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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Politica ? vogliamo Rocco]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/28211/lasta-delle-auto-blu-un-flop-gigantesco</guid>
	<pubDate>Tue, 06 May 2014 10:53:05 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/28211/lasta-delle-auto-blu-un-flop-gigantesco</link>
	<title><![CDATA[L'asta delle Auto Blu: un flop gigantesco]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Si avvicina il giorno della verit&agrave; - l'8 Maggio.</strong></p>
<p>Quello sar&agrave; il giorno in cui su Ebay,&nbsp;scadr&agrave; l'asta <span>delle &laquo;Maserati di Stato&raquo;.</span></p>
<p><span><img src="https://www.statoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/auto-blu-costi-politica.jpg" alt="image" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><span><span>Il <strong>governo</strong>, o meglio il <strong>ministero della Difesa</strong>, le ha messe all'asta per cifre che oscillano tra i 27 ed i 96mila euro. </span></span></p>
<p><strong>Ma non &egrave; arrivata nessuna offerta.</strong></p>
<p><span><span> E le macchine restano parcheggiate in una caserma sula via Nomentana, con un cordone ombelicare elettrico attaccato. Sembra che se il quadro elettrico ed elettronico non &egrave; sempre sotto tensione i danni per il mezzo potrebbero essere irreparabili. Non vengono pi&ugrave; nemmeno utilizzare per accompagnare le delegazioni straniere: compito a cui erano state relegate dopo le polemiche sul loro acquisto.</span></span></p>
<p><span><span>La forte differenza di prezzo dipende dal modello e dalla blindatura. La Maserati pi&ugrave; <strong>a buon mercato</strong> (27mila euro) &egrave; del 2005 ed ha 71.696 chilometri. Non &egrave; blindata. Sul mercato modelli analoghi vengono venduti anche a 18/19 mila euro, ma con oltre 100 mila km sulle ruote.</span><br><span>Esemplari con lo stesso numero di chilometri hanno un valore compreso fra i 35 ed i 40 mila euro. Quindi, la Difesa la offre con uno sconto prossimo al 30 per cento. Eppure, nessuno si &egrave; finora fatto avanti.</span><br><span>Discorso diverso, per le Maserati blindate. Tecnicamente hanno una blindatura denominata &laquo;B4&raquo;. &Egrave; considerata una blindatura leggera. Regge cio&egrave; l'impatto con &laquo;diverse tipologie di armi da sparo e bombe&raquo;. Niente a che vedere con la blindatura &laquo;B6&raquo;, che &laquo;deve resistere in tutti i punti a ripetuti colpi di Kalashnikov AK-47 con proiettili 7,62 mm, oltre che a vari generi di esplosivi&raquo;. Simile blindatura era riservata al presidente del Consiglio e ad alcuni ministri, come quello dell'Interno, della Difesa, della Giustizia.</span></span></p>
<p><span><span>Due Maserati blindate del 2010 vengono offerte a 96.394 euro, bench&eacute; una abbia 9.821 km e l'altra 24.828. Due del 2009 a 92.180 euro, anche se una ha 15.266 km e l'altra 35.021. Ed altre due del 2011 a 96.294 euro: una con 5.820 km e la &laquo;gemella&raquo; (sono entrambe nero metallizzato) con 6.727 km.</span><br><span>E pensare che le 52 auto blu gi&agrave; vendute sono state cedute ad un prezzo medio di oltre 7mila euro; a fronte di una base d'asta di 4 mila euro. Mentre per le &laquo;Maserati di Stato&raquo; non solo non c'&egrave; stato un rilancio d'asta; ma nemmeno un'offerta.</span></span></p>
<p><span><span>Sul mercato delle auto blindate &egrave; possibile trovare un'Audi A6 con un motore V8 con 4200 cc (<em>la stesse caratteristiche delle Maserati</em>) a 36mila euro: <strong>meno della met&agrave; delle auto messe in vendita dalla Difesa</strong>.&nbsp;</span></span></p>
<p><span><span>Ed &egrave; un paradosso. Quando il ministero decise l'acquisto delle Maserati queste costavano la met&agrave; dello stesso modello dell'Audi. In compenso, nessuno ha mai criticato l'acquisto delle Audi, oggi in servizio per ministri e sottosegretari. Mentre contro le Maserati si scaten&ograve; l'indignazione generale.&nbsp;</span><br><span>Ed oggi queste macchine sono diventate il simbolo della cattiva politica. Talmente cattiva che nessuno le vuole. Almeno per il momento. Sempre che il ministero non decida una generalizzata riduzione di prezzo.&nbsp;</span></span></p>
<p><span><span></span><br><span>potrebbero anche venderle all'estero. Magari in Albania, o in Ucraina !</span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/28064/a-causa-della-crisi-mette-il-cartello-svendita-totale-multa-di-183-euro</guid>
	<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 20:10:25 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/28064/a-causa-della-crisi-mette-il-cartello-svendita-totale-multa-di-183-euro</link>
	<title><![CDATA[A causa della crisi mette il cartello “svendita totale” : multa di 183 euro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il fatto incredibile &egrave;&nbsp;accaduto a Cornaredo, questa la storia: <br>dopo trent&rsquo;anni di attivit&agrave; <strong>Graziella Pellegrino</strong>, 62 anni ha deciso di chiudere il suo negozio d&rsquo;abbigliamento, con le seguenti motivazioni: &rdquo; <em>Potevo lavorare ancora dieci anni, ma la crisi, le tasse, i contributi all&rsquo;Inps, l&rsquo;apertura dei centri commerciali e il calo di clienti, rendono tutto difficile</em>&rdquo;;</span></p>
