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	<title><![CDATA[IoChatto: Febbraio 2016]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/16271/archive/1454281200/1456786800</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 08:57:54 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/16405/litalia-ha-svenduto-il-proprio-oro</link>
	<title><![CDATA[l'Italia ha svenduto il proprio oro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Le riserve auree diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l'oro e senza dire niente ai cittadini!</p>
<p>Dov'&egrave; finito quell'oro: <strong>venduto ai russi o ai cinesi</strong>, avidi compratori di riserve auree in questo momento?</p>
<p>Oppure &egrave; andato <strong>in pegno alla Bce</strong> come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre pi&ugrave; terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa &egrave; certa, l'operazione non nasce dall'emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l'Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un'intervista al quotidiano "Rheinischen Post": per ridurre il debito pubblico, l'Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree.</p>
<p><img src="https://cdn.blogosfere.it/economiaefinanza/images/gold%20oro_001.jpg" alt="oro italiano" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>La singolare proposta giunse dopo il netto no della Germania alla richiesta di vari Stati europei di un utilizzare le riserve auree della Banca centrale tedesca a ulteriore garanzia del cosiddetto <strong>Fondo salva Stati</strong> (Efsf) nel caso in cui la situazione economico-finanziaria peggiorasse. Pochi giorni dopo, si un&igrave; a questo coro anche Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, che al Bundestag tuon&ograve;: &laquo;Gli italiani devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro&raquo;. Un'opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell'Fdp, che considerava &laquo;necessario&raquo; che gli Stati indebitati &laquo;vendano parte del loro oro o lo depositino a garanzia presso la Banca centrale europea&raquo;. E l'Italia pu&ograve; in effetti contare su quasi 2.500 tonnellate di oro, la quarta riserva al mondo dopo Usa, Germania e il Fondo monetario internazionale, per un valore stimato intorno ai 102 miliardi di euro. In questo senso, la vendita del 20% del totale detenuto coprirebbe l'esborso richiesto dagli accordi internazionali.</p>
<p>Peccato che questo sarebbe un segnale di decadenza che avrebbe pesanti conseguenze sull'economia, sugli equilibri dei mercati e sulle valutazioni delle agenzie di rating: insomma, il governo dei tecnici bocconiani pare che abbia fatto come le famiglie indebite che portano catenine e fedi nuziali ai "Compro oro" per pagare le bollette scadute! E senza dire nulla a nessuno, ma soltanto seguendo pedissequamente le richieste tedesche. Il fatto &egrave; che quell'oro non &egrave; propriet&agrave; dello Stato italiano ma del popolo italiano, tanto che lo stesso Giulio Tremonti, quando nel 2009 voleva tassare le plusvalenze generate dalle riserve di Bankitalia, fu bloccato dal governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, che disse in Parlamento &laquo;<span style="text-decoration: underline;">Siamo sicuri che l'oro sia della Banca d'Italia e non del popolo italiano?</span>&raquo; e dallo stesso Mario Draghi, all'epoca a capo di Palazzo Koch, secondo cui &laquo;le riserve auree appartengono agli italiani e non a via Nazionale&raquo;.</p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">E queste pratiche non sono una novit&agrave; nel nostro Paese. Nella primavera del 1976 a Palazzo Chigi c'era Aldo Moro e il Tesoro era nelle mani di Emilio Colombo. La crisi valutaria imperversava e fu inevitabile ricorrere all'aiuto del governo tedesco di Helmut Schmidt che concesse un prestito di due miliardi di dollari, chiedendo per&ograve; in garanzia 540 tonnellate d'oro, che traslocarono contabilmente dai libri della Banca d'Italia di Paolo Baffi a quelli dell'Ufficio italiano cambi. Fino al 1997, quando il passaggio inverso determin&ograve; una gigantesca plusvalenza sulla quale Palazzo Koch pag&ograve; 3.400 miliardi di lire di imposte: una manna per il governo di Romano Prodi, impegnato nel tentativo di riportare il disavanzo pubblico sotto il 3% del Pil per poter agganciare l' euro, visto che l'incasso imprevisto avrebbe contribuito ad abbattere di un altro 0,18% il rapporto fra deficit e Pil. Peccato che Bruxelles, dove gi&agrave; avevano detto no alla rivalutazione delle riserve auree tedesche e alla vendita dell'oro della Banca centrale del Belgio, non diede il proprio consenso. Come siamo entrati nell'euro, poi, &egrave; cosa nota a tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"><img src="https://image.nanopress.it/images/339x223/4faa1918.jpg" alt="euro capestro" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>Com'&egrave;, come non &egrave;, a febbraio di quest'anno il quotidiano britannico "<em>The Independent</em>" rilanciava la conferma di una forte pressione tedesca fin dall'inizio del 2012 affinch&eacute; Roma mettesse mano alle sue riserve per incidere sullo stock di debito: insomma, dove non arriv&ograve; il governo Prodi - che propose inoltre la vendita di piccole quantit&agrave; delle nostre riserve per incentivare lo sviluppo dell'economia nazionale - potrebbero essere arrivati i professori, i tecnici. Tanto che il 19 gennaio scorso i deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio presentarono un'interrogazione parlamentare (con richiesta di risposta scritta) indirizzata al ministro dell'Economia e delle Finanze - leggi Mario Monti - per chiedere lumi al riguardo. A tutt'oggi, che io sappia, si attende risposta.</p>
