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	<title><![CDATA[IoChatto: Prelievo forzoso a chi paga in ritardo]]></title>
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	<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 15:14:38 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Prelievo forzoso a chi paga in ritardo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il&nbsp;</span><strong>Fisco</strong><span>&nbsp;non &egrave; riconoscente. </span></p>
<p><span>Se paghi una sola rata con in ritardo di tre giorni, Equitalia mette le mani nel tuo conto corrente. </span></p>
<p><span>L'ente di riscossione crediti infatti ha <strong>inasprito ancora di pi&ugrave; la sua strategia</strong>. Maniere forti contro chi non salda il conto. E cos&igrave; per i ritardatari arriva il prelievo coatto sul conto corrente per chi paga con soli 3 giorni di ritardo. L'incredibile storia la racconta Il Giornale. Equitalia ha bussato alle porte di un ingegnere, Giuseppe Lucarini, titolare di uno studio di ingegneria civile ad Ancona. "<em>Nel 2010 ho avuto difficolt&agrave; a pagare 10.212,15 euro di Iva. Il piano di rientro prevedeva 20 versamenti trimestrali in cinque anni di 556,89 euro ciascuno. Gli interessi complessivi ammontavano a 925,76 euro</em>". Fin qui il conto. La prima rata scadeva il 19 ottobre 2012 un venerd&igrave;. Il pagamento &egrave; avvenuto a luned&igrave; 22. Sono E da qui scatta l'aggressione fiscale. Nonostante le successive sette rate siano state pagate perfettamente in regola, per Equitalia bastano i tre giorni di ritardo per mettere le mani nel conto corrente.&nbsp;</span></p>
<p><span></span><img src="https://1.bp.blogspot.com/-2va3NO_43BM/Ujr0XlT2jcI/AAAAAAAB8Cc/P9mhuLLFidY/s1600/QUESTA_RAPINA_EQUITALIA.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br><strong>Il prelievo -</strong><span>&nbsp;"Il 25 luglio senza preavviso mi sono accorto - racconta Lucarini - che Equitalia con un Rav aveva prelevato direttamente dal mio conto fiscale la somma di&nbsp;</span><strong>10.245,87</strong><span>&nbsp;euro a saldo". Nel 2000 Lucarini aveva comunicato all'erario i dati del suo conto corrente per ottenere i rimborsi. Equitalia ha comunque precisato che la delega bancaria comprendeva anche il pagamento delle somme iscritte a ruolo. Per cui allo scadere dei 60 giorni della cartella, la banca ha versato i soldi all'ente di riscossione. Uno strano giro di parole che non cambia la sostanza dei fatti: <strong>il fisco ora mette le mani direttamente sul conto corrente</strong>.&nbsp;</span></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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