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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di Equitalia class action]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/7656/all</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 16:23:48 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/20229/le-tasse-sono-illegali-</link>
	<title><![CDATA[Le tasse sono illegali ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il fenomeno dell'illegalit&agrave; pu&ograve; essere spiegato meditando sulla storia del popolo italiano. L'illegalit&agrave; &egrave; un pesante bagaglio storico ereditato dalla mentalit&agrave; italiana che ancora si ripercuote nel presente nonostante sessant'anni di democrazia. Non si sta giustificando ci&ograve; che giustificabile non &egrave;, ma si sta provando ad analizzare un fenomeno storico-culturale ricercandone le cause la' dove devono essere ricercate, cio&egrave; <strong>nel passato</strong>.<br>Da una prospettiva storica, il nostro paese &egrave; stato illo tempore pervaso dalla pericolosa mentalit&agrave; del servo, che &egrave; succube, incapace di alzare la testa e ribellarsi al signore che lo opprime e che allo stesso tempo cerca di aggirare il potere di questo in ogni modo possibile, la maggior parte delle volte illecitamente, travalicando le leggi. Per comprendere meglio la questione &egrave; opportuno analizzare quale sia il filo comune che lega, nelle <strong>zone italiane in cui l'illegalit&agrave; &egrave; tutt'oggi particolarmente imperante, la storia criminale a quella del potere politico</strong>.</p>
<p><img src="https://annamariatanzi.files.wordpress.com/2011/08/agenzia_delle_entrate.jpg" alt="" width="380" height="177" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Nella novella Rinconete y cortadillo, Cervantes descriveva un'associazione di malfattori di Siviglia che aveva regole simili a quelle della Camorra dell'Ottocento. L'urbanizzazione di Napoli e la miseria del suo centro storico fece s&igrave; che fin dal <strong>Cinquecento</strong> qui si concentrassero dei delinquenti che prosperavano con furti e ruberie. Dall'Ottocento in poi si fa iniziare la "<strong>Camorra storica</strong>" che prese coscienza della sua potenza e che era capace di "<span style="text-decoration: underline; "><em>fare uscire l'oro dai pidocchi</em></span>", vale a dire di trarre profitto illecito dalle attivit&agrave; che venivano commissionate alla povera gente: piccoli artigiani, lavandaie... Negli anni Quaranta dell'Ottocento c'era gi&agrave; un'organizzazione strutturata, con regole di accesso e una struttura piramidale e centralizzata.</p>
<p>Fra le organizzazioni criminali attualmente operanti in Italia, <strong>la mafia siciliana &egrave; tradizionalmente quella pi&ugrave; potente e ramificata ed &egrave; ormai presente su tutto il territorio nazionale</strong>. La sua struttura piramidale, caratterizzata da una rigidissima gerarchia e da un'articolazione in numerose cosche territoriali, la sua enorme capacit&agrave; di penetrazione nei gangli vitali della societ&agrave; civile, sia a livello centrale che periferico, la spietatezza delle sue "<em>esecuzioni</em>" e la ferocia con cui controlla tutte le attivit&agrave; lecite e illecite, ne fanno da sempre il pi&ugrave; temibile nemico dello Stato di diritto. Il termine "<em>mafia</em>" &egrave; voce siciliana di etimologia incerta ma, secondo alcuni, &egrave; di origine araba e ha il significato di "protezione, garanzia". Come tutte le organizzazioni criminali anche la mafia attecchisce dove lo Stato &egrave; assente o latitante.&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline; ">Le origini della mafia sono riconducibili alla diffidenza delle popolazioni siciliane verso una struttura di potere statale essenzialmente vessatoria</span>. Nella prima met&agrave; dell'800 la Sicilia sub&igrave; una profonda trasformazione di carattere politico ed economico: l'antica struttura di natura feudale inizi&ograve; a sgretolarsi, travolta da straordinari avvenimenti storici (<em>siamo nella fase terminale del dominio borbonico</em>). La societ&agrave; rurale formata da contadini poveri ed analfabeti, vessati dai potentissimi proprietari terrieri (i "<em>baroni</em>") ed dai loro gabellieri (<em>riscossori di tributi</em>), in assenza di leggi chiare ed univoche, continu&ograve; a regolarsi sulla base della consuetudine (<em>cio&egrave; di norme non scritte accettate e rispettate da tutti da un lunghissimo lasso di tempo</em>). Il compito di regolare nel bene e nel male i rapporti sociali, attuando una "<em>garanzia</em>" immediata in <strong>assenza dello Stato</strong> o contro di esso, fu assunto dai cosiddetti "<em>uomini di rispetto</em>" o "<em>uomini d'onore</em>", personaggi che per il loro carisma, e soprattutto per <strong>spavalderia e violenza</strong>, erano in grado di garantire il rispetto delle "<em>regole</em>".<br>Dopo la conquista garibaldina, con l'avvento del Regno d'Italia e la conseguente riforma agraria,a seguito della vendita forzata dei beni ecclesiastici e demaniali, la mafia si diffuse ancora pi&ugrave; capillarmente divenendo ben presto una potente organizzazione con la quale "<em>fare i conti</em>" per intraprendere o continuare qualsiasi riforma politica o economica. Infatti, le infiltrazioni di personaggi mafiosi nelle amministrazioni locali e addirittura a livello di potere centrale consentirono all'organizzazione di assumere i connotati di una vera e propria piovra tentacolare, condizionando tutta la vita siciliana. <strong>Gi&agrave; alla fine dell'800 la mafia aveva allargato la sua influenza nelle citt&agrave; della Sicilia occidentale</strong>, aveva ampliato i suoi interessi economici con il controllo degli appalti e delle attivit&agrave; commerciali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br>Ad inizio &lsquo;900 i governi di <strong>Giovanni Giolitti</strong> nel sud si appoggiarono ai voti di origini mafiose, tanto che Salvemini arriver&agrave; ad apostrofare il Presidente del Consiglio "<em>ministro della malavita</em>". Lo stesso Salvemini nel 1911 scriveva: "<em>Mandate a Napoli un commissario regio con pieni poteri. Che volete che faccia? Da solo non potr&agrave; governare mezzo milione di abitanti, dovr&agrave; servirsi della burocrazia. Ora, questa burocrazia &egrave; tutta legata alla camorra.</em>" La situazione non migliora con il fascismo, nonostante gli interventi repressivi della dittatura che pure non bastano. Aumenta inoltre la diffidenza nei confronti di uno Stato che non lascia libert&agrave; n&eacute; tantomeno spazio ad un pensiero critico ed aperto. <strong>Nel secondo dopoguerra l'illegalit&agrave; evolve,</strong> ancor pi&ugrave; strisciante ed oscura, si avvia ad entrare direttamente nelle stanze del potere oltre ce nelle piazze e nelle strade.</p>
