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	<title><![CDATA[IoChatto: Ottobre 2015]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/16768/archive/1443650400/1446332400</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/20943/filetti-di-trota-alle-mandorle</guid>
	<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 19:04:39 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/20943/filetti-di-trota-alle-mandorle</link>
	<title><![CDATA[Filetti di trota alle mandorle]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>INGREDIENTI per 6 persone</strong></p>
<p><strong></strong>-&nbsp;6 filetti di trota<br>-&nbsp;150 gr di mandorle<br>- 1 e 1/2&nbsp;bicchiere di vino bianco<br>-&nbsp;100 gr di burro<br>-&nbsp;150 gr di panna liquida<br>- 1/2 kg di patate<br>- Un pizzico di paprika<br>- Sale q.b.</p>
<p><br><strong>PREPARAZIONE</strong><br>Pelare e tagliare le patate a quarti e cuocere per 15 minuti. Cuocere i filetti di trota in acqua salata per 10 minuti.</p>
<p><img src="https://www.troticolturacherubini.it/wp-content/uploads/2014/06/trotamandorle.jpg" alt="trota alle mandorle" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">In un tegame rosolare le mandorle con il burro, aggiungere il vino bianco e quindi la panna per ottenere la crema alle mandorle. </span><strong style="font-size: 12.8px;">Cuocere a fuoco vivo per 3 minuti.</strong></p>
<p><strong style="font-size: 12.8px;"><img src="https://icelandichotel.files.wordpress.com/2011/01/img00144-20110104-1310.jpg" alt="trota alle mandorle preparazione" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p>Disporre in un piatto i filetti di trota con attorno le patate. Versare sopra la crema alle mandorle. Spolverare con un pizzico di paprika.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/36027/pizza-con-pancetta-e-stracchino</guid>
	<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 08:28:20 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/36027/pizza-con-pancetta-e-stracchino</link>
	<title><![CDATA[Pizza con pancetta e stracchino]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come preparare la pizza Pancetta e Stracchino</p>
<p><strong style="font-size: 12.8px;">Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; base (impasto) per pizza&nbsp;</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 120 g di stracchino</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 100 g di pancetta arrotolata a fette sottili</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1 filo di olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<div style="text-align: center;">
<p><img src="https://www.identitagolose.it/public/images/extra/bosco_pizza.jpg" alt="pizza pancetta" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
</div>
<p><br><strong>Procedimento:</strong><br><br>Per preparare la pizza con pancetta e stracchino, iniziate preparando la pasta per la pizza (<a href="https://connectu.it/videos/play/group:16768/36026/pizza-napoletana-fatta-in-casa-impasto-base">la ricetta &egrave; qui</a>) e facendola lievitare il tempo indicato nella ricetta. Ungete leggermente la teglia in modo da stendere l&rsquo;impasto pi&ugrave; facilmente. Usando le mani e mai il mattarello stendete la pasta della pizza su tutta la superficie, usando la punta delle dita; ungete la superficie con un filo di olio.<br><br><br>Cuocete la base della pizza nel forno gi&agrave; caldo a 200&deg; -&nbsp;220&deg; per una ventina di minuti (dipende dal vostro forno), finch&eacute; i bordi non iniziano a dorarsi. Estraetela quindi dal forno e distribuitevi sopra lo stracchino a tocchetti. Copritelo con le fettine di pancetta arrotolata, sovrapponendole leggermente. Rimettete la pizza nel forno e lasciatela cuocere finch&eacute; lo stracchino non si sar&agrave; squagliato e la pancetta non apparir&agrave; leggermente dorata. Estraete la pizza dal forno e lasciatela riposare 5 minuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10073/le-famiglie-dei-bovini</guid>
	<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 07:29:40 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10073/le-famiglie-dei-bovini</link>
