non cessa di approvare nonostante la sentenza della Consulta depositata a met&agrave; del gennaio scorso parli chiaro.</p>
<p><span>GLI OLIGARCHI</span>&nbsp;&ndash; &ldquo;<em>Rappresentanti dello Stato al di sopra della legge</em>&rdquo; &egrave; cos&igrave; che si sentono alcuni politici particolarmente avvezzi alle&nbsp;<em>leggi ad personam</em>&nbsp;o a&nbsp;<em>decreti macedonia</em>&nbsp;che poi ricadono inevitabilmente sulle spalle dei cittadini. Non dimentichiamo il ddl 133/2013 passato alla storia come decreto&nbsp;<span><span><span><span>Imu-Bankitalia, un decreto &ldquo;criminale e assassino&rdquo;</span></span></span></span>&nbsp;secondo qualcuno che oltre a cedere ai privati il 100% delle quote della&nbsp;<span>Banca d&rsquo;Italia</span>,&nbsp;<span><span><span><span>metteva a rischio anche le riserve auree depositate dallo Stato sin dalla riforma bancaria del 1936</span></span></span></span>. Contrariamente a quanto dichiarato dalla&nbsp;<span>Banca d&rsquo;Italia</span>&nbsp;stessa che ha negato questa possibilit&agrave; all&rsquo;interno della documentazione fornita dall&rsquo;istituto di credito infatti si legge &ldquo;<em>cessione delle riserve patrimoniali</em>&rdquo; e la voce &ldquo;<em>riserve patrimoniali</em>&rdquo; comprende anche le riserve auree. All&rsquo;interno dell&rsquo;<span>Imu-Bankitalia</span>inoltre era contemplata anche la&nbsp;<span>svendita del patrimonio pubblico</span>, compreso l&rsquo;ambiente, le spiagge, il territorio, i beni culturali. Un vero e proprio saccheggio e&nbsp;<span>una vera e propria strage</span>&nbsp;se pensiamo alla<span>&nbsp;terra dei fuochi</span>&nbsp;o alla&nbsp;<span>Sardegna</span>,&nbsp;<span>Calabria</span>&nbsp;e altre aree in cui l&rsquo;incremento di tumori dovuti a depositi di scorie radioattive o tossiche &egrave; stato effettuato all&rsquo;ombra di un segreto di Stato.</p>
<p>Per finire la conversione in legge del&nbsp;<span><span><span><span>decreto 133</span></span></span></span>&nbsp;del 29 gennaio scorso &egrave; stata accelerata grazie ad una fantomatica &ldquo;tagliola&rdquo; adottata dalla Boldrini per non si sa quale strumento giuridico concesso dal regolamento della Camera. Dopo poco si scopre che il Regolamento della Camera non consente un simile atteggiamento dittatoriale: la tagliola a cui fa riferimento la terza carica dello stato infatti, &egrave; contemplata solo all&rsquo;articolo 78 del regolamento del Senato. A renderlo noto alla stampa e alla stessa&nbsp;<span>Laura Boldrini</span>&nbsp;&egrave; niente poco di meno che una sua collega di partito:<span><span><span><a rel="nofollow" href="https://news.you-ng.it/2014/02/03/spiegatelo-alla-boldrini-che-la-tagliola-non-si-poteva-adottare/"><span>Elettra Deiana, di Sel</span></a></span></span></span>. Ma ormai la frittata &egrave; fatta, il Parlamento pu&ograve; concentrarsi sull&rsquo;Italicum, ennesima legge incostituzionale su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi alle prossime elezioni europee.</p>
<p>Di esempi da fare ce ne sarebbero davvero tanti, troppi. Si va dalle tangenti, alla &ldquo;<span>trattativa Stato &ndash; Mafia&rdquo;</span>, dalla questione dei rifiuti alla gestione del patrimonio pubblico, dai pignoramenti fallimentari alla riscossione di crediti effettuate con tassi superiori al 3% (limite convenzionalmente fissato dalla Banca d&rsquo;Italia, oggi privata, oltre al quale si configura il reato di usura).</p>
<p><strong>LA DENUNCIA</strong>&nbsp;&ndash; La denuncia quindi coinvolge non solo i politici dei grandi palazzi del potere come il&nbsp;<span>Presidente della Repubblica</span>, tutti gli&nbsp;<span>ex Presidenti del Consiglio&nbsp;</span>(vivi e defunti),&nbsp;<span>ex e attuali senatori</span>,&nbsp;<span>deputati</span>,&nbsp;<span>ministri</span>, ma anche consiglieri regionali, politici locali e tutti coloro che si sono macchiati di simili crimini.</p>
