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	<title><![CDATA[IoChatto: Marzo 2014]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/16271/archive/1393628400/1396303200?offset=10</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27302/sondaggio-il-68-dei-cittadini-europei-contro-leuropa</guid>
	<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 07:48:45 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27302/sondaggio-il-68-dei-cittadini-europei-contro-leuropa</link>
	<title><![CDATA[Sondaggio: Il 68% dei cittadini europei è contro l'Europa]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gli ultimi dati disponibili del sondaggio Ipsos Eurooean Pulse sono inequivocabili: l'Unione Europea &egrave; un disastro, un pericolo per i cittadini del Vecchio Continente. &nbsp;il 68% di tutti gli europei che a maggio andanno a votare per il rinnovo del parlamento, affermano che la UE sta andando nella direzione sbagliata.</p>
<p>il dato italiano &egrave; impressionante: il 77% &egrave; auroscettico e pessimista sulla UE, da cui fuggire, perch&egrave; va nella direzione sbagliata. La stessa colossale percentuale anti UE &egrave; stata rilevata da IPSOS anche in Francia. In Spagna il sondaggio &egrave; solo di uno 0,1% inferiore. Il 76% degli spagnoli non ne pu&ograve; pi&ugrave; di Buxelles e del capestro che ha stretto loro al collo.&nbsp;</p>
<p>il dato che ha lasciato molto stupiti gli analisti &egrave; tuttavia un altro: quello riscontrato dal sondaggio in Germana. il 61% dei tedeschi &egrave; diventato euroscettico, ed &egrave; davvero rilevante, se si considerano i vantaggi economici ottenuti dalla Germania con l'euro. Eppure, &egrave; cos&igrave;.</p>
<p>Mediamente il 65% dei cittadini di ogni nazione d'Europa pensa - ha rilevato il sondaggio - che le politiche economiche imposte dalla Commissione europea al proprio Stato, lo abbia danneggiato e con questo siano stati danneggiati anche gli abitanti.&nbsp;</p>
<p>La tabella delle risposte - nazione per nazione - alla domanda sulle politiche di austerit&agrave; in atto, in qualche modo rappresenta anche le intenzioni di voto delle prossime europee, e per la UE si prospettano tempi difficilissimi.&nbsp;</p>
<p>Le politiche UE messe in atto dalla Commissione europea in tutta Europa sono bocciate dal 77% degli olandesi, dal 75% dei francesi, 75% degli spagnoli, 70% degli italiani, 50% dei tedeschi, percfino il 55% dei polacchi. Detto per inciso, il sondaggio IPSOS &egrave; riconosciuto per l'autorevolezza e la seriet&agrave; della raccolta dati.&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.ilnord.it/imgbank/05/4/7/ar_image_2676_l.jpg" alt="image" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>E tra questi, brilla nella vastit&agrave; dell'indagine divulgata oggi, un dato: il 56% dei cittadini delle nazioni d'Europa, da nord a sud da est a ovest, pensa che la UE abbia aumentato le disugaglianze tra Paesi ricchi e Paesi poveri d'Europa, anzich&egrave; averle diminuite. E questo probabilmente &egrave; il bilacio pi&ugrave; desolate che sia stato tracciato.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27290/il-giallo-dei-banchieri-suicidi-ben-11-in-soli-2-mesi</guid>
	<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 17:16:33 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27290/il-giallo-dei-banchieri-suicidi-ben-11-in-soli-2-mesi</link>
	<title><![CDATA[IL GIALLO DEI BANCHIERI SUICIDI: ben 11 in soli 2 mesi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si allunga la carrellata di suicidi nel mondo dell&rsquo;alta finanza.</p>
<p>L&rsquo;ultima strana vittima del presunto cocktail finanza-depressione &egrave; Edmund (Eddie) Reilly, 47 anni, trader presso la societ&agrave; di Vertical Group, a Midtown, che ha deciso di porre fine alla propria vita, sembra gettandosi spontaneamente sotto un treno della linea LIRR (Long Island Rail Road), alle 6 del mattino, ora locale, alla stazione Syosset.</p>
<p><img src="https://bastacasta.altervista.org/wp-content/uploads/2014/03/city_147.jpg" alt="city_147" width="600" height="335" style="border: 0px;"></p>