	<title><![CDATA[Le famiglie dei Bovini]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;famiglia dei bovini</strong>&nbsp;&egrave; vasta ed antica: di origine incerta, la si ritrova in tutti i continenti attraverso animali che, ciascuno per il suo, hanno fatto storia e leggende delle loro terre. Il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">toro</strong>, la&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">vacca</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bufalo</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bisonte</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bue muschiato</strong>, lo&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">yak</strong>, l'<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">uro</strong>, lo&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">zeb&ugrave;</strong>: nomi e miti, legati sempre e comunque a popoli gloriosi.</p>
<p>Al mondo attualmente esistono un miliardo e duecentomila&nbsp;<strong>bovini</strong>, 8 per kilometro quadrato, concentrati prima di tutto in USA ed in URSS, poi in Asia, quindi l'Europa con in testa la Francia e poi l'Italia.</p>
<p><img src="https://wallpaperart.altervista.org/Immagini/mucche_pascolo_1024x768.jpg" alt="tipi di mucche" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Ci sono i&nbsp;<strong>bovini da carne</strong>, quelli da&nbsp;<strong>latte</strong>, mentre quelli da lavoro con l'avvento della meccanizzazione agricola sono spariti.<br>Escludendo il&nbsp;<strong>toro</strong>, ed il<strong>&nbsp;bue</strong>, restano la&nbsp;<strong>vacca</strong>, il&nbsp;<strong>vitello</strong>, il&nbsp;<strong>vitellone</strong>&nbsp;ed il&nbsp;<strong>bovino adulto</strong>.</p>
<p>La&nbsp;<strong>vacca</strong>&nbsp;viene avviata al macello solo al termine della sua carriera economica, cio&egrave; quando non produce pi&ugrave; latte o vitelli ( 6/8 anni ), ovvero in et&agrave; piuttosto matura, il&nbsp;<strong>vitello</strong>&nbsp;ed il&nbsp;<strong>vitellone</strong>&nbsp;vengono mattati in et&agrave; pi&ugrave; giovane, rispettivamente a 120 giorni dalla nascita oppure tra i 12 o 18 mesi.</p>
<p>Il vero martire del mattatoio &egrave; il&nbsp;<strong>vitello</strong>, che a causa di una pessima informazione alimentare diffusasi negli ultimi decenni in Italia, viene macellato quando non ha raggiunto una vera maturit&agrave; n&egrave; di conformazione n&egrave; economica.<br>Sotto il profilo nutritivo il&nbsp;<strong>vitello&nbsp;</strong>contiene pi&ugrave; acqua delle altre&nbsp;<strong>carni bovine</strong>&nbsp;( 77% circa ) e meno proteine di quanto potrebbe ( 20% circa ). Pi&ugrave; giusta la composizione del&nbsp;<strong>vitellone</strong>, che &egrave; pi&ugrave; saporito e presenta un maggior contenuto di proteine e la cui carne, non a caso, &egrave; la pi&ugrave; diffusa in Italia.</p>
<p>A questo punto non basta parlare dei protagonisti; &egrave; necessario passare alle loro parti, come vengono giustamente chiamate, dal momento che la carcassa dell'animale viene prima tagliata in due per il senso della lunghezza e quindi divisa , per ciascuna met&agrave;, a sua volta in due: il quarto anteriore e quello posteriore.<br>Fra l'anteriore ed il posteriore non c'&egrave; sostanzialmente diversit&agrave; in fatto di componenti alimentari: anzi, da una recente inchiesta , la scelta della&nbsp;<strong>fettina</strong>, il tipico prodotto del&nbsp;<strong>quarto posteriore</strong>, deriverebbe esclusivamente dalla facilit&agrave; e dalla<strong> rapidit&agrave; di cottura</strong>.</p>
<p><img src="https://image.freepik.com/foto-gratuito/toro-e-mucca_2649755.jpg" alt="tipi di mucche" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Risultato che a causa della maggior richiesta, il prezzo della&nbsp;<strong>fettina</strong>&nbsp;tende ingiustamente a salire ben oltre il suo reale valore economico.<br>Questo atteggiamento del consumatore italiano solo in parte si spiega con la fretta, componente sempre pi&ugrave; familiare della nostra vita quotidiana.. Se &egrave; vero, infatti, che la&nbsp;<strong>fettina</strong>&nbsp;cuoce in pochi minuti, &egrave; altrettanto vero che si tratta di minuti tutti di attenzione e di cura. In quel tempo &egrave; necessario assistere la cottura per evitare che la carne si bruci, per salarla in modo opportuno, per rivoltarla continuamente in maniera che la cottura risulti omogenea.<br>Ora se il tempo di preparazione di un&nbsp;<strong>bollito</strong>&nbsp;&egrave; certamente superiore, &egrave; anche vero che, una volta avviata la cottura, alla massaia non resta altro che attendere un certo tempo, magari aiutata dal campanello di un timer, per poter godere di un gusto certamente superiore. Questo tempo di cottura pu&ograve; essere dedicato ad altre facende....<br>Questo vale sia per il consumo complessivo, sia per la ostinazione nel dare la preferenza ai pi&ugrave; costosi tagli provenienti dai&nbsp;<strong>quarti posteriori</strong>.</p>
