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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Ricette]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10071/il-coniglio-tanti-meriti-poche-controindicazioni</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 19:49:39 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Il Coniglio tanti meriti, poche controindicazioni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio&nbsp;</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&egrave; facile da allevare, si riproduce in fretta e fornisce una carne gustosa e ricca di&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">sostanze nutritive</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Ecco perch&egrave; il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, secondo uno dei pi&ugrave; recenti rapporti FAO, nel 2020 servir&agrave; un terzo delle necessit&agrave; dell'uomo per quanto riguarda le proteine animali. L'</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">allevamento del coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;e l'uso della sua carne a scopi alimentari sono antichissimi. Furono i Fenici i primi&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">mangiatori di conigli</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Vennero poi i romani che dettero vita ad allevamenti su larga scala e misero in piedi una vera e propria politica di esportzione.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La proverbiale capacit&agrave; riproduttiva del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;si esplica anche pi&ugrave; volte nel corso dell'anno; ad ogni parto una&nbsp;<strong>coniglia&nbsp;</strong>pu&ograve; dare alla luce fino a 8 piccoli. Nel giro di un paio d'anni un allevatore partendo da un unica coppia, potrebbe in teoria trovarsi a disporre di alcune centinaia di animali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<img src="https://kr.dalianworld.com/eWebEditor/UploadFile/2009118185335136.jpg" alt="coniglio da allevamento" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si tratta di animali che rendono molto e costano poco. Rendono molto in fatto di rapidit&agrave; di accrescimento e chiedono poco visto che, contrariamente a quasi tutti gli animali da allevamento, non esigono esclusivamente mangimi speciali.<br>Qualora si tenga conto che la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;costa meno delle altri&nbsp;<strong>carni da macello</strong>&nbsp;e considerando quanto appena detto sulla facilit&agrave; di allevamento, la previsione della FAO non suona cos&igrave; esagerata come potrebbe apparire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Gia in Italia il consumo della&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;e pi&ugrave; che triplicato negli ultimi vent'anni e continua a crescere pur in presenza di un rallentamento del tasso di incremento del consumo complessivo di carne nel paese.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.lericettedellatradizione.net/wp-content/uploads/2014/12/ca1.jpg" alt="coniglio arrosto" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I&nbsp;<strong>conigli</strong>&nbsp;si dividono in tre categorie: da carne, da pelo e da pelliccia. Il numero degli<strong>&nbsp;allevatori di conigli&nbsp;</strong>&egrave; aumentato molto in Italia riducendo la voce di passivo della bilancia commerciale del nostro paese.<br>Non solo dalla facilit&agrave; dell'allevamento o dal prezzo contenuto discende la riscoperta del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;nelle abitudini alimentari degli italiani. Recenti studi hani dimostrato come la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;si faccia preferire, rispetto a quasi tutte le altre, per alcune&nbsp;<strong>caratteristiche nutrizionali</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Pochi grassi, molte proteine di elevato valore biologico. Questa &egrave; la formula che il coniglio proppone alla nostra tavola ed alla nostra dieta. La presunta povert&agrave; di questa carne &egrave; solo povert&agrave; di grassi e pertanto di colesterolo. Inoltre, nei tessuti di questi animali, si possono trovare buone quantit&agrave; di&nbsp;<strong>minerali utili per l'alimentazione umana</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si parla di <span style="text-decoration: underline;">ferro, fosforo e magnesio</span>, ma soprattutto di calcio e di potassio presenti in dosi interessanti rispetto alle altre carni da tavola.