<p><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/aa/Rossetti_-_Proclamazione_della_Repubblica_Romana,_nel_1849,_in_Piazza_del_Popolo_-_1861.jpg/400px-Rossetti_-_Proclamazione_della_Repubblica_Romana,_nel_1849,_in_Piazza_del_Popolo_-_1861.jpg" alt="" width="400" height="279" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Come si pu&ograve; notare le contingenze storiche hanno radicato comportamenti di diffidenza nei confronti dell'autorit&agrave; statuali, rafforzato consuetudini volte a scavalcare il limite della legalit&agrave;. Questa ricostruzione storica si e' occupata in prevalenza di organizzazioni criminali che sono la massima espressione dell'illegalit&agrave; e dell'assenza troppo lunga dello stato in certe zone del paese, ma <strong>l'illegalit&agrave; si manifesta in modi molto meno espliciti</strong> ma al tempo stesso altrettanto gravi ed emblematici. Da non ascrivere unicamente ad una determinata aerea territoriale (<em>il meridione</em>), ma da estendere a tutta la penisola. La mancanza di un'educazione democratica che faccia della trasparenza e del rispetto delle regole ha portato a generare risultati aberranti come i fenomeni mafiosi, ma questa lacuna culturale propria del popolo italiano si riflette in innumerevoli situazioni. <span style="text-decoration: underline; ">Dagli episodi di bullismo e razzismo alla spazzatura gettata in strada, all'ipocrisia del professore che predica legalit&agrave; e poi da' ripetizioni tutto il pomeriggio senza pagare un centesimo di tasse</span>, ai <strong>test d'ingresso truccati</strong> per l'accesso alle facolt&agrave; universitarie a numero chiuso. Episodi che penalmente parlando possono risultare effimeri, ma che sono indicazione chiara di una manifesta noncuranza e di una diffusa mancanza di fiducia e rispetto nei confronti del diritto e dello Stato. Dalle sfere pi&ugrave; alte del potere dove imperversa la <strong>corruzione morale</strong> e materiale alle malversazioni delle mafie agli episodi minori, il nostro popolo sembra non poter recedere da una mentalit&agrave; improntata all'illegalit&agrave; e dall'impossibilit&agrave; di liberarsi di certe piaghe socioeconomiche di origine illegale.</p>
<p><strong>Solo l'educazione, la cultura democratica e pluralistica possono essere il deterrente per un problema ancora aperto e mai risolto, l'unica via di uscita per sconfiggere definitivamente la logica del servo che da troppi secoli attanaglia l'Italia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/33389/non-pagare-equitalia-previsto-dalla-legge</guid>
	<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 15:29:23 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/33389/non-pagare-equitalia-previsto-dalla-legge</link>
	<title><![CDATA[NON pagare Equitalia è previsto dalla legge]]></title>
	<description><![CDATA[<h2><strong>INVECE DI SUICIDARTI INFORMATI,NESSUNO TI DIR&Agrave; QUESTE COSE,DEVI TROVARTELE DA SOLO,TI VOGLIONO IGNORANTE PER FARTI PAGARE QUANDO ESISTE LA LEGGE PER NON PAGARE!</strong></h2>
<p><strong><img src="https://www.laleggepertutti.it/wp-content/uploads/2013/11/Le-cartelle-di-Equitalia-non-necessitano-di-firma.jpg" alt="image" width="380" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p>Fortunatamente ora le cose sono cambiate! Ora puoi decidere arbitrariamente di<strong>&nbsp;sospendere il pagamento della Cartella Esattoriale Equitalia</strong>&nbsp;presentando una valida motivazione. Grazie alle novit&agrave; introdotte dall&rsquo;ultima legge di stabilit&agrave;, &egrave; possibile procedere alla&nbsp;<strong>sospensione della cartella esattoriale.</strong>&nbsp;L&rsquo;Ifel, l&rsquo;Istituto per la finanza e l&rsquo;economia locale, con una nota del 4 febbraio scorso &egrave; intervenuta sulla &nbsp;disciplina relativa alla&nbsp;<strong>sospensione della riscossione</strong>&nbsp;coattiva&nbsp;presso soggetti abilitati alla riscossione di entrate per conto di terzi. Con l&rsquo;ultima legge di stabilit&agrave;, il legislatore ha disciplinato normativamente il procedimento di sospensione immediata della attivit&agrave; di riscossione in caso di&nbsp;presentazione di una dichiarazione motivata del debitore.</p>
<p><strong>Opposizione Cartella Esattoriale, le motivazioni</strong></p>
<p>Le motivazioni per le quali &egrave; possibile chiedere la<strong>&nbsp;sospensione della Cartella esattoriale</strong>&nbsp;sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>prescrizione o decadenza del credito, prima della formazione del ruolo;</li>
</ul>
<ul>
<li>provvedimento di sgravio emesso dall&rsquo; ente creditore;</li>
</ul>
<ul>
<li>sospensione amministrativa (dell&rsquo;ente creditore) o&nbsp;giudiziale</li>
</ul>
<ul>
<li>sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell&rsquo;ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;</li>
</ul>
<ul>
<li>un pagamento effettuato,&nbsp;prima della formazione del ruolo,</li>
</ul>
<ul>
<li>qualsiasi altra causa di non esigibilit&agrave; del credito.</li>
</ul>
<hr>
<p><strong>Opposizione Cartella Esattoriale, quando presentare la dichiarazione</strong></p>
<p>Grazie a una delle condizioni suddette, il contribuente potr&agrave; ricorrere alla&nbsp;<strong>sospensione della cartella esattoriale</strong>, presentando al concessionario per la riscossione, anche in via telematica, una dichiarazione entro 90 giorni dalla ricezione del primo atto di riscossione utile che si contesta (cartella di pagamento e/o atto della procedura cautelare o esecutiva), accompagnata dalla documentazione che giustifica la richiesta (es. ricevuta di pagamento,&nbsp;<strong>provvedimento di sgravio</strong>, sentenza etc) e da un documento di riconoscimento.</p>