<p>Ad incrementare questo fenomeno concorre anche la convinzione che la carne dei&nbsp;<strong>quarti anteriori bovini</strong>, commercializzata come tagli per&nbsp;<strong>brodo</strong>, per&nbsp;<strong>arrosto</strong>, per&nbsp;<strong>bollito&nbsp;</strong>ecc., sia di valore inferiore o dia comunque un prodotto finale impoverito come qualit&agrave; nutritive.&nbsp;<br>La carne proveniente dai quarti anteriori bovini ha proprio le stesse propriet&agrave; nutrizionali.<br>L'<strong>arrosto</strong>, il&nbsp;<strong>bollito</strong>, lo&nbsp;<strong>spezzatino&nbsp;</strong>ecc., vantano lo stesso valore nutritivo della tanto ambita&nbsp;<strong>fettina</strong>, dato che i metodi di cottura adottati permettono una ottima conservazione delle sostanze nutrienti all'interno del prodotto<br>Escludere la carne dalla dieta pu&ograve; far correre rischi di carenza per alcune importanti sostanze nutritive, quali certe proteine, il ferro, alcune vitamine del gruppo B, ecc.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10071/il-coniglio-tanti-meriti-poche-controindicazioni</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 19:49:39 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10071/il-coniglio-tanti-meriti-poche-controindicazioni</link>
	<title><![CDATA[Il Coniglio tanti meriti, poche controindicazioni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio&nbsp;</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&egrave; facile da allevare, si riproduce in fretta e fornisce una carne gustosa e ricca di&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">sostanze nutritive</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Ecco perch&egrave; il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, secondo uno dei pi&ugrave; recenti rapporti FAO, nel 2020 servir&agrave; un terzo delle necessit&agrave; dell'uomo per quanto riguarda le proteine animali. L'</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">allevamento del coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;e l'uso della sua carne a scopi alimentari sono antichissimi. Furono i Fenici i primi&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">mangiatori di conigli</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Vennero poi i romani che dettero vita ad allevamenti su larga scala e misero in piedi una vera e propria politica di esportzione.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La proverbiale capacit&agrave; riproduttiva del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;si esplica anche pi&ugrave; volte nel corso dell'anno; ad ogni parto una&nbsp;<strong>coniglia&nbsp;</strong>pu&ograve; dare alla luce fino a 8 piccoli. Nel giro di un paio d'anni un allevatore partendo da un unica coppia, potrebbe in teoria trovarsi a disporre di alcune centinaia di animali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<img src="https://kr.dalianworld.com/eWebEditor/UploadFile/2009118185335136.jpg" alt="coniglio da allevamento" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si tratta di animali che rendono molto e costano poco. Rendono molto in fatto di rapidit&agrave; di accrescimento e chiedono poco visto che, contrariamente a quasi tutti gli animali da allevamento, non esigono esclusivamente mangimi speciali.<br>Qualora si tenga conto che la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;costa meno delle altri&nbsp;<strong>carni da macello</strong>&nbsp;e considerando quanto appena detto sulla facilit&agrave; di allevamento, la previsione della FAO non suona cos&igrave; esagerata come potrebbe apparire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Gia in Italia il consumo della&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;e pi&ugrave; che triplicato negli ultimi vent'anni e continua a crescere pur in presenza di un rallentamento del tasso di incremento del consumo complessivo di carne nel paese.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.lericettedellatradizione.net/wp-content/uploads/2014/12/ca1.jpg" alt="coniglio arrosto" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I&nbsp;<strong>conigli</strong>&nbsp;si dividono in tre categorie: da carne, da pelo e da pelliccia. Il numero degli<strong>&nbsp;allevatori di conigli&nbsp;</strong>&egrave; aumentato molto in Italia riducendo la voce di passivo della bilancia commerciale del nostro paese.