<p>Sembrerebbe che &nbsp;questi signori si vendono l'oro ( comunque andrebbe quantomeno annunciata e discussa in Parlamento) mentre le banche incassano e gioiscono (e non pagano nemmeno l'Imu per le sedi delle Fondazioni. Veramente il vero cancro politico-economico del sistema): attenzione, questa strada &nbsp;intrapresa &egrave; decisamente greca, e<br>con la Spagna destinata a ristrutturare in parte il debito entro l'autunno, rischiamo davvero grosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/41703/fumo-nuove-norme-e-divieti</guid>
	<pubDate>Sat, 13 Feb 2016 09:17:14 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/41703/fumo-nuove-norme-e-divieti</link>
	<title><![CDATA[Fumo: nuove norme e divieti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vietato fumare in macchina in presenza di minori o donne incinte; <br>Il fumo viene bandito anche nei dintorni degli ospedali; <br>immagini-shock sui pacchetti; <br>maxi multa da 300 euro a chi getta a terra o in acqua i mozziconi di sigaretta.</p>
<p>Queste sono solo alcune delle nuove norme in vigore dal 1&deg; di Febbraio.<br><span>Rienzi,&nbsp;</span>&nbsp;presidente del Codacons, commenta: "Misure senza dubbio positive ma servono pi&ugrave; i controlli specie sul fronte dei luoghi pubblici".</p>
<p>Sanzione per i mozziconi a terra - Da 60 a 300 euro. E' quando dovr&agrave; sborsare chi verr&agrave; sorpreso a gettare i mozziconi a terra, in acque e negli scarichi, come prevede la legge sulla Green Economy che entrer&agrave; in vigore insieme al pacchetto Salute. Si tratta di una sanzione doppia rispetto a quella riservata a chi lascia a terra cicche da masticare, fazzoletti o scontrini. Le amministrazioni comunali saranno obbligate a aumentare il numero di cestini e posaceneri per la strade.</p>
<p>Addio "bionde" in auto con minori - Se in automobile vi sono minori o donne in gravidanza non si potr&agrave; pi&ugrave; accendere una sigaretta. Il divieto vale non solo in marcia ma anche a motore spento.</p>
<p>Niente fumo davanti agli ospedali - Stop anche alle sigarette nei pressi di ospedali e Irccs pediatrici. Si rischia una sanzione da 50 a 500 euro.</p>
<p><img src="https://www.mitindo.it/wp-content/uploads/2013/11/SMETTERE-FUMARE-1.jpg" alt="dal 1&deg; febbraio nuovi divieti per i fumatori" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Immagini-shock sui pacchetti - In commercio dal 20 maggio, poi, i nuovi pacchetti su cui campeggeranno immagini-shock. Le foto di malati e malattie copriranno il 65% della confezione e saranno affiancate dalle scritte "Il fumo uccide" e dal numero verde antifumo dell'Istituto superiore di Sanit&agrave; (800.554088). Sulle sigarette elettroniche compariranno invece messaggi dissuasivi.</p>
<p>Stop a pacchetti da 10 e aromi - Sempre a maggio non sar&agrave; pi&ugrave; possibile acquistare pacchetti da 10 sigarette e confezioni di tabacco da 30 grammi, considerati in quanto meno cari pi&ugrave; appetibili per i giovani. Divieto anche per gli aromi come mentolo e vaniglia.</p>
<p>Via licenza a chi vende a minori - I tabaccai che saranno sorpresi a vendere sigarette a minorenni rischieranno grosso. Al primo errore scatter&agrave; la sospensione e una sanzione da 4mila euro. Al secondo verr&agrave; revocata la licenza e sar&agrave; comminata una multa da 8mila euro. Anche le sigarette elettroniche e le ricariche contenenti nicotina non potranno essere vendute a chi non ha ancora la maggiore et&agrave;.</p>
<p>Il Codacons: ottima iniziativa ma servono pi&ugrave; controlli - "Si tratta di misure senza dubbio positive per contrastare il fumo e ridurre i troppi decessi che si registrano in Italia a causa del tabacco (circa 80.000 ogni anno). Tuttavia da soli questi provvedimenti non bastano", afferma il presidente Carlo Rienzi, che aggiunge: "Occorre infatti incrementare i controlli specie sul fronte dei luoghi pubblici. Ricordiamo infatti che la legge Sirchia sul fumo, dopo un primo periodo di rigida applicazione, &egrave; stata progressivamente disattesa, al punto che oggi nelle discoteche e nei pub italiani si fuma in tutta tranquillit&agrave; nonostante i divieti".</p>
<p>"Senza controlli mirati sul territorio, specie sulla vendita di tabacco ai minori e sul rispetto dei divieti nei luoghi pubblici, qualsiasi norma perde efficacia e diventa di fatto inutile", conclude Rienzi.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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