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	<title><![CDATA[IoChatto: Gennaio 2014]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/16271/archive/1388530800/1391209200</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Fri, 17 Jan 2014 11:09:55 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26484/avanti-cos-verso-la-bancarotta</link>
	<title><![CDATA[Avanti così, Verso la Bancarotta]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Premessa sull&rsquo;informazione sussidiata italiana.</p>
<p>Prima di cominciare con l&rsquo;analisi e il commento della Bilancia Commerciale Italiana di Novembre 2013 vorrei fare la ormai &ldquo;consueta&rdquo; chiosa sull&rsquo;informazione sussidiata (con soldi pubblici) italiana. I dati di Novembre 2013 sono terrificanti da tutti i punti di vista, eppure il messaggio che &egrave; passato sui nostri giornali e sulle nostre televisione &egrave; quello relativo al &ldquo;miglioramento della bilancia commerciale&rdquo; omettendo che la causa del &ldquo;miglioramento&rdquo; &egrave; il crollo devastante dell&rsquo;Import dovuto alla MISERIA che sta colpendo l&rsquo;Italia specie nelle regioni al di fuori della zona Nord Ovest.</p>
<p>Se vogliamo tornare ad essere un paese con un minimo di speranza nel fututro, la prima riforma dfa fare &egrave; l&rsquo;abolizione, anzi il divieto assoluto per qualsiasi forma di agevolazione o sussidio ai media. Il Fatto Quotidiano ci ricorda ogni giorno che &egrave; possibile fare buona informazione senza prendere soldi pubblici. Fine premessa.</p>
<p>E ora passiamo ai dati anche grazie alle tabelle di&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://scenarieconomici.it/a-novembre-2012-lattivo-commerciale-sale-a-31-miliardi-debole-lexport-limport-collassa/"><strong>Scenari Economici</strong></a>:</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2014/01/gpg01-Copy-29.jpg"><img src="https://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2014/01/gpg01-Copy-29-650x479.jpg" alt="Verso la Bancarotta: Finita la Festa dellExport, Import Devastato (Ma Siate Felici, la Bilancia Commerciale Migliora!)" title="Verso la Bancarotta: Finita la Festa dellExport, Import Devastato (Ma Siate Felici, la Bilancia Commerciale Migliora!)" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Saltano all&rsquo;occhio almeno due considerazioni preliminari:</p>
<ul>
<li>L&rsquo;Import di prodotti dall&rsquo;estero &egrave; collassato nonostante la relativa forza dell&rsquo;Euro . Qui Laffer sta facendo il suo sporco lavoro, l&rsquo;aumento dell&rsquo;IVA e delle tasse (specie sulla casa) sta produciendo la distruzione dei consumi interni e con essa peraltro minori entrate fiscali.</li>
<li>L&rsquo;Export di prodotti italiani, dopo avere interrotto al sua corsa comincia a scendere&nbsp;<strong>e ci&ograve; &egrave; GRAVISSIMO</strong>&nbsp;perch&egrave; segna la fine dell&rsquo;unico asset macroeconomico che ancora ci stava tenedo in piedi, sul perch&egrave; l&rsquo;Export italiano stia scendedndo discuteremo alla fine di questo articolo.</li>
</ul>
<p>Adesso guardiamo nel dettaglio il saldo comparato anno su anno del nostro import e soprattutto del nostro export:</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2014/01/gpg01-Copy-31_1.jpg"><img src="https://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2014/01/gpg01-Copy-31_1-650x661.jpg" alt="Bancarotta" title="Verso la Bancarotta: Finita la Festa dellExport, Import Devastato (Ma Siate Felici, la Bilancia Commerciale Migliora!)" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si noter&agrave; come il nostro saldo con i paesi dell&rsquo;Unione Europea tutto sommato tiene, soprattutto grazie alla Germania che compra da noi prodotti semilavorati per produrre prodotti finiti da esportare nel mondo (e ci sarebbe da discutere sulla follia di produrre semilavorati a basso margine per i tedeschi i quali li usano per prodotti ad alto margine e valore aggiunto nel mondo, ovviamente la colpa &egrave; loro mica nostra eh, come no).</p>
<p>Mentre il crollo dell&rsquo;export avviene sui prodotti che vendiamo al di fuori dell&rsquo;Europa ed in particolare nei paesi che hanno svalutato &nbsp;e che anche a Dicembre hanno ulteriormente ridotto il valore della loro moneta (specie la Turchia che &egrave; un nostro grande mercato di sbocco)</p>