<p>Secondo testimoni sul posto, Reilly avrebbe atteso l&rsquo;arrivo del convoglio per &ldquo;fare un balzo&rdquo; nel momento in cui stava arrivando in velocit&agrave;. Non c&rsquo;&egrave; stato nulla da fare, &egrave; morto sul colpo. Tuttavia, sulla banchina in attesa c&rsquo;erano diversi che aspettavano. Nessuno ha visto esattamente la scena nell&rsquo;attimo che accadeva.</p>
<p>&ldquo;Eddie era davvero una brava persona &ndash; ha commentato in una intervista rilasciata al New York Post Rob Schaffer, managing director presso Vertical &ndash; Siamo molto sconvolti e ci mancher&agrave; molto&rdquo;.</p>
<p>Divorziato, con tre figli, l&rsquo;uomo aveva preso in affitto un appartamento vicino a quello della sua ex moglie, a East Norwich, nello stato di New York.</p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;</p>
<p><span><strong>Ci sono stati un&rsquo;ondata di suicidi tra i dipendenti di servizi finanziari dall&rsquo;inizio del 2014.&nbsp;<span>Sono avvenuti tra Londra, Stati Uniti e Hong Kong.&nbsp;&nbsp;</span></strong><br> </span></p>
<p><span><strong>1 William Broeksmit</strong><span>&nbsp;, &nbsp;58 anni ex alto dirigente di Deutsche Bank AG, &egrave; stato trovato morto in casa &nbsp;a South Kensington, nel centro di Londra, il 26 gennaio</span></span></p>
<p><span><strong><span>2 Karl Slym</span></strong>&nbsp;, 51enne Tata Motors amministratore delegato &egrave; stato trovato morto al quarto piano dell&rsquo;hotel Shangri-La a Bangkok il 27 gennaio</span></p>
<p><span><strong>3 Gabriel Magee</strong>&nbsp;, il 39anni dipendente JP Morgan, morto precipitando dal tetto del quartier generale di JP Morgan europeo di Canary Wharf di Londra il 27 gennaio</span></p>
<p><span><strong>4 Mike Dueker</strong>&nbsp;, 50 anni, capo economista della banca statunitense Russell Investments &egrave; stato trovato morto nei pressi del Tacoma Narrows Bridge nello Stato di Washington il 31 gennaio</span></p>
<p><span><strong>5 Richard Talley</strong>&nbsp;, 57 anni, fondatore di American Titolo servizi a Centennial, Colorado, &egrave; stato trovato morto il 4 febbraio. Si &egrave; ammazzato con una pistola sparachiodi.</span></p>
<p><span><strong>6 Tim Dickenson,</strong>&nbsp;che era un direttore della comunicazione sede nel Regno Unito presso Swiss Re AG, &egrave; morto a fine gennaio, in circostanze ancora inspiegabili</span></p>
<p><span><strong>7 Ryan Henry Crane</strong>&nbsp;, 37 anni, dirigente di JP Morgan &egrave; morto in un presunto suicidio a poche settimane fa, il 3 febbraio nella sua casa in Connecticut</span></p>
<p><span><strong><span>8 Li Junjie</span></strong><span>&nbsp;, 33 anni, banchiere di Hong Kong saltato dalla JP Morgan quartier generale a Hong Kong il 19 febbraio</span></span></p>
<p><span><strong>9 James Stuart</strong>&nbsp;, l&rsquo;ex National Bank of Commerce CEO &egrave; stato trovato morto a Scottsdale, in Arizona, la mattina del 19 febbraio.&nbsp;La causa della morte non &egrave; ancora stata annunciata</span></p>
<p><span><strong>10 Autunno Radtke</strong>&nbsp;, l&rsquo;amministratore delegato di First Meta, una ditta di cambio valuta digitale che &egrave; stato trovato morto il 28 febbraio fuori dal suo appartamento Singapore.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27289/gerry-scotti-scrive-a-renzi-voglio-rinunciare-al-vitalizio</guid>
	<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 17:10:50 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27289/gerry-scotti-scrive-a-renzi-voglio-rinunciare-al-vitalizio</link>
