<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[IoChatto: Marzo 2017]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/42208/archive/1488322800/1490997600</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/26228/assicurazioni-cosa-fare-in-caso-di-incidente-con-auto-non-assicurate</guid>
	<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 10:06:49 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/26228/assicurazioni-cosa-fare-in-caso-di-incidente-con-auto-non-assicurate</link>
	<title><![CDATA[Assicurazioni: cosa fare in caso di incidente con auto non assicurate]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il mondo assicurativo italiano sta vivendo un periodo davvero molto difficile, a causa infatti dei prezzi troppo elevati delle polizze assicurative sono molte le automobili che circolano sulle strade italiane&nbsp;</span><strong>senza assicurazione</strong><span>, oppure con l</span><strong>&lsquo;assicurazione scaduta.</strong></p>
<p><img src="https://neufeldlawfirm.com/wp-content/uploads/2015/02/car-accident-lawyer.jpg" alt="cosa fare in caso di incidente" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Se facciamo un incidente con un&rsquo;automobile che ha i<strong>l tagliando assicurativo scaduto da meno di 15 giorni</strong>&nbsp;non ci sono problemi, per questo lasso di tempo infatti la compagnia assicurativa garantisce la copertura e i danni subiti quindi possono essere ripagati nel giro di poco tempo. Se invece incorriamo in un incidente con una macchina che ha il tagliando scaduto da oltre 15 giorni la situazione &egrave; ben diversa.</p>
<p><strong>Ci sono in questo caso due soluzioni:</strong></p>
<p><strong>Le parti in causa possono decidere di accordarsi tra loro per il risarcimento dei danni.</strong>&nbsp;Vi consigliamo in questo caso di fare comunque delle fotografie delle auto, possibilmente nella posizione in cui &egrave; avvenuto l&rsquo;incidente, documenti questi che possono sempre tornare utili.<br><strong>&Egrave; possibile rivolgersi direttamente al Fondo per le Vittime della Strada</strong>, nato proprio per coprire queste tipologie di incidenti.</p>
<p>Il&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.consap.it/fondi-e-attivita/mondo-assicurativo/fondo-di-garanzia-per-le-vittime-della-strada"><strong>Fondo per le Vittime della Strada</strong></a>, istituito nel 1969, garantisce a tutti coloro che incorrono in incidenti con veicoli non assicurati oppure non identificati la possibilit&agrave; di accedere comunque ad un risarcimento. Il risarcimento pu&ograve; arrivare ad un massimo di 2,5 milioni di euro per i danni alle persone e ad un massimo di 500.000 euro invece per i danni alle cose.<strong>Per poter accedere al risarcimento &egrave; necessario fare una domanda scritta da inviare tramite raccomandata con ricevuta di ristorno alla Consap.</strong></p>
<p>Vi ricordiamo che il&nbsp;<strong>Fondo per le Vittime della Strada</strong>&nbsp;&egrave; stato pensato anche per i veicoli che sono stati assicurati con delle imprese che si trovano adesso in liquidazione coatta amministrativa e per veicoli che sono stati messi in circolazione contro la volont&agrave; del loro proprietario.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/45625/come-salvare-la-patente-dal-ritiro-o-dalla-decurtazione-dei-punti</guid>
	<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 08:53:56 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/45625/come-salvare-la-patente-dal-ritiro-o-dalla-decurtazione-dei-punti</link>
	<title><![CDATA[Come salvare la Patente dal ritiro o dalla decurtazione dei punti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Esista un cavillo che fa riferimento all'art. 126-bis del Codice della Strada, in cui si precisa che, <strong>in caso di mancata identificazione del conducente responsabile della violazione</strong>, il proprietario del veicolo <strong>deve fornire all'organo di polizia,&nbsp;<span>i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione,</span></strong>&nbsp;entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione. Se tale comunicazione <strong>viene omessa</strong>, senza giustificato e documentato motivo, il proprietario &egrave; soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da<strong> euro 284 a euro 1.133</strong>.<br> <br>Un insano meccanismo su cui &egrave; stata chiamata a pronunciarsi di recente la <strong>Corte Costituzionale</strong>, ordinanza n. 12/2017 a seguito della questione di legittimit&agrave; sollevata dal Giudice di pace di Grosseto. In sostanza, con il pagamento della sanzione si andrebbe a "comprare" l'anonimato per la persona alla guida, non identificata (ad esempio se l'accertamento &egrave; avvenuto a mezzo di sistemi di rilevazione) che, dunque, non andrebbe incontro alle conseguenze della sua violazione, ad esempio la decurtazione dei punti o la sospensione della patente.</p>
<p><img src="https://www.dolcevitaonline.it/wp-content/uploads/2015/01/ritiro-revoca-patente.jpg" alt="come evitare il ritiro della patente" width="600" style="border: 0px;"><br> <br>Secondo il Giudice di Pace la sanzione prevista dalla norma sarebbe stabilita "<em>senza alcun riferimento alla gravit&agrave; della violazione principale da cui trae origine</em>". Ancora, a suo avviso, la comunicazione prescritta dal citato articolo sarebbe strumentale rispetto allo scopo di applicare al conducente del veicolo la decurtazione del punteggio della patente, ma potrebbe accadere che, qualora l'infrazione da questi commessa consista nella violazione del limite di velocit&agrave;, soprattutto nei casi pi&ugrave; gravi, "<em>generalmente riconducibili ad auto di grossa cilindrata</em>", i proprietari, che "&egrave; verosimile ritenere (&hellip;) siano presuntivamente di livello economico medio/alto", preferiscano non comunicare i dati identificativi del conducente e pagare la sanzione amministrativa pecuniaria prevista da detta norma censurata, evitando in tal modo la decurtazione del punteggio.