<p>La denuncia quindi, &egrave; uno strumento utile a tutti gli italiani. Il &ldquo;<span><em>Gruppo tecnico Libra</em></span>&rdquo; ha quindi deciso di invitare tutti a sporgere querela presso le Procure e Questure italiane. Per maggiori informazioni i cittadini possono scrivere all&rsquo;interno del&nbsp;<span><span><span><a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/groups/1399603203634253/?fref=ts"><span>gruppo facebook</span></a></span></span></span>.&nbsp;Possono inoltre partecipare all&rsquo;<span><span><span><a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/events/222850307908498/?context=create&amp;source=49"><span>evento facebook creato per l&rsquo;occasione</span></a></span></span></span>.<br>Tutte le altre associazioni, enti, quotidiani possono invece scrivere al seguente indirizzo: gruppotecnicolibra@gmail.com. Ha inizio una vera e propria &ldquo;Norimberga italiana: cittadini, prendetene parte!&rdquo;, concludono i professionisti anonimi che lavorano &ldquo;per fermare una classe politica criminale&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/34512/le-tasse-sulla-casa-sono-incostituzionali</guid>
	<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 08:35:58 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/34512/le-tasse-sulla-casa-sono-incostituzionali</link>
	<title><![CDATA[Le tasse sulla casa sono INCOSTITUZIONALI]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>La rivelazione che rischia di far saltare l&rsquo;intero sistema fiscale in Italia: tassare la prima abitazione, a meno che non sia di lusso, va contro i principi costituzionali e addirittura conto i dettami della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E ora come se la caver&agrave; il nostro premier non eletto?</span></p>
<p>Sorpresa: &egrave; stato dimostrato che<strong>&nbsp;le tasse sulla casa (almeno sulla prima) sono illegittime e anticostituzionali</strong>. La tesi ormai dimostrata e sostenuta da numerosi giuristi rischia di far saltare l&rsquo;intero sistema di tassazione italiano. Eppure non serviva un genio per scoprire che le tasse sulla casa sono illegittime: c&rsquo;&egrave; scritto nientemeno che nella Costituzione italiana.</p>
<p>Tasse-sulla-casa-nel-2014</p>
<p>A partire dall&rsquo;art. 2 Cost. che dispone: &ldquo;La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&rsquo;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit&agrave;, e richiede l&rsquo;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet&agrave; politica, economica e sociale&rdquo;.</p>
<p><img src="https://www.udconsumatori.it/joomla/images/articoli/matteo_renzi_01.jpg" alt="renzi" width="333" style="border: 0px;"></p>
<p>La Costituzione sancisce che &ldquo;&egrave; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert&agrave; e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&rsquo;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&rsquo;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&rdquo;. E protegge la famiglia naturale:</p>
<p>Art. 31 Cost.: &ldquo;La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l&rsquo;adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose&rdquo;.</p>
<p>Inoltre ribadisce che &ldquo;La propriet&agrave; privata &egrave; riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti&rdquo; (art. 42 Cost.) e che &ldquo;La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme&rdquo; (art. 47 Cost.).</p>
<p>Eppure<strong>&nbsp;nel caso delle tasse sulla casa si sta verificando un vero e proprio esproprio di Stato sulla propriet&agrave; privata dei cittadini</strong>. Provate a pensarci: chiunque voglia acquistare una casa lo fa con denaro accumulato con sacrifici importanti, attraverso il proprio lavoro (ovvero attraverso redditi gi&agrave; tassati in partenza) che spesso si abbinano alla stipula di mutui bancari e dunque con la contrazione di ingenti debiti. Come se non bastasse, al momento dell&rsquo;acquisto il cittadino deve sobbarcarsi un ulteriore carico fiscale notevole (vedi al capitolo imposte di registro e ipotecarie) e da questo momento in poi cominciare a sborsare altre tasse (vedi alla voce IMU, TASI, ecc. ecc.).</p>
<p>A conti fatti nell&rsquo;arco di una vita un cittadino avr&agrave; corrisposto all&rsquo;erario pi&ugrave; del valore del bene immobile stesso. In pratica un esproprio di Stato, alla faccia della Costituzione.</p>