<p><span><img src="https://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/2014/04/25/1057047/images/2812052-cornared.JPG" alt="image" width="500" height="380" style="border: 0; border: 0px;"></span></p>
<p><span>Cosi la titolare del negozio Olmo Shop, di San Pietro all&rsquo;Olmo, frazione di Cornaredo ha abbassato la saracinesca per sempre. Ma ecco che il disagio per la sua situazione economica viene aggravato da una multa di 183 euro per il mancato pagamento dell&rsquo; <strong>imposta comunale sulla pubblicit&agrave;</strong>. </span></p>
<p><span>Colpevole il cartello che, realizzato a mano da Graziella, portava la scritta &ldquo;<strong>svendita totale</strong>&rdquo; e non era quindi a norma&hellip;</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Tony Billow</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/28058/2014--22-di-fallimenti-nei-primi-tre-mesi-rispetto-al-2013</guid>
	<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 08:43:21 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/28058/2014--22-di-fallimenti-nei-primi-tre-mesi-rispetto-al-2013</link>
	<title><![CDATA[2014: :  +22%  di FALLIMENTI NEI PRIMI TRE MESI rispetto al 2013]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;Piu' di 3.600 fallimenti in soli tre mesi; circa 40 al giorno, quasi due all'ora: sono i dati di Unioncamere sulle imprese fallite nel primo trimestre 2014, il 22% in piu' rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.</p>
<p><img src="https://www.ilnord.it/imgbank/05/6/5/ar_image_2902_l.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Salgono anche le procedure di concordato, 577 (+34,7%). L' aumento riguarda sia le societa' di capitali (+22,6%), che le societa' di persone (+23,5%) e le imprese individuali (+25%).Tra le regioni gli aumenti piu' consistenti in Abruzzo, Liguria, Puglia, Umbria e Marche.</p>
<p>In lieve controtendenza appaiono, secondo i dati Unioncamere, le aperture di procedimenti fallimentari per le imprese costituite come consorzi o cooperative, che hanno mostrato un calo di circa il 2%.</p>
<p>Una procedura fallimentare su 4, aperta tra l'inizio di gennaio e la fine di marzo, ha riguardato aziende che operano nel commercio (+ 24% rispetto allo stesso periodo del 2013).</p>
<p>In crescita anche i fallimenti nell'industria manifatturiera, un comparto in cui il fenomeno era in calo nel 2013: nel primo trimestre del 2014 si contano 763 fallimenti di imprese industriali, il 22,5% in piu' dell'anno precedente.</p>
<p>Allo stesso modo, anche l'edilizia ha fatto registrare un incremento rispetto al dato 2013: +20,1% corrispondenti a 771 nuove procedure avviate.</p>
<p>Dal punto di vista geografico, l'aumento dei default riguarda tutte le aree del Paese: in misura maggiore, rispetto alla media nazionale, nel Nord Ovest (+22,8%), nel Centro (+23,0%) e nel Mezzogiorno (+27,8%).</p>
<p>Sotto la media solo il Nord-Est (+12,5), bench&egrave; un aumento di fallimenti superiore al 12% rispetto il 2013 sia ugualmente catastrofico.</p>
<p>Il dettaglio dei dati regionali ci consegna la Lombardia, in termini assoluti, come la regione con il maggior numero di procedure fallimentari aperte (808), seguita a distanza da Lazio (364) e Toscana (293).</p>
<p>Le uniche regioni in cui i fallimenti appaiono in diminuzione sono la Basilicata (-17,6%), il Molise (-9,1%) e la Calabria (-2,4%).</p>
<p>Questi dati - purtroppo veri - smentiscono clamorosamente le balle raccontate da Renzi al riguardo della "ripresa", balle che Renzi ha avuto l'ordine di propalare da parte dei poteri forti nord europei, speventatissimi del risultato che potrebbe arrivare dalle elezioni europee.</p>
<p>L'Italia &egrave; letteralmente distrutta dall'euro e finita incatenata della UE. Nessuno uscir&agrave; vivo dalla crisi di questo Paese se lItalia non uscir&agrave; il pi&ugrave; velocemente possibile dall'euro e dall'unione europea.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27766/laura-boldrini-la-paladina-dellintegrazione</guid>
	<pubDate>Tue, 15 Apr 2014 15:51:37 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27766/laura-boldrini-la-paladina-dellintegrazione</link>
	<title><![CDATA[Laura Boldrini, la paladina dell'integrazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>ci crediamo cara Laura... ci crediamo !!</strong></p>
<p>&ldquo;I ragazzi del servizio civile? La meglio giovent&ugrave;&rdquo;.<br><span>Soprattutto se seguono le orme di Laura Boldrini. Con l'aria dimessa e nel volto la promessa di un mondo migliore, la presidente della Camera ha fatto il suo ingresso al Real Collegio, a chiusura del secondo giorno del Festival del Volontariato. In tantissimi ad accoglierla e a seguirla nella lunga passerella fotografica, tra forze dell'ordine, parlamentari, autorit&agrave; e molti giovani.</span></p>
