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	<title><![CDATA[IoChatto: Tutti i Link]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Wed, 13 May 2015 07:42:14 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Fini escluso dal partito per INDEGNITA' MORALE]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Gianfranco Fini, fondatore di Alleanza Nazionale, ex segretario del Movimento sociale italiano, ha chiesto la semplice iscrizione alla Fondazione che amministra il patrimonio del suo ex partito.</span></p>
<p><span><img src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/Fini-Gianfranco.jpg" alt="Fini escluso dal partito" width="252" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span><br></span></p>
<p>Richiesta respinta. La maggioranza degli iscritti lo accusa di &laquo;indegnit&agrave; morale&raquo;. Lui ha cercato il consenso dei suoi &laquo;ex ragazzi&raquo; Italo Bocchino e Gianni Alemanno. Anche il suo ex capo ufficio stampa Francesco Storace si &egrave; detto d'accordo, ma la stragrande maggioranza dei soci ha detto no: &laquo;Ti sei gi&agrave; scordato dell'appartamento di Montecarlo?&raquo;.</p>
<p>Il Giornale &egrave; venuto a conoscenza di questa ultima disavventura dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini. L'agognata iscrizione doveva coronare una frenetica attivit&agrave; presenzialista, avviata negli ultimi tempi negli studi televisivi de L'aria che tira , Agor&agrave; , Omnibus . Una storia, quella di cui sopra, che fa venire i brividi. &laquo;&Egrave; come se a D'Alema non venisse data la tessera del Pd&raquo; scherza qualcuno. A volte, per&ograve;, basta un episodio, un errore, la perdita di lucidit&agrave;, e la carriera &egrave; segnata.</p>
<p>Lo strappo del 2010, quando ha abbandonato la casa del Popolo della Libert&agrave;, e poi la deriva centrista abbracciando al contempo Pierferdinando Casini e Mario Monti. In sintesi, errori su errori che culminano con la non rielezione alle politiche del 2013: il suo Fli, di cui lui &egrave; capolista, frana allo 0,47%. Lui resta fuori dal Parlamento, il partito pure. Dai vertici di Montecitorio ai giardinetti, insomma. L'ultimo incarico, presidente di Fli, lo lascia a maggio 2013.</p>
<p>Per settimane, mesi, il viso dell'ex ministro degli Esteri &egrave; scomparso dai radar. Nessuna intervista, nessun pamphlet alle stampe, quasi a voler mostrarsi distaccato da quella passionaccia che &egrave; la politica. Poi, piano piano, in punta piedi, &egrave; riapparso, abbronzato e con al seguito la compagna Elisabetta. &laquo;Vai a sapere che star&agrave; preparando?&raquo;, sussurravano in Transatlantico. Chiss&agrave;. Di certo, dall'inizio del 2015 c'&egrave; stato il cambio di passo. Per un attimo si ferma con Passera, ma poi vira a destra. In una intervista a Repubblica arriva ad evocare &laquo;un centrodestra con le idee&raquo; anche se &laquo;ma prima di tutto bisogna fare chiarezza sui contenuti&raquo;. Guarda al modello Alleanza nazionale, d'altronde, &laquo;An segn&ograve; uno dei primi movimenti post-ideologici&raquo;. Come a dire, un ritorno al passato perch&eacute; c'avevo visto lungo nel 1993. Nostalgico. Ed ecco il colpo di scena. Fini prova a ritornare l&igrave; da dove ha iniziato. Per prima cosa si avvicina nuovamente ai suoi vecchi &laquo;ragazzi&raquo;, Italo Bocchino e Gianni Alemanno. Fra cene, vecchi ricordi, e discussione sul futuro della destra, Fini si decide e chiede di entrare, come semplice iscritto, nella Fondazione An. Una fondazione che non ha solo il compito di conservare i valori della destra, ma che gestisce un vero patrimonio di 203 milioni di euro. Case e uffici per altrettante sedi di partito sparse in tutta Italia. Sembrava fatta ma quando gli iscritti sono stati chiamati a pronunciarsi sull'ingresso di Fini, ecco le prime divergenze. &laquo;&Egrave; un traditore&raquo;, &laquo;ha tradito Berlusconi&raquo;, &laquo;ha gestito il partito come un affare di famiglia, ricordate la casa di Montecarlo?&raquo;, &laquo;si &egrave; legato ai professori Monti e Fornero, quelli che hanno tagliato le pensioni&raquo;. E dopo di giorni di discussioni &egrave; arrivata la sentenza: &laquo;Indegnit&agrave; morale&raquo;. Sconsolato, Fini ha accettato il verdetto in silenzio, senza polemizzare, in un estremo tentativo di recuperare la dignit&agrave; di figlioccio di Giorgio Almirante. Ormai un uomo senza patria e senza seggio, a Fini non rimane che seguire la scena politica dal suo studio di ex presidente della Camera. Era il leader della destra, adesso anche la destra non lo vuole pi&ugrave;.</p>
<p><span><br></span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/che-fate-mi-rifiutate-niente-tessera-fini-indegnit-morale-1126782.html">https://www.ilgiornale.it/news/politica/che-fate-mi-rifiutate-niente-tessera-fini-indegnit-morale-1126782.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 11 May 2015 11:15:20 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36514/cesare-fera-a-regime-impianto-csp-in-provincia-di-oristano</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera a regime impianto CSP in provincia di Oristano]]></title>
	<description><![CDATA[Energie Rinnovabili. È entrato in funzione ed è ora a regime l’impianto solare termico a concentrazione con specchi Fresnel installato in provincia di Oristano per il caseificio Nuova Sarda Industria Casearia. L’impianto utilizza il collettore termico LUCETH e accede agli incentivi del Conto Energia Termico. Genera vapore ad alta pressione e temperatura per il processo produttivo del caseificio. Cesare Fera: “Un caseificio eccellente, una filiera completa che parte dall’allevamento e che punta alla sostenibilità per garantire la qualità dei suoi prodotti. Con LUCETH, meno inquinamento atmosferico e riduzione dei costi energetici”.