<br>Siamo quindi in presenza di una carne magra, con ottimo valore nutritivo, del tutto priva di controindicazioni ed anzi particolarmente indicata per i&nbsp;<strong>giovani</strong>, gli<strong>&nbsp;anziani</strong>&nbsp;ed i&nbsp;<strong>convalescenti</strong>. Il&nbsp;<strong>coniglio&nbsp;</strong>per sua natura e conformazione non pu&ograve; essere cucinato a fette in pochi minuti, ma necessita di una abbastanza lunga cucina.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il&nbsp;<strong>coniglio</strong>, come detto, va<strong>&nbsp;cucinato a pezzi&nbsp;</strong>ed unito a vari vegetali per conferirgli un gusto incomparabile che lascia il segno in tutti i commensali.<br>Il&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; grasso</strong>, presenta una percentuale di proteine in genere minore rispetto al&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; giovane</strong>&nbsp;e pi&ugrave; piccolo; cos&igrave; come l'animale non ingrassato risulta pi&ugrave; ricco di sali minerali, praticamente doppia rispetto al&nbsp;<strong>coniglio grasso.&nbsp;</strong><br>E' usanza comune dare del coniglio, ma alla luce di quanto sopra forse &egrave; meglio cucinarselo invece di darlo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</guid>
	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 19:24:46 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</link>
	<title><![CDATA[Bucatini al sugo di polpo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong><br> 350 gr. di bucatini<br> 400 gr. di polpo<br> 500 gr. di polpa di pomodori<br> 100 gr. di olive nere<br> 2 spicchi di aglio<br> olio extra vergine di oliva<br> sale</p>
<p><img src="https://blog.giallozafferano.it/avvaifornelli/wp-content/uploads/2014/04/foto-1-24.jpg" alt="bucatini con polpo" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Preparazione:</strong><br> Cuocere il polpo in acqua per circa 30 minuti , (ma dipende dal polpo)<br> tagliarlo a pezzetti e togliere eventuali pezzetti neri o filamentosi.<br> In una padella, soffriggere l'olio con l'aglio aggiungere il polpo lessato, far insaporire aggiungere i pomodori le olive <br> aggiustare di sale e cuocere per circa 20 - 25 minuti.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8248.jpg" alt="bucatini con la seppia" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"> <img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8249.jpg" alt="bucatini al polpo" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Cuocere i bucatini in abbondante acqua salata, scolarli e farli mantecare in padella con il condimento.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/21390/crostoni-al-formaggio-e-cavolfiori</guid>
	<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 21:11:44 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/21390/crostoni-al-formaggio-e-cavolfiori</link>
	<title><![CDATA[Crostoni al formaggio e cavolfiori]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ingredienti per 4 persone:</span><br><span>4 grandi fette di pane casereccio tagliato a met&agrave;</span><br><span>1 spicchio d'aglio</span><br><span>400 g di cimette di cavolfiore</span><br><span>120 g di emmental</span><br><span>80 g di formaggio olandese</span><br><span>10 g di senape</span><br><span>2 uova</span><br><span>40 g di panna da cucina vegetale</span><br><span>2 bicchieri di birra</span><br><span>noce moscata</span><br><span>sale</span><br><span><em>335 kcal a porzione</em></span></p>
