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	<title><![CDATA[IoChatto: Link di Equitalia class action]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
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	<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 15:05:19 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Mancato versamento di IVA e ritenute: condonati i reati passati]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Con le nuove <strong>soglie di punibilit&agrave;</strong> appena approvate dal Governo in materia di <strong>omesso versamento di IVA </strong>e <strong>contributi previdenziali</strong>, saltano anche tutti i <strong>procedimenti penali </strong>in corso nei confronti di chi non ha adempiuto agli obblighi fiscali (per approfondimenti leggi &ldquo;Omesso versamento: nuove soglie di reato&rdquo;). In pratica, chi si trova indagato o rinviato a giudizio per uno dei reati suddetti, o abbia anche sub&igrave;to una condanna non ancora divenuta definitiva, non verr&agrave; pi&ugrave; punito e il caso sar&agrave; chiuso immediatamente per l&rsquo;assenza del reato stesso.</p>
<hr>
<p>&Egrave; questo l&rsquo;effetto di un principio del nostro ordinamento penale chiamato &ldquo;<strong>favor rei</strong>&rdquo;: in termini pratici significa che, in caso di <strong>abrogazione </strong>di una precedente norma e di approvazione di una diversa sanzione, tra le due (quella precedente e quella successiva) si applica la pi&ugrave; favorevole al colpevole. Se, per esempio, dovesse essere approvata una pena pi&ugrave; elevata, continuerebbe ad applicarsi, anche ai fatti precedenti, quella anteriore, bench&eacute; non pi&ugrave; in vigore. Invece &ndash; come nel nostro caso &ndash; se dovesse essere approvata una riforma che prevede sanzioni pi&ugrave; leggere o che faccia scattare il reato in presenza di presupposti pi&ugrave; stringenti, la pi&ugrave; recente legge verrebbe applicata anche ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore, purch&eacute; non definitivamente &ldquo;chiusi&rdquo; con sentenza passata in giudicato.</p>
<hr>
<p><strong>Le nuove soglie di punibilit&agrave; </strong></p>
<p>A partire dall&rsquo;entrata in vigore della nuova legge (che a breve sar&agrave; pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della riforma), le nuove soglie di punibilit&agrave; saranno schematicamente le seguenti</p>
<p>&ndash; 150mila euro per l&rsquo;<strong>omesso versamento delle ritenute </strong>(sia certificate sia dichiarate nel modello 770): in passato il limite era di 50mila euro;</p>
<p>&ndash; 250mila euro per l&rsquo;<strong>omesso versamento di Iva</strong>: anche qui in passato il limite era di 50mila euro;</p>
<p>&ndash; 50mila euro per <strong>indebite ritenute</strong> per crediti inesistenti;</p>
<p>&ndash; 150mila euro con un valore assoluto di imponibile evaso di tre milioni per la <strong>dichiarazione infedele</strong>; attualmente, il reato scatta se l&rsquo;imposta evasa &egrave; superiore a 50mila euro e il valore assoluto di imponibile &egrave; pari a 2milioni di euro.</p>
<hr>
<p><strong>Sanatoria automatica</strong></p>
<p>Dunque, chi secondo il vecchio regime, si trovava ad aver sforato la soglia del penale non verr&agrave; pi&ugrave; giudicato colpevole nel momento in cui saranno divenute efficaci le nuove norme, anche se contro di lui il procedimento non &egrave; ancora iniziato, o &egrave; iniziato e non si &egrave; ancora concluso o, in ultimo, si &egrave; concluso ma la sentenza pu&ograve; essere ancora impugnata e, quindi, non &egrave; divenuta definitiva.</p>
<hr>