	<title><![CDATA[Gerry Scotti scrive a Renzi: "Voglio rinunciare al vitalizio"]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong style="color: #414141; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: start; background-color: #ffffff;">Gerry Scotti</strong><span style="color: #414141; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #ffffff; float: none;"><span>&nbsp;</span>chiede aiuto a<span>&nbsp;</span></span><strong style="color: #414141; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: start; background-color: #ffffff;">Matteo Renzi</strong><span style="color: #414141; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #ffffff; float: none;">. Il conduttore di Italia's got talent e prossimo timoniere di "<em>Avanti un altro</em>" al posto di Paolo Bonolis ha mandato alcuni messaggini su twitter al premier. Scotti ha un problema: <span style="text-decoration: underline;">vuole rinunciare al vitalizio da parlamentare ma non pu&ograve;</span>. Cos&igrave; ha deciso di rivolgersi proprio a Matteo per fargli una singolare richiesta: "<em>Abolisci il vitalizio e toglimi questo peso</em>". E' lo stesso premier a raccontare l'accaduto: "<em>Mi ha scritto su Twitter</em> - dice Renzi - '<em>sono stato parlamentare per cinque anni, voglio rinunciare al vitalizio ma non posso farlo. Troveremo il modo di accontentarlo, ma &egrave; il segnale di una persona che si rende conto che anche il piccolo contributo personale &egrave; giusto</em>".&nbsp;</span></p>
<p><span style="color: #414141; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #ffffff; float: none;"><img src="https://www.mondonotizie.net/wp-content/uploads/2012/06/gerry-scotti-scende-in-politica-300x300.jpg" width="300" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span style="color: #414141; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #ffffff; float: none;">Virginio Scotti detto Gerry, 57 anni, &egrave; stato eletto alla Camera dei deputati alle politiche del 1987 quando era candidato nel collegio di Milano nelle file del Partito Socialista Italiano, allora guidato da Bettino Craxi. La sua carriera di deputato &egrave; finita cinque anni dopo, nel 1992. <br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27231/mivar-carlo-vichi-affitto-gratis-a-chi-assume-1200-italiani</guid>
	<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 08:52:03 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27231/mivar-carlo-vichi-affitto-gratis-a-chi-assume-1200-italiani</link>
	<title><![CDATA[Mivar - Carlo Vichi: affitto gratis a chi assume 1200 italiani]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 11px; color: #000000; font-size: 15px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #fcfcfc;">Il 90enne Carlo Vichi si commuove raccontando a Repubblica la storia<span>&nbsp;</span><strong style="font-weight: bold;">dell&rsquo;unica fabbrica italiana di televisori: la Mivar</strong>.</p>
<p style="margin: 0px 0px 11px; color: #000000; font-size: 15px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #fcfcfc;">L&rsquo;azienda &egrave; stata fondata nel 1945 e ora &egrave;<span>&nbsp;</span><strong style="font-weight: bold;">decisamente in crisi</strong>, in un mercato di competizione con i colossi coreani e giapponesi, la partita &egrave; stata persa. Vichi ha per&ograve; avuto un&rsquo;idea per continuare il suo sogno:<span>&nbsp;</span><em style="font-style: italic;">&ldquo;Se una societ&agrave; di provata seriet&agrave; accetta di fare televisori in Italia, io gli offro la mia nuova fabbrica, pronta e mai usata, gratis. Non voglio un centesimo. Ma chiedo che assuma mille e duecento italiani, abbiatensi, milanesi. Questo chiedo. Veder sorridere di nuovo la mia gente&rdquo;</em>.</p>
<p style="margin: 0px 0px 11px; color: #000000; font-size: 15px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #fcfcfc;"><img src="https://www.lintraprendente.it/wp-content/uploads/2014/03/carlo-vichi-mivar.