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	<title><![CDATA[IoChatto: Il popolo Italiano perde la sovranità]]></title>
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	<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 11:36:41 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Il popolo Italiano perde la sovranità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ieri, sul Corriere della Sera, leggevo di come il Parlamento, per bocca dei due presidenti delle camere, gli onorevoli Fini e Schifani, si fosse opposto ai tagli dei costi della politica. La motivazione era una e semplice, la riassumo cos&igrave;:</p>
<p>"non ci si sta opponendo ad una generale revisione, con conseguente taglio, dei costi della politica, ma al modo in cui si vuole ottenerla. Il <strong>Parlamento sovrano</strong> non pu&ograve; permettere che ci&ograve; avvenga per decreto del Presidente della Repubblica, sarebbe una <strong>cessazione della sovranit&agrave;</strong> e dell'indipendenza delle camere".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, il Presidente in questione, Mario Monti, aveva deciso di intervenire per decreto perch&egrave; si era reso conto che una decisione degli organi preposti al taglio, le commissioni interne di Camera e Senato, non sarebbe avvenuta in tempi brevi, per via delle consultazioni e delle indagini da svolgere.</p>
<p>Tradotto: "le commissioni interne ci mettono troppo a tagliare i costi, dunque agisco io con decreto immediato, senn&ograve; qui non si mettono mai d'accordo".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma c'&egrave; un punto sul quale i miei vecchi studi di Educazione Civica, alle medie, mi fanno pensare. Da quel che ricordo, infatti, "un" articolo di quella disprezzata carta che &egrave; la Costituzione, dice pi&ugrave; o meno cos&igrave;:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>"L'Italia &egrave; una repubblica democratica fondata sul lavoro. La <strong>sovranit&agrave;</strong> <strong>appartiene al popolo</strong>, che la esercita eleggendo direttamente i propri rappresentanti nel Parlamento....."</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa frase, "La sovranit&agrave; appartiene al popolo", secondo me oggi andrebbe cancellata. I politici di oggi non riconoscono alcuna sovranit&agrave; popolare, esiste soltanto l'indipendenza delle camere e il diritto di fare ci&ograve; che pi&ugrave; fa comodo, senza dover rendere conto a nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne &egrave; ulteriore prova il nuovo <strong>codice deontologico di "autoregolmentazione"</strong> <strong>imposto</strong> ai fotografi che operano negli ambienti delle camere, ai quali &egrave; vietato fotografare i parlamentari in atteggiamenti non inerenti a ci&ograve; che &egrave; necessario per lo svolgimento dei normali lavori.</p>
<p>In poche parole, coloro che sono stati beccati ad utilizzare l'iPad per visitare siti poco consoni aula, piuttosto che fare mea-culpa, hanno preferito rivolgersi ancora una volta alle commissioni interne, per bacchettare i fotograti colpevoli di averli ritratti in momenti di sollazzo.</p>
<p>Tralascio ogni commento sul fatto che un codice di autoregolamentazione venga imposto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una solta cosa, per&ograve;, voglio ricordare a questi signori, che si fregiano dell'appellativo di onorevole: c'&egrave; ben poco di onorevole oggi nel mondo della politica, troppo autoreferenziato e dimentico di dover ottemperare ai compiti di rappresentanza popolare.</p>
<p><strong>Se un impiegato viene beccato ad usare Facebook sul posto di lavoro, pu&ograve; essere licenziato. Ancora peggio se viene colto a visitare siti pornografici. Allora perch&egrave; non si possono licenziare gli onorevoli?</strong></p>
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	<dc:creator>Utente sconosciuto</dc:creator>
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