<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[IoChatto: Link di Equitalia class action]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/group/7656/all?offset=50</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41397/imprenditori-fate-nero-anzich-suicidarvi-e-vedere-nero</guid>
	<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 12:11:30 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41397/imprenditori-fate-nero-anzich-suicidarvi-e-vedere-nero</link>
	<title><![CDATA[Imprenditori: Fate NERO, anzichè suicidarvi e vedere NERO]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ho perso il macabro conto degli imprenditori e degli operai che si sono tolti la vita per via dei problemi economici causati dalla crisi e dallo Stato italiano.</p>
<p>Pi&ugrave; facile, viceversa, il conteggio dei politici e dei burocrati che, per lo stesso motivo, si son suicidati: &egrave; pari a zero! Ieri mattina, soprattutto i giornali locali, riportavano la notizia del suicidio dell&rsquo;imprenditrice veneta, che gestiva col fratello una ditta di autotrasporti: s&rsquo;&egrave; impiccata nel suo granaio. Nei titoli i quotidiani riportavano quel che ha lasciato scritto su un foglietto la signora e, in risalto e virgolettato, han rilanciato queste sue parole: &ldquo;<strong>Vedo nero</strong>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://www.lindipendenzanuova.com/wp-content/uploads/2013/03/schio_suicidi.jpg" alt="fare nero, non suicidatevi" width="324" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Perch&eacute;, riporta il Gazzettino, &ldquo;pesante, pesantissimo era il pensiero della crisi economica nella sua mente&rdquo;. Ora, sembrer&agrave; paradossale dirlo, ma vorrei partire da quel &ldquo;<strong>Vedo nero</strong>&rdquo; per esortare gli imprenditori ad evadere le tasse piuttosto che suicidarsi! Anzich&eacute; &ldquo;<strong>Vedo nero</strong>&rdquo;, vorrei tanto dicessero &ldquo;<strong>Faccio nero</strong>&rdquo;, perch&eacute; devono sapere che vivere dell&rsquo;onesto frutto del proprio lavoro non &egrave; un reato. Non c&rsquo;&egrave; da vergognarsi a non pagare le tasse</p><p>URL del Link: <a href="https://www.miglioverde.eu/cari-imprenditori-non-suicidatevi-fate-nero-anziche-vedere-nero/">https://www.miglioverde.eu/cari-imprenditori-non-suicidatevi-fate-nero-anziche-vedere-nero/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41294/accertamenti-fiscali-a-raffica-anche-sui-lavoratori-dipendenti</guid>
	<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 08:54:10 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41294/accertamenti-fiscali-a-raffica-anche-sui-lavoratori-dipendenti</link>
	<title><![CDATA[Accertamenti fiscali a raffica anche sui lavoratori dipendenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Accertamenti fiscali a tutto spiano, ed ora non solo per professionisti e imprenditori, ma anche per <strong>lavoratori dipendenti</strong>, nonostante la comune convinzione secondo cui la capacit&agrave; di evadere di tali soggetti sia ridotta: a confermare la legittimit&agrave;, da parte dell&rsquo;Agenzia delle Entrate, di una indiscriminata selezione dei soggetti da verificare &egrave; una <strong>recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma</strong></p>
<p><img src="https://info.tuttovisure.it/wp-content/uploads/2015/04/Agenzia-entrate-database-online-falsi-dirigenti.png" alt="agenzia delle entrate, accertamenti" width="550" style="border: 0px;"><br><br>I giudici tributari hanno sdoganato l&rsquo;accertamento cosiddetto &ldquo;sintetico&rdquo; sulla base della verifica del tenore di vita e degli acquisti sostenuti dal contribuente. Se, infatti, la <strong>capacit&agrave; di spesa del lavoratore subordinato &egrave; superiore rispetto al reddito</strong> da dipendente che percepisce (e dichiara) mensilmente, il fisco pu&ograve; legittimamente notificare l&rsquo;avviso di accertamento e rettificare le imposte dovute dal contribuente.<br><br>Dunque, la condizione di lavoratore dipendente non mette al riparo da eventuali controlli fiscali, n&eacute; esclude la legittimit&agrave; dell&rsquo;accertamento nel caso in cui il contribuente disponga di entrate extra, utili a finanziare investimenti dai quali scaturiscono incrementi patrimoniali. Legittimi, dunque, gli accertamenti in banca e quelli con il redditometro.</p>
<p>Come riporta laleggepertutti.it, a sollevare il caso &egrave; stata una lavoratrice, destinataria dell&rsquo;avviso di accertamento, era risultata <strong>proprietaria di diversi immobili</strong>, oltre a disporre di un&rsquo;abitazione principale, di un&rsquo;auto e di avvalersi di una collaboratrice domestica. La stessa, in giudizio, aveva offerto prove generiche, senza dimostrare quali somme di quelle presenti nei conti correnti e nei libretti postali cointestati fossero state impiegate per mantenere il proprio tenore di vita e, soprattutto, per finanziare gli investimenti.</p>
<p><strong>Da qui &egrave; scattato l'accertamento</strong></p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/raffica-accertamenti-fiscali-sui-lavoratori-dipendenti-1211576.html">https://www.ilgiornale.it/news/economia/raffica-accertamenti-fiscali-sui-lavoratori-dipendenti-1211576.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41064/equitalia-ennesima-ristrutturazione</guid>
	<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 09:57:03 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/41064/equitalia-ennesima-ristrutturazione</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: Ennesima ristrutturazione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Equitalia si appresta ad avviare la sua terza ristrutturazione . La holding, attualmente composta da tre societ&agrave; incaricate della riscossione dei tributi, <strong>Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud</strong>, vedr&agrave; queste ultime riorganizzate sotto una nuova <strong>Spa unitaria</strong>.</p>
<p>Lo scopo della ristrutturazione, a quanto dichiara l&rsquo;azienda, &egrave; quello di superare &ldquo;<em>le residue duplicazioni organizzative consentendo, rispetto al modello attualmente in essere, ulteriori miglioramenti in termini di semplificazione e di efficacia dei processi di riscossione, nonch&eacute; un&rsquo;omogenea percezione di Equitalia da parte dei suoi interlocutori</em>&rdquo;.</p>
<p>Gli <strong>8mila dipendenti</strong> della societ&agrave; non hanno ancora ricevuto informazioni sulle ricadute che la riorganizzazione avr&agrave; sul personale. <strong>L&rsquo;ultima ristrutturazione</strong>, quella deliberata nel 2010 e che ha portato Equitalia a r<strong>idurre gli agenti di riscossione da 16 agli attuali 3</strong>, non aveva avuto conseguenze sotto il profilo della mobilit&agrave; dei lavoratori.</p>
