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	<title><![CDATA[IoChatto: Maggio 2016]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/490/archive/1462053600/1464732000</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 30 May 2016 07:28:08 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42950/rai-signorine-buonasera-addio</link>
	<title><![CDATA[RAI: Signorine buonasera ADDIO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo 62 anni, la Rai manda in pensione le annunciatrici televisive.</p>
<p>Dai primi di giugno le <strong>Signorine Buonasera</strong>, come vennero soprannominate negli anni che furono, spariranno dagli schermi del servizio pubblico. <br>L&rsquo;addio ai volti che, nel bene e nel male per oltre sei decenni hanno allietato e presentato i programmi Rai, &egrave; il segno dei tempi che cambiano, di quella rivoluzione iniziata negli anni Novanta con il televideo e che ha portato a una tv sempre pi&ugrave; interattiva in cui basta un telecomando per controllare i palinsesti.</p>
<p><img src="https://m2.paperblog.com/i/233/2338210/mercoledi-25-maggio-1966-L-gTvZ2c.jpeg" alt="annunciatrici tv addio" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Dalla capostipite <strong>Fulvia Colombo</strong> che, nel gennaio del <strong>1954</strong>, annunci&ograve;, da uno studio di Torino, l&rsquo;inizio delle trasmissioni rai, fino a Elisa Silvestrin, che pronuncer&agrave; l&rsquo;ultimo buonasera la prossima settimana, pi&ugrave; di <strong>60 annunciatrici</strong> sono entrate ogni giorno nelle case degli italiani dagli anni del miracolo economico ad oggi.</p>
<p>Negli anni Sessanta &ndash; l&rsquo;epoca d&rsquo;oro della televisione cosiddetta didattica, quella in bianco e nero, con Ettore Bernabei capo supremo &ndash; le Signorine buona sera erano famose come le attrici del cinema e degli sceneggiati televisivi di cui annunciavano la visione.</p>
<p>Famose e paparazzate come dive, le loro storie sentimentali e coniugali erano appetite dalle riviste popolari come oggi quelle delle star istantanee dei reality show. I nomi sono altrettante madeleine per la memoria involontaria di quanti hanno superato la boa del mezzo secolo di vita: Aba Cercato, Gabriella Farinon, detta Viso d&rsquo;angelo, Mariolina Cannuli, Nicoletta Orsomando, Rosanna Vaudetti e, scivolando verso gli anni Settanta e Ottanta, <strong>Maurizia Giusti</strong>, morta prematuramente, e <strong>Maria Giovanna Elmi</strong>.</p>
<p>In quegli anni le signorine buonasera erano parte integrante di quell&rsquo;idea di televisione pedagogica, capace cio&egrave; di insegnare oltre che divertire, che in tanti rimpiangono ancora oggi. Annunciare il programma che le famiglie riunite intorno al trono dei vecchi apparecchi televisivi (ovviamente senza telecomando) rispondeva alla stessa logica di alfabetizzazione a cui obbedivano gli sceneggiati, che divulgavano grandi romanzi dell&rsquo;Ottocento e del Novecento, oppure programmi come &ldquo;<em>Non &egrave; mai troppo tardi</em>&rdquo; in cui un maestro di scuola elementare, Alberto Manzi, <strong>insegnava a leggere e a scrivere</strong> chi non aveva avuto la fortuna di sedere fra i banchi.</p>
<p>Era un&rsquo;altra Italia, quella su cui si affacciavano, ogni sera, le annunciatrici della Rai, un Paese pi&ugrave; ingenuo ma pi&ugrave; vitale, pi&ugrave; capace di sorprendersi e di aprirsi al nuovo: che fosse la drammatizzazione di un romanzo di Tolstoj, firmata da Sandro Bolchi, oppure le novit&agrave; della scienza raccontate in una rubrica di Giulio Macchi.<br>&laquo;<strong>Prendevamo lo spettatore per mano, lo guidavamo nella vasta offerta dei programmi televisivi</strong>&raquo;, racconta Maria Giovanna Elmi, la &ldquo;<strong>fatina bionda</strong>&rdquo; la cui carriera di conduttrice e attrice prese il via proprio da quell&rsquo;appuntamento serale di pochi minuti con gli italiani iniziato negli anni Settanta e durato oltre dieci anni. &laquo;Tempo fa ho letto su Internet un articolo che spiegava quali sono le caratteristiche di Ananova: la perfetta presentatrice virtuale secondo la britannica Press Associated New Media.</p>