<p><span><img src="https://www.panorama.it/images/l/a/laura-boldrini/19687477-1/laura-boldrini_h_partb.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p>Un <strong>teatrino ridicolo,</strong> lungo gli stand colorati delle associazioni di volontariato, tra chi ne ha preso parte sentitamente, chi per curiosit&agrave; e chi, invece, per dovere di cronaca. In prima fila, ad abbeverarsi all'oracolo di Delfi, la professoressa, nonch&eacute; vicesindaco, Ilaria Vietina, e il prefetto Giovanna Cagliostro. Cos&igrave;, durante l'immacolata intervista, condotta anche in questa circostanza, guarda caso, da un giornalista del Corriere della Sera, Giangiacomo Schiavi, non &egrave; rimasto altro che ascoltare i messaggi che la presidente ha voluto trasmettere al pubblico numeroso, sulla possibilit&agrave; e la necessit&agrave; di &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">cambiare il paese in modo costruttivo, senza distruggere</span>&rdquo;.</p>
<p>La chiave per farlo? Che domande, attraverso il volontariato, in tutte le sue sfaccettature, anche quello impegnato nel carcere e, ovviamente, l'integrazione. D'altronde &egrave; questo il background di cui si nutre la carriera politica della presidente e di cui va fiera: &ldquo;Ho lavorato da sempre a fianco del volontariato, per questo oggi mi sento a casa ovunque, nonostante io sia presidente della Camera. Di questa esperienza porto con me il profondo significato di mediazione, quella predisposizione all'apertura e all'ascolto. Per questo ritengo che il problema dei fondi nel servizio civile sia una cosa miope. Dobbiamo rendere pi&ugrave; forte e vitale il volontariato, sia in Italia che all'estero".</p>
<p>Come da copione e come, del resto, la conosciamo, Laura Boldrini ha dato sfoggio di quell'umilt&agrave; su cui, ad arte, ha costruito il suo ruolo istituzionale: &ldquo;Non sono una presidente classica, non sono mai stata iscritta a un partito politico e non ne ho la formazione. Svolgo questo ruolo a modo mio, anche stando in piazza. Io mi sento a mio agio per la strada, in mezzo alla gente, perch&eacute; vengo dalla vita civile&rdquo;.</p>
<p>E anche lei si &egrave; appellata, e non di certo pensando a se stessa, ai principi di uguaglianza su cui dovrebbe, a suo dire, ergersi la civilt&agrave;. Nessuna parola su come costruire questa uguaglianza in una societ&agrave; in cui lo spirito competitivo la fa da padrona. &ldquo;Una democrazia - ha detto la Boldrini - &egrave; quella che riesce a dare a tutti le stesse opportunit&agrave;. Avere una classe media benestante significa avere una buona democrazia&rdquo;. Un'introduzione che ha avuto, probabilmente, il suo esito nella volont&agrave; di esprimersi sulla necessit&agrave; di mantenere il Senato, attualmente a rischio. Lo ha detto del resto, a gran voce: &ldquo;Una volta riusciti a ottimizzare, non dobbiamo considerare il denaro speso per la democrazia uno spreco&rdquo;.</p>
<p>IL FUTURO !</p>
<p><img src="https://www.vialiberamc.it/wp-content/uploads/2013/03/150934_325492544227617_1422198838_n.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>E poi la chicca sul tema dell'immigrazione costellato da termini politicamente corretti: <strong>&ldquo;Il dato positivo e che rincuora &egrave; che il parlamento ha deciso di abolire il reato di clandestinit&agrave;. I migranti sono un elemento umano di globalizzazione. Loro sono l'avanguardia di uno stile di vita che presto sar&agrave; quello di ognuno di noi</strong>&rdquo;.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.lagazzettadilucca.it/cultura-e-spettacolo/2014/04/il-teatrino-di-laura-boldrini-la-paladina-dell-integrazione/">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27721/da-oggi-a-pagamento-i-farmaci-gratuiti</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Apr 2014 18:05:26 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27721/da-oggi-a-pagamento-i-farmaci-gratuiti</link>
	<title><![CDATA[Da oggi a pagamento i Farmaci gratuiti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E' ufficiale, o meglio &egrave; sulla Gazzetta Ufficiale: a partire da oggi una lunga serie di farmaci prima gratuiti ora verranno venduti solamente a pagamento, passando dalla fascia A alla fascia C. <br>Nel primo gruppo (fascia A)&nbsp; si trovano tutti i medicinali indicati come <strong>salva vita</strong> e quelli per le malattie croniche, che sono completamente a carico dello Stato. Nella fascia C, invece, il cui costo dei medicinali &egrave; interamente a carico del cittadino e per le quali, ad eccezione di antinfiammatori, ansiolitici, antipsicotici, antidepressivi, anoressanti, non &egrave; necessaria prescrizione medica.</p>
<p><img src="https://www.comedonchisciotte.org/images/farmaci.jpg" width="320" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>La riclassificazione dei farmaci &egrave; stata pubblicata sulla <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> e include anche medicinali essenziali nella cura di malattie croniche spesso dai <span style="text-decoration: underline;">prezzi decisamente elevati</span>.</p>
<p>Tra questi il <strong>Dostinex</strong> da 8 compresse il cui costo &egrave; di <strong>30,84 euro</strong>, che in alcuni casi una scatola non basta per una <strong>settimana di terapia</strong>. Nella lista vi sono anche: Bamifillina cloridrato, Cabergolina, Cimetidina, Diidroergotamica mesilato, Dinoprostone,Prostin E2, Metergolina Liserdol, Pergolide e Temporfin.</p>