<p>Venerd&igrave; i sindacati avranno un confronto con l&rsquo;amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, per discutere delle &ldquo;conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori/lavoratrici, le eventuali misure concrete previste nei confronti di questi ultimi e le eventuali misure previste nei confronti di questi ultimi.&rdquo;</p>
<p>Il bilancio consolidato di Equitalia chiuso nel 2014, lo ricordiamo, fotografa una <strong>societ&agrave; in buona salute finanziaria</strong>: sono stati realizzati 14,5 milioni di utile (erano 2,7 milioni nel 2013) a fronte di una riscossione di oltre 7,4 miliardi (+3,9% sul 2013).</p><p>URL del Link: <a href="https://www.wallstreetitalia.com/equitalia-verso-la-sua-terza-ristrutturazione/">https://www.wallstreetitalia.com/equitalia-verso-la-sua-terza-ristrutturazione/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40937/equitalia-possibile-il-saldo-a-stralcio</guid>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 07:58:07 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40937/equitalia-possibile-il-saldo-a-stralcio</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: è possibile il saldo a stralcio?]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Ho debiti con Equitalia per cartelle esattoriali non pagate: a chi devo rivolgervi per proporre un accordo a saldo e stralcio, con decurtazione del debito, a fronte di un immediato pagamento di una parte della somma che tenga conto delle mie effettive possibilit&agrave; economiche?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non &egrave; possibile, se non entro determinate forme e limiti che qui di seguito vedremo, presentare <strong>istanze di saldo e stralcio </strong>ad <strong>Equitalia</strong>, cio&egrave; accordi che, dietro pagamento di una parte del debito, consentano la cancellazione della residua parte non corrisposta. L&rsquo;istituto della &ldquo;<strong>transazione</strong>&rdquo;, infatti (ossia la definizione di una controversia, non necessariamente sfociata in una causa, tra due soggetti, nella specie <strong>creditore </strong>e <strong>debitore</strong>) &egrave; previsto solo nelle liti tra privati e non in quelle con lo Stato. Stato che, infatti, &egrave; tenuto a rispettare il principio di <strong>imparzialit&agrave;</strong> nei confronti di tutti i cittadini: pari trattamento e pari condizioni che, certo, verrebbero meno se con alcuni di questi accedesse a degli accordi, bench&eacute; giustificati da ristrettezze economiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, esistono dei sistemi per trovare delle definizioni alla propria vicenda debitoria.</p>
<p>Innanzitutto, nel caso in cui la pretesa avanzata da Equitalia non sia dovuta, &egrave; sempre consentito evidenziare l&rsquo;illegittimit&agrave; dell&rsquo;operato dell&rsquo;Agente della riscossione. Non si tratta, semplicemente, di &ldquo;andare a parlare&rdquo; con il funzionario di turno, poich&eacute; l&rsquo;esposizione delle proprie ragioni deve avvenire con forme tipiche. Come, ad esempio, l&rsquo;<strong>istanza in autotutela</strong>, ossia una richiesta in forma scritta, inoltrata anche attraverso posta elettronica certificata alla sede territorialmente competente di Equitalia, con cui si chiede lo sgravio della cartella, evidenziandone le ragioni. Non ci sono formule particolari, n&eacute; l&rsquo;istanza &egrave; soggetta a bolli o a condizioni. Addirittura, la giurisprudenza &egrave; ormai arrivata a ritenere possibile la presentazione dell&rsquo;<strong>autotutela</strong> anche se i termini per fare ricorso sono scaduti, essendo obbligo della pubblica amministrazione (e, in senso lato, anche di Equitalia) procedere all&rsquo;annullamento di un proprio atto illegittimo anche qualora le possibilit&agrave; di ricorso, da parte del contribuente, siano venute meno per decadenza dei termini. L&rsquo;attivit&agrave; dello Stato, infatti, si deve uniformare al principio di correttezza e imparzialit&agrave; e non, invece, a speculare anche sull&rsquo;inerzia del privato.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.pmi.it/wp-content/uploads/2015/03/Rate-Equitalia.jpg" alt="equitalia saldo a stralcio" width="500" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Qualora, tuttavia, la richiesta di pagamento da parte di Equitalia sia corretta e legittima, il contribuente ha differenti possibilit&agrave; per &ldquo;<strong>trovare un accordo</strong>&rdquo;. Ferma restando la possibilit&agrave; di rateazione del debito (a 72 o 120 rate mensili da non meno di 100 euro l&rsquo;una), l&rsquo;ulteriore possibilit&agrave; &egrave; quella di proporre un &ldquo;<strong>accordo ai creditori</strong>&rdquo; previsto dalla cosiddetta legge &ldquo;<strong>Salva suicidi</strong>&rdquo; <strong>[1]</strong>. La particolarit&agrave; di tale procedura &egrave; che, anzich&eacute; rivolgersi direttamente al creditore, si presenta un&rsquo;istanza in tribunale che nomina un organismo di composizione della crisi (potrebbe trattarsi anche di un professionista come un avvocato o un commercialista). Attraverso tale soggetto, viene presentata al giudice una proposta di &ldquo;saldo e stralcio&rdquo; che deve essere votata dai creditori. Nella proposta si deve illustrare l&rsquo;offerta ai creditori e le modalit&agrave; di pagamento, offrendo idonee garanzie all&rsquo;esatto adempimento. Se c&rsquo;&egrave; il voto favorevole del 60% dei creditori (o, se uno solo, dell&rsquo;unico creditore), il giudice autorizza il piano e il debitore ottiene una serie di benefici:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ndash; si interrompono tutti i pignoramenti in corso;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ndash; all&rsquo;avvenuto pagamento di quanto concordato con i creditori, gli viene cancellato tutto il residuo debito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa procedura &egrave; ammessa anche quando il creditore &egrave; uno solo (nella specie, Equitalia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una seconda soluzione, sempre prevista dalla medesima legge prima indicata, &egrave; quella di presentare il cosiddetto <strong>piano del consumatore</strong>, non dissimile &ndash; come procedura &ndash; rispetto all&rsquo;<strong>accordo ai creditori </strong>(ossia: richiesta al giudice, nomina di un organismo di composizione della lite e liquidazione del patrimonio), solo che, in questo caso, non c&rsquo;&egrave; neanche bisogno del consenso del 60% dei creditori (o, se uno solo, dell&rsquo;unico creditore): basta il &ldquo;nulla osta&rdquo; del giudice (cosiddetta <strong>omologazione </strong>del piano). Il magistrato, dopo aver valutato la meritevolezza del piano (il debito, cio&egrave;, non deve essere stato determinato da comportamento colpevole o volontario del soggetto) e la fattibilit&agrave; dello stesso, lo autorizza direttamente.</p>
