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	<title><![CDATA[IoChatto: FBI: FACEBOOK e TWITTER sotto attacco - maggiori controlli]]></title>
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	<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:06:28 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[FBI: FACEBOOK e TWITTER sotto attacco - maggiori controlli]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La rivista 'New Scientist' rivela che l'Fbi vuole mettere sotto controllo Facebook, Twitter e i social network.</p>
<p style="text-align: justify; ">Per questo motivo ha deciso  di cercare aziende che realizzino un sistema di monitoraggio continuo al  fine di individuare i possibili nemici degli Stati Uniti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; "><img src="https://techieminx.com/wp-content/uploads/2011/05/fbi-full.gif" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="text-align: justify; ">'New scientist' cita&nbsp; infatti  un documento pubblicato lo scorso 19 gennaio, che mostra come il  Federal Bureau americano voglia usare le informazioni veicolate sui siti  per rispondere meglio a crisi ed emergenze e magari anche prevederle.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">Sempre secondo la rivista il  Bureau ha invitato possibili appaltatori del sistema di monitoraggio a  rispondere al bando entro il 10 febbraio.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">L'obiettivo dell'FBI &egrave; quello  di ottenere un sistema capace di cercare automaticamente materiale  "disponibile pubblicamente" su Facebook, Twitter e altri social network  tramite parole chiave legate a terrorismo, operazioni di sorveglianza,  crimini online e altri di 'interesse' criminale.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p>Gli agenti federali Usa  sarebbero allertati nel momento in cui la ricerca producesse le prove di  incidenti, minacce emergenti o eventi straordinari e potrebbero  mostrare i tweet o l'altro materiale ricavato dal sistema su una mappa,  cui aggiungere altri dati, tra cui l'ubicazione delle ambasciate Usa, le  installazioni militari, dettagli di precedenti attacchi terroristici e  quanto ripreso dalle telecamere locali del traffico. Dal documento  emerge inoltre che l'Fbi vuole usare i social media per individuare  specifici utenti o gruppi, analizzarne movimenti, vulnerabilit&agrave;,  limitazioni e possibili azioni avverse</p>
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	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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