<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[IoChatto: Novembre 2014]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/16271/archive/1414796400/1417388400</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/34512/le-tasse-sulla-casa-sono-incostituzionali</guid>
	<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 08:35:58 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/34512/le-tasse-sulla-casa-sono-incostituzionali</link>
	<title><![CDATA[Le tasse sulla casa sono INCOSTITUZIONALI]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>La rivelazione che rischia di far saltare l&rsquo;intero sistema fiscale in Italia: tassare la prima abitazione, a meno che non sia di lusso, va contro i principi costituzionali e addirittura conto i dettami della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E ora come se la caver&agrave; il nostro premier non eletto?</span></p>
<p>Sorpresa: &egrave; stato dimostrato che<strong>&nbsp;le tasse sulla casa (almeno sulla prima) sono illegittime e anticostituzionali</strong>. La tesi ormai dimostrata e sostenuta da numerosi giuristi rischia di far saltare l&rsquo;intero sistema di tassazione italiano. Eppure non serviva un genio per scoprire che le tasse sulla casa sono illegittime: c&rsquo;&egrave; scritto nientemeno che nella Costituzione italiana.</p>
<p>Tasse-sulla-casa-nel-2014</p>
<p>A partire dall&rsquo;art. 2 Cost. che dispone: &ldquo;La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&rsquo;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit&agrave;, e richiede l&rsquo;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet&agrave; politica, economica e sociale&rdquo;.</p>
<p><img src="https://www.udconsumatori.it/joomla/images/articoli/matteo_renzi_01.jpg" alt="renzi" width="333" style="border: 0px;"></p>
<p>La Costituzione sancisce che &ldquo;&egrave; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert&agrave; e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&rsquo;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&rsquo;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&rdquo;. E protegge la famiglia naturale:</p>
<p>Art. 31 Cost.: &ldquo;La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l&rsquo;adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose&rdquo;.</p>
<p>Inoltre ribadisce che &ldquo;La propriet&agrave; privata &egrave; riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti&rdquo; (art. 42 Cost.) e che &ldquo;La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme&rdquo; (art. 47 Cost.).</p>
<p>Eppure<strong>&nbsp;nel caso delle tasse sulla casa si sta verificando un vero e proprio esproprio di Stato sulla propriet&agrave; privata dei cittadini</strong>. Provate a pensarci: chiunque voglia acquistare una casa lo fa con denaro accumulato con sacrifici importanti, attraverso il proprio lavoro (ovvero attraverso redditi gi&agrave; tassati in partenza) che spesso si abbinano alla stipula di mutui bancari e dunque con la contrazione di ingenti debiti. Come se non bastasse, al momento dell&rsquo;acquisto il cittadino deve sobbarcarsi un ulteriore carico fiscale notevole (vedi al capitolo imposte di registro e ipotecarie) e da questo momento in poi cominciare a sborsare altre tasse (vedi alla voce IMU, TASI, ecc. ecc.).</p>
<p>A conti fatti nell&rsquo;arco di una vita un cittadino avr&agrave; corrisposto all&rsquo;erario pi&ugrave; del valore del bene immobile stesso. In pratica un esproprio di Stato, alla faccia della Costituzione.</p>
<p>Ma c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;:<strong>&nbsp;le tasse sulla casa violano anche l&rsquo;art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,</strong>&nbsp;laddove dispone che: &ldquo;Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all&rsquo;alimentazione, al vestiario, all&rsquo;abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidit&agrave; vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volont&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Possibile che nessuno dei Governi e dei Parlamenti che si sono succeduti in Italia negli ultimi decenni si sia accorto di queste violazioni? Per noi di Democrazia Diretta ci sono tutti i presupposti per procedere, anche penalmente, contro chi ha promulgato leggi che prefigurano un grave reato contro la Costituzione italiana.</p>