<br> <br>Inoltre, secondo l'ordinanza di rimessione, l'art. 126-bis, comma 2, codice della strada violerebbe gli artt. 3 e 53 Cost., poich&eacute; il censurato criterio di quantificazione della sanzione in esame avvantaggerebbe quanti possiedono un'elevata capacit&agrave; patrimoniale, capaci di "pagare il prezzo dell'anonimato" realizzando un'ingiustificata disparit&agrave; di trattamento.<br> <br>Da qui l'esigenza, secondo il magistrato, di <strong>graduare la sanzione in base alla gravit&agrave; dell'infrazione</strong>, rendendosi necessario "che il legislatore stabilisca che l'ammontare della sanzione prevista per mancata ottemperanza dell'obbligo di comunicazione (&hellip;) sia proporzionato in termini monetari a quello della specifica infrazione che ne costituisce il presupposto".<br> <br>Tuttavia, l'apparato argomentativo non trova il placet della Corte Costituzionale: per i giudici, la censura riferita all'art. 53 Cost. &egrave; priva di un'adeguata motivazione in ordine alle ragioni dell'asserita violazione di detto parametro e tale lacuna costituisce ragione di manifesta inammissibilit&agrave;. Inoltre, la richiesta del giudice rimettente si connota, precisa la Corte "<em>per un cospicuo tasso di manipolativit&agrave;, derivante dalla natura creativa e non costituzionalmente obbligata della soluzione evocata, in un ambito, quale quello dell'individuazione delle condotte punibili, della scelta e della quantificazione delle sanzioni amministrative, riservato alla discrezionalit&agrave; del legislatore ordinario</em>"<br> <br>Per il Collegio, appare "<strong>paradossale</strong>" l'ipotizzata necessit&agrave; di una "graduazione" legislativa della misura delle sanzioni pecuniarie, non gi&agrave; <strong>in base alla gravit&agrave; dell'infrazione commessa</strong>, bens&igrave; alle capacit&agrave; economiche del responsabile della violazione (ordinanza n. 292 del 2006). Stante l'inammissibilit&agrave; della questione, il meccanismo prescritto dall'art. 126-bis del Codice della Strada rimane, dunque, pienamente valido ed efficace.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/45603/uber-come-funziona-nel-resto-del-mondo</guid>
	<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 11:25:31 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/45603/uber-come-funziona-nel-resto-del-mondo</link>
	<title><![CDATA[Uber: come funziona nel resto del mondo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Sono un Italiano che Vive in Sudamerica da 17 anni.</p>
<p>Da almeno due anni utilizzo Uber. A Rio de Janeiro, dopo un primo periodo di forti resistenze dei tassiti, oggi come oggi il servizio viene &ldquo;<em>tollerato</em>&rdquo; dalle autorit&agrave; ed &egrave; molto diffuso, anche perch&eacute; &egrave; diventato un&rsquo;ancora di salvataggio per molte persone espulse dal mondo del lavoro formale a causa della grave crisi economica che attraversa il paese.</p>
<p><img src="https://formiche.net/files/2015/08/uber.jpg" alt="come funziona Uber" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>Ho anche intervistato degli autisti di Uber per dei servizi; lavorano fino a 12 ore al giorno, sanno che devono essere gentili e disponibili con i clienti perch&eacute; il sistema di valutazione dopo ogni corsa pu&ograve; penalizzarli. Le loro auto sono pulite, il servizio quasi sempre &egrave; ottimo. Unica pecca: molto spesso non trattandosi di autisti di professione si muovono solo con il Gps e in una citt&agrave; complicata e pericolosa come Rio ci&ograve; pu&ograve; essere un serio problema. Stanno gi&agrave; iniziando le prime cause di autisti di Uber che chiedono all&rsquo;impresa la formalizzazione del vincolo di lavoro, per ora i giudici sono contrari.</p>
<p>A <strong>Buenos Aires</strong> le cose sono diverse. La giustizia ha dichiarato illegale Uber, le banche locali non accettano di abilitare la carta di credito per Uber ai propri clienti, il sindacato dei tassisti, una vera e propria <strong>mafia</strong> (<em>qualche anno fa il fratello del segretario del sindacato venne trovato morto in un auto, fu un regolamento di conti interni</em>) si organizza per attaccare o far cadere in imboscate i malcapitati autisti di Uber. <strong>Violenze e intimidazioni e i passeggeri hanno paura</strong>. A Citt&agrave; del Messico, invece, Uber paga una tassa al governo locale ed &egrave; ormai accettato; ne ho preso recentemente uno all&rsquo;aeroporto senza nessun problema.</p>
<p>A <strong>Berlino</strong>, dove sono stato recentemente, <span style="text-decoration: underline;">Uber lavora &ldquo;in coppia&rdquo; con i taxi</span>; se non c&rsquo;&egrave; un Uber nei paraggi, arriva un taxi e la tariffa resta quella del servizio di trasporto automobilistico privato. <br>Scrivo tutto ci&ograve; solo per dire che il mondo progredisce e che la guerra di fazioni contro servizi che indubbiamente migliorano la qualit&agrave; di vita delle persone &egrave; una cosa arcaica e obsoleta. <span style="text-decoration: underline;">Il taxi pu&ograve; essere un servizio pubblico sempre e quando dia un servizio buono</span>, a prezzi ragionevoli (<em>e in Italia non &egrave; cos&igrave;</em>) e senza minacciare con metodi Nazisti e mafiosi le altre categorie. Se solamente comuni e governo facessero pagare una tassa a Uber, garantendo per&ograve; che il servizio funzioni regolarmente, i cittadini ne avrebbero solo da guadagnare.</p>
<p>Magari i tassisti farebbero meglio, e a prezzi ragionevoli, il loro mestiere.</p>
<p>(tratto da Facebook)</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>