<p>Proprio di recente il <a rel="nofollow" href="https://www.laleggepertutti.it/74785_piano-del-consumatore-super-taglio-al-debito-con-equitalia">Tribunale di Busto Arsizio</a> ha consentito la <strong>esdebitazione</strong> di un contribuente che aveva accumulato un forte debito con <strong>Equitalia</strong> e che, tuttavia, anche lavorando un&rsquo;intera vita, non avrebbe mai potuto pagarlo. Stesso discorso &egrave; avvenuto a <strong>Varese</strong>, dove il giudice ha defalcato l&rsquo;importo complessivo dell&rsquo;87%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per accedere al piano del consumatore &egrave; per&ograve; necessario non essere una societ&agrave; (la proposta &egrave; infatti riservata alle sole <strong>persone fisiche</strong>) e il debito non deve essere legato all&rsquo;attivit&agrave; <strong>professionale </strong>o <strong>imprenditoriale </strong>(per le quali ipotesi resta sempre la possibilit&agrave; dell&rsquo;<strong>accordo ai creditori</strong>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E se il debitore ha beni immobili che non riesce a vendere e con il cui ricavato potrebbe pagare il debito? In questi casi &egrave; sempre consentita un&rsquo;ultima possibilit&agrave;: la cosiddetta <strong>liquidazione del patrimonio</strong>, che &ndash; su richiesta del debitore &ndash; fa s&igrave; che il tribunale nomini un liquidatore dei beni e, con il ricavato dalla vendita all&rsquo;asta, si paghino in percentuale i creditori. Anche in questo caso, si presenta un&rsquo;istanza al giudice che la autorizza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tutti e tre i casi appena evidenziati &egrave; sempre necessaria la presenza di un avvocato o di un commercialista che formuli l&rsquo;istanza &ndash; tenendo conto di una ragionevole possibilit&agrave; di soddisfazione del creditore &ndash; per conto del contribuente. La procedura &egrave; piuttosto complessa e l&rsquo;onorario del professionista potrebbe essere non proprio economico. Bisogner&agrave; quindi valutare la convenienza di tale possibilit&agrave; alla luce dell&rsquo;ammontare del debito complessivo maturato con <strong>Equitalia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/105509_accordi-con-equitalia-possibile-un-saldo-e-stralcio">https://www.laleggepertutti.it/105509_accordi-con-equitalia-possibile-un-saldo-e-stralcio</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40822/lagenzia-delle-entrate-la-rovina-ditalia</guid>
	<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 16:25:47 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40822/lagenzia-delle-entrate-la-rovina-ditalia</link>
	<title><![CDATA[L'agenzia delle entrate è la ROVINA d'Italia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il funzionario pentito confessa: "Spara accertamenti a caso, perde il 50% delle cause e uccide l'economia per ingrassare i tributaristi"</p>
<p><a href="https://connectu.it/groups/info/7656/equitalia-class-action" title="attilio befera">Attilio Befera</a>, direttore dell'Agenzia delle entrate, <strong>304.000 euro di stipendio</strong> annuo, ha annunciato che entro fine mese andr&agrave; in pensione. Avrei qui pronto il sostituto (<em>non d'imposta, bens&igrave; umano</em>): <strong>Luciano Dissegna</strong>.</p>
<p>Costo per i contribuenti: zero euro. S&igrave;, lo farebbe gratis. Il curriculum &egrave; ragguardevole. Per 30 anni leale servitore dello Stato, che lo assunse per concorso nel 1977, Dissegna ha lavorato negli uffici del registro di Montebelluna e Borgo Valsugana, nell'ufficio Iva di Trento, nell'ufficio imposte dirette di Bassano del Grappa, all'ispettorato compartimentale imposte dirette di Venezia, all'ispettorato dell'Agenzia delle entrate di Trieste.</p>
<p>Infine &egrave; stato dirigente in Friuli Venezia Giulia e direttore a Thiene, Montebelluna e Schio della medesima agenzia.</p>
<p><strong>C'&egrave; un solo problema</strong>: Dissegna si &egrave; <strong>dimesso nel 2009 per protesta</strong>, accettando il prepensionamento con otto anni di anticipo, perch&eacute; ritiene d'aver constatato di persona come l'Agenzia delle entrate sia un <strong>carrozzone pachidermico e inefficiente</strong>, in una parola inutile. &laquo;Procura pi&ugrave; danni che vantaggi alla nazione. <br>Peggio: arriva a comportamenti che rasentano i<strong>l falso, la minaccia, la violenza, la ritorsione e persino l'estorsione</strong>, <em>come documentato in un esposto indirizzato da un mio assistito alle autorit&agrave; preposte e rimasto lettera morta. Pi&ugrave; che quella delle entrate, se fossi Matteo Renzi io istituirei l'Agenzia delle uscite per mettere sotto controllo la spesa pubblica, il vero cancro di questo Paese</em>&raquo;.<br>Dissegna, 64 anni, vicentino, &egrave; un tributarista, una via di mezzo fra l'avvocato e il commercialista. &laquo;Ma non posso dire d'essere passato dall'altra parte della barricata. Semplicemente resto sempre dalla stessa: quella dei pi&ugrave; deboli, i contribuenti. Contro le <strong>vessazioni dell'erario</strong> e contro gli esperti a gettone che lucrano sulle disgrazie di chi non sa come difendersi dallo Stato sanguisuga&raquo;. Con il primo dei suoi quattro figli, penalista a Milano, assiste aziende e privati nei contenziosi con l'Agenzia delle entrate. Lo fa da novello Robin Hood, cio&egrave; gratis nel 95 per cento dei casi. Per esempio con un rimborso di 700 euro per una consulenza che uno studio professionale voleva farsi pagare 130 volte tanto.</p>
<p><img src="https://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2015/11/fisco-2.jpg" alt="agenzia entrate" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Se gli chiedi ragione di questo comportamento, Dissegna ti spiega che i 3.200 euro netti di pensione e l'attivit&agrave; della moglie bastano e avanzano e ti mette con noncuranza sotto gli occhi la foto a colori, stinta dal tempo, di un ragazzo vestito da chierico: &laquo;<em>Dagli 11 ai 18 anni sono stato in seminario dai Fatebenefratelli. Volevo diventare prete e lavorare negli ospedali. Poi mi sono accorto che esistevano le donne e ho avuto una crisi religiosa. L'inclinazione ad aiutare il prossimo ce l'ho nel sangue. Di quattro fratelli, sono l'unico che ha potuto studiare e laurearsi. Di giorno costruivo blocchi di cemento con mio padre, un ex contadino; di sera rimanevo curvo sui libri fino a quando non crollavo dal sonno. Ci&ograve; non toglie che mi senta un privilegiato. Qualcosa devo restituire</em>&raquo;.</p>