San Nicolò D’Arcidano, Oristano. Nuova Sarda Industria Casearia sceglie il sole e l’innovativa tecnologia CSP-F per produrre i suoi formaggi nel rispetto dell’antica tradizione pastorizia. Dall’allevamento delle pecore al prodotto finito, una filiera di qualità impostata sul controllo dell’impronta ecologica. Così, per soddisfare il fabbisogno di calore della trasformazione industriale, Nuova Sarda Industria Casearia ha installato un sistema integrato che utilizza l’energia pulita del sole. 

L’impianto è stato progettato e installato da CSP-F Spa, società del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative. Utilizza il collettore solare termico a concentrazione LUCETH, basato sulla riflessione dei raggi solari tramite specchi piani Fresnel.  I raggi solari vengono diretti su un tubo ricevitore che si surriscalda e al cui interno scorre un fluido – acqua, nel caso dell’impianto del caseificio – che si trasforma in vapore ad alta temperatura e pressione. 

Il vapore integra la fonte energetica tradizionale nella fornitura di calore del caseificio, riducendo il fabbisogno di gasolio – spiega Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, società che dal 2001 opera nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). - Risparmio in bolletta, meno inquinamento, ridotto impatto ambientale: la migliore strategia energetica per una produzione industriale sostenibile e di qualità. 

Per dimensioni (1.000 m2) e applicazione (integrazione del calore di processo), l’impianto accede agli incentivi del Conto Energia Termico. Ogni anno, erogherà 600 MWh termici ed eviterà l’emissione in atmosfera di 180 tonnellate di CO2, con un risparmio, per il caseificio, di oltre 50.000 litri di gasolio. 

Questa di San Nicolò D’Arcidano è la prima applicazione solare termica a concentrazione Fresnel per il settore agroalimentare – aggiunge Cesare Fera. – La Sardegna si aggiudica un primato italiano grazie all’iniziativa privata di Nuova Sarda Industria Casearia. 

CSP-F, la società del Gruppo FERA che ha progettato e realizzato l’impianto, sviluppa e commercializza i collettori solari con tecnologia Fresnel per la generazione di energia termica (LUCETH ) ed elettrica (LUCEFP). Leader in Italia per le applicazioni calore di processo e solar cooling, CSP-F ha inaugurato nel 2014 il primo impianto solare termico a concentrazione Fresnel per il raffrescamento. Si trova a Gorla Maggiore, in provincia di Varese, ed è stato montato sul tetto di un edificio pubblico. Il solar cooling di Gorla Maggiore è stato il primo solar cooling Fresnel in Italia ad ottenere gli incentivi del GSE. 

FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1H6povy">https://bit.ly/1H6povy</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36494/canile-girasole-porpetto-30-razze-a-disposizione-per-scegliere-il-nuovo-amico-a-quattro-zampe</guid>
	<pubDate>Fri, 08 May 2015 16:16:38 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36494/canile-girasole-porpetto-30-razze-a-disposizione-per-scegliere-il-nuovo-amico-a-quattro-zampe</link>
	<title><![CDATA[Canile Girasole Porpetto: 30 razze a disposizione per scegliere il nuovo amico a quattro zampe]]></title>
	<description><![CDATA[Porpetto, l’allevamento Il Girasole, attivo dal 1972, è un’azienda agricola che si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati. Chiunque cerchi un amico a quattro zampe può trovare qui ciò che desidera, sono presenti circa 30 razze differenti. Qui è possibile acquistare anche il particolare Griffoncino, specie presente in appena 100 esemplari in Italia. Professionalità, competenza e, soprattutto, una grande attenzione per il benessere degli animali, sono alcune delle principali caratteristiche dell’allevamento di cani Il Girasole.

