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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41398/il-cittadino-genova-bertone-il-giudizio-finale-e-le-due-mucche-dello-zambia-parte-2</guid>
	<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 19:08:16 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41398/il-cittadino-genova-bertone-il-giudizio-finale-e-le-due-mucche-dello-zambia-parte-2</link>
	<title><![CDATA[Il Cittadino Genova Bertone: Il giudizio finale e le due mucche dello Zambia parte 2]]></title>
	<description><![CDATA[Cardinale Tarcisio Bertone: “Durante il giudizio finale spero di essere sostenuto nel rispondere alle impegnative domande del Signore, quando lui vorrà, da quanti ho potuto aiutare, e da quanti ancora adesso posso aiutare.”

Il Cardinale Bertone ha in mano una lunga lista che incomincia a leggere dicendo che non è del tutto esaustiva: “Ho distribuito aiuti agli studenti bisognosi provenienti da diverse parti del mondo; dell’Università salesiana, ma non solo per non preferire quell’università rispetto ad altre, in quanto io sono salesiano. Un padre dello Sri Lanka mi ha chiesto di aiutarlo per gli studi di medicina della figlia. Ho contribuito per gli studi di una religiosa della diocesi di Isiolo in Kenya. Il primo Vescovo di quella diocesi, Mons. Luigi Locati, morto assassinato, proveniva dal clero di Vercelli ed io ero stato a Isiolo per la sua ordinazione episcopale e per l’inaugurazione della Cattedrale. Un sacerdote congolese mi ha chiesto i soldi per recarsi in patria per le esequie del padre. Ad uno studente ugualmente congolese ho pagato il corso per diventare operatore sanitario. Un grosso contributo l’ho elargito all’Arcidiocesi di Genova per i gravi danni causati dall’alluvione, e alle famiglie della mia diocesi di origine di Ivrea colpite dalla crisi occupazionale. Lo stesso per famiglie di Roma e di altri luoghi delle quali venivo a sapere la difficile situazione economica. Una comunità di suore a Roma ha avuto l’Asilo alluvionato e mi sono fatto presente con un aiuto. Le Figlie della Carità di Roma da anni ricevono un sostegno per il loro “mini progetto bimbi con mamme sole”, l’Istituto di Medicina Solidale, servizio rivolto alle fasce sociali più disagiate della periferia romana di Tor Bella Monaca, ha avuto un certo contributo. 
Questo per parlare dei luoghi a noi più vicini in Italia. Ma la parte più abbondante è andata alle missioni disagiate nel mondo. Ho qui una lista di contributi dati, per esempio, per l’acquisto di due mucche e il loro trasporto fino alla missione di Kazembe nello Zambia, per assicurare il latte ai bambini; per l’acquisto di attrezzature per una scuola di bambine in situazioni a rischio tenuta dalla suore salesiane a Fortin Mercedes, in Argentina; per borse di studio per i bambini delle scuole delle Cappuccine della Madre del Divino Pastore in Nicaragua, Colombia, Guatemala e Spagna; per le famiglie di Cambray in Guatemala colpite dal disastro di una frana; per le diocesi cubane colpite dall’uragano; per la popolazione di Haiti, nel 2010; per il Centro ragazzi di strada di Addis Abeba; per un missionario salesiano che si occupa di profughi del Sudan; per la missione salesiana a El Obeid, sempre in Sudan. Scrive il missionario “Ho ricevuto quest’oggi la grossa sorpresa del suo straordinario dono ai nostri ragazzi del Darfur che quest’anno sono 418…”; per la costruzione di una chiesa a Sironj nel cuore dell’India, annessa ad una scuola frequentata da ragazzi e ragazze indu e musulmani oltre che dai pochi cristiani. Questa chiesa è stata inaugurata di recente; per la collocazione di un organo nella Cattedrale di Huancavelica in Perù; per il Seminario di Maceiò in Brasile. Appena mi è arrivato un assegno l’ho girato immediatamente al missionario che mi aveva chiesto aiuto per gli arredi destinati al Santuario della Consolata a Mukululu in Kenya. Così risponde: “Sappia quindi che la Via Crucis, l’immagine della Consolata e del nostro Fondatore Beato Allemano in ceramica e in più, i vasi sacri con gli oggetti che abbelliscono l’altare sono una silenziosa testimonianza di lei”; per l’ospedale di Tonj, Sud Sudan. I salesiani che l’hanno costruito mi scrivono: “L’entusiasmo è alle stelle, le difficoltà non mancano, ma siamo certi che con l’aiuto della Provvidenza e la preghiera tutto si supera e i poveri di Tonj avranno finalmente questo ospedale”; per la realizzazione di una Cappella nel Vicariato Apostolico di Pucallpa in Perù”. Ero andato io stesso in Perù ad ordinare Vescovo il loro pastore, il salesiano Monsignor Gaetano Galbusera”.