<p>Ma c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;:<strong>&nbsp;le tasse sulla casa violano anche l&rsquo;art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,</strong>&nbsp;laddove dispone che: &ldquo;Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all&rsquo;alimentazione, al vestiario, all&rsquo;abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidit&agrave; vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volont&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Possibile che nessuno dei Governi e dei Parlamenti che si sono succeduti in Italia negli ultimi decenni si sia accorto di queste violazioni? Per noi di Democrazia Diretta ci sono tutti i presupposti per procedere, anche penalmente, contro chi ha promulgato leggi che prefigurano un grave reato contro la Costituzione italiana.</p>
<p>Il motivo per cui la politica ha fatto finta di niente finora &egrave; semplice: dalle tasse sulla casa lo Stato incamera oltre 50 miliardi di euro l&rsquo;anno. Sottratti illegittimamente dalle tasche degli italiani. Adesso bisogner&agrave; trovare un altro modo per reperirli.</p>
<p><strong>E che sia legale, stavolta</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://democrazia-diretta.org/2014/07/11/le-tasse-sulla-casa-sono-incostituzionali-e-adesso-che-fara-il-governo-renzi/" title="fonte">Fonte</a></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/34440/litalia-in-rovina-ma-il-governo-sovvenziona-imprese-vietnamite</guid>
	<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 09:48:29 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/34440/litalia-in-rovina-ma-il-governo-sovvenziona-imprese-vietnamite</link>
	<title><![CDATA[L'Italia è in rovina, ma il governo sovvenziona imprese vietnamite]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L&rsquo;Italia ( o meglio il governo Renzie) ha deciso di fornire supporto tecnico alle imprese del Vietnam <span>meridionale, allo scopo di&nbsp;</span>&nbsp;migliorare la loro competitivita&rsquo;.</p>
<p><img src="https://cdn1.spiegel.de/images/image-311304-galleryV9-djdb.jpg" alt="vietnam mangiano i cani" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Lo ha riferito il direttore dell&rsquo;ufficio della <strong>Cooperazione italiana in Vietnam</strong>, (<em>ufficio di cui mai si era sentito parlare PRIMA</em> - NDR) <strong>Riccardo Mattei</strong>, durante uno delle migliaia di incontri (<em>inutili</em>) con il comitato del popolo della citta&rsquo; di Ho Chi Minh sud del Vietnam. <br>Ecco la dichiarazione: <em>&ldquo;L&rsquo;Italia con i suoi punti di forza in mobili, calzature, abbigliamento, produzione in campo agricolo e macchinari, &egrave;&nbsp;<strong>pronta a fornire tecnologia alle aziende vietnamite</strong></em>&ldquo;.</p>
<p>Ne seguir&agrave; la creazione di un centro di formazione aziendale gratuito. <em>(per i vietnamiti - costoso per noi</em>)</p>
<p><strong>L&rsquo;Italia sovvenzioner&agrave; con 15.2 milioni di euro, in prestiti agevolati e regalie di vaio genere, &nbsp;l&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido)</strong>&nbsp;allo scopo di portare avanti progetti di supporto tecnico nelle province di Dong Nai e Binh Duong e nella citta&rsquo; di Ho Chi Minh.</p>
<p>L&rsquo;Italia inoltre, ha aggiunto, ha realizzato un&nbsp;progetto per<strong> incrementare la competitivita&rsquo; delle Pmi vietnamite</strong> attraverso la creazione di un centro di formazione aziendale gratuito<strong> ( a scapito di quelle italiane - NDR)</strong>. <br>Durante l&rsquo;incontro, il vice presidente della provincia di Dong Nai ha indicato la formazione delle risorse umane e il trasferimento tecnologico (dall'Italia al Vietnam) &nbsp;i settori base sui cui avverr&agrave; la cooperazione con l&rsquo;Italia.</p>
<p>La cosa peraltro non &egrave; nuova in quanto tra il 2009 e il 2011, l&rsquo;Unido ha gi&agrave; speso oltre&nbsp;<span>3 milioni di euro ITALIANI, per l'</span><span>&nbsp;assistenza tecnica a Pmi vietnamite grazie a un finanziamento di cui nessuno sapeva niente.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span>Parafrasando Pirandello <strong>Cos&igrave; &egrave; se vi pare</strong> !</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/34439/canone-rai-in-bolletta-tutto-fermo</guid>
	<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 08:55:20 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/34439/canone-rai-in-bolletta-tutto-fermo</link>