<p><strong>Cartella Esattoriale, procedura di sospensione<br></strong><br><strong>Qualora dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda di</strong>&nbsp;sospensione della cartella Equitalia, l&rsquo;ente creditore non dovesse inviare le comunicazioni descritte sopra, le somme contestate vengono annullate di diritto. L&rsquo;Agente della riscossione precisa che nel caso in cui il contribuente produca documentazione falsa penale, si applica la sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell&rsquo;ammontare delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro.</p>
<p>Saranno gli enti creditori, titolari delle somme richieste, a verificare la regolarit&agrave; della documentazione fornita dal contribuente e comunicare l&rsquo;esito, positivo o negativo, delle verifiche sia al cittadino sia a<strong>&nbsp;Equitalia</strong>, inviando l&rsquo;eventuale provvedimento di sospensione/sgravio/annullamento del debito. In caso di documentazione non idonea, l&rsquo;ente informer&agrave; Equitalia per la ripresa dell&rsquo;attivit&agrave; di riscossione</p>
<p><strong>Dove trovare il modello di presentazione per la sospensione della&nbsp; Cartella Esattoriale?</strong><br>Il modello di dichiarazione &egrave; disponibile presso gli sportelli di Equitalia. Per scaricare il modello on-line basta cliccare sul sito&nbsp;<strong><a rel="nofollow" href="https://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/cittadini/sgraviesospensioni/" target="_blank">Equitalia.</a></strong></p>
<p><strong>Come inviare la documentazione?<br></strong><br>La domanda pu&ograve; essere presentata agli sportelli di<strong>&nbsp;Equitalia</strong>, inviata via fax&nbsp;o via email agli indirizzi indicati nel modello, tramite raccomandata &nbsp;oppure<strong><a rel="nofollow" href="https://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/cittadini/sgraviesospensioni/sospensioneonline/sospensioneRiscossione.html" target="_blank">&nbsp;online</a></strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.vstyle.it/bookmarks/view/45409/come-liberarsi-di-equitalia-e-dei-debiti" title="non pagare equitalia">Vedi anche questo articolo</a>&nbsp;</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/13218/il-doganiere-assunto-da-equitalia</guid>
	<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 08:10:24 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/13218/il-doganiere-assunto-da-equitalia</link>
	<title><![CDATA[Il Doganiere assunto da Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;Alla frontiera di Ponte Chiasso arriva un&rsquo;Audi 4. Il doganiere italiano la ferma e dice al conducente: &ldquo; Non potete passare, &egrave; illegale essere in 5 su un&rsquo;Audi 4!&rdquo; <br> "Come sarebbe a dire? Perch&egrave; &egrave; illegale?&rdquo; gli chiede il tedesco. <br> "Perch&egrave; 4 significa quattro! Non uno di pi&ugrave;...&rdquo; gli ribatte il doganiere. <br> "Ma guardi che 4 &egrave; il modello di questa Audi!&rdquo; gli grida il tedesco, incredulo e irritato. Poi sbotta: &ldquo; Ma leggiti il libretto di circolazione! L&rsquo;auto pu&ograve; portare 5 persone!&rdquo;</p>
<p><img src="https://livenetwork.blob.core.windows.net/news/cassano/2%20Audi(1).jpg" alt="audi 4" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>" Ma lei chi vuol prendere in giro?&rdquo; gli fa eco il doganiere, precisando: &ldquo; 4 significa quattro, Ok? E con lei a bordo ci sono cinque persone! Uno in pi&ugrave; del dovuto, quindi &egrave; illegale, contro le disposizioni di Legge!&rdquo; !&rdquo; <br> Il tedesco, fuori di s&egrave;, sbotta: &ldquo; Ma tu sei proprio un coglione! Chiamami il capo-dogana. Voglio parlare con uno meno idiota!&rdquo; <br> "Spiacente&rdquo; replica il doganiere &ldquo;adesso non pu&ograve; venire. E&rsquo; impegnato...&rdquo; <br> &ldquo; E per quanto ne ha?&rdquo; gli chiede il tedesco. <br>&ldquo; Questo non lo so. E&rsquo; da un&rsquo;ora che sta discutendo con quei due sulla Uno...&rdquo;</p>
<p><img src="https://www.novara.com/public/WAPPS/News/redazione/images/gdf%20controlli.jpg" alt="Controlli Guardia di Finanza" width="580" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Espulso dalla Guardia di Finanza &egrave; stato assunto da EQUITALIA</strong>, ora fa il vice direttore !!</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/25997/10-modi-per-capire-tutte-le-menzogne-che-ci-dicono</guid>
	<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 07:39:40 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/25997/10-modi-per-capire-tutte-le-menzogne-che-ci-dicono</link>
	<title><![CDATA[10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Noam Chomsky</strong>, padre della creativit&agrave; del linguaggio, definito dal New York Times &ldquo;<strong><em>il pi&ugrave; grande intellettuale vivente</em></strong>&rdquo;, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realt&agrave;.</p>
<p><img src="https://2.bp.blogspot.com/--B2mzJ6EMQ0/TdO1Yqyr5pI/AAAAAAAACFg/5Q0bQ_y2AJM/s1600/images228.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>La necessaria premessa &egrave; che i pi&ugrave; grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.</p>
<p>1) <strong>La strategia della distrazione</strong>, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l&rsquo;attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, cos&igrave; da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realt&agrave; insignificanti. Per esempio, l&rsquo;esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa &eacute; un maestro).</p>
<p>2) <strong>Il principio del problema-soluzione-problema</strong>: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all&rsquo;esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l&rsquo;obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.</p>