<p><span><em></em></span><img src="https://www.cucinarefunghi.com/wp-content/uploads/2012/11/Crostini-di-formaggio-e-chiodini-.jpg" alt="crostoni al formaggio" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><span><em><br></em></span><span></span><span>Lavate le cimette di cavolfiore e tuffatele in acqua bollente salata per 15 minuti.</span><br><span><br></span><span></span><span>Eliminate la crosta ai formaggi e grattugiateli, raccogliendoli in una ciotola; aggiungete la senape, la panna, la birra e mescolate con un cucchiaio di legno, fino a ottenere un composto omogeneo.</span><br><span><br></span><span></span><span>Sgusciate le uova in una ciotola, sbattetele energicamente con una forchetta, salate ed aggiungetele ai formaggi, mescolando per amalgamarle bene.</span><br><span><br></span><span></span><span>Strofinate leggermente le fette di pane con l'aglio sbucciato, poi, ponetele sotto il grill del forno gi&agrave; caldo per 2 minuti</span><br><span><br></span><span></span><span>Scolate i cavolfiori e distribuiteli sulle fette di pane, quindi, coprite le cimette con la crema di formaggio; rimettete in forno e lasciate dorare la crema per 5 minuti, deve iniziare a sobbollire e, poi, gratinare</span></p>
<p><span><br></span><span></span><span>Togliete dal forno e suddividete in 4 piatti singoli; cospargete con un pizzico di noce moscata e servite.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/21698/minestra-di-pane-raffermo</guid>
	<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 15:55:11 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/21698/minestra-di-pane-raffermo</link>
	<title><![CDATA[Minestra di pane raffermo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>INGREDIENTI</strong></p>
<p>- Pane raffermo<br>- Verdure lessate<br>- Formaggio grattugiato q.b.<br>- Burro q.b.<br>- Sale q.b.</p>
<p><br><strong>PREPARAZIONE</strong><br>Si prende un pentolino e si fa del brodo (saliamo).</p>
<p><br>Si taglia il pane raffermo a pezzi grandi come noci e si dispone su una teglia che vada in forno; si copre con un po&rsquo; di brodo in modo che rammollisca ma non troppo.</p>
<p><img src="https://cdn-1.cook.stbm.it/thumbnails/ricette/1693/minestra-di-pane-bigwm.jpg" alt="image" width="480" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Copriamo con formaggio grattugiato grossolanamente.&nbsp; Aggiungiamo delle verdure che abbiamo lessato a parte o quelle avanzate da un altro pasto come spinaci, cipolle, carote, cavoli (la ricetta originale contempla solo i cavoli lessati). Si termina ancora con formaggio e un po&rsquo; di burro fuso e si inforna . Quando &egrave; gratinato &egrave; pronto.&nbsp;Impiattare e servire.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/16793/cime-di-rapa-con-salsiccia</guid>
	<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 12:25:59 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/16793/cime-di-rapa-con-salsiccia</link>
	<title><![CDATA[Cime di rapa con salsiccia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti:</span></p>
<p>&nbsp; &nbsp; Aglio 1 spicchio<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cime di rapa 1 kg<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Olio extravergine di oliva, 2-3 cucchiai</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Peperoncino rosso piccante, 1<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sale q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salsiccia piccante, 500 gr</p>
<p>&nbsp;<img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/16/1657/preview.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Per preparare le cime di rapa con salsiccia iniziate pulendo le verdure: lavate bene le cime di rapa ed eliminate i gambi pi&ugrave; coriacei e le foglie rovinate, tagliate le foglie a pezzi mantenendo le cimette intere. Sbollentatele per 5 minuti in acqua bollente salata&nbsp; e scolatele bene.</p>
<p>Nel frattempo tagliate la salsiccia in piccoli pezzi&nbsp; e mettetela a rosolare in una padellina antiaderente, aggiungendo dopo qualche minuto un paio di cucchiai dell&rsquo;acqua di cottura delle cime di rapa.</p>