<p>Il motivo per cui la politica ha fatto finta di niente finora &egrave; semplice: dalle tasse sulla casa lo Stato incamera oltre 50 miliardi di euro l&rsquo;anno. Sottratti illegittimamente dalle tasche degli italiani. Adesso bisogner&agrave; trovare un altro modo per reperirli.</p>
<p><strong>E che sia legale, stavolta</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://democrazia-diretta.org/2014/07/11/le-tasse-sulla-casa-sono-incostituzionali-e-adesso-che-fara-il-governo-renzi/" title="fonte">Fonte</a></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/34440/litalia-in-rovina-ma-il-governo-sovvenziona-imprese-vietnamite</guid>
	<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 09:48:29 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/34440/litalia-in-rovina-ma-il-governo-sovvenziona-imprese-vietnamite</link>
	<title><![CDATA[L'Italia è in rovina, ma il governo sovvenziona imprese vietnamite]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L&rsquo;Italia ( o meglio il governo Renzie) ha deciso di fornire supporto tecnico alle imprese del Vietnam <span>meridionale, allo scopo di&nbsp;</span>&nbsp;migliorare la loro competitivita&rsquo;.</p>
<p><img src="https://cdn1.spiegel.de/images/image-311304-galleryV9-djdb.jpg" alt="vietnam mangiano i cani" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Lo ha riferito il direttore dell&rsquo;ufficio della <strong>Cooperazione italiana in Vietnam</strong>, (<em>ufficio di cui mai si era sentito parlare PRIMA</em> - NDR) <strong>Riccardo Mattei</strong>, durante uno delle migliaia di incontri (<em>inutili</em>) con il comitato del popolo della citta&rsquo; di Ho Chi Minh sud del Vietnam. <br>Ecco la dichiarazione: <em>&ldquo;L&rsquo;Italia con i suoi punti di forza in mobili, calzature, abbigliamento, produzione in campo agricolo e macchinari, &egrave;&nbsp;<strong>pronta a fornire tecnologia alle aziende vietnamite</strong></em>&ldquo;.</p>
<p>Ne seguir&agrave; la creazione di un centro di formazione aziendale gratuito. <em>(per i vietnamiti - costoso per noi</em>)</p>
<p><strong>L&rsquo;Italia sovvenzioner&agrave; con 15.2 milioni di euro, in prestiti agevolati e regalie di vaio genere, &nbsp;l&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido)</strong>&nbsp;allo scopo di portare avanti progetti di supporto tecnico nelle province di Dong Nai e Binh Duong e nella citta&rsquo; di Ho Chi Minh.</p>
<p>L&rsquo;Italia inoltre, ha aggiunto, ha realizzato un&nbsp;progetto per<strong> incrementare la competitivita&rsquo; delle Pmi vietnamite</strong> attraverso la creazione di un centro di formazione aziendale gratuito<strong> ( a scapito di quelle italiane - NDR)</strong>. <br>Durante l&rsquo;incontro, il vice presidente della provincia di Dong Nai ha indicato la formazione delle risorse umane e il trasferimento tecnologico (dall'Italia al Vietnam) &nbsp;i settori base sui cui avverr&agrave; la cooperazione con l&rsquo;Italia.</p>
<p>La cosa peraltro non &egrave; nuova in quanto tra il 2009 e il 2011, l&rsquo;Unido ha gi&agrave; speso oltre&nbsp;<span>3 milioni di euro ITALIANI, per l'</span><span>&nbsp;assistenza tecnica a Pmi vietnamite grazie a un finanziamento di cui nessuno sapeva niente.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span>Parafrasando Pirandello <strong>Cos&igrave; &egrave; se vi pare</strong> !</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/34439/canone-rai-in-bolletta-tutto-fermo</guid>
	<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 08:55:20 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/34439/canone-rai-in-bolletta-tutto-fermo</link>
	<title><![CDATA[Canone Rai in bolletta - Tutto fermo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Palazzo Chigi: Ieri sera &egrave; stata fatta una dichiarazione che rimanda tutto riguardo il canone RAI in bolletta:<br>&nbsp;</span><span>"<em>La riflessione in atto &egrave; strategica ma appare improbabile che l'ipotesi di mettere il canone in bolletta possa maturare entro questa legge di stabilit&agrave; visti i tempi tecnici troppo stretti</em>"</span><span>.</span></p>