<p>3) <strong>La strategia della gradualit&agrave;</strong>. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E&rsquo; in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precariet&agrave;, flessibilit&agrave;, disoccupazione in massa, salari che non garantivano pi&ugrave; redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.</p>
<p>4) <strong>La strategia del differimento</strong>. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare &egrave; quella di presentarla come &ldquo;dolorosa e necessaria&rdquo;, ottenendo l&rsquo;accettazione pubblica, al momento, per un&rsquo;applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le &ldquo;necessarie&rdquo; misure di austerit&agrave; come se non esistesse una politica economica diversa.</p>
<p>5) <strong>Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino</strong>. Pi&ugrave; si cerca di ingannare lo spettatore, pi&ugrave; si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilit&agrave;, lei tender&agrave; ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.</p>
<p>6) <strong>Puntare sull&rsquo;aspetto emotivo molto pi&ugrave; che sulla riflessione</strong>. L&rsquo;emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell&rsquo;individuo, rendendolo pi&ugrave; facilmente influenzabile.</p>
<p>7) <strong>Mantenere il pubblico nell&rsquo;ignoranza e nella mediocrit&agrave;</strong>. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.</p>
<p>8) <strong>Imporre modelli di comportamento</strong>. Controllare individui omologati &eacute; molto pi&ugrave; facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicit&agrave; sono funzionali a questo progetto.</p>
<p>9) <strong>L&rsquo;autocolpevolizzazione</strong>. Si tende, in pratica, a far credere all&rsquo;individuo che egli stesso sia l&rsquo;unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Cos&igrave; invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l&rsquo;ha ridotto ai margini, l&rsquo;individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, &ldquo;sfigati&rdquo;, choosy&rdquo;, bamboccioni&rdquo;. In pratica, &eacute; colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.</p>
<p>10) <strong>I media puntano a conoscere gli individu</strong>i (<em>mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l&rsquo;utente-lettore-spettatore ne sappia nulla</em>) pi&ugrave; di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su s&eacute; stesso.<br><br>Si tratta di un <strong>decalogo molto utile</strong>.</p>
<p>Suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/43031/equitalia-potrebbe-scomparire-prima-dellestate</guid>
	<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 09:53:33 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/43031/equitalia-potrebbe-scomparire-prima-dellestate</link>
	<title><![CDATA[Equitalia potrebbe scomparire prima dell'estate]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il sito <a rel="nofollow" href="https://www.laleggepertutti.it/123288_equitalia-scompare-prima-di-agosto" target="_self" title="chiusura equitalia 2016">laleggepertutti</a>, ha pubblicato un articolo secondo il quale il governo starebbe accelerando la chiusura di Equitalia, per mezzo di una riforma inusualmente rapida, che potrebbe avvenire gi&agrave; nelle prossime settimane, e concludersi prima dell'estate.</p>
<p>&nbsp;Da quanto si era saputo sino ad ora, la riforma sarebbe dovuta partire a settembre e svolgersi nell'arco del prossimo anno. Ma sembra che la cartella comminata a Renzi abbia avuto poteri miracolosi e abbia aperto gli occhi a tutta una schiera di politici.</p>
<hr>
<p>La riforma della riscossione esattoriale, e con essa di Equitalia, potrebbe gi&agrave;&nbsp;<strong>essere compiuta prima dell&rsquo;estate</strong>.</p>
<p>Il cambiamento della struttura del fisco, che secondo gli iniziali programmi doveva essere compiuta non prima di settembre, sembra ora occupare l&rsquo;agenda del governo per le prossime settimane. <br>In soldoni, potrebbe accadere che, prima di andare in vacanza, <strong>Equitalia dovrebbe scomparire</strong> e, al suo posto, ci sar&agrave; una nuova realt&agrave; a gestire completamente l&rsquo;invio ai contribuenti delle famose cartelle di pagamento e a procedere, successivamente, coi pignoramenti. La sostanza non cambia, dunque, per chi si era illuso che con l&rsquo;eliminazione di Equitalia lo Stato <strong>avrebbe rinunciato ai propri crediti, tramite la tanto agognata Amnistia fiscale</strong>.</p>
<p><img src="https://www.studiocataldi.it/images/imgnews/equitalia-2014-id16864.jpg" alt="chiusura di Equitalia gi&agrave; nel 2016" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Sul tavolo delle ipotesi elaborate dei tecnici di palazzo Chigi compaiono<strong> quattro soluzioni diverse</strong>, che verranno analizzate insieme ai sindacati dei lavoratori attualmente impiegati presso gli sportelli di Equitalia (vero e proprio nodo, a quanto sembra, prima della ristrutturazione).</p>
<p>La <strong>prima soluzione</strong> &ndash; che al momento sembra maggiormente preferita dalle parti sociali e dal Governo- &egrave; quella della <strong>fusione tra Agenzia delle Entrate ed Equitalia</strong> in un unico organismo.</p>
<p>Ma c&rsquo;&egrave; anche la ipotesi della costituzione di un&rsquo;autorit&agrave; indipendente, di una societ&agrave; pubblica, ma con una autonomia economica maggiore ed, infine di una realt&agrave; controllata direttamente dal ministero dell&rsquo;economia.</p>
<p>Qualora dovesse passare l&rsquo;idea del connubio Equitalia-Entrate, l&rsquo;Agenzia dovrebbe ospitare, al suo interno, un organico di ben 8.500 dipendenti. Con tutti i problemi che da ci&ograve; deriverebbero in termini di legittimit&agrave; dell&rsquo;assunzione. Questo perch&eacute; Equitalia, come noto, <strong>&egrave; una societ&agrave; privata</strong>, mentre l&rsquo;accesso ai posti pubblici (quelli dell&rsquo;Agenzia delle Entrate) &egrave; consentito dalla Costituzione solo mediante concorso (l&rsquo;articolo 97 della Costituzione, all&rsquo;ultimo comma, cos&igrave; recita: &laquo;<em>Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge</em>&raquo;).</p>