<p>Portate a cottura le salsicce. Pelate l'aglio e affettate il peperoncino. In una padella ponete l&rsquo;olio extravergine di oliva, aggiungete lo spicchio d&rsquo;aglio tagliato a met&agrave; e il peperoncino tagliato a fettine. Fate dorare l&rsquo;aglio e poi aggiungete le cime di rapa bollite, che andrete a saltare per qualche minuto, infine salate.<br>Servite le cime di rapa con la salsiccia croccante e ben calda!</p>
<p><br>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10163/parma-la-gastronomica</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 08:26:02 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10163/parma-la-gastronomica</link>
	<title><![CDATA[Parma La Gastronomica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Citt&agrave; di dilettanti, estroversa, che parla e vive sempre una nota sopra il rigo.<br> <strong>Citt&agrave; cortigiana che ama la buona tavola ed il vestire appropriato.</strong><br> Questa &egrave;&nbsp;<strong>Parma citta aristocratica che onora con pari intelligenza le cose dello spirito e della materia</strong>.</p>
<p>In poche altre citt&agrave; si sente cos&igrave; frequentemente pronunciare la parola cultura, con sussiego dei dotti, e rimpianto degli ignoranti.<br> Con la sua grande tradizione tipografica,&nbsp;<strong>Parma&nbsp;</strong>vanta una media alta di abitante per copia di quotidiano, il doppio della media nazionale.<br> Ha uno dei giornali pi&ugrave; antichi del paese, La&nbsp;<strong>Gazzetta di Parma</strong>, ed il club di&nbsp;<strong>loggionisti del Teattro Reggio</strong>&nbsp;pi&ugrave; famoso e temuto d'Italia.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Accanto alla grande tradizione intellettuale della citt&agrave; stanno molti&nbsp;<strong>salumifici&nbsp;</strong>con una produzione di molti&nbsp;<strong>prosciutti&nbsp;</strong>l'anno e&nbsp;<strong>caseifici</strong>&nbsp;per il<strong>&nbsp;parmigiano-reggiano</strong>&nbsp;che sono il vanto della<strong>&nbsp;Food valley</strong>.<br>Si pu&ograve; dire che la citt&agrave; esalta i sensi del corpo: l'olfatto con la&nbsp;<strong>violetta di Parma</strong>, l'udito con le&nbsp;<strong>musiche di Verdi e Pizzetti</strong>, il gusto con i&nbsp;<strong>famosi prodotti alimentari</strong>, la vista con i&nbsp;<strong>dipinti del Correggio&nbsp;</strong>e le&nbsp;<strong>sculture dell'Antelami</strong>&nbsp;ed il tatto con l<strong>e belle donne parmigiane</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://storage.aicod.it/portale/itineraemilia/view/1000/La_citt_doro-Parma.jpg" alt="la bellezza di Parma" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La cultura qu&igrave; &egrave; una sorta di alibi per una provincia che sa troppo di<strong>&nbsp;prosciutti e latticini</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Tutto ha inizio con Luisa Elisabetta, figlia di Luigi XV, che nel 1739 spos&ograve; Filippo di Borbone, duca di Parma.<br>Cresciuta a Versailles, port&ograve; sulle rive del Po usi, liturgie ed organizzazione della fastosa corte francese.<br>Don Ferdinando, figlio di Filippo, ebbe maestri francesi; e francesi furono gli architetti che lavorarono a Parma in quel tempo, francesi i pittori, i musicisti, i sarti, i librai.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://images01.localidautore.it/dbimg/primopiano/gastronomia-in-emilia-romagna-1744.jpg" alt="Parma La Gastronomica" title="Parma La Gastronomica" width="300" height="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nell'ottocento l'austriaca Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, vedova non inconsolabile di Napoleone, ottenne dal Congresso di Vienna il&nbsp;<strong>ducato di Parma&nbsp;</strong>e port&ograve; nel granducato padano lo spirito e l'intelletto delle due corti, Vienna e Parigi.<br> Il suo regno ultratrentennale si distinse per la tolleranza politica, il mecenatismo per le arti ed una vita di corte all'insegna dell'edonismo e degli sfarzi.<br>In questa citt&agrave; di personaggi teatrali, la palma del protagonismo spetta ai<strong>&nbsp;loggionisti</strong>, che per acquistare il diritto di consacrare o di distruggere un cantante, fanno la fila per ore dvanti al&nbsp;<strong>Teatro Reggio</strong>.