<p>A prima vista potrebbe sembrare che &ldquo;sia tutto colpa della forza dell&rsquo;Euro&rdquo; il che &egrave; solo parzialmente vero altrimenti non si spiegherebbe la buona salute dell&rsquo;export tedesco, ma in realt&agrave;, e questo &egrave; il vero punto&nbsp;<strong>l&rsquo;Italia sta anche perdendo capacit&agrave; di innovazione, capacit&agrave; produttiva e lavoratori di livello.</strong></p>
<p>Essendo ormai coinvolto per professione nel processo di delocalizzazione degli imprenditori italiani in Svizzera , io lo vedo ogni giorno.&nbsp;</p>
<p>Se ne vanno aziende sane e imprenditori ricchi e solvibili. Tanto per essere chiari, le realt&agrave; industriali e imprenditoriali ormai decotte rimangono a morire sul territorio italiano. I migliori italiani che chiudono le fabbriche e decidono di aprire le stesse attivit&agrave; all&rsquo;estero, sono gente che per usare un eufemismo &ldquo;hanno le palle che fumano&rdquo;, gente coraggiosa e che ha mantenuto lo spirito animale, la caratteristica fondamentale che distingue chi riesce ad elevarsi sugli altri.</p>
<p>Il risultato &nbsp;di questo processo &egrave; che alla fine, al netto di produttori che devono per &ldquo;natura&rdquo; rimanere in Italia (ad esempio chi produce vino o &egrave; attivo nel settore del turismo) semplicemente l&rsquo;Italia sta perdendo la sua capacit&agrave; produttiva, sia nei settori a pi&ugrave; alto valore aggiunto, sia in quelli in cui sono importanti le economie di scale.</p>
<p>Dunque l&rsquo;Italia NON pu&ograve; partecipare pi&ugrave; a NESSUNA ripresa perch&egrave; ha sempre meno merce &ldquo;made in italy&rdquo; da offrire al mercato.</p>
<p>Le ragione della desertificazione industriale italiana sono per la maggior parte interne, e le voglio elencare ancora una volta:</p>
<ul>
<li>Pressione fiscale assurda</li>
<li>Pressione burocratica altrettanto assurda</li>
<li>Nessuna certezza del diritto in tempi accettabili&nbsp;</li>
</ul>
<p>A tutto questo si aggiunge l&rsquo;Euro forte, ma non illudetevi troppo. Nessuna &ldquo;valuta debole&rdquo; &egrave; in grado di correggere le inefficenze, la cialtronaggine e la corruzione che pervade il sistema italiano. Ovviamente se vi fa stare meglio crederci siete liberi di farlo.</p>
<p>Solo fate attenzione,&nbsp;<strong>questa falsa speranza</strong>&nbsp;probabilmente vi nasconde una realt&agrave; che dovrebbe farvi prendere la decisione giusta, per voi stessi e la vostra famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.rischiocalcolato.it/">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26201/la-truffa-dello-spread</guid>
	<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 08:19:38 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26201/la-truffa-dello-spread</link>
	<title><![CDATA[La truffa dello spread]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Se veramente lo spread fosse un&rsquo;indicatore dell&rsquo;&rdquo;<strong>economia reale</strong>&rdquo;, allora, in Italia, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali (Btp) e il Bund tedesco non dovrebbe attestarsi a meno di duecentocinquanta punti base, com&rsquo;&egrave; attualmente, ma &laquo;<em>come minimo a mille punti base</em>&raquo;.</p>
<p><img src="https://static1.wikia.nocookie.net/__cb20111115123526/nonciclopedia/images/thumb/1/15/Mario_Monti.jpg/350px-Mario_Monti.jpg" width="350" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Ne &egrave; convinto Fabrizio Pezzani, docente dell&rsquo;Universit&agrave; Bocconi di Milano, secondo il quale, dal novembre del 2011, quando lo spread aveva superato i cinquecento punti base e le tensioni sui mercati portarono alle dimissioni di Berlusconi aprendo la strada alla &ldquo;salita&rdquo; in politica di Monti, &laquo;da quel momento a oggi sono peggiorati i conti pubblici, il debito, il rapporto debito/Pil, la disoccupazione, il numero dei fallimenti, la povert&agrave;, il disagio sociale, l&rsquo;instabilit&agrave; politica e anche il giudizio guidato strumentalmente delle agenzie di rating sui nostri conti&raquo;. Tutto questo, prosegue Pezzani, mentre &laquo;inspiegabilmente il nostro spread migliora continuamente e oggi &egrave; simile a quello di agosto 2011, tra i 220 e i 240 punti base&raquo;.</p>
