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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Gossip News]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/33225/chi-miss-italia-2014</guid>
	<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 16:25:09 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/33225/chi-miss-italia-2014</link>
	<title><![CDATA[Chi è Miss Italia 2014]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La pi&ugrave; bella d'Italia &egrave;:&nbsp;<br><strong><span>Clarissa Marchese</span></strong><span>&nbsp;che <span>si &egrave; ritrovata incoronata, fotografata, additata e intervistata.&nbsp;</span>con il numero 23, su 24 finalite.&nbsp;</span></p>
<p>Per di pi&ugrave;, con la fascia di Miss Sicilia, regione che per la terza volta consecutiva negli ultimi anni ha&nbsp;&laquo;sfornato&raquo; la reginetta di bellezza nazionale.<br><br><img src="https://www.telenicosia.it/images/849-1.JPG" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Ci&ograve; che forse colpisce, oltre alla sovracitata e indubbia bellezza di questa ventenne di Agrigento &egrave; la compostezza e l'emozione controllata con cui affronta la corona, i fotografi e i giornalisti, rispondendo a quelle che tra un po' di tempo ricorder&agrave; come le sue prime interviste da Miss.&nbsp;<br>E meno male, viene da dire spassionatamente: dopo l'impegno,la stanchezza e la tensione che dal 25 agosto le finaliste hanno dovuto gestire, in vista dello show in diretta su La7&nbsp;&egrave; un piacere vedere Clarissa Marchese costantemente impegnata a sorridere, mentre racconta la sua felicit&agrave; da Miss.<br><br>Classe 1994, nata a Sciacca e residente a Ribera, sempre nella provinciia di Agrigento, Miss Italia si &egrave; trasferita a Parma per studiare Logopedia all'Universit&agrave;: dalla sua scheda biografica da finalista, sappiamo che sogna di lavorare con i bambini.&nbsp;</p>
<p><span>La domanda sulla bocca di tutti.</span><span>&nbsp;&laquo;<em>Rispondo a tutti la stessa cosa, perch&eacute; &egrave; vera: mi sento emozionata, soprattutto felice e orgogliosa di me stessa</em>&raquo;.&nbsp;</span></p>
<p><span>Tre anni di Miss Italia siciliana</span>. &laquo;<em>Temevo che essere siciliana mi avrebbe potuto penalizzare, in termini di probabilit&agrave; statistica, ma sapevo di avere la grinta giusta per farcela: avevo tutte le carte in regola per vincere Miss Italia</em>&raquo;.&nbsp;<span><br><br>Niente panico.</span>&nbsp;&laquo;Sto realizzando piano piano cosa significa avere vinto, un po&rsquo; mi ero preparata psicologicamente. Avevo messo in conto, in caso di vittoria, che sarebbero seguiti tanti impegni, ma sono pronta&raquo;.&nbsp;<span><br><br>La via per Miss Italia.</span>&nbsp;&laquo;<em>Arrivare a Miss Italia &egrave; stato rapidissimo, attraverso due selezioni: una a Nicosia e una a Catania, dove ho vinto il titolo Miss Kia che mi ha portato a Jesolo</em>&raquo;.&nbsp;</p>
<p><span><img src="https://www.ecodeimonti.it/images/miss_2014%20241.jpg" width="250" alt="image" style="border: 0px;"><br><br>Tris siciliano.&nbsp;</span>&laquo;<em>Simona ha scherzato, mi ha detto "Un&rsquo;altra siciliana!", ma &egrave; vero: non c&rsquo;&egrave; due senza tre&raquo;</em>.&nbsp;<span><br><br>L&rsquo;augurio di Simona Ventura.</span>&nbsp;&laquo;Simona mi ha augurato "In bocca al lupo". Come sempre, ho risposto &ldquo;Viva il lupo&rdquo;&raquo;.&nbsp;<span><br><br>Mamma Simo.</span>&nbsp;&laquo;Simona &egrave; stata molto vicino a noi ragazze, anche prima dello show ci ha incontrato e rassicurato sul fatto che saremmo state protagoniste e che lei ci avrebbe aiutato sempre&raquo;.&nbsp;<span><br><br>Motto</span>. &laquo;<span style="text-decoration: underline;">Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in s&eacute; genio, potere, magia. Incominciala adesso</span>&raquo;.&nbsp;<span><br><br>Miss Italia 2.0: gli studi da logopedista.</span>&nbsp;&laquo;Il mio sogno &egrave; lavorare con i bambini e inizialmente non pensavo al mondo dello spettacolo, ma alcuni casi personali mi hanno portato ad essere libera da febbraio a settembre, allora mi sono detta &ldquo;Perch&eacute; non provare anche qualcos&rsquo;altro?" Cos&igrave; &egrave; nata la mia avventura a Miss Italia&raquo;.&nbsp;<span><br><br>Televisione, Cinema o Teatro?</span>&nbsp;&laquo;Il fatto di non avere un&rsquo;idea precisa riguardo il mondo dello spettacolo mi permetter&agrave; di capire con calma cosa realmente voglio e in cosa sono capace. Nel frattempo, le prover&ograve; tutte! Spero vada come Miss Italia, che ho appunto provato quasi per caso&raquo;.&nbsp;<span><br><br>Modello Miss.</span>&nbsp;&laquo;Giulia Arena&nbsp;&egrave; una ragazza meravigliosa, secondo me ha tutte le caratteristiche che deve avere Miss Italia. Per questo, &egrave; il mio modello&raquo;.&nbsp;<span><br><br>La mamma &egrave; sempre la mamma&nbsp;</span>(e la bellezza &egrave; genetica,&nbsp;<em>ndr</em>). &laquo;Ho detto che dedico la vittoria a chi mi vuole bene e mi ha votato, ma in particolare alla mamma, che mi ha spinto lei verso Miss Italia. Questo &egrave; il suo sogno e sono felice di averlo realizzato per lei&raquo;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Luana Mattia</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/30440/estate-2014-piu-vacanze-ma-piu-low-cost</guid>
	<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 10:38:59 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/30440/estate-2014-piu-vacanze-ma-piu-low-cost</link>
