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	<title><![CDATA[IoChatto: Blog di VOGLIO TORNARE A SPERARE]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/group/8424/all?offset=60</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10046/la-trappola-del-tempo-crescere-e-invecchiare-con-dignit</guid>
	<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 18:43:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10046/la-trappola-del-tempo-crescere-e-invecchiare-con-dignit</link>
	<title><![CDATA[La Trappola Del Tempo - crescere e invecchiare con dignità]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Ci sono due modi di vivere il<strong>&nbsp;tempo</strong>: alcuni si lamentani di non averne mai, altri non sanno come ammazzarlo. Il<strong>&nbsp;tempo</strong>, invece, &egrave; distribuito secondo un principio di giustizia: ognuno riceve 60 minuti ogni ora e 24 ore ogni giorno, n&egrave; pi&ugrave; n&egrave; meno. Quel che &egrave; distribuito in maniera diversa sono gli impegni quotidiani, il che rende le giornate troppo lunghe per alcuni e troppo corte per altri.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://newsitaliane.it/wp-content/uploads/2015/07/La-vera-et%C3%A0-biologica-Un-test-dimostra-che-gli-eterni-giovani-esistono-davvero.jpg" alt="Sapere invecchiare" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Una sorta di piano di lavoro pu&ograve; aiutare noi adulti a cavarcela tra i nostri numerosi impegni, evidentenziando come passiamo le 168 ore di una settimana. Pu&ograve; risultare che abbiamo dormito per un totale di 3020 minuti, sacrificato al lavoro 2875 minuti, passato altri 1885 in occupazioni varie, quali la spesa od una visita dal dentista lasciando per lo svago solo 2300 minuti.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I problemi connessi con il&nbsp;<strong>tempo</strong>&nbsp;sono spesso dovuti a situazioni esterne. Cadiamo continuamente nelle trappole che noi stessi ci tendiamo quando assumiamo un numero eccessivo di impegni. E poi perdiamo le staffe perch&egrave; veniamo spiazzati da un imprevisto qualunque. Per evitare le trappole, cominciamo ad identificarle.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;1: attivit&agrave; coatta.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per molti sprecare tempo &egrave; uno dei peccati pi&ugrave; gravi. Questo atteggiamento riflette anche la filosofia di vita della societ&agrave; industriale. Pi&ugrave; lavoriamo, pi&ugrave; abbiamo ragione di considerarci elementi utili di questa societ&agrave;. Le persone pi&ugrave; rispettate sono quelle occupatissime, che non hanno mai tempo. Non c'&egrave; dubbio che spesso siamo sommersi da impegni, ma molti hanno bisogno di questa enorme mole di lavoro per sentirsi utili.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;2: paura del vuoto.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Perch&egrave; la gente nella sala d'attesa dal medico o dal parrucchiere cerca subito una rivista da sfogliare? Perch&egrave; si spazientisce quando deve aspettare, anche se ha molto tempo a disposizione come un pensionato. Molti non tollerano l'inattivit&agrave;. Se vogliono rilassarsi hanno bisogno della televisione, di un libro o di un lavoro di cucito. Ci sono persone che non osano uscire in una bella giornata solo per passeggiare o godersi il sole. Alcuni usano come pretesto la passeggiata igienica del cane per fare due passi. L'attivit&agrave;, ogni tipo di attivit&agrave;, ci fornisce cos&igrave; la scusa che siamo troppo occupati per affrontare qualunque problema, per parlare dei nostri desideri o per discutere divergenze di opinione in materia di economia casalinga. Il disagio che a volte avvertiamo per questa situazione lo soffochiamo poi buttandoci a capofitto in altre attivit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://willoworldhomepage.files.wordpress.com/2011/04/il2bsono2bil2btempo.jpg" alt="utilizzare il tempo" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Trappola N&deg;3: incapacit&agrave; di dire no.</strong><br>Molti si assumono troppe responsabilit&agrave; non tanto per dare un mano, quanto per non essere guardati male dagli altri: essendo insicuri, dipendono dall'approvazione altrui. Aderiscono perci&ograve; ad ogni richiesta, anche se sgradevole. Il desiderio di lode &egrave; a volte tanto forte che evitano persino di sottolineare quanto sia costato in termini di tempo e difficolt&agrave; lo svolgimento di un certo lavoro. Queste critiche non sono rivolte contro chi &egrave; cortese coi propri simili e si rende utile.<br>Il problema per le persone che non sanno dire di no &egrave; di accollarsi sempre pi&ugrave; impegni di quanti possano svolgerne. Perci&ograve; si sente sovraccarica e sfruttata e si irrita con se stessa e per le pretese altrui.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;4: spreco del tempo libero.</strong><br>Passiamo spesso da un 'attivit&agrave; ad un altra, ma il<strong>&nbsp;tempo</strong>&nbsp;tra queste viene in genere sprecato. Non ha senso cominciare qualcosa tra un impegno e l'altro. Un altra scusa frequente &egrave; che abbiamo bisogno di tempi lunghi per familiarizzarci con il soggetto. Ma l'attivit&agrave; successiva &egrave; gi&agrave; programmata, anche se si tratta solo del notiziario o di un giallo alla televisione. Una delle ragione per cui la gente si lamenta della mancanza di tempo, nonostante il fatto che il tempo libero sia aumentato, &egrave; che non sa investire il tempo libero di cui dispone.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Trappola N&deg;5: rifiuto di pianificare.</strong><br>Gli studenti che devono preparare un esame o scrivere una tesina spesso affermano di poter lavorare solo quando si sentono dell'umore giusto. Di conseguenza, rimandano il lavoro all'infinito, e non possono quindi godersi il tempo libero, angustiati come sono dal pensiero di quello che devono fare. In pi&ugrave;, alla fine, si troveranno con il tempo che stringe. Pur sapendo che le cose vanno cos&igrave;, gli studenti non scelgono di farsi un programma, ma sostengono di rendeere al meglio quando sono sotto pressione.