<p><span><img src="https://businesspeople.it/var/ezwebin_site/storage/images/business/media/smentita-ipotesi-del-canone-rai-in-bolletta-elettrica_61879/768238-1-ita-IT/Smentita-ipotesi-del-canone-Rai-in-bolletta-elettrica.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p>Il tutto sembra smentire le affermazioni del<strong>&nbsp;sottosegretario Antonello Giacomelli</strong>, che durante un'intervista a Radio 24, dava la proposta di legge come approvata: Nuovo canone RAI <span>direttamente in bolletta della luce, di&nbsp;</span>circa 65 euro /anno a partire da gennaio.</p>
<p>Il Governo ha probabilment tastato il terreno ed ha poi preferito fare marcia indietro, sicuramente hanno pesato le&nbsp;<strong>proteste </strong>di alcuni componenti della maggioranza e delle<strong> aziende <strong>stesse che</strong>&nbsp;forniscono energia</strong>&nbsp;&ndash; <span>contrarie da tempo</span>a tale modifica vista la difficolt&agrave; ad emettere il pagamento e girarlo a loro volta alla RAI.<br> Anche il presidente dell&rsquo;Authority per l&rsquo;energia&nbsp;<strong>Guido Bortoni</strong>, aveva illo tempore, espresso le perplessit&agrave; del suo ramo industriale.</p>
<p>Come molti osservano&nbsp;<strong>avrebbe molto pi&ugrave; senso riformare la Rai</strong>, invece di ostinarsi a voler far pagare il canone a tutti canone. In fondo molti italiani, disabituati a riconoscere la validit&agrave; del servizio offerto dalla TV di stato, si chiedono perch&egrave; si debba pagare un canone, <span>&nbsp;a prescindere,&nbsp;</span>&nbsp;quando magari non si utilizza il mezzo televisivo di regime.</p>
<p>Staremo a vedere gli sviluppi</p>
<p><span><br></span></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/33984/ungheria-pronta-ad-uscire-dallue</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 09:36:48 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/33984/ungheria-pronta-ad-uscire-dallue</link>
	<title><![CDATA[Ungheria pronta ad uscire dall'UE]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Lo speaker del parlamento ungherese,&nbsp;L&aacute;szl&oacute; K&ouml;v&eacute;r,&nbsp; ha fatto capire che se Bruxelles decider&agrave; di comandare all&rsquo;Ungheria come va governato il paese, questa potrebbe decidere di abbandonare l&rsquo;Ue. E lo stato Magiaro non &egrave; l'unico di tratta gi&agrave; del secondo paese che minaccia di uscire dall&rsquo;Ue, dopo la Gran bretagna. <br>&Egrave; possibile parlare ormai di una tendenza?</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">All'interno dell Unione, &egrave; difficile trovare due Stati tanto dissimili tra loro. La <strong>Gran Bretagna</strong> &egrave; un veterano, l&rsquo;<strong>Ungheria</strong> &egrave; un &ldquo;coscritto&rdquo;. La Gran Bretagna &egrave; un donatore, e lo scandalo scoppiato tra Londra e Bruxelles &egrave; dovuto appunto al fatto che Bruxelles ha chiesto alla Gran Bretagna <strong>contributi supplementari</strong>. L&rsquo;Ungheria non ambisce affatto al ruolo di donatore. La Gran Bretagna si esprime per l&rsquo;irrigidimento delle <strong>sanzioni antirusse</strong>, mentre l&rsquo;Ungheria ne soffre forse pi&ugrave; della Russia stessa.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">In altre parole, l&rsquo;Ungheria e la Gran Bretagna sono <strong>due casi limite</strong>. Se quello che le unisce ancora nell&rsquo;Ue &egrave; l&rsquo;intenzione di uscire dall&rsquo;Unione Europea e i dubbi in merito alla solidariet&agrave; europea, allora si pu&ograve; dire che questi paesi sono arrivati al limite. Anche se &egrave; vero che la stessa Ungheria, malgrado tutti i suoi buoni sentimenti nei riguardi della Russia, non revoca la propria firma sotto il cosiddetto terzo pacchetto di sanzioni e non si rifiuta di rafforzare la NATO con un centinaio di militari ungheresi inviati in Lituania, arrivati ieri nell&rsquo;ambito della nuova dottrina militare della alleanza per la garanzia della sicurezza dei Paesi baltici.