<p>Dissegna &egrave; <strong>arbitro della Consob</strong>, uno dei 600 in Italia ammessi per titoli ed esami a dirimere le controversie in materia societaria e borsistica. Di concorsi pubblici ne ha vinti ben 10 nella sua vita. &Egrave; stato advisor societario e fiscale della Bastogi. Dal 1995 al 1999, dopo la bufera di Tangentopoli, i concittadini gli hanno messo in mano la scopa, eleggendolo sindaco di Romano d'Ezzelino, il paese della provincia di Vicenza dove abita, e lui s'&egrave; distinto per aver varato l'unica giunta comunale d'Italia che andava da Forza Italia a Rifondazione comunista.</p>
<p><strong>Che cosa non funziona nella lotta all'evasione fiscale?</strong><br>&laquo;Dati alla mano, &egrave; una delle principali cause del crollo dell'economia nazionale. Tutto parte dal fatto che l'Agenzia delle entrate accerta ogni anno 30 miliardi di maggiori imposte, che con l'aggiunta di sanzioni, interessi e aggi esattoriali salgono a 70. Circa due terzi di essi, diventano oggetto di contenzioso. Per difendersi, i ricorrenti devono farsi assistere da tributaristi, avvocati e commercialisti, tutta gente che costa un occhio della testa. Nei primi due gradi di giudizio, quindi senza tenere conto del terzo in Cassazione, imprese e cittadini sopportano costi pari al 10 per cento dell'accertato: miliardi di euro. Se invece definiscono, come si dice in gergo, cio&egrave; pagano subito per evitare sanzioni e rischi del contenzioso, devono comunque rassegnarsi a grosse parcelle calcolate sul risparmiato. In pratica i professionisti si fanno dare almeno un 10 per cento&raquo;.</p>
<p><strong>Vediamo se ho capito bene. L'erario pretende da me 100.000 euro senza motivo. Il mio tributarista lo convince ad accontentarsi di 10.000 e poi mi chiede 9.000 euro di parcella per avermene fatti risparmiare 90.000?</strong><br>&laquo;Esatto. &Egrave; come se lo Stato pagasse una pletora di dipendenti che vanno in giro con una mazza a fracassare le gambe della gente per dare lavoro agli ortopedici. L'Agenzia delle entrate conta pi&ugrave; di 33.000 dipendenti, il 7-8 per cento sono addetti al contenzioso. Uno spreco inaudito. Aggiunga gli incalcolabili costi in termini di giornate lavorative perse, malattie, stress. Un'azienda su tre chiude a seguito di una verifica. Quando non si arriva al suicidio del titolare. E non basta&raquo;.</p>
<p><strong>Il suicidio non basta? Che altro c'&egrave;?</strong><br>&laquo;I contribuenti sospettati di evasione vincono il ricorso nel 50 per cento dei casi. Risultato: dei 70 miliardi accertati, l'Agenzia ne incassa appena 7 l'anno. Quindi i costi sostenuti da cittadini e imprese per tutelarsi superano di gran lunga gli introiti della lotta all'evasione. Una follia. Cos&igrave; va a picco il Paese. &Egrave; in corso un mastodontico trasferimento di risorse dall'economia reale, rappresentata dalle aziende, a quella virtuale, rappresentata dai professionisti che assistono la gente trascinata in giudizio&raquo;.</p>
<p><strong>Un momento, mi perdoni, ma studi legali e commercialisti non danno forse da mangiare a tante famiglie?</strong><br>&laquo;Ah, perch&eacute; lei pensa che questo fiume di denaro venga utilizzato nell'acquisto di beni strumentali o nell'assunzione di nuovi dipendenti? Andiamo! Non creder&agrave; che i vari Giulio Tremonti, Victor Uckmar, Vittorio Emanuele Falsitta - per citare alcuni tributaristi di grido - comprino un computer al giorno o arruolino un'impiegata a settimana? &Egrave; gi&agrave; tanto se lo fanno ogni 10 anni. Ergo, i soldi finiscono soprattutto nei loro conti correnti. Ma, dico io, siete tutti bravissimi, perch&eacute; non vi date all'imprenditoria? Diventereste di botto altrettanti Armani, Ferrero, Barilla, Caprotti, Squinzi&raquo;.</p>
<p><strong>Come fa l'erario a perdere il 50 per cento delle cause? &Egrave; assurdo.</strong><br>&laquo;Per forza: spara accertamenti iperbolici a casaccio. L'aggravante &egrave; che martella le piccole imprese, andando in cerca di quattrini dove non ci sono. Perfino Befera &egrave; stato costretto ad ammettere che esiste l'evasione di sopravvivenza. Quindi, anche quando l'accertamento va a buon fine, i soldi che cerca di riscuotere non li trova: l'evasore li ha gi&agrave; spesi per campare. Insomma, l'Agenzia tartassa i contribuenti sbagliati e cos&igrave; porta a casa solo 1 euro su 10. E questo nonostante disponga di strumenti da regime poliziesco. Ti blocca tutti i beni al sole: casa, terreni, conti correnti, auto, barche, quadri, tappeti, mobili. Pu&ograve; persino, grazie a recenti sentenze della Cassazione, spremere i soci di una Srl, obbligandoli a rispondere in solido di un'evasione compiuta dalla societ&agrave;. Non se n'&egrave; accorto nessuno, ma di fatto la responsabilit&agrave; limitata &egrave; stata abolita&raquo;.</p>
<p><strong>Lei ha denunciato pratiche estorsive da parte dell'Agenzia delle entrate. Mi pare un'accusa gravissima.</strong><br>&laquo;Stia a sentire che cos'&egrave; accaduto. Un mio assistito di Treviso ha un'azienda che produce insaccati. Gli intimano, a capoccia, di pagare 2,3 milioni. Presento ricorso alla commissione tributaria provinciale: vinto. Il mio cliente non ha evaso alcunch&eacute;, quindi al fisco non deve niente. A quel punto, se non fosse mio amico, potrei chiedergli il 10 per cento su quanto ha risparmiato: quindi 230.000 euro. Invece se la cava con 3.000, le spese vive. Ebbene: lei non crede che, pur di sottrarsi all'incubo di dover sborsare 2,3 milioni di euro, egli non sarebbe stato disposto a versarne senza motivo almeno 800.000, come l'Agenzia era arrivata a proporgli dopo una spossante trattativa? E questa che cosa sarebbe stata se non un'estorsione? Nell'esposto il mio assistito ha documentato una quarantina tra falsi, abusi, violenze, minacce&raquo;.</p>
<p><strong>Documentati come?</strong><br>&laquo;Registrando di nascosto tutti i suoi colloqui con i funzionari del fisco. I quali hanno riconosciuto che il loro accertamento era spannometrico. In un dialogo, il capo dell'ispezione, avendo fallito nel suo intento vessatorio, ha ringhiato che sarebbe scoppiato un casino della madonna. E infatti due giorni dopo &egrave; stato aperto un secondo accertamento su un'attivit&agrave; marginale, di tipo filantropico, che il mio assistito ha in corso&raquo;.</p>
<p><strong>Una ritorsione.</strong><br>&laquo;Gi&agrave;. Non bastava che gli avessero contestato 1,19 milioni di ricavi in pi&ugrave;. Al che il malcapitato ha obiettato: scusate, stiamo parlando di prodotti a base di carne, estremamente delicati, perch&eacute; non avete allertato i Nas, denunciando che la mia azienda starebbe smerciando in nero il 95 per cento degli insaccati? E i veterinari che vengono due volte a settimana a controllare e che hanno libero accesso alle celle frigorifere che cosa sono, miei complici? Risposta, testuale, del funzionario dell'Agenzia delle entrate: Io mi ricordo di aver visto certi filmati di Striscia la notizia dove se ne vedevano di cotte e di crude sui bovini&raquo;.</p>