<p>Se, per esempio, Tizio ha omesso di versare 60mila euro di IVA o di ritenute per il periodo di imposta 2014, accertati nel 2015, e sta subendo il procedimento penale, all&rsquo;atto dell&rsquo;entrata in vigore della nuova legge potr&agrave; chiedere l&rsquo;<strong>assoluzione</strong> che il giudice dovr&agrave; necessariamente concedergli.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/96411_omesso-versamento-di-iva-e-ritenute-condonati-i-reati-passati">https://www.laleggepertutti.it/96411_omesso-versamento-di-iva-e-ritenute-condonati-i-reati-passati</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39915/novit-2015-no-anatocismo-cartelle-pi-leggere-e-via-pec</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 11:22:53 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39915/novit-2015-no-anatocismo-cartelle-pi-leggere-e-via-pec</link>
	<title><![CDATA[Novità 2015, no anatocismo, cartelle più leggere e via PEC]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong><em>Decreti attuativi della delega fiscale: gli interessi di mora si applicano solo sulla tassa, l&rsquo;aggio scende al 6%, nuove notifiche per PEC, maggiore indulgenza verso i ritardi nel pagamento in caso di rateazione.</em></strong></div>
</blockquote>
<p>&nbsp;<img src="https://www.laleggepertutti.it/wp-content/uploads/2015/05/Cartella-Equitalia-nulla-per-accertamento-firmato-dal-dirigente-decaduto-370x230.jpg" alt="novit&agrave; equitalia 2015" width="370" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Non ci sar&agrave; pi&ugrave; l&rsquo;<strong>anatocismo </strong>sulle <strong>cartelle di Equitalia </strong>che, peraltro, potranno essere notificate anche tramite <strong>posta elettronica certificata </strong>alle persone fisiche che ne faranno richiesta. Sono queste le novit&agrave; dell&rsquo;ultimo minuto sui decreti attuativi della delega fiscale che oggi dovrebbero ottenere l&rsquo;ok definitivo del Consiglio dei ministri e tornare in Parlamento per l&rsquo;ultimo giro di pareri da approvare entro il 25 settembre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La questione dell&rsquo;<strong>anatocismo sulle cartelle </strong>era rimbalzata come un fulmine a ciel sereno, quando, quest&rsquo;estate, fu annunciata dall&rsquo;esecutivo (leggi &ldquo;<strong><a rel="nofollow" href="https://www.laleggepertutti.it/94036_reintrodotto-lanatocismo-a-favore-di-equitalia-cartelle-piu-salate">Reintrodotto l&rsquo;anatocismo per Equitalia</a></strong>&rdquo;). E ci&ograve; non solo perch&eacute; la previsione si sarebbe inserita in un periodo &ldquo;incandescente&rdquo; per i contribuenti italiani &ndash; gi&agrave; in affanno nel pagamento del capitale &ndash; ma soprattutto perch&eacute; in contraddizione con altre due mosse del Governo: da un lato quella di ridurre l&rsquo;aggio sulle cartelle medesime e, dall&rsquo;altro, la scelta diametralmente inversa nei confronti delle <strong>banche </strong>(per le quali l&rsquo;<strong>anatocismo </strong>&egrave; diventato fuorilegge dal 1&deg; gennaio 2014).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dietrofront, allora, fa guadagnare tanto in immagine agli autori del provvedimento, tanto in coerenza al nuovo decreto legislativo che, a giorni, insieme a numerose altre modifiche (leggi: &ldquo;<strong><a rel="nofollow" href="https://www.laleggepertutti.it/96276_cartella-fermo-e-ipoteca-equitalia-la-mediazione-diventa-obbligatoria">Cartelle, fermo e ipoteca Equitalia: la mediazione diventa obbligatoria</a></strong>&rdquo;) dovrebbe essere approvato in via definitiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Viene allora soppressa definitivamente la previsione secondo cui gli <strong>interessi di mora </strong>si producono anche sulle sanzioni pecuniarie tributarie e sugli interessi. Una mossa che, specie nei casi di <strong>rateazione </strong>del debito con <strong>Equitalia</strong>, avrebbe fatto lievitare il conto in modo considerevole.</p>