<br>La nostra resistenza a programmare il tempo deriva da diverse immagini simboliche che abbiamo nella mente: da una parte il pianificatore pedante, che pensa solo alle scadenze, e dall'altra lo spensierato improvvisatore che lavora tutta la notte quando ne sente l'urgenza, ma decide di uscire a fare una passeggiata quando splende il sole. Nessuna delle due immagini corrisponde alla realt&agrave;: il pianificatore organizza le sue giornate secondo le sue necessit&agrave;, raggiungendo cos&igrave; un buon equilibrio tra lavoro, tempo libero e divertimento, mentre l'altro perder&agrave; probabilmente tutta la sua libert&agrave; all'avvicinarsi delle scadenze.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.dottorsport.info/wp-content/uploads/2015/07/Linvecchiamento-inizia-da-giovani.jpg" alt="invecchiare con dignit&agrave;" width="340" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Trappola N&deg;6: difficolt&agrave; ad iniziare.</strong><br>Conosciamo tutti la situazione: abbiamo deciso di dedicare il sabato mattina al disbrigo della corrispondenza.&nbsp;<br>Naturalmente prima facciamo colazione con calma e leggiamo il giornale, poi esaminiamo tutte le lettere. Subito dopo dobbiamo fare una telefonata, infine decidiamo che la posta non &egrave; poi cos&igrave; urgente e che pu&ograve; aspettare. Quando ci mettiamo al lavoro, non riusciamo in genere a finirlo.<br>Lo stesso problema si presenta quando ci perdiamo in una miriade di piccole attivit&agrave; prima di riuscire a concenttrarci sulla pi&ugrave; importante. Quando infine ci dedichiamo pienamente a quest'ultima, abbiamo gi&agrave; sprecato moltissimo tempo, e cerchiamo subito l'attivit&agrave; pianificata susseguente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;7: falsa percezione del tempo.</strong><br>Alcune persone hanno un senso del tempo cos&igrave; forte da destarsi sempre alla stessa ora senza bisogno di puntare la sveglia.<br>Le cose cambiano quando si tratta di misurare certi spazi di<strong>&nbsp;tempo</strong>. Se ci annoiamo o aspettiamo con impazienza che si determini un certo avvenimento, un minuto sembra un'ora. Se ci divertiamo con gli amici, restiamo spesso sorpresi rendendoci conto di quanto sia passato in fretta il tempo. Ritornando al passato, invece, succede il contrario: una serata piacevole, un bel viaggio, periodi che sono passati tanto rapidamente, occupane nella nostra mente uno spazio assai maggiore delle lunghe settimane di routine quotidiana. La memoria dell'uomo non sa giudicare il tempo.<br>La gente che ha tempo non lavora necessariamente meno di quella che &egrave; sempre di corsa, ma sa stabilire delle priorit&agrave; e si attiene alle decisioni prese.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Imparare ad usare al meglio il tempo pu&ograve; aiutarci a cambiare la nostra esistenza ed a portare a termine le nostre incombenze.<br>- Esiste un grande quotidiano mistero di cui tutti gli uomini sono partecipi:<strong>&nbsp;il tempo</strong>.<br>Esistono calendari e orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perch&egrave; tutti sappiano che, talvolta, un'unica ora ci pu&ograve; sembrare un'eternit&agrave;, ed un'altra invece passa in un attimo... dipende da quel che viviamo in quest'ora.&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>PERCHE' IL TEMPO E' VITA</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/22226/perch-solo-gli-italiani-accompagnano-i-bambini-a-scuola</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 13:16:49 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/22226/perch-solo-gli-italiani-accompagnano-i-bambini-a-scuola</link>
	<title><![CDATA[Perchè solo gli italiani accompagnano i bambini a scuola]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Solamente i genitori italiani <span style="text-decoration: underline;">accompagnano i propri figli a scuola</span>. Sono in &nbsp;in tanti, una moltitudine, rispetto agli altri Paesi. Lo conferma anche lo studio dell&rsquo;Istc-Cnr promosso dal Policy Studies Institute di Londra &mdash; un&rsquo;indagine che riguarda 15 Paesi del mondo, tra cui Italia e Germania. Ebbene,&nbsp;<strong>l&rsquo;autonomia di spostamento dei bambini italiani nell&rsquo;andare a scuola &egrave; passata dall&rsquo;11% nel 2002 al 7% nel 2010.</strong>&nbsp;Per fornire un metro di paragone l&rsquo;autonomia dei bimbi inglesi &egrave; al 41% e quella dei tedeschi al 40%.</p>
<p><img src="https://www.okmugello.it/wp-content/uploads/2010/12/scuolabus-vaglia.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&Egrave; uno dei pochi casi di studi superflui. Basta osservare le dinamiche del <span style="text-decoration: underline;">traffico in orario scolastico</span>. Noi italiani causiamo ingorghi a croce uncinata e spesso posteggiamo le macchine in doppia fila perch&eacute; non ci basta avvicinare i ragazzi alla scuola, no,&nbsp;<strong>desideriamo portarli per mano fino in classe</strong>. E non finisce qui.</p>
<p><span></span><strong>Noi genitori italiani ci azzuffiamo</strong>&nbsp;nei consigli di classe con i professori se lo zaino dei nostri figli supera un certo peso. Non siamo rubricati tra i lettori forti di studi medici e scientifici ma siamo pronti a citare i risultati degli ultimi report che spiegano perch&eacute; uno zaino troppo pesante potrebbe causare irreversibili danni psicofisici ai nostri figli.</p>
