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	<title><![CDATA[IoChatto: Le Porcellane Di Sèvres]]></title>
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	<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 20:16:19 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Le Porcellane Di Sèvres]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px; "> La famiglia D'Albis &egrave; il simbolo della sorprendente continuit&agrave; che perpetua tradizione ed abilit&agrave; nella famosa cittadina francese di&nbsp;<strong>S&egrave;vres</strong>. Infatti questa famiglia porta avanti questa tradizione che risale al 1788 quando un suo avo fu assunto come&nbsp;<strong>decoratore</strong>.<br>Molti dei dipendenti appartengono a famiglie che lavorano nella fabbrica da pi&ugrave; generazioni.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Da quando, per decreto di Luigi XV, vi sorse la&nbsp;<strong>celebre fabbrica di porcellana</strong>,&nbsp;<strong>S&egrave;vres&nbsp;</strong>&egrave;&nbsp;<strong>sinonimo di perfezione, una vetrina dell'abilit&agrave; e del gusto francesi.</strong><br>I collezionisti sono sempre alla caccia dei resti di servizi famosi, come quello creato per la<strong>&nbsp;Marchesa di Pompadour&nbsp;</strong>che cost&ograve; una fortuna, o quello dei&nbsp;<strong>Quartieri Generali</strong>&nbsp;che<strong>&nbsp;Napoleone&nbsp;</strong>si port&ograve; sempre dietro in tutte le sue campagne e che&nbsp;<strong>era decorato con scene dei suoi trionfi.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Oggi come nei giorni della monarchia la fabbrica, di propriet&agrave; statale, rappresenta la Francia: i due terzi della produzione annua vengono acquistati dallo stato.<br>All'<strong>Eliseo&nbsp;</strong>ci sono tre servizi e le cene ufficiali nelle&nbsp;<strong>ambasciate francesi&nbsp;</strong>sparse per il mondo vengono servite su&nbsp;<strong>piatti di S&egrave;vres.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Una&nbsp;<strong>porcellana di S&egrave;vres</strong>&nbsp;&egrave; il&nbsp;<strong>dono offerto pi&ugrave; di frequente dai funzionari del governo francese</strong>, dal modesto vaso che si regala ad un circolo sportivo fino al servizio di&nbsp;<strong>72 pezzi donato alla principesa Margrete di Danimarca in occasione delle sue nozze con il francese Henri de Montpezat.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La<strong>&nbsp;porcellana</strong>&nbsp;- che in definitiva non &egrave; altro che una&nbsp;<strong>qualit&agrave; di argilla</strong>,&nbsp;<strong>il caolino</strong>, cotta e resa impermeabile da un rivestimento vetroso - &egrave;&nbsp;<strong>una scoperta cinese del VII secolo</strong>: ma passarono circa 1000 anni prima che in Europa si riuscisse a scoprirne il segreto.<br>Nel 1710 una fabbrica di Meissen, in Germania, cominci&ograve; a produrre vera ceramica di caolino e l'Europa ne and&ograve; subito pazza.<br>Quando sorse la&nbsp;<strong>fabbrica di S&egrave;vres</strong>&nbsp;i ceramisti francesi dovettero accontentarsi di un sostituto della vera porcellana, finch&egrave; nel 1796, vicino a&nbsp;<strong>Limoges, fu scoperto dell'autentico caolino</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La leggenda popolare attribuisce la scoperta ad una certa madame Darnet, moglie di un chirurgo del paese, che era tanto soddisfatta dell'argilla bianca ed untuosa che usava come sapone da bucato da parlarne al marito.<br>Questi a sua volta pass&ograve; l'informazione ai chimici del re: tre anni dopo&nbsp;<strong>Luigi XV poteva mandare porcellana di Sevres in dono all'Imperatore della Cina.</strong><br>Oggi&nbsp;<strong>la fabbrica di S&egrave;vres</strong>&nbsp;ha sede in un grande edificio costruito sulle&nbsp;<strong>rive della Senna da Napoleone III</strong>, ma niente &egrave; cambiato nelle tecniche della lavorazione manuale.<br>A parte i forni alimentati a propano, si pu&ograve; dire che non ci siano macchinari moderni.<br>In un'epoca in cui gli altri produttori di porcellana usano ingredienti gi&agrave; preparati, a&nbsp;<strong>S&egrave;vres</strong>&nbsp;si continua a triturare il materiale con la macina proprio come due secoli fa.<br>Pu&ograve; capitare, una o due volte all'anno, che si&nbsp;<strong>debbano cuocere pezzzi particolarmente grossi o complessi;</strong>&nbsp;<strong>vengono allora usati grandi forni a legna, vecchi di secoli.</strong><br>Cuocere a legna richiede 32 ore di sorveglianza continua. Durante la lunga notte di veglia, la squadra addetta alla fornace offre sempre una festicciola a tutti gli operai della fabbrica.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://cdn20.pamono.com/p/g/1/6/1682797_2rxxvh2qy7/vasi-sevres-in-porcellana-xix-secolo-set-di-2-immagine-1.jpg" alt="poercellane" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Fedeli ad una&nbsp;<strong>tradizione di perfezione,</strong>&nbsp;gli&nbsp;<strong>artigiani di Sevres&nbsp;</strong><strong>sono appasionati al loro lavoro</strong>; i tornitori od i modellisti, anche quando hanno finito di lavorare un pezzo, continuano ad interessarsene finch&egrave; non lo vedono ultimato.<br><strong>Quando i pezzi vengono tolti dalla fornace &egrave;: il Momento della Verit&agrave;.</strong><br>Il prezzo di una&nbsp;<strong>porcellana di Sevres</strong>&nbsp;viene stabilito in base al tempo richiesto dalla lavorazione: non esiste quindi una regola fissa.<br>Per facilitare agli&nbsp;<strong>artisti l'elaborazione di nuovi disegni ispirati a modelli del passato</strong>, a&nbsp;<strong>Sevres ci sono una vasta biblioteca sulla storia della porcellana, un'incredibile collezione di dipinti floreali del XVIII e XIX secolo ed un archivio di vecchi disegni che risalgono ai primi anni di attivit&agrave; della fabbrica.</strong><br>In&nbsp;<strong>un magazzino</strong>&nbsp;tanto grande che potrebbe ospitare un jet&nbsp;<strong>sono conservati circa 7.000 modelli e 80.000 stampi di creazioni del passato, molti dei quali vecchi di 200 anni.</strong><br>Uno dei<strong>&nbsp;pezzi pi&ugrave; stupefacenti</strong>&nbsp;&egrave; un&nbsp;<strong>centro tavola lungo quattro metri che riproduce in scala ridotta dei monumenti egiziani, modello per un dono allo Zar Alessandro I di Russia da parte di Napoleone.</strong><br>Oggi, dopo pi&ugrave; di due secoli di attivit&agrave;, la&nbsp;<strong>fabbrica nazionale di porcellana</strong>, patrimonio inestimabile, &egrave; ormai parte integrante della&nbsp;<strong>cultura francese&nbsp;</strong>perch&egrave; ha restituito a una venerabile<strong>&nbsp;tradizione artigianale il suo giusto posto come forza viva, giovane e stimolante.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">&nbsp;</p>
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	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
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