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin: 0px 0px 11px; color: #000000; font-size: 15px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #fcfcfc;">La fabbrica &egrave; di<span>&nbsp;</span><strong style="font-weight: bold;">120 mila metri quadri totali</strong><span>&nbsp;</span>disposta su due piani con parcheggi, presidio medico e mensa. Vichi dice:<span>&nbsp;</span><em style="font-style: italic;">&ldquo;Insuperabile, qui ci possono lavorare in 1.200, tutto in vista senza ufficetti. Vede com&rsquo;&egrave; luminosa? Molti pensavano che con i risparmi mi facessi una casa. Ma io ho fatto questo, immaginando tanta gente muoversi e che mi sorridesse. Eravamo in novecento e facevamo 5.460 televisori al giorno, un milione all&rsquo;anno. Ora &egrave; tutto vuoto, solo qualche scrivania. I grossi colossi c&rsquo;hanno calpestato&rdquo;</em>, riflette amaro Rocco, uno degli operai storici della Mivar. &ldquo;Ho disegnato televisori per venticinque anni. Anche se il vero designer &egrave; il signor Vichi, io la mano. &Egrave; rimasto sempre in trincea, al suo tavolo con le rotelle in mezzo a noi, la sua morsa, le sue idee, il suo compasso. Lavorando anche di sabato e domenica&rdquo;.</p>
<p style="margin: 0px 0px 11px; color: #000000; font-size: 15px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; background-color: #fcfcfc;">Un racconto da far commuovere chiunque, la passione che va al di sopra di tutto e di tutti. Speriamo davvero che ci sia qualcuno che<span>&nbsp;</span><strong style="font-weight: bold;">colga l&rsquo;occasione di essere ospitato GRATUITAMENTE</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27218/il-portogallo-contro-l-ue-poliziotti-occupano-il-parlamento</guid>
	<pubDate>Sat, 08 Mar 2014 08:45:45 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27218/il-portogallo-contro-l-ue-poliziotti-occupano-il-parlamento</link>
	<title><![CDATA[IL PORTOGALLO CONTRO L' UE, POLIZIOTTI OCCUPANO IL PARLAMENTO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nel giorno in cui la Troika fa i complimenti al Portogallo per i risultati raggiunti, sbloccando cos&igrave; la tranche del prestito, il paese si ribella contro le misure di austerita&rsquo; approvate dal Parlamento e chiede le dimissioni del premier, Pedro Passos Coelho. Alcune migliaia di persone hanno protestato a Lisbona, Porto e Lieira in manifestazioni organizzate dal maggior sindacato portoghese, il Cgtp. Nella capitale a scendere in piazza sono stati addirittura i poliziotti, che hanno ingaggiato un corpo a corpo con i loro colleghi, schieratisi dalla parte del Governo.</p>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/03/portugal-main-si.jpg" alt="portugal-main-si" width="400" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>In particolare, si criticano le misure adottate dal governo conservatore ritenuto &ldquo;servo&rdquo; della Troika (Ue-Bce-Fmi) che aveva chiesto un piano anticrisi a fronte del prestito di 78 miliardi di euro erogati nel 2011 su richiesta dell&rsquo;allora governo di centrosinistra. Sindacati, partiti di opposizione e cittadini lamentano in particolare il taglio di stipendi pubblici e pensioni e il fatto che la politica di austerita&rsquo; abbia accentuato le difficolta&rsquo; economiche della popolazione.</p>
<p>Oltre 15.000 poliziotti sono scesi in piazza, a Lisbona, per manifestare contro i tagli degli stipendi, marciando verso il Parlamento dove si sono trovati di fronte i &lsquo;colleghi&rsquo; in uniforme. I manifestanti sono riusciti a forzare le barriere degli agenti antisommossa, occupando i locali antistanti la sede del Parlamento portoghese. All&rsquo;interno dell&rsquo;edificio, il Presidente del Parlamento Assuncao Esteves ha poi accettato di ricevere una delegazione di rappresentanti delle forze dell&rsquo;ordine.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27176/abbiamo-usato-il-debito-per-fini-politici</guid>
	<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 08:04:22 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27176/abbiamo-usato-il-debito-per-fini-politici</link>