Qui Bertone si lascia andare ai ricordi: “In Perù ero stato anche per portare gli aiuti del Papa dopo il terribile terremoto del 2007. Cosa che ho fatto anche in Cile dopo il sisma del 2010. Ricordo che la prima impressione, veramente toccante, l’ho avuta scendendo con l’aereo e vedendo il ponte crollato, rimasto interrotto a causa del terremoto, per cui la difficoltà delle comunicazioni, le strade dissestate. Nella capitale le costruzioni antisismiche avevano tenuto, anche quelle dei salesiani, mentre a Concepción e dintorni i danni erano evidenti e molto gravi, soprattutto per la distruzione delle case, di parte degli impianti di fabbriche con il conseguente blocco della produzione. Mi sono poi recato in una zona duramente colpita, ancora piena di macerie come Talcahuano, dove abbiamo inaugurato una cappella in segno della volontà di ricostruzione. Lì c’è una popolazione molto povera e provata, che chiedeva l’aiuto della preghiera e manifestava il suo affetto al Papa. Ho inaugurato direi con orgoglio la cappella perché voleva un luogo di preghiera, un luogo di incontro come una delle prime realizzazioni, dopo le distruzioni del terremoto”.

Il Cardinale Tarcisio Bertone riprende in mano l’elenco. “Ho dato contributi per la costruzione della Canonica della Parrocchia di Pidvinogradiv in Ucraina; per la costruzione di un monastero delle suore Clarisse a Ambanja in Madagascar; per la promozione della catechesi e in aiuto al Seminario Maggiore del Vicariato Apostolico di Mendez in Ecuador; per i lavori di ristrutturazione della Chiesa di Prosti in Bielorussia. Inoltre ho provveduto a una donazione in favore della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cuba per riparare ai danni e alle distruzioni causati dall’uragano nel 2008”. Cuba è il paese visitato per ben cinque volte dal Cardinale Bertone.
E la lista continua: “ho contribuito per sostenere un progetto formativo per educatori alla sessualità, all’affettività, alla procreazione responsabile e alla regolazione naturale della fertilità, in Albania; per l’acquisto di alimenti per la “Città dei Giovani” a Buterere Bujumbura in Burundi; per la formazione umana e sociale della donna in ambiente altamente disagiato, denominato Progetto La Cal – Nicaragua; per le opere di evangelizzazione, sociali, educative, sanitarie e alimentari di una comunità di suore in Mozambico. Un contributo cospicuo è stato dato per l’ampliamento dell’ospedale italiano di Karak, nel deserto di Moab  in Giordania gestito dalle Suore Comboniane. L’ospedale è l’unica opera cristiana nel Sud del Paese e continua ad essere un punto di riferimento per i poveri e gli immigrati che non hanno alcune assistenza, con progetti per i rifugiati irakeni e i poveri giordani. Premetto che nel 2010 sono intervenuto presso un imprenditore italiano per far avere all’ospedale una TAC Siemens Emotion 6. Altri contributi sono stati destinati al Santuario “Menino Jesus” nella Diocesi di Coroatà in Brasile per alcune opere sociali (Radio diocesana, Asilo infantile, scuola di informatica); per la realizzazione di una casa per sacerdoti anziani non autosufficienti nei pressi di Roma; per l’acquisto di una Toyota Hilux per la missione di Mahavatse, Tulear in Madagascar; per la costruzione di un locale per incontro delle comunità di Taganrog e Avoz, di una diocesi vicino a Mosca. Senza tralasciare il contributo dato per i profughi del conflitto siriano”.

Durante il giudizio finale spero di essere sostenuto nel rispondere alle impegnative domande del Signore, quando lui vorrà, da quanti ho potuto aiutare, e da quanti ancora adesso posso aiutare. Spero anche di incontrare al giudizio finale quelli che mi hanno criticato e anche sbeffeggiato in pubblico con ironia, facendomi del male”. 