	<title><![CDATA[Estate 2014 piu' vacanze ma piu' low cost]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gli italiani non hanno perso il piacere di&nbsp;<strong>andare in ferie</strong>&nbsp;ma, al contrario degli anni scorsi, nel 2014 cercheranno di <span style="text-decoration: underline;">spendere meno</span>, molto meno. Ad affermarlo &egrave; un&rsquo;osservazione curata da Confesercenti &ndash; SWG sulle<strong>&nbsp;vacanze estive 2014</strong>, secondo cui gli italiani che hanno pianificato un viaggio o un periodo di ferie sono il 64% (27 milioni di persone) contro <span style="text-decoration: underline;">un terzo che invece rimarr&agrave; a casa</span>.</p>
<p>All&rsquo;incremento del 6% a/a del numero di vacanzieri (il primo dal 2010) non corrisponde tuttavia un incremento della spesa, visto e considerato che il totale impiegato sar&agrave; pari a 21,5 miliardi di euro, 3,2 miliardi di euro in meno rispetto allo scorso anno (o, se preferite i termini relativi, il 13%). In calo anche la<strong>&nbsp;durata della vacanza</strong>, valutato che quest&rsquo;anno gli italiani trascorreranno vacanze in media per 11 giorni, contro i 12 dello scorso anno e i 14 del 2008.</p>
<p><img src="https://www.croaziatravel.it/images2010/350x234/Istria-Porec-Villaggio-Turistico-Lanterna-07.jpg" width="350" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>E sul fronte delle mete da raggiungere ? <br>Il top &egrave; raggiunto dalla&nbsp;<strong>Spagna,</strong>&nbsp;ma &egrave; interessante denotare l&rsquo;incremento dell&rsquo;appeal della&nbsp;<strong>Croazia.</strong></p>
<p><strong></strong>Se invece si considerano solamente i confini nazionali, in testa troviamo la&nbsp;<strong>Puglia,</strong>&nbsp;ma &egrave; tutto il Sud Italia (e non solo) a beneficiare della voglia di mare dei vacanzieri tricolori. Non cambia invece il mese preferito per andare in ferie (agosto), forse anche complice la chiusura delle scuole e quella &ldquo;forzata&rdquo; delle fabbriche.</p>
<p>Ancora, rispetto al 2013 calano dell&rsquo;11 per cento coloro i quali rinunciano alla vacanza perch&egrave; costa troppo (dal 53% al 42%), mentre diminuisce dal 44% al 40% il condizionamento delle disponibilit&agrave; economiche sulle scelte per le ferie. Rientra altres&igrave; la preoccupazione per la situazione economica italiana, che oggi viene segnalata dal 16%, contro il 19% del 2013 e contro il 22% del 2012. Rimane comunque ancora elevato il timore di perdere il lavoro: una paura che oggi riguarda il 14% degli italiani, contro il 12% di un anno fa.</p>
<p>E voi? <br>Andrete in vacanza? Dove e per quanto tempo?</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/29660/floris-se-ne-va-dalla-rai-</guid>
	<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 09:31:06 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/29660/floris-se-ne-va-dalla-rai-</link>
	<title><![CDATA[Floris se ne va dalla RAI ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Lo share in calo, gli ospiti che si parlano addosso e quel rapporto difficile con Matteo Renzi e la maggioranza di governo, dalla quale si sentirebbe "tradito" dopo tanti anni di tv schierata contro il centrodestra. Ragioni che potrebbero portare alla pi&ugrave; clamorosa mossa del mercato televisivo della prossima estate: il passaggio di&nbsp;</span><strong>Giovanni Floris</strong><span>, in arte "Giova", dalla Rai a Mediaset.</span></p>
<p><span><img src="https://www.ilmessaggero.it/ArchivioNews/20110618_floris_giovanni.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span>Cio&egrave; alla corte di Berlusconi, il politico che pi&ugrave; di tutti &egrave; stato oggetto degli strali del conduttore di&nbsp;</span><em>Ballar&ograve;</em><span>. Scrive&nbsp;</span><em>Il Fatto quotidiano</em><span>&nbsp;che Mediaset gli avrebbe di recente fatto una proposta concreta e ghiotta. </span></p>
<p><span>Il "Biscione" si sarebbe mosso&nbsp;dopo aver saputo che la proposta di nuovo contratto per Ballar&ograve; non soddisferebbe Floris dal punto di vista economico. Non solo, nella sua proposta Mediaset avrebbe anche tenuto conto dell&rsquo;esigenza del giornalista e conduttore di non essere targato per un solo prodotto. Un&rsquo;insofferenza legata alle perplessit&agrave; di Floris sull&rsquo;apparente impossibilit&agrave; di lavorare su altre reti di Viale Mazzini che non siano Rai 3. </span></p>
<p><span>Floris, infatti, vorrebbe &ldquo;<em>andare oltre Ballar&ograve; perch&eacute; s&rsquo;intravede invecchiato e deprezzato dopo l&rsquo;ennesima edizione e dopo la replica di un circolo di ospiti che potrebbe formare una compagnia teatrale</em>" scrive&nbsp;</span><em>Il Fatto</em><span>. La puntata di Ballar&ograve; trasmessa ieri sera, ha ottenuto il secondo posto nella graduatoria del ascolti del prime time, con 11,46% di share e 2.914.000 telespettatori.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/29392/la-rai-rimuover-i-propri-video-da-youtube</guid>
	<pubDate>Sat, 31 May 2014 08:29:38 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/29392/la-rai-rimuover-i-propri-video-da-youtube</link>
	<title><![CDATA[La RAI rimuoverà i propri video da YOUTUBE]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Novit&agrave; su Youtube.</p>
<p>Da domenica 1&deg; Giugno, la Rai rimuover&agrave; tutti i suoi video da Youtube. La notizia &egrave; stata diffusa da Il Sole 24 ore.</p>
<p><img src="https://www.today.it/~media/PP_big/48181128394391/rai-you-tube-2.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>La motivazione sarebbe che <strong>Google la paga troppo poco</strong>.</p>
<p>Questo quanto si legge sul sito del Sole:&ldquo;<em>Pare che alla base della decisione ci sia la volont&agrave; della Rai di introdurre &ldquo;Rai pubblicit&agrave;&rdquo; come societ&agrave; per incassare gli introiti pubblicitari dei banner che compaiono nei video</em>. La Rai cercher&agrave; di spingere il pi&ugrave; possibile i propri video caricati sulla piattaforma di propriet&agrave;, dove per altro sar&agrave; possibile aggiungere pi&ugrave; banner e pubblicit&agrave; filtrata direttamente dall &rsquo;agenzia di casa.</p>
