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	<title><![CDATA[IoChatto: 2013, l’anno orribile della crisi]]></title>
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	<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 15:16:11 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[2013, l’anno orribile della crisi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il 2013 &egrave; stato uno degli anni pi&ugrave; duri della crisi: fallimenti, procedure non fallimentari e liquidazioni volontarie hanno superato tutti i record negativi e complessivamente si contano 111mila chiusure aziendali, il 7,3% in pi&ugrave; rispetto al 2012. Lo affermano dati Cerved consultati dall&rsquo;ANSA: male l&rsquo;industria, <strong>crolla il Nord Est</strong>.</p>
<p><img src="https://farm8.staticflickr.com/7189/6882056815_ed1c4296f3.jpg" width="480" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Nell&rsquo;intero 2013 si &egrave; registrato un boom dei concordati preventivi (+103% rispetto all&rsquo;anno precedente) mentre per quel che riguarda i fallimenti anche nell&rsquo;ultimo trimestre i fallimenti hanno proseguito la loro corsa con tassi a due cifre, portando il totale dell&rsquo;anno oltre quota 14mila, il 12% in pi&ugrave; rispetto al precedente massimo, toccato nel 2012. Secondo i dati del gruppo specializzato nell&rsquo;analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito consultati dall&rsquo;ANSA, il fenomeno &egrave; in forte aumento in tutti i settori e in tutte le aree del Paese, riguardando anche segmenti in cui nel 2012 si erano manifestati timidi segnali di miglioramento come l&rsquo;industria (fallimenti in calo del 4,5% nel 2012 rispetto al 2011 mentre ora sono in aumento del 12,9%) e il Nord Est (da -3,6% di &lsquo;crack&rsquo; tra 2011 e 2012 a una crescita del 19,7%).</p>
<p>Nel 2013 si contano inoltre circa <strong>3mila procedure concorsuali non fallimentari</strong>, il massimo da oltre un decennio e il 53,8% in pi&ugrave; rispetto all&rsquo;anno precedente. &rdquo;All&rsquo;<em>origine di questo boom vi &egrave; sicuramente l&rsquo;introduzione del &lsquo;concordato in bianco</em>&rsquo; &ndash; afferma l&rsquo;amministratore delegato del Cerved, Gianandrea De Bernardis &ndash; <em>che ha trovato ampio utilizzo&rdquo; presso le aziende italiane</em>: la procedura, che consente alle imprese di bloccare le azioni esecutive dei creditori in attesa di preparare un piano di risanamento, ha visto nell&rsquo;intero 2013 pi&ugrave; di 4.400 domande, ma nel terzo e quarto trimestre il numero di domande si &egrave; comunque fortemente ridotto, probabilmente a causa delle correzioni apportate a livello legislativo e, in particolare, all&rsquo;introduzione della facolt&agrave; di nominare un commissario giudiziale che possa controllare la condotta del debitore anche nelle fasi di pre-ammissione.</p>
<p>L&rsquo;anno scorso &egrave; stato ritoccato anche il record negativo delle liquidazioni volontarie: nel 2013 hanno chiuso l&rsquo;attivit&agrave; in questo modo 94mila aziende, il 5,6% in pi&ugrave; rispetto all&rsquo;anno precedente, con un aumento del 7% tra le &lsquo;vere&rsquo; societ&agrave; di capitale, cio&egrave; quelle che hanno depositato almeno un bilancio valido nel triennio precedente alla liquidazione. A livello territoriale i fallimenti mostrano una forte accelerazione in Emilia Romagna (+25%) e in Trentino Alto Adige (+21%) e un incremento a tassi a due cifre in Veneto (+16%) e in Friuli (+14%).</p>
<p>Crescono a ritmi sostenuti anche i fallimenti nelle regioni del Centro (+13%) e del Sud (+10%): qui i maggiori aumenti si registrano in Toscana (+18%) e nel Lazio (+13%), mentre nel Mezzogiorno l&rsquo;aumento registrato in Sicilia (+27%) viene in parte attenuato dal calo delle procedure in Abruzzo (15%) e Basilicata (+3%). Nel Nord Ovest i fallimenti superano quota 4mila (+8% rispetto al 2012): pesa soprattutto l&rsquo;aumento della Lombardia (+12%), mentre in Piemonte si registra un incremento molto pi&ugrave; modesto (+2%). Fallimenti in calo in Liguria (-8%) e in Valle d&rsquo;Aosta. (ANSA)</p>
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	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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