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	<title><![CDATA[IoChatto: Segnali di ripresa, solo per Renzi]]></title>
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	<pubDate>Mon, 23 May 2016 12:12:00 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Segnali di ripresa, solo per Renzi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>ECCO IL 35&deg; SEGNALE DELLA RIPRESA: MORTE 168.000 IMPRESE E TASSE IN CRESCITA</strong></p>
<p><img src="https://www.italianosveglia.com/images/listing_photos/93700_aziendeperblog1.jpg" alt="aziende in crisi 2016" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Cominciamo col buttare l&igrave; qualche dato di questa straordinaria crescita italiana: Il tasso di disoccupazione &egrave; quasi raddoppiato negli ultimi anni: se nel 2007 era leggermente superiore al 6 per cento, l&rsquo;anno scorso ha sfiorato il 12 per cento. Il Jobs Act, peraltro, s&rsquo;&egrave; gi&agrave; dimostrato per quel che &egrave;, robetta utile solo a qualche media-grande impresa. &nbsp;Nel 2014, ultimo anno per il quale sono disponibili dati disaggregati, le 5 milioni di partite Iva esistenti hanno versato 96,9 miliardi di euro di tasse all&rsquo;erario. In sintesi, le tasse non sono diminuite, anche se &ldquo;rispetto all&rsquo;anno pre-crisi (2007) &ndash; dice la Cgia di Mestre &ndash; il peso complessivo delle imposte versate dalle imprese &egrave; sceso di 18,8 miliardi di euro&rdquo;. Quindi cosa &egrave; accaduto? Semplice, sono morte 168.000 imprese, ergo meno tasse versate e Pil in calo. Spiega, inoltre, la stessa Cgia: &ldquo;E&rsquo; comunque doveroso ricordare che le uniche imposte a carico delle aziende che il legislatore ha alleggerito nel periodo da noi considerato sono state l&rsquo;Irap e L'IMU.</p>
<p>Renzi afferma : Se la crisi non si fosse mai verificata, il Pil oggi risulterebbe superiore del 15%, ovvero 230 miliardi di euro, rispetto ai livelli attuali, &rdquo;con evidenti riflessi sui bilanci delle imprese e sul tenore di vita delle famiglie&rdquo;.</p>
<p><strong>LA RIPRESA LA VEDONO SOLO RENZI E I TG DELLA RAI CHE IERI COME PRIMA NOTIZIA PARLAVANO DI MIRACOLO ECONOMICO.</strong></p>
<p>Ma gli Italiani giorno dopo giorno gli credono sempre meno ed<strong> anche se Renzi dice:</strong></p>
<p>Non bisogna fermarsi alle percentuali dei partiti perch&eacute;, a fronte di un astensionismo in crescita globale, &egrave; inevitabile fare i conti con il malessere del Paese. Sul tasso di fiducia degli italiani nella ripresa economica, la quota di chi vede segni di ripresa &egrave; scesa dal 30% al 25%, mentre chi (ancora) non la vede &egrave; passata dal 66% al 68%. Non solo. <br>Commentando gli ultimi dati dell&rsquo;Inps sull&rsquo;occupazione (+800mila posti stabili nel 2015), Renzi ha detto che <strong>il Jobs act funziona</strong>&nbsp;.</p>
<p>Peccato che non la pensi cos&igrave; il <strong>55% degli italiani</strong>, secondo cui la riforma del lavoro approvata dal governo avr&agrave; effetti positivi solo di breve durata. Solo il 39%, infatti, si schiera con il premier.</p>
<p><strong>E la crisi, a dire in vero, non &egrave; ancora iniziata</strong></p>
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	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
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