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	<title><![CDATA[IoChatto: Dicembre 2016]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/16271/archive/1480546800/1483225200</link>
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	<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 09:56:19 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Chi ha un fido può chiedere il rimborso]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gli illeciti bancari pi&ugrave; gravi, quelli che maggiormente danneggiano l'economia e pesano sulle tasche dei cittadini e delle aziende italiane sono quelli inerenti i fidi, in cui all'applicazione di un tasso di <span style="text-decoration: underline;">interesse eccessivo</span> - <strong>ILLEGALE</strong> - si aggiungono <strong>l'accredito tardivo dei versamenti</strong>, le c<strong>ommissioni di massimo scoperto</strong> e l'<strong>anatocismo</strong>, ovvero la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinch&eacute; essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (<em>in pratica &egrave; il calcolo degli interessi sugli interessi</em>) infatti TUTTI coloro che hanno un fido - <em>o che lo hanno avuto in passato</em> - hanno il <strong>DIRITTO ed i requisiti per chiedere un RIMBORSO</strong> alla propria banca, un risarcimento che si attesta intorno al 10-12% dell'importo del fido per ogni anno della durata dello stesso.</p>
<p><img src="https://www.federcontribuentinazionale.it/file/2015/03/anatocismo-bancario-interessi-sugli-interessi-come-difendersi.jpg" alt="anatocismo" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><br><em>Chi ha avuto un FIDO da 10.000&euro; per 5 anni, per esempio, ha diritto di recuperare 1.000-1.200&euro; all'anno, per un totale di 5-6.000&euro;</em> !!! Chi ha avuto un FIDO di 10.000&euro; per 10 anni, ha diritto di recuperare un totale di 10-12.000&euro; E' possibile richiedere un rimborso <strong>entro 10 anni dalla CHIUSURA del Conto</strong> corrente (<em>non del fido</em>) dopo 10 anni che il conto corrente &egrave; chiuso, <span style="text-decoration: underline;">il "reato" va in prescrizione</span> e non &egrave; pi&ugrave; possibile fare rivalsa per recuperare il maltolto.<br>Ci sono aziende che hanno avuto fidi di importi elevatissimi, che spesso - a causa del tasso di interesse esoso applicato dalla banca - anzich&eacute; ridursi negli anni come previsto, &egrave; lievitato negli anni: e guai a sconfinare dal fido previsto: in quel caso i tassi di interesse applicati divengono un vero e proprio salasso, capace di mandare sul lastrico anche una solida azienda.</p>
<p>Quando, nell'ambito del Comitato FermiamoLeBanche, illustriamo questi aspetti agli ignari cittadini, spesso riceviamo reazioni di incredulit&agrave; e sbigottimento: a molte persone sembra impossibile che le banche agiscano abitudinariamente nell'illegalit&agrave;, ma il fatto che agire in questo modo sia una prassi consolidata per le banche, non significa che ci&ograve; &egrave; legale, tantomeno accettabile.<br>Se tutti i commercianti non emettessero lo scontrino fiscale, diventerebbe legale non emetterlo? <em>Quando qualche anno fa, prima dell'entrata in vigore della "patente a punti" nessuno indossava la cintura di sicurezza</em>, era legale non metterla? Lo stesso principio vale per le banche: <strong>il fatto che tutte le banche applichino un tasso di interesse sui fidi troppo elevato, non significa che ci&ograve; sia lecito</strong>.<br>In italia sono MILIONI le persone e le aziende che avrebbero il diritto di <strong>RECUPERARE I SOLDI PAGATI INDEBITAMENTE</strong>, ma la stragrande maggioranza di loro ignorano questa possibilit&agrave;, a causa del black out dell'informazione in merito: i mass media - <strong>succubi della politica</strong> - hanno innalzato una vera e propria cortina di silenzio, e persino le "associazioni dei consumatori" - che sono pronte ad imbastire "class action" addirittura per far recuperare ai cittadini poche decine di euro per il ritardo di un treno - evitano accuratamente di entrare in questi ambiti: mettersi contro il sistema bancario significa rinunciare a introiti pubblicitari, favori, finanziamenti.