	<title><![CDATA[Canone Rai in bolletta - Tutto fermo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Palazzo Chigi: Ieri sera &egrave; stata fatta una dichiarazione che rimanda tutto riguardo il canone RAI in bolletta:<br>&nbsp;</span><span>"<em>La riflessione in atto &egrave; strategica ma appare improbabile che l'ipotesi di mettere il canone in bolletta possa maturare entro questa legge di stabilit&agrave; visti i tempi tecnici troppo stretti</em>"</span><span>.</span></p>
<p><span><img src="https://businesspeople.it/var/ezwebin_site/storage/images/business/media/smentita-ipotesi-del-canone-rai-in-bolletta-elettrica_61879/768238-1-ita-IT/Smentita-ipotesi-del-canone-Rai-in-bolletta-elettrica.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p>Il tutto sembra smentire le affermazioni del<strong>&nbsp;sottosegretario Antonello Giacomelli</strong>, che durante un'intervista a Radio 24, dava la proposta di legge come approvata: Nuovo canone RAI <span>direttamente in bolletta della luce, di&nbsp;</span>circa 65 euro /anno a partire da gennaio.</p>
<p>Il Governo ha probabilment tastato il terreno ed ha poi preferito fare marcia indietro, sicuramente hanno pesato le&nbsp;<strong>proteste </strong>di alcuni componenti della maggioranza e delle<strong> aziende <strong>stesse che</strong>&nbsp;forniscono energia</strong>&nbsp;&ndash; <span>contrarie da tempo</span>a tale modifica vista la difficolt&agrave; ad emettere il pagamento e girarlo a loro volta alla RAI.<br> Anche il presidente dell&rsquo;Authority per l&rsquo;energia&nbsp;<strong>Guido Bortoni</strong>, aveva illo tempore, espresso le perplessit&agrave; del suo ramo industriale.</p>
<p>Come molti osservano&nbsp;<strong>avrebbe molto pi&ugrave; senso riformare la Rai</strong>, invece di ostinarsi a voler far pagare il canone a tutti canone. In fondo molti italiani, disabituati a riconoscere la validit&agrave; del servizio offerto dalla TV di stato, si chiedono perch&egrave; si debba pagare un canone, <span>&nbsp;a prescindere,&nbsp;</span>&nbsp;quando magari non si utilizza il mezzo televisivo di regime.</p>
<p>Staremo a vedere gli sviluppi</p>
<p><span><br></span></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/33984/ungheria-pronta-ad-uscire-dallue</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 09:36:48 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/33984/ungheria-pronta-ad-uscire-dallue</link>
	<title><![CDATA[Ungheria pronta ad uscire dall'UE]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Lo speaker del parlamento ungherese,&nbsp;L&aacute;szl&oacute; K&ouml;v&eacute;r,&nbsp; ha fatto capire che se Bruxelles decider&agrave; di comandare all&rsquo;Ungheria come va governato il paese, questa potrebbe decidere di abbandonare l&rsquo;Ue. E lo stato Magiaro non &egrave; l'unico di tratta gi&agrave; del secondo paese che minaccia di uscire dall&rsquo;Ue, dopo la Gran bretagna. <br>&Egrave; possibile parlare ormai di una tendenza?</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">All'interno dell Unione, &egrave; difficile trovare due Stati tanto dissimili tra loro. La <strong>Gran Bretagna</strong> &egrave; un veterano, l&rsquo;<strong>Ungheria</strong> &egrave; un &ldquo;coscritto&rdquo;. La Gran Bretagna &egrave; un donatore, e lo scandalo scoppiato tra Londra e Bruxelles &egrave; dovuto appunto al fatto che Bruxelles ha chiesto alla Gran Bretagna <strong>contributi supplementari</strong>. L&rsquo;Ungheria non ambisce affatto al ruolo di donatore. La Gran Bretagna si esprime per l&rsquo;irrigidimento delle <strong>sanzioni antirusse</strong>, mentre l&rsquo;Ungheria ne soffre forse pi&ugrave; della Russia stessa.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">In altre parole, l&rsquo;Ungheria e la Gran Bretagna sono <strong>due casi limite</strong>. Se quello che le unisce ancora nell&rsquo;Ue &egrave; l&rsquo;intenzione di uscire dall&rsquo;Unione Europea e i dubbi in merito alla solidariet&agrave; europea, allora si pu&ograve; dire che questi paesi sono arrivati al limite. Anche se &egrave; vero che la stessa Ungheria, malgrado tutti i suoi buoni sentimenti nei riguardi della Russia, non revoca la propria firma sotto il cosiddetto terzo pacchetto di sanzioni e non si rifiuta di rafforzare la NATO con un centinaio di militari ungheresi inviati in Lituania, arrivati ieri nell&rsquo;ambito della nuova dottrina militare della alleanza per la garanzia della sicurezza dei Paesi baltici.