<p>Resta invece in vita l&rsquo;attuale normativa secondo cui, dopo <strong>60 giorni dalla notifica </strong>della cartella, in caso di mancato pagamento, scattano gli <strong>interessi di mora </strong>sulle somme iscritte a ruolo applicati solo alla tassa non pagata (e non anche alle sanzioni pecuniarie e agli interessi). Interessi moratori che ammontano attualmente al 4,88%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave; confermata la riduzione dell&rsquo;<strong>aggio </strong>(il compenso dovuto a Equitalia per la sua attivit&agrave; di riscossione e che incamera essa stessa sommandolo automaticamente agli importi nella cartella) che, dall&rsquo;8%, dovrebbe passare al 6%. Sempre in un&rsquo;ottica di restyling, non si chiamer&agrave; pi&ugrave; <strong>aggio </strong>bens&igrave; &ldquo;<strong>oneri di funzionamento del servizio nazionale di riscossione</strong>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per compensare la perdita di entrate di Equitalia, l&rsquo;<strong>Agenzia delle Entrate </strong>(sua controllante al 51%) le dovr&agrave; erogare per il triennio 2016-2018 &ldquo;un contributo non superiore a 40 milioni di euro per il 2016, 45 milioni per il 2017, e 40 milioni per il 2018 (l&rsquo;importo complessivo potrebbe arrivare quindi a 125 milioni)&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cartelle notificate tramite PEC</strong></p>
<p>Altra novit&agrave; riguarda le <strong>procedure di notifica </strong>che si potranno avvalere della posta elettronica certificata anche per le persone fisiche (attualmente, la PEC viene utilizzata solo nei confronti di professionisti iscritti in albi o elenchi, imprenditori individuali e societ&agrave;). In sostanza, la notifica della cartella pu&ograve; essere eseguita con posta elettronica certificata (Pec), all&rsquo;indirizzo risultante dagli elenchi anche ai contribuenti persone fisiche che ne faranno richiesta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La PEC diventa invece la regola (e non l&rsquo;eccezione, come attualmente &egrave;) per le notifiche rivolte a imprese individuali o costituite in forma societarie ma anche per i professionisti iscritti in albi o elenchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rateazione</strong></p>
<p>Verr&agrave; inoltre chiuso un occhio nei confronti dei contribuenti che, avendo in corso una <strong>rateazione</strong>, ritardino il pagamento della singola rata: infatti un ritardo di solo sette giorni nel pagamento della rata di una cartella fiscale non comporter&agrave; la decadenza dalla rateizzazione.</p>
<p>In particolare, viene ampliato il periodo di tolleranza del ritardo nel pagamento della prima rata ai fini della sussistenza del <strong>lieve inadempimento.</strong> Quest&rsquo;ultimo si verifica con riguardo alle dilazioni degli <strong>avvisi bonari</strong> e degli <strong>atti di accertamento,</strong> qualora si ometta il pagamento di una rata successiva alla prima per un importo non superiore al 3% della rata e comunque a 10mila euro. Se si tratta della prima rata, non si decade dalla dilazione qualora il pagamento intervenga con un ritardo non superiore a 7 giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall&rsquo;altro lato, sempre in tema di <strong>rateazione</strong> &ndash; ma questa volta nei confronti di <strong>Equitalia</strong> &ndash; la riforma consente inoltre di rimettere in termini i debitori decaduti, in precedenza, dai piani di dilazione per i debiti nei confronti di <strong>Equitalia</strong>. A tale scopo occorre pagare per intero l&rsquo;importo delle rate scadute. In tal caso, per&ograve;, il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta la decadenza dalla nuova rateazione.</p>
<p>Tale facolt&agrave; &egrave; estesa alle rateazioni scadute nei 24 mesi precedenti l&rsquo;entrata in vigore del decreto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Altre modifiche</strong></p>
