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	<title><![CDATA[IoChatto: I nostri dati di Facebook venduti per pochi spiccioli]]></title>
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	<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 08:52:30 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[I nostri dati di Facebook venduti per pochi spiccioli]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Quanto valgono i vostri dati su Facebook? Poco, molto poco sembra. Un blogger bulgaro &egrave; riuscito ad acquistare i dati personali di oltre <strong>un milione di utenti per soli 5 dollari</strong>, ovvero mezzo millesimo di dollaro per ogni utente. La &ldquo;falla&rdquo; probabilmente causata dalle applicazioni installate.</p>
<p><img src="https://www.insidefacebook.com/wp-content/uploads/2012/03/fbprivacy.jpeg" width="200" height="258" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><br>Sar&agrave; che in Bulgaria la stagione dei saldi inizia prima. O sar&agrave; che c&rsquo;era uno sconto speciale, un&rsquo;offerta di quelle prendi 10 paghi 1. Comunque, se volete entrare in possesso di informazioni riservate (nome, email e altre &ldquo;amenit&agrave;&rdquo; di questo genere) in arrivo direttamente da social network, provate a fare un giro in Bulgaria. Manca poco che li regalino. L&rsquo;ex Paese Sovietico, a onor del vero, c&rsquo;entra poco o nulla in questa storia: bulgaro, infatti, &egrave; l&rsquo;acquirente dei dati, mentre il sito di &ldquo;annunci&rdquo; dove &egrave; riuscito a entrare in possesso dei dati sensibili di oltre 1 milione di utenti Facebook per 5 dollari &egrave; lo statunitense gigbucks.com. Dove, come recita profeticamente lo slogan, puoi comprare qualsiasi tipo di servizio dai 5 ai 50 $.<br><br>OMG - E la reazione di Bogomil Shopov, blogger bulgaro attivo nel campo dei diritti civili e diritti civili digitali, non poteva essere differente. Bogomil, appena conclusa la transazione, ha commentato l&rsquo;accaduto con un OMG, ovvero Oh mio Dio. Non capita tutti i giorni, in effetti, di entrare in possesso di dati cos&igrave; preziosi a un prezzo cos&igrave; a buon mercato (met&agrave; millesimo di dollaro per ogni persona compresa nella lista). I dati, si legge nel post del blog dell&rsquo;attivista bulgaro, sono di utenti statunitensi, canadesi, inglesi ed europei, tutti rigorosamente attivi. Bogomil, infatti, ha controllato alcuni nomi a caso della lista, verificando la correttezza dei dati.<br><br>I dati, molto probabilmente, sono stati ottenuti grazie alle applicazioni che usiamo ogni giorno su Facebook. Forse non ce ne rendiamo troppo conto, <strong>ma ogni volta che accediamo a giochi - come FarmVille, per esempio - o programmi di ogni genere, forniamo loro il nostro consenso a utilizzare i dati presenti nel nostro profilo</strong>. E i creatori della app, una volta entrati in possesso dei dati, <span style="text-decoration: underline;">sono liberi di farne ci&ograve; che vogliono</span>. Anche venderli per pochi dollari.<br><br>Facebook, non appena scoperto l'accaduto, ha prima tentato di giustificarsi e poi si &egrave; messa in contatto con il blogger bulgaro. La societ&agrave; di Mark Zuckerberg, infatti, ha dichiarato che i dati non sono stati collezionati tramite le applicazioni, ma &egrave; semplicemente un copia e incolla dei dati che gli stessi utenti hanno reso pubblici. E che, nel frattempo, ha impiegato diversi team di ingegneri specializzati in sicurezza informatica per capire come ci&ograve; sia potuto accadere. Sembra, inoltre, che un membro del team &ldquo;policy&rdquo; di Facebook abbia contattato direttamente il blogger bulgaro chiedendogli di inviare loro il file acquistato per 5 dollari e di cancellarne ogni copia ancora in suo possesso. Il tutto per velocizzare e favorire le loro attivit&agrave; investigative. E di non far parola con nessuno della conversazione appena avuta...</p>
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<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="https://www.jacktech.it/">jacktech.it</a> - Luigi Teodonio</p>
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