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">L&rsquo;Ungheria non &egrave; convinta che l&rsquo;Ue sia capace di difenderla. Bruxelles non ha fatto niente per proteggere l&rsquo;Ungheria davanti agli USA e, quindi, ha fatto il gioco degli americani nel tentativo di punire l&rsquo;Ungheria. Tutti si rendono, infatti, conto che le accuse di corruzione contro una serie di altolocati funzionari unheresi servono solo da copertura. Ci&ograve; in primo luogo perch&eacute; la corruzione in Ungheria non supera il medio livello europeo. In secondo luogo, questi fatti di corruzione non sono stati nemmeno provati.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">&Egrave; invece ovvia l&rsquo;intenzione del premier Orban e del suo team, malgrado le pressioni esercitate, di mantenere i rapporti con Mosca. Pertanto, stando ai politici ungheresi, i tentativi di punirli per questo rappresentano un&rsquo;ingerenza negli affari non solo esteri ma anche in quegli interni. Lo speaker L&aacute;szl&oacute; K&ouml;v&eacute;r ha fatto capire che se Bruxelles indicher&agrave; all&rsquo;Ungheria come va diretto il paese, l&rsquo;Ungheria pu&ograve; uscire dall&rsquo;Unione Europea. Il deputato dell&rsquo;Europarlamento, Thomas Deutsch, molto influente in Ungheria, ha detto che i valori europei sono "troppo lontani". "Spetta a noi stessi determinare il nostro fututo nell&rsquo;Ue ", ha detto il deputato.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Gi&agrave; in agosto Viktpr Orban ha avvertito l&rsquo;Occidente che la Russia rimane il principale partner economico dell&rsquo;Ungheria fuori dell&rsquo;ambito dell&rsquo;Unione Europea: "In politica cio si chiama segare il ramo sul quale stai seduto&rdquo;. Se &egrave; cos&igrave;, allora l&rsquo;unica possibilit&agrave; di non cadere insieme con il ramo &egrave; saltare gi&ugrave; dallo stesso da solo.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Riuscir&agrave; l&rsquo;Ungheria a farlo? Risponde Vasilij Kolta&scaron;ov, vicedirettore dell&rsquo;Istituto della globalizzazione e dei movimenti sociali:</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;"><img src="https://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/large/public/foto/2012/01/16/att_824810_0" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">"Adesso l&rsquo;Ungheria non ha dove uscire. Ma le sue autorit&agrave; cominciano, probabilmente, ad esercitare una seria pressione sulla euroburorazia per strappare cedimenti e per ottenere una migliore posizione nell&rsquo;ambito dellUe. Si tratta ancora di ricatto. Ma l&rsquo;Ungheria dimostra di essere pronta ad uscire. Questa disponibilit&agrave; non &egrave; fittizia. Tale quadro &egrave; nuovo per le &eacute;lites europee. Ci&ograve; vuol dire che tra qualche tempo anche altri paesi dell&rsquo;Europa Orientale possono occupare questa posizione. Allora l&rsquo;Ue avr&agrave; a che fare con un&rsquo;opposizione molto pi&ugrave; seria alla propria politica. Alla fine avremo in Eurasia un&rsquo;integrazione assolutamente nuova.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">L&rsquo;Ue pu&ograve; dare all&rsquo;Ungheria risorse finanziarie attraverso la Banca Centrale europea. Pu&ograve; allargare le possibilit&agrave; delle autorit&agrave; ungheresi per il finanziamento della politica sociale, per la legislazione sul lavoro. L&rsquo;Ue pu&ograve; persino chiudere un occhio sul fatto che l&rsquo;Ungheria non eseguir&agrave; i molteplici memorandum dell&rsquo;Ue e non peggiorer&agrave; ancora la situazione materiale della popolazione. Ma l&rsquo;Ue non pu&ograve; proporre all&rsquo;Ungheria lo sviluppo della sua economia. Pertanto le piccole concessioni che le autorit&agrave; ungheresi riusciranno a strappare alla burocrazia europea non metteranno il punto nella crisi dei rapporti. Successivamente l&rsquo;Ungheria dovr&agrave; lo stesso sollevare la questione dell&rsquo;uscita dall&rsquo;Ue. Ma anche la sola dichiarazione dell&rsquo;Ungheria cambia gi&agrave; la situazione, in quanto dimostra che la crisi economica, la crisi sociale nell&rsquo;Unione Europea si &egrave; trasformata gi&agrave; non solo in una crisi politica ma anche in preludio alla <strong>disgregazione politica</strong>".</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>

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