<p>Il personale di Equitalia, dunque, verrebbe assunto senza un bando, una graduatoria, una verifica e una prova selettiva insieme a tutti quei disoccupati che, da anni, attendono un concorso per inserirsi nelle schiere dei pubblici dipendenti. Insomma, una situazione di privilegio che non pu&ograve; essere giustificata nel nostro ordinamento. Con il rischio di dover poi dichiarare illegittime le nomine senza concorso, cos&igrave; come &egrave; gi&agrave; avvenuto, lo scorso inverno, per i famosi funzionari dell&rsquo;Agenzia delle Entrate promossi a dirigenti &ldquo;motu proprio&rdquo;.</p>
<p>Di fronte a questa perplessit&agrave; del passaggio, senza concorso, di dipendenti privati nella pubblica amministrazione, i tecnici del governo hanno dalla loro un precedente e ritengono che attraverso una legge che disciplini la situazione non ci siano profili di violazione del dettato costituzionale. Ma il Parlamento, si sa, ha spesso creato soluzioni non condivise dalla Corte Costituzionale. Specie in ambito lavoristico.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42591/equitalia-i-nuovi-termini-di-prescrizione</guid>
	<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 11:56:26 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42591/equitalia-i-nuovi-termini-di-prescrizione</link>
	<title><![CDATA[Equitalia i nuovi termini di prescrizione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Sino a qualche giorno fa, eravamo tutti convinti che ci volessero 10 anni affinch&egrave; le cartelle di Equitalia andassero prescritte, in particolare quelle riguardanti i debiti Irpef. <br>Qualche giorno fa, una recente sentenza della Cassazione, l'Ordinanza n. 20213/2015, ha stabilito che i debiti con Equitalia si prescrivono in <strong>cinque anni</strong>, e non nei dieci che credevamo, nei casi in cui abbiano <strong>origine da atti non definitivi</strong>.</p>
<p>In soldoni, secondo la <strong>Suprema Corte</strong>, il termine ordinario di <strong>10 anni si applica solo a cartelle che derivino da accertamenti ormai divenuti irrevocabili</strong>, ossia <strong>non impugnati n&eacute; pagati dal contribuente</strong>, oppure oggetto di sentenza passata in giudicato.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.verdeazzurronotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/92960_equitaliastoppignoramentifacebook.jpg" alt="equitalia novit&agrave;" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Allo scopo di facilitare la comprensione delle nuove regole, vi incollo l'elenco delle scadenze, tratto da&nbsp;<a href="https://connectu.it/noiconsumatori.org" target="_blank" title="noiconsumatori.org">noiconsumatori</a>.org che spiega nel dettaglio i nuovi termini di prescrizione:</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE IRPEF</strong></p>
<p>Secondo la nuova interpretazione sancita dalla citata, recente ordinanza della Cassazione, i crediti dell&rsquo;erario vanno in prescrizione dopo solo cinque anni e non pi&ugrave; dieci (come affermato in passato per alcuni di essi). Si tratta, nello specifico, dei crediti di natura fiscale, come l&rsquo;Irpef, l&rsquo;Iva, ecc., e di quelli di natura contributiva e previdenziale, come le somme dovute all&rsquo;Inps o all&rsquo;Inail. Si riducono perci&ograve; drasticamente di ben il 50% i tempi di scadenza dei debiti dei contribuenti nei confronti di Equitalia. Peraltro analogamente si era gi&agrave; pronunciata la CTR di Catanzaro che, riferendosi espressamente all&rsquo;Irpef, ha confermato la prescrizione breve quinquennale.</p>
<hr>
<p><strong>PRESCRIZIONE IVA</strong></p>
<p>La cartella di Equitalia contenente debiti per Iva non pagata si prescrive in 10 anni. Questa la regola, salvo le possibili implicazioni della sentenza di cui sopra. PRESCRIZIONE IRAP La cartella di Equitalia contenente debiti per Irap non pagata si prescrive in 10 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRESCRIZIONE MULTE E SANZIONI</strong></p>
<p>Multe stradali e altre sanzioni amministrative si prescrivono in 5 anni.</p>
<hr>
<p><strong>PRESCRIZIONE TARI</strong></p>
<p>La prescrizione della TARI, imposta sui rifiuti, &egrave; di in 5 anni.</p>
<hr>
<p><strong>PRESCRIZIONE ICI E TASI</strong></p>
<p>Le imposte sulla casa, come tutte le imposte regionali, si prescrivono in 5 anni.</p>
<hr>
<p><strong>PRESCRIZIONE TASU E TOSAP</strong></p>
<p>Anche in 5 anni si prescrivono Tasu e Tosap, come tutte le imposte regionali.</p>
<hr>
<p><strong>PRESCRIZIONE BOLLO AUTO</strong></p>
<p>La cartella di Equitalia che richiede il pagamento del bollo auto si prescrive in tre anni.</p>
<hr>
<p><strong>PRESCRIZIONE CONTRIBUTI INPS E INAIL</strong></p>
<p>Tutti i contributi previdenziali, dovuti a Inps e Inail, si prescrivono in 5 anni.</p>
<hr>
<p><strong>PRESCRIZIONE CANONE RAI</strong></p>
<p>10 anni</p>
<hr>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Va ricordato che&nbsp;la prescrizione pu&ograve; essere interrotta se il fisco creditore invia il cosiddetto &ldquo;</span><strong style="font-size: 12.8px;">atto interruttivo</strong><span style="font-size: 12.8px;">&rdquo; (</span><em style="font-size: 12.8px;">ad esempio un preavviso di ipoteca, di fermo auto o un pignoramento</em><span style="font-size: 12.8px;">) o un </span><strong style="font-size: 12.8px;">sollecito di pagamento</strong><span style="font-size: 12.8px;">.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/42480/equitalia-la-svolta-anche-i-dirigenti-allo-sportello</guid>
	<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 08:24:25 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/42480/equitalia-la-svolta-anche-i-dirigenti-allo-sportello</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: la svolta, anche i dirigenti allo sportello]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La notizia &egrave; stata pubblicata dal <a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/economia/" target="_self" title="fonte">Corriere della Sera</a>, e lascer&agrave; sbigottite non poche persone, in particolare molti PARASSITI statali non abituati a lavorare ma a giocare a Tetris (o peggio a guardare le donnine allegre, o a giocare in borsa col Forex), a tastare il polso dell'italia, quella vera, quella che lavora e produce.</p>
