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	<title><![CDATA[IoChatto: 31 Maggio il giorno della chiusura profilo (account)]]></title>
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	<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:28:17 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[31 Maggio il giorno della chiusura profilo (account)]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>LA QUESTIONE privacy investe Facebook e non pu&ograve; essere pi&ugrave; ignorata. In seguito alle critiche che piovono da tutti i lati, la societ&agrave; ha convocato un summit dei suoi vertici, come si conviene quando c'&egrave; uno stato conclamato di crisi. Il social network &egrave; ormai spalle al muro, soprattutto dopo l'intervento dei garanti per la privacy europei. E tra gli utenti cresce il fronte di chi valuta se abbandonare il sito giudicato poco rispettoso dei loro dati personali.<br><br>Neanche in questo clima, per&ograve;, Facebook rinuncia al suo stile tipico: la riunione &egrave; stata a porte chiuse. La societ&agrave; non ha fatto sapere nulla di quello che &egrave; stato detto o deciso, se non che &egrave; stata una "discussione proficua". La sola azione annunciata ieri riguarda pi&ugrave; la sicurezza del network che la privacy in senso stretto: ha aggiunto funzioni per contrastare il fenomeno dei ladri di informazioni personali, quelli che riescono a collegarsi agli account altrui.<br><br>Le polemiche che hanno colpito il network sono ben altre, per&ograve;, e riguardano il modo con cui esso stesso gestisce i dati personali dei suoi 400 milioni di utenti. L'ultima &egrave; per il servizio nato a fine aprile, l'<span>instant personalization 1</span>. Fa s&igrave; che siti partner di Facebook possono sfruttare le informazioni personali che l'utente ha pubblicato sul network (nome, *censored by google*, connessioni con altre persone o gruppi). Quando un utente di Facebook va su un sito partner trover&agrave; una pagina personalizzata in base ai suoi dati, per esempio con consigli basati sui suoi gusti musicali o su quelli dei suoi amici. L'utente pu&ograve; evitare questa personalizzazione? S&igrave;, ma soltanto se si prende la briga di modificare un'opzione sul proprio profilo di Facebook. <span> </span><br><br>Una novit&agrave; "inaccettabile" scrive il Working Party, formato da tutti i garanti della privacy europei, in una <span>lettera inviata al social network 2</span>. Poco tempo fa i garanti <span>avevano puntato il dito 3</span>, in modo analogo, contro Google riguardo al servizio Buzz. In quel caso, l'azienda di Mountain View che ha risposto riconoscendo l'errore. Chiss&agrave; se anche Facebook si dimostrer&agrave; accondiscendente.<br><br>Nel frattempo, il social network subisce pressioni anche in madrepatria: un gruppo di senatori Usa gli ha chiesto di essere pi&ugrave; trasparente sul modo con cui gestisce i dati personali. Le critiche sono un coro a pi&ugrave; voci, anche gli esperti di privacy ci si mettono: l'associazione storica del web Eff ha pubblicato <span>una timeline 4</span> con il progressivo peggioramento del rapporto tra Facebook e privacy. L'esperto Matt McKeon <span>l'ha messa in bella grafica 5</span> mostrando come Facebook, dagli inizi ad oggi, ha esposto sempre pi&ugrave; informazioni personali degli iscritti.<br><br>Lo scopo del network &egrave; ovviamente quello di massimizzare lo sfruttamento marketing e pubblicitario dei dati.&nbsp; N&eacute; hanno giovato, alla sua fama, sparate come quella del 25enne fondatore Mark Zuckerberg, che <span>ha detto in pubblico 6</span> "la privacy &egrave; un concetto vecchio, superato". Qualcosa di cui gli utenti non si curerebbero pi&ugrave;, impazienti come sono di condividere e comunicare. Un calcolo sbagliato, forse, da cui potrebbe cominciare il declino del network a favore di un concorrente pi&ugrave; rispettoso delle informazioni personali. L'ha chiesto a gran voce Ryan Singel <span>dalle colonne di <em>Wired</em> 7</span> ed &egrave; una possibilit&agrave; che comincia a diventare reale. Quattro ragazzi sono riusciti in pochi giorni a raccogliere 120 mila dollari per il <a href="https://joindiaspora.com/">progetto Diaspora 8</a>: un social network "open", che nascer&agrave; a settembre e che a differenza di Facebook dar&agrave; agli utenti pieno e trasparente controllo sui propri dati personali. <br><br>Pressato da esperti e autorit&agrave; di tutto il mondo da una parte, minacciato da alternative open dall'altra, Facebook potrebbe decidere di cambiare strada, dovendo per&ograve; cos&igrave; anche rivedere i propri piani di remunerazione. Nel frattempo, per&ograve;, c'&egrave; anche chi pensa di andarsene: un gruppo di scontenti ha individuato nel 31 maggio il giorno in cui ci si dovrebbe cancellare in massa da Facebook, il <a href="https://www.quitfacebookday.com/">Quit Facebook Day 9</a>. Per ora sono 1281 gli utenti che si sono impegnati a fare questo passo.</p>
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<p>Fonte:</p>
<p>https://www.repubblica.it/tecnologia/2010/05/17/news/facebook_riunione_privacy-4063531/</p>
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]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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