<p><strong>Noi genitori italiani parcheggiamo</strong>&nbsp;in doppia fila, causiamo ingorghi &mdash; <em>oltre a produrre smadonnamenti e urla di disperazione degli altri cittadini</em> &mdash; e in questo bailamme, noi, con calma zen aspettiamo che escono da scuola i nostri pargoli e ci accolliamo il loro zaino, cos&igrave; che possano fare i cento metri che separano scuola da casa liberi da pesi ingombranti. <br>Noi genitori italiani parliamo continuamente di cibo e vogliamo che i nostri figli assaggino solo quello sano, genuino e biologico, sempre a chilometro zero, per&ograve; come ci piace cucinare per loro porzioni abbondanti, come se il cibo &laquo;<em>sano</em>&raquo; non contenesse calorie, e come poco ci piace, invece, costringerli a muoversi a piedi: no, poveri figli, piove, nevica, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;uragano, copriamoli bene e accompagniamoli, in macchina che tra l&rsquo;altro lo zaino &egrave; pesante.</p>
<p><strong>Noi genitori italiani</strong>, naturalmente riconosciamo che s&igrave;, accompagnare i figli &egrave; motivo di stress per noi e per il traffico italiano, per&ograve; riuniti in&nbsp;<strong>conciliaboli nei bar</strong>&nbsp;(<em>macchina in doppia fila</em>) dopo aver accompagnato i figli a scuola, discutiamo e stabiliamo che purtroppo, vista e considerata la situazione odierna, non c&rsquo;&egrave; rimedio: i nostri figli a scuola a piedi no, proprio no. Ma naturalmente siamo lirici: ah, ai nostri tempi, allora s&igrave; che la citt&agrave; era sicura e si poteva andare a piedi, non come oggi.</p>
<p><strong>Noi genitori eravamo forti e tosti</strong>, giocavamo nella terra, facevamo a botte (ancora oggi facciamo a gara: chi ha pi&ugrave; punti per ferite da sassaiole), sfidavamo maniaci e altri loschi figuri e purtroppo, ora, i nostri figli tutto questo non possono farlo: la citt&agrave; &egrave; cos&igrave; trafficata si pu&ograve; finire sotto una macchina (<em>vero, visto tutti i genitori che accompagnano i figli a scuola</em>), dovunque zingari, strane figure, e lestofanti vari. Niente, ci tocca proteggerli, chiuderli in macchina. Purtroppo.</p>
<p>Poi a qualcuno di noi genitori a volte capita di finire in Germania, in Inghilterra, in Francia e di notare lunghe file di bambini e ragazzi che vanno a scuola, da soli, fin da piccoli, a piedi. Che sorpresa. Forse, pensiamo, in quelle citt&agrave; civili non esistono criminali per le strade e tutto &egrave; pi&ugrave; ordinato e civile. Poi ci rendiamo conto che l&igrave;, s&igrave;, &egrave; tutto pi&ugrave; civile, perch&eacute; nei consigli di classe invece di pesare con bilance al quarzo lo zaino dei figli, si lotta anche e soprattutto per avere pi&ugrave; bus in alcune fasce orarie, per ottenere percorsi protetti per bambini, o ci si organizza per il trasporto con mezzi comuni.</p>
<p>Anni fa, quando nacque mio figlio e spingevo di notte la culla per farlo addormentare, mi capit&ograve; di vedere in tv un&rsquo;intervista a Colin Ward. Gli chiedevano del pensiero utopistico, se esisteva o non esisteva. Lui rispose s&igrave;, esiste, ma si occupa di tre cose, le citt&agrave;, come le costruiamo e per chi le costruiamo, i bambini e le automobili (<em>come fare a prenderle il meno possibile</em>). L&rsquo;utopia dunque si sposava con buone pratiche quotidiane, e quest&rsquo;ultime, purtroppo, dipendono da noi e non da generici altri: tocca muoverci, quindi.</p>
<p><strong>A piedi, si intende.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/38930/russia-al-via-lenergia-libera</guid>
	<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 19:37:51 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/38930/russia-al-via-lenergia-libera</link>
	<title><![CDATA[Russia: al via l'energia libera]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dalla Russia continuano a giungerci grandi e piacevoli sorprese, e dopo il&nbsp;divieto tassativo alla circolazione di aerei chimici&nbsp;e l&rsquo;abolizione dei chip sottocutanei Apple &egrave; arrivato il turno delle energie libere e infinite.</p>
<p><img src="https://toonstore.net/Derogatory/tesla/avatar" alt="bobina di tesla" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Stando infatti agli ultimi dati raccolti il presidente russo&nbsp;<strong>Vladimir Putin</strong>&nbsp;avrebbe stanziato un enorme finanziamento nel settore delle energie libere, composto in parte da fondi pubblici e in parte da fondi privati dello stesso Putin, segno evidente che il presidente sa bene quel che fa.<br>Dalle ultime mosse russe &egrave; facile dedurre che la superpotenza voglia diminuire la sua dipendenza economica da paesi esteri come gli USA, subtoli schiavi del Nuovo Ordine Mondiale.<br>La Russia tutt&rsquo;oggi &egrave; costretta a vendere gran parte del proprio gas e petrolio alle multinazionali per fronteggiare alle spese per il proprio fabbisogno elettrico.</p>
<p><img src="https://www.agenziastampaitalia.it/immagini/putins.jpg" alt="Putin: energia elettrica libera a tutti" width="500" style="border: 0px;"><br><span></span><br>Il fondo russo per la free energy andr&agrave; a finanziare diversi progetti paralleli, molti dei quali affondano le loro radici negli studi del celebre e incompreso&nbsp;<strong>Nikola Tesla</strong>.<br>Tra questi progetti capeggia quello degli scienziati russi&nbsp;Leonid e Sergey Plekhanov, per la ricostruzione della Torre Tesla&nbsp;(Wardenclyffe Tower), uno strumento in grado di portare energia nel mondo senza l&rsquo;ausilio di fili e in maniera assolutamente gratuita, con un impatto ambientale praticamente nullo.</p>
<p>Dietro a questa mossa, per&ograve;, non vi &egrave; soltanto il desiderio di affermarsi, e smascherare le lobby energetiche mondiali, ma anche la necessit&agrave; di portare energia elettrica alle popolazioni rurali che a causa del fabbisogno crescente e agli embarghi rimangono spesso senza energia elettrica.<br>Come &egrave; noto al presidente Putin sta molto a cuore la parit&agrave; dei diritti e non pu&ograve; continuare ad accettare che una parte dei suoi cittadini sia privata di un bene primario come l&rsquo;elettricit&agrave;, a causa dei subdoli giochi degli USA/NWO, ed ha quindi deciso di rompere il tacito accordo che vede il divieto tassativo di sviluppare fonti energetiche infinite.</p>