<p>IL TERMOMETRO DEI POTENTI.&nbsp;<br><strong>Come mai, dunque, lo spread non peggiora, anzi addirittura migliora?</strong>&nbsp;</p>
<p>Hanno ragione coloro i quali sostengono che non conti nulla e sia solo una variabile economica impazzita? Niente affatto. Lo spread &egrave; un indicatore prezioso secondo Pezzani, ma lungi dal fotografare lo stato di salute di un&rsquo;economia nazionale,&nbsp;<strong>rappresenta le intenzioni e le manovre della finanza globale, ossia di quei pochi attori che &laquo;detengono la ricchezza&raquo; del mondo.</strong></p>
<p>DOVE SONO TUTTI I SOLDI. Se, infatti, un tempo &laquo;la ricchezza era facilmente individuabile negli Stati nazione che materialmente la possedevano&raquo;, oggi, spiega il professore, &laquo;ci troviamo di fronte a una situazione assolutamente nuova nella storia dell&rsquo;uomo&raquo;. Per farsene un&rsquo;idea basta guardare a un dato: &laquo;<strong>Nelle isole Cayman sono depositati 30 mila miliardi di dollari</strong>, che insieme eguagliano il Pil degli Stati Uniti, della Cina e di un pezzo del Giappone messi insieme&raquo;. Oppure, continua Pezzani, si pensi ai derivati, che &laquo;nel 1989, l&rsquo;anno in cui cadde il Muro di Berlino, rappresentavano un ventesimo del Pil mondiale, nel 1999 erano gi&agrave; il doppio di esso e nel 2009 ammontavano addirittura a venti volte il Pil della Terra&raquo;. Ebbene, di tutti questi derivati, alla vigilia della crisi finanziaria, il 95 per cento era posseduto da sole &laquo;cinque banche: Goldman Sachs, J.P. Morgan, Morgan Stanley, Bank of America e Citi Bank&raquo;. Che si riempivano di titoli tossici, secondo l&rsquo;economista, al solo scopo di &laquo;tenere bassa la volatilit&agrave; del dollaro&raquo;.</p>
<p>LA RICCHEZZA FINE A SE STESSA. In un mercato che si muove secondo regole diverse da quelle dell&rsquo;economia reale, dunque, &laquo;il nostro spread &ndash; prosegue Pezzani &ndash; rimarr&agrave; ancora basso contro ogni ragionevolezza razionale, perch&eacute; il rischio di un ulteriore attacco al paese, dopo quello del 2011, potrebbe far saltare, con effetto domino, un banco finanziario globale in cui il valore del dollaro &egrave; sempre pi&ugrave; lontano dal valore dell&rsquo;economia reale che dovrebbe rappresentare&raquo;. Peccato che in questo modo &laquo;una terribile bolla finanziaria continua a gonfiarsi&raquo;.&nbsp;<strong>L&rsquo;Italia, insomma, come testimonia proprio l&rsquo;andamento del suo spread, &egrave; solo una piccola pedina di un immenso scacchiere &laquo;interamente gestito da un oligopolio di potenti&raquo;</strong>. Sul mercato, secondo Pezzani, &laquo;la concorrenza &egrave; ormai impossibile&raquo;, o &egrave; forse solo &laquo;<em>un miraggio</em>&raquo;, visto che le dinamiche economiche dipendono dalle decisioni di pochi uomini. Uomini che per di pi&ugrave; vedono l&rsquo;economia, nella fattispecie la finanza, come &laquo;fine a se stessa, strumento per la creazione della ricchezza&raquo;.</p>
<p>Tutta questa &ldquo;astrazione&rdquo;, per&ograve;, ha un prezzo, dice Pezzani<strong>: &laquo;Si &egrave; perso per strada l&rsquo;uomo&raquo;. &laquo;C&rsquo;&egrave; poco da fare &ndash; conclude il bocconiano &ndash; per uscire dalla crisi, si deve tornare a mettere al centro l&rsquo;uomo, i poveri,</strong>&nbsp;come suggerisce Papa Francesco e come avviene in una qualsiasi famiglia dove, quando qualcuno sta male, tutti cercano di aiutarlo, come possono&raquo;. &Egrave; chiaro che sar&agrave; facile n&eacute; il recupero del ruolo centrale della persona: il momento attuale, avverte Pezzani, &egrave; &laquo;<em>analogo alla fine dell&rsquo;impero romano, l&rsquo;epoca dei barbari&raquo;</em>; anche allora l&rsquo;umanit&agrave; &laquo;<em>prima di conoscere lo splendore del Medioevo dovette attendere circa duecento anni di travaglio</em>&raquo;.</p>
<p>Fonte&nbsp;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.tempi.it/ma-se-l-italia-va-a-rotoli-peggio-che-mai-perche-lo-spread-continua-a-scendere-spiegazione-di-un-mistero" target="_blank">Tempi.it</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26184/giorgio-napolitano-insultato-su-facebook</guid>