<br>L'associazione FermiamoLeBanche &egrave; nata anche per questo: cercare di bucare la corazza di collusioni che ha reso possibile questo sistema: far recuperare i soldi sottratti indebitamente ai cittadini, oltre ad esser un atto di giustizia, &egrave; anche l'unica strada praticabile per scardinare questo sistema. <em>Migliaia di imprenditori, pi&ugrave; o meno "piccoli" sono stati costretti a cessare la propria attivit&agrave; a causa dei debiti nei confronti delle banche, molti hanno dichiarato persino fallimento, alcuni si sono persino <strong>SUICIDATI dalla disperazione</strong></em>, stroncati dall'aver perso tutto, dall'esser oberati dai debiti, IGNORANDO IL FATTO che se avessero fatto causa al loro istituto, avrebbero ottenuto un cospicuo rimborso, con tanto di interessi.</p>
<p>Ma per chi fa rivalsa nei confronti della banca, l'epilogo &egrave; quasi sempre diverso. E' il caso di un imprenditore veneto, che si &egrave; presentato allo sportello di FermiamoLeBanche qualche mese fa; dopo diversi lustri di lavoro in cui consegnava alla banca il frutto del suo impegno, per ripagare un debito che non vedeva mai fine per il frequente aggravio di nuovi interessi, quando a causa della crisi ha visto ridursi il margine di guadagno ha cessato l'attivit&agrave;:<strong> e nonostante la banca si sia intascata il provento della vendita del capannone e dei macchinari, vantava ancora un credito di 50.000&euro; nei suoi confronti</strong>, somma insostenibile per una persona priva di reddito.</p>
<p><img src="https://www.vitatrentina.it/var/vitatrentina/storage/images/media/cumulus/economia_-_cliente_ad_uno_sportello_bancario/1000183-1-ita-IT/economia_-_cliente_ad_uno_sportello_bancario_imagelarge.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>L'unico "<em>consiglio amichevole</em>" che ha saputo dargli il direttore dell'istituto, &egrave; stato quello di vendere celermente la prima casa per ripianare il debito, prospettandogli il fatto che altrimenti, "<em>sarebbe destinata ad andata all'asta</em>" in un futuro prossimo.<br>Quando i legali di FermiamoLeBanche gli hanno ricalcolato il conto corrente secondo i parametri di legge - che prevedono interessi pi&ugrave; bassi di quelli abitualmente richiesti dagli istituti - gli hanno comunicato che <strong>era lui che doveva ricevere dalla banca poco meno di 200.000&euro;</strong>, una prospettiva molto diversa da quella che gli prospettava il direttore, che gli "<em>consigliava</em>" di <strong>vendere la prima casa</strong> per saldare un debito di 50.000&euro; richiesto indebitamente: gli brillavano gli occhi, stentava a credere alle parole degli avvocati.</p>
<p>Quando i legali di FermiamoLeBanche hanno presentato il conto all'istituto, nel giro di pochi mesi <strong>l'uomo ha ricevuto un indennizzo di 150.000&euro;</strong>: la banca ha preferito conciliare evitando di arrivare a sentenza, l'uomo non ha perso la casa e la somma ricevuta gli ha permesso di ricominciare una vita rilevando una piccola attivit&agrave; commerciale. <strong>Senza alcun debito con nessun istituto bancario</strong>.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/-uQiSoxYjD1g/TuCal9eNPYI/AAAAAAAAAgo/gOzEZuERiBQ/s760/Adesivo1_0.jpg" alt="" width="300" height="212" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>L'associazione FermiamoLeBanche, fondata dall'Avv. Alfonso Luigi Marra nel 1987, da oltre 25 anni si occupa di questo tipo di cause, fornendo consulenza ai cittadini vessati dalle banche.</p>
<p><strong>SE HAI AVUTO UN FIDO BANCARIO, RIVOLGITI A FERMIAMOLEBANCHE PER OTTENERE IL RICALCOLO DEL TUO CONTO CORRENTE E CHIEDERE ALLA BANCA UN RIMBORSO</strong>! <br>si tratta di cause che hanno una percentuale di vittoria del 100%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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