<p>Il pagamento della dilazione dell&rsquo;agente della riscossione pu&ograve; inoltre avvenire anche con domiciliazione bancaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per richiedere la procedura &ldquo;<strong>cartelle pazze</strong>&rdquo; <strong>[1]</strong>, ossia la sospensione automatica della riscossione in presenza di un grave e palese vizio della cartella, la domanda non andr&agrave; pi&ugrave; fatta entro 90 giorni dalla notifica della cartella, ma entro 60.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/96330_cartelle-equitalia-no-anatocismo-notifica-via-pec-le-novita">https://www.laleggepertutti.it/96330_cartelle-equitalia-no-anatocismo-notifica-via-pec-le-novita</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39914/equitalia-il-governo-fa-i-saldi</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 11:18:52 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39914/equitalia-il-governo-fa-i-saldi</link>
	<title><![CDATA[Equitalia, il governo fa i saldi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Sconti fiscali da rivedere o cancellare ogni cinque anni, l&rsquo;arrivo della notifica via web delle cartelle esattoriali, il calo dell&rsquo;aggio di&nbsp;</span><strong>Equitalia</strong><span>&nbsp;dal 4,65 all&rsquo;1% per chi paga la cartella entro 60 giorni (chi li supera, sborser&agrave; il 6%) e la possibilit&agrave; per l&rsquo;</span><strong>Agenzia delle Entrate</strong><span>&nbsp;di sostituire i dirigenti decaduti con la sentenza della Corte Costituzionale con dei quasi-dirigenti (dipendenti in&nbsp;</span><cite>"posizioni organizzative"</cite><span>&nbsp;con funzioni dirigenziali a cui saranno garantite specifiche indennit&agrave; economiche).</span></p>
<p>Sono queste alcune delle novit&agrave; che il governo intende recepire dalle indicazioni che il parlamento ha fornito su cinque schema di decreti di attuazione della delega fiscale.</p>
<p>Alcune bozze sono state predisposte per l&rsquo;esame al Consiglio dei ministri. Riguardano<cite>"sconti fiscali"</cite>&nbsp;e monitoraggio dell&rsquo;evasione, organizzazione dell&rsquo;agenzie fiscali e riforma della&nbsp;<strong>riscossione</strong>. Altri due decreti, quello accidentato sulle sanzioni penali e un altro sul contenzioso tributario, sono invece ancora in bilico e non &egrave; escluso che possano slittare al Consiglio dei ministri che dovrebbe essere fissato per la prossima settimana. I testi torneranno alle Camere perch&eacute; alcune osservazioni parlamentari non sono state accolte: tra queste quella di&nbsp;<cite>"vincolare"</cite>&nbsp;una percentuale degli incassi della lotta all&rsquo;evasione per finanziare il Fondo per la riduzione delle&nbsp;<strong>tasse</strong>. Ma deputati e senatori avranno solo dieci giorni per esprimere un parere. Il governo punta infatti a varare il tutto entro settembre (ma senza la riforma del Catasto), come previsto anche dalle raccomandazioni rivolte all&rsquo;Italia dall&rsquo;Ue.</p>
<p><span><br></span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/equitalia-cartelle-pi-leggere-fisco-ora-arrivano-i-saldi-1166630.html">https://www.ilgiornale.it/news/economia/equitalia-cartelle-pi-leggere-fisco-ora-arrivano-i-saldi-1166630.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39906/equitalia-bloccata-dalla-privacy</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 19:23:24 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39906/equitalia-bloccata-dalla-privacy</link>
	<title><![CDATA[Equitalia bloccata dalla privacy]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il Senato, attraverso la sua <strong>Commissione Finanze</strong>, ha approvato con larga maggioranza un parere che rischia di influire in modo decisivo sulla possibilit&agrave; per Equitalia di avere accesso alle informazioni riservate e ai dati personali dei cittadini italiani. L'ente di riscossione, in sostanza, potrebbe ottenere l'accesso alla totalit&agrave; delle informazioni di natura finanziaria relative a un debitore che ha un debito non ancora sanato; tra queste informazioni potrebbero esserci, per esempio, quelle riguardanti le cessioni di beni importanti (una macchina o una barca), i conti correnti in Italia e i conti correnti nei Paesi esteri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lo scopo del provvedimento</strong><br> Vale