	<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 19:10:53 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26184/giorgio-napolitano-insultato-su-facebook</link>
	<title><![CDATA[Giorgio Napolitano, Insultato su Facebook]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ecco Cosa gli Hanno Detto gli Italiani</p>
<p><strong>L&rsquo;Italia &egrave; stanca</strong>. La maggioranza della popolazione &egrave; piegata dalla crisi economica ed &egrave; letteralmente consumata dall&rsquo;impoverimento.</p>
<p>Si registra un progressivo ed inesorabile calo dei consumi, figlio della mancanza di danaro, dipendente dal blocco delle compravendite e conseguente alla riduzione generale dei sistemi produttivi. E tutto ci&ograve; conduce al risultato ultimo di una drammatica contrazione dei posti di lavoro.</p>
<p><strong>L&rsquo;Italia</strong> quella fuori dai palazzi del potere e quella schiacciata dalle lobby <strong>&egrave; impoverita</strong> e sta progressivamente perdendo anche le ultime forze, stanno finendo i risparmi e gli espedienti tendono ad esaurirsi.</p>
<p>Intanto l&rsquo;elettorato attende una nuova legge che disciplini le risultanze del voto politico nazionale, ma la tanto discussa legge elettorale non arriva e quindi nemmeno si va alle urne. Lo stesso elettorato attende un radicale taglio dei costi della politica ma anche il finanziamento pubblico ai partiti &egrave; stato graziato e prima del 2017 non scomparir&agrave; completamente. Per non sottolineare, poi, che il numero delle poltrone in Parlamento non &egrave; stato nemmeno ridiscusso.</p>
<p><strong>L&rsquo;Italia &egrave; sfiduciata</strong> e sembra non trovare risposte utili nelle aule del potere.</p>
<p>L&rsquo;annuale e rituale discorso del Presidente Napolitano in occasione dell&rsquo;ultimo giorno dell&rsquo;anno si &egrave; collocato su un fondale grigio, su un rovo spinoso di malcontenti e tensioni. Malgrado il difficile momento della politica italiana, nessuno poteva aspettarsi quello che in queste ore viene denunciando sul Blog di Beppe Grillo.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.beppegrillo.it/2014/01/minacce_di_morte_a_napolitano_sulla_pagina_fb_di_repubblica.html">Ecco la notizia riportata dal Blog e rimbalzata velocemente su Facebook</a>:</p>
<p>sulla <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152137078646151&amp;set=pb.179618821150.-2207520000.1388617498.&amp;type=3&amp;src=https%3A%2F%2Fscontent-a-ams.xx.fbcdn.net%2Fhphotos-frc3%2F1510777_10152137078646151_90876844_n.jpg&amp;size=564%2C312">pagina Facebook ufficiale del quotidiano &ldquo;la Repubblica&rdquo;</a> sarebbe stata postata una foto, con link ad un articolo o video relativo al discorso di Napolitano, e gli utenti avrebbero in commento all&rsquo;immagine apposto messaggi di nervosa disapprovazione. In poche parole sarebbero piovuti su Napolitano una gran quantit&agrave; di indignitosi insulti.</p>
<p>Il blog di Beppe Grillo rimanda a questo screenshot (dal quale Noi abbiamo oscurato nomi e foto del profilo degli utenti):</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2014/01/01cc.jpg"><img src="https://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2014/01/01cc.jpg" alt="screenshot Napolitano insulti" title="screenshot Napolitano insulti" width="648" height="720" style="border: 0px;"></a></p>
<p>Sottolineando che al momento la discussione &egrave; stata cancellata dalla pagina: <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152137078646151&amp;set=pb.179618821150.-2207520000.1388617498.&amp;type=3&amp;src=https%3A%2F%2Fscontent-a-ams.xx.fbcdn.net%2Fhphotos-frc3%2F1510777_10152137078646151_90876844_n.jpg&amp;size=564%2C312">pagina Facebook ufficiale del quotidiano &ldquo;la Repubblica&rdquo;</a></p>
<p>Al momento per&ograve; sulla pagina di Repubblica &egrave; visibile la pubblicazione di un diverso link sullo stesso discorso di fine d&rsquo;anno del Presidente della Repubblica, anche a commento di questo link <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/Repubblica/posts/10152137234846151">si possono leggere post non lusinghieri</a>, alcuni non educati e altri persino coloriti, tutti rivolti a Napolitano ed alla classe politica.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>

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