<p>A noi ricercatori indipendenti di verit&agrave; non resta che attendere fiduciosi e vedere come le cose andranno a finire, e certamente il resto del mondo non potr&agrave; poi continuare ad ignorare certe cose.<br>E&rsquo; questa l&rsquo;alba di una nuova era per il genere umano</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35124/lavare-i-capelli-con-laceto-di-mele</guid>
	<pubDate>Sat, 30 May 2015 07:05:27 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35124/lavare-i-capelli-con-laceto-di-mele</link>
	<title><![CDATA[Lavare i capelli con l'aceto di mele]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Usate l&rsquo;aceto di mele per lavare i capelli</strong>&nbsp;&egrave; un ottimo rimedio per svariati problemi ai capelli e al cuoio capelluto. Questo alimento, infatti, possiede propriet&agrave; anti-batteriche e allo stesso tempo non distrugge l&rsquo;equilibrio naturale dei capelli come succede con shampoo e balsamo. L&rsquo;aceto di mele lascia i capelli puliti e gli d&agrave; pi&ugrave; lucentezza, ma i benefici che porta non finiscono qui.&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.scalpremedies.com/wp-content/uploads/2014/01/ACV-HAIR-wash.jpg" alt="shampoo aceto di mele" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong><span>Vediamone alcuni :</span></strong></p>
<p><strong>1) Elimina le cellule morte dalla pelle e promuove una crescita salutare</strong></p>
<p><strong>2) Rimuove il grasso dai capelli e li rende splendenti</strong></p>
<p><strong>3) Neutralizza il ph dei capelli e del cuoio capelluto</strong></p>
<p><strong>4) Rimuove la forfora e allevia il prurito</strong></p>
<p>Potete utilizzare l&rsquo;aceto di mele direttamente nei vostri capelli, ma pu&ograve; anche essere diluito nell&rsquo;acqua: il consiglio &egrave; di mischiare due parti d&rsquo;aceto e una d&rsquo;acqua. Funziona allo stesso modo e aiuta l&rsquo;aceto a durare pi&ugrave; a lungo.</p>
<h2><strong>Lavare i capelli con l&rsquo;aceto di mele non &egrave; l&rsquo;unica soluzione</strong></h2>
<p><strong>Margaret Badore</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Katherine Martinko, due blogger statunitensi</strong>, che hanno ottenuto ottimi risultati per i suoi capelli semplicemente abbandonando lo shampoo a favore del bicarbonato di sodio. La prima ha semplicemente mischiato del bicarbonato con dell&rsquo;acqua e l&rsquo;ha usato sotto la doccia. Katherine, invece, oltre al bicarbonato ha utilizzato l&rsquo;aceto: &ldquo;<em>Il bicarbonato ha fatto un favoloso lavoro di pulizia dei miei capelli, erano splendenti, sgrassati</em>&ldquo;, ha spiegato.</p>
<p>Sotto, i capelli di Margaret dopo aver utilizzato il bicarbonato:</p>
<p><img src="https://d19725nybt5uyn.cloudfront.net/wp-content/uploads/margaret_badore_no_shampoo1.jpg.662x0_q100_crop-scale-300x2141.jpg" alt="no shampoo, vinagre" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong style="font-size: 1.5em;">Lavare i capelli col bicarbonato e le uova ogni 3-4 giorni: la ricetta di Lucy</strong></p>
<p><strong>Lucy Read</strong><span>, invece, ha deciso di abbandonare i prodotti per i capelli dopo aver letto uno studio che spiegava che ogni giorno le donne versano 515 sostanze chimiche sul proprio corpo. Oggi si lava i capelli con acqua ogni 3-4 giorni e ogni due settimane utilizza uova o del bicarbonato.&nbsp;</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/36410/donne-automobiliste-attenzione-ai-bambini-dicono-di-essersi-persi</guid>
	<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 07:29:44 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/36410/donne-automobiliste-attenzione-ai-bambini-dicono-di-essersi-persi</link>
	<title><![CDATA[Donne automobiliste: attenzione ai bambini dicono di essersi persi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Se nel vostro quotidiano vi capita di incrociare per strada o in altri luoghi comuni bambini che piangono e vi dicono : &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">Mi sono perso, portatemi a questo indirizzo</span> &rdquo;</span></p>
<p><span><span><strong>NON FATELO</strong> ! nel modo pi&ugrave; assoluto.<br>prendete il bimbo e recatevi al pi&ugrave; vicino comando di <strong>polizia</strong> o carabinieri, perch&eacute; questo &egrave; un nuovo sistema inventato dai maniaci e da persone cattive e violenti che usano per adescare donne e poi violentarle.</span></span></p>
<p><span><span><strong>PASSATE PAROLA</strong> &ndash; SOPRATTUTTO RIFERITELO ALLE DONNE CHE GUIDANO &Egrave; IMPORTANTE LEGGERE QUESTE RIGHE.</span></span></p>
<p><span><span>Una sera, mentre percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul seggiolino di un&rsquo;auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da un panno.</span><br><span>Non so spiegare perch&eacute; &ndash; e la ragione poco importa &ndash; ma non mi sono fermata&hellip;</span></span></p>
<p><span><span><img src="https://frontierenews.it/wp-content/uploads/2013/01/Schermata-2013-01-30-a-14.07.59.png" alt="bambino truffa" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></span></p>
<p><span><span>Quando sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia dicendo dell&rsquo;episodio e la Polizia mi ha assicurato che sarebbe andata a vedere, nel contempo, la Polizia mi ha informata che le bande di malviventi e i ladri stanno escogitando vari stratagemmi perch&eacute; gli automobilisti (<em>soprattutto donne</em>) fermino il proprio veicolo e scendano dalla macchina in zone isolate.</span></span></p>
<p><span><span>Il metodo praticato da queste bande consiste nel posizionare una macchina lungo la strada con un falso beb&egrave; seduto dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che crede essere un bimbo abbandonato.</span><br><span>Di solito la macchina in sosta &egrave; posizionata vicino a un bosco o un campo con l&rsquo; erba alta: la persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sar&agrave; trascinata nel bosco, violentata, picchiata e derubata&hellip;</span></span></p>
