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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Facebook ? NO GRAZIE]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/46/all?offset=50</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/13699/fbi-facebook-e-twitter-sotto-attacco-maggiori-controlli</guid>
	<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:06:28 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/13699/fbi-facebook-e-twitter-sotto-attacco-maggiori-controlli</link>
	<title><![CDATA[FBI: FACEBOOK e TWITTER sotto attacco - maggiori controlli]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La rivista 'New Scientist' rivela che l'Fbi vuole mettere sotto controllo Facebook, Twitter e i social network.</p>
<p style="text-align: justify; ">Per questo motivo ha deciso  di cercare aziende che realizzino un sistema di monitoraggio continuo al  fine di individuare i possibili nemici degli Stati Uniti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; "><img src="https://techieminx.com/wp-content/uploads/2011/05/fbi-full.gif" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="text-align: justify; ">'New scientist' cita&nbsp; infatti  un documento pubblicato lo scorso 19 gennaio, che mostra come il  Federal Bureau americano voglia usare le informazioni veicolate sui siti  per rispondere meglio a crisi ed emergenze e magari anche prevederle.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">Sempre secondo la rivista il  Bureau ha invitato possibili appaltatori del sistema di monitoraggio a  rispondere al bando entro il 10 febbraio.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">L'obiettivo dell'FBI &egrave; quello  di ottenere un sistema capace di cercare automaticamente materiale  "disponibile pubblicamente" su Facebook, Twitter e altri social network  tramite parole chiave legate a terrorismo, operazioni di sorveglianza,  crimini online e altri di 'interesse' criminale.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p>Gli agenti federali Usa  sarebbero allertati nel momento in cui la ricerca producesse le prove di  incidenti, minacce emergenti o eventi straordinari e potrebbero  mostrare i tweet o l'altro materiale ricavato dal sistema su una mappa,  cui aggiungere altri dati, tra cui l'ubicazione delle ambasciate Usa, le  installazioni militari, dettagli di precedenti attacchi terroristici e  quanto ripreso dalle telecamere locali del traffico. Dal documento  emerge inoltre che l'Fbi vuole usare i social media per individuare  specifici utenti o gruppi, analizzarne movimenti, vulnerabilit&agrave;,  limitazioni e possibili azioni avverse</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/12526/max-schrems-denuncia-facebook-sulla-tutela-della-privacy</guid>
	<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 09:31:56 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/12526/max-schrems-denuncia-facebook-sulla-tutela-della-privacy</link>
	<title><![CDATA[Max Schrems denuncia Facebook sulla tutela della Privacy]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La denuncia: &laquo;<strong>Violate le direttive Ue, dati personali conservati anche dopo la cancellazione</strong>&raquo;. Scoperte 22 violazioni. In Irlanda (sede europea) il Garante della privacy avvia un&rsquo;indagine. La prossima settimana i dirigenti di Facebook potrebbero essere ascoltati in audizione davanti alla Data Protection Commissioner. La posta in gioco &egrave; altissima, soprattutto se si tiene conto del valore commerciale delle informazioni personali conservate. Qualunque sia l&rsquo;esito &egrave; probabile che molti dubbi e dicerie possano finalmente essere verificati e aprire un clamoroso precedente legale.<br><br><img src="https://www.google.it/url?source=imglanding&amp;ct=img&amp;q=https://www.leggo.it/LeggoNews/HIGH/20110929_austriaco-causa-facebook-dati.jpg&amp;sa=X&amp;ei=mh-hTr_0DM2d-QbMotC6BQ&amp;ved=0CAsQ8wc&amp;usg=AFQjCNFT0b_iajvqjO-IwDVmH77f_4R8ig" alt="image" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><br>Vanity Fair - <a href="https://connectu.it/pg/videos/play/group:46/12528/quello-che-facebook-sa-di-voi">Max Schrems</a> sorride da dietro alla scrivania, con il braccio su una pila di 1.200 fogli A4. L&igrave; dentro c'&egrave; scritto tutto quello che Facebook sa di lui: nome, cognome, gusti personali, preferenze politiche, conversazioni, foto. Tutto. &laquo;<em>Roba da far impallidire il Kbg o la Cia</em>&raquo;, dice. Eppure Max Schrems, a dispetto del nome che sa di spia di Berlino Est al tempo della guerra fredda, &egrave; solo uno studente austriaco di 24 anni. Quelle 1.200 pagine, spiega, esistono per ognuno degli 800 milioni di iscritti su Facebook ed &egrave; ora che tutti lo sappiano e le vedano.