<br>Non &egrave; che, finita&nbsp;<strong>l'opera</strong>, tornino privati cittadini: loro restano loggionisti 24 ore su 24, cos&igrave; il&nbsp;<strong>melodramma</strong>&nbsp;continua al bar, nell'osteria.<br>Una volta alla settimana, in uno scantinato del centro, dominato da un&nbsp;<strong>busto di Verdi</strong>, si riunisce il&nbsp;<strong>club dei 27</strong>&nbsp;che adorano il maestro come i&nbsp;<strong>sacerdoti dell'Aida</strong>.<br>Ognuno porta il nome di un<strong>&nbsp;opera verdiana</strong>, quindi c'&egrave; il sig&nbsp;<strong>Falstaff</strong>, il sig&nbsp;<strong>Nabucco</strong>, il sig<strong>&nbsp;Aida&nbsp;</strong>ecc; chiaramente ascoltano solo opere del&nbsp;<strong>Grande Maestro Giuseppe Verdi</strong>.<br>Il loro club &egrave; a numero chiuso: per esservi ammessi occorre aspettare il decesso di qualche&nbsp;<strong>Trovatore</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>Luisa Miller</strong>.<br>Nella&nbsp;<strong>Food Valley&nbsp;</strong>il suino &egrave; come la&nbsp;<strong>musica di Verdi</strong>, non c'&egrave; nulla da buttar via.<br>La nascita del<strong>&nbsp;prosciutto</strong>&nbsp;&egrave; un vero e prorio miracolo della natura che si dice dovuto all'aria pura dei luoghi di produzione, cio&egrave; la&nbsp;<strong>provincia di Parma</strong>.<br><strong>Langhirano&nbsp;</strong>st&agrave; al prosciutto come il&nbsp;<strong>Teatro Reggio</strong>&nbsp;st&agrave; all'opera, i&nbsp;<strong>maestri prosciuttai</strong>&nbsp;sono non meno severi dei<strong>loggionisti&nbsp;</strong>del melodramma verdiano.<br>Il&nbsp;<strong>settore caseario&nbsp;</strong>contribuisce alla florida economia parmense con un alto fatturato, come pure l'<strong>industria delle conserve</strong>&nbsp;ed altri&nbsp;<strong>alimentari</strong>&nbsp;ormai famosi in tutto il mondo.<br>Questo colloca<strong>&nbsp;Parma</strong>&nbsp;nelle alte sfere della graduatoria italiana del reddito pro capite.<br>Fanno bel vedere i&nbsp;<strong>caff&egrave; intellettuali di Piazza Garibaldi</strong>, salotto mondano e palestra di idee, come la&nbsp;<strong>vita Movida</strong>&nbsp;delle vie contigue dove la&nbsp;<strong>gente di&nbsp; Parma&nbsp;</strong>ha trasferito il bisogno di parlare, vedere, sentire , emularsi sibillando sorridenti malignit&agrave;, lanciandosi occhiate equivalenti a radiografie.<br>Il&nbsp;<strong>popolo di Parma&nbsp;</strong>potrebbe essere chiamato l'Indoratore, perch&egrave; in questa citt&agrave;, a partire dal Sindaco fino all'ultimo cittadino, tutto va sempre bene.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Esistono moltissime problematiche come in tutte le altre citt&agrave; italiane, ma non troverete mai un parmigiano che lo riconosca.<br>Una cosa &egrave; certa: vivendo in una&nbsp;<strong>citt&agrave; cos&igrave; bella</strong>&nbsp;la gente parmigiana non ama la vita grigia, tutti&nbsp;<strong>amano il lusso e lo sfarzo&nbsp;</strong>anche sopra le possibilit&agrave;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35938/polpette-di-verdure</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 12:44:33 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35938/polpette-di-verdure</link>
	<title><![CDATA[Polpette di verdure]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Le polpettine sono un modo ottimo per fare il pieno di verdura. Ricordiamoci sempre che la cottura al forno ci permette di avere un cibo gustoso e davvero sano!</p>
<p><img src="https://blog.pianetamamma.it/ricettebambini/wp-content/uploads/2013/06/polpette-vegetariane-fredde.jpg" alt="polpette verdura" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong><br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 patate<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 carote<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 zucchine<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; bietole o lattuga<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 fette di pane<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 200 gr di scamorza affumicata o provola<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 uova<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 20 gr di parmigiano grattuggiato<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1 cucchiaio di farina o q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; pane grattuggiato<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; sale q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; olio q.b.<br><br><br><strong>Preparazione:</strong><br><br>Pulire le bietole e lessarle. Lasciarle scolare e strizzarle bene.</p>