<p>Ecco dove <a href="https://connectu.it/groups/profile/16271/politica-no-grazie-meglio-rocco">Renzi </a>trover&agrave; i soldi per risanare l'Italia !</p>
]]></description>
	<dc:creator>Tony Billow</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27547/chi-puo-salvare-litalia-dalleuro-</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 11:45:27 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27547/chi-puo-salvare-litalia-dalleuro-</link>
	<title><![CDATA[CHI PUO' SALVARE L'ITALIA DALL'EURO ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Chi &egrave; <strong>Blackrock</strong>, il fondo che potrebbe entrare in <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> con una cospicua dote di dollari (s&igrave;, <strong>dollari</strong>, non euro) a sostegno delle imprese italiane, comprese le <strong>PMI</strong>?</p>
<p>Si tratta del pi&ugrave; grande fondo di investimenti a livello mondiale, con una massa gestita di oltre quattromila miliardi di dollari, pari a quasi due volte il debito pubblico italiano e con alle spalle una storia di successi unica nel panorama della finanza internazionale.</p>
<p>Nata inizialmente come divisione investimenti del BlackStone Group, nel 1992, tre dei suoi manager si separarono dalla casa madre fondando BlackRock societ&agrave; di investimento. Nel 1995 si fonde con PNC Financial Services. Negli anni successivi verrano incorporate anche Merryl Lynch Investment Managers e, a seguito della crisi subprime, nel 2009 anche Barclays Global Investors, che porter&agrave; in dote al gruppo americano la piattaforma iShares, uno dei principali fornitori di ETF a livello mondiale.</p>
<p>Attualmente Blackrock opera in oltre 60 paesi e fornisce servizi di investimento sia a clienti privati che istituzionali (<em>ad esempio, il colosso assicurativo Allianz colloca tramite i suoi canali di vendita anche i prodotti di Blackrock</em>).</p>
<p><img src="https://aiutomutuo.finanza.com/files/2013/06/00622cc7ebffc6d2b7f1a4d06807d3ebdbfc2b178449c936c70738ae.jpg" width="324" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>La forza di Blackrock consiste nell&rsquo;avere un&rsquo;ottica non speculativa, ma di investimento delle proprie operazioni. Tradotto in parole pi&ugrave; semplici, i suoi gestori, quando investono in un&rsquo;azienda lo fanno perch&egrave; ritengono che il suo potenziale di crescita si estrinsechi nel tempo, essendo poco interessati ad operazioni mordi e fuggi. Un esempio al riguardo, era la disponibilit&agrave; del colosso americano di acquisire addirittura il 20% della Monclair al momento della quotazione in borsa, scommettendo sulla crescita futura dell&rsquo;azienda italiana.</p>
<p><img src="https://www.europaquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/03/blackrock-e1395255003231.jpg" width="550" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Per poter operare con una simile visione sono necessari due requisiti: una base societaria estremamente frammentata per evitare conflitti di interesse e risorse umane e tecniche di primo piano per poter compiere analisi dettagliate ed approfondite delle aziende in cui andare ad investire. Blackrock risponde in pieno ai due requisiti, tanto che il suo sistema di analisi Aladdin viene regolarmente acquistato ed utilizzato anche da altri investitori mondiali, tanto che il volume gestito tramite i sistemi realizzati da Blackrock si aggira sui 15 miliardi di dollari.</p>
<p>Perch&egrave; mai un colosso come Blackrock dovrebbe essere interessato a venire ad investire in Italia? Vediamo di analizzare e coglierne le motivazioni.</p>
<p>Prima di tutto le aziende italiane, per quanto fiaccate dalla crisi, conservano un potenziale di sviluppo notevole, legato al know how dei propri tecnici e delle proprie maestranze (non a caso, prima della sciagurata adozione dell&rsquo;euro la produzione industriale italiana era ben superiore a quella tedesca, e non &egrave; un caso che proprio la Germania insista per imporre all&rsquo;Italia politiche economiche recessive, ben sapendo che in caso contrario le sue aziende tornerebbero a subire i contraccolpi della concorrenza del nostro paese).</p>
<p>In secondo luogo, la scommessa &egrave; che l&rsquo;attuale sistema dell&rsquo;eurozona sia destinato in tempi non eccessivamente lunghi, a collassare. Il rapporto di cambio euro-dollaro &egrave; eccessivamente alto e, Germania a parte, rende le industrie di qualsiasi paese aderente alla moneta unica assolutamente non competitive con il resto del mondo. Questo stato di cose, ovviamente, non pu&ograve; permanere a lungo senza portare a sommovimenti socio politici, le cui avvisaglie si sono gi&agrave; intraviste con il voto amministrativo francese e con le continue manifestazioni di protesta in Portogallo, in Spagna ed in Grecia di cui i media nazionali ben si guardano dal parlarne, per non dire dei sondaggi sull&rsquo;elettorato inglese, contrario non solo all&rsquo;euro (che l&rsquo;Inghilterra si &egrave; ben guardata dall&rsquo;adottare), ma anche alla permanenza stessa della Corona all&rsquo;interno della ue.</p>