	<title><![CDATA[Abbiamo usato il debito per fini politici]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;Abbiamo sbagliato tutto&rdquo;.&nbsp;<br><strong>Giuliano Amato</strong><span>&nbsp;riconosce le sue colpe. La crisi, il crollo del Pil e l&rsquo;impennata del debito pubblico hanno radici lontane nel tempo.&nbsp;</span><strong>Alan Friedman</strong><span>&nbsp;prova a ricostruirle nel suo libro&nbsp;</span><em>Ammazziamo il Gattopardo</em><span>&nbsp;e dopo le interviste a&nbsp;</span><strong>Mario Monti</strong><span>&nbsp;e a Romano Prodi che tanto hanno fatto discutere, adesso arriva quella al dottor Sottile. <br>Il&nbsp;</span><em>Corriere.it</em><span>&nbsp;pubblica un colloquio tra Friedman e l&rsquo;ex premier in cui viene affrontato il problema del debito pubblico galoppante del Belpaese&nbsp;e dell&rsquo;impennata del rapporto tra il deficit e il Pil. Giuliano Amato, oggi membro della Corte Costituzionale, parla della politica economica portata avanti dai governi democristiani e socialisti tra la fine degli anni ottanta e l&rsquo;inizio degli anni novanta. Quella di Amato &egrave; un&rsquo;ammissione di colpa senza giri di parole.</span></p>
<p><strong>&ldquo;Ho usato il debito per fini politici&rdquo;</strong>&nbsp;- Friedman come detto incontra Amato, ex-consigliere economico di Bettino Craxi, premier nel 1992 (<em>anno in cui mise le mani nei nostri conti correnti con un prelievo forzoso che ancora brucia agli&nbsp;italiani</em>), spiega come i socialisti e i democristiani &ldquo;hanno usato la spesa pubblica contro il Pci, facendo salire il debito nel tentativo di attirare voti&rdquo;. Amato spiega anche perch&eacute; nessun governo &egrave; riuscito a fare le riforme strutturali di vasta portata, e cita&nbsp;<strong>Massimo D&rsquo;Alema</strong>&nbsp;che sostiene che &ldquo;<em>gli italiani non hanno capito che entrare nell&rsquo;Euro non &egrave; arrivare a un traguardo ma salire su un ring</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>&ldquo;Tutta colpa di D&rsquo;Alema&rdquo; -</strong>&nbsp;Ma &egrave; proprio su D&rsquo;Alema che Amato punta il dito. Secondo quanto racconta Friedman, nel 2000 Amato in un&rsquo;intervista all&rsquo;<em>Herald Tribune</em>&nbsp;affermava che le riforme in Italia sul fronte del lavoro non erano state fatte perch&eacute; &ldquo;c&rsquo;era il rischio che la sinistra di Massimo mi fa fuori in due minuti&rdquo;. Insomma anche quando tra il 2000 e il 2001 Amato &egrave; tornato a palazzo Chigi ammette di non aver fatto le riforme necessarie per fini elettorali. Il &ldquo;dono&rdquo; che Amato e i suoi governi ci lasciano sono un&rsquo;impennata del rapporto deficit Pil a livelli record.&nbsp;Dall&rsquo;inizio degli anni Ottanta all&rsquo;inizio degli anni Novanta il rapporto debito-Pil &egrave; balzato dal 60 percento ad oltre il 100 percento. Qualche miglioramento c&rsquo;&egrave; stato durante i governi Berlusconi e Prodi, ma oggi il rapporto &egrave; arrivato a un livello del 133 percento, e solo la Grecia ha un rapporto peggiore di noi. Una palla al piede per le nostre tasche per la quale dobbiamo dire solo &ldquo;<strong>grazie Giuliano</strong>&rdquo;.</p>
<h1><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/03/l43-amato-130422104403_medium.jpg" alt="l43-amato-130422104403_medium" width="550" height="280" style="border: 0px;"></h1>
<h1>Amato, ecco tutte le sue poltrone</h1>
<p>&ldquo;Quando ero al governo io e gli altri partiti non abbiamo capito niente. Abbiamo sbagliato&rdquo;. Giuliano Amato si confessa nel libro di Alan Friedman &ldquo;Ammazziamo il Gattopardo&rdquo; e racconta da dove arrivano gli errori fatai dei governi di fine anni ottanta e primi anni novanta (di cui lui stesso faceva parte) che hanno provocato l&rsquo;impennata del rapporto debito-Pil. Nonostante l&rsquo;ammissione di colpa,&nbsp;<strong>Amato</strong>&nbsp;continua a collezionare poltrone, manco fosse un &ldquo;salvatore della patria&rdquo;. L&rsquo;ennesima gli si &egrave; infilata sotto le chiappe &egrave; quella di giudice della Corte costituzionale, gentilmente offertagli (&lsquo;prego si accomodi&rsquo;) dal presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong>. Un incarico di prestigio assoluto, che &ldquo;vale&rdquo; infatti la bellezza di 403.840 euro (lordi) all&rsquo;anno, pari a 33.583 euro mensili. Ai quali Amato affianca una pensione da 22mila euro e un vitalizio da 9mila euro al mese. Per un totale di 64mila euro al mese (lordi, per carit&agrave;). Il