<p>Una scelta che ricorda quella di Mediaset, che ha intrapreso questa strada gi&agrave; da qualche anno dichiarando guerra aperta a YouTube&rdquo;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/28677/trip-advisor-recensioni-vere-o-false-</guid>
	<pubDate>Thu, 22 May 2014 11:33:28 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/28677/trip-advisor-recensioni-vere-o-false-</link>
	<title><![CDATA[Trip Advisor: recensioni vere o false ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&laquo;Non importa se preferisci le catene alberghiere o gli hotel di nicchia: su Trip Advisor puoi trovare tante recensioni vere e autentiche di cui ti puoi fidare&raquo;. Alla fine, il nocciolo della questione &egrave; tutto qui, nella descrizione che esce quando si cerca &laquo;Trip Advisor&raquo; su Google. In quel &laquo;vere e autentiche&raquo;. Nell&rsquo;idea che ci si possa fidare. Perch&eacute; cresce il fronte di chi dice che non ci si pu&ograve; fidare affatto. &nbsp;</p>
<p><img src="https://www.dicohotels.it/public/articolo/tripadvisor-logo.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>&Egrave; un gruppo che unisce gli esercenti di Fipe e Federalberghi e associazioni di consumatori come il Codacons. Un gruppo che da ieri mattina esulta, per la decisione dell&rsquo;Antitrust di mettere sotto indagine &ndash; dopo Expedia e Booking &ndash; anche Trip Advisor. L&rsquo;ipotesi &egrave; pratica commerciale scorretta. L&rsquo;intenzione verificare se il sito faccia tutto il possibile per evitare le recensioni fasulle.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se la questione non vi sembra cos&igrave; nuova, c&rsquo;&egrave; un motivo. Da quando ha preso piede, Trip Advisor non ha smesso di far litigare recensori e recensiti. Un paio di volte, &egrave; persino scattata la querela per diffamazione. Permalosi chef e alberghi o troppo crudeli i clienti? Difficile dirlo. &nbsp;</p>
<p>Su Trip Advisor sarebbe troppo facile fare recensioni false, distribuire lodi o stroncature per simpatia o per interesse, anche senza aver visitato la struttura. I primi a segnalarlo furono gli albergatori della riviera romagnola, che nel 2012 si videro promettere false recensioni stellate in serie in cambio di una fornitura di ciabatte da hotel. Episodi simili, poi, sono capitati altrove, da Bassano del Grappa a Celle Ligure. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Firenze fu lo chef Amerigo Capria a esporsi. Denunciando il solito tentativo di scambio: &laquo;Mi hanno proposto &ldquo;Dieci casse di vino per cinque recensioni buone su Trip Advisor&rdquo;. Adesso basta&raquo;. E &laquo;Adesso basta&raquo; lo dissero anche gli albergatori del Trentino, che minacciarono la scissione: farsi un sito tutto loro, con qualche controllo in pi&ugrave;. Del progetto non s&rsquo;&egrave; pi&ugrave; saputo nulla. &nbsp;</p>
<p>&laquo;Un anno fa ho ricevuto una stroncatura che mi ha tolto il sonno&raquo;, dice Alessandro Ciulla, titolare del bed &amp; breakfast Palazzo Ajala a Caltanissetta. &laquo;Scrisse di &ldquo;barriere architettoniche di tutti i tipi&rdquo;, ma il b&amp;b &egrave; al primo piano. Parl&ograve; di &ldquo;pareti sottilissime&rdquo;, ma &egrave; una casa dell&rsquo;Ottocento. E poi ho controllato l&rsquo;agenda e ne sono certo: quel signore qui non s&rsquo;&egrave; mai visto&raquo;. &nbsp;</p>
<p>Quello che Ciulla contesta riassume le ragioni di tanti albergatori e delle associazioni di categoria. &laquo;Chiunque pu&ograve; aprire un profilo su TripAdvisor e lasciare una recensione negativa, magari per screditare un concorrente. Quel signore ha cambiato nickname e ora al posto della foto ha un ritratto di Napoleone. Mi ha danneggiato e non posso fare nulla, perch&eacute; non ho prove. E il servizio clienti non se ne fa carico&raquo;.&nbsp;</p>
<p>Il dibattito, anche sul forum di Trip Advisor, &egrave; caldo da tempo. &laquo;Molto spesso vedo strutture che si auto recensiscono a volte anche in maniera spudorata&raquo;, dice l&rsquo;utente kikblue. &laquo;Trip Advisor dovrebbe trovare un modo di registrare in modo certificato i recensori, in modo da renderli identificabili&raquo;, propone Enzo di Roma. Altri difendono il portale. Come Stefano, utente di Bologna: &laquo;M&rsquo;infastidiscono le polemiche sulle recensioni false: sminuiscono il valore delle migliaia di recensioni oneste che fanno di questo strumento un aiuto prezioso&raquo;.&nbsp;</p>
<p>In molti confermano: i voti &laquo;pilotati&raquo; esistono, ma non sono abbastanza da annullare l&rsquo;utilit&agrave; e il valore del portale. Altrimenti il successo di Trip Advisor si sarebbe sgonfiato da tempo. &Egrave; la linea espressa ieri anche dall&rsquo;azienda, che spiega: &laquo;Ogni singola recensione viene monitorata con algoritmi sofisticati. In pi&ugrave;, un team di oltre 200 specialisti conduce investigazioni manuali su ogni singola segnalazione degli esercenti&raquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Duecento persone e un algoritmo bastano a vigilare</strong> su migliaia di recensioni al giorno? <br>Forse, la risposta al groviglio delle recensioni online passa da qui.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.lastampa.it/2014/05/21/societa/recensioni-online-vere-o-false-gli-hotel-contro-trip-advisor-xghI4l9RXk0n7rHp7sEAbM/pagina.html">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/28168/che-fine-ha-fatto-natalia-estrada</guid>
	<pubDate>Mon, 05 May 2014 09:46:06 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/28168/che-fine-ha-fatto-natalia-estrada</link>