<br><br>Lui ha fatto da apripista. Un giorno ha richiesto all'azienda che gestisce il social network i dati che lo riguardavano. Dopo vari tentativi andati a vuoto si &egrave; visto arrivare a casa un cd che conteneva un file Pdf con il suo &laquo;dossier&raquo; personale nelle mani di Facebook: le <strong>1.200 pagine</strong> con tutte le conversazioni che aveva avuto nei tre anni di presenza sul social network, le foto che aveva caricato e quelle in cui era stato taggato, i messaggi inviati e le pagine preferite. <br><br>Max ha scandagliato quelle pagine e ha denunciato 22 presunte irregolarit&agrave; al garante dei dati personali che secondo lui vengono commesse quotidianamente dal social network:</p>
<p>la raccolta di informazioni degli utenti a loro insaputa; il consenso per la privacy formulato in modo non valido; il riconoscimento facciale degli utenti introdotto senza il loro consenso; la dichiarazione con cui l'azienda dichiara di non poter garantire alcun tipo di sicurezza dei dati raccolti. E soprattutto, <strong>la sopravvivenza nei server</strong> della societ&agrave; di tutti i dati personali (tag, foto, post, messaggi, ecc.) <strong>che sono stati cancellati dagli utenti</strong>.</p>
<p>Dopo la scoperta Max ha creato il sito <a href="https://europe-v-facebook.org/EN/en.html">EuropevsFacebook</a>. Da qui vuole invogliare gli altri utenti europei di Facebook a fare quello che ha fatto lui e spiega la procedura per farsi inviare a casa il proprio &laquo;dossier&raquo; personale.<br><br>&laquo;<em>Facebook cercher&agrave; di farvi desistere</em>&raquo;, spiega Max, &laquo;<em>magari inviandovi solo i dati dei vostri log-in</em>&raquo;. Per questo, continua, bisogna insistere con la procedura normale. Se tutto va bene, entro 40 giorni l'utente dovrebbe ricevere un cd con i propri dati personali. Max Schrems l'ha ricevuto. Un plico con oltre 1000 pagine. Certo, c&rsquo;&egrave; da dire che Facebook conosce dei propri utenti solo ci&ograve; che gli utenti pubblicano. E molti, pi&ugrave; o meno consciamente, sanno che nulla di ci&ograve; che va sui social network resta segreto. Ma quel plico sulla scrivania di Max fa impressione.</p>
]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/9699/facebook-virus-in-chat-palevo</guid>
	<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 10:31:27 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/9699/facebook-virus-in-chat-palevo</link>
	<title><![CDATA[Facebook Virus in chat - Palevo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Attenzione!!!</strong></p>
<p><br> <br> La <strong>chat</strong> di <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/">Facebook</a> &egrave; stata <strong>invasa da un virus</strong> abbastanza pericoloso, denominato <strong>Palevo</strong>, che si presenta sottoforma di <strong>messaggio istantaneo in chat</strong> da parte di uno dei <strong>vostri amici</strong> che a sua volta &egrave; gi&agrave; caduto nella <strong>trappola</strong> entrando a contatto con il virus.</p>
<p><br> <br> Il messaggio che si potrebbe ricevere richieder&agrave; di <strong>collegarsi ad un link</strong> simile a questi per <strong>visualizzare un&rsquo;ipotetica foto</strong>:<br> <br> Foto :-)&nbsp; https://www.facebook.com/l.php?u=https://mundogl.com/photo/<br> <br> Foto :-)&nbsp; https://www.facebook.com/l.php?u=https://dejonk.de/f/<br> <br> <br> Cliccando sul link ovviamente <strong>non si vedr&agrave; alcuna foto</strong> ma comparir&agrave; un pulsante che avvier&agrave; il <strong>download di un file eseguibile</strong> (n11075310_09.JPG-www.facebook.exe).<br> <br> <strong>E&rsquo; una trappola</strong>!!! <br>Si tratta in realt&agrave; di un vero e proprio <strong>malware</strong> che <strong>infetter&agrave; il vostro sistema</strong>.<br> Purtroppo la pagina <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/">Facebook</a> rester&agrave; <strong>bloccata</strong> e comparir&agrave; il seguente <strong>messaggio</strong>: &ldquo;<em>non e don hanno accesso al tuo account perch&eacute; non completare qualsiasi sondaggio??</em>&rdquo;<br> <br> A questo punto non si potr&agrave; fare pi&ugrave; niente.</p>