<p>Tra qualche giorno, con buona pace di politici e leccapiedi, vedremo agli sportelli anche i DIRIGENTI di Equitalia.&nbsp;</p>
<p>il tutto parte da alcune ammissioni di colpa e una velata intenzione di VOLER cambiare abito mentale. <br>Ernesto Maria Ruffini, amministratore delegato di Equitalia, ai dirigenti dell&rsquo;agenzia per la riscossione, oltre a una lista di errori e omissioni perpetrate dall'agenzia di recupero, annuncia una grossa novit&agrave;: a partire da <strong>luned&igrave; 18 aprile un centinaio di dirigenti e figure apicali dovranno trascorrere alcuni giorni a rotazione agli sportelli</strong>.</p>
<p><img src="https://www.si24.it/wp-content/uploads/2015/06/Ernesto-Maria-Ruffini-620x350.jpg" alt="ernesto maria ruffini, nuovo AD di Equitalia" width="550" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Scatta, da quella data, l&rsquo;obbligo di stare a contatto con i contribuenti e toccare con mano problemi, dubbi e, pure, sfoghi dei cittadini che si presentano carichi di cartelle esattoriali. Ruffini riassume le ragioni della scelta, ricordando che &laquo;l&rsquo;accesso diretto alla nostra rete di front office continua a rappresentare per noi un forte &ldquo;fattore critico di successo&rdquo;, o per dirla meglio, di &ldquo;non successo&rdquo;&raquo;.</p>
<p>Persone in attesa con code infinite, nervosismo alle stelle, problemi di vita quotidiana che impediscono di pagare le tasse del resto, contrassegnano spesso la quotidianit&agrave; nelle sedi di Equitalia. Tanto che lo stesso <strong>Ruffini</strong>, da quando si &egrave; insediato l&rsquo;estate scorsa, <span style="text-decoration: underline;">in una ventina di occasioni ha passato, in veste anonima, una mattina allo sportello in diverse citt&agrave; italiane</span>.</p>
<p><strong>Esperienza diretta</strong></p>
<p>La lettera riassume che per offrire un servizio migliore sono in corso molteplici interventi: percorsi di formazione, nuove applicazioni (<em>Contapersone intelligenti, scrivania di sportello, rateizzazioni veloci, estensione nelle piazze pi&ugrave; critiche dell&rsquo;orario di apertura</em>). Ma per centrare l&rsquo;obiettivo serve &laquo;un cambio di passo che deve vedere coinvolti anche tutti noi, in modo particolare chi, per ruolo, non ha un&rsquo;interazione costante e continua con gli sportelli&raquo;.</p>
<p>A mancare &egrave; la piena &laquo;<em>consapevolezza delle difficolt&agrave; che i nostri colleghi del fronte office affrontano ogni giorno e che spesso si riflettono sui cittadini</em>&raquo;. Vale ricordare che sono 5 milioni i contribuenti che ogni anno utilizzano i servizi di Equitalia. Ragione per cui Ruffini comunica la scelta di &laquo;organizzare una presenza operativa di ognuno di voi in affiancamento, per alcuni giorni, ad un collega allo sportello. Vivere direttamente la realt&agrave; operativa costituir&agrave; un sicuro arricchimento professionale e umano&raquo;. La coscrizione vale per tutti i dirigenti e gli alti funzionari. Pare che non tutti l&rsquo;abbiano presa bene. Resta che il nuovo corso di Equitalia vorrebbe spogliare l&rsquo;agenzia dalla veste di odioso gabelliere. Premesso che non potr&agrave; fare sconti sulla riscossione, non resta che puntare sulla multicanalit&agrave;, alleggerire l&rsquo;affluenza agli sportelli e comprimere i tempi di erogazione dei servizi.</p>
<p>Da qualche giorno, intanto, la piattaforma di Equitalia &egrave; in via di condivisione in tutti gli sportelli. Che detto in soldoni significa che una cartella del comune di Milano potr&agrave; essere pagata o rateizzata, per esempio, allo sportello di Bari.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/40026/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-girandola-di-date</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 07:06:35 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/40026/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-girandola-di-date</link>
	<title><![CDATA[Nuova rateazione delle cartelle Equitalia: girandola di date]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il decreto legislativo sulla riforma della riscossione prevede numerose novit&agrave; riguardanti la rateazione delle cartelle Equitalia. In alcuni casi la disciplina si applica anche retroattivamente, ma l&rsquo;entrata in vigore delle nuove regole &egrave; complessa ed impone l&rsquo;effettuazione di alcune distinzioni. La data di entrata in vigore della nuova disciplina non &egrave; ancora conosciuta, in quanto il decreto &egrave; in attesa dei pareri delle Commissioni parlamentari per poi essere approvato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Decorreranno poi ulteriori quindici giorni di vacatio legis e cos&igrave; seguir&agrave; la definitiva entrata in vigore. Tale data rappresenta lo spartiacque per individuare le rateazioni gi&agrave; concesse e quelle nuove al fine di applicare la regola della decadenza dopo otto rate insolute o dopo cinque rate insolute. La stessa data assumer&agrave; rilievo per verificare le decadenze intervenute nei 24 mesi precedenti con la possibilit&agrave; di essere riammessi al piano di rateazione.</span></p>
<p><span><img src="https://pinkroma.it/wp-content/uploads/2013/12/breve-vademecum-su-come-funziona-la-rateizzazione-Equitalia1.jpg" alt="equitalia reteizzazione" width="386" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<div>Nel decreto legislativo sulla riforma della riscossione, approvato dal Consiglio dei Ministri venerd&igrave; scorso, sono previste numerose novit&agrave; riguardanti la&nbsp;<strong>rateazione delle cartelle Equitalia</strong>.</div>
<div>In primis, la&nbsp;<strong>decadenza dalla rateazione</strong>&nbsp;si verifica qualora il numero delle rate non pagate, anche non consecutive, &egrave; pari a cinque.</div>
<div>In precedenza (in verit&agrave; la norma &egrave; ancora oggi in vigore), la decadenza era collegata al mancato pagamento di otto rate.</div>