<p>Dalla posizione della testa al modo di sorridere, possiamo dire che <strong>riuscimmo a precorrere i tempi</strong>&raquo;. Ma la caratteristica pi&ugrave; importante, spiega la Elmi, &laquo;&egrave; la capacit&agrave; di entrare in sintonia con il pubblico, di creare un feeling, un contatto con lo sguardo e trasmettere una sensazione rassicurante. Era la formula giusta, senza tempo, ma ora la figura dell&rsquo;annunciatrice &egrave; cambiata col tempo e ha perso parte di queste caratteristiche&raquo;.<br>La Signorina buonasera &laquo;<strong>non deve sembrare una modella, non &egrave; una sfilata di moda</strong> e io - telespettatrice - non devo soffermarmi sul trucco, sulla pettinatura o sulle&nbsp;scarpe.</p>
<p>Devo <strong>affezionarmi a quel volto</strong>. Vorrei che ci fossero ancora. Ho dei ricordi bellissimi di quel periodo. Non avendo figli e marito lavoravo sempre, a Pasqua, a Natale, a Ferragosto. Ho trascorso i pi&ugrave; bei Capodanni a mangiare lenticchie con i tecnici&raquo;.</p>
<p><a href="https://ilcentro.gelocal.it/tempo-libero/2016/05/25/news/signorine-buonasera-fine-delle-trasmissioni-dopo-sessant-anni-1.13542499?refresh_ce" target="_blank" title="addio annunciatrici da giugno 2016">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42897/vi-annuncio-il-mio-addio-definitivo-a-questo-posto</guid>
	<pubDate>Wed, 25 May 2016 17:01:44 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42897/vi-annuncio-il-mio-addio-definitivo-a-questo-posto</link>
	<title><![CDATA[Vi annuncio il mio addio definitivo a questo posto.]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>ATTENZIONE !!</strong><br>Cari amici e famigliari:<br><span style="font-size: 12.8px;">Vi annuncio il mio addio definitivo di questo posto. <br>Apprezzo immensamente l'attenzione di tutti voi, nei miei confronti, soprattutto in determinati momenti che sono stati molto divertenti. <br><br>Non ho intenzione di restare qui, n&eacute; di rientrare e fortunatamente voglio dire e che non ho niente contro nessuno e nemmeno me ne vado per qualcuno in particolare. <br>Chiedo solo che non mi cerchiate perch&egrave; non mi troverete, soltanto coloro che sono stati vicino a me sapranno come rintracciarmi. Voglio chiarire <strong>che l'affetto e l'amicizia per ognuno di voi</strong> si protrae nel tempo e se mai vi ho offeso, mi scuso. Mi ritiro semplicemente perch&eacute; ritengo che non appartengo a questo posto. Statemi bene, siate felici e vi auguro solo il meglio su connectu.it...</span></p>
<p>Questa &egrave; stata la lettera che il Chapo Guzman lascio nella sua cella quando &egrave; scappato di prigione.</p>
<p>Grazie per la vostra attenzione, e per la vostra cortesia.<br><strong>Continuate pure senza di me</strong></p>
<p><img src="https://www.tnrelaciones.com/cm/preguntas_y_respuestas/images/Image/Escritores,%20Filosofos.%20Capricornio/Chapo-Guzman-Signo-del-Zodiaco-Capricornio.jpg" alt="Lettera di addio di Chapo Guzman" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>(copialo e incollalo per che i tuoi amici si mettono in discussione quello che provano per te e vedere quanti di loro lo leggeranno al completo) ahahahahhaah</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42792/al-nostro-cervello-piacciono-i-complotti-perch-</guid>
