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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Che caspita ci vado a fare in Paradiso, se non conosco nessuno]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42673/in-automobile-si-litiga-di-pi</guid>
	<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 21:54:32 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42673/in-automobile-si-litiga-di-pi</link>
	<title><![CDATA[In automobile si litiga di più]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il sito Aristofonte.com, ha esaminato i <strong>comportamenti degli italiani</strong> nei <strong>mezzi di trasporto</strong> pi&ugrave; usati nel quotidiano, per redigere un rapporto tra i vari mezzi di trasporto e la <strong>litigiosit&agrave; di coppia</strong>.</p>
<p>I risultati emersi, sono abbastanza curiosi ed emerge un dato curioso, per cui&nbsp; prediligere i mezzi pubblici sembra non solo faccia bene all&rsquo;ecologia ma soprattutto al rapporto di coppia. Questo &egrave; il dato che emerge dall&rsquo;analisi fatta, e mette in evidenza <strong>il fatto che il traffico e lo spazio ristretto all&rsquo;interno dell&rsquo;automobile</strong> sono fattori determinanti per innescare nervosismi e litigi con il proprio compagno di viaggio.</p>
<p><img src="https://s1.cdn.autoevolution.com/images/news/fighting-in-cars-is-better-than-sex-35860_1.jpg" alt="baruffe in auto" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Secondo quanto rilevato dalla ricerca:&nbsp; <strong>un italiano su due, la possibilit&agrave; di litigare in macchina con il partner &egrave; quasi la normalit&agrave;</strong>: il 48% degli intervistati ammette infatti di essere propenso alla discussione in automobile.</p>
<p><strong>La macchina si pone quindi come il mezzo che scatena pi&ugrave; litigi di coppia in assoluto</strong>, superando gli altri mezzi come l&rsquo;autobus che totalizza un 14% di propensione alla discussione, il treno (9%) e l&rsquo;aereo (5%).</p>
<p>&laquo;<em>L&rsquo;automobile si configura come il luogo della sfera privata dove per&ograve; agiscono fattori quali il traffico e la difficolt&agrave; di trovare parcheggio che, soprattutto nelle grandi citt&agrave;, producono alti livelli di stress e quindi una maggiore propensione al litigio</em>&raquo; spiegano i fautori del sondaggio.</p>
<p><strong>La prima causa di litigio secondo gli utenti&nbsp;</strong> &egrave; determinata dallo stile di guida e conseguenti critiche da parte del partner. In seconda analisi si discute per il parcheggio e seguono a ruota discussioni in quanto in disaccordo sulla musica da ascoltare in macchina e/o sulla temperatura dell&rsquo;aria condizionata o del riscaldamento.</p>
<p><strong>Poi accadere che si discuta anche</strong> a causa dell'eccessivo uso del clacson, per&nbsp; finestrini aperti o troppo chiusi, per eccesso di consigli al guidatore o in merito al percorso, per il&nbsp; volume della musica e per il fumare in macchina.</p>
<p>Il dato curioso che emerge &egrave; che, indipendentemente da un motivo legato al traffico o allo stile di guida o comunque all&rsquo;automobile, il 10% degli esaminati dichiara che <strong>l&rsquo;abitacolo della propria auto &egrave; il luogo principe in cui avvengono le discussioni con il partner</strong>.</p>
<p><strong>Solo un 20% afferma di non avere mai litigato</strong> o avuto discussioni all&rsquo;interno della propria vettura.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/43791/oggi-avvenne-1540-anni-fa-la-caduta-dellimpero-romano</guid>
	<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 11:07:16 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/43791/oggi-avvenne-1540-anni-fa-la-caduta-dellimpero-romano</link>
	<title><![CDATA[Oggi avvenne 1540 anni fa, la caduta dell'Impero Romano]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Era il 4 Settembre di un giorno come un altro, ma per la storia quel 4 settembre 476 &egrave; la caduta ufficiale dell'impero romano che aveva dominato e istruito il mondo antico per oltre 1000 anni.<br>L'immenso impero di Roma era di fatto gi&agrave; <span style="font-size: 12.8px;">suddiviso in due parti: L'Impero romano d&rsquo;Occidente e quello d&rsquo;Oriente, dal 395 d.C con la morte Teodosio I.</span></p>
<hr>
<p>I due Imperi di fatto non riuscirono mai pi&ugrave; a riunirsi a causa della caduta dell&rsquo;Impero romano d&rsquo;Occidente, che, suo malgrado, &nbsp;dovette fare i conti con una inarrestabile declino determinato da invasioni germaniche, crisi economica, ed epidemie che minarono alla base il suo popolo con un calo demografico e perdita del senso di unit&agrave; dei popolo che lo componevano; popoli che si sentivano sempre pi&ugrave; lontani dalla elite politica fatta da un clan di pochi ricchi che continuavano ad avere sempre pi&ugrave; privilegi, un po' come con il governo Renzi.&nbsp;</p>