	<title><![CDATA[Che fine ha fatto Natalia Estrada]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Volto della storica trasmissione Mediaset &ldquo;La sai l&rsquo;ultima?&rdquo;, Natalia Estrada &egrave; stata una conduttrice, ballerina e showgirl di enorme successo. Arrivata in Italia agli inizi degli anni &rsquo;90, riusc&igrave; a imporsi quasi subito grazie all&rsquo;avvenenza fuori dal comune e alle sue doti sul palco. Ballerina di talento e conduttrice spigliata, &egrave; stata per anni uno dei volti pi&ugrave; noti di Canale 5 per poi sparire nel nulla nel 2006, dopo aver partecipato al film &ldquo;Ol&egrave;&rdquo; di Carlo Vanzina. Da quel momento, salvo una brutta storia che la vide per protagonista a causa di un terribile furto subito, di Natalia si sono perse le tracce.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img src="https://www.socialchannel.it/mag/wp-content/uploads/2013/10/estrada.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"><br><br>La sua nuova vita &ndash; In effetti, l&rsquo;ex moglie di Giorgio Mastrota &ndash; che nel 2013 &egrave; diventato padre per la terza volta grazie alla compagna Flo Gutierrez &ndash; ha cambiato completamente vita. Nel 2007, un anno dopo aver lasciato il piccolo schermo italiano, ha fatto ritorno in Spagna per prendere parte a 3 puntate della versione spagnola di Ballando con le stelle. Da allora, il vuoto. All&rsquo;epoca, la Estrada deve aver compreso che non era la televisione ci&ograve; che sognava davvero. La sua pi&ugrave; grande passione &egrave; sempre stata quella per l&rsquo;equitazione, la stessa che nel 2003 la spinse a collaborare con un maneggio allo scopo di impararne i segreti. Quello che era cominciato solo come un hobby si &egrave; trasformato ben presto in una vera e propria professione. Oggi che &egrave; lontana dalle scene, Natalia gestisce il suo ranch dal quale si allontana solo per dedicarsi ai viaggi in giro per l&rsquo;America sempre in sella al suo cavallo. Messo da parte il mondo patinato della televisione, la Estrada ha voluto imprimere una piega diversa alla sua esistenza e oggi si dice finalmente soddisfatta. Sono pochissime le foto recenti che la vedono protagonista. Perfino cercare notizie su di lei in rete &egrave; impresa ardua, segno che Natalia ha davvero deciso di estraniarsi da tutto quello che &egrave; stato il suo passato televisivo. La sua &egrave; stata una parentesi ricca di successi ma la vita vera &egrave; quella che conduce lontana dalle scene. E con i suoi cavalli, ha trovato finalmente la dimensione in cui sperava di vivere.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Luana Mattia</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/28084/droni-obbligo-di-patentino-e-assicurazione</guid>
	<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 09:05:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/28084/droni-obbligo-di-patentino-e-assicurazione</link>
	<title><![CDATA[Droni: obbligo di patentino e assicurazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Scattano da oggi 30 aprile le nuove regole per volare con i droni. Entrer&agrave; infatti in vigore il nuovo Regolamento sui mezzi aeromobili a pilotaggio remoto (i cosiddetti APR), messo a punto dall&rsquo;Ente Nazionale per l&rsquo;Aviazione Civile (ENAC).&nbsp;</p>
<p><img src="https://hasnews.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2013/03/Drone-650x245.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il documento distingue due tipologie di velivoli radiocomandati: quelli dedicati a scopi ricreativi e sportivi (denominati &ldquo;aeromodelli&rdquo;) e quelli per attivit&agrave; professionali e lavorative (gli APR, appunto). Il Regolamento prevede, tra l&rsquo;altro, che il pilota di APR dovr&agrave; essere maggiorenne, dovr&agrave; frequentare un corso di addestramento (ottenendo una sorta di &ldquo;patentino&rdquo;) e il drone dovr&agrave; essere assicurato. Tra costruttori e operatori, non sono mancanti dubbi e qualche polemica. &nbsp;</p>
<p><br><span>Un punto della situazione sar&agrave; fatto presto durante il &ldquo;</span><span>Roma Drone Expo&amp;Show&nbsp;</span><span>&rdquo;, il primo &ldquo;salone aeronautico&rdquo; sui droni in Italia, che si svolger&agrave; a Roma dal 24 al 25 maggio. In quell&rsquo;occasione, infatti, l&rsquo;ENAC incontrer&agrave; ufficialmente tutta la &ldquo;drone community&rdquo; italiana per un primo confronto approfondito dopo l&rsquo;entrata in vigore del Regolamento.&nbsp;</span></p>
<p>Le aziende impegnate oggi in Italia nel settore degli APR sono circa 300-400, anche se il loro numero continua a crescere sull&rsquo;onda del boom mondiale per questi velivoli radiocomandati. Difficile stimare il numero dei droni che volano attualmente nel nostro Paese: probabilmente sono gi&agrave; 400-500, soprattutto ad ala rotante ma anche ad ala fissa, da quelli pi&ugrave; piccoli fino a macchine molto costose e complesse. &ldquo;E&rsquo; un settore in rapido sviluppo e con grandi potenzialit&agrave; di crescita tecnologica, economica ed imprenditoriale&rdquo;, spiega il giornalista Luciano Castro, ideatore e presidente del Roma Drone Expo&amp;Show. &ldquo;E&rsquo; per questo motivo che, per sabato 24 maggio, abbiamo voluto organizzare questo &lsquo;faccia a faccia&rsquo; tra la drone community italiana e l&rsquo;ing, Carmine Cifaldi, direttore Regolazione Navigabilit&agrave; dell&rsquo;ENAC, che consentir&agrave; di approfondire gli effetti che questo Regolamento avr&agrave; sull&rsquo;intero comparto&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I droni vengono utilizzati per varie attivit&agrave; professionali in ambito civile, ad esempio nelle riprese tv e cinematografiche, nel controllo di grandi installazioni (reti elettriche, dighe, impianti industriali, ecc.), nel monitoraggio di terreni agricoli, di aree urbane o dell&rsquo;ambiente. Numerosi anche gli impieghi per le attivit&agrave; istituzionali (come per le forze di polizia) e pure nel settore della ricerca scientifica e tecnologica.&nbsp;</p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>avatar</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/27202/perche-la-grande-bellezza-di-sorrentino-ha-vinto-loscar</guid>