<p>Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle.</p>
<p>Lavare le verdure, tagliarle a pezzetti e farle rosolare: prima le carote, quando saranno un p&ograve; morbide aggiungete le zucchine e infine le bietole.</p>
<p>Spezzettate il pane, mettetelo ad ammollare con il latte o l'acqua.<br><br>Unire in una ciotola le verdure, le patate, il pane (ben strizzato), la scamorza affumicata tagliata a cubetti piccoli, il parmigiano grattugiato, le uova, il sale e il pepe.<br><br>Amalgamare bene il tutto e solo dopo aggiungere 1 cucchiaio di farina e 2 cucchiai di pangrattato per consolidare al meglio il composto.<br><br>Formare le polpette con le mani, facendole passare in ultimo in un piatto con il pane grattugiato.<br>Riporle in frigo a riposare per 30 minuti.<br><br>Passata la mezz&rsquo;ora tirate le polpette fuori dal frigo e cuocetele in un tegame antiaderente con un filo d&rsquo; olio. Coprire con il coperchio e far cuocere per 15 minuti, girarle e completare la cottura per altri 10 minuti.<br><br>Si deve far in modo che ai lati delle polpette rimanga una bella crosticina colorata che le aiuter&agrave; a restare compatte.<br><br>In alternativa alla cottura in padella, potete cuocerle in forno per 20 minuti a 180&deg;, oppure secondo i vostri gusti potete cuocerle semplicemente friggendole in padella.<br><br><br></p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35515/risotto-mimosa-con-uova-e-asparagi</guid>
	<pubDate>Sat, 28 Feb 2015 16:18:23 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35515/risotto-mimosa-con-uova-e-asparagi</link>
	<title><![CDATA[Risotto mimosa con uova e asparagi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://static.buttalapasta.it/625X0/www/buttalapasta/it/img/riso-uova-asparagi.jpg" alt="risotto mimosa" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong><br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 4 uova sode<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; asparagi 1/2 Kg<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; riso 350 g<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; brodo vegetale<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; una noce di burro<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; parmigiano reggiano grattugiato 40 g<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; stracchino 150 g<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1 scalogno<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 bicchieri di vino bianco secco<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; olio extravergine di oliva<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; pepe q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; sale q.b.<br><br><strong>Preparazione:</strong><br><br>Spellate e tritate finemente lo scalogno; fatelo soffriggere con mezzo bicchiere <br>di olio di oliva in un tegame grande. <br>Intanto fate cuocere per dieci minuti gli asparagi in acqua bollente poco salata.<br><br>Scolate gli asparagi e tagliate le punte, mettendole da parte. Eliminate la parte<br>dura e frullate quella morbida. Mettete il riso nel tegame con lo scalogno, <br>fatelo tostare, poi irrorate con il vino bianco. Fate evaporare, unite <br>la crema di asparagi e bagnate con il brodo vegetale via via che il risotto si <br>asciuga.<br><br>Quando manca poco alla fine della cottura unite lo stracchino, mescolate bene, <br>togliete la pentola dal fuoco e mantecate il risotto con la noce di burro e <br>parmigiano. Regolate di sale e pepe, poi disponete il riso nel piatto da portata,<br>decorando con il tuorlo dell&rsquo;uovo sbriciolato e le punte degli asparagi, ricreando dei rametti di mimosa.</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35495/il-gratin-ricco-di-patate</guid>
