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	<title><![CDATA[IoChatto: Dicembre 2024]]></title>
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	<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 18:29:48 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Un oceano prosciugato su Titano]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Un vasto, antico oceano di idrocarburi liquidi nell&rsquo;emisfero sud di&nbsp;<strong>Titano</strong>, la principale luna di Saturno, &egrave; stato recentemente individuato dalla sonda&nbsp;<em>Cassini</em>. <br><strong>Titano &egrave; l&rsquo;unico luogo nel Sistema Solare, a parte la Terra, dove &egrave; possibile trovare liquidi in forma stabile sulla superficie</strong>. In questo caso idrocarburi, dato che la temperatura sulla superficie di questa luna &egrave;&nbsp; di circa <strong>-180 &deg;C.</strong> Ma finora, depositi di idrocarburi erano stati osservati per la maggior parte nell&rsquo;emisfero nord del satellite e da tempo ci si interrogava se fossero esistite in passato riserve analoghe nell&rsquo;emisfero meridionale. Le immagini radar riprese dalla&nbsp;<em>Cassini</em>&nbsp;rispondono a questa domanda e rappresentano un interessante indizio per svelare la storia delle stagioni di <strong>Titano</strong>.</p>
<div id="attachment_2776"><img src="https://blog.focus.it/una-finestra-sull-universo/files/2012/10/PIA16166-br500.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Questo mosaico di immagini radar ottenuta dalla sonda Cassini mostra un grande oceano(delineato dalla linea rossa), oggi quasi prosciugato, nell&rsquo;emisfero meridionale di Titano. Finora gli idrocarburi liquidi erano stati avvistati soprattutto nella parte nord. Un importante indizio per comprendere le stagioni della pi&ugrave; grande luna di Saturno. (NASA)</p>
</div>
<p>Le immagini usate per realizzare questo mosaico sono state ottenute dal luglio 2009 al gennaio 2010. La linea rossa traccia il confine appena visibile del vasto oceano oggi scomparso, le cui dimensioni dovevano essere di circa 475 x 280 km ed una profondit&agrave; che molto probabilmente non superava una decina di metri.</p>
<p>Oggi, questa vasta distesa di liquido sembra essersi in gran parte prosciugata e aver dato vita a uno specchio di idrocarburi liquidi pi&ugrave; piccolo. All&rsquo;interno dell&rsquo;area originale &egrave; infatti visibile la superficie liscia (in nero) del lago Ontario le cui dimensioni sono di 80 x 235 km, il pi&ugrave; grande specchio di idrocarburi esistente al giorno d&rsquo;oggi nell&rsquo;emisfero sud.<br>La natura di questa immagine non &egrave; di facile interpretazione, non essendo una fotografia o una immagine nel visibile a cui il nostro occhio &egrave; abituato. Quella pubblicata &egrave; una immagine&nbsp;<strong>SAR</strong>&nbsp;(<em>radar ad apertura sintetica</em>), una tecnologia di osservazione attiva in banda X (lunghezza d&rsquo;onda di 3 cm), molto usata nell&rsquo;osservazione della Terra.&nbsp;<strong>I radar SAR hanno infatti la capacit&agrave; di operare in ogni condizione meteorologica e di illuminazione, producendo dati ad alta risoluzione.</strong>&nbsp;Le immagini prodotte permettono tra le altre cose di valutare la rugosit&agrave; del terreno: le zone pi&ugrave; scure corrispondono a superfici lisce, come possono essere gli specchi di liquido, quelle via via pi&ugrave; chiare sono progressivamente pi&ugrave; rugose.</p>
<p>Le osservazioni radar della&nbsp;<em>Cassini</em>&nbsp;hanno permesso di definire che globalmente il liquido ricopre solo una piccola percentuale della luna, facendo di Titano un corpo planetario&nbsp; molto pi&ugrave; secco della Terra. Le stesse osservazioni hanno anche permesso di identificare la localizzazione di queste aree su tutto il globo del satellite. Le regioni dei poli sono risultate molto pi&ugrave; ricche di liquido. In particolare, l&rsquo;emisfero nord costituisce la maggiore riserva di idrocarburi liquidi attualmente esistente su Titano, con un centinaio di piccoli laghi e tre&nbsp; &ldquo;mari&rdquo; pi&ugrave; grandi. Nell&rsquo;emisfero sud l&rsquo;area ricoperta dai liquidi risulta nettamente inferiore.<br>Una realt&agrave;, questa, che, secondo le teorie, deve essere stata ben diversa in passato. Si ipotizza infatti che cicli di lungo periodo analoghi a quelli terrestri (vedi i&nbsp;<strong>cicli di Milankovic</strong>, dovuti alla variazione periodica della direzione dell&rsquo;asse di rotazione, dell&rsquo;eccentricit&agrave; e della precessione dell&rsquo;orbita terrestri) devono provocare ciclicamente su Titano trasferimenti di idrocarburi liquidi da un polo all&rsquo;altro. Se &egrave; vero che oggi nelle regioni polari dell&rsquo;emisfero nord &egrave; presente la maggior parte dei liquidi, la proporzione doveva essere inversa pi&ugrave; di 50.000 anni fa, e il polo sud doveva essere ricoperto da vaste distese di idrocarburi del tutto analoghe a quella di cui oggi si &egrave; trovata evidenza.</p>
<p><a href="https://blog.focus.it/">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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