<p>Dopo anni di mala politica da parte degli oligarchi, si arriv&ograve; cos&igrave; a quel <strong>4 settembre 476</strong>&nbsp;A.D (<em>anno Domini</em>), data che per convenzione segna la fine dell&rsquo;Impero romano d&rsquo;Occidente. Proprio in quell&rsquo;anno infatti i militari delle terre germaniche iniziarono una protesta nei confronti dell&rsquo;autorit&agrave; imperiale in quanto quest&rsquo;ultima si rifiut&ograve; di cedergli un terzo delle terre italiche.</p>
<p><img src="https://libertycorner.eu/wp-content/uploads/2016/07/caduta-impero-romano.jpg" alt="Odoacre, fece crollare l'impero romano" width="600" height="491" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Fu allora che <strong>Odoacre</strong>, un Barbaro della Pannonia (l'attuale Ungheria/Slovenia), venne eletto capo dei soldati mercenari e, non prima di aver ucciso Oreste, generale romano e padre dell&rsquo;imperatore, e il fratello Paolo, anche lui militare, il 4 settembre depose il giovane Augusto Romolo, (detto Romolo Augustolo per la sua giovane et&agrave;), che viene ricordato come <strong>l&rsquo;ultimo imperatore dell&rsquo;Impero Romano. </strong>(con Roma capitale)</p>
<p>Da quel giorno in poi continuarono per oltre 1000 anni le invasioni di popoli provenienti da Est e dall'Africa, nonch&egrave; dal medio oriente, che demolirono quanto c'era di buono in quell'impero Romano, sanguinario, ma che aveva portato ordine e civilt&agrave; a tutti i popoli europei aldiqua della linea del Reno / Danubio.</p>
<p>Da allora iniziarono lo sfacelo della lingua e delle <strong>tradizioni latine</strong>, con popoli che si spostavano da un capo all'altro dell'Europa fino in Britannia, portando con se <strong>oscurantismi religioni</strong> e tradizioni tribali tutte da discutere, in due parole la PAX Romana era finita, cos&igrave; come quel diritto che molti di noi hanno studiato a Scuola.</p>
<p><strong>non vi ricorda qualcosa ?</strong></p>
<p><img src="https://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2016/04/renzi-migration-compact-immigrazione.jpg" alt="renzi e il PD, a favore dell'immigrazione incontrollata" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/33670/ebola-e-se-arrivasse-in-italia-</guid>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 07:46:37 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/33670/ebola-e-se-arrivasse-in-italia-</link>
	<title><![CDATA[Ebola... e se arrivasse in Italia ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il paziente con&nbsp;<strong>ebola</strong>&nbsp;diagnosticato negli Usa &egrave; morto. Era stato ilprimo&nbsp;a ricevere una diagnosi di malattia al di fuori dell&rsquo;Africa, e sebbene il&nbsp;<strong>Centers for Disease Control and Prevention&nbsp;</strong>(Cdc) abbia provato a rassicurare la popolazione su bassi rischi corsi dagli Stati Uniti, sottolineando l&rsquo;efficacia del proprio sistema sanitario in confronto a quello del continente africano, il&nbsp;dubbio&nbsp;che tutto non abbia funzionato alla perfezione rimane. Il paziente infatti dopo una prima visita all&rsquo;ospedale, era stato rimandato a casa e anche le misure di screening per chi arriva dall&rsquo;Africa occidentale sono sotto accusa, tanto che gli Usa stanno pensando di potenziarle per identificare possibili casi a rischio.</p>
<p>Ma, oltre al caso americano, a preoccupare ancor di pi&ugrave; &egrave; il primo<strong>contagio</strong>&nbsp;avvenuto fuori dall&rsquo;Africa, che ha portato ad ammalarsi un&rsquo;<strong>infermiera spagnola</strong>&nbsp;che aveva assistito nel proprio paese un paziente con&nbsp;<strong>ebola</strong>&nbsp;(rimpatriato dalla Sierra Leone a sua volta). Contagio avvenuto,&nbsp;a quanto pare, dopo che la donna si era toccata il viso con i guanti usati per assistere il malato.</p>
<p><img src="https://www.ilgiornaleditalia.org/resizer/450/350/true/UpkPfA5XLjioqfrQyzprV68wMye8tvlICSSh+P20MaM=--.jpg" width="450" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>La gestione dei pazienti da parte del&nbsp;<strong>personale sanitario</strong>, e le misure di protezione che questi devono attuare, sono infatti tra le fasi pi&ugrave; delicate per&nbsp;gestire&nbsp;il rischio di contagio. Fasi su cui tornano a farsi sentire anche l&rsquo;<strong>Organizzazione mondiale della sanit&agrave;</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Ministero della Salute</strong>.</p>