<p><strong>Ma non c'&egrave; un direttore provinciale che sorvegli questo funzionario?</strong><br>&laquo;Certo che c'&egrave;. E sa che cos'ha risposto per iscritto costui quando gli abbiamo contestato i comportamenti del suo sottoposto? Normale rapporto fisco-contribuente. Come dire che minacce e abusi rientrano fra i metodi usuali dell'Agenzia delle entrate. Non basta: il professor Aldo Rossi, ordinario di tecnica e gestione dei sistemi industriali dell'Universit&agrave; di Padova, ha riscontrato grossolani errori, logici e di calcolo, finalizzati a gonfiare, in modo approssimativo, maldestro, arbitrario e perfino assurdo i ricavi della societ&agrave; verificata&raquo;.</p>
<p><strong>Lei che rimedi consiglierebbe?</strong><br>&laquo;L'Agenzia dovrebbe accertare solo se &egrave; sicura al 100 per cento, applicando il principio In dubio pro reo. Quando fui nominato direttore, dissi ai miei impiegati: guai a voi se mi presentate un accertamento che non sia sostenibile in giudizio al 101 per cento. Sa quanti ne stracciai per manifesta infondatezza?&raquo;.</p>
<p><strong>Perch&eacute; lo faceva?</strong><br>&laquo;Per impedire che le imprese foraggiassero i professionisti del nulla. E per non dare troppo potere a me stesso e agli accertatori. In ogni contenzioso privo di fondamento la corruzione &egrave; in agguato: ti chiedo tanto, trattiamo, ti faccio pagare poco, adesso sgancia qualcosa per averti aiutato. Mi sono spiegato?&raquo;.</p>
<p><strong>Perfettamente.</strong><br>&laquo;Da quel momento croll&ograve; il contenzioso. Eppure, si tenga forte, fra il 2003 e il 2008 gli uffici diretti da me furono quelli che incassarono di pi&ugrave; in tutto il Veneto in proporzione al numero di contribuenti. Semplice: chiedevamo 10 anzich&eacute; 100 e tutti preferivano versare le tasse anzich&eacute; stipendiare i tributaristi&raquo;.</p>
<p><strong>Invece altrove che accade?</strong><br>&laquo;Lo Stato bussa alla porta dei poveracci. Tartassa l'idraulico con tre figli da crescere anzich&eacute; il ginecologo con un Rolex d'oro per polso. La pesca a strascico costa meno fatica e qualcosa consente sempre di tirar su. Mentre quella selettiva richiede pescatori professionisti&raquo;.</p>
<p><strong>L'Agenzia delle entrate non ne ha?</strong><br>&laquo;Ne ha. Ma le nomine nella pubblica amministrazione sono quasi sempre connotate da metodi clientelari, mafiosi. E l'erario non mi pare un'isola felice&raquo;.</p>
<p><strong>Gli accertatori riscuotono provvigioni in busta paga?</strong><br>&laquo;Altroch&eacute;. I dirigenti sono premiati con soldi e promozioni in ragione del gettito conseguito. E gli accertatori si mettono sulla loro scia per progredire nella carriera pure loro. L'80 per cento degli incarichi interni all'Agenzia delle entrate non sono conferiti per concorso, bens&igrave; assegnati in forma totalmente discrezionale&raquo;.</p>
<p><strong>Come se ne esce?</strong><br>&laquo;Bisognerebbe tassare i redditi in misura inversamente proporzionale al rischio di perderli. Basta schiacciare un bottone: vediamo subito quanti perdono l'impiego nel pubblico e quanti nel privato. Dopodich&eacute; il primo lo tassiamo il doppio del secondo. Sarebbe una riforma epocale: frotte di nullafacenti aprirebbero all'istante una partita Iva, si dedicherebbero a lavori umili, andrebbero a sgobbare nei campi per pagare meno tasse, e addio pubblica amministrazione faraonica. Ma lei crede che Matteo Renzi possa metter mano a una roba del genere? Campa cavallo&raquo;.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/interni/lagenzia-delle-entrate-manda-rovina-litalia-1019982.html">https://www.ilgiornale.it/news/interni/lagenzia-delle-entrate-manda-rovina-litalia-1019982.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40797/valide-tutte-le-cartelle-firmate-dai-falsi-dirigenti-</guid>
	<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 07:35:25 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40797/valide-tutte-le-cartelle-firmate-dai-falsi-dirigenti-</link>
	<title><![CDATA[Valide tutte le cartelle firmate dai falsi dirigenti !]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Sono validi gli <strong>accertamenti fiscali</strong> firmati dai <strong>dirigenti illegittimi dell&rsquo;Agenzia delle Entrate </strong>e notificati prima dell&rsquo;ormai famosa sentenza della <strong>Corte costituzionale</strong>. Lo ha appena affermato la <strong>Cassazione [1] </strong>in una sentenza che dovrebbe porre fine alla diatriba sulla questione dei cosiddetti &ldquo;<strong>falsi dirigenti</strong>&rdquo;: uno scandalo scoperchiato dalla pronuncia della Consulta che aveva dichiarato, con effetto retroattivo, la decadenza di 767 funzionari del fisco perch&eacute; promossi senza concorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Salvi tutti gli atti</strong>: nonostante le diverse interpretazioni di gran parte delle Commissioni Tributarie di primo e secondo grado, capitanate in particolar modo dai giudici di <strong>Milano </strong>(secondo cui gli accertamenti erano da considerare inesistenti e la nullit&agrave; rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, anche d&rsquo;ufficio), secondo invece la sezione tributaria della Cassazione il principio corretto &egrave; quello opposto. La Corte, pronunciatasi cos&igrave; per la prima volta sullo scottante tema dei <strong>dirigenti illegittimi</strong>, fa tramontare il sogno di tutti quei contribuenti che, sino ad oggi, avevano sperato di ottenere l&rsquo;annullamento non solo degli atti fiscali, ma anche delle conseguenti <strong>cartelle di pagamento di Equitalia </strong>emesse in conseguenza degli accertamenti illegittimi (il principio, del resto, era stato gi&agrave; sposato da qualche giudice che ora dovr&agrave; necessariamente ricredersi).</p>
<p>&nbsp;<img src="https://1.bp.blogspot.com/-4UXojX4urvs/VTpjJnCb_xI/AAAAAAAAAKQ/5t96gCmaxWk/s1600/Falsi%2BDirigenti%2BAgenzia%2BEntrate%2Bcartelle.jpg" alt="falsi dirigenti agenzia delle entrate" width="370" style="border: 0px;"></p>