la pena di precisare che il provvedimento, per il momento, non &egrave; stato ancora attuato: bisogner&agrave; attendere la ripresa dei lavori in Parlamento, che avverr&agrave; nel mese di settembre, per sapere qualcosa in pi&ugrave;. Fino ad allora, insomma, tutto rimane in <strong>stato di bozza</strong>, ma ci&ograve; non toglie che possa essere utile provare a capire lo scenario che si prospetta. Per esempio, quali sono le ragioni che hanno portato a pensare all'adozione di una decisione di questo tipo? A riferirle &egrave; stata la Commissione Finanze stessa, che ha fatto notare la riduzione delle somme riscosse da Equitalia: una riduzione che dipenderebbe, tra l'altro, proprio dalle limitazioni in fatto di privacy con cui l'ente di riscossione deve fare i conti.</p>
<p><strong>Cosa pu&ograve; fare e cosa non pu&ograve; fare Equitalia </strong><br> Per fare un esempio, <strong>Equitalia</strong> &egrave; costretta a rispettare vincoli che ad altri riscossori, tra i quali gli istituti di credito, non vengono imposti. Essi riguardano la non pignorabilit&agrave; della prima casa, per esempio. Si tratta di diritti dei contribuenti, dunque, che per&ograve; rappresentano delle limitazioni rispetto alla riscossione effettiva del credito. Per questo motivo si sta cercando di ridurre tali diritti.</p>
<p><strong>L'aggio della riscossione</strong><br> Un altro dettaglio importante ha a che fare con l'<strong>aggio della riscossione</strong>, vale a dire la percentuale di denaro che l'ente trattiene a titolo di compensazione per le spese che ha dovuto sostenere per la riscossione della somma. Tale percentuale al momento &egrave; fissata all'8%, anche se qualche tempo fa si era parlato di abbassarla al 6.</p>
<p>Cos&igrave; non sar&agrave;: in ogni caso, a partire dal 2016 una <strong>riduzione</strong> dovrebbe esserci, anche se sar&agrave; <strong>pari solo all'1%</strong>; in sostanza, si passer&agrave; da un aggio dell'8 a un aggio del 7%. In arrivo, infine, anche novit&agrave; sulle possibilit&agrave; di rateizzare i debiti che si hanno verso Equitalia.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.affaritaliani.it/fattieconti/equitalia-la-privacy-381142.html">https://www.affaritaliani.it/fattieconti/equitalia-la-privacy-381142.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39757/equitalia-favorisce-le-banche-e-fa-un-buco-da-677-milioni</guid>
	<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 15:35:47 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39757/equitalia-favorisce-le-banche-e-fa-un-buco-da-677-milioni</link>
	<title><![CDATA[Equitalia favorisce le banche e fa un buco da 677 milioni]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I dirigenti di Equitalia che per favorire le banche hanno prodotto un buco nei conti dello Stato di 677 milioni di euro, come &egrave; stato accertato dalla Procura Generale della Corte dei Conti, devono essere individuati, chiamati a risarcire i danni ed essere immediatamente rimossi dai loro incarichi. E&rsquo; quanto hanno chiesto Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori, in una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio ed al ministro dell&rsquo;Economia.</p>
<p><img src="https://www.cn24tv.it/public/images/201104/1284047634-equitalia-sede.jpg" alt="equitalia banche" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>E&rsquo; intollerabile che mentre cittadini, artigiani, pensionati e piccole e medie imprese, siano perseguitati da Equitalia con richieste di tributi scaduti, inesigibili ed a volte inesistenti, maggiorati da oneri, balzelli ed interessi di mora che sfiorano l&rsquo;usura, gli stessi dirigenti di Equitalia abbiano addirittura intentato ricorsi giudiziari contro l&rsquo;Agenzia delle Entrate per evitare che le banche esattrici, che non avevano versato nel passaggio di consegne i tributi maturati, pagassero quanto dovuto alla fiscalit&agrave; generale.</p>
