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	<title><![CDATA[IoChatto: Luglio 2016]]></title>
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	<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 08:47:40 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[L’Italia fra 10 anni non esisterà più]]></title>
	<description><![CDATA[<p dir="ltr">Secondo la London School of Economics,&nbsp;tra 10 anni <strong>l&rsquo;Italia non esister&agrave; pi&ugrave;</strong> e rimarr&agrave; agli storici lo studio di come una nazione &nbsp;che era tra le otto potenze economiche mondiali a finire nella polvere della miserai. <strong>Il Belpaese</strong> &nbsp;</p>
<p dir="ltr">Paese &egrave; riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent&rsquo;anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacit&agrave; di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di <strong>caduta verticale</strong> della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://www.ansa.it/webimages/img_457x/2015/6/10/60c33219777d5e5eadd72a5dae7261c2.jpg" alt="italia" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p dir="ltr"><span></span>Cos&igrave; Roberto Orsi, italiano emigrato&nbsp;a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro dell&rsquo;Italia, spiega: &ldquo;Il governo sa perfettamente che la situazione &egrave; insostenibile, ma per il momento &egrave; in grado soltanto di ricorrere ad un aumento estremamente miope <strong>al 22%, che deprime ulteriormente i consumi</strong>. Per tutta l&rsquo;estate, i leader politici italiani e la stampa mainstream hanno martellato la popolazione con messaggi di una ripresa imminente. In effetti, non &egrave; impossibile per un&rsquo;economia che ha perso circa l&rsquo;8 % del suo PIL avere uno o pi&ugrave; trimestri in territorio positivo. Chiamare un +0,3% di aumento annuo &ldquo;<strong>ripresa</strong>&rdquo; &egrave; una distorsione semantica, considerando il disastro economico degli ultimi cinque anni.</p>
<p dir="ltr">Pi&ugrave; corretto sarebbe parlare di una transizione da una grave recessione a una sorta di stagnazione&rdquo;. Il termometro della caduta verticale dell&rsquo;economia italiana &egrave; data dal crollo del settore manifatturiero, la vera spina dorsale del <strong>Made in Italy</strong>. &ldquo;I<em>l 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il pi&ugrave; grande in Europa dopo la Germania, &egrave; stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l&rsquo;immensa quantit&agrave; di danni irreparabili che il Paese subisce</em>.</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica degradata dell&rsquo;&eacute;lite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. La leadership italiana non ha mai riconosciuto che l&rsquo;apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell&rsquo;Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull&rsquo;Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerit&agrave;. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell&rsquo;UE sapendo perfettamente che l&rsquo;Italia non &egrave; neanche lontanamente in grado di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza, <span style="text-decoration: underline;">l&rsquo;Italia si &egrave; rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione certa</span>&rdquo;.</p>
<p dir="ltr">Ma di chi sono le principali responsabilit&agrave;? Secondo Orsi &ldquo; Il Paese &egrave; stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall&rsquo;ufficio del Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d&rsquo;Italia. Il loro compito &egrave; quello di garantire la stabilit&agrave; in Italia nei confronti dell&rsquo;UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo &egrave; stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica , che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell&rsquo;ordine repubblicano.</p>
<p dir="ltr"><em>L&rsquo;interventismo del Presidente &egrave; particolarmente evidente nella creazione del governo Monti e del governo Letta, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale</em>&rdquo;. La grave crisi che attanaglia l&rsquo;Italia, che si &egrave; fortemente aggravata sotto il governo Monti &egrave; proseguita da quello di Letta, che sta seguendo lo stesso percorso, in nome della stabilit&agrave;.</p>
<p dir="ltr"><strong>I tecnocrati sono i veri responsabili e garanti della scomparsa del&rsquo;Italia.</strong></p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><a rel="nofollow" href="https://www.piovegovernoladro.altervista.org">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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