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	<title><![CDATA[IoChatto: Fumo: dire basta per sempre]]></title>
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	<pubDate>Sun, 23 Apr 2017 08:13:45 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Fumo: dire basta per sempre]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La consunzione psicologica da fumo. In occasione della giornate mondiale contro il tabacco si parla delle morti che causa, 6 milioni l&rsquo;anno, ma non si d&agrave; spazio sufficiente alle dimensioni di un danno ancora pi&ugrave; enorme e drammatico alla persona: la consunzione psicologica.</p>
<p><img src="https://uhaweb.hartford.edu/KRAKYTA/smoking876.jpg" alt="dire no al fumo" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Il fumatore &egrave; un malato cronico che si sveglia la mattina gi&agrave; stanco e di malumore, che &egrave; costretto a interrompere di continuo il flusso delle proprie azioni e dei propri pensieri</strong> per produrre una combustione di cui inalare i fumi disgustosi e venefici.</p>
<p><strong>Chi fuma ha sempre un problema in pi&ugrave; di chi non lo fa, &egrave; pi&ugrave; infelice e pi&ugrave; irritabile, &egrave; pi&ugrave; fragile e rischia di continuo la crisi di nervi</strong> se non ha abbastanza sigarette o non ne ha affatto, se si pu&ograve; fumare o meno nel luogo in cui si trova, se gli altri disapprovano la sua&nbsp; &ldquo;abitudine&rdquo; e cos&igrave; via. Fumare pu&ograve; alterare l&rsquo;umore e peggiorare la regolazione delle emozioni rendendoci pericolosamente instabili, soprattutto nelle situazioni stressanti. Questa forma di consunzione psicologica si produce con gradualit&agrave; impercettibile ma inarrestabile e pu&ograve; trasformare un&rsquo;esistenza normale in una schiavit&ugrave; silenziosa.</p>
<p>Smettere &egrave; come salire una scala. Chiunque abbia provato a smettere di fumare o abbia smesso e poi ripreso conosce a proprie spese gli ingranaggi della trappola: <strong>pi&ugrave; ci si illude&nbsp; di fare &ldquo;solo un tiro&rdquo;</strong> e pi&ugrave; si scivola nel gorgo di migliaia di sigarette, una dietro l&rsquo;altra, ciascuna meno soddisfacente della precedente eppure necessaria a placare la dipendenza fisica e la frustrazione che ne deriva.</p>
<p><img src="https://xdesktopwallpapers.com/wp-content/uploads/2011/11-3/Black-N-White-Picture-Of-Girl-Smoking.jpg" alt="smettere di fumare" width="600" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Quindi il primo requisito per salvarsi &egrave; farsi davvero pena: riconoscere quanto sia ridicolo e pazzesco il giogo della nicotina e quanto siamo fuori controllo. Il secondo requisito &egrave; sapere che probabilmente un solo tentativo fallir&agrave;. In realt&agrave;, ogni tentativo non riuscito rappresenta un gradino superato sulla scala della liberazione definitiva. A furia di sperimentare l&rsquo;odioso e perverso ricatto del fumo, individueremo quei comportamenti che ci tengono incollati alla sigaretta e li tranceremo per sempre con decisione e con soddisfazione. Una di queste condotte&nbsp; &egrave; indubbiamente l&rsquo;illusione di controllare l&rsquo;assunzione di una droga potente e letale come la nicotina: &egrave; impossibile farlo senza sottoporsi al continue e fastidiose privazione. Quando la dipendenza &egrave; davvero patologica come nel caso del fumo (ma non solo) non esiste un continuum di utilizzo: o si assume la sostanza o non la si assume. Punto e basta. Al di fuori di questo, <strong>chi si promette di fumare meno o di ridurre il fumo sino a smettere dovrebbe denunciare per truffa il proprio cervello</strong>.</p>
<p>Per riuscire a smettere bisogna pensare in termini di ore e frazionare gli obiettivi in modo chiaro e misurabile. Un primo obiettivo pu&ograve; essere smettere per 4 ore e concentrarsi su che cosa succede sul piano fisico e psichico se non inspiriamo pi&ugrave; nicotina al ritmo abituale: basta questo per riconoscere con chiarezza quanto siamo dipendenti.</p>
<p>Ma la prova del 9 &egrave; proporsi di smettere per tre giorni. Dopo tre giorni il corpo ha smaltito quasi interamente la nicotina e il tasso di dipendenza fisica &egrave; molto ridotto. Perci&ograve; si sperimenta una vera e propria rinascita energetica che dimostra quanto le sigarette debilitino e dissipino la vitalit&agrave;. A quel punto il gioco &egrave; quasi fatto: basta semplicemente continuare a non fumare per un mese e si &egrave; salvi, a condizione di aver capito con chiarezza che non ci si sta privando di nulla e che una sola sigaretta vuol dire anni e anni di sigarette, di alito pesante, di puzza, di malumore, di file ai tabacchini, di spreco di denaro e cos&igrave; via.</p>
<p>Una dipendenza somatosensoriale. Ricercatori americani e europei hanno recentemente scoperto che, oltre alla dipendenza legata all&rsquo;assunzione di nicotina, la grande resistenza a guarire della malattia da tabacco sia da ricercare in un complesso di associazioni cerebrali rinforzate dalla ritualit&agrave; implicata nel fumare. Prendere la sigarette, sfilarla dal pacchetto, metterla in bocca, far scattare l&rsquo;accendino sono comportamenti che si collegano l&rsquo;uno all&rsquo;altro rigidamente e rinforzano i sintomi d&rsquo;astinenza e la dipendenza a livello neuronale. Cos&igrave; il compiere o verder compiere determinati gesti legati al consumo di sigarette pu&ograve; indurre in chi cerca di smettere un forte desiderio di fumare dovuto all&rsquo;attivazione di aree del cervello visive e motorie che nulla hanno a che vedere con la nicotina. Ci&ograve; spiega come mai l&rsquo;assunzione di surrogati a base di nicotina non funzioni che in minima parte: stimoli motori e visivi disseminati nell&rsquo;ambiente possono scatenare sintomi di astinenza nel fumatore compensato chimicamente con la nicotina perch&eacute; i meccanismi che alimentano e mantengono la malattia sono pi&ugrave; complessi e pi&ugrave; &ldquo;globali&rdquo; di quanto per anni si &egrave; creduto fossero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: <a rel="nofollow" href="https://enricomariasecci.blog.tiscali.it/">Dott. Enrico Maria Secci</a></p>
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	<dc:creator>monica</dc:creator>
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