<p>Nella lettera, i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, allegano l&rsquo;ennesimo scandalo di Equitalia accertato dalla Corte dei Conti ai primi di luglio 2015 raccontato dalla stampa, che d&agrave;&nbsp; conto del buco&nbsp; 677 milioni di euro (interessi maturati esclusi) nei conti dello Stato, con la puntuale&nbsp; ricostruzione di otto anni di passaggi giudiziari in cui nessuno ha chiesto ragione del macroscopico ammanco.</p>
<p>&ldquo;Il vulnus che ha creato il buco &ndash; racconta un articolo di un quotidiano allegato nella lettera-, inizialmente di 758 milioni, nasce al momento del passaggio delle consegne nelle riscossioni fiscali tra le banche ed Equitalia, avvenuto nel corso del 2006. Le banche &ndash; quelle fin qui controllate dalla magistratura contabile (le agenzie emiliane, venete e friulane di Banca Intesa, Cassa di risparmio di Bologna poi diventata Intesa, Cassa di Risparmio di Ferrara e Montepaschi) &ndash; tra il 1990 e il 1994 avevano accumulato un credito di 758 milioni nei confronti di contribuenti che non avevano versato Irpef e Iva, n&eacute; onorato le sanzioni amministrative. I quattro istituti di credito considerarono &ldquo;il dovuto&rdquo; inesigibile e scelsero di mettere questo &ldquo;rosso&rdquo; a bilancio. La verit&agrave; che emerger&agrave; con l&rsquo;ingresso nella riscossione di Equitalia sar&agrave; diversa: l&rsquo;accumulo di credito non era inesigibile, semplicemente non &egrave; stato fatto nulla per riscuotere le cifre indicate nelle cartelle esattoriali.</p>
<p>Lo scoprir&agrave; presto &ndash; sostiene la Corte dei conti &ndash; il nuovo riscossore e lo dir&agrave;, successivamente, una sentenza di condanna della Corte dei conti dell&rsquo;Emilia Romagna, che accerter&agrave; la mancata volont&agrave; di riscossione da parte degli stessi istituti di credito. Si legge nella sentenza del 26 ottobre 2011: &ldquo;Molti atti sono stati redatti dagli ufficiali di riscossione nelle giornate di riposo o in un&rsquo;unica giornata in numero sproporzionato&rdquo;. Ancora, &ldquo;diversi verbali apocrifi&rdquo;, altri realizzati &ldquo;utilizzando modelli standard compilati in maniera generica&rdquo;. Sulla questione si apr&igrave;, tra l&rsquo;altro, un processo penale al Tribunale di Bologna.<br>L&rsquo;Agenzia delle entrate, per conto dello Stato, in un primo tempo ha preteso dalle banche inefficienti il denaro mancante; Equitalia, per&ograve;, ha fatto ricorso. S&igrave;, Equitalia ha firmato la maggior parte dei 320 ricorsi contro l&rsquo;Agenzia delle entrate, in realt&agrave; spettanti alle stesse banche. E nelle scorse settimane la Corte dei conti &ndash; che si sta occupando della fase di appello dei ricorsi &ndash; si &egrave; accorta che le contestazioni avanzate nei tribunali amministrativi per non far pagare a Montepaschi e agli altri istituti 758 milioni, Equitalia non le poteva fare. Non aveva alcun titolo a garantire i riscossori precedenti e, anzi, &ldquo;aveva un interesse esattamente opposto a quello delle banche creditrici&rdquo;. Dopo aver perso pi&ugrave; volte in primo grado, nell&rsquo;agosto 2010 gli istituti bancari hanno ottenuto dal Parlamento una sanatoria. Quindi, hanno versato il 10,91% del dovuto: 81 milioni e chiuso il contenzioso. Oggi la Corte dei conti ha scoperto l&rsquo;illegittimit&agrave; dell&rsquo;azione di Equitalia e, attraverso la sua procura, ha messo in discussione anche la sanatoria parlamentare, &ldquo;basata su presupposti sbagliati&rdquo;. Quindi, ha chiesto l&rsquo;eventuale &ldquo;danno erariale&rdquo; per le banche e la &ldquo;co-responsabilit&agrave;&rdquo; per Equitalia Spa&rdquo;.</p>