	<pubDate>Tue, 17 May 2016 08:14:36 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42792/al-nostro-cervello-piacciono-i-complotti-perch-</link>
	<title><![CDATA[Al nostro cervello piacciono i complotti. perchè ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>C&rsquo;era un tempo nel quale la chiacchiera complottista veniva liquidata semplicemente la manifestazione di una malattia mentale, poi il dilagare del fenomeno grazie alla rete, ha imposto un approccio pi&ugrave; meditato.</p>
<p><img src="https://kendoc911.files.wordpress.com/2014/11/npt-debunked.jpg" alt="complotti &egrave; il caso di studiarli" width="550" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p><strong>BISOGNA STUDIARLI</strong> - C&rsquo;&egrave; un filone della psicologia che si sta interessando di quel fenomeno ormai di massa che va sotto il nome di complottismo e che &egrave; gi&agrave; giunta ad alcune conclusioni che sembrano reggere sia il confronto con le ricerche che il senso comune. Ad alimentare il complottismo &egrave; la mancanza di fiducia, altrimenti detta scetticismo, nei confronti dei media, dei governi e delle autorit&agrave; e in genere di qualunque fonte riconosciuta dal &ldquo;mainstream&rdquo;, scienza compresa. Lo scettico e sfiduciato partendo da queste premesse va poi poco lontano e gli studi dimostrano che di solito chi crede a un complotto &egrave; in genere predisposto ad accoglierne anche altri.</p>
<p><strong>I CATTIVI NASCOSTI</strong> - Comprensibile, se s&rsquo;ammette la possibilit&agrave; che congreghe semi-onnipotenti combinino cose stranissime e pericolosissime per motivi ancora pi&ugrave; insondabili, &egrave; abbastanza chiaro che si apre il vaglio selettivo a dismisura, se poi il veglio viene sostenuto solo dalla cieca fede nelle proprie convinzioni e nella certezza che chiunque obbietti faccia parte del complotto, ecco che si &egrave; gi&agrave; arrivati ai sintomi della paranoia.</p>
<p><strong>L&rsquo;INNESCO PERVERSO</strong> - Paradossalmente quindi, sfiducia nell&rsquo;autorit&agrave; delle fonti e scetticismo finiscono per alimentare non gi&agrave; una richiesta di rigore da parte delle fonti d&rsquo;informazione, ma il loro rigetto in favore di storie costruite su misura per soddisfare e gratificare chi crede di saperla lunga e guarda il resto del mondo come a degli ipnotizzati da qualche mago o da qualche Matrix.</p>
<p><strong>LA PARANOIA</strong> - Il processo mentale si fissa quindi sulle presunte intenzioni di misteriosi agenti e su quelle costruisce la propria ipotesi di complotto, che poi cerca di decorare con la dialettica o il rimando a qualche video nel quale un altro con la stessa malattia cerca d&rsquo;arringare il suo circoletto di fedeli. Si dimenticano e si scartano i fatti e le conoscenze scientifiche acquisite e si va di fantasia immaginando un mondo pien di malvagi sempre intenti a pianificare qualche progetto -per-konkuivsta-ti-monto- attraverso macchinazioni inverosimili. Un tempo erano il fluoro e il cloro negli acquedotti, oggi sono le scie chimiche nei cieli.</p>
<p><strong>LE INCONGRUENZE SONO SCARTATE</strong> - Tutti complotti per portare a termine i quali servirebbero migliaia di persone e mezzi ingentissimi, maai complottisti appare perfettamente normale che nessuno dei coinvolti parli mai, neppure a distanza di decenni, eppure per la maggior parte dei complottisti il coinvolgimento in questi piani assume sempre una dimensione globale o quasi. Le stesse teorie sulla morte di Kennedy, un classico del genere, sono abbracciate dalle stesse persone anche quando una escluda l&rsquo;altra o coinvolgano un gran numero di governi.</p>