<br>Non solo dalla facilit&agrave; dell'allevamento o dal prezzo contenuto discende la riscoperta del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;nelle abitudini alimentari degli italiani. Recenti studi hani dimostrato come la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;si faccia preferire, rispetto a quasi tutte le altre, per alcune&nbsp;<strong>caratteristiche nutrizionali</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Pochi grassi, molte proteine di elevato valore biologico. Questa &egrave; la formula che il coniglio proppone alla nostra tavola ed alla nostra dieta. La presunta povert&agrave; di questa carne &egrave; solo povert&agrave; di grassi e pertanto di colesterolo. Inoltre, nei tessuti di questi animali, si possono trovare buone quantit&agrave; di&nbsp;<strong>minerali utili per l'alimentazione umana</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si parla di <span style="text-decoration: underline;">ferro, fosforo e magnesio</span>, ma soprattutto di calcio e di potassio presenti in dosi interessanti rispetto alle altre carni da tavola.<br>Siamo quindi in presenza di una carne magra, con ottimo valore nutritivo, del tutto priva di controindicazioni ed anzi particolarmente indicata per i&nbsp;<strong>giovani</strong>, gli<strong>&nbsp;anziani</strong>&nbsp;ed i&nbsp;<strong>convalescenti</strong>. Il&nbsp;<strong>coniglio&nbsp;</strong>per sua natura e conformazione non pu&ograve; essere cucinato a fette in pochi minuti, ma necessita di una abbastanza lunga cucina.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il&nbsp;<strong>coniglio</strong>, come detto, va<strong>&nbsp;cucinato a pezzi&nbsp;</strong>ed unito a vari vegetali per conferirgli un gusto incomparabile che lascia il segno in tutti i commensali.<br>Il&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; grasso</strong>, presenta una percentuale di proteine in genere minore rispetto al&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; giovane</strong>&nbsp;e pi&ugrave; piccolo; cos&igrave; come l'animale non ingrassato risulta pi&ugrave; ricco di sali minerali, praticamente doppia rispetto al&nbsp;<strong>coniglio grasso.&nbsp;</strong><br>E' usanza comune dare del coniglio, ma alla luce di quanto sopra forse &egrave; meglio cucinarselo invece di darlo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</guid>
	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 19:24:46 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</link>
	<title><![CDATA[Bucatini al sugo di polpo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong><br> 350 gr. di bucatini<br> 400 gr. di polpo<br> 500 gr. di polpa di pomodori<br> 100 gr. di olive nere<br> 2 spicchi di aglio<br> olio extra vergine di oliva<br> sale</p>
<p><img src="https://blog.giallozafferano.it/avvaifornelli/wp-content/uploads/2014/04/foto-1-24.jpg" alt="bucatini con polpo" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Preparazione:</strong><br> Cuocere il polpo in acqua per circa 30 minuti , (ma dipende dal polpo)<br> tagliarlo a pezzetti e togliere eventuali pezzetti neri o filamentosi.<br> In una padella, soffriggere l'olio con l'aglio aggiungere il polpo lessato, far insaporire aggiungere i pomodori le olive <br> aggiustare di sale e cuocere per circa 20 - 25 minuti.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8248.jpg" alt="bucatini con la seppia" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"> <img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8249.jpg" alt="bucatini al polpo" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Cuocere i bucatini in abbondante acqua salata, scolarli e farli mantecare in padella con il condimento.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/21390/crostoni-al-formaggio-e-cavolfiori</guid>
	<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 21:11:44 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/21390/crostoni-al-formaggio-e-cavolfiori</link>
	<title><![CDATA[Crostoni al formaggio e cavolfiori]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ingredienti per 4 persone:</span><br><span>4 grandi fette di pane casereccio tagliato a met&agrave;</span><br><span>1 spicchio d'aglio</span><br><span>400 g di cimette di cavolfiore</span><br><span>120 g di emmental</span><br><span>80 g di formaggio olandese</span><br><span>10 g di senape</span><br><span>2 uova</span><br><span>40 g di panna da cucina vegetale</span><br><span>2 bicchieri di birra</span><br><span>noce moscata</span><br><span>sale</span><br><span><em>335 kcal a porzione</em></span></p>