<p>In verit&agrave;, nel caso di specie, il contribuente ha sollevato il vizio di illegittimit&agrave; dell&rsquo;atto solo con il ricorso in Cassazione e pertanto la Corte ne dichiara la tardivit&agrave;, sostenendo &ndash; come gi&agrave; fatto in casi simili negli scorsi giorni &ndash; che, in materia tributaria, la <strong>nullit&agrave;</strong> non pu&ograve; essere eccepita in ogni stato e grado, o rilevata d&rsquo;ufficio, ma va contestata con il primo atto di ricorso (cio&egrave; in primo grado). Tuttavia, i giudici supremi si spingono oltre e, questa volta &ndash; a differenza del passato &ndash; arrivano comunque a toccare il merito della questione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare, ecco quanto si legge nella sentenza: &ldquo;In ordine agli avvisi di accertamento in rettifica e agli accertamenti d&rsquo;ufficio, il d.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, impone sotto pena di nullit&agrave; che l&rsquo;atto sia sottoscritto dal &ldquo;<strong>capo dell&rsquo;ufficio</strong>&rdquo; o &ldquo;<strong>da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato</strong>&ldquo;, senza richiedere che il capo dell&rsquo;ufficio o il funzionario delegato abbia a rivestire anche una qualifica dirigenziale&rdquo;. Tuttavia, prosegue la Corte, &ldquo;se l&rsquo;atto impositivo pu&ograve; essere sottoscritto anche da un &ldquo;altro&rdquo; impiegato della carriera direttiva delegato dal capo dell&rsquo;ufficio, e se tale &ldquo;altro&rdquo; impiegato pu&ograve; essere un funzionario di area direttiva non dirigenziale (appunto l&rsquo;impiegato ex nono livello), per la propriet&agrave; transitiva &egrave; logico desumere che la medesima qualifica di semplice impiegato della carriera direttiva vale a identificare, in base alla stessa norma di legge, la posizione del capo dell&rsquo;ufficio delegante; posizione in tal misura necessaria ma anche sufficiente ai fini specifici della validit&agrave; degli atti.</p>
<p>La conclusione &egrave; che la legge consente che anche il capo dell&rsquo;ufficio sia, al pari del delegato, e al fine di sottoscrivere gli avvisi di accertamento, un <strong>semplice impiegato</strong> della carriera direttiva. Ebbene, l&rsquo;espressione &ldquo;<strong>impiegato della carriera direttiva</strong>&rdquo; &egrave; stata coniata in un contesto che gi&agrave; conosceva le qualifiche funzionali della dirigenza pubblica, al punto da doversi considerare utilizzata dalla legge non riferendosi a un requisito specifico qual &egrave; quello inerente al non richiamato possesso della &ldquo;qualifica dirigenziale&rdquo;. Del resto, la figura del dirigente nelle p.a. &egrave; stata introdotta solo nel 1972.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dunque, la sorte degli accertamenti formati anteriormente alla sentenza della Corte Costituzionale, sottoscritti da soggetti al momento rivestenti funzioni di <strong>capo dell&rsquo;ufficio</strong>, oppure da <strong>funzionari della carriera direttiva </strong>appositamente delegati, e dunque da soggetti idonei ai sensi di legge <strong>[3]</strong>, non &egrave; condizionata dalla validit&agrave; o meno della qualifica dirigenziale. <strong>Gli unici atti affetti da nullit&agrave; sono quelli emessi a seguito di delega impersonale, che riporti cio&egrave; solo la qualifica del delegato e non anche il suo nominativo. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli impatti della sentenza</strong></p>
<p>Che la Cassazione avrebbe deciso a favore della <strong>validit&agrave; degli atti </strong>era un sentore non solo collegato al tenore delle ultime sentenze (secondo cui la nullit&agrave; assoluta deve essere contestata entro 60 giorni dall&rsquo;accertamento &ndash; situazione di certo paradossale per chi aveva ricevuto l&rsquo;atto firmato dal dirigente decaduto molto tempo prima che lo scandalo venisse fuori con l&rsquo;ufficiale dichiarazione della Corte Costituzionale), ma anche alle proporzioni che avrebbe assunto, in termini di mancata riscossione (con conseguente danno erariale), l&rsquo;annullamento di centinaia di migliaia di accertamenti fiscali e cartelle esattoriali. Con conseguente ammanco per le casse dello Stato. Insomma, una sentenza annunciata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma attenzione: quando il contribuente contesta la legittimazione di chi ha sottoscritto l&rsquo;accertamento a suo carico sta all&rsquo;amministrazione provare che il soggetto avesse le carte in regola.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/103887_falsi-dirigenti-per-la-cassazione-gli-accertamenti-sono-validi">https://www.laleggepertutti.it/103887_falsi-dirigenti-per-la-cassazione-gli-accertamenti-sono-validi</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40794/possibile-sospensione-a-favore-delle-vittime-di-usura</guid>
	<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 17:00:56 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40794/possibile-sospensione-a-favore-delle-vittime-di-usura</link>
	<title><![CDATA[Possibile Sospensione a favore delle vittime di usura]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Delle <strong>sospensioni</strong> previste dalla legge a favore delle vittime di usura, o probabili vittime di usura, avevamo gi&agrave; parlato in precedenti articoli (<em>leggi: "Le sospensioni delle procedure esecutive previste a favore delle vittime di usura" e "Anatocismo bancario. La giurisprudenza conferma l'illegittimit&agrave;"</em>) ed ora torniamo ad occuparcene. Rivoluzionaria &egrave; stata in codesta materia, lo ricordiamo, la <strong>sentenza della Corte Costituzionale n. 192/2014</strong>, che ha chiarito la circostanza che la concessione della sospensione dei termini prevista dai primi 4 commi dell&rsquo;art. 20 della legge n. 44/1999 da parte del P.M. non &egrave; discrezionale.</p>
<p><img src="https://www.visureitalia.com/smartfocus/wp-content/uploads/2015/08/rateizzare-e-sospendere-riscossione-equitalia-1024x683.jpg" alt="sospensione cartelle equitalia" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Esso altro non &egrave; se non un atto puramente amministrativo.<br>Il P.M. non ha alcuna responsabilit&agrave; in merito alla concessione delle sospensioni ed al prosieguo delle indagini penali ma deve solo verificare che ci sia riferibilit&agrave; della comunicazione fatta al prefetto e le indagini per i delitti che hanno causato l&rsquo;effetto lesivo.<br>Il riconoscimento delle sospensioni previste a favore delle vittime di usura non concerne dunque l&rsquo;esercizio dell&rsquo;azione penale n&eacute; l&rsquo;attivit&agrave; di indagine ad essa finalizzata.<br>Ormai sono sempre pi&ugrave; numerose le procure (o meglio i P.M.) che si stanno adeguando ai principi affermati dalla sentenza della Consulta. Da ultimo, la procura di Trani, il 2 novembre 2015 ha rilasciato un nuovo provvedimento che fa riferimento alla obbligatoriet&agrave; del P.M. di rilasciare il parere favorevole e tra le motivazioni del rilascio si fa specifica menzione della sentenza della Corte Costituzionale.<br>Gi&agrave; le Commissioni Tributarie stavano trasmettendo i loro fascicoli alle diverse procure al fine di valutare eventuali reati commessi da Equitalia e Agenzia delle Entrate (leggi, a tal proposito, "Usura Equitalia? Il giudice tributario trasmette d'ufficio il fascicolo alla procura per la valutazione sul reato" e "Falsi dirigenti: un'altra importante pronuncia dei giudici tributari sull'illegittimit&agrave; degli atti dei dirigenti decaduti").<br>Ma ora, la particolarit&agrave; di questo ultimo provvedimento, sta nel fatto che la denuncia di usura non riguarda le banche bens&igrave; Equitalia, nella sua veste di agente della riscossione per conto dello Stato.</p>