<p>Dall&rsquo;Oms ricordano come gli operatori sanitari dovrebbero indossare&nbsp;<strong>abiti</strong>&nbsp;a maniche lunghe, guanti, protezioni per il viso, eliminare il contatto con fluidi corporei dei pazienti cos&igrave; come con le superfici potenzialmente infette, inclusi vestiti e biancheria. Ma particolare attenzione dovrebbe essere prestata anche alle fasi di<strong>vestizione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>svestizione</strong>&nbsp;dai dispositivi protettivi per limitare il rischio&nbsp;<strong>contagio</strong>. Come? Seguendo procedure specifiche,&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2014/10/08/ebola-uso-tuta-e-guanti-fase-critica-per-contagio_60dc0694-6e1e-45aa-8912-b1e9d8b60644.html" target="_blank">come</a>&nbsp;<em>&ldquo;rimuovere i guanti arrotolandoli dal polso, avendo attenzione a non toccare la cute; rimuovere il camice avvolgendolo dall&rsquo;interno all&rsquo;esterno; se si indossa un copricapo rimuoverlo procedendo dalla parte posteriore del capo; rimuovere la protezione per gli occhi procedendo dalla parte posteriore del capo; rimuovere la mascherina o il facciale filtrante procedendo dalla parte posteriore del capo utilizzando le stringhe o gli elastici di tenuta&rdquo;</em>.</p>
<p><img src="https://lavocedeisenzavoce.altervista.org/wp-content/uploads/2014/08/5048566.jpg" width="450" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Anche il&nbsp;<strong>ministero della Salute</strong>&nbsp;&egrave; tornato a porre l&rsquo;accento sulle corrette misure di gestione dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari, con una&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_4.jsp?lingua=italiano&amp;area=Malattie%20infettive" target="_blank">circolare</a>&nbsp;emessa lo scorso 1 ottobre, dove si legge:&nbsp;<em>&ldquo;Qualora si effettuino delle attivit&agrave; clinico assistenziali con un elevato rischio di contaminazione (es. paziente con diarrea, vomito, sanguinamenti e/o in ambiente contaminato in modo significativo) &egrave; opportuno utilizzare il doppio paio di guanti, il copricapo e i calzari. I guanti vanno cambiati quando presentano o si sospettano danneggiamenti o rotture. Igienizzare sempre le mani prima di indossare un nuovo paio di guanti. Evitare per quanto possibile qualsiasi procedura che possa generare aerosol. Se &egrave; necessario effettuare interventi che possano generare aerosol, quali ad esempio somministrazione di farmaci con nebulizzazione, broncoscopia, bronco aspirazione, intubazione, ventilazione a pressione positiva, il personale sanitario dovr&agrave; indossare un facciale filtrante FFP2 (FFP3 nei casi probabili o confermati) a protezione delle vie respiratorie&rdquo;</em>.</p>
<p>Istruzioni per addetti ai lavori, cosa avverrebbe nel caso in cui un paziente potenzialmente infetto bussasse alle porte dei nostri<strong>ospedali</strong>? Sempre dalla circolare arrivano le indicazioni sulla gestione di un paziente che si presenti in una struttura ospedaliera con febbre superiore ai 38&deg;C o con storia di febbre nelle ultime 24 ore e che abbia visitato un paese a rischio o sia venuto in contatto con un malato di&nbsp;<strong>ebola</strong>&nbsp;negli ultimi 21 giorni (il tempo di incubazione del virus).</p>
<p>In primo luogo (insieme all&rsquo;adozione dei dispositivi di protezione individuale da parte del personale sanitario) verrebbe disposto l&rsquo;isolamento del paziente, al quale verrebbe fornita mascherina e gel alcolico per l&rsquo;<strong>igiene delle man</strong>i. Dopo di che il personale sanitario si metter&agrave; in contatto col reparto di&nbsp;<strong>malattie infettive</strong>&nbsp;di riferimento per concordare il trasferimento del paziente (adottando tutte le misure di precauzione previste per il trasporto in ambulanza, come per esempio uso di mascherine, la disposizione di un telo impermeabile sul lettino, e la decontaminazione del mezzo al termine del trasferimento ).</p>
<p>Dopo di questo il paziente viene preso in carico dall&rsquo;infettivologo del centro, il quale si accorda con i colleghi dell&rsquo;<strong>Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani</strong>&nbsp;di Roma e dell&rsquo;<strong>Azienda ospedaliera</strong>&nbsp;<strong>Luigi Sacco</strong>&nbsp;di Milano (i centri di riferimento nazionale) sulle modalit&agrave; di gestione del paziente e dei prelievi di materiale biologico per confermare il caso sospetto. Nell&rsquo;attesa delle diagnosi (da verificare adottando misure di sicurezza adeguate per il prelievo e la gestione dei campioni nei laboratori) il paziente rimane isolato e gli operatori sanitari che vi interagiscono applicheranno tutte le precauzioni standard, da contatto e da droplets. Se la diagnosi &egrave; positiva infine il paziente verr&agrave; trasportato presso lo Spallanzani di Roma o il Sacco di Milano, adottando le indicazioni per il trasporto in alto&nbsp;<strong>biocontenimento</strong>.</p>
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	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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