Professionalità, competenza e, soprattutto, una grande attenzione per il benessere degli animali. Sono alcune delle principali caratteristiche dell’allevamento di cani Il Girasole, attivo da oltre quarant’anni a Porpetto, in provincia di Udine.

L’azienda agricola si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati, e chiunque cerchi un amico a quattro zampe può trovare qui ciò che desidera. Il Girasole, in particolare, è specializzato nei cani da compagnia, a partire dai “classici” Maltese o Chihuaua. Nell’allevamento friulano, poi, è possibile reperire anche una razza poco diffusa in Italia: si tratta del Griffoncino, animale di origine belga, presente su scala nazionale in circa 100 esemplari, una quindicina dei quali proprio a Porpetto. Insomma, chi vuole trovare un fedele compagno per la vita di ogni giorno “fuori dai soliti schemi”, al Girasole lo può fare. Adottare il cucciolo dei propri sogni, qui, è davvero facile: sono presenti circa 30 razze differenti, portare a casa un nuovo amico a quattro zampe secondo i propri desideri diventa quasi… automatico.

L’allevamento Il Girasole è attivo dal 1972, quando Costante Di Pascoli e la moglie Oriana decisero di avviare l’attività nel pieno centro di Porpetto. Riconosciuto Enci dall’anno successivo, l’allevamento si è spostato nel 1980 nell’attuale sede, situata in località Fontanis. Oggi, l’azienda agricola è retta dai figli di Costante e Oriana, Massimiliano e Alberto, si sviluppa su 60.000 metri quadrati e ci sono circa 700 riproduttori. Oltre al quartier generale principale, Il Girasole conta anche su alcuni punti vendita, localizzati a Sacile (Pordenone), Trieste e, dal 2013, anche a Magenta, in provincia di Milano.

L’allevamento, per sua consolidata filosofia, punta molto sul benessere degli animali presenti. I cani sono ospitati in appositi giardini da 100 quadrati, puliti con regolarità per il massimo comfort, mentre il 30 per cento dello spazio è coperto, una efficace misura contro le intemperie. Grande attenzione, poi, viene riservata anche all’alimentazione: l’azienda sceglie soltanto mangimi di qualità, prodotti in Italia, e garantisce ai suoi cani acqua di risorgiva a 14 gradi. Al Girasole, l’amore per i cani è sempre in prima linea.

FONTE: Il Girasole<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1KJsQKY">https://bit.ly/1KJsQKY</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 08 May 2015 14:11:49 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36493/anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3</link>
	<title><![CDATA[Anna Cinzia Bonfrisco: “Fiducia al sistema bancario, oltre Basilea 3”]]></title>
	<description><![CDATA[l quantitative easing recentemente varato dalla Bce costituisce una svolta importante nella politica economica continentale. La trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti: dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati; dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e di consolidare il mercato degli strumenti finanziari; dal ridare fiducia al sistema bancario, che riveste un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Su Formiche l’articolo di Anna Cinzia Bonfrisco, Senatrice e presidente della commissione bicamerale per la Vigilanza su Cassa depositi e prestiti pubblicato. 

Da poco più di un mese, la Banca centrale europea ha dato il via al piano di acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi membri dell’euro per oltre mille miliardi di euro, almeno fino a settembre dell’anno prossimo; di questi, circa 130 sono previsti per l’Italia.

Così, l’Europa ha dato corpo agli auspici di ambienti politici ed economici di molti Paesi, convinti che solo con le maniere forti sia possibile affrontare la crisi che dal 2007 – a più riprese e con multiformi motivazioni, le più recenti delle quali di ordine geopolitico – ha costretto il continente a una persistente situazione di recessione. Soltanto evocato qualche tempo fa da Mario Draghi – cauto quanto efficace presidente dell’istituto di Francoforte – il quantitative easing recentemente varato dalla Bce (e mal sopportato dalla Germania) costituisce una svolta importante nella politica economica continentale, in una congiuntura sostanzialmente deflattiva come l’attuale.