<p>Nella migliore delle ipotesi per la UE, una forte svalutazione dell&rsquo;euro, porterebbe ad un aumento di valore automatico degli investimenti compiuti da Blackrock sul suolo italiano, oltre che ad una potenziale crescita delle esportazioni delle nostre aziende manifatturiere. Tale scenario appare tuttavia poco probabile, perch&egrave; porterebbe ad un indebolimento della posizione tedesca a favore delle altre economie, e l&rsquo;establishment di Berlino ha pi&ugrave; volte fatto capire di non voler concedere assolutamente nulla ai propri partner europei che possa anche solo lontanamente costituire un fattore di concorrenza per le proprie aziende.</p>
<p>Il secondo scenario &egrave; rappresentato dal collasso stesso della moneta unica (che viene ormai auspicato da tutte le parti, compresa una buona fetta di economisti di fama mondiale) ed il ritorno alle monete nazionali.</p>
<p>Un ritorno alla lira, con una svalutazione di circa il 20-25% rispetto all&rsquo;euro, e quindi rispetto al dollaro,farebbe crescere di altrettanto il valore dell&rsquo;investimento effettuato da Blackrock in Italia, visto che i suoi dollari sarebbero convertiti in lire per poter essere usati dalle aziende, ampliando quindi la capacit&agrave; di investire nelle aziende italiane a costo zero e potendo contare sulla ripartenza del tessuto produttivo nazionale, strangolato per tropo tempo dal gelido abbraccio dell&rsquo;euro in salsa tedesca.</p>
<p>Blackrock ed i suoi uomini, inoltre, hanno il bagaglio di conoscenze tecniche per poter dare rapidamente impulso all&rsquo;ammodernamento delle strutture industriali italiane, che non significa riduzione di mano d&rsquo;opera, ma implementazione di soluzioni informatiche e tecniche atte a competere a livello internazionale.</p>
<p>A chi dice che le nostre industrie non sono competitive perch&egrave; sorpassate, sarebbe il caso di ricordare che le aziende tedesche stanno comprando a mani basse le nostre PMI, in quanto dalle forniture di queste dipende il loro successo in campo mondiale. Senza i semilavorati ed i pezzi prodotti nel nostro paese, le industrie tedesche non sarebbero in grado di realizzare i loro prodotti.</p>
<p>E questo, il leader mondiale degli investimenti per massa gestita lo sa benissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/c-2750_IL_COLOSSO_MONDIALE_DELLA_FINANZA_BLACKROCK_HA_DECISO_DI_SALVARE_LITALIA_DALLEURO_ECCO_CHI_E_E_CHE_PIANI_HA">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27508/la-germania-spiazza-tutti-accordi-diretti-con-la-cina-pagamenti-in-yuan</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Apr 2014 09:10:07 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27508/la-germania-spiazza-tutti-accordi-diretti-con-la-cina-pagamenti-in-yuan</link>
	<title><![CDATA[La GERMANIA spiazza tutti: accordi diretti con la cina, pagamenti in YUAN]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">&ldquo;La Bundesbank tedesca e la PBOC cinese hanno accettato di cooperare nella compensazione e nella liquidazione dei pagamenti in renmimbi, spianando la strada a Francoforte per accaparrarsi una quota del mercato off-shore. Le due banche centrali hanno firmato un memorandum d&rsquo;intesa oggi a Berlino, quando il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il cancelliere tedesco Angela Merkel, da Francoforte la Bundesbank ha rilasciato una dichiarazione ufficiale via email. La capitale finanziaria della Germania ha prevalso su Parigi e Lussemburgo in una gara all&rsquo;interno della zona euro per conquistarsi la leadership del commercio di renminbi, moneta che secondo la &ldquo;Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication&rdquo; superera&rsquo; in ottobre l&rsquo;euro come seconda moneta piu&rsquo; usata nella finanza e nel commercio globale.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;"><img src="https://www.ilnord.it/imgbank/05/5/C/ar_image_2757_l.jpg" width="500" height="413" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Il Ministero del Tesoro del Regno Unito il 26 marzo ha dichiarato che la Banca d&rsquo;Inghilterra avrebbe firmato per il 31 marzo un accordo iniziale con la PBOC per chiarire e regolare a Londra le transazioni in yuan. &laquo;<em>Francoforte e&rsquo; uno dei centri finanziari piu&rsquo; importanti d&rsquo;Europa ed e&rsquo; la sede di due banche centrali, che ne fanno un luogo particolarmente adatto</em>&raquo; &ndash; ha detto Joachim Nagel, membro del comitato esecutivo della Bundesbank, e poi ha aggiunto: &laquo;<em>Regolare qui il renminbi rafforzera&rsquo; gli stretti legami economici e finanziari tra la Germania e la Repubblica Popolare Cinese</em>&raquo;. Secondo l&rsquo;Ufficio Federale di Statistica di Wiesbaden, l&rsquo;anno scorso la Cina era il terzo partner commerciale estero della Germania, con 140 miliardi di euro di interscambio commerciale tra i due paesi. La Cina si colloca al quinto posto tra gli importatori di merci tedesche ed e&rsquo; il secondo piu&rsquo; grande esportatore verso la Germania.