Fonte: Il Cittadino di Genova<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1PnXIky">https://bit.ly/1PnXIky</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41397/imprenditori-fate-nero-anzich-suicidarvi-e-vedere-nero</guid>
	<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 12:11:30 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41397/imprenditori-fate-nero-anzich-suicidarvi-e-vedere-nero</link>
	<title><![CDATA[Imprenditori: Fate NERO, anzichè suicidarvi e vedere NERO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ho perso il macabro conto degli imprenditori e degli operai che si sono tolti la vita per via dei problemi economici causati dalla crisi e dallo Stato italiano.</p>
<p>Pi&ugrave; facile, viceversa, il conteggio dei politici e dei burocrati che, per lo stesso motivo, si son suicidati: &egrave; pari a zero! Ieri mattina, soprattutto i giornali locali, riportavano la notizia del suicidio dell&rsquo;imprenditrice veneta, che gestiva col fratello una ditta di autotrasporti: s&rsquo;&egrave; impiccata nel suo granaio. Nei titoli i quotidiani riportavano quel che ha lasciato scritto su un foglietto la signora e, in risalto e virgolettato, han rilanciato queste sue parole: &ldquo;<strong>Vedo nero</strong>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://www.lindipendenzanuova.com/wp-content/uploads/2013/03/schio_suicidi.jpg" alt="fare nero, non suicidatevi" width="324" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Perch&eacute;, riporta il Gazzettino, &ldquo;pesante, pesantissimo era il pensiero della crisi economica nella sua mente&rdquo;. Ora, sembrer&agrave; paradossale dirlo, ma vorrei partire da quel &ldquo;<strong>Vedo nero</strong>&rdquo; per esortare gli imprenditori ad evadere le tasse piuttosto che suicidarsi! Anzich&eacute; &ldquo;<strong>Vedo nero</strong>&rdquo;, vorrei tanto dicessero &ldquo;<strong>Faccio nero</strong>&rdquo;, perch&eacute; devono sapere che vivere dell&rsquo;onesto frutto del proprio lavoro non &egrave; un reato. Non c&rsquo;&egrave; da vergognarsi a non pagare le tasse</p><p>URL del Link: <a href="https://www.miglioverde.eu/cari-imprenditori-non-suicidatevi-fate-nero-anziche-vedere-nero/">https://www.miglioverde.eu/cari-imprenditori-non-suicidatevi-fate-nero-anziche-vedere-nero/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41391/e-italiano-lalgoritmo-che-mette-al-sicuro-i-browser-finalmente-maggiore-sicurezza-sul-web</guid>
	<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 17:42:28 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41391/e-italiano-lalgoritmo-che-mette-al-sicuro-i-browser-finalmente-maggiore-sicurezza-sul-web</link>
	<title><![CDATA[E' Italiano l'algoritmo che mette al sicuro i browser, finalmente maggiore sicurezza sul WEB]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Un algoritmo inventato da un matematico italiano sar&agrave; installato nei computer, tablet e smartphone di tutto il mondo. Servir&agrave; a risolvere un &laquo;bug&raquo; emerso in JavaScript, nella creazione dei &laquo;<em>numeri pseudocausali</em>&raquo;, usati per gli acquisti online e i videogiochi.</p>
<p>Il nuovo algoritmo xorshift128+ &egrave; stato sviluppato dal matematico Sebastiano Vigna dell&rsquo;Universit&agrave; Statale di Milano ed &egrave; stato adottato dai principali browser, come Chrome, Firefox e Safari.</p>
<p><img src="https://www.geometri.cc/wp-content/uploads/2015/05/riforma-del-catasto-e-la-definizione-algoritmo-la-parola-agli-esperti-480x280.jpg" alt="nuovo algoritmo italiano render&agrave; pi&ugrave; sicuro il web" width="480" style="border: 0px;"><br>&nbsp;<br>La sua installazione sui dispositivi elettronici permetter&agrave; di risolvere un problema riscontrato in JavaScript, il linguaggio usato da tutte le pagine web per la creazione degli effetti dinamici alla base del cosiddetto web 2.0&acute;. Il difetto riguarda un&rsquo;importante funzionalit&agrave;, la generazione di numeri pseudocasuali, necessari ad esempio a identificare le transazioni negli acquisti online o per introdurre casualit&agrave; nei videogiochi (basti pensare all&rsquo;estrazione dei biglietti di una lotteria o alla distribuzione delle carte nel poker online). <br>&nbsp;<br>&laquo;Generare numeri in modo casuale &egrave; difficile e molto costoso&raquo;, spiega Vigna. &laquo;Per questo fin dagli anni Quaranta si sono messi a punto algoritmi che permettono di calcolare in maniera deterministica dei numeri, mimando la casualit&agrave; che si pu&ograve; ottenere solo con processi fisici (come il lancio di un dado), che per&ograve; sarebbero troppo costosi da riprodurre su larga scala per generare i milioni di bit casuali al secondo di cui si ha bisogno sul web&raquo;. <br>&nbsp;<br>Fino al mese scorso, le sequenze di numeri pseudocasuali fornite dai browser pi&ugrave; comuni (Chrome, Safari e Firefox) erano basate su un algoritmo che poteva creare seri problemi, emersi in maniera evidente &laquo;da quando JavaScript viene usato anche per la gestione dei server&raquo;, sottolinea Vigna. <br>&nbsp;<br>La falla pi&ugrave; grave &egrave; stata scoperta da una start-up che si occupa di scommesse online. &laquo;Usando JavaScript per gestire il sito, &egrave; emerso che l&rsquo;algoritmo estraeva numeri simili pi&ugrave; spesso di quanto ci si poteva attendere, rischiando di identificare due scommesse diverse con la stessa sequenza di numeri&raquo;. <br>Il problema &egrave; stato completamente risolto da Sebastiano Vigna con il nuovo algoritmo xorshift128+, il cui codice sar&agrave; installato ed eseguito sulla stragrande maggioranza dei terminali esistenti (cellulari, tablet e pc)</p><p>URL del Link: <a href="https://www.lastampa.it/2016/01/16/tecnologia/un-algoritmo-italiano-ripara-una-falla-dei-browser-acquisti-e-giochi-online-pi-sicuri-JtltIbykklRInDpvhZHD8I/pagina.html">https://www.lastampa.it/2016/01/16/tecnologia/un-algoritmo-italiano-ripara-una-falla-dei-browser-acquisti-e-giochi-online-pi-sicuri-JtltIbykklRInDpvhZHD8I/pagina.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41339/rai-pubblicit-esulta-per-don-matteo-e-prepara-sanremo-2016</guid>
	<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 17:14:04 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Rai Pubblicità esulta per Don Matteo e prepara Sanremo 2016]]></title>
	<description><![CDATA[La Rai inizia alla grande il 2016 con il grande successo di pubblico della fiction Don Matteo e si prepara a Sanremo 2016. Piscopo, AD di Rai Pubblicità, presenta un’offerta commerciale da 500 milioni di contatti e lunga un mese.