Permette, infatti, di migliorare la competitività delle imprese e ridurre il rendimento dei titoli pubblici senza generare ulteriori deficit, un vantaggio importante per i Paesi indebitati come il nostro. Ma, specialmente, consente a banche e altri intermediari finanziari di disporre di maggiori risorse da destinare a famiglie e, soprattutto, a imprese, sotto forma di crediti e investimenti, questi ultimi scesi lo scorso anno a circa il 15% rispetto al 2007 nell’Ue e addirittura al 25% in Italia. A patto, però, che quest’ultima misura di politica monetaria espansionistica, adottata dalla Bce già dalla fine del 2007, non abbia le stesse conseguenze di altre misure aventi la stessa finalità, come ad esempio le operazioni di rifinanziamento a lungo termine delle banche (Targeted long term refinancing operations – Tltro) varate lo scorso anno, che hanno finito per alimentare il progressivo e drastico ridimensionamento della funzione di intermediazione creditizia cui assistiamo.

Un fenomeno che, purtroppo, in Italia continua a essere più rilevante che altrove, date soprattutto alcune peculiarità, come la struttura del nostro sistema produttivo, composta sostanzialmente da Piccole e medie imprese (Pmi) endemicamente sottocapitalizzate e indotte all’indebitamento bancario; oppure, il peggioramento del merito del credito della clientela e il correlato aumento delle non performing exposures, amplificata da una congiuntura sfavorevole. Rimanendo all’Italia, la trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti. Innanzitutto dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati finora, però, risultate marginali, lievi e inadeguate.

In secondo luogo, dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e, più in generale, di consolidare il mercato degli strumenti finanziari, con un ruolo ancora insufficiente nel reperimento di risorse alternative al credito bancario, specialmente economia alle imprese. In terzo luogo, è necessario ridare fiducia al sistema bancario, che riveste comunque un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Il tentativo di risolvere tale questione per via regolamentare, non sembra risolto dal set di regole adottato a più riprese, il cosiddetto Basilea III.

Quelle regole che nel 2008 hanno cercato di rafforzare la capacità del sistema bancario di assorbire shock causati da tensioni non soltanto finanziarie, così da minimizzare il rischio di contagio all’economia reale che, invece, si è concretizzato; che nel 2009 hanno tentato di uniformare il funzionamento del settore e che nel 2011 hanno mirato a creare regole per gestire in maniera coordinata le crisi, comportando un significativo rafforzamento patrimoniale, migliorando la redditività del sistema e accrescendone la stabilità. Il tutto, come ricordava in una recente audizione il presidente della Consob, “a costo di una contrazione dei prestiti al settore produttivo, che ha amplificato l’intensità della crisi”. Un’eventualità tutt’altro che remota anche in relazione a nuove misure decise alla fine dello scorso anno dal Financial stability board per fronteggiare il pericoloso fenomeno del to big to fail (troppo grande per fallire), con l’istituzione, a partire dal 2017, di un ulteriore cuscinetto di capitale e di debito che sarà in grado di assorbire perdite significative in caso di crisi (Total loss absorbing capacity – Tlac).

Quindi, il quantitative easing manterrà le sue promesse? Si tratta di fare leva sul concetto di garanzia, strumento necessario a limitare i rischi. Rafforzando, ad esempio, il Fondo centrale di garanzia per le Pmi – più volte rifinanziato e potenziato nella sua operatività – di cui, peraltro, dovrà verificarsi l’integrazione con analoghi strumenti della Bei all’interno del Fondo europeo investimenti strategici, previsto dal Piano Juncker, affinché questi possano essere aggiuntivi rispetto allo strumento nazionale. Al Piano Juncker parteciperà la Cassa depositi e prestiti (Cdp), la società del Tesoro che proprio sulla garanzia fonda la sua attività a sostegno dell’intera economia.

Una società che, a partire dalla profonda riforma del 2003, ha assunto un ruolo complementare al sistema bancario, passando da storica struttura di finanziamento degli enti locali, a holding e intermediario che opera stabilmente a sostegno del sistema produttivo, non più come mero erogatore di risorse, ma promotore di iniziative di mercato. Potendo contare sulla provvista derivante dal risparmio pubblico, dal 2009 sono stati mobilitati circa 30 miliardi di euro per erogare, attraverso il circuito bancario, prestiti a medio e lungo termine, a fronte di investimenti, capitale circolante e programmi di internazionalizzazione, soprattutto delle Pmi e delle loro reti.

Non meno rilevante è il sostegno alle famiglie: basti pensare al più recente strumento per aiutare principalmente giovani coppie, famiglie con disabili e famiglie numerose ad acquistare o ristrutturare la prima casa. In sostanza, uno strumento che opera in maniera non convenzionale per l’operatore pubblico, anche in considerazione dei rilevanti vincoli di bilancio, ma che svolge un ruolo essenziale per una crescita stabile e duratura.