<p><img src="https://about-threats.trendmicro.com/dumpimages/277201154223.jpeg" alt="virus palevo" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><strong>Come risolvere il problema &ldquo;Virus&rdquo;?</strong></span><br> <br> Se cliccherete sul collegamento inviato in chat, <strong>il virus acceder&agrave;</strong> automaticamente al vostro <strong>computer</strong> <strong>arrecando danni</strong>.<br> <br> Se avete gi&agrave; cliccato sul link del virus e ne siete stati infettati, sar&agrave; necessario fare presto una <strong>scansione completa del sistema</strong> con un <strong>programma Anti Spyware</strong>, in modo da isolare il virus, e tentare di <strong>eliminarlo</strong>.<br> <br> Un <strong>ottimo programma facile</strong> da utilizzare per risolvere il problema &ldquo;<strong>Virus Palevo</strong>&rdquo; si pu&ograve; scaricare gratuitamente dal sito <a rel="nofollow" href="https://malwarebytes.org/">Malwarebytes.org</a><br> <br> Una volta trovati i file infetti occorrer&agrave; eliminarli e <strong>tutto torner&agrave; normale</strong> sia su <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.it/">Facebook</a> sia sul <strong>PC</strong>.<br> <br> Risolto il problema &egrave; consiglio vivamente di&nbsp; <strong>cambiare la vostra password</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/6101/accuse-a-facebook-continua-a-violare-la-privacy</guid>
	<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:02:45 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/6101/accuse-a-facebook-continua-a-violare-la-privacy</link>
	<title><![CDATA[Accuse a Facebook, continua a violare la privacy]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTBlEIwljD2UAEqLzILQjaJjvCSUPIIL2A784CrGv1rx4I2_Lc&amp;t=1&amp;usg=__xpR2rC2RJOVLVeVHbozXlIUvGSA=" width="240" height="167" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p>E' di nuovo bufera su Facebook, uno dei pi&ugrave; popolari social network. Nonostante le ripetute promesse, Marc Zuckenberg <span style="text-decoration: underline; ">continua a non rispettare la privacy</span> dei suoi utenti: lo scrive il Wall Street Journal.</p>
<p><br>Secondo il quotidiano newyorchese, diverse applicazioni (o app) di Facebook, numerose delle quali sono <strong>giochi molto popolari, hanno trasmesso informazioni legate alle identit&agrave; degli utenti</strong>: rivelando i loro nomi, e in alcuni casi anche quelli dei loro amici, a decine di societ&agrave; pubblicitarie o che sorvegliano il traffico sul web, le cosiddette <em>Internet Tracking Company</em>.</p>
<p><br>Le persone colpite sarebbero decine di milioni, scrive il Wsj, <strong>tra cui gli utenti che hanno chiesto il massimo di privacy </strong>sul social network e sarebbero teoricamente introvabili. Tra le app sotto accusa, tra le quali ci sono le dieci pi&ugrave; popolari, spiccano alcuni dei giochi di successo&nbsp; come <strong>FarmVille</strong>, <strong>Texas HoldEm Poker</strong> e <strong>FrontierVille</strong>. Ad essere accessibile &egrave; il numero che Facebook assegna ad ogni membro della rete sociale, chiamato 'Facebook ID', e dal quale si pu&ograve; risalire all'identit&agrave; dell'utente con una semplice ricerca in internet. Se poi l'utente ha deciso di non limitare l'accesso ai suoi dati, nelle mani delle societ&agrave; esterne finiscono anche informazioni come l'et&agrave;, la citt&agrave; di residenza e la professione.</p>
<p>Non &egrave; noto da quanto tempo esista questa falla di sicurezza&hellip;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2010/10/18/visualizza_new.html_1730896040.html">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/1194/nuovi-tranelli-in-facebook-le-donne-pi-calde</guid>
	<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:19:21 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/1194/nuovi-tranelli-in-facebook-le-donne-pi-calde</link>
