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	<title><![CDATA[IoChatto: Dicembre 2015]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 08:00:25 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[L'antimateria esiste !]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nel cosmo <strong>ci sono pi&ugrave; particelle di antimateria di quanto si pensasse</strong>.</p>
<p>Lo ha scoperto il&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">rilevatore Ams-02</span>&nbsp;agganciato sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) dopo un anno e mezzo di osservazioni. Era stato portato lass&ugrave; con lo shuttle Endeavour nel maggio 2011 accompagnato dall&rsquo;astronauta italiano Roberto Vittori. Ams-02 &egrave; il primo rilevatore di grande capacit&agrave; costruito allo scopo, dopo che su un altro precedente volo <strong>shuttle</strong> era stata collaudata la tecnologia (<em>Ams-01</em>) necessaria. Il tutto nato da una collaborazione internazionale che include persino la Cina accanto agli Stati Uniti oltre all&rsquo;Europa che al Cern di Ginevra ospita il centro di controllo.</p>
<p><span><span>Il rilevatore di antimateria Ams-2</span></span></p>
<p><span><span></span><a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/foto/04-2013/ams-2/antimateria/rilevatore-antimateria-ams-2_4ef5154a-9c6d-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml"><img src="https://images.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/04/ams-2/antimateria/img_antimateria/mat_02_941-705_resize--75x60.jpg" alt="Il rilevatore di antimateria Ams-2" title="Il rilevatore di antimateria Ams-2" width="75" height="60" style="border: 0px; border: 0px;"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/foto/04-2013/ams-2/antimateria/rilevatore-antimateria-ams-2_4ef5154a-9c6d-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml"><img src="https://images.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/04/ams-2/antimateria/img_antimateria/mat_01_941-705_resize--75x60.jpg" alt="Il rilevatore di antimateria Ams-2" title="Il rilevatore di antimateria Ams-2" width="75" height="60" style="border: 0px; border: 0px;"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/foto/04-2013/ams-2/antimateria/rilevatore-antimateria-ams-2_4ef5154a-9c6d-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml"><img src="https://images.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/04/ams-2/antimateria/img_antimateria/mat_03_941-705_resize--75x60.jpg" alt="Il rilevatore di antimateria Ams-2" title="Il rilevatore di antimateria Ams-2" width="75" height="60" style="border: 0px; border: 0px;"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/foto/04-2013/ams-2/antimateria/rilevatore-antimateria-ams-2_4ef5154a-9c6d-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml"><img src="https://images.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/04/ams-2/antimateria/img_antimateria/mat_04_941-705_resize--75x60.jpg" alt="Il rilevatore di antimateria Ams-2" title="Il rilevatore di antimateria Ams-2" width="75" height="60" style="border: 0px; border: 0px;"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/foto/04-2013/ams-2/antimateria/rilevatore-antimateria-ams-2_4ef5154a-9c6d-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml"><img src="https://images.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/04/ams-2/antimateria/img_antimateria/mat_05_941-705_resize--75x60.gif" alt="Il rilevatore di antimateria Ams-2" title="Il rilevatore di antimateria Ams-2" width="75" height="60" style="border: 0px; border: 0px;"></a></span></p>
<p><span>RILEVATORE&nbsp;</span>- L&rsquo;Italia &egrave; in primo piano (<em>attraverso l'Agenzia spaziale italiana</em>) sia per la realizzazione del rilevatore con innovazioni frutto dell&rsquo;Istituto nazionale di fisica nucleare sia per la guida dell&rsquo;esperimento che ha come portavoce il Nobel Samuel Ting, ma come coordinatore il fisico Roberto Battiston. Ams ha registrato 25 miliardi di eventi, inclusi 400 mila positroni con energia tra 0,5 e 350 GeV (<em>miliardi di elettronvolt</em>). &Egrave; la pi&ugrave; ampia collezione di antimateria mai raccolta che include, in particolare, positroni, cio&egrave; elettroni con una carica elettrica positiva invece che negativa come accade nella materia normale.</p>
<p><strong>ANTIMATERIA&nbsp;</strong>- La caratteristica dell&rsquo;antimateria &egrave; proprio questa: avere una carica elettrica opposta e se materia e antimateria vengono a contatto si distruggono. Che esistessero particelle di antimateria lo si sapeva, come avevano dimostrato altri osservatori (<em>ad esempio&nbsp;Pamela&nbsp;e il prof. Piergiorgio Picozza</em>); ma che fosse cos&igrave; abbondante nessuno ci credeva. Le particelle &laquo;anti&raquo; sono prodotte da stelle calde come il Sole e si trovano nei raggi cosmici che piovono sulla Terra. Ma questi sono schermati e alterati nell&rsquo;impatto con l&rsquo;atmosfera per cui, per studiarli, bisogna andare nello spazio.</p>
<p><img src="https://www.scienzagiovane.unibo.it/antimateria/images/idrogeno-anti.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>MISTERO&nbsp;</strong>- Tanti <strong>positroni</strong> hanno generato un mistero. &laquo;<em>Forse sono il segnale della materia oscura o forse escono da qualche altro fenomeno</em>&raquo;, precisa Ting. &laquo;Potrebbero derivare ad esempio dalle pulsar, frutto del collasso di un grande astro, o da una supernova, che diffonde plasma ad alta energia&raquo;, aggiunge Battiston. &laquo;<em>Nel primo caso, legato a una particella di cui potrebbe essere costituita la materia oscura che riempie il 23 per cento dell&rsquo;universo, significherebbe l&rsquo;indizio di una nuova fisica</em>&raquo;.</p>
<p>Solo la continuazione delle indagini potr&agrave; sciogliere l&rsquo;enigma e portare al secondo passo tanto atteso: la scoperta di anti-nuclei di carbonio, elio oppure ossigeno i quali sarebbero la prova dell&rsquo;esistenza di altri universi fatti di antimateria.</p>
<p>La sfida ora &egrave; aperta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 10:44:40 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[La vita proviene da Marte]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Un ricercatore americano, rivolge alla comunit&agrave; scientifica, e non solo, un quesito in base ad alcune proprie importanti scoperte: e se fossimo tutti marziani? &nbsp;</span></p>
<p><span>Tale quesito viene rivolto alla luce delle recenti dichiarazioni dello studioso statunitense, Steven Benner: &ldquo;<em>La vita sulla Terra &egrave; arrivata da Marte, quindi noi siamo marziani</em>&rdquo; ha detto lo scienziato, il quale ha coordinato un team di scienziati del &lsquo;<strong>The Westheimer Insitute for Science and Technology</strong>&rsquo;, negli Stati Uniti. Secondo questo gruppo di studiosi nordamericani, questa convinzione deriva dopo aver esaminato la presenza del molibdeno ossidato, elemento considerato presente su Marte.</span></p>
<p><span><img src="https://i.ytimg.com/vi/dwPlHAwWpo8/hqdefault.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><span><span>Quindi, secondo Banner la vita sulla Terra sarebbe arrivata da una meteora distaccatasi da Marte, contenente la sostanza prima citata, e caduta sopra il nostro pianeta. Di questo studio, si &egrave; parlato in occasione del convegno mondiale di geochimica &lsquo;<strong>Goldschmidt 2013</strong>&prime;, svoltosi a Firenze. &ldquo;Q<em>uesto elemento, quando viene ossidato, &egrave; in grado di influenzare la nascita delle prime forme di vita</em>&rdquo; ha concluso Benner.</span></span></p>
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	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
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