FONTE: Formiche<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/senatrice-anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3/">https://www.dailyfocus.net/senatrice-anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36468/miccich-mundus-vini-2015-medaglia-doro-al-terre-di-ginestra-nero-davola-2013</guid>
	<pubDate>Thu, 07 May 2015 11:15:53 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36468/miccich-mundus-vini-2015-medaglia-doro-al-terre-di-ginestra-nero-davola-2013</link>
	<title><![CDATA[Miccichè Mundus Vini 2015 Medaglia d’Oro al Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013]]></title>
	<description><![CDATA[Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates della Famiglia Miccichè , tra le Medaglie d’Oro italiane dell’edizione primaverile 2015 di Mundus Vini. 

Il Gran Premio Internazionale del vino Mundus Vini è uno dei più prestigiosi premi del vino nel mondo durante il quale circa 180 noti esperti internazionali degustano oltre 6.000 vini provenienti da tutto il mondo.  E’ stato sorprendente il risultato ottenuto dai vini di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates nell’edizione 2014: 5 Medaglie d’Oro (Magnus Siculus, San Luca Chardonnay, San Luca Merlot-Cabernet, Cor Leon Viognier, TDG 651 Nero d’Avola- Syrah) e 3 Medaglie d’Argento (Cor Leon Petit Verdot, Cor Leon Nero d’Avola, Terre di Ginestra Nero d’Avola).

Nell’anteprima primaverile 2015 il Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 ottiene la Medaglia d’Oro.

Al concorso Mundus Vini 2015 l’Italia si è aggiudicata il secondo posto, dopo la Spagna con 337 medaglie.

Il concorso enologico internazionale Mundus Vini, giunto alla 16ª edizione, ha assegnato 1.715 medaglie in totale e 40 premi speciali; l'Italia ha conquistato 5 Gran medaglie d'oro, 133 medaglie d'oro, di cui una al Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates, e 239 d'argento, oltre ad aver ricevuto 7 premi speciali.

Terza la Germania con 206 medaglie, ma con il maggior numero di Gran medaglie d'oro (12). Seguono Francia e Portogallo, rispettivamente con 183 e 158 medaglie. Ottimi risultati anche per i vini argentini e australiani, a cui sono stati assegnati diversi riconoscimenti.

Una giuria composta da 150 esperti degustatori provenienti da tutto il mondo ha degustato e giudicato oltre 4mila etichette in tre giorni, assegnando complessivamente 40 premi speciali e 1.715 medaglie, divise in 38 Gran medaglie d'oro, 731 medaglie d'oro e 946 d'argento.

Obiettivo del Concorso è promuovere la qualità e la commercializzazione dei vini partecipanti. Il Premio intende offrire a produttori, viticoltori, importatori e consumatori una piattaforma ideale che consenta di paragonare fra loro i vini partecipanti, di offrire un valido strumento di decisione e di orientamento per l'acquisto e di raggiungere il grande pubblico. Ciò che per il consumatore è un utile strumento di orientamento, rappresenta per il produttore la conferma del suo operato. Il produttore ha l'opportunità di misurare i propri standard nel confronto internazionale ed i premi ricevuti costituiscono un prestigioso strumento di marketing dei prodotti.

Il Mundus Vini è stato istituito nel 2001. Già nell'anno d'esordio il Concorso enologico ha visto la partecipazione di ben 2235 vini provenienti da tutte le importanti zone di produzione del mondo. 

FONTE: Italia a Tavola<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranean-domains-estates-della-famiglia-micciche-al-mundus-vini-2015-ottiene-la-medaglia-doro-con-il-terre-di-ginestra-nero-davola-2013/">https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranean-domains-estates-della-famiglia-micciche-al-mundus-vini-2015-ottiene-la-medaglia-doro-con-il-terre-di-ginestra-nero-davola-2013/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 07 May 2015 10:36:03 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36467/protiplus-che-silhouette-parte-la-nuova-dieta-di-gruppo-online</link>
	<title><![CDATA[Protiplus Che Silhouette: Parte La Nuova Dieta di Gruppo Online]]></title>
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Fonte: ProtiPlus
ATC
Redazione
https://www.atcmilano.com<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1bubncS">https://bit.ly/1bubncS</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Claudio Ancillotti</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36464/marketing-quantistico-come-stabilire-landamento-dei-tuoi-investimenti-web</guid>
	<pubDate>Wed, 06 May 2015 11:50:52 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36464/marketing-quantistico-come-stabilire-landamento-dei-tuoi-investimenti-web</link>
	<title><![CDATA[Marketing Quantistico: come stabilire l'andamento dei tuoi Investimenti Web]]></title>
	<description><![CDATA[Se diamo un'occhiata alle statistiche del 2014 sull'e-commerce con l'idea di buttarci nel mondo del commercio elettronico, i dati sembrano confermare che stiamo andando nella direzione giusta. 
Quasi 29 milioni di italiani hanno effettuato accessi ad internet, tra cui 16 milioni hanno acquistato online, con le vendite in crescita del 17% (fonte Nielsen/Netcomm 2014). 
Tutto bellissimo, certo, ma noi ti consigliamo di pianificare accuratamente la nascita del tuo nuovo business. 
Abbiamo già sentito troppi casi di progetti web partiti in maniera frettolosa e falliti per i problemi strutturali e di programmazione che ne ostacolano lo sviluppo.