	<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 08:02:08 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/27202/perche-la-grande-bellezza-di-sorrentino-ha-vinto-loscar</link>
	<title><![CDATA[PERCHE' "LA GRANDE BELLEZZA" DI SORRENTINO HA VINTO L'OSCAR]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Giampaolo Letta</strong>, &egrave; uno dei quattro baroni del cinema italiano (<em>lui &egrave; il pi&ugrave; importante, non a caso &egrave; un altro dei nipotini</em>) il cui compito principale consiste nell'impedire che in Italia esista e si manifesti il libero mercato multimediale, mantenendo un capillare controllo partitico dittatoriale sull'industria cinematografica. E' l'amministratore delegato della <strong>Medusa film</strong>, il cui 100% delle azioni appartiene a Mediaset.<br>Il vero oscar, quindi (in Usa conta il produttore, essendo il padre del film) lo ha vinto Silvio Berlusconi, al quale va tutto il merito per aver condotto in porto questo business nostrano.<br><span style="text-decoration: underline;">Ma nessuno in Italia lo ha detto.</span><br>E' un prodotto PDL-PD-Lega Nord tutti insieme appassionatamente.</p>
<p><img src="https://www.insorgenza.it/wp-content/uploads/2014/01/golden-globe-sorrentino-300x169.jpg" width="300" alt="image" style="border: 0px;"><br><br></p>
<p>In teoria (ma soltanto in teoria) &egrave; stato prodotto da Nicola Giuliano e Francesca Cima (quota PD di stretta marca burocratica di scuola veltroniana) per conto della <strong>Indigo Film</strong>, i quali -senza Berlusconi- non sarebbero stati in grado neppure di pagarsi le spese dell'ufficio, dato che su 9 milioni di euro di budget, il buon Berluska ne ha messi 6,5. E' stata buttata dentro anche la Lega Nord, che ha partecipato con la Banca Popolare di Vicenza (500 mila euro come favore amicale) e con la sponsorizzazione del Biscottificio Verona (in tutto il film non si vede neppure una volta qualcuno mangiare uno dei suoi biscotti), entrambe le aziende vogliose di entrare nel grande giro (sono bastate due telefonate per convincerli).</p>
<p>Grazie alla malleverie politiche, attraverso fondazioni di partito hanno ottenuto altri 2 milioni di euro incrociati: il PD se li &egrave; fatti dare grazie al solerte lavoro di relazioni europee attraverso il "programma Media Europa" (650 mila euro) mentre Renata Polverini ha partecipato alla produzione dando 500 mila euro per conto della Presidenza Regione Lazio attraverso il "fondo per il cinema e audiovisivi per il rilancio delle attivit&agrave; cinematografiche dei giovani" (soldi che ha dato a Giampaolo Letta, sulla carta lui sarebbe "il giovane" che andava aiutato). Nicola Giuliano ha messo su la squadra partitica. In teoria fa il produttore, ma fa anche il docente, il consulente.Ha la cattedra al corso di produzione della Scuola nazionale di cinema di Roma, ma allo stesso tempo ha anche la cattedra di docente di produzione cinematografica presso l'Universit&agrave; degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, oltre che docente di "low cost production" a San Antonio De los Banos nell'isola di Cuba e consulente per la Rai. E' un funzionario tuttofare che mette su pacchetti partitici, il che poco ha a che fare con il cinema, ma molto ha a che vedere con l'idea italiana di come si fa il cinema.</p>
<p>O meglio: molto ha a che fare con l'idea di come si uccide e si annienta una cinematografia.</p>
<p>Secondo gli esaltatori di questo "prodotto Italia", il film vincente aprirebbe la strada a investimenti, stimolando i giovani autori e lanciando il nuovo cinema italiano; mentre, invece, l'unico risultato che otterr&agrave; sar&agrave; quello di far capire a tutti, come severo ammonimento, che "o prendete la tessera di Forza Italia/PD oppure non lavorate" chiarendo a chiunque intenda investire anche 1 euro nel cinema che bisogna per&ograve; passare attraverso la griglia dell'italianit&agrave; partitica, il che metter&agrave; in fuga chi di cinema si occupa e attirer&agrave; invece squali di diversa natura il cui unico obiettivo consiste nel fare affari lucrosi in Italia con Berlusconi e il PD, in tutt'altri lidi.&nbsp;</p>
<p>I giovani autori, i cineasti italiani in erba, le giovani produzioni speranzose, il cinema indipendente, ricevono da questo premio un danno colossale perch&egrave; il segnale che viene dato loro &egrave; quella della contundente italianit&agrave;, quella della&nbsp;<strong>Grande Ipocrisia,&nbsp;</strong>la vera cifra di questo paese che si rifiuta di aprire il mercato ai meritevoli, ai competenti, a quelli senza tessera<strong>.</strong></p>
<p><strong><img src="https://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2014/03/sorrentino-ringrazia-oscar-8.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></strong></p>
<p>Il film ha vinto esattamente nello stesso modo in cui aveva vinto "Nuovo cinema Paradiso" nel 1990.</p>
<p>Due parole tecniche per spiegarvi come funziona il meccanismo di votazione dell'oscar.</p>