Il 2016 si apre all’insegna del successo per Rai Pubblicità. “Con una media di 9 milioni e 200mila spettatori per le prime due puntate di Don Matteo e uno share del 35,4% sul target individui”, annuncia con soddisfazione l’amministratore delegato della concessionaria, Fabrizio Piscopo, “è giunto il momento di presentare l’offerta commerciale dedicata a Sanremo 2016 che, secondo le stime, offrirà ai main sponsor 500 milioni di contatti”.

Al successo d’ascolto della fiction più longeva targata Rai - Don Matteo - in onda da giovedì 7 gennaio su Rai 1, “si aggiunge la sorpresa”, continua Piscopo, “degli ascolti record anche su altri segmenti di pubblico: i responsabili d’acquisto, con il 38% di share, e il donne value con il 41%”. 
Per le indagini di Don Matteo, arrivate alla decima serie televisiva, il successo di pubblico è stato crescente negli anni. “Il debutto di quest’anno, tuttavia”, prosegue l’Ad di Rai Pubblicità, “ha registrato un +10 % di ascolto medio percentuale rispetto all’esordio della scorsa edizione, complice anche la presenza di Belen Rodriguez”.

Un successo di ascolti per le reti Rai destinato a crescere in vista di uno degli eventi di palinsesto più caldi dell’anno: Sanremo 2016, in programma su Rai 1 dal 9 al 13 febbraio 2016. 
“Qui l’offerta commerciale realizzata ad hoc da Rai Pubblicità”, precisa Piscopo “offre agli investitori la possibilità di aderire a progetti di comunicazione multicanale che si stima potranno raggiungere, per i main sponsor, 500 milioni di contatti e garantire così il passaggio da sponsor dell’evento a sponsor del brand Sanremo 2016”. 
Gli ascolti attesi per quest’anno sono in linea con quelli dell’edizione passata: Sanremo 2015 ha infatti mediamente conquistato oltre 10 milioni di spettatori pari al 48,6% di share con un incremento del +9,3% sull’edizione 2014. Un evento capace di raccogliere davanti allo schermo un pubblico eterogeneo nel quale pesa significativamente anche la presenza di giovani tra i 15 e i 24 anni che compongono il 53% dello share. 

“Sul fronte televisivo”, spiega ancora l’Ad di Rai Pubblicità, “l’offerta si compone di spazi tabellari e iniziative speciali distribuiti su tutti i canali che seguiranno l’evento: oltre al presidio delle 5 serate del Festival e del Dopo Festival e alla sponsorizzazione di Domenica In Sanremo su Rai1 (e ribattute da Rai Premium), l’evento verrà promosso anche sulle altre reti Rai e nelle quasi 900 sale cinematografiche che compongono l’ampio circuito di Rai Pubblicità. 
Spazi tabellari e iniziative speciali (come la sponsorizzazione del notissimo truck di canale) saranno inoltre disponibili su Rai Radio 2 che seguirà live le serate attraverso uno spazio editoriale ad hoc e, nel corso del palinsesto della giornata, dedicherà all’aggiornamento sul Festival delle strisce all’interno di alcuni dei suoi programmi più di successo”. 