	<title><![CDATA[Nuovi tranelli in facebook - Le donne più calde]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><span><img src="https://www.derapate.it/wp-galleryo/ombrelline/umbrella-girls-4.jpg" alt="image" style="border: 0px; "></span></span></p>
<p><span><span>E' davvero innegabile: un titolo come questo attira l'attenzione dei visitatori che, senza prestare troppa attenzione alla provenienza del messaggio n&egrave; al contenuto, si precipitano a fare click per vedere le donne pi&ugrave; calde del mondo o di Facebook cadendo, inesorabilmente, in una trappola bella e buona. </span></span></p>
<p><span><span>Gli utenti di <span style="font-weight: bold; ">Facebook</span> in particolare <a href="/pg/groups/46/come-faccio-a-cancellarmi-da-facebook-/">tendono ad abboccare pi&ugrave; degli altri</a>, ed i pirati informatici lo sanno bene: d'altra parte possono contare su oltre <span style="font-weight: bold; ">500 milioni di iscritti</span> che effettuano il solito <span style="font-style: italic; ">Facebook login</span> senza curarsi troppo delle insidie nascoste dietro l'angolo. </span></span></p>
<p><span><span>Ad esempio una sensualissima <span style="font-weight: bold; ">Elisabetta Canalis </span>o altre <a href="/pg/groups/819/tuttotope-2010/">bellezze del web</a> possono nascondere script malevoli che installano software senza che l'utente se ne accorga: la cattiva notizia &egrave; che <span style="font-weight: bold; ">tutti i browser ne sono vulnerabili</span> e solo disattivando <span style="font-weight: bold; ">javascript</span> si riesce a contrastare l'ascesa del fenomeno del <span style="font-weight: bold; "><a href="/pg/blog/giorgiusgam/read/1150/clickjacking-nuovi-virus-sfuttano-i-like-di-facebook">click jacking</a></span>.</span></span></p>
<p><span><span>Fonte<br><a href="https://facebook-italia.blogspot.com/">Facebook-italia</a></span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/821/facebook-65-milioni-di-dollari-a-connectu</guid>
	<pubDate>Fri, 28 May 2010 13:54:41 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/821/facebook-65-milioni-di-dollari-a-connectu</link>
	<title><![CDATA[FACEBOOK:  65 milioni di dollari a ConnectU]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://topnews.us/images/imagecache/main_image/facebook-connectu.jpg" alt="image" width="240" height="190" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Una causa contro <strong>Facebook</strong> potrebbe essere costata <strong>65 milioni di dollari </strong>al noto social network. La causa &egrave; stata avviata contro Facebook dai fratelli Winklevoss e da Divya Narendra, accusato di aver copiato il codice del sito <strong>ConnectU</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I tre avevano creato il progetto ConnectU durante gli studi universitari, avvalendosi della collaborazione di <strong>Mark Zuckerberg</strong>, successivamente divenuto fondatore di Facebook, come programmatore. Secondo l'accusa Facebook sarebbe nato utilizzando il codice e l'idea di ConnectU.</p>
<p>Dopo essersi trascinata per molto tempo, la causa potrebbe aver trovato un accordo extragiudizionale per sanare il contenzioso. La notizia &egrave; trapelata online dallo stesso studio legale che ha curato gli interessi dei fondatori di ConnectU. <span style="text-decoration: underline;">Non si conoscono altri dettagli sul pagamento</span>, salvo l'importo stesso di <strong>65 milioni di dollari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/637/31-maggio-il-giorno-della-chiusura-profilo-account</guid>
	<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:28:17 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/637/31-maggio-il-giorno-della-chiusura-profilo-account</link>
