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	<title><![CDATA[IoChatto: Settembre 2011]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/6347/archive/1314828000/1317420000</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 10:19:35 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Partito politico con un unico punto nel programma: vietare le presentazioni in PowerPoint]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In Svizzera &egrave; stato creato un partito politico con un programma estremamente chiaro e semplice: vietare le presentazioni in PowerPoint.</p>
<p><img src="https://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTZWLeh2js_DhktV1XJsSnXf7pp-cAJTnWucOTdjDnObjtfxTHv" width="264" height="191" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p>Il fondatore Matthias Poehm (che evidentemente di presentazioni ne deve avere sub&igrave;te molte) sostiene che ogni mese a 250 milioni nel mondo viene &ldquo;inflitta&rdquo; una presentazione in PowerPoint, e che il tempo impiegato a preparare le presentazioni costerebbe oltre 350 miliardi di dollari all&rsquo;anno.<br><br>L&rsquo;osservazione che i dirigenti del partito fanno &egrave; che la stragrande maggioranza delle presentazioni in PowerPoint sono fatte male, con troppo testo o troppo poco, e soprattutto spesso non seguono la linea della presentazione, impedendo di approfondire gli argomenti che interessano al pubblico, vincolando il relatore a seguire la linea predefinita nella presentazione. Inoltre, molti ascoltatori non si sentono stimolati a prestare attenzione, perch&eacute; &ldquo;tanto c&rsquo;&egrave; la presentazione che si pu&ograve; rileggere dopo&rdquo;.<br><br>Per questo, Poehm spiega: &ldquo;E&rsquo; molto meglio utilizzare una lavagna a fogli mobili&rdquo;.</p>
<p><a href="https://www.anti-powerpoint-party.com/en">Anti PowerPoint Party</a></p>
<p>**********************************************************</p>
<p>Fonte: <a href="https://notizie.delmondo.info/">notizie del mondo</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/12072/anche-in-italia-ce-il-partito-dei-pirati</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:11:31 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/12072/anche-in-italia-ce-il-partito-dei-pirati</link>
	<title><![CDATA[Anche in Italia c’e' il Partito dei Pirati]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Internet gratuito e senza padroni</strong>: il motto dei Partito dei Pirati italiani</p>
<p><img src="https://www.hell-man.se/wp-content/PiratpartietLogga.jpg" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p>Anche in Italia c&rsquo;&egrave; il <strong>Partito dei Pirati</strong>, la <strong>formazione politica basata sulla libert&agrave; della Rete e dei suoi contenuti</strong>. Nato nel 2006, conta circa 250 iscritti - per lo pi&ugrave; tecnici informatici -&nbsp; non &egrave; ancora riuscito a presentarsi a nessuna tornata elettorale, neanche alle storiche Europee del 2009 dove il Piratpartiet svedese ha ottenuto un seggio a Strasburgo.</p>
<p>Come gli altri cugini europei, la sezione italiana di questa internazionale anti-copyright, crede nella liberalizzazione della propriet&agrave; intellettuale, nell&rsquo;accesso libero della Rete, confidando che il web risolver&agrave; un giorno i problemi delle democrazie del Vecchio Continente. Ma, nonostante la determinazione e il consenso sulle battaglie del movimento condiviso tra gli &ldquo;addetti ai lavori&rdquo; e nonostante il 9% ottenuto alle elezioni comunali di Berlino, in Italia il Partito dei Pirati sembra avere molte difficolt&agrave; ad affermarsi.</p>
<p>&ldquo;<em>Prima di tutto, voglio fare i complimenti ai tedeschi. Evidentemente sono pi&ugrave; bravi di noi a trovare spazi</em> - dichiara a Tgcom <strong>Athos Gualazzi</strong>, presidente del movimento, ex tecnico informatico del Ministero delle Finanze in pensione - <em>qua in Italia &egrave; molto difficile, vista la situazione che viviamo</em>&rdquo;. In particolare Gualazzi si riferisce alla questione del digital divide e all&rsquo;utilizzo della Rete che, a suo dire, &egrave; molto al di sotto delle potenzialit&agrave; del Web: &ldquo;<em>Purtroppo, l&rsquo;italiano medio non va in Rete per informarsi su temi seri. Lo fa, soprattutto, per il gossip</em>.&rdquo;</p>
<p>Nonostante un passato di collaborazione con il governo, i Pirati Italiani si dicono vicini a <strong>Beppe Grillo</strong>, pur non condividendone le forme di comunicazione. Gualazzi&nbsp; non nasconde neanche la vicinanza ad <strong>Anonymous</strong>,&nbsp; anche se il presidente non conferma che alcuni aderenti al movimento abbiano partecipato alle campagne del collettivo di hacker. Tuttavia, da Anonymous &egrave; stato mutuato il vezzo dell&rsquo;anonimato. E&rsquo; vero che, sul sito ci sono contenuti assolutamente innocui. Tuttavia, i Pirati Italiani temono le condizioni della vita politica del Paese &ldquo;diventino ancor pi&ugrave; sfavorevoli&rdquo; vietando la comunicazione libera in Rete.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tgcom.mediaset.it/">TGCOM</a></p>
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	<dc:creator>laibach</dc:creator>
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