Ti sei mai chiesto come fare a stabilire in anticipo l'andamento del tuo investimento web? Da oggi si può, grazie a due preziosi strumenti come l'analisi predittiva e il marketing quantistico. 

L'analisi predittiva (https://www.marketinginformatico.it/cosa-facciamo/analisi-predittiva/) fornisce, prima di iniziare, una panoramica con tutti gli aspetti che un imprenditore oculato dovrebbe tenere sempre a mente: l'analisi della concorrenza, l'analisi del tuo futuro bacino di mercato e un'ipotesi di budget necessario per concretizzare gli obiettivi nel minor tempo possibile. 
A questi si affiancano le strategie di web marketing indispensabili per far partire e poi prosperare la nuova attività. Social network e azioni di email marketing sono ideali per far conoscere un brand nuovo e diffonderlo in maniera virale. 

Il marketing quantistico è una nuova tecnica di web marketing che si basa su un rivoluzionario software in grado di calcolare l'andamento e le prospettive del proprio investimento web. In sostanza fornisce un calcolo del ritorno dell'investimento ancora prima di iniziare. 
Qui non si parla di strane magie, ma di un algoritmo matematico che calcola il ROI in base a dei parametri definiti  in seguito all’analisi di migliaia e migliaia di transizioni su ecommerce italiani.
In un progetto web che parte da zero, il calcolo del guadagno è di grande importanza, anche se notoriamente bisogna mettere in conto un primo periodo in cui il ritorno dell'investimento sarà limitato per gli investimenti per la pubblicità e per attrarre nuovi clienti. 

Per fare una prova gratuita, ti basterà consultare la pagina dedicata al marketing quantistico (https://www.marketinginformatico.it/marketingquantistico/) o contattarci per avere una consulenza personalizzata. 

Fonte: marketinginformatico.it

Verena Guidi
Ufficio Stampa Marketing Informatico<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1K8cw5K">https://bit.ly/1K8cw5K</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Massimo Tegon</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 05 May 2015 12:24:38 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Edoxaban riceve parere positivo dal Comitato Europeo per i Medicinali ad Uso Umano]]></title>
	<description><![CDATA[Ictus e tromboembolismo venoso, l’anticoagulante orale edoxaban riceve parere positivo dal Comitato Europeo per i Medicinali ad Uso Umano dell’EMA

Roma, 4 Maggio 2015 - Daiichi Sankyo annuncia che il Comitato Europeo per i Medicinali ad Uso Umano (CHMP) dell’EMA ha dato parere positivo per Lixiana® (edoxaban), l’inibitore selettivo orale del fattore Xa, per la prevenzione dell’ictus e dell’embolismo sistemico (ES) in pazienti adulti affetti da fibrillazione atriale non valvolare (FANV) che presentano uno o più fattori di rischio. La raccomandazione del Comitato si estende anche al trattamento e alla prevenzione delle recidive della trombosi venosa profonda (TVP) e dell’embolia polmonare (EP), le due condizioni che caratterizzano il tromboembolismo venoso (TEV).<p>URL del Link: <a href="https://20taskforceitaly.wordpress.com/2015/05/04/edoxaban-riceve-parere-positivo-dal-comitato-europeo-per-i-medicinali-ad-uso-umano/">https://20taskforceitaly.wordpress.com/2015/05/04/edoxaban-riceve-parere-positivo-dal-comitato-europeo-per-i-medicinali-ad-uso-umano/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Claudio Ancillotti</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 18:19:22 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Fera energie rinnovabili: “Le fonti alternative, lotta ai cambiamenti climatici”]]></title>
	<description><![CDATA[I dati del Bloomberg Energy Finance di quest’anno segnano per il 2013 il sorpasso  delle rinnovabili rispetto alle fossili per nuova capacità installata. Nel 2014 tornano i segnali positivi, +17%, nell’investimento in fonti alternative, con la Cina che segna il record di 83 milioni di dollari. Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative: “L’aumento del mix energetico delle fonti, con il progressivo diminuire dei costi associati alle energie alternative, rappresenta un beneficio per tutti”.