<p><span><span>Non fermatevi mai, ma chiamate il 113 con il vostro telefonino, raccontate quello che avete visto e il punto pi&ugrave; preciso possibile dove l&rsquo;avete visto, ma la cosa importante non fermatevi e continuate la vostra strada.</span><br><span>Altro trucco per adescarvi : Vi potrebbe succedere anche questo: mentre state guidando, vi buttano delle uova sul parabrezza, anche in questo caso, non fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perch&eacute; le uova miste all&rsquo;acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a pi&ugrave; del 90% e in questo caso sareste costretti a fermarvi al bordo della strada, diventando vittime di altre trovate criminali.</span><br><span>Queste sono alcune delle nuove tvecniche utilizzate dalle gang criminali arrivate in Italia dall&rsquo; Est Europeo. </span></span></p>
<p><span><span><br></span></span></p>
<p><span><span>PER FAVORE FATE GIRARE INFORMATE LE VOSTRE AMICHE E CONOSCENTI.</span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35998/cosa-mangiamo-realmente-nelle-carni-da-supermercato</guid>
	<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 17:16:53 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35998/cosa-mangiamo-realmente-nelle-carni-da-supermercato</link>
	<title><![CDATA[Cosa mangiamo realmente nelle carni da supermercato]]></title>
	<description><![CDATA[<p>A tanto la quantit&agrave; di antibiotici utilizzata nel 2010 per gli animali da allevamento, ammonta a 63 mila tonnellate.<span style="font-size: 12.8000001907349px;">Un valore che &egrave; destinato ad aumentare di almeno il 66% entro il 2030, addirittura raddoppiando in alcune zone, come Brasile, India, Sudafrica, Russia e Cina, con conseguenze devastanti per la diffusione delle resistenze agli antibiotici.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><span>Gli esperti che si sono occupati dello studio canadese sui polli hanno allevato tre esemplari di razze diverse, una comune nel 1957, una nel 1978 e un'altra nel 2005, la pi&ugrave; vicina ai giorni nostri. Tutti i polli sono stati nutriti nello stesso modo e non sono stati somministrati ormoni. Gli esperti sono giunti alla conclusione che i polli da carne di oggi sono pi&ugrave; grandi rispetto al passato poich&eacute; vengono nutriti proprio a tale scopo. O meglio, "ipernutriti".</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><img src="https://connectu.it/photos/thumbnail/36000/large/" alt="polli e galline da allevamento, peso" width="500" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"> L&rsquo;allarme contro l&rsquo;uso indiscriminato degli antibiotici &ndash; in questo caso, negli allevamenti, non solo per combattere le infezioni ma anche come promotori della crescita &ndash; arriva da uno studio pubblicato su Pnas, che ha realizzato una mappa globale del consumo di antibiotici per l&rsquo;allevamento di mucche, polli e maiali.</span></p>
<p>Nella loro ricerca i ricercatori guidati da Ramanan Laxminarayan della Princeton University hanno sviluppato dei modelli per stimare i consumi attuali di antibiotici e quelli futuri, combinando dati relativi alle spese per antibiotici per uso animale (per esempio, negli Usa, alla spesa totale di tutti gli antibiotici quella per gli animali contribuisce per l&rsquo;80%) con quelli sulla diffusione degli allevamenti, prestando attenzione a quelli intensivi, riferisce il NewScientist (non senza difficolt&agrave; nel raccogliere i dati, non disponibili per tutti). A guidare la lista dei paesi che consumano pi&ugrave; antibiotici, spiegano i ricercatori, sono quindi risultati la Cina e gli Usa, ma anche la Germania si distingue per l&rsquo;Europa.</p>
<p>L&rsquo;utilizzo diffuso di antibiotici &egrave; un pericolo per l&rsquo;aumento della resistenza a questi farmaci (di quel che ci attenderebbe in un mondo senza antibiotici efficaci ve ne abbiamo parlato qui). L&rsquo;incremento dell&rsquo;uso dei medicinali contribuisce a selezionare infatti i ceppi batterici resistenti, e le resistenze agli antibiotici si diffondono attraverso la catena alimentare e nell&rsquo;essere umano ponendo significativi problemi per la salute pubblica (tanto che anche alcuni big dell&rsquo;alimentazione, divenuti sensibili al problema, avrebbero cominciato a promuovere la distribuzione di carni antibiotic-free nei loro ristoranti). Sopratutto considerando che, al di l&agrave; delle politiche locali e delle divergenze di utilizzo, i batteri non conoscono barriere (e cos&igrave; le resistenze) e possono viaggiare ovunque.</p>
<p>L&rsquo;aumento atteso per i prossimi anni &egrave; soprattutto dovuto ad un aumento delle domanda di proteine animali, e quindi all&rsquo;incremento nel consumo di carne, ma anche alla crescita degli allevamenti intensivi (dove l&rsquo;utilizzo di antimicrobici &egrave; promosso anche a scopo profilattico). Cambiamenti che mettono sieramente a rischio la conquista degli antibiotici, una delle pi&ugrave; grandi rivoluzioni nella storia della medicina. Affrontare il problema dell&rsquo;aumento delle antibiotico-resistenze significa anche conoscerne in dettaglio l&rsquo;utilizzo, cosa che ha cercato di fare questo studio.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/19155/la-vernice-che-genera-energia</guid>
	<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 12:53:22 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/19155/la-vernice-che-genera-energia</link>
	<title><![CDATA[La vernice che genera energia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La creazione di una quantit&agrave; considerevole di energia rinnovabile per <strong>alimentare i tuoi elettrodomestici ed apparecchi di illuminazione</strong> potrebbe presto essere semplice nella vostra casa applicando semplicemente una nuova mano di vernice.</p>
<p>I ricercatori della <strong>University of Notre Dame in Indiana</strong> hanno escogitato un nuovo tipo di "vernice solare" che utilizza <strong>nanoparticelle</strong> per generare elettricit&agrave; senza la necessit&agrave; delle tradizionali, <strong>celle solari</strong> a base di silicio o di attrezzature costose.</p>