<p><span><em></em></span><img src="https://www.cucinarefunghi.com/wp-content/uploads/2012/11/Crostini-di-formaggio-e-chiodini-.jpg" alt="crostoni al formaggio" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><span><em><br></em></span><span></span><span>Lavate le cimette di cavolfiore e tuffatele in acqua bollente salata per 15 minuti.</span><br><span><br></span><span></span><span>Eliminate la crosta ai formaggi e grattugiateli, raccogliendoli in una ciotola; aggiungete la senape, la panna, la birra e mescolate con un cucchiaio di legno, fino a ottenere un composto omogeneo.</span><br><span><br></span><span></span><span>Sgusciate le uova in una ciotola, sbattetele energicamente con una forchetta, salate ed aggiungetele ai formaggi, mescolando per amalgamarle bene.</span><br><span><br></span><span></span><span>Strofinate leggermente le fette di pane con l'aglio sbucciato, poi, ponetele sotto il grill del forno gi&agrave; caldo per 2 minuti</span><br><span><br></span><span></span><span>Scolate i cavolfiori e distribuiteli sulle fette di pane, quindi, coprite le cimette con la crema di formaggio; rimettete in forno e lasciate dorare la crema per 5 minuti, deve iniziare a sobbollire e, poi, gratinare</span></p>
<p><span><br></span><span></span><span>Togliete dal forno e suddividete in 4 piatti singoli; cospargete con un pizzico di noce moscata e servite.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/21698/minestra-di-pane-raffermo</guid>
	<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 15:55:11 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/21698/minestra-di-pane-raffermo</link>
	<title><![CDATA[Minestra di pane raffermo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>INGREDIENTI</strong></p>
<p>- Pane raffermo<br>- Verdure lessate<br>- Formaggio grattugiato q.b.<br>- Burro q.b.<br>- Sale q.b.</p>
<p><br><strong>PREPARAZIONE</strong><br>Si prende un pentolino e si fa del brodo (saliamo).</p>
<p><br>Si taglia il pane raffermo a pezzi grandi come noci e si dispone su una teglia che vada in forno; si copre con un po&rsquo; di brodo in modo che rammollisca ma non troppo.</p>
<p><img src="https://cdn-1.cook.stbm.it/thumbnails/ricette/1693/minestra-di-pane-bigwm.jpg" alt="image" width="480" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Copriamo con formaggio grattugiato grossolanamente.&nbsp; Aggiungiamo delle verdure che abbiamo lessato a parte o quelle avanzate da un altro pasto come spinaci, cipolle, carote, cavoli (la ricetta originale contempla solo i cavoli lessati). Si termina ancora con formaggio e un po&rsquo; di burro fuso e si inforna . Quando &egrave; gratinato &egrave; pronto.&nbsp;Impiattare e servire.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/16793/cime-di-rapa-con-salsiccia</guid>
	<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 12:25:59 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/16793/cime-di-rapa-con-salsiccia</link>
	<title><![CDATA[Cime di rapa con salsiccia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti:</span></p>
<p>&nbsp; &nbsp; Aglio 1 spicchio<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cime di rapa 1 kg<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Olio extravergine di oliva, 2-3 cucchiai</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Peperoncino rosso piccante, 1<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sale q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salsiccia piccante, 500 gr</p>
<p>&nbsp;<img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/16/1657/preview.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Per preparare le cime di rapa con salsiccia iniziate pulendo le verdure: lavate bene le cime di rapa ed eliminate i gambi pi&ugrave; coriacei e le foglie rovinate, tagliate le foglie a pezzi mantenendo le cimette intere. Sbollentatele per 5 minuti in acqua bollente salata&nbsp; e scolatele bene.</p>
<p>Nel frattempo tagliate la salsiccia in piccoli pezzi&nbsp; e mettetela a rosolare in una padellina antiaderente, aggiungendo dopo qualche minuto un paio di cucchiai dell&rsquo;acqua di cottura delle cime di rapa.</p>
<p>Portate a cottura le salsicce. Pelate l'aglio e affettate il peperoncino. In una padella ponete l&rsquo;olio extravergine di oliva, aggiungete lo spicchio d&rsquo;aglio tagliato a met&agrave; e il peperoncino tagliato a fettine. Fate dorare l&rsquo;aglio e poi aggiungete le cime di rapa bollite, che andrete a saltare per qualche minuto, infine salate.<br>Servite le cime di rapa con la salsiccia croccante e ben calda!</p>
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	<dc:creator>monica</dc:creator>
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