Nella corsa per il primato di produzione di elettricità c’è un vincitore certo: le rinnovabili. Resta solo da capire quando il traguardo sarà tagliato. È questo, in sintesi, lo scenario che emerge dal summit annuale di Bloomberg New Energy Finance (BNEF) tenutosi a New York dal 13 al 15 aprile e nel corso del quale sono stati presentati i numeri sulla nuova capacità elettrica mondiale. Il sorpasso tra le due fonti è di fatto già avvenuto nel 2013: 143 GW di capacità in più da fonti rinnovabili contro 141 GW da fonti fossili. Se si considera che nel 2014 i nuovi GW di capacità proveniente da fonti alternative sono stati 103 in più, allora potrebbe farsi molto realistica la previsione secondo la quale entro il 2030 questo dato risulterà più che quadruplicato con quote rilevanti provenienti da eolico e solare. Per il solare, anzi, stime IEA (International Energy Agency), prevedono che nel 2050 sarà la prima fonte di produzione di energia elettrica.

La leva che fa crescere le rinnovabili è il continuo decremento dei costi di installazione, dovuto a tecnologie sempre meno onerose. Le rinnovabili sono sempre più competitive, soprattutto se si considerano i costi necessari per le attività connesse al contenimento dei danni climatici. Secondo gli studi del BNEF, la crisi economica di questi anni ha di fatto aumentato lo scostamento tra costi annuali necessari per compensare l’impronta ambientale (emissioni di CO2 in primis) e quello che effettivamente viene speso dalle aziende e dai governi su questo fronte, con il risultato che sarà sempre più conveniente fare ricorso a energie pulite, piuttosto che limitare i danni delle fossili.

Il trend mondiale spinge per un crescente investimento nelle energie rinnovabili. Eolico e solare, nonostante i già enormi sviluppi, promettono ancora ampi margini crescita per il futuro legati anche a nuove tecnologie e allo storage. – commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). Ma già oggi, con il solare termico a concentrazione, è in atto un cambiamento decisivo nell’efficientamento energetico dell’industria, che può integrare il ciclo produttivo utilizzando vapore di processo ad alta temperatura e pressione senza emettere sostanze inquinanti in atmosfera – e con rilevanti risparmi sui costi energetici.”

I dati sono stati raccolti nel Global Trends in Renewable Energy Investments, il Rapporto annuale del Programma ambientale dell’ONU (UNEP). Buona parte della nuova capacità installata da fonti rinnovabili arriva proprio da Paesi che hanno scelto in questi anni di convertire i pesanti costi per frenare i danni climatici in investimenti in energie rinnovabili: la Repubblica Popolare Cinese ha raggiunto la cifra record di 83,3 miliardi dollari impegnati nell’aumento di impianti per fonti alternative. A seguire, ma con molto distacco, Stati Uniti (38,3 miliardi di dollari) e Giappone con 35,7 miliardi di dollari. Grazie a questi Stati trainanti, nel 2014 gli investimenti globali nell’energia pulita sono cresciuti del 17% rispetto all’anno precedente, dopo due anni di segno fermo o negativo.

“Lo studio delle Nazioni Unite ci mostra come uno slancio così forte nella costruzione e avvio di impianti di energia rinnovabile e l’aumento del mix energetico delle fonti, con il progressivo diminuire dei costi associati alle energie alternative, possa rappresentare un beneficio per tutta la società” - conclude Cesare Fera, riferendosi ai dati che emergono sulla CO2 evitata. Il Rapporto, infatti calcola che nel 2014 il sistema elettrico mondiale ha emesso 1,3 miliardi di tonnellate di CO2 in meno, con un contributo fondamentale delle fonti alternative, che hanno partecipato a soddisfare la domanda elettrica nel 2014 per il 9,1% del totale.
FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-sorpasso-sulle-fossili-per-nuova-capacita-installata-cesare-fera-le-fonti-alternative-strumento-di-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-sorpasso-sulle-fossili-per-nuova-capacita-installata-cesare-fera-le-fonti-alternative-strumento-di-lotta-ai-cambiamenti-climatici/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 18:03:29 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36423/dissenso-web-fleed-presenta-il-rapporto-no20</link>
	<title><![CDATA[Dissenso Web: Fleed presenta il Rapporto #NO2.0]]></title>
	<description><![CDATA[L’opposizione ai tempi dei social media. Ecco la prima vera fotografia ad alta risoluzione di chi è contro in Italia. Le società Fleed digital consulting e Public Affairs Advisor hanno presentato il rapporto “#NO2.0 come il dissenso comunica sul web” che analizza la presenza in rete dei fenomeni di opposizione a infrastrutture, grandi reti e investimenti industriali eventi (No Expo, No Triv, No Tav, etc..). L’analisi è stata effettuata in un arco temporale di 5 mesi (settembre 2014-gennaio 2015) su 40 milioni di account social media, 100mila fonti web e 40 movimenti di opposizione. 

