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	<title><![CDATA[IoChatto: Dove c’è Barilla c’è…. amianto!]]></title>
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	<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 10:50:55 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Dove c’è Barilla c’è…. amianto!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><strong>Di Helene Benedetti<br>Pubblicato dalla testata giornalistica </strong><a href="https://reportonline.it/"><strong>Reportonline</strong></a></em></p>
<p><em><img src="https://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSVBJEid3V0oNLXlZOZ-1j9sh4YKOicro1Ksupo_cw_OdMaM5cI_g" alt="image" style="border: 0px; "></em></p>
<p><strong>E&rsquo; pi&ugrave; facile e veloce bonificare uno stabilimento di&nbsp; 9,58 ettari pieno di amianto o tappare la bocca ad un giornalista scomodo corrompendo Aruba per fargli chiudere il sito?<br></strong>Per la Barilla evidentemente la seconda ipotesi &egrave; stata pi&ugrave; conveniente. Forse pensavano che tappando la bocca ad un giornalista non ci sarebbe mai stata una cassa di risonanza&hellip; e qui si sbagliavano di grosso perch&eacute; adesso metteremo in moto la macchina del fango.</p>
<p>La nota holding Barilla, produttrice di deliziose merendine, pasta, fette biscottate, snack, pani morbidi, sfoglie e merende varie, ha uno stabilimento a San Nicola di Melfi, in Basilicata. Lo stabilimento &egrave; <span style="text-decoration: underline; ">pieno di amianto</span>, ha il tetto fatto di <span style="text-decoration: underline; ">eternit</span> nonostante la legge 257 del 27 marzo 1992 che obbliga alla bonifica.<br><strong>Con tutti i soldi che ha la Barilla, invece di bonificare lo stabilimento, preferisce pagare costose pubblicit&agrave; che presentano le merendine pi&ugrave; &ldquo;sane&rdquo; e belle d&rsquo;Italia.</strong></p>
</p>
<p><br>Il problema dell&rsquo;eternit &egrave; che a lungo andare, si sfibra dando origine a piccolissime scaglie invisibili all&rsquo;occhio umano. I frammenti volatili, possono, una volta respirati, provocare tumori alle vie respiratorie anche a distanza di anni. In questo stabilimento lavorano oltre 500 persone per un totale di 65 mila tonnellate annue di prodotto alimentare smistato nel nostro Belpaese.<br><br>Buone le <strong>Nastrine</strong> vero? Quello &egrave; l&rsquo;unico stabilimento che le produce, quindi se avete mangiato le Nastrine in vita vostra, sappiate che provenivano da uno stabilimento con tetto in eternit e con moltissime probabilit&agrave;, il tetto vecchio del 1987, sta gi&agrave; facendo svolazzare le piccolissime scaglie di amianto.</p>
<p>Queste non sono mie inchieste, sono inchieste del giornalista <strong>Gianni Lannes</strong>, un giornalista con la schiena dritta che lavorava per La Stampa. Il suo lavoro &egrave; stato bloccato da mazzette e intimidazioni, quindi ha deciso di continuare aprendo un sito tutto suo, un sito libero dove pubblicare le sue inchieste: <a href="https://www.italiaterranostra.it/">https://www.italiaterranostra.it/</a></p>
<p><br>Mi sono occupata spesso di divulgare i contenuti del sito di Lannes, perch&eacute; provo una grande stima per il suo lavoro, perch&eacute; ci conosciamo un pochettino e perch&eacute; ci siamo sentiti spesso per motivi di &ldquo;divulgazione&rdquo;&hellip;<br>Negli ultimi tempi ho trovato il suo sito &ldquo;spento&rdquo;, pensavo che forse lo stavano spostando, o stavano facendo modifiche. Ho aspettato, forse troppo. Questa mattina mi sono decisa a prendere il telefono e a chiamarlo; una persona sotto scorta non pu&ograve; sparire per tutto questo tempo, e con amara sorpresa, ho saputo che <span style="text-decoration: underline; ">il sito &egrave; stato rimosso illegalmente</span>.</p>
<p>Qui sotto le parole di Gianni Lannes: <br><em>&ldquo;La Barilla dei noti fratelli delega il professor avvocato Vincenzo Mariconda con studio a Milano per il lavoro sporco. Invece di rimuovere l&rsquo;amianto fuorilegge (legge 257/1992) che imbottisce lo stabilimento di merendine e biscotti a San Nicola di Melfi in Lucania, tentano illegalmente di far cancellare il sito del giornale online ITALIA TERRA NOSTRA. Invece di denunciare alla magistratura per l&rsquo;eventuale reato di diffamazione a mezzo stampa, tutto da dimostrare o citarci in giudizio in sede civile per un risarcimento danni, chiedono ad Aruba di oscurarci. Questa &egrave; la democrazia di chi &egrave; socio degli Anda-Buhrle (dall&rsquo;anno 1979), noti soggetti trafficanti a livello internazionale di armi e ordigni. Se si tiene ad una voce libera &egrave; il momento di agire nel solco della legalit&agrave; per rivendicare concretamente il diritto alla libert&agrave; di espressione. Tra l&rsquo;altro sul caso sono state presentate diverse interrogazioni ancora senza risposta dal governo Berlusconi. BOICOTTIAMO LA BARILLA. SOS: pubblicate sul web e diffondete le inchieste di ITN sull&rsquo;amianto alla Barilla di San Nicola di Melfi.&rdquo;<br></em></p>
<p>Intanto quest&rsquo;articolo girer&agrave; il web in lungo e in largo, mi occuper&ograve; personalmente&nbsp; con tutte le mie forze di divulgarlo quanto pi&ugrave; riuscir&ograve; tramite amici, blogger, resistenti, Agende Rosse, siti e testate giornalistiche. Non &egrave; una minaccia, &egrave; un avviso. Consiglio alla Barilla di bonificare al pi&ugrave; presto perch&eacute; Gianni Lannes non &egrave; solo, e nemmeno io sono sola. La rete fa rete, e sulla Barilla c&rsquo;&egrave; ancora talmente tanto da dire che l&rsquo;unico modo per tappare le bocche &egrave; quello di mettersi in regola!</p>
<p>Buona colazione a tutti.</p>
<p>Helene Benedetti<br></p>
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	<dc:creator>monica</dc:creator>
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