<p><img src="https://lh4.googleusercontent.com/-zWKyR7vt-YQ/TvXIeWMBHiI/AAAAAAAAAaA/CDgUjreA6C0/solar%252520paintbrush.jpg" alt="" width="400" height="228" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Prashant Kamat, John A. Zahm Professori di Scienza in Chimica e Biochimica ed un investigatore nel Centro Notre Dame per la Nano Scienza e Tecnologia (NDnano), e il suo team, hanno sviluppato con successo un c<span style="text-decoration: underline;"><em>omposto di acqua e vernici a base di alcool</em></span>, dicono, che potrebbe cambiare il futuro della generazione di energia nelle case. La pittura per la generazione di energia elettrica contiene particelle di biossido di titanio rivestito sia di solfuro di cadmio o seleniuro di cadmio.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/_CNrCaeifl0s/R9GUA-rQh7I/AAAAAAAAA4w/mZ_M6GO_-Rs/s400/quantumdotsolarcells.png" alt="" width="400" height="164" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando questa soluzione viene applicata su un conduttore, superficie trasparente, genera energia elettrica. "<em>Incorporando il potere che producono nanoparticelle, chiamate punti quantici, in un composto spalmabile, abbiamo fatto solo uno strato di vernice solare, che pu&ograve; essere applicata a qualsiasi conduttore o superficie senza attrezzature speciali</em> ", ha detto Kamat sulla pittura, che egli e il suo team hanno ribattezzato " Sun-credibile ". "S<em>e siamo in grado di migliorarne l'efficienza in qualche modo, potremmo essere in grado di fare una vera differenza nel fabbisogno energetico del futuro</em>." A questo punto, Kamat ha spiegato che la sua <span style="text-decoration: underline;">vernice solare &egrave; un po scarsa in efficienza</span>, se paragonata all'attuale tecnologia del <strong>pannello solare</strong>. Invece di generare energia ad un tasso di efficienza del dieci o quindici per cento, la vernice solare &egrave; stata solo in grado di generare un tasso di circa l'uno per cento. Ma la vernice &egrave; molto meno costosa da produrre rispetto ai pannelli solari ed ha un sacco di miglioramenti futuri, potrebbe presto diventare una forma vitale di produzione di energia che praticamente chiunque pu&ograve; permettersi.</p>
<p>Pubblicato sulla rivista ACS Nano, Kamat e ed il suo team sono <span style="text-decoration: underline;">solo all'inizio</span> delle ricerche in corso sulla vernice solare. Il gruppo prevede di migliorare il tasso di efficienza energetica della vernice e sviluppare anche un composto di vernice ancora pi&ugrave; stabile che si applica meglio alle superfici conduttive. L'<em>US Department of Energy Office di base Scienze Energy</em> <strong>finanzia la ricerca</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32669/le-api-si-adeguano-alla-plastica</guid>
	<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 10:10:31 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32669/le-api-si-adeguano-alla-plastica</link>
	<title><![CDATA[Le api si adeguano alla plastica]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - hanno sviluppato un incredibile adattamento alla plastica, al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova</span></p>
<p>La plastica ha colonizzato ogni angolo del Pianeta. Non sono da meno alcune sostanze chimiche di sintesi, ormai integrate nel tessuto ecologico che avvolge le comunit&agrave; umane, ed animali. Ma che alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - abbiano sviluppato un adattamento alla plastica al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova &egrave; una novit&agrave; finora fuori scala. Alcuni ricercatori di Toronto, Canada, hanno in effetti osservato questo comportamento in due specie, la<span>Megachile rotundata</span>, che di solito opta per le foglie ed &egrave; stata osservata montare il proprio alveare anche con pezzi di polietilene (i sacchetti di plastica, appunto, su circa lo 0,85% % delle celle analizzate), e la&nbsp;<span>Megachile campanulae</span>, che sembra in grado di abbinare alla resina naturale raccolta dagli alberi un collante sintetico come il poliuretano (sullo 0,74% del campione). &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Scott McIvor, che ha curato il protocollo di ricerca, i nidi di queste api, in cui sono nate regolarmente le nuove pupe, potrebbe riflettere un tratto adattativo necessario per la sopravvivenza in ecosistemi ormai dominati dall&rsquo;impronta umana. &ldquo;Abbiamo avuto questo riscontro su qualche migliaia di api - spiega McIvor - Potrebbe trattarsi anche di un comportamento aberrante, o dell&rsquo;assenza nelle immediate vicinanze dei materiali usati tradizionalmente. Ma noi pensiamo che l&rsquo;uso della plastica potrebbe anche suggerire che certe specie di api esprimono una inedita flessibilit&agrave; nella costruzione dei nidi, che potrebbe aiutarle in ambienti nuovi o modificati&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se fosse cos&igrave;, le api subirebbero una pressione selettiva gi&agrave; all&rsquo;opera nello sbozzare le colonie del futuro in una terra di confine tra ambienti naturali e periferie di citt&agrave;. Sia la&nbsp;<span>rotundata&nbsp;</span>che la&nbsp;<span>campanulae&nbsp;</span>di norma costruiscono le arnie per la deposizione delle uova in cavit&agrave; all&rsquo;interno dei tronchi degli alberi, o sui rami; ma l&rsquo;alveare spunta anche in luoghi progettati dall&rsquo;uomo, come le recinzioni e le fessure tra i mattoni. L&rsquo;ape rotundata mastica la polpa vegetale delle foglie per produrre la malta con cui plasma le celle del suo alveare. A Toronto ha aggiunto il polietilene dei sacchetti di plastica, anche se non aderisce adeguatamente alla materia organica. La plastica potrebbe compromettere i livelli di umidit&agrave; dell&rsquo;alveare, ma all&rsquo;opposto fungere come protezione dall&rsquo;infestazione di parassiti. Secondo McIvor e il suo gruppo il fatto che la plastica sia comunque stata scelta dalle api potrebbe dimostrare che la struttura dell&rsquo;alveare &egrave; pi&ugrave; importante della sua composizione chimica. La capacit&agrave; di rispondere alle sfide ambientali potrebbe in futuro marcare una differenza di specie tra le api che riusciranno ad interagire con efficacia con i prodotti umani in contesti non pi&ugrave; selvaggi (i &ldquo;vincitori urbani&rdquo;, come li definisce McIvor) e quelle che invece eviteranno i paesaggi antropici. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; anche per le api il problema sempre pi&ugrave; urgente &egrave; trovare habitat ancora in grado di offrire loro nutrimento e spazio adatto alla riproduzione. La ricerca di Toronto mostra fino a che punto una specie pu&ograve; essere costretta a scendere a patti con la nostra. I giornali californiani sostengono che ormai &ldquo;le api spendono ore on the road&rdquo;, intendendo che gli impollinatori in movimento su vaste distese di monocolture segnate da corridoi in asfalto a traffico intenso non hanno pi&ugrave; a disposizione il mosaico di prati, aree cespugliose e boschi in cui posarsi, suggere nettare e poi ripartire alla volta dei campi di ortaggi e frutta da fecondare. &nbsp;</p>
<p>I cambiamenti ambientali e lo stress da adattamento che le api stanno subendo fanno la loro parte nella generale contrazione del loro numero un po&rsquo; ovunque. Secondo una ricerca su 17 Paesi membri dello&nbsp;<span>European Union Reference Laboratory For Honeybee</span>, il vecchio continente perde 1/3 delle sue api da miele ogni anno. L&rsquo;agricoltura industriale ha intaccato la vita delle api, prima di tutto perch&eacute; ha sfigurato il paesaggio a cui 30 milioni di anni di selezione evolutiva le aveva preparate. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Le api hanno subito cambiamenti immensi - spiega Diego Pagani, apicoltore biologico della Val Chidone, provincia di Piacenza, tra i massimi in Italia, e presidente del CONAPI (Consorzio Nazionale Apicoltori) - Fino agli anni Cinquanta sentivano il profumo dei fiori a 1,5 Km di distanza, adesso lo devono captare da 300 Km per effetto dell&rsquo;inquinamento. Gli agenti chimici impiegati in agricoltura funzionano come una barriera tra loro e i fiori&rdquo;. La capacit&agrave; di adattamento descritta a Toronto dipende dalla estrema velocit&agrave; del tasso riproduttivo: &ldquo;Un&rsquo;ape vive 40 giorni, gliene occorrono 21 per nascere. In una sola stagione ci sono pi&ugrave; generazioni, il ricambio &egrave; altissimo&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.margheritacampaniolo.it/scienza/api.jpg" width="432" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Pagani non ha dubbi: l&rsquo;ambiente incontaminato non esiste pi&ugrave; nemmeno in Italia e la perdita di biodiversit&agrave; riguarda anche la scomparsa di prati e siepi non coltivati, inghiottiti dalle monocolture. &ldquo;L&rsquo;agricoltura estensiva e l&rsquo;uso di sostanze di sintesi sono alla base del collasso delle api. In California, nella zona di Sacramento, famosa per le piantagioni di mandorle, devono comperare le api dalla Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti ormai un alveare costa 150 dollari, qui in Italia siamo a 25 euro. Negli anni &rsquo;20 del Novecento gli americani avevano 9 milioni di api, oggi ridotte a 1 milione e mezzo, lo stesso numero che vive nel nostro Paese. Un&rsquo;ape pu&ograve; volare per 3 Km, ma poi deve posarsi e nutrirsi. Una condizione che in California &egrave; diventata quasi impossibile&rdquo;. Con questa realt&agrave; al suolo si confronta anche un apicoltore biologico come Pagani, che si attiene ad uno schema dal carattere rigorosamente territoriale: nessuna discarica in un raggio di 5 Km dalle arnie, nessuna fabbrica entro 3 Km, niente colture estensive in vista e strade solo oltre 1 km. Le api dovrebbero avere a disposizione solo porzioni di bosco ad acacie spontanee ed erba medica non trattata. Eppure, anche quelle di Pagani qualche volta muoiono sulle corolle dei girasoli spruzzate di insetticidi di sintesi. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente studio condotto dall&rsquo;Universit&agrave; della North Carolina uscito su Science sembra confermare che la variet&agrave; di tipologie di api che volano su una coltura pu&ograve; condizionare anche la quantit&agrave; dei raccolti. Per Federica Ferrario responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia &ldquo;il primo fattore di declino delle api &egrave; l&rsquo;uso di insetticidi. Nel 2013 la EU ha stabilito una moratoria di due anni su tre tipi di nicotinoidi, ma il pacchetto pi&ugrave; vasto delle cause di questa moria &egrave; l&rsquo;agricoltura industriale nel suo complesso, che implica anche, parlando di impollinatori, l&rsquo;eliminazione di habitat e rifugi. Le monoculture innescano fenomeni a effetto domino che diventano poi difficili da gestire perch&eacute; impoveriscono l&rsquo;ambiente. In California i cocktail di sostanze di sintesi sono sempre pi&ugrave; spesso inutili, al punto che si ritorna alla zappa per estirpare le erbacce&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Greenpeace sta premendo perch&eacute; l&rsquo;Europa avvii un piano di monitoraggio completo degli impollinatori e propone una strategia di interventi molto semplici, ispirati, come ripete Ferrario, al buon senso di una volta: &ldquo;Rotazione delle colture, per togliere ai parassiti il tempo di sviluppare resistenze sempre pi&ugrave; intrattabili agli insetticidi; filari di siepi per dare rifugio ad api e bombi, ripristino di habitat semi naturali nelle aziende agricole come aree di compensazione ecologica&rdquo;. La plastica spuntata negli alveari di Toronto, i mandorli della California e gli alveari biologici di Pagani non sono cos&igrave; distanti. La nostra capacit&agrave; di gestire, o condannare, una gruppo di specie limita la resilienza dell&rsquo;ecosistema umano globale ai cambiamenti climatici e alla trasformazione del Pianeta in una nuova nicchia ecologica. Apicoltori e agricoltori sono destinati a diventare gli alleati di ecologi e conservazionisti. Suona come un paradosso, ma un ambiente pi&ugrave; selvaggio sar&agrave; la migliore polizza assicurativa per la produzione di cibo su scala continentale.&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.lastampa.it/"><span>fonte</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>avatar</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32668/le-secchiate-solo-ipocrisia</guid>