<p><strong>LO SCETTICO BELIEVER</strong> - Le persone che hanno poca fiducia negli altri ne hanno quindi poca anche nelle istituzioni, finendo per concludere che debbano per forza esistere gruppi di sconosciuti intenti a cospirare qualcosa che finir&agrave; a proprio danno. Cinismo e scetticismo diventano cos&igrave; imprevidibilmente i detonatori di comportamenti fideistici e gruppettari dal minimo comun denominatore evidente, chi crede al complotto nel caso della morte della principessa Diana ha maggiori probabilit&agrave; di credere a quello delle scie chimiche e cos&igrave; via, che &egrave; poi il motivo per il quale esistono e prosperano senza problemi siti che raccoklgono l&rsquo;intero catalogo delle teorie cospirative senza che questo scateni conflitti apparenti tra &ldquo;credenti&rdquo; in grandi minacce per l&rsquo;umanit&agrave; diverse, perch&eacute; in fondo a unire tutti c&rsquo;&egrave; la forte convinzione di essere minacciati da poteri malvagi e semi-onnipotenti che hanno disegni perversi, anche pi&ugrave; perversi di quello d&rsquo;arricchirsi.</p>
<p><a href="https://www.giornalettismo.com/archives/1225629/perche-al-nostro-cervello-piacciono-i-complotti-tanto-troppo/" target="_blank" title="giornalettismo">Fonte</a></p>
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	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/14633/lezioni-di-economia</guid>
	<pubDate>Thu, 12 May 2016 12:34:43 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/14633/lezioni-di-economia</link>
	<title><![CDATA[Lezioni di Economia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>"Sono tempi duri, il paese &egrave; indebitato, tutti vivono a credito... eccovene un esempio:</p>
<p>Ad un certo punto, arriva un <strong>turista tedesco</strong>. Ferma la macchina davanti all'unico albergo ed entra. Posa 100 euro sul bancone della reception e chiede di vedere le camere per sceglierne una.</p>
<p><img src="https://www.hardware-programmi.com/wp-content/uploads/2013/11/applicazione-economia-aziendale.jpg" alt="lezioni di economia spiacciola" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il <strong>proprietario</strong> gli dice di scegliere quella che pi&ugrave; gli aggrada. Appena il turista &egrave; sparito s&ugrave; per le scale, l'albergatore prende i 100 euro, corre dal macellaio e paga il debito che aveva con lui.</p>
<p>Il <strong>macellaio</strong> va immediatamente presso l'allevatore di maiali al quale deve 100euro e regola il suo debito.</p>
<p><strong>L'allevatore</strong>, a sua volta, corre a pagare la sua fattura presso la cooperativa agricola che gli procura gli alimenti per gli animali.</p>
<p>Il <strong>direttore</strong> della cooperativa si precipita al pub per saldare il suo conto.</p>
<p>Il <strong>barman</strong>, d&agrave; il biglietto alla prostituta che gli fornisce i suoi servizi a credito da un bel po'. La ragazza, che usa a credito le camere dell'albergo con i suoi clienti, corre a regolare i conti con l'albergatore. L'albergatore <strong>posa il biglietto sul bancone</strong> della reception dove il <strong>turista </strong>lo aveva posato.</p>
<p>Dopo un po', il turista scende le scale e annuncia che non ha trovato una camera di suo gusto, per cui riprende il suo <strong>biglietto da 100 euro</strong> e se ne va...</p>
<p><strong>Nessuno ha prodotto nulla, nessuno ha guadagnato nulla, ma nessuno pi&ugrave; &egrave; in debito</strong> e il futuro sembra molto pi&ugrave; promettente...</p>
<p>E' in questo modo, che funzionano i <strong>piani di salvataggio</strong> a beneficio dei Paesi dell'Europa in difficolt&agrave;!".&nbsp;<em></em></p>
<p><em>Paolo Rocco V.</em></p>
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]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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