<div>In secondo luogo il decreto delegato ha previsto a regime la possibilit&agrave; di essere&nbsp;<strong>ammesso nuovamente alla rateazione</strong>&nbsp;qualora il contribuente sia decaduto.</div>
<div>In tale ipotesi &egrave; necessario pagare preventivamente (entro la data di presentazione dell&rsquo;istanza) tutte le rate scadute ed insolute.</div>
<div>Successivamente il debito residuo potr&agrave; essere nuovamente oggetto di rateazione per un numero di rate mensili non superiore a quelle non ancora scadute alla medesima data.</div>
<div>L&rsquo;<strong>entrata in vigore</strong>&nbsp;&egrave; disciplinata dal successivo art. 15 del Decreto legislativo.</div>
<div>In particolare, si prevede che le disposizioni di cui all&rsquo;art. 19, commi 1, 1 &ndash; quater e 3 del D.P.R. n. 602/1973, come modificate &ldquo;si applicano alle dilazioni concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto &hellip;&rdquo; .</div>
<div>Conseguentemente, al fine di verificare se il contribuente sia o meno decaduto dal piano di rateazione concesso &egrave; necessario&nbsp;<strong>verificare preventivamente la data di concessione della rateazione</strong>.</div>
<div><strong>Ad esempio</strong>&nbsp;se la rateazione &egrave; stata concessa il 7 settembre 2015, la nuova disciplina non &egrave; ancora applicabile (le nuove regole non sono ancora in vigore) e il mancato pagamento, ad esempio di sette rate, non determina la decadenza dal beneficio.</div>
<div>Ci&ograve; anche laddove il debito insoluto dovesse perdurare allorquando il Decreto legislativo sar&agrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.</div>
<div>In pratica questo piano di rateazione sar&agrave; comunque soggetto, anche in futuro alle precedenti regole in tema di decadenza.</div>
<div>Viceversa, qualora la rateazione dovesse essere concessa dopo l&rsquo;&nbsp;<strong>approvazione definitiva del Decreto legislativo</strong>in rassegna (trascorso il periodo di vacatio legis), si applicher&agrave; la nuova regola delle cinque rate insolute. In questo caso tale circostanza dar&agrave; luogo alla decadenza dal beneficio.</div>
<div>Il medesimo articolo 15 prevede, sempre con&nbsp;<strong>disciplina transitoria</strong>, la possibilit&agrave; di essere riammessi alla rateazione anche per i&nbsp;<strong>piani di rateazione gi&agrave; concessi</strong>&nbsp;alla data di entrata in vigore delle novit&agrave;.</div>
<div>La previsione era necessaria in quanto, in mancanza di una disposizione espressa, applicando la vecchia normativa il contribuente, una volta decaduto, non avrebbe avuto la possibilit&agrave; di essere nuovamente ammesso alla rateazione.</div>
<div>Tuttavia, tale possibilit&agrave; &egrave; subordinata ai contribuenti che sono decaduti dai piani di rateazione&nbsp;<strong>entro i 24 mesi precedenti</strong>&nbsp;alla data di entrata in vigore della nuova disciplina.</div>
<div>Se, ad esempio, il contribuente &egrave; decaduto una volta decorsi pi&ugrave; di due anni dall&rsquo;entrata in vigore del Decreto legislativo in corso di approvazione non potr&agrave; pi&ugrave; essere ammesso al beneficio della rateazione.</div>
<div>La data di entrata in vigore della nuova disciplina non &egrave; ancora conosciuta in quanto il decreto &egrave;&nbsp;<strong>in attesa dei pareri delle Commissioni parlamentari</strong>&nbsp;per poi essere approvato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.</div>
<div>Da tale momento decorreranno ulteriori quindici giorni di vacatio legis e cos&igrave; seguir&agrave; la definitiva entrata in vigore.</div>
<div>Tale data rappresenta lo spartiacque per individuare le rateazioni gi&agrave; concesse e quelle nuove al fine di applicare la regola della decadenza dopo otto rate insolute o dopo cinque rate insolute.</div>
<div>La stessa data assumer&agrave; rilievo, come ricordato, per verificare le decadenze intervenute nei 24 mesi precedenti con la possibilit&agrave; di essere riammessi al piano di rateazione.</div>
<div>In questo caso, per&ograve;, la regola della decadenza subisce ancora un&rsquo;eccezione.</div>
<div>In pratica se il&nbsp;<strong>contribuente &egrave; decaduto nei due anni precedenti</strong>&nbsp;rispetto alla data di entrata in vigore delle novit&agrave;, pu&ograve; essere&nbsp;<strong>nuovamente ammesso al beneficio</strong>, ma il&nbsp;<strong>mancato pagamento</strong>&nbsp;anche di sole due rate (non consecutive) dar&agrave; luogo ancora una volta alla&nbsp;<strong>decadenza</strong>.</div>
<div>In tale ipotesi il legislatore ha previsto la decadenza dopo il pagamento di sole due rate (anzich&eacute; cinque) in quanto la riammissione al beneficio &egrave; stata resa possibile nonostante si trattasse di un &ldquo;vecchio&rdquo; piano, cio&egrave; nonostante la dilazione sia stata concessa prima dell&rsquo;entrata in vigore delle ultime novit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a rel="nofollow" href="https://www.ipsoa.it/documents/fisco/riscossione/quotidiano/2015/09/10/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-uno-slalom-di-date" target="_blank" title="fonte">Fonte</a></div>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/39546/equitalia-annullata-una-cartella-carente-di-adeguata-motivazione</guid>
	<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 17:12:16 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/39546/equitalia-annullata-una-cartella-carente-di-adeguata-motivazione</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: Annullata una cartella carente di adeguata motivazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Due recenti sentenze della <strong>Commissione Tributaria Provinciale di Lecce</strong> infliggono una dura stangata a Equitalia e Agenzia delle Entrate: i provvedimenti della CTP <strong>hanno annullato una cartella esattoriale ritenuta carente di adeguata motivazione e due intimazioni di pagamento per le quali non era stato effettuato il deposito degli atti originali o di copie conformi degli stessi. </strong></p>
<div>Il ricorso presentato alla commissione da due contribuenti, ha originato le interessanti pronunce.</div>