“Anche sul fronte digital, l’offerta è molto ricca”, continua Piscopo. “Gli investitori potranno infatti raggiungere il proprio target attraverso display e video sul sito creato ad hoc www.sanremo.rai.it e sui siti e le app dell’universo Rai (che trasmetteranno in streaming in Festival insieme a numerosi contenuti aggiuntivi); e attraverso push notification e interstitial sull’app Rai.tv. 
Inoltre saranno presidiati i principali social network (Facebook e Twitter) che, già lo scorso anno, hanno generato oltre 3 milioni di interazioni e hanno erogato oltre 10 milioni di video vale a dire il 100% in più rispetto a quelli erogati nel 2014. 
Con musica eccellente e forte riconoscibilità e unicità del brand, Sanremo è l’unico evento in grado di assicurare dei progetti di comunicazione della durata di un mese che, con numerosi formati e canali, emozionano e conquistano l’attenzione e il cuore degli italiani da ben 65 edizioni”.<p>URL del Link: <a href="https://www.marketinginformatico.it/social-media-press/piscopo-ad-rai-pubblicita-presenta-lofferta-per-sanremo-2016/">https://www.marketinginformatico.it/social-media-press/piscopo-ad-rai-pubblicita-presenta-lofferta-per-sanremo-2016/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Massimo Tegon</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41336/giorgio-fraccastoro-il-curriculum-del-fondatore-dello-studio-legale-fraccastoro</guid>
	<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 15:19:11 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41336/giorgio-fraccastoro-il-curriculum-del-fondatore-dello-studio-legale-fraccastoro</link>
	<title><![CDATA[Giorgio Fraccastoro, il Curriculum del fondatore dello Studio Legale Fraccastoro]]></title>
	<description><![CDATA[L’avvocato Giorgio Fraccastoro è specializzato nel contenzioso amministrativo e nella consulenza stragiudiziale nel settore delle concessioni e dei contratti pubblici. Matura una vasta esperienza in materia di diritto dell’energia, nonché sulle tematiche di diritto ambientale collegate principalmente al settore dei rifiuti. E presta sistematicamente consulenza su una serie di rilevanti tematiche nei settori regolamentati dai monopoli di Stato (principalmente giochi e tabacchi).<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/il-curriculum-dellavvocato-giorgio-fraccastoro-avvocato-cassazionista-e-fondatore-dello-studio-legale-fraccastoro/">https://www.dailyfocus.net/il-curriculum-dellavvocato-giorgio-fraccastoro-avvocato-cassazionista-e-fondatore-dello-studio-legale-fraccastoro/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41332/eseguire-android-su-pc-possibile-</guid>
	<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 16:04:27 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41332/eseguire-android-su-pc-possibile-</link>
	<title><![CDATA[Eseguire Android su PC è possibile !]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Eseguire Android su PC &egrave; gi&agrave; possibile da tempo. Allo scopo &egrave; possibile ricorrere ad un software per la virtualizzazione o ad un emulatore.<br>Bluestacks e Genymotion sono due strumenti che permettono di installare Android su PC, con l'opportunit&agrave; di eseguire anche le pi&ugrave; recenti versioni (vedere ad esempio Android su PC: come installare l'ultima versione e Installare Android su PC Windows con Genymotion).</p>
<p><img src="https://www.ilsoftware.it/public/shots/installare_android_su_pc___03.jpg" alt="android su Windows" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>L'obiettivo di Remix OS &egrave; quello di consentire l'installazione di Android su PC senza troppi passaggi e rendere il sistema operativo del robottino verde il pi&ugrave; "usabile" possibile con mouse e tastiera.</p>
<p>Per una volta, saltiamo subito alle conclusioni e diciamo che Jide, societ&agrave; responsabile dello sviluppo di Remix OS a partire dalla distribuzione ufficiale Android, ci &egrave; per il momento riuscita solo parzialmente.<br>Remix OS, infatti, non sembra ancora una soluzione stabile e convincente. D'altra parte - va detto - la versione attualmente pubblicata sul sito ufficiale non &egrave; definitiva e trattandosi di una alpha, &egrave; parecchio distante dal raggiungimento della veste finale.</p>
<p>Proprio per questo motivo, la pagina di supporto dedicata al progetto Remix OS &egrave; al momento letteralmente presa d'assalto.<br>S&igrave;, perch&eacute; Remix OS ha potuto godere - in questi giorni - di una enorme copertura mediatica (forse anche troppa&hellip;) e gli utenti che stanno provando ad installare il prodotto sono davvero tanti.<br>Cos'&egrave; Remix OS e come funziona</p>
<p>Remix OS altro non &egrave; che un "fork" di Android. L'approccio utilizzato &egrave; lo stesso adoperato in seno al progetto Android-x86, da tempo dedito al porting di Android su piattaforma x86. L'idea &egrave; cio&egrave; quella di rendere Android un sistema operativo sempre pi&ugrave; utilizzabile anche su PC cos&igrave; come nell'ambito delle varie soluzioni per la virtualizzazione oggi disponibili.</p>
<p>Non per niente Remix OS &egrave; stato realizzato proprio in collaborazione con Android-x86, com'&egrave; immediatamente possibile evincere consultando la home page del progetto.</p>
<p>Iniziamo col dire, per&ograve;, che Remix OS non pu&ograve; essere ancora installato su hard disk o unit&agrave; SSD, almeno non in via ufficiale.</p>
<p>Il sistema pu&ograve; essere invece eseguito in modalit&agrave; "live" ("guest") da una chiavetta USB capiente almeno 8 GB oppure installato permanentemente su tale supporto (modalit&agrave; "resident"). Questa seconda procedura, peraltro, &egrave; suscettibile di non poche migliorie.</p>
<p>Installare Android su PC con Remix OS</p>
<p>Per il resto, una volta avviato con successo, Remix OS appare simile all'installazione di Android tipica di un tablet con alcune ottimizzazioni, per&ograve;, spiccatamente orientati all'utilizzo su sistemi desktop e notebook.<br>C'&egrave; una barra delle applicazioni simile a quella a cui sono abituati gli utenti di Windows e, nella parte laterale dello schermo, l'area delle notifiche - contenente una serie di informazioni aggiuntive - &egrave; molto simile a quella adottata da Windows 10.</p>
<p>il resto nel link dell'articolo in alto</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Installare-Android-su-PC-con-Remix-OS_13243">https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Installare-Android-su-PC-con-Remix-OS_13243</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41305/cardinale-bertone-il-giudizio-finale-e-le-due-mucche-dello-zambia-parte-1</guid>
	<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 18:54:45 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41305/cardinale-bertone-il-giudizio-finale-e-le-due-mucche-dello-zambia-parte-1</link>
	<title><![CDATA[Cardinale Bertone: “IL GIUDIZIO FINALE E LE DUE MUCCHE DELLO ZAMBIA” parte 1]]></title>
	<description><![CDATA[Cardinale Tarcisio Bertone: “Tante opere di beneficenza: non lo dico per “farmi bello” ma per sostenere la fede dei fedeli semplici che possono essere sconcertati dalle notizie che leggono su di me”