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">L&rsquo;Ungheria non &egrave; convinta che l&rsquo;Ue sia capace di difenderla. Bruxelles non ha fatto niente per proteggere l&rsquo;Ungheria davanti agli USA e, quindi, ha fatto il gioco degli americani nel tentativo di punire l&rsquo;Ungheria. Tutti si rendono, infatti, conto che le accuse di corruzione contro una serie di altolocati funzionari unheresi servono solo da copertura. Ci&ograve; in primo luogo perch&eacute; la corruzione in Ungheria non supera il medio livello europeo. In secondo luogo, questi fatti di corruzione non sono stati nemmeno provati.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">&Egrave; invece ovvia l&rsquo;intenzione del premier Orban e del suo team, malgrado le pressioni esercitate, di mantenere i rapporti con Mosca. Pertanto, stando ai politici ungheresi, i tentativi di punirli per questo rappresentano un&rsquo;ingerenza negli affari non solo esteri ma anche in quegli interni. Lo speaker L&aacute;szl&oacute; K&ouml;v&eacute;r ha fatto capire che se Bruxelles indicher&agrave; all&rsquo;Ungheria come va diretto il paese, l&rsquo;Ungheria pu&ograve; uscire dall&rsquo;Unione Europea. Il deputato dell&rsquo;Europarlamento, Thomas Deutsch, molto influente in Ungheria, ha detto che i valori europei sono "troppo lontani". "Spetta a noi stessi determinare il nostro fututo nell&rsquo;Ue ", ha detto il deputato.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Gi&agrave; in agosto Viktpr Orban ha avvertito l&rsquo;Occidente che la Russia rimane il principale partner economico dell&rsquo;Ungheria fuori dell&rsquo;ambito dell&rsquo;Unione Europea: "In politica cio si chiama segare il ramo sul quale stai seduto&rdquo;. Se &egrave; cos&igrave;, allora l&rsquo;unica possibilit&agrave; di non cadere insieme con il ramo &egrave; saltare gi&ugrave; dallo stesso da solo.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">Riuscir&agrave; l&rsquo;Ungheria a farlo? Risponde Vasilij Kolta&scaron;ov, vicedirettore dell&rsquo;Istituto della globalizzazione e dei movimenti sociali:</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;"><img src="https://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/large/public/foto/2012/01/16/att_824810_0" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">"Adesso l&rsquo;Ungheria non ha dove uscire. Ma le sue autorit&agrave; cominciano, probabilmente, ad esercitare una seria pressione sulla euroburorazia per strappare cedimenti e per ottenere una migliore posizione nell&rsquo;ambito dellUe. Si tratta ancora di ricatto. Ma l&rsquo;Ungheria dimostra di essere pronta ad uscire. Questa disponibilit&agrave; non &egrave; fittizia. Tale quadro &egrave; nuovo per le &eacute;lites europee. Ci&ograve; vuol dire che tra qualche tempo anche altri paesi dell&rsquo;Europa Orientale possono occupare questa posizione. Allora l&rsquo;Ue avr&agrave; a che fare con un&rsquo;opposizione molto pi&ugrave; seria alla propria politica. Alla fine avremo in Eurasia un&rsquo;integrazione assolutamente nuova.</p>
<p style="color: #333333; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: left;">L&rsquo;Ue pu&ograve; dare all&rsquo;Ungheria risorse finanziarie attraverso la Banca Centrale europea. Pu&ograve; allargare le possibilit&agrave; delle autorit&agrave; ungheresi per il finanziamento della politica sociale, per la legislazione sul lavoro. L&rsquo;Ue pu&ograve; persino chiudere un occhio sul fatto che l&rsquo;Ungheria non eseguir&agrave; i molteplici memorandum dell&rsquo;Ue e non peggiorer&agrave; ancora la situazione materiale della popolazione. Ma l&rsquo;Ue non pu&ograve; proporre all&rsquo;Ungheria lo sviluppo della sua economia. Pertanto le piccole concessioni che le autorit&agrave; ungheresi riusciranno a strappare alla burocrazia europea non metteranno il punto nella crisi dei rapporti. Successivamente l&rsquo;Ungheria dovr&agrave; lo stesso sollevare la questione dell&rsquo;uscita dall&rsquo;Ue. Ma anche la sola dichiarazione dell&rsquo;Ungheria cambia gi&agrave; la situazione, in quanto dimostra che la crisi economica, la crisi sociale nell&rsquo;Unione Europea si &egrave; trasformata gi&agrave; non solo in una crisi politica ma anche in preludio alla <strong>disgregazione politica</strong>".</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>