	<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 11:42:39 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35495/il-gratin-ricco-di-patate</link>
	<title><![CDATA[Il gratin ricco di patate]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong><img src="https://thepurebar.com/files/2012/09/50478c4221f00-ScallopedPotatoes.jpg" alt="gratin patate" width="500" style="border: 0px;"></strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong><br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; PANNA DA CUCINA - 3 decilitri<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; GRANA q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; MORTADELLA - 100 grammi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; MOZZARELLA - 200 grammi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; PATATE - 800 grammi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; UOVA - 3<br><br><strong>Procedimento:</strong><br><br><br>1) Sbuccia, taglia, lessa e scola a met&agrave; cottura 800 grammi di patate. Prendi una pirofila e ungine il fondo, poi adagiaci uno strato di patate.</p>
<p><br>2) Taglia a fette una mozzarella di circa 200 grammi e a bastoncini 100 grammi di mortadella, quindi mischiale in una terrina insieme al grana grattugiato.&nbsp; Usa questi ingredienti per intervallare gli strati di patate, infine sbatti 3 uova insieme a 3 dl di panna e versa il composto sulle patate.</p>
<p><br>3) Cuoci il gratin ricco di patate per 30 minuti a 180&deg;, poi servilo caldo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10082/chi-mangia-pesce-campa-centanni</guid>
	<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 08:55:01 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10082/chi-mangia-pesce-campa-centanni</link>
	<title><![CDATA[Chi Mangia Pesce Campa Cent'anni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><br></span></p>
<p><span>La loro dieta &egrave; satura di: grassi, colesterolo e proteine; povera di: fibre, carboidrati e quasi del tutto carente di vitamina C o E; secondo le regole della nutrizione dovrebbero morire come mosche; invece gli eschimesi della Groenlandia occidentale sono forse tra le popolazioni pi&ugrave; sane del mondo.Hanno nel sangue un tasso di colesterolo molto pi&ugrave; basso di quello dei comuni mortali che seguono una qualunque dieta occidentale, e vanno molto meno soggetti alle malattie cardiache. L'ipertensione &egrave; insolita tra loro, obesit&agrave; e artrite reumatoide sono rare, il diabete &egrave; del tutto sconosciuto.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Sono molti anni che i ricercatori scorazzano in slitta per l'Artico raccogliendo i campioni degli alimenti degli eschimesi, studiando le loro abitudini, esaminando a fondo il loro metabolismo per scoprire il segreto degli abitatori dei ghiacci, alfine lo conosciamo.Il segreto &egrave; tutto qui: mangiare la carne che il mare fornisce. Trova cos&igrave; conferma il vecchio adagio che il pesce fa bene al cervello. E' stato accertato che esso costituisce una fonte essenziale di una categoria di grassi ( gli omega-3 ) che hanno sul metabolismo effetti di vasta portata.<br>I risultati delle ricerche in corso dimostrano che gli oli presenti nel pesce abbassano il livello del colesterolo e dei trigliceridi, i grassi del sangue associati alle malattie di cuore. Sono gli oli che impediscono la formazione di coaguli sanguigni, causa principale degli attacchi cardiaci, e ritardano lo sviluppo dell'aterosclerosi.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Sempre dalle ricerche in corso risulta inoltre che gli omega-3 possono:<br>- abbassare la pressione del sangue;<br>- alleviare comuni affezioni della pelle, come l'eczema e la psoriasi;<br>- attenuare stati infiammatori, tipo l'artrite;<br>- aiutare lo sviluppo cerebrrale.