“Come fa un Cardinale ad avere così tanti soldi?” E’ la domanda che tanti si sono fatti leggendo sui giornali che ha pagato di tasca sua più di 300.000 euro per la ristrutturazione del “suo” appartamento. Risponde in maniera pacata Bertone: “Prima di tutto non è vero che quello ristrutturato sia il “mio” appartamento. E’ un appartamento che mi è stato assegnato da Papa Francesco e che è di proprietà del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Quindi tutti i lavori di riqualificazione edilizia dell’immobile rimarranno alla Santa Sede. Quanto alla mia disponibilità finanziaria, ricevo regolarmente uno stipendio e nel corso di questi anni ho ricevuto anche delle offerte personali da parte di benefattori. Devo dire che la mia vita privata, soprattutto ora, non è affatto ricca e dispendiosa come certi articoli di stampa continuano ad insinuare. Ricevo nel mio studio le persone e gli amici che desiderano vedermi e non ho l’abitudine, salvo per qualche circostanza speciale, di invitare a pranzi o a cene, per via di una sobrietà nel cibo alla quale sono abituato. Ricevo in dono a volte dei prodotti alimentari e le suore che sono con me provvedono a distribuire secondo il loro spirito francescano. Negli anni del mio ministero, soprattutto nell’ultimo periodo come Segretario di Stato, non ho dovuto sostenere molte spese dato che i miei impegni di carattere istituzionale erano spesati e la provvidenza che mi veniva data da tante buone persone è sempre stata abbondante. Anche dal punto di vista abitativo in Vaticano non ho l’onere dell’affitto, come è per tutti quelli ai quali è stato dato in uso un appartamento: cardinali, vescovi e anche dei laici. Per questo ho potuto risparmiare e avere la disponibilità economica per alcune necessità ovvie. Fra queste si è presentata anche quella di dover ristrutturare un appartamento, che era in pessime condizioni, per poterlo abitare. Ho deciso allora di addossarmi quell’onere pur sapendo che sarebbe stato di notevole entità. Se avessi trovato qualche aiuto esterno bene, altrimenti sarebbe stata l’occasione per fare un gesto verso la Santa Sede, pagando di tasca mia; i lavori non sarebbero stati solo a mio vantaggio, per il tempo in cui avrei abitato in quella casa, ma l’appartamento opportunamente sistemato sarebbe rimasto al Governatorato per essere poi usato da altri. A volte i Cardinali lasciano come testamento alcuni loro beni alla Santa Sede e per me sarebbe stata l’occasione di fare un’elargizione liberale in quel modo”.

Il Cardinale Bertone prosegue: “So bene che tante famiglie fanno fatica a tirare avanti e devono accendere dei mutui gravosi per assicurarsi la casa. Come Vescovo di Vercelli e di Genova sono venuto a conoscenza di tanti casi di indigenza, e come Segretario di Stato in Vaticano, ho ricevuto tante lettere di persone che mi chiedevano aiuto, soprattutto per trovare lavoro. Cosa difficilissima. Ho fatto del mio meglio distribuendo aiuti a chi me lo chiedeva, anche se non sempre sono riuscito ad accontentare tutti. Però devo confessare – anche se ritengo giusto il detto evangelico “non sappia la sinistra quello che fa la destra” – che ho aperto un conto in banca denominato “per beneficenza” alimentandolo con una parte dei miei risparmi e non solo. Lo dico per fare onore a quelli che hanno contribuito a tessere una rete di aiuti in favore di tante persone. Non lo dico per “farmi bello” ma per sostenere la fede dei fedeli semplici che possono essere sconcertati dalle notizie che leggono su di me.

Nel corso del mio mandato come Segretario di Stato, oltre ai viaggi ed agli impegni istituzionali, ho svolto una intensa azione pastorale, visitando varie diocesi e parrocchie, istituti salesiani, comunità religiose, predicando esercizi spirituali, ecc. Ho anche celebrato messe presso delle fabbriche, ho partecipato a convegni di carattere civile. Insomma non mi sono mai tirato indietro facendo il massimo di quanto ho potuto, non lesinando in fatiche per il mio ministero sacerdotale. Ovunque accettavo l’offerta che erano disposti a darmi, spesso con questa intenzione ‘per la sua carità’. Anche persone benestanti mi dicevano di voler contribuire per qualche opera buona. E tutto questo andava a finire nel conto “per beneficenza”. Questa è stata forse la soddisfazione più bella del mio ministero: distribuire il frutto del mio servizio pastorale”. Poi aggiunge: “Ho ben presente e non mi lascia in pace il brano del Vangelo che parla dell’esame finale al quale saremo sottoposti presentandoci davanti al Creatore: ‘avevo fame… avevo sete… ero nudo, forestiero, ecc… “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere ti abbiamo assistito? Egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (…)