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Le aziende tedesche, tra cui la Siemens AG, la piu&rsquo; grande societa&rsquo; di ingegneria del paese, e la Volkswagen AG, stanno integrando il rebmimbi come terza valuta per le transazioni commerciali trans-frontaliere. &laquo;il potenziale e&rsquo; enorme&raquo; &ndash; ha detto Stefan Harfich, il Manager per i Servizi Finanziari della Siemens, che a ottobre ha gestito l&rsquo;introduzione dello yuan nella societa&rsquo; di Monaco di Baviera, e poi ha aggiunto: &laquo;l&rsquo;introduzione del renmimbi come valuta ufficiale della societa&rsquo; avra&rsquo; un impatto importante sugli affari della Siemens dei prossimi anni&raquo;. Daimler AG, il produttore della Mercedes che ha venduto 235.644 auto in Cina l&rsquo;anno scorso, il 14 marzo ha emesso 500 milioni di yuan nell&rsquo;economia piu&rsquo; grande dell&rsquo;Asia, nel cosidetto panda-bond di una societa&rsquo; estera non finanziaria.&rdquo;</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">In pratica, la Germania sta trovando un modo per non usare dollari negli affari con la Cina. Il che, &egrave; una vera rivoluzione, almeno nel mondo della finanza internazionale. Ma l'aspetto ancora pi&ugrave; interessante &egrave; che la valuta cinese scalza l'euro dal secondo posto mondiale nella classifica delle monete pi&ugrave; trattate per scambi e commerci. La Germania, quindi, in qualche modo sta cercando - e ha trovato - una via alternativa al sistema incentrato su <strong>euro e dollaro USA</strong>.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;"><a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27506/arriva-la-tasi-e-si-porter-via-gli-80-euro-prima-ancora-di-averli-ricevuti</guid>
	<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 16:27:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27506/arriva-la-tasi-e-si-porter-via-gli-80-euro-prima-ancora-di-averli-ricevuti</link>
	<title><![CDATA[Arriva la TASI e si porterà via gli 80 Euro prima ancora di averli ricevuti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il fatto che tra Italicum, riforma del Senato e "80 euro in busta paga" non se ne parli pi&ugrave; non significa che l'incubo della tassa sulla casa sia sparito. Anzi. Non &egrave; pi&ugrave; l'Imu, ma la Tasi, e con tutta probabilit&agrave;&nbsp;<strong>sar&agrave; peggio</strong>&nbsp;della stangata sul mattone a suo tempo reintrodotta da&nbsp;<strong>Mario Monti.</strong>&nbsp;Per sapere quanto dovremo pagare, comunque, nella maggior parte dei casi si dovr&agrave; attendere fino all'ultimo momento, e magari anche oltre. Gi&agrave;, perch&eacute; la Tasi - il&nbsp;<strong>tributo sui servizi indivisibili</strong>che per&ograve;, nella sostanza, va a rimpiazzare l'Imu - con tutta probabilit&agrave; verr&agrave; delineata a luglio, in ritardo rispetto al teorico termine della fine di aprile 2014. Gi&agrave; in passato abbiamo assistito ad&nbsp;<strong>estenuanti balletti</strong>&nbsp;sulle aliquote e a continui slittamenti, dunque &egrave; lecito attendersi che accadr&agrave; lo stesso, e inoltre a fine maggio ci saranno anche&nbsp;<strong>4mila comuni chiamati a votare</strong>&nbsp;alle&nbsp;amministrative: difficile che le giunte in scadenza, in piena campagna elettorale, si azzardino a definire la mazzata-Tasi. Meglio attendere l'esito del voto e, nel caso, scaricare la "patata bollente".</p>
<p><img src="https://www.panorama.it/images/economia/a/24518199-1/Tasse-sulla-casa-ecco-come-aumentera-la-Tasi_h_partb.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>I due capoluoghi -</strong>&nbsp;Cos&igrave;, ad oggi, i capoluoghi che hanno gi&agrave; approntato le delibere sono pochissime (tra questi Aosta, Pordenone, Novara e Modena). Ma ci sono le due principali citt&agrave; italiane,&nbsp;<strong>Milano e Roma</strong>, che sarebbero gi&agrave; in dirittura d'arrivo. Due esempi che danno la cifra di quanto la tassa potr&agrave; essere salata. Come ricorda il&nbsp;<em>Corriere della Sera</em>, a Milano, la giunta di&nbsp;<strong>Giuliano Pisapia</strong>&nbsp;avrebbe gi&agrave; deciso le aliquote, e anche a Roma l'assessore al Bilancio,&nbsp;<strong>Daniela Morgante</strong>, ha preannunciato le intenzioni di&nbsp;<strong>Ignazio Marino</strong>. Cos&igrave; si scopre che il capoluogo meneghino &egrave; pi&ugrave; "generoso" nei confronti di chi ha immobili di scarso valore, mentre la Capitale tende a "favorire" i possessori delle&nbsp;<strong>case di pregio</strong>. A Milano l'aliquota Tasi sull'abitazione principale sar&agrave; al&nbsp;<strong>2,5 per mille</strong>, esenti gli immobili con rendita&nbsp;catastale originaria fino a 350 euro; per i valori da 351 a 700 euro sono previste detrazioni decrescenti solo per chi ha un imponibile inferiore ai 21mila euro. A Roma, Marino dovrebbe scegliere per<strong>un'aliquota indifferenziata</strong>&nbsp;del 2 per mille.</p>