<p>Per Lannutti e Trefiletti &ndash; che si riservano di effettuare una denuncia penale per i reati ascrivibili a comportamenti infedeli -, non &egrave; difficile risalire ai dirigenti di Equitalia che invece di eseguire il loro dovere nei confronti dello Stato facendo pagare il dovuto, hanno favorito smaccatamente le banche, che devono essere immediatamente destituiti con effetto immediato dai loro incarichi, in attesa dei doverosi risarcimenti per danno erariale.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilcittadinoonline.it/news-dal-mondo/adusbef-equitalia-favorisce-le-banche-e-fa-un-buco-da-677-euro/">https://www.ilcittadinoonline.it/news-dal-mondo/adusbef-equitalia-favorisce-le-banche-e-fa-un-buco-da-677-euro/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39741/quali-sono-gli-interessi-reali-dovuti-a-equitalia</guid>
	<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 09:47:01 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39741/quali-sono-gli-interessi-reali-dovuti-a-equitalia</link>
	<title><![CDATA[Quali sono gli interessi REALI dovuti a Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="https://www.laleggepertutti.it/wp-content/uploads/2015/05/Cartella-Equitalia-nulla-per-accertamento-firmato-dal-dirigente-decaduto-370x230.jpg" alt="interessi equitalia" width="370" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<blockquote>
<p><strong>Qual &egrave; il tasso annuale di maturazione degli interessi di mora applicato da Equitalia sulle cartelle esattoriali non pagate dal debitore?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</blockquote>
<p>Dal 15 maggio 2015, il tasso annuale degli interessi di mora &egrave; pari al 4,88%. Il tasso varia ogni anno: in particolare il direttore dell&rsquo;agenzia delle Entrate, con un apposito provvedimento, fissa il tasso annuale degli&nbsp;<strong>interessi di mora&nbsp;</strong>che Equitalia applica sulle&nbsp;<strong>somme iscritte a ruolo</strong>, escluse sanzioni e interessi, in caso di mancato o tardivo pagamento, decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella. In particolare, i predetti interessi si applicano dal giorno della notifica della cartella e fino alla data del pagamento e possono essere calcolati secondo la seguente formula: (importo delle imposte e/o dei contributi dovuti X n. dei giorni di ritardo X tasso di interesse di mora) / 36500.</p>
<div style="text-align: center;">
<div>&nbsp;</div>
<div id="ebzNative">&nbsp;</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al momento, come appena specificato, gli interessi non si applicano sulle sanzioni e sugli altri&nbsp;<strong>interessi</strong>&nbsp;maturati in precedenza. Tuttavia, con una recente riforma in corso di approvazione, il Governo sta tentando di reintrodurre l&rsquo;<strong>anatocismo&nbsp;</strong>in favore di Equitalia: questo comporter&agrave; che gli interessi sulle cartelle esattoriali non pagate non verranno calcolati solo sulle somme iscritte a ruolo, ma anche sugli interessi pregressi (cosiddetta&nbsp;<strong>capitalizzazione degli interessi</strong>). Ad oggi, tuttavia, la norma non &egrave; stata ancora approvata. L&rsquo;eventuale accoglimento della riforma porterebbe a lievitare considerevolmente l&rsquo;ammontare degli<strong>&nbsp;interessi</strong>&nbsp;dovuti a&nbsp;<strong>Equitalia</strong>. Tant&rsquo;&egrave; vero che, per la stessa ragione, le aule di tribunale hanno pi&ugrave; volte condannato le&nbsp;<strong>banche&nbsp;</strong>a restituire gli interessi &ldquo;anatocistici&rdquo; ai clienti, perch&eacute; vietati dal codice civile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>Nel caso di errori di calcolo degli&nbsp;<strong>interessi di mora</strong>, &egrave; possibile chiedere, la correzione degli importi, con un ricorso in&nbsp;<strong>autotutela&nbsp;</strong>direttamente a&nbsp;<strong>Equitalia</strong>, oppure presentare ricorso alla Commissione Tributaria. Se si &egrave; gi&agrave; pagato, invece, potrebbe essere richiesto il&nbsp;<strong>rimborso</strong>&nbsp;anche se, per questa via, sussistono numerose complicazioni di ordine pratico. E questo perch&eacute;, a volte, la cartella presenta la richiesta di pagamento di pi&ugrave; tributi e/o sanzioni di natura differente, per i quali si applica