Fonte: Il Cittadino di Genova<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cardinale-bertone-il-cittadino-del-27-dicembre-2015-il-giudizio-finale-e-le-due-mucche-dello-zambia-parte-1/">https://www.dailyfocus.net/cardinale-bertone-il-cittadino-del-27-dicembre-2015-il-giudizio-finale-e-le-due-mucche-dello-zambia-parte-1/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 10:58:51 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Il genocidio dei popoli europei]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;">Evidentemente la stercoraria fanghiglia di barbarie allogena con la quale da anni il sistema criminale sta insudiciando queste nostre meravigliose citt&aacute; sontuose di preclara, &ldquo;antica bellezza&rdquo; (D&rsquo;Annunzio) e sbocciate non dal nulla ma dal seme fecondo di eccelsa genialit&aacute; delle nostre encomiabili stirpi (e che pertanto dovrebbero accogliere ben altri &ldquo;ospiti&rdquo; che non questo indegno &ldquo;primitivume&rdquo; con il quale ormai siamo condannati a convivere) deve aver cominciato a spruzzare di laidume anche quei paesaggi di caramellosa iridescenza e diabetico ottimismo buonista nel quale vivono in allucinatoria e quasi lisergica beatitudine i paladini dell&rsquo;infezione immigratoria se<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline;">addirittura sull&rsquo;Huffington Post, ovvero un giornale non proprio nemico di quest&rsquo;immondizia di arrivi &eacute; sbocciato lo spiraglio di un editoriale che finalmente accenna a rompere dall&rsquo;interno l&rsquo;opprimente cappa dispotica dell&rsquo;assolutismo immigrazionista.</strong></p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;">Ancora scossa infatti dalla selvaggia bestialit&aacute; degli intrusi &ldquo;migranti&rdquo; che ha contaminato l&rsquo;uscita da un anno deplorevole nel quale lo sventurato popolo tedesco &eacute; stato, bisogna riconoscerlo, la principale vittima della criminale politica di rimpiazzo etnico perpetrata dalle spregevoli consorterie che funestamente ci governano, Lucia Annunziata ha convocato gli Stati Generali delle donne europee per ragionare sulle funeste conseguenze dell&rsquo;aver aperto la porta a &ldquo;popolumi&rdquo; che, per quanto mi riguarda, sarebbe stato meglio lasciare il pi&uacute; possibile lontani dai prosperi verzieri delle nostre nazioni&hellip;<span>&nbsp;</span><em style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline;">&ldquo;<span style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #333399;">noi donne europee, abbiamo bisogno di cominciare una discussione vera su quello che l&rsquo;immigrazione sta portando nei nostri paesi; sul disagio, e sulle vere e proprie minacce alla nostra incolumit&agrave; fisica che avvertiamo nelle strade, sui bus, nei quartieri delle nostre citt&agrave;</span></em>.&rdquo;.</p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;"><a rel="nofollow" href="https://www.imolaoggi.it/wp-content/uploads/2013/10/annunziata.jpg"><img src="https://www.imolaoggi.it/wp-content/uploads/2013/10/annunziata-150x150.jpg" alt="annunziata" width="150" height="150" style="margin: 5px 10px 0px 0px; padding: 2px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; float: left; border: 0px;"></a>Per&oacute; signora Annunziata, nonostante non possa che congratularmi per il coraggio che ha dimostrato nello scrivere un simile articolo pur sapendo sicuramente che viviamo sotto il giogo di un &ldquo;regime umanitario&rdquo; che non perdona certe passeggiate del pensiero fuori dai solchi dell&rsquo;ortodossia gi&aacute; tracciati dall&rsquo;aratro della tirannia, desidero soffermarmi sull&rsquo;inopportunit&aacute; di un titolo in &ldquo;ita&ntilde;ol&rdquo; ovvero di uno sgorbio mezzo italiano e mezzo spagnolo, non solo perch&eacute; &ldquo;non passeranno&rdquo; anche se ormai siamo piagati da un&rsquo;epidemia di idiozia che spinge gli italiani a imbastardire sempre di pi&uacute; la nostra pregiata lingua con degli inutili stranierismi non &eacute; sicuramente peggio di quel &ldquo;no pasaran&rdquo; che detto tra noi, quando indica un&rsquo;azione futura come in questo caso si deve scrivere con l&rsquo;accento perch&eacute; altrimenti assume il significato di un altro tempo e modo verbale (un errore veniale certo, ma facilmente evitabile gettando nella spazzatura quel vezzo balzano di usare le lingue altrui al posto della nostra che inoltre &eacute; bellissima come dimostra, rimanendo sempre nell&rsquo;ambito spagnolo, questa dichiarazione colma di ammirazione di Pedro Felipe Monlau &ldquo;Todos los pueblos de la tierra oyen con gusto el italiano&rdquo;&hellip; &ldquo;Tutti i popoli della terra ascoltano con piacere l&rsquo;italiano&rdquo;&hellip; meno il nostro a quanto sembra!) ma anche perch&eacute; &ldquo;non passeranno&rdquo; avrebbe evocato nei nostri cuori di<span>&nbsp;</span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline;">&ldquo;ancora&rdquo; italiani il ricordo glorioso del Piave ed ispirato quindi un nobile afflato di eroica gagliardia sommamente patriottica!