<p><strong>Il confronto -</strong>&nbsp;In soldoni,&nbsp;<strong>nel capoluogo lombardo</strong>, una piccola casa non pagher&agrave;, mentre per un casa equivalente, con rendita catastale di 300 euro, a Roma si pagheranno 101 euro. Rapporti invertiti per<strong>immobili di maggior valore</strong>: per una casa con rendita catastale da mille euro a Milano si pagheranno 420 euro mentre a Roma ne bastano 336. Ora qualche&nbsp;<strong>confronto con l'Imu</strong>. A Milano, chi ha un reddito inferiore a 21mila euro, non paga mai pi&ugrave; di quanto ha versato con l'Imu, mentre chi ha redditi superiori e una casa con rendita tra 400 e 800 euro spender&agrave; pi&ugrave; per la Tasi che per l'Imu (per esempio, per una casa con rendita di 700 euro e reddito superiore ai 21mila, si pagheranno 294 euro contro i 270 precedenti; per una casa con rendita di 600 euro, si pagheranno 252 euro contro i precedenti 203).<strong>Invece a Roma</strong>, per case con una rendita fino a 400 euro, la Tasi risulta meno conveniente dell'Imu. Per esempio per una casa con rendita di 200 euro si pagheranno 67 euro&nbsp;<strong>contro gli zero</strong>&nbsp;dell'Imu; per una casa con rendita catastale di 300 euro si pagheranno 101 euro contro i 52 dell'Imu. I calcoli, come ovvio, non tengono conto delle<strong>eventuali detrazioni</strong>&nbsp;di 50 euro per ogni figlio a carico che, nel caso, devono ancora essere stabilite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/news/11582932/Tasi-peggio-dell-Imu--ecco.html">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27500/renzi-non-difendere-lo-status-quo</guid>
	<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 08:48:43 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27500/renzi-non-difendere-lo-status-quo</link>
	<title><![CDATA[Renzi "Non difendere lo status quo"]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Perch&eacute;</span><strong>&nbsp;Piero Grasso</strong><span>&nbsp;non ne vuole proprio sapere di riformare: si dice contrario all'abolizione del Senato e propone che venga trasformato in un'assemblea di eletti. Al suo fianco, in una battaglia che punta ad affossare l'Italicum e le riforme costituzionali del governo, si schiera anche il senatore a vita Mario Monti.</span></p>
<p><span><img src="https://www.ultimaora.net/wp-content/uploads/2013/12/matteo-renzi.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p>Fanno opposizione, inutilmente. Perch&eacute; almeno sull'abolizione del Senato, il premier&nbsp;<strong>Matteo Renzi</strong>&nbsp;non intende trattare:&nbsp;<cite>"La musica deve cambiare, sulle riforme il governo non molla"</cite>. Un muro contro muro che minaccia la tenuta del governo. Tanto che Grasso non ci mette molto a lanciare l'avvertimento:&nbsp;<cite>"Voglio aiutare Renzi a non incontrare quegli ostacoli che potrebbero esserci se riforme non sono appoggiate dal numero dei senatori perch&eacute;, se cos&igrave; rimangono le cose, i numeri non ci saranno"</cite>.</p>
<p><cite>"Capisco le resistenze di tutti. I politici devono capire che se per anni hanno chiesto di fare sacrifici alle famiglie ora i sacrifici li devono fare loro"</cite>. Ai microfoni del Tg2, Renzi risponde seccato alle barricate di Grasso che propone di&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/interni/lappello-grasso-non-abolite-senato-1006035.html" target="_blank">lasciare la Camera Alta eletta dal popolo</a>. Dalle colonne di&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.repubblica.it/politica/2014/03/30/news/grasso_i_futuri_senatori_devono_essere_scelti_anche_dalla_gente-82274935/?ref=HREA-1" target="_blank"><em>Repubblica</em></a>&nbsp;l'ex magistrato critica duramente la riforma proposta da Renzi e propone che il&nbsp;<strong>Senato</strong>&nbsp;<cite>"non sia sia un organismo che dia la fiducia, ma che si occupi di leggi costituzionali e etiche"</cite>.</p>
<p>Una proposta che il premiere non prende in considerazione:<cite>"Il Senato nonsar&agrave; pi&ugrave; elettivo, altrimenti sarebbe una presa in giro nei confronti degli italiani"</cite>. Il presidente del Consiglio non intende infatti essere intralciato in quel cammino di&nbsp;<strong>riforme</strong>&nbsp;su cui ha, sin dall'inizio, voluto giocarsi la faccia.&nbsp;<cite>"Il vero modo per difendere il Senato non &egrave; una battaglia conservatrice - spiega - ma difendere le riforme che stiamo portando avanti"</cite>. E le riforme devono inevitabilmente passare dall'abolizione del bicameralismo perfetto.&nbsp;<cite>"Il modello che proponiamo rispetta la Costituzione - assicura Renzi ai microfoni del Tg2 - e porta alla semplificazione del processo legislativo"</cite>. Un processo che, almeno nelle intenzioni del governo, non si fermer&agrave; all'abolizione del Senato, ma proceder&agrave; con l'abrogazione delle&nbsp;<strong>Province</strong>, la riduzione del numero dei parlamentari (<cite>"Il pi&ugrave; alto d&rsquo;Europa"</cite>, ricorda Renzi) e la semplificazione dei poteri tra Stato e Regioni.</p>
<p><cite>"Assolutamente non sono un parruccone n&eacute; un conservatore"</cite>. Grasso, per&ograve;, non intende arretrare di un passo. E, dopo la stroncatura di Renzi, torna all'attacco.&nbsp;<cite>"Io sono il primo rottamatore del Senato,&nbsp;il primo che vuole eliminare questo tipo di Senato"</cite>, replica spiegando, intervistato da Lucia Annunziata a&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.inmezzora.rai.it/dl/portali/site/page/Page-1bf30461-aacd-4649-beb3-b884dc9ee271.html" target="_blank"><em>In mezz'ora</em></a>, che il Senato proposto nella bozza di riforma del&nbsp;<strong>governo</strong>&nbsp;&egrave;&nbsp;<cite>"una contraddizione in termini"</cite>. Da qui l'appello a tener conto dell'opposizione e a&nbsp;<cite>"non cambiare la&nbsp;<strong>Costituzione</strong>&nbsp;a colpi di fiducia"</cite>, come gi&agrave; &egrave; stato fatto con l'abolizione delle Province. Grasso assicura di non parlare per conto del presidente della Repubblica&nbsp;<strong>Giorgio Napolitano</strong>&nbsp;e di aver gi&agrave; sottoposto le proprie rimostranze al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi:&nbsp;<cite>"Ma non ho avuto alcun ritorno..."