<div>La prima <strong>sentenza n. 2804/02/15</strong> consolida una giurisprudenza recente, in quanto annulla una cartella esattoriale poich&eacute; priva di adeguata motivazione e, in tal modo, <strong>pone a carico dell'ente esattore un obbligo informativo nei confronti del contribuente</strong> circa le motivazioni dell'iscrizione a ruolo del tributo, spesso eccessivamente generiche o di difficile interpretazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;<img src="https://www.trmtv.it/home/wp-content/uploads/2013/05/Equitalia-Sud.jpg" alt="equitalia sud" width="480" style="border: 0px;"></div>
<p>Gi&agrave; la<strong> Commissione Tributaria Provinciale di Torino, con la sentenza n. 42 del 25/09/2008</strong>, aveva stabilito che "<em><strong>la cartella di pagamento la cui lettura risulti criptica e di difficile comprensione viola i diritti del contribuente ed &egrave; passibile di annullamento</strong>. L'obbligo di una congrua e sufficiente motivazione non &egrave; riservato solo agli avvisi di accertamento, atteso che alla cartella di pagamento devono ritenersi applicabili i principi generali indicati per ogni provvedimento amministrativo</em>".</p>
<div>Il merito della seconda sentenza, <strong>la n. 2809/02/15, &egrave; invece quello di aver proceduto all'annullamento di alcuni avvisi di intimazioni per i quali Equitalia ha mancato di depositare gli originali</strong> o copia conforme delle cartelle esattoriali validamente notificate.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Su entrambe le questioni &egrave; arrivato il plauso dell'associazione "Sportello dei diritti" che, per bocca del suo presidente Giovanni D'Agata, ha sottolineato che "<em>le due decisioni stabiliscono <strong>importanti principi giuridici </strong>nel senso che l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia devono sempre depositare gli originali (o le copie autentiche) delle cartelle esattoriali e le stesse devono sempre essere motivate per consentire al contribuente una adeguata difesa</em>&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a rel="nofollow" href="https://www.studiocataldi.it/articoli/19094-ctp-lecce-stangata-a-equitalia-e-agenzia-delle-entrate-annullata-una-cartella-carente-di-adeguata-motivazione.asp" title="fonte">fonte</a></div>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/39399/equitalia-torna-lanatocismo</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 07:16:28 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/39399/equitalia-torna-lanatocismo</link>
	<title><![CDATA[Equitalia torna l'anatocismo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Torna l&rsquo;<strong>anatocismo&nbsp;</strong><strong>sulle cartelle esattoriali</strong>&nbsp;dopo che una legge del 2011 lo aveva cancellato: le Camere, infatti, stanno per approvare una norma che prevede l&rsquo;applicazione degli&nbsp;<strong>interessi di mora</strong>&nbsp;non solo (come fino ad oggi) sulle tasse non pagate e confluite nelle&nbsp;<strong>cartelle di Equitalia</strong>&nbsp;ma anche sulle sanzioni pecuniarie, sugli stessi interessi da ritardata iscrizione a ruolo e da dilazione in caso di rateazione. Insomma, l&rsquo;incubo di ogni contribuente si sta per realizzare: gli &ldquo;<strong>interessi sugli interessi</strong>&rdquo;! Questa volta, per&ograve;, non &egrave; un modo di dire, ma una triste realt&agrave;, peraltro anche in controtendenza rispetto a quello che lo stesso Governo ha gi&agrave; fatto, da un lato, con le banche (eliminando definitivamente l&rsquo;anatocismo a partire dal 1&deg; gennaio 2014, perch&eacute; ritenuta una pratica contraria agli interessi del consumatore) e, dall&rsquo;altro lato, con la stessa Equitalia, riducendo l&rsquo;aggio dall&rsquo;8% al 6%. Ma, come ben si sa, quello che esce dalla porta riesce sempre ad entrare dalla finestra.</p>
<p><span><img src="https://www.studiomarino.com/relata.png" alt="anatocismo cartelle" width="482" height="270" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span><span>Dunque, la riduzione dell&rsquo;aggio non porter&agrave; alcun beneficio poich&eacute;, a fronte del minor importo destinato a Equitalia, aumenter&agrave; quello invece diretto all&rsquo;erario.</span><br><br><span>Come noto, se il contribuente non paga la cartella esattoriale entro 60 giorni dalla notifica, scattano anche gli interessi di mora sulle somme iscritte a ruolo; ma attualmente tali interessi si applicano solo alla tassa non pagata e non anche alle sanzioni pecuniarie e agli interessi. Invece, il nuovo testo di legge vorrebbe estendere l&rsquo;applicazione degli interessi moratori (attualmente al 4,88%) anche a tali ultime due voci: ossia</span><br><span>&ndash; sulle sanzioni</span><br><span>&ndash; sugli altri interessi da ritardata iscrizione a ruolo</span><br><span>&ndash; ed eventualmente su quelli da dilazione, in caso di rateazione.</span><br><span>Tali interessi scatterebbero per ogni giorno di ritardo, da quando &egrave; stata ricevuta la cartella.</span></span></p>
<p><span><span><span>Cos&igrave; facendo, il conto finale sarebbe di gran lunga pi&ugrave; salato. Si tenga conto infatti che gli interessi decorrono dal giorno della notifica della cartella e fino alla data del pagamento effettivo.</span><br><br><span>Facendo un esempio concreto: se il contribuente riceve una cartella di pagamento in cui le imposte, sanzioni e interessi iscritti a ruolo ammontano a 10mila euro e il pagamento avviene dopo 100 giorni dalla notifica, gli interessi di mora saranno quindi pari a 133,70 euro.</span><br><span>Peraltro, gli interessi di mora sono dovuti anche laddove il contribuente proponga istanza di rateazione ad Equitalia dopo sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. In tal caso, vanno calcolati dalla data di notifica della cartella e fino al giorno di presentazione dell&rsquo;istanza.</span></span></span></p>
<p><span><span><span><br></span></span></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.quifinanza.it" target="_blank" title="fonte"><span><span><span>Fonte</span></span></span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>

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