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	<title><![CDATA[IoChatto: Aprile 2015]]></title>
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	<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 08:34:07 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Crollati i consumi delle famiglie - siamo tornati indietro di un secolo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>AdKronos 26 Aprile</span></p>
<p><span>I consumi delle famiglie, a causa della crisi, sono tornati ai livelli del secolo scorso. Nel 2014<strong> risultano inferiore del 7,7%</strong> rispetto al 2007 e sono tornati al livello del 1999 (<em>a quello del 1997 se misurati in termini pro-capite</em>). </span></p>
<p><span>E' quanto rileva la Corte dei conti, nel documento depositato al Senato in occasione delle audizioni sul Documento di economica e finanza. ''<em>Il 2007 appare ancora molto lontano per l&rsquo;Italia</em>'', osserva la magistratura contabile. Solo le esportazioni non sono cos&igrave; distanti dai livelli pre-crisi (-1,4 per cento) mentre per tutte le altre componenti della domanda i divari risultano molto ampi. Il Pil era alla fine del 2014 dell&rsquo;8,9 per cento inferiore al livello del 2007 e vicino invece al livello del 2000.</span></p>
<p><span><img src="https://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2015/01/carrello-spesa.jpeg" alt="calo dei consumi 2014" width="500" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span>Un risultato simile a quello dei consumi delle famiglie, inferiori del 7,7 per cento al 2007, La caduta degli investimenti &egrave; stata impressionante: hanno perso 1/3 del loro valore rispetto al 2007. Nonostante la <strong>crescita</strong> registrata nel 2014, la riduzione di occupazione rispetto al 2007, osserva la Corte dei conti, ''rimane imponente'': le unit&agrave; di lavoro sono cadute di 800 mila, il <strong>tasso di disoccupazione &egrave; cresciuto di 6,6 punti</strong> percentuali, avendo raggiunto il 13 per cento alla fine del 2014 (3,4 milioni di persone). Anche considerando l&rsquo;elevata reattivit&agrave; ciclica mostrata dall&rsquo;occupazione lo scorso anno e le innovazioni normative introdotte, il riassorbimento dei posti di lavoro persi durante la lunga recessione sar&agrave; un processo lungo. Durante i sette anni di crisi, le retribuzioni lorde pro-capite sono cresciute dell&rsquo;11 per cento nella media dell&rsquo;intera economia, con un picco del 21 per cento nel settore manifatturiero. </span></p>
<p><span>Tuttavia, poich&eacute; i prezzi sono cresciuti nello stesso periodo del 12,3 per cento, osserva la Corte dei conti,<strong> i salari in termini reali sono caduti dell&rsquo;1,3</strong> per cento. La produttivit&agrave; (misurata come Pil per addetto) &egrave; diminuita anch&rsquo;essa (-2,1 per cento), alzando il costo unitario del lavoro del 12 per cento. <br>Ci&ograve; secondo la magistratura contabile ''<em>ha ulteriormente peggiorato la competitivit&agrave; di prezzo dell&rsquo;Italia rispetto agli altri partner dell&rsquo;area euro, e della Germania in modo particolare</em>''. Nonostante i segnali di miglioramento che si scorgono gi&agrave; a partire dalla seconda met&agrave; dello scorso anno, ''la <strong>ripresa</strong> che si prospetta conserva un&rsquo;intensit&agrave; del tutto insufficiente a recuperare le ampie perdite di reddito e di prodotto subite nel corso della recessione'', conclude la Corte dei conti.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span>Grazie Renzi</span></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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