	<title><![CDATA[31 Maggio il giorno della chiusura profilo (account)]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>LA QUESTIONE privacy investe Facebook e non pu&ograve; essere pi&ugrave; ignorata. In seguito alle critiche che piovono da tutti i lati, la societ&agrave; ha convocato un summit dei suoi vertici, come si conviene quando c'&egrave; uno stato conclamato di crisi. Il social network &egrave; ormai spalle al muro, soprattutto dopo l'intervento dei garanti per la privacy europei. E tra gli utenti cresce il fronte di chi valuta se abbandonare il sito giudicato poco rispettoso dei loro dati personali.<br><br>Neanche in questo clima, per&ograve;, Facebook rinuncia al suo stile tipico: la riunione &egrave; stata a porte chiuse. La societ&agrave; non ha fatto sapere nulla di quello che &egrave; stato detto o deciso, se non che &egrave; stata una "discussione proficua". La sola azione annunciata ieri riguarda pi&ugrave; la sicurezza del network che la privacy in senso stretto: ha aggiunto funzioni per contrastare il fenomeno dei ladri di informazioni personali, quelli che riescono a collegarsi agli account altrui.<br><br>Le polemiche che hanno colpito il network sono ben altre, per&ograve;, e riguardano il modo con cui esso stesso gestisce i dati personali dei suoi 400 milioni di utenti. L'ultima &egrave; per il servizio nato a fine aprile, l'<span>instant personalization 1</span>. Fa s&igrave; che siti partner di Facebook possono sfruttare le informazioni personali che l'utente ha pubblicato sul network (nome, *censored by google*, connessioni con altre persone o gruppi). Quando un utente di Facebook va su un sito partner trover&agrave; una pagina personalizzata in base ai suoi dati, per esempio con consigli basati sui suoi gusti musicali o su quelli dei suoi amici. L'utente pu&ograve; evitare questa personalizzazione? S&igrave;, ma soltanto se si prende la briga di modificare un'opzione sul proprio profilo di Facebook. <span> </span><br><br>Una novit&agrave; "inaccettabile" scrive il Working Party, formato da tutti i garanti della privacy europei, in una <span>lettera inviata al social network 2</span>. Poco tempo fa i garanti <span>avevano puntato il dito 3</span>, in modo analogo, contro Google riguardo al servizio Buzz. In quel caso, l'azienda di Mountain View che ha risposto riconoscendo l'errore. Chiss&agrave; se anche Facebook si dimostrer&agrave; accondiscendente.<br><br>Nel frattempo, il social network subisce pressioni anche in madrepatria: un gruppo di senatori Usa gli ha chiesto di essere pi&ugrave; trasparente sul modo con cui gestisce i dati personali. Le critiche sono un coro a pi&ugrave; voci, anche gli esperti di privacy ci si mettono: l'associazione storica del web Eff ha pubblicato <span>una timeline 4</span> con il progressivo peggioramento del rapporto tra Facebook e privacy. L'esperto Matt McKeon <span>l'ha messa in bella grafica 5</span> mostrando come Facebook, dagli inizi ad oggi, ha esposto sempre pi&ugrave; informazioni personali degli iscritti.<br><br>Lo scopo del network &egrave; ovviamente quello di massimizzare lo sfruttamento marketing e pubblicitario dei dati.&nbsp; N&eacute; hanno giovato, alla sua fama, sparate come quella del 25enne fondatore Mark Zuckerberg, che <span>ha detto in pubblico 6</span> "la privacy &egrave; un concetto vecchio, superato". Qualcosa di cui gli utenti non si curerebbero pi&ugrave;, impazienti come sono di condividere e comunicare. Un calcolo sbagliato, forse, da cui potrebbe cominciare il declino del network a favore di un concorrente pi&ugrave; rispettoso delle informazioni personali. L'ha chiesto a gran voce Ryan Singel <span>dalle colonne di <em>Wired</em> 7</span> ed &egrave; una possibilit&agrave; che comincia a diventare reale. Quattro ragazzi sono riusciti in pochi giorni a raccogliere 120 mila dollari per il <a href="https://joindiaspora.com/">progetto Diaspora 8</a>: un social network "open", che nascer&agrave; a settembre e che a differenza di Facebook dar&agrave; agli utenti pieno e trasparente controllo sui propri dati personali. <br><br>Pressato da esperti e autorit&agrave; di tutto il mondo da una parte, minacciato da alternative open dall'altra, Facebook potrebbe decidere di cambiare strada, dovendo per&ograve; cos&igrave; anche rivedere i propri piani di remunerazione. Nel frattempo, per&ograve;, c'&egrave; anche chi pensa di andarsene: un gruppo di scontenti ha individuato nel 31 maggio il giorno in cui ci si dovrebbe cancellare in massa da Facebook, il <a href="https://www.quitfacebookday.com/">Quit Facebook Day 9</a>. Per ora sono 1281 gli utenti che si sono impegnati a fare questo passo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>https://www.repubblica.it/tecnologia/2010/05/17/news/facebook_riunione_privacy-4063531/</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>

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