nuovo incarico, poi, porta con s&egrave; anche 3 assistenti, 3 segretarie, telefonino, computer e auto blu. Quella per le poltrone &egrave; una passione che accompagna Amato sin da giovane. Dal 1983 al 1994 &egrave; stato deputato Psi, dal 1983 al 1987 sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Bettino Craxi, dal 1987 al 1989 ministro del Tesoro con Goria e De Mita, dal 1992 al 1993 presidente del Consiglio (ricordate il prelievo straordinario dai conti correnti e la finanziaria da 93mila miliardi di lire?), dal 1992 al 1994 presidente dell&rsquo;Aspen Institute, dal 1994 al 1997 presidente dell&rsquo;Antitrust, dal 1998 al 2000 ministro per le Riforme istituzionali e poi del Tesoro con D&rsquo;Alema, al quale succede come premier tra 2000 e 2001. Dal 2001 al 2006 &egrave; stato senatore con l&rsquo;Ulivo, dal 2006 al 2008 ancora ministro nel governo Prodi, dal 2011 al 2013 guida il comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia, dal 2009 &egrave; presidente dell&rsquo;Istituto dell&rsquo;Enciclopedia Treccani e dal 2012 presidente pure della Scuola Superiore Sant&rsquo;Anna di Pisa. Tutto meritato, sia chiaro.</p>
<p>Ha saldato i conti. Di casa sua&hellip;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27159/renzie-minaccia-putin-inaccettabile</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 15:14:16 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27159/renzie-minaccia-putin-inaccettabile</link>
	<title><![CDATA[Renzie minaccia Putin: ‘Inaccettabile’]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;Il governo italiano si associa &ndash; forse meglio dire &lsquo;si accoda&rsquo; &ndash; alle pressanti richieste della comunit&agrave; internazionale affinch&eacute; sia rispettata la sovranit&agrave; e l&rsquo;integrit&agrave; territoriale dell&rsquo;Ucraina&rdquo;.</p>
<p>Forse dovevano pensarci prima, prima di provocare le violenze di Kiev e la cacciata del presidente eletto, e prima di far precipitare la situazione tagliando, di fatto, fuori dal potere met&agrave; Ucraina, la parte orientale russofona e la Crimea (tutt'ora sede di basi navali Russe).</p>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/03/vladimir-putin-time-magazine.jpg" alt="vladimir-putin-time-magazine" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Al termine del fantozziano vertice con i ministri di Esteri e Difesa, Federica Mogherini e Roberta Pinotti, il premier Matteo Renzi ha &lsquo;<span style="text-decoration: underline;">duramente criticato</span>&rsquo; l&rsquo;azione militare in Crimea, avvertendo che qualsiasi violazione della sovranit&agrave; e dell&rsquo;integrit&agrave; territoriale dell&rsquo;Ucraina sar&agrave; per il governo italiano &ldquo;del tutto inaccettabile&rdquo;. <strong>Si parla di un Putin terrorizzato</strong>.</p>
<p>Ora, l&rsquo;Italia ha rapporti essenziali ed esistenziali con la Russia, attraverso l&rsquo;Eni soprattutto, come li avevamo anche con la Libia. Ma il comportamento dei nostri &ndash; meglio dire &lsquo;<span style="text-decoration: underline;">loro</span>&rsquo; &ndash; politici non &egrave;, quello di seguire i nostri interessi, ma di fare gli interessi dei loro padroni in America, quelli che da decenni violano il nostro territorio con basi, aerei e armi nucleari che spostano a piacimento in giro per l&rsquo;Italia. <span style="text-decoration: underline;">Questo si, &egrave; inaccettabile</span>.</p>
<p><strong>Un Ex boy-scout contro un ex Kgb.</strong>&nbsp;<br>Che Dio ci aiuti !</p>
<p>(<a rel="nofollow" href="https://voxnews.info/2014/03/02/renzie-minaccia-putin-inaccettabile/">Fonte</a>)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27134/grande-crescita-dellungheria-caccia-lue-ed-un-trionfo-</guid>
	<pubDate>Sat, 01 Mar 2014 08:35:10 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27134/grande-crescita-dellungheria-caccia-lue-ed-un-trionfo-</link>