<p>Per votare bisogna essere iscritti al MPAA (<em>Motion Pictures Academy of Art</em>) e bisogna essere sindacalizzati; dal 1960 vale anche il principio per cui chi &egrave; disoccupato non vota, nel senso che bisogna dimostrare con documenti alla mano che "si sta lavorando" da almeno gli ultimi 24 mesi ininterrottamente, garantendosi in tal modo il voto di chi sta veramente dentro al mercato. Perch&egrave; per gli americani l'unica cosa che conta per davvero &egrave; il mercato, per questo Woody Allen (autore indipendente) detesta Hollywood e non ci va mai, la considera una truffa. I votanti sono all'incirca 6.000 e sono presenti tutte le categorie dei lavoratori (si chiamano&nbsp;<em>industry workers</em>): produttori, registi, sceneggiatori, direttori di fotografia, macchinisti, tecnici del suono, delle luci, scenografi, sarti, guardarobiere, guardie di sicurezza, perfino i gestori degli appalti per gestire i catering sul set, ecc. Ogni voto vale uno, il che vuol dire che il voto di Steven Spielberg vale quanto quello di un ragazzino il cui lavoro consiste nel tenere l'asta del microfono in direzione della bocca del divo di turno nel corso delle riprese, purch&egrave; lo faccia da almeno due anni e paghi i contributi. Quando si avvicina il giorno della votazione scattano i cosiddetti "pacchetti" e a Los Angeles la lotta &egrave; furibonda e comincia la caccia gi&agrave; verso i primi di novembre, con i responsabili marketing degli "studios" (sarebbero le grandi&nbsp;<em>majors</em>) che minacciano, ricattano, assumono, licenziano, per convincere chi ha bisogno di lavorare a votare per chi dicono loro. Per ci&ograve; che riguarda i film stranieri la procedura &egrave; la stessa ma su un altro binario: vale il cosiddetto "principio Hoover" lanciato dal capo del FBI alla fine degli anni'50: vince la nazione che pi&ugrave; di ogni altra in assoluto far&agrave; fare affari alle sei grosse produzioni che contano, acquistando i suoi prodotti. E' il motivo per cui l'Italia &egrave; la nazione al mondo che ha collezionato pi&ugrave; oscar di tutti (la pi&ugrave; serva e deferente) e la Russia e il Giappone quelle che ne hanno presi di meno. Quando l'Italia, per motivi politici (o di affari) ha bisogno dell'oscar, allora costruisce un poderoso business (per la serie: vi compro questi quattro telefilm che nessuno al mondo vuole e ve li pago tre volte il suo valore) e lo va a proporre a societ&agrave; di intermediazione di Los Angeles collegate ai due sindacati pi&ugrave; potenti californiani, da 40 anni gestiti da famiglie calabresi e siciliane, quelli che danno lavoro alla manovalanza tecnica e gestiscono i pacchetti, dato che controllano il 65% dei voti complessivi. Per i film stranieri bisogna avere un forte "endorsement", ovvero un sostegno di persona nota nell'industria che garantisce a nome dei sindacati, come &egrave; avvenuto quest'anno con Martin Scorsese che si &egrave; fatto il giro presso la comunit&agrave; di amici degli amici a Brooklyn.</p>
<p>Nel 1989 accadde la stessa cosa: Berlusconi doveva entrare nel mercato americano per mettere su un gigantesco business (quello per il quale &egrave; stato definitivamente condannato dalla Cassazione, il cosiddetto "processo media-trade"); doveva entrare a Hollywood dalla porta principale con la Pentafilm. Ma non c'erano film italiani che valessero, era gi&agrave; piombata la mannaia dei partiti, tanto &egrave; vero che perfino il compianto Fellini girava a vuoto da un produttore all'altro ed era disoccupato, motivo per cui fin&igrave; per ammalarsi. Alla fine, l'abile Berlusconi riusc&igrave; a convincere il pi&ugrave; intelligente e bravo produttore di quei tempi (che se la passava maluccio) Franco Cristaldi, a dargli un prodotto perch&egrave; lui doveva vincere comunque. Cristaldi era disperato e non sapeva che cosa fare perch&egrave; non poteva fare delle figuracce con gli americani che conoscono il buon cinema e non &egrave; facile ingannarli, ma si fece venire in mente un'idea geniale. Aveva fatto una marchetta con Raitre e aveva prodotto un film "Nuovo Cinema Paradiso" che era stato un flop clamoroso, sia alla tivv&ugrave;, con indici di ascolto minimi, che al cinema, dove era uscito e dopo dieci giorni era stato ritirato per mancanza di pubblico. Il film durava 155 minuti ed era, francamente inguardabile, di una noia mortale. Senza dire nulla al regista, Cristaldi ci lavor&ograve; da solo -letteralmente- per tre mesi. Rimont&ograve; totalmente il film, tagli&ograve; e butt&ograve; via 72 minuti e usando dei filtri cambi&ograve; anche le luci, riuscendo anche a modificare dei dialoghi. Lo fece uscire in Usa dove ottenne un buon successo di critica, sufficiente per passare. Berlusconi fu contento ma non gli diede ci&ograve; che era stato pattuito. Il giorno in cui Tornatore prese l'oscar, nel 1990, accadde un fatto inaudito per la comunit&agrave; hollywoodiana. La statuetta venne data al regista e all'improvviso Franco Cristaldi fece un salto sul palco, si avvicin&ograve;, strapp&ograve; di mano la statuetta a Tornatore, prese il microfono in mano e disse "questo oscar &egrave; mio, questo premio l'ho vinto io, questo &egrave; il mio film, questo &egrave; un film del produttore". Fu l'inizio della fine della sua carriera in Italia, perch&egrave; il giorno dopo l'intera critica statunitense (in Italia non venne mai fatta neppure menzione degli eventi) lo volle intervistare e lui raccont&ograve; come i partiti stessero distruggendo quella che un tempo era stata una delle pi&ugrave; importanti industrie cinematografiche del mondo. Lo scaricarono tutti in Italia e fin&igrave; per lavorare all'estero. Di l&igrave; a qualche anno mor&igrave;. Fu in quell'occasione che Tornatore, in una intervista, spieg&ograve; come si faceva il regista in Italia: "Bisogna occuparsi di politica, quella &egrave; la strada. Io mi sono iscritto al PCI e poi sono riuscito a farmi eleggere alle elezioni comunali in un piccolo paesino della Calabria dove sono diventato assessore. Mi davano da firmare delle carte e io firmavo senza neppure leggerle, dovevo fare soltanto quello. Dopo un po' di tempo mi hanno detto che potevo anche dimettermi e andare a Roma a fare i film". Aveva ragione lui: in Italia funziona cos&igrave;.<br><span>24 anni dopo &egrave; la stessa cosa, con l'aggravante del tempo trascorso.</span><br><span><br></span><span>"La Grande Bellezza" appartiene a questo filone dell'italianit&agrave; e il solo fatto di accostarlo a Fellini o a De Sica &egrave; un insulto all'intelligenza collettiva della nazione: &egrave; una marchetta politica.</span></p>