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il pesce &egrave; quello che gli specialisti in alimentazione definiscono bomba di sostanze nutritive. I grassi del fegato di pesce sono ricchi di vitamina A e D, essenziali per gli occhi, la pelle, i denti e le ossa.<br>La carne di pesce abbonda di vitamina B, sopreattutto di acido nicotinico e B.6. Questi due elementi sono essenziali per il metabolismo delle proteine, e possono anche essere utili per prevenire affezioni della pelle e del sistema nervoso.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://cdn.medicinalive.com/wp-content/uploads/2010/02/pesce-salute-cuore.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br> Il pesce, inoltre, fornisce minerali: fosforo, potassio, ferro, iodio, e selenio che ha un'azione anticancerogena. Molluschi come le ostriche sono tra le fonti naturali pi&ugrave; ricche di zinco, importante nel mantenere in perfetta funzione il sistema immunitario.<br> Ostriche, gamberetti, vongole e pesci inscatolati senza lisca, come sardine e salmoni, sono ricchi di calcio, ottimo per le ossa. Contenendo fluoruro, il pesce pu&ograve; rivelarsi utile a prevenire la carie.<br> Chi segue una dieta sa che il pesce &egrave; un'ottima fonte di proteine a basso contenuto calorico. Una porzione di 100 grammi di pesce magro bollito fornisce circa un terzo del quantitativo di proteine raccomandato per un adulto, eppure contiene meno di 100 calorie. Inoltre, studi recenti dimostrano che il consumo delle giuste qualit&agrave; di pesce pu&ograve; diminuire il rischio di malattie cardiache perch&egrave; modifica la reazione chimica del sangue.<br> Milioni di morti sono causati dall'aterosclerosi, che strangola lentamente le arterie del cuore tappezzandone l'interno con una placca composta di grassi, colesterolo, cellule e scorie.<br> Colesterolo e grassi saturi sono presenti in abbondanza nelle carni rosse, e nei prodotti caseari ad alto contenuto di grasso, mentre la maggioranza dei prodotti ittici &egrave; povera di colesterolo. Anche quelli guardati con maggior diffidenza: gamberetti, granchi e aragoste; contengono, per porzione, meno colesterolo di un uovo.<br> Scarsi nel pesce e nei crostacei sono anche i grassi saturi, che possono aumentare il livello del colesterolo.<br> Il grasso presente nel pesce &egrave; saturo per una percentuale che va dal 11 al 27%, in confronto al 36% del maiale e del 48% del manzo.<br> In poco pi&ugrave; di un etto di merluzzo o di gamberetti bolliti ci sono da 0,1 a 0,2 grammi di grassi saturi. Lo stesso quantitativo di carne di manzo ne contiene almeno 50 volte tanto: 11 grammi.<br> Soprattutto il pesce fa furore come alimento nelle specie ittiche di acque fredde e profonde: salmoni, sgombri, aringhe e sardine; ricchi di omega-3.<br> I grassi polinsaturi si presentano in due forme principali: quella degli acidi grassi omega-6 presenti principalmente negli oli vegetali e quella degli acidi grassi omega -3 predominanti nel pesce e negli oli marini.<br> Non ci sono dubbi sull'efficacia anticolesterolo degli oli vegetali, invece, gli oli di pesce sono da due a cinque volte pi&ugrave; efficaci nell'abbassare il colesterolo, e rendono anche il sangue pi&ugrave; fluido, cio&egrave; lento a coagularsi, meno formazioni aterosclerotiche nelle pareti delle arterie.<br> Lo sviluppo mentale dei neonati allattati al seno pu&ograve; essere compromesso da una dieta materna povera di omega-3.<br> Se mangiare pesce &egrave; una buona idea, bisogna ricordare che &egrave; meglio usare pesci d'alto mare, che sono esposti a dosi meno concentrate di inquinamento e sono sempre pi&ugrave; affidabili.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<img src="https://www.ilpaesenuovo.it/wp-content/uploads/2015/01/Sushi-346x260.jpg" alt="sushi" width="346" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Qualsiasi tipo di pesce deve essere tenuto in frigorifero, mangiato prima possibile per evitare un'eventuale sviluppo batterico.<br>Mai mangiare prodottti ittici crudi e per andare sul sicuro manfiarli bolliti.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
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