	<title><![CDATA[GRANDE CRESCITA DELL’UNGHERIA - caccia l'UE ed è un trionfo !]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Secondo le prime stime riportate dall&rsquo;ufficio di <span style="text-decoration: underline;">statistica ungherese</span>, nell&rsquo;ultimo trimestre del 2013 il prodotto interno lordo &egrave; cresciuto del 2,7% rispetto allo stesso trimestre del 2012 e dello 0,6% se rapportato al terzo trimestre 2013.</p>
<p>Alla crescita hanno contribuito la <span style="text-decoration: underline;">produzione agricola</span>, il settore manifatturiero e le costruzioni. I dati finali saranno pubblicati il prossimo 5 marzo. Complessivamente, nel 2013 la crescita &egrave; stata dell&rsquo;1,1%. L&rsquo;indice dei prezzi al consumo calcolato dall&rsquo;Ufficio Centrale di Statistica (KSH), <span style="text-decoration: underline;">registra a gennaio un dato invariato su base annua</span>. Rispetto a dicembre tuttavia <strong>l&rsquo;inflazione risulta in leggera ripresa</strong> dello 0,3% a gennaio.</p>
<p>Positivo anche l&rsquo;andamento del <strong>commercio estero</strong>. A dicembre la bilancia commerciale ungherese ha segnato un nuovo <strong>saldo in attivo</strong> a 150 milioni di euro con le esportazioni ungheresi e le importazioni cresciute rispettivamente del 9,5% e del 6,9% rispetto allo stesso mese del 2012.</p>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/02/ar_image_2590_l-300x152.jpg" alt="ar_image_2590_l" width="300" height="152" style="border: 0px;"></p>
<p>Le prime stime indicano che tra gennaio e dicembre 2013 il volume delle esportazioni ungheresi &egrave; ammontato a 24.303 miliardi di fiorini (81,9 miliardi di euro), quello delle importazioni a 22.135 milioni di fiorini (74,6 miliardi di euro). Solo a dicembre il <strong>surplus della bilancia commerciale</strong> ha segnato la cifra di 87 miliardi di fiorini (circa 290 milioni di euro).</p>
<p><em>Fonte notizia: Il Sole 24 Ore&nbsp;</em></p>
<p>Nota.</p>
<p>L&rsquo;Ungheria, prima , prima di cacciare l&rsquo;FMI, <strong>l&rsquo;Unione Europea</strong> e la <strong>BCE</strong> fuori dai propri confini con una decisione senza precedenti, era semplicemente in ginocchio. Ora, grazie alla propria monetae al controllo della Banca di Stato a cui fa capo la valuta nazionale, a una politica economica accorta, e alla riduzione drastica dei costi interni (energia) e all&rsquo;aumento delle pensioni e degli stipendi, sta vivendo uno sviluppo e una crescita che hanno pochi rivali in Europa.</p>
<p>Certamente nessuno di questi: <em>Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Olanda, Belgio</em>. Tutte nazioni devastate dall&rsquo;euro e incatenate alla UE con politiche recessive folli.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<pubDate>Sat, 01 Mar 2014 08:29:55 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27133/ecco-perch-esploso-il-debito-pubblico-italiano</link>
	<title><![CDATA[Ecco perchè è esploso il debito pubblico ITALIANO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dal 1981 la Banca d&rsquo;Italia, per decisione di Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, ha smesso di monetizzare il debito pubblico che &egrave; schizzato alle stelle. Una storia che si &egrave; ripetuta, amplificata, con l&rsquo;Euro e la BCE.</p>
<p>A partire dal 1981 la Banca d&rsquo;Italia ha &ldquo;divorziato&rdquo; dal Tesoro e non &egrave; pi&ugrave; intervenuta nell&rsquo;acquisto di titoli di Stato. Ci&ograve; che non viene detto, per&ograve;, &egrave; che quella lontana decisione contribu&igrave; a produrre non solo l&rsquo;enorme debito pubblico ma anche il primo attacco ai salari.</p>
<p>L&rsquo;attuale debito pubblico italiano si form&ograve; tra gli anni &rsquo;80 e &rsquo;90, passando dal 57,7% sul Pil nel 1980 al 124,3% nel 1994. Tale crescita, molto pi&ugrave; consistente di quella degli altri Paesi europei, non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato, che rimase sempre al di sotto della media della Ue e dell&rsquo;eurozona e, tra 1991 e 2005, sempre al di sotto di quella tedesca.</p>