ROMA. Chiamatelo "No 2.0" o, se preferite, opposizione ai tempi dei social media. Ecco la prima vera fotografia ad alta risoluzione di chi è contro in Italia. Poco importa poi se si tratta della Tav, l'Expo, le discariche, l'eolico, le trivellazioni in Adriatico, le grandi opere. L'analisi è stata condotta da Public Affairs Advisors e da Fleed Digital consulting ed è una lente di ingrandimento su quel che è accaduto nel Web nel corso degli ultimi sei mesi. Sono stati passati al setaccio oltre venticinquemila discussioni, novemila tweet, cinquemila post su Facebook. 

Intendiamoci, l'indagine non entra nel merito della legittimità dei singoli movimenti, ma si limita a tracciarne un profilo evidenziando origine, affinità, modus operandi. Un panorama fatto da quattro milioni di account, quelli dei quali è possibile vedere pubblicamente i contenuti, e oltre centomila fra forum, blog e siti. Non è un campione rappresentativo su base demografica e statistica, ma indicativo di quanto successo su Internet.

«La prima cosa che emerge è il tramonto dell'idea del "not in my back yard" (nimby), ovvero del "mi riguarda solo se avviene nel cortile di casa", spiega Alessandro Giovannini, direttore di Fleed. «Sono pochi coloro chi si oppongono perché chiamati in causa direttamente. Il no sul Web è spesso ideologico, trasversale e non più riconducibile a un solo movimento politico parlamentare o extra parlamentare». 

In testa alla classifica c'è No Tav, nato nel 1993: ha generato un volume di discussioni tre volte superiore rispetto a quello che si oppone all'Expo dal 2007 e alle trivellazioni in Adriatico, No Triv, apparso nel 2012. Molte le differenze, ma altrettante le similitudini e abituale il sostegno reciproco malgrado luoghi e date di nascita differenti. Come i No Tav del Piemonte e i No Muos siciliani che si oppongono all'installazione dei radar della Nato dal 2009. Il No Triv invece, sorto fra Basilicata, Abruzzo e Irpinia, ovvero dove ci sono progetti di estrazione o esplorazione dei giacimenti petroliferi o di gas, è un movimento locale poi diventato nazionale collaborando con le associazioni ambientaliste per contrastare il decreto Sblocca Italia. La battaglia ha fatto fare ai No Triv anche un salto di qualità con l'alleanza con gli spagnoli che contrastano le trivellazioni a largo delle Canarie. Tanto che sui social media ora i post vengono scritti in doppia lingua, spagnolo e italiano. 

I No Tav invece preferiscono la diffusione di video, grazie all'alleanza strutturale con Anonymous. Partono da YouTube e Vimeo e poi vengono amplificati via social network. Nato in Val di Susa, ora il movimento si occupa di grandi opere a trecentosessanta gradi. «La circolazione di informazioni è velocissima» racconta Giovanni Galgano, direttore di Public Affairs Advisors. «E in certi casi si tratta di notizie incomplete o false. Ma ciò nonostante, queste forme di dissenso dimostrano che le istituzioni perdono credibilità giorno dopo giorno. I cittadini si sentono da un lato abbandonati, dall'altro protagonisti». Con una novità importante: ormai il no nasce quasi esclusivamente online, lì si evolve e poi solo dopo arriva nelle piazze. Ed è il movimento "liquido", quello sulla Rete, a diventare a volte punto di riferimento della politica e non il contrario. «Questo è un aspetto interessante», concorda Stefano Epifani, docente di comunicazione digitale a La Sapienza di Roma e autore fra gli altri del saggio Manuale di comunicazione politica online. «Se escludiamo i movimenti più grandi, ogni dissenso può esser costruito ad arte da multinazionali, gruppi di pressione, organizzazioni di vario tipo. È il "crowdlobbying" e consiste nell'utilizzare la Rete come strumento di persuasione dal basso. Ci sono aziende che, mentre continuano a fare comunicazione istituzionale, mettono in piedi pagine su Facebook di dissenso funzionali alla propria proposta». Chiunque si occupi di lobbying sta studiando questi fenomeni. «Ma attenzione: non è detto che sia fatto per fini ideologicamente spregevoli», conclude Epifani. «Greenpeace, faccio un esempio a caso, potrebbe usare simili leve per promuovere le sue battaglie. E del resto, cosa ci sarebbe di male?» Nulla, verrebbe da dire, almeno finché è tutto alla luce del sole.

FONTE: Repubblica<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1zfLr06">https://bit.ly/1zfLr06</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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