<p><span>E si vede, si sente, lo si capisce; nell'arte non si riesce a mentire perch&egrave; l'arte &egrave; basata su uno squisito paradosso: poich&egrave; &egrave; finzione totale -e quindi menzogna pura- chi la produce non pu&ograve; darla ad intendere perch&egrave; la verit&agrave; sottostante salta sempre fuori.</span><br><span>E' la cartolina di un piccolo-borghese costruita (a tavolino) per venire incontro agli stereotipi degli americani votanti, attraverso un'operazione intellettualistica che non regala emozioni, ma soltanto suggestioni di provenienza pubblicitaria marketing negativa. In maniera ingegnosa e diabolicamente perversa propone delle maschere in un paese dove la verit&agrave; artistica passa, invece, nella necessit&agrave; dello smascheramento, cio&egrave; nel suo opposto.&nbsp;</span></p>
<p>E' la quintessenza del paradosso italiano trasformato nel consueto ossimoro: un brutto film che si pone e si qualifica come la Grande Bellezza; proprio come Mario Monti che lanci&ograve; il decreto "salva Italia" che ha affondato il paese e Letta (Enrico) che lanci&ograve; il "governo del fare" licenziato dopo pochi mesi perch&egrave; non &egrave; riuscito a fare nulla.</p>
<p>Il film, davvero noioso e privo di spessore, &egrave; un prodotto subliminare, promosso dai partiti politici italiani al governo solo e soltanto dopo che i due protagonisti, Toni Servillo e Paolo Sorrentino, si sono messi pubblicamente a disposizione della famiglia Letta. Il film, infatti, doveva uscire a settembre del 2013, ma hanno anticipato l'uscita a giugno perch&egrave; era il momento in cui era assolutamente necessario usare ogni mezzo per poter azzannare l'opposizione. Il 7 giugno del 2013, Servillo e Sorrentino, vengono invitati da Lilli Gruber nella sua trasmissione "8 e 1/2" per l'emittente La7. L'intervista dura 32 minuti. I primi 20 minuti sono noiosi e si parla del film che, si capisce da come andava l'intervista, nessuno avrebbe mai visto. Dal 21esimo minuto in poi, avviene la svolta, fino alla fine. L'attore e il regista, ben imboccati dalla Gruber, si lanciano in un attacco politico personale contro Beppe Grillo e il M5s. Un fatto che non aveva alcun senso, dato che si trattava di un film che nulla -per nessun motivo- aveva a che fare con la vita politica italiana e con il dibattito in corso. Servillo fu durissimo nel sostenere a un certo punto che "mi faccio dei nemici ma me li faccio volentieri" spiegando ai telespettatori (che pensavano di ascoltare un attore che parlava di cinema) come "Grillo ripropone un'immagine di leader vecchio che passa da Masaniello a Berlusconi" -cio&egrave; il suo produttore- "e usa un linguaggio violento....". Sorrentino gli and&ograve; dietro e insieme, per dei motivi incomprensibili a chiunque si occupi di cinema in qualunque parte del mondo (tranne che in Italia) spiegavano che il M5s "&egrave; un movimento che vuole togliere la sovranit&agrave; al parlamento".&nbsp;https://www.youtube.com/watch?v=D2LfyVks6F4</p>
<p>Da quel momento i due sono andati in giro a promuovere il loro film in ambito politico nazionale allertando la popolazione sul pericolo rappresentato dal M5s e cos&igrave;, l'establishment nazionale, l'ha imposto come moda propagandandolo in maniera esorbitante.&nbsp;<br><span>Riguardando quell'intervista, ho scoperto, pertanto, che Toni Servillo ha stabilito che io sono un suo nemico.&nbsp;</span><br><span>Non lo sapevo.</span></p>
<p>Ieri sera, la Gruber, sempre attenta nel rispettare i codici della rappresentanza che conta, ha dedicato un'altra intervista al film, ma in questo caso ha invitato Walter Veltroni.&nbsp;</p>
<p>Forse c'&egrave; stato qualche telespettatore che si sar&agrave; chiesto "<em>ma che cosa c'entra con questo film?</em>".</p>
<p><strong>Appunto</strong>.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it"><em>Fonte</em></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26612/schumacher-ecco-la-verit-i-fan-nello-sconforto</guid>
	<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 11:59:58 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26612/schumacher-ecco-la-verit-i-fan-nello-sconforto</link>
	<title><![CDATA[Schumacher, ecco la verità: i Fan nello Sconforto]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>E&rsquo; trascorso praticamente un mese dal giorno in cui il campione di Formula Uno era caduto durante una discesa sugli sci ed era rimasto gravemente ferito. Michael Schumacher aveva riportato un vastissimo edema cerebrale ed &egrave; stato gi&agrave; sottoposto a due interventi atti ad arginare le vaste emorragie. A tutt&rsquo;oggi, per lui,&nbsp;</span><strong>non ci sono ancora notizie di una sua possibile ripresa</strong><span>. Schumi avrebbe dovuto restare nel come indotto farmacologicamente per il tempo necessario al suo cervello di &lsquo;auto-ripararsi&rsquo;, e comunque per un massimo di dieci/quindici giorni.</span><strong>&nbsp;Ogni giorno in pi&ugrave; che sta passando diminuiscono sempre pi&ugrave; le possibilit&agrave; che il campione possa recuperare, anzi.&nbsp;</strong></p>
<p><strong><img src="https://img.bleacherreport.net/img/slides/photos/003/495/674/hi-res-156824925-michael-schumacher-of-germany-and-mercedes-gp-attends_crop_north.jpg?w=630&amp;h=420&amp;q=75" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></strong></p>