<p>Nel <strong>1984</strong> l&rsquo;Italia spendeva &ndash; al netto degli interessi sul debito &ndash; il <strong>42,1%</strong> del Pil, che nel <strong>1994</strong> era aumentato appena al <strong>42,9%</strong>. Nello stesso periodo la media Ue (esclusa l&rsquo;Italia) pass&ograve; <strong>dal 45,5% al 46,6%</strong> e quella dell&rsquo;eurozona pass&ograve; dal 46,7% al 47,7%. Da dove derivava allora la maggiore crescita del debito italiano?</p>
<p><img src="https://www.piovegovernoladro.info/wp-content/uploads/2014/02/DEBITO-PUBBLICO-300x152.jpg" alt="DEBITO PUBBLICO" width="300" height="152" style="border: 0px;"></p>
<p>Dalla <strong>spesa per interessi sul debito pubblico</strong>, che fu sempre molto pi&ugrave; alta di quella degli altri Paesi. La spesa per interessi <span style="text-decoration: underline;">crebbe in Italia dall&rsquo;8%</span> del Pil nel 1984 all&rsquo;11,4%, livello di gran lunga maggiore del resto d&rsquo;Europa. Sempre nello stesso periodo la media Ue pass&ograve; dal 4,1% al 4,4% e quella dell&rsquo;eurozona dal 3,5% al 4,4%.</p>
<p>Nel 1993 il divario tra i tassi d&rsquo;interesse fu addirittura triplo, il 13% in Italia contro il 4,4% della zona euro e il 4,3% della Ue. La crescita dei debiti pubblici dipende da molte cause, soprattutto dalla necessit&agrave; di sostenere le crisi e la caduta dei profitti privati che, dal &rsquo;74-75, caratterizzano ciclicamente i Paesi pi&ugrave; avanzati.</p>
<p>Tuttavia, &egrave; evidente che politiche sbagliate di finanza pubblica possono rendere ingestibile la situazione del debito, come &egrave; avvenuto in Italia. Visto che l&rsquo;entit&agrave; dei tassi d&rsquo;interesse sui titoli di stato, ovvero quanto lo Stato paga per avere un prestito, dipende dalla domanda dei titoli stessi, l&rsquo;eliminazione di una componente importante della domanda, quale &egrave; la Banca centrale, ha avuto l&rsquo;effetto di far schizzare verso l&rsquo;alto gli interessi e, quindi, di far esplodere il debito totale.</p>
<p>Inoltre, la mancanza del cordone protettivo della Banca d&rsquo;Italia espose il nostro debito alle manovre speculative degli investitori internazionali. Fu quanto accadde nel 1992, quando gli attacchi speculativi alla lira costrinsero l&rsquo;Italia ad uscire dal Sistema monetario europeo e a svalutare. Insomma, non solo Steltzner ha torto riguardo alla Banca d&rsquo;Italia, ma &egrave; il principio stesso dell&rsquo;&ldquo;autonomia&rdquo; della Banca centrale, da lui tanto tenacemente difeso, ad aver dato per trent&rsquo;anni in Italia gli stessi risultati negativi che ora sta producendo nell&rsquo;eurozona.</p>
<p>Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fu la ragione del divorzio tra Banca d&rsquo;Italia e Tesoro. Ce lo spiega il suo autore, l&rsquo;allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta. Uno degli obiettivi era quello di abbattere i salari, imponendo una deflazione che desse la possibilit&agrave; di annullare &ldquo;il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall&rsquo;accordo tra Confindustria e sindacati&rdquo;. Infatti, nel 1984 con gli accordi di San Valentino la <strong>scala mobile fu indebolita e nel 1992 definitivamente eliminata</strong>. Anche oggi, come allora, le presunte &ldquo;<em>necessit&agrave;</em>&rdquo; di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. Con la differenza che oggi l&rsquo;attacco si estende al salario indiretto, cio&egrave; al <strong>welfare</strong>.</p>
<p>Nota. Ovviamente, si potrebbe tagliare in modo radicale gli interessi da pagare, ristrutturando questa voce di spesa e non il costo del lavoro e dei servizi sociali e delle pensioni. Ma al potere c&rsquo;&egrave; la <strong>sinistra</strong>, pazzesco ma vero, <span style="text-decoration: underline;">che sta dalla parte dei banchieri</span>.</p>
<p>(<a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/c-2588_ANALISI__ECCO_PERCHE_IL_DEBITO_PUBBLICO_ITALIANO_E_ESPLOSO_CHI_E_RESPONSABILE_E_COME_FARE_A_FERMARLO">Fonte</a>)</p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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