	<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 09:03:29 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32668/le-secchiate-solo-ipocrisia</link>
	<title><![CDATA[Le secchiate? Solo ipocrisia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Sono solo &laquo;<strong>secchiate di ipocrisia</strong>&raquo;. </span></p>
<p><span>&Egrave; una sonora bocciatura per l&rsquo;Ice Bucket Challange. E arriva da Mariangela Lamanna, vicepresidente del &laquo;<strong>Comitato 16 novem</strong></span><span><strong>bre</strong>&raquo; che raggruppa i malati di Sla in Italia, da anni in lotta contro i tagli costanti ai fondi per la non autosufficienza.</span></p>
<p><span><img src="https://www.palermomania.it/public/news2014/news_img1_64648_renzi-sla-ice-bucket-challenge.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><span> &laquo;Di quelli che hanno partecipato - spiega Lamanna - l&rsquo;unico che salvo &egrave; <strong>Jerry Cal&agrave;</strong>, che ha messo online un bonifico da <strong>1.000 euro</strong>. Ma capisco che faccia pi&ugrave; comodo partecipare alla moda e farsi ritrarre con i capelli bagnati e, magari, il portafogli intonso. L&rsquo;iniziativa sicuramente &egrave; partita bene - aggiunge - poi si &egrave; persa nei meandri della demagogia. Da anni ci battiamo per ricostituire il fondo per la non autosufficienza, che rimane avventizio e non strutturale, legato alla legge di stabilit&agrave;, per avere quattro spiccioli dal governo. Gli ammalati di Sla sono abbandonati durante tutto l&rsquo;anno, non vorrei che l&rsquo;impegno di Renzi durasse solo il tempo di asciugarsi la camicia e che la doccia gelata arrivasse invece nelle case delle famiglie che accudiscono gli ammalati e ogni anno rischiano di vedersi revocare gli assegni di sostegno&raquo;.&nbsp;</span><br><br><span>Dello stesso avviso <strong>Federcontribuenti</strong></span><span>, associazione nazionale che sostiene da tempo la battaglia del &laquo;Comitato 16 novembre&raquo;. &laquo;Chi ha partecipato a questa catena di Sant&rsquo;Antonio spettacolarizzata - spiega Marco Paccagnella, presidente nazionale di Federcontribuenti - dovrebbe avere la cortesia di postare su Facebook e Twitter anche i bonifici che hanno accompagnato le secchiate. Il fatto che in Italia, dopo tutto questo cancan, le <strong>somme raccolte non raggiungano i 100 mila euro</strong> d&agrave; la misura di quanta miseria ci sia dietro questa operazione mediatica ma con pochissima sostanza&raquo;. Tuttavia qualche effetto positivo la campagna Ice Bucket Challange sembra averlo prodotto. Secondo i dati diffusi dall&rsquo;Associazione italiana Sla, infatti, le donazioni si sono impennate dai 40 mila euro registrati sabato mattina agli oltre 100 mila di ieri. &laquo;&Egrave; stata un&rsquo;idea straordinaria, che ha coinvolto tutto il mondo, un successo fantastico&raquo;, dice entusiasta il presidente dell&rsquo;Aisla, Massimo Mauro.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/"><span>fonte</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/32328/ritorna-il-servizio-di-leva-obbligatorio-dal-2015</guid>
	<pubDate>Mon, 18 Aug 2014 16:03:50 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/32328/ritorna-il-servizio-di-leva-obbligatorio-dal-2015</link>
	<title><![CDATA[Ritorna il servizio di leva obbligatorio dal 2015]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Ritorna la leva obbligatoria. </strong>Questo &egrave; pi&ugrave; o meno il testo:</p>
<p><img src="https://www.bufale.net/home/wp-content/uploads/2014/08/bufala-leva-militare-obbligatoria-tornata.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><span>A causa degli eventi recenti in medioriente, compresi i comunicati intimidatori da parte di gruppi integralisti islamici come l&rsquo;isis nei confronti dei paesi comunitari quali l&rsquo;Italia, considerato lo scarso numero di esponenti a servizio permanente nelle forze armate, complice la poca preparazione atletica e tattica, secondo alcune indiscrezioni provenienti da funzionari del Ministero, il governo ha deciso di ricostituire la leva obbligatoria a partire dall&rsquo;anno 2015.</span></p>
<p><span> Tutti coloro che ebbero diritto all&rsquo;esonero per un periodo retrattivo di massimo dieci anni, per motivi non inerenti a gravi deficienze di salute (<em>termine degli studi, servizio civile, obiettore di coscienza</em>) dovranno presentarsi entro un termine massimo di 90 giorni presso lo <strong>sportello unico della difesa</strong> (<em>presente in tutte le OSL del territorio</em>) per ritirare documentazione relativa alla domanda di reintegrazione nelle forze armate. </span></p>
<p><span><strong>I trasgressori verranno prelevati con spiegamento di forze</strong> se necessario dal proprio domicilio affinch&eacute; vengano indirizzati obbligatoriamente al conseguimento del certificato di addestramento bellico secondo il protocollo Badoglio 45c per la difesa patriottica federale.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span><strong>NON CREDETECI</strong> si tratta di <strong>una BUFALA</strong></span></p>
<p>il ministero dell'interno <strong>smentisce</strong>: fonte <a rel="nofollow" href="https://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/leva-militare-liste/leva-militare-liste/leva-militare-liste.html">LA Repubblica</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Tony Billow</dc:creator>
</item>

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