</cite>. Quando poi il vicepresidente del Pd Debora Serracchiani invita l'ex magistrato a rientrare nei ranghi, un gruppo di 25 senatori dem si &egrave; subito schierato con lui.&nbsp;<cite>"Renzi ascolti le tante voci e non ponga ultimatum"</cite>, si legge nella nota in cui si ricorda al premier che tra i banchi del Pd non siedono&nbsp;<cite>"meri esecutori"</cite>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/">Fonte</a></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27492/ue-guerra-ai-risparmiatori-approvato-il-prelievo-forzoso</guid>
	<pubDate>Sat, 29 Mar 2014 15:33:21 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27492/ue-guerra-ai-risparmiatori-approvato-il-prelievo-forzoso</link>
	<title><![CDATA[UE: è guerra ai risparmiatori: approvato il prelievo forzoso]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana l&rsquo;Unione Europea ha deciso sanzioni micidiali contro i proprio cittadini che, a differenza della Russia, non possono difendersi. Con il compromesso sull&rsquo;Unione Bancaria raggiunto il 19 marzo, il Consiglio UE, la Commissione e il Parlamento Europeo hanno creato una macchina criminale che mira ufficialmente a confiscare i risparmi per mantenere in piedi le banche &ldquo;<em>zombie</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;accordo stabilisce che il Meccanismo di Risoluzione Unico (SRM), il cosiddetto &ldquo;secondo pilastro&rdquo; dell&rsquo;Unione Bancaria, sar&agrave; operativo nel 2015; due terzi dei 55 miliardi di euro del Fondo di Risoluzione Unico (SRF) possono essere usati dall&rsquo;inizio e il 70% dopo tre anni. Il fondo sar&agrave; finanziato dalle banche, ma non &egrave; chiaro se solo dalle 128 banche che fanno parte dell&rsquo;Unione Bancaria o se da tutte. Le casse di risparmio e le banche cooperative hanno gi&agrave; messo le mani avanti perch&eacute; non intendono sacrificarsi per salvare le grandi banche.</p>
<p><img src="https://redazione.finanza.com/files/2013/07/banca_1309809411-300x200.jpg" alt="image" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il &ldquo;primo pilastro&rdquo; dell&rsquo;UB, il Meccanismo di Supervisione Unico (SSM), come concordato precedentemente, sar&agrave; a regime gi&agrave; nel novembre di quest&rsquo;anno.</p>
<p>L&rsquo;intero sistema sar&agrave; indipendente dai governi nazionali. Il Consiglio sar&agrave; interpellato solo se lo decide la Commissione e solo nel caso che la Commissione disapprovi le decisioni prese dalla BCE e dal Consiglio del SRM (<em>probabilit&agrave; uguale a quella che gli asini volino)</em>.</p>
<p>Al cittadino viene spiegato che nel caso di una &ldquo;risoluzione&rdquo; (<em>liquidazione</em>) bancaria, verr&agrave; per primo utilizzato lo strumento del &ldquo;bail-in&rdquo;, e cio&egrave; del prelievo forzoso: vengono confiscati, nell&rsquo;ordine, le azioni, le obbligazioni e i risparmi al di sopra dei centomila euro. Se questi non bastano si ricorre al fondo. Inoltre, i governi possono chiedere un prestito all&rsquo;ESM, che naturalmente significa consegnarsi alla Troika.</p>
<p>Il Commissario per il Mercato Interno Michel Barnier ha definito l&rsquo;accordo &ldquo;il passo pi&ugrave; importante (&hellip;) dopo l&rsquo;Euro&rdquo;. Il ministro del Tesoro tedesco Wolfgang Schaeuble ha ripetuto il mantra che col nuovo meccanismo i contribuenti non dovranno pi&ugrave; sobbarcarsi il costo dei salvataggi bancari.</p>
<p><strong>Due osservazioni</strong>. <br>Primo, se salta una banca sistemicamente rilevante, la potenza di fuoco del nuovo meccanismo &egrave; del tutto insufficiente. <strong>Non miliardi ma migliaia di miliardi</strong> saranno necessari. Questo significa che i contribuenti non sono affatto al riparo. In secondo luogo, e ancor pi&ugrave; importante, &egrave; che le nuove regole rovesciano il principio della fiducia su cui si basa ogni sistema di finanza e di credito, e cio&egrave; che il risparmio &egrave; protetto dalla legge. La maggior parte delle costituzioni nazionali lo afferma esplicitamente. Il nuovo accordo raggiunto dalle <strong>istituzioni UE</strong>, e che i parlamenti nazionali sono chiamati a ratificare, asserisce invece la supremazia della &ldquo;stabilit&agrave; del sistema finanziario&rdquo; su ogni altro interesse o settore della societ&agrave;, compresi i risparmi.</p>
<p>Come abbiamo gi&agrave; denunciato, le norme di &ldquo;risoluzione bancaria&rdquo; affermano che i contratti derivati devono essere onorati se una loro sospensione minaccia &ldquo;la stabilit&agrave; del sistema&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;UE ha dichiarato ufficialmente guerra ai risparmiatori e cos&igrave; facendo ha gettato le basi per l&rsquo;autodistruzione del sistema.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

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