<p>La <strong>denuncia</strong> &egrave; stata <strong>depositata direttamente dal contribuente vessato</strong> (<em></em></p>
<p><em></em>), al fine di valutare tutti i reati commessi ovvero sia quello di usura, se si considera solo Equitalia, che il reato di usurpazione delle funzioni pubbliche, se si considera la Pubblica amministrazione, Agenzia delle Entrate.<br>I vantaggi del riconoscimento dell&rsquo;art. 20 legge 44/99 sono notevoli per il contribuente. Primo fra tutti la circostanza che la sospensione &egrave; obbligatoria ed Equitalia si deve attenere sospendendo tutte le rate che il cittadino avrebbe dovuto pagare per la durata di anni quattro per il solo debito erariale.<br>il dediti di natura diversa da quelli erariali verranno sospesi per la durata di 300 gg.</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.studiocataldi.it/articoli/19947-equitalia-sospensioni-a-favore-delle-vittime-di-usura.asp">https://www.studiocataldi.it/articoli/19947-equitalia-sospensioni-a-favore-delle-vittime-di-usura.asp</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40793/possibile-sospensione-a-favore-delle-vittime-di-usura</guid>
	<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 17:00:49 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40793/possibile-sospensione-a-favore-delle-vittime-di-usura</link>
	<title><![CDATA[Possibile Sospensione a favore delle vittime di usura]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Delle <strong>sospensioni</strong> previste dalla legge a favore delle vittime di usura, o probabili vittime di usura, avevamo gi&agrave; parlato in precedenti articoli (<em>leggi: "Le sospensioni delle procedure esecutive previste a favore delle vittime di usura" e "Anatocismo bancario. La giurisprudenza conferma l'illegittimit&agrave;"</em>) ed ora torniamo ad occuparcene. Rivoluzionaria &egrave; stata in codesta materia, lo ricordiamo, la <strong>sentenza della Corte Costituzionale n. 192/2014</strong>, che ha chiarito la circostanza che la concessione della sospensione dei termini prevista dai primi 4 commi dell&rsquo;art. 20 della legge n. 44/1999 da parte del P.M. non &egrave; discrezionale.</p>
<p><img src="https://www.visureitalia.com/smartfocus/wp-content/uploads/2015/08/rateizzare-e-sospendere-riscossione-equitalia-1024x683.jpg" alt="sospensione cartelle equitalia" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Esso altro non &egrave; se non un atto puramente amministrativo.<br>Il P.M. non ha alcuna responsabilit&agrave; in merito alla concessione delle sospensioni ed al prosieguo delle indagini penali ma deve solo verificare che ci sia riferibilit&agrave; della comunicazione fatta al prefetto e le indagini per i delitti che hanno causato l&rsquo;effetto lesivo.<br>Il riconoscimento delle sospensioni previste a favore delle vittime di usura non concerne dunque l&rsquo;esercizio dell&rsquo;azione penale n&eacute; l&rsquo;attivit&agrave; di indagine ad essa finalizzata.<br>Ormai sono sempre pi&ugrave; numerose le procure (o meglio i P.M.) che si stanno adeguando ai principi affermati dalla sentenza della Consulta. Da ultimo, la procura di Trani, il 2 novembre 2015 ha rilasciato un nuovo provvedimento che fa riferimento alla obbligatoriet&agrave; del P.M. di rilasciare il parere favorevole e tra le motivazioni del rilascio si fa specifica menzione della sentenza della Corte Costituzionale.<br>Gi&agrave; le Commissioni Tributarie stavano trasmettendo i loro fascicoli alle diverse procure al fine di valutare eventuali reati commessi da Equitalia e Agenzia delle Entrate (leggi, a tal proposito, "Usura Equitalia? Il giudice tributario trasmette d'ufficio il fascicolo alla procura per la valutazione sul reato" e "Falsi dirigenti: un'altra importante pronuncia dei giudici tributari sull'illegittimit&agrave; degli atti dei dirigenti decaduti").<br>Ma ora, la particolarit&agrave; di questo ultimo provvedimento, sta nel fatto che la denuncia di usura non riguarda le banche bens&igrave; Equitalia, nella sua veste di agente della riscossione per conto dello Stato.</p>
<p>La <strong>denuncia</strong> &egrave; stata <strong>depositata direttamente dal contribuente vessato</strong> (<em></em></p>
<p><em></em>), al fine di valutare tutti i reati commessi ovvero sia quello di usura, se si considera solo Equitalia, che il reato di usurpazione delle funzioni pubbliche, se si considera la Pubblica amministrazione, Agenzia delle Entrate.<br>I vantaggi del riconoscimento dell&rsquo;art. 20 legge 44/99 sono notevoli per il contribuente. Primo fra tutti la circostanza che la sospensione &egrave; obbligatoria ed Equitalia si deve attenere sospendendo tutte le rate che il cittadino avrebbe dovuto pagare per la durata di anni quattro per il solo debito erariale.<br>il dediti di natura diversa da quelli erariali verranno sospesi per la durata di 300 gg.</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.studiocataldi.it/articoli/19947-equitalia-sospensioni-a-favore-delle-vittime-di-usura.asp">https://www.studiocataldi.it/articoli/19947-equitalia-sospensioni-a-favore-delle-vittime-di-usura.asp</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40726/equitalia-accertamento-esecutivo-nuovi-termini-di-riscossione</guid>
	<pubDate>Sat, 31 Oct 2015 15:07:26 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40726/equitalia-accertamento-esecutivo-nuovi-termini-di-riscossione</link>
	<title><![CDATA[Equitalia accertamento esecutivo: nuovi termini di riscossione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Scattano dal <strong>22 ottobre</strong> i nuovi termini di riscossione per l&rsquo;accertamento esecutivo. Sostanzialmente gli accertamenti da parte dell&rsquo;Agenzia delle Entrate per imposte dirette ed IVA sono immediatamente esecutivi, ovvero non &egrave; richiesto l&rsquo;invio della cartella esattoriale di Equitalia, ma l&rsquo;attivit&agrave; di riscossione verr&agrave; comunque espletata dall&rsquo;Ente di riscossione. <strong>L&rsquo;Agenzia delle Entrate</strong> affida infatti ad Equitalia le somme da riscuotere, procedura che sostituisce l&rsquo;iscrizione a ruolo.</p>