<p><strong><br></strong><span>Da quel che dicono i vari neurologi interpellati,&nbsp;</span><strong>Schumacher potrebbe restare in coma per il resto della sua vita</strong><span>, e se mai si dovesse svegliare,&nbsp;</span><strong>potrebbe non ricordare pi&ugrave; nulla</strong><span>&nbsp;di tutto ci&ograve; che ha fatto fino al giorno del terribile incidente. C&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che non riconosca i suoi familiari, che non ricordi che &egrave; un pilota di Formula Uno, che non sappia parlare o mangiare in maniera autonoma.&nbsp;</span><strong>Le notizie sono raggelanti.</strong><span>&nbsp;Pi&ugrave; passano i giorni e peggio &egrave;. I medici che lo hanno in cura presso l&rsquo;ospedale di Grenoble in cui&nbsp;</span><strong>&egrave; ricoverato dal 29 Dicembre scorso</strong><span>, non hanno per il momento intenzione di risvegliarlo dal coma farmacologico.</span></p>
<p><span><img src="https://www.italpress.com/images/23647.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span><strong>Jean-Marc Orgogozo</strong><span>, professore di neurologia all&rsquo;Universit&agrave; di Bordeaux e direttore della Federazione di neuroscienze&nbsp;in un&rsquo;intervista rilasciata al quotidiano francese&nbsp;</span><em>Le Point,&nbsp;</em><span>ha detto: &ldquo;</span><em>Pur non sapendo le cose con esattezza,&nbsp;<strong>purtroppo il tempo gioca a sfavore.</strong>&nbsp;Ogni giorno che passa diminuiscono le possibilit&agrave; che la situazione migliori. L&rsquo;intervento dei neurochirurghi sul trauma &lsquo;chiuso&rsquo;&nbsp;<strong>doveva dare un beneficio se non immediato, almeno veloce</strong>. Se ci&ograve; non avviene significa che le lesioni sono ampie e diffuse e&nbsp;<strong>hanno poche chance di regredire</strong></em><span>&ldquo;. Il professore ha poi aggiunto: &ldquo;</span><em>La terapia attuale stabilizza le lesioni che si ritengono irreversibili, ma&nbsp;<strong>se il danno &egrave; troppo grande a lungo andare non serve</strong>, anche perch&eacute; il coma pu&ograve; causare complicazioni al sistema immunitario, mentre l&rsquo;ipotermia ha un impatto negativo sulla circolazione. In generale,&nbsp;<strong>dopo un certo periodo si inizia con un coma pi&ugrave; leggero e si vede cosa succede</strong>. Non posso aggiungere altro non vedendo le cartelle cliniche, ma&nbsp;<strong>&egrave; essenziale svegliare il ferito altrimenti non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; speranza.</strong>&nbsp;Dopo oltre tre settimane&nbsp;<strong>non aver riscontri positivi &egrave; inquietante</strong>&nbsp;e bisogna essere consapevoli che un grave trauma cranico con edemi diffusi &egrave; complicato qualunque cosa si faccia. Che Schumacher recuperi senza conseguenze &egrave; inaspettato, ma non impossibile</em><span>&ldquo;</span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/25531/falco-193-il-primo-autovelox-che-controlla-il-tagliando-assicurativo</guid>
	<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 09:11:14 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/25531/falco-193-il-primo-autovelox-che-controlla-il-tagliando-assicurativo</link>
	<title><![CDATA[Falco 193, il primo autovelox che controlla il tagliando assicurativo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Tre ragazzi di Casalpusterlengo in provincia di Lodi hanno avuto un&rsquo;idea davvero geniale, un&rsquo;idea che potrebbe portare una ventata di aria fresca nel mondo assicurativo italiano. Questi tre ragazzi hanno ideato un sistema infatti per&nbsp;</span><strong>scovare le automobili che circolano senza la copertura assicurativa.</strong></p>
<p><strong><img src="https://emax.poigps.com/images/velox/falco193_2.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>si chiama&nbsp;</span><strong>Falco 193</strong><span>, nome preso in prestito dall&rsquo;articolo del&nbsp;</span><strong>Codice della Strada&nbsp;</strong><span>che obbliga i guidatori italiani a circolare solo ed esclusivamente con veicoli che siano stati assicurati.</span><br><span>Falco 193 &egrave; a prima vista una normale telecamera, di quelle che vengono solitamente utilizzate sulle nostre strade per controllare i limiti di velocit&agrave;.&nbsp;</span><strong>La telecamera in realt&agrave; non controlla affatto la velocit&agrave;, controlla la targa del veicolo ed invia le informazioni ad un apposito software attraverso il quale &egrave; possibile scoprire in tempo record se il veicolo in questione &egrave; assicurato oppure no.</strong><span>&nbsp;Per far funzionare il sistema nel modo corretto c&rsquo;&egrave; bisogno della presenza di due pattuglie della polizia, una pattuglia che controlla i dati e fa quindi da supporto alla telecamera e una pattuglia che riceve i risultati e provvede quindi a fermare i veicoli senza assicurazione.</span></p>
<p><span><span>Falco 193 non solo &egrave; in grado di scovare i veicoli privi di polizza assicurativa, ma anche i veicoli che sono stati assicurati con un tagliando falso.</span><br><strong>Il sistema risulta davvero molto efficiente e molto veloce, un sistema che riesce infatti a funzionare alla perfezione anche nel caso di traffico intenso e di decine e decine quindi di automobili da controllare.</strong><span>&nbsp;Per adesso si tratta soltanto di un progetto, ma siamo sicuri che sistemi di questa tipologia possono essere una valida soluzione ai molti problemi del mondo assicurativo in Italia.</span><br><strong>Ricordiamo per coloro che ancora non lo sapessero che in Italia sono davvero numerosi i veicoli che circolano senza assicurazion</strong><span>e, tendenza questa che deve essere fermata quanto pi&ugrave; possibile in quanto rende le strade italiane meno sicure.</span></span></p>
<p><span><span><br></span></span></p>
<p><span><span>Fonte:&nbsp;assicurazionimagazine.it</span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>

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