</strong></p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;"><span style="color: #000000; font-size: 16px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start; float: none; background-color: #ffffff;">noltre, nonostante l&rsquo;invidiabile ottimismo espresso da quel &ldquo;non passeranno&rdquo;, purtroppo nel mondo reale &eacute; da tempo invece che<span>&nbsp;</span></span><strong style="margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; text-align: start;">passano e ripassano sui corpi delle donne europee costrette a vivere sempre di pi&uacute; in una societ&aacute; ridotta a una giungla di barbari&hellip;</strong></p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; border: 0px; font-size: 16px; vertical-align: baseline; color: #000000; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: start;">Il resto nel link dell'articolo (in alto)</p><p>URL del Link: <a href="https://www.imolaoggi.it/2016/01/10/il-genocidio-dei-popoli-europei-unica-vera-ragione-dello-stupro-quotidiano/">https://www.imolaoggi.it/2016/01/10/il-genocidio-dei-popoli-europei-unica-vera-ragione-dello-stupro-quotidiano/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 08:54:10 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41294/accertamenti-fiscali-a-raffica-anche-sui-lavoratori-dipendenti</link>
	<title><![CDATA[Accertamenti fiscali a raffica anche sui lavoratori dipendenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Accertamenti fiscali a tutto spiano, ed ora non solo per professionisti e imprenditori, ma anche per <strong>lavoratori dipendenti</strong>, nonostante la comune convinzione secondo cui la capacit&agrave; di evadere di tali soggetti sia ridotta: a confermare la legittimit&agrave;, da parte dell&rsquo;Agenzia delle Entrate, di una indiscriminata selezione dei soggetti da verificare &egrave; una <strong>recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma</strong></p>
<p><img src="https://info.tuttovisure.it/wp-content/uploads/2015/04/Agenzia-entrate-database-online-falsi-dirigenti.png" alt="agenzia delle entrate, accertamenti" width="550" style="border: 0px;"><br><br>I giudici tributari hanno sdoganato l&rsquo;accertamento cosiddetto &ldquo;sintetico&rdquo; sulla base della verifica del tenore di vita e degli acquisti sostenuti dal contribuente. Se, infatti, la <strong>capacit&agrave; di spesa del lavoratore subordinato &egrave; superiore rispetto al reddito</strong> da dipendente che percepisce (e dichiara) mensilmente, il fisco pu&ograve; legittimamente notificare l&rsquo;avviso di accertamento e rettificare le imposte dovute dal contribuente.<br><br>Dunque, la condizione di lavoratore dipendente non mette al riparo da eventuali controlli fiscali, n&eacute; esclude la legittimit&agrave; dell&rsquo;accertamento nel caso in cui il contribuente disponga di entrate extra, utili a finanziare investimenti dai quali scaturiscono incrementi patrimoniali. Legittimi, dunque, gli accertamenti in banca e quelli con il redditometro.</p>
<p>Come riporta laleggepertutti.it, a sollevare il caso &egrave; stata una lavoratrice, destinataria dell&rsquo;avviso di accertamento, era risultata <strong>proprietaria di diversi immobili</strong>, oltre a disporre di un&rsquo;abitazione principale, di un&rsquo;auto e di avvalersi di una collaboratrice domestica. La stessa, in giudizio, aveva offerto prove generiche, senza dimostrare quali somme di quelle presenti nei conti correnti e nei libretti postali cointestati fossero state impiegate per mantenere il proprio tenore di vita e, soprattutto, per finanziare gli investimenti.</p>
<p><strong>Da qui &egrave; scattato l'accertamento</strong></p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/raffica-accertamenti-fiscali-sui-lavoratori-dipendenti-1211576.html">https://www.ilgiornale.it/news/economia/raffica-accertamenti-fiscali-sui-lavoratori-dipendenti-1211576.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41286/terroristi-dellisis-mangiati-da-cani</guid>
	<pubDate>Wed, 06 Jan 2016 20:30:56 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41286/terroristi-dellisis-mangiati-da-cani</link>
	<title><![CDATA[Terroristi dell'Isis mangiati da CANI]]></title>
	<description><![CDATA[<p>IL video (shock) mostra come i cani mangino i cadaveri dei terroristi dell'Isis dopo la riconquista di Ramadi da parte delle forze governative</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/large/public/foto/2016/01/06/1452081515-schermata-2016-01-06-12.57.00.jpg" alt="cani mangiano i copri dei terroristi dell'isis" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>da una testimonianza della CNN</p>
<p>"Siamo stati senza cibo per due mesi, senz'acqua negli ultimi dieci giorni. E siamo rimasti sconvolti - ha continuato la donna - quando abbiamo lasciato le nostre case e ci siamo spinti fuori dalla citt&agrave;, abbiamo visto solo strade e case distrutte. Non riuscivamo a riconoscerla. Sembrava un'altra". "Loro (l'Is, ndr.) - ha spiegato fra le lacrime un altro rifugiato - non sono musulmani, sono bestie. Ringraziamo le nostre forze di sicurezza, dai soldati ai generali. Ci hanno salvato".</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/video/mondo/cani-mangiano-testa-dei-terroristi-dellisis-1210547.html">https://www.ilgiornale.it/video/mondo/cani-mangiano-testa-dei-terroristi-dellisis-1210547.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>

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