<p><strong>Accertamento esecutivo</strong><br>L&rsquo;articolo 5 del D. Lgs. 159/2015 recentemente emanato dal Governo ha tuttavia cambiato i termini entro i quali Equitalia pu&ograve; avviare la riscossione successivamente a un avviso di accertamento esecutivo, con effetto a partire dagli avvisi emessi dal 22 ottobre 2015 in poi. Si tratta del Decreto Legislativo contenente &ldquo;Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione, in attuazione dell&rsquo;articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 11 marzo 2014, n. 23&rdquo; pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 233/2015. Questo significa che gli accertamenti dell&rsquo;Agenzia delle Entrate non diventano pi&ugrave; esecutivi decorsi sessanta giorni dalla loro notifica, ma una volta decorso il termine per la proposizione del ricorso: a partire da tale termine <strong>Equitalia pu&ograve; procedere ad espropriazione forzata senza bisogno della previa notifica della cartella di pagamento</strong>.</p>
<p>In altre parole <strong>l&rsquo;accertamento esecutivo</strong> intima a pagare le somme dovute entro 60 giorni, termine entro il quale il contribuente pu&ograve; proporre ricorso al giudice. In caso contrario dopo 30 giorni il carico tributario viene inviato a Equitalia che procede alla riscossione senza bisogno di notificare la cartella esattoriale. Equitalia <strong>deve comunque comunicare al contribuente l&rsquo;avviso di presa in carico e la notifica pu&ograve; essere inviata anche tramite posta elettronica</strong>, non necessariamente certificata.</p>
<p><strong>Pignoramento</strong><br>Tra le altre novit&agrave; il pignoramento di Equitalia immediato (<em>blocco del conto, stipendio, pensioni, ecc</em>.): una volta avvenuto il passaggio di consegne dall&rsquo;Agenzia delle Entrate a Equitalia, in caso di accertamento divenuto definitivo, <strong>non si applica pi&ugrave; la sospensione di 180 giorni</strong> per l&rsquo;espropriazione forzata.</p>
<p><strong>Termini di decadenza</strong><br>Non &egrave; inoltre pi&ugrave; previsto alcun termine di decadenza per l&rsquo;inizio dell&rsquo;espropriazione forzata a seguito di accertamento esecutivo, al di l&agrave; dei termini di prescrizione. Ovvero &egrave; stato soppresso il termine decadenziale del 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di definitivit&agrave; dell&rsquo;accertamento entro il quale devono essere avviate le azioni esecutive. Questo significa che per il recupero coattivo valgono i classici termini di <strong>prescrizione</strong>, di norma <strong>10 anni</strong>.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/approfondimenti/104088/equitalia-accertamento-esecutivo-termini-riscossione.html">https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/approfondimenti/104088/equitalia-accertamento-esecutivo-termini-riscossione.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40715/pagare-le-rate-non-sblocca-pi-lauto</guid>
	<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 17:32:15 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40715/pagare-le-rate-non-sblocca-pi-lauto</link>
	<title><![CDATA[Pagare le Rate non sblocca più l'auto]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La concessa dilazione con Equitalia non blocca pi&ugrave; il fermo auto</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.fiscomania.com/wp-content/uploads/2013/10/ganasce-fiscali.jpg" alt="fermo amministrativo auto" style="border: 0px;"></p>
<p>Le nuove rateazioni non fermano pi&ugrave; le ganasce fiscali: il fermo rimane fino al pagamento dell&rsquo;ultima rata.</p>
<p>Addio alla possibilit&agrave; di ottenere la cancellazione del fermo auto iscritto da Equitalia chiedendo la rateazione delle cartelle esattoriali notificate al contribuente, come &egrave; stato sino ad oggi (la cancellazione avveniva a partire dal pagamento della prima rata): con le nuove regole sulla riforma della riscossione esattoriale [1], appena approvate dal Governo, il fermo rimane fino al versamento dell&rsquo;ultima rata della dilazione. Con la conseguenza che, per esempio, in caso di rateazione a 6 anni (72 rate), per tutto questo tempo il debitore non potr&agrave; pi&ugrave; utilizzare la propria auto. Vediamo meglio di che si tratta. Con il decreto attuativo della delega fiscale, entrato in vigore lo scorso 22 ottobre 2015, le nuove dilazioni non bloccano pi&ugrave; le ganasce fiscali: l&rsquo;ammissione (o, anche, la riammissione) alla dilazione da parte di Equitalia e il contestuale pagamento della prima rata non consentono di ottenere la rimozione del fermo amministrativo gi&agrave; disposto sull&rsquo;automobile di propriet&agrave; del contribuente, il quale non potr&agrave; circolare con il veicolo sottoposto alla misura cautelare (salvo dimostri che il mezzo gli serve per lavoro e non &egrave; possibile l&rsquo;utilizzo dei mezzi pubblici). La cancellazione del fermo auto avverr&agrave; soltanto dopo il pagamento integrale del debito. La conseguenza per&ograve; potrebbe essere svantaggiosa anche per la stessa Equitalia. Difatti, dopo tutto questo tempo, il mezzo, oltre a perdere di valore, potrebbe presentare problemi di funzionamento: situazione fortemente disincentivante, che potrebbe indurre a rinunciare alla stessa rateazione e a non pagare l&rsquo;intero debito. Non sono pochi i casi, infatti, in cui il contribuente chiede la rateazione solo al fine di poter tornare a circolare con il veicolo sottoposto a fermo. E se &egrave; vero che, invece, oggi non potr&agrave; pi&ugrave; farlo, questi potrebbe essere tentato di acquistare una nuova auto, essendo difficile &ndash; e improbabile &ndash; che il fermo venga iscritto anche su quest&rsquo;ultima nel caso di debiti di basso importo. Difatti, in base ad alcune direttive interne (che, tuttavia, non costituendo legge non sono azionabili davanti al giudice non garantendo diritti soggettivi al cittadino), per debiti inferiori a 2.000 euro, Equitalia dovrebbe iscrivere il fermo su un solo veicolo del debitore; per debiti di valore compreso tra 2.000 e 10.000 euro, su un massimo di 10 veicoli e, infine, per debiti di valore superiore a 10.000 euro, su tutti i veicoli del debitore.</p>
<p>Viceversa, se al momento della richiesta di rateazione del debito Equitalia non ha ancora iscritto il fermo auto, con l&rsquo;accettazione dell&rsquo;istanza da parte dell&rsquo;ufficio la misura cautelare non potr&agrave; pi&ugrave; essere posta per tutta la durata della dilazione (salvo sopraggiungano altri e nuovi debiti). Il che potrebbe rendere consigliabile di presentare la domanda di rateazione immediatamente, ossia gi&agrave; alla notifica della cartella, senza attendere che Equitalia compia il successivo passo (pignoramento, fermo o ipote</p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/102479_la-dilazione-con-equitalia-non-blocca-piu-il-fermo-auto">https://www.laleggepertutti.it/102479_la-dilazione-con-equitalia-non-blocca-piu-il-fermo-auto</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>