una diversa competenza e giurisdizione. In particolare, la giurisdizione spetta alla&nbsp;<strong>Commissione tributaria&nbsp;</strong>(a quella provinciale, in prima istanza), se gli&nbsp;<strong>interessi di mora&nbsp;</strong>hanno riguardato un&nbsp;<strong>tributo</strong>. Vanno invece chiesti al&nbsp;<strong>Giudice di pace&nbsp;</strong>per le sanzioni di violazione del codice della strada o al&nbsp;<strong>Tribunale</strong>, sezione lavoro, per i ricorsi contro i contributi previdenziali. Questo implica la moltiplicazione dei ricorsi per somme che, a volte, non giustificano un tale dispiegamento di risorse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Peraltro, le azioni di&nbsp;<strong>rimborso&nbsp;</strong>proponibili davanti al Giudice tributario (per soli crediti tributari), e le azioni di restituzione dell&rsquo;indebito (per crediti extra tributari), hanno discipline profondamente diverse, che toccano i presupposti dell&rsquo;azione, la durata della decadenza (tributi) o della prescrizione (crediti extra tributari), la perentoriet&agrave; dei termini per l&rsquo;impugnazione, l&rsquo;atto introduttivo del giudizio (ricorso, citazione)</p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/95705_quali-sono-gli-interessi-dovuti-a-equitalia">https://www.laleggepertutti.it/95705_quali-sono-gli-interessi-dovuti-a-equitalia</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39547/equitalia-cosa-fare-se-nega-laccesso-agli-atti</guid>
	<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 17:39:21 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/39547/equitalia-cosa-fare-se-nega-laccesso-agli-atti</link>
	<title><![CDATA[Equitalia, cosa fare se nega l’accesso agli atti?]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ho presentato un&rsquo;istanza di accesso agli atti per conoscere le mie cartelle, la documentazione che le giustifica, i conteggi dettagliati, le notifiche ed i funzionari responsabili. </span></p>
<p><span>Sono passati 6 mesi ed Equitalia non risponde: cosa posso fare?</span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/94714_equitalia-cosa-fare-se-nega-laccesso-agli-atti">https://www.laleggepertutti.it/94714_equitalia-cosa-fare-se-nega-laccesso-agli-atti</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/35889/equitalia-cartelle-nulle-come-fare-ricorso</guid>
	<pubDate>Sun, 22 Mar 2015 18:22:39 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/35889/equitalia-cartelle-nulle-come-fare-ricorso</link>
	<title><![CDATA[Equitalia cartelle nulle, come fare ricorso]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>A seguito della sentenza della&nbsp;</span><a rel="nofollow" href="https://www.studiocataldi.it/visualizza_sentenza.asp?id_notizia=17883">Corte Costituzionale n.37/2015</a>&nbsp;<span>che ha dichiarato l&rsquo;illegittimit&agrave; delle norme relative alle nomine senza concorso pubblico della stragrande maggioranza dei dirigenti (circa 767) dell&rsquo;Agenzia delle Entrate (Vedi&nbsp;</span><span>&ldquo;</span><span><a rel="nofollow" href="https://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17883.asp">Corte costituzionale: nulli gli atti dell'Agenzia delle Entrate e nulle le cartelle Equitalia firmate e trasmesse da 'dirigenti di fiducia'</a>&nbsp;-&nbsp;<strong>di Floriana Baldino</strong>&rdquo;</span><span>), oltre al subbuglio scatenato nell&rsquo;ambito organizzativo degli uffici in questione, l&rsquo;effetto pi&ugrave; sconvolgente riguarda le&nbsp;<strong>centinaia di migliaia di atti (cartelle, provvedimenti, indicazioni, ecc.)</strong>&nbsp;firmati dagli stessi soggetti negli ultimi anni,&nbsp;<strong>i quali, in virt&ugrave; dell&rsquo;affermata carenza di potere, dovrebbero essere, del pari, illegittimi</strong>.</span></p>
<p><span>Di conseguenza, chiunque abbia in corso delle procedure di assolvimento dei debiti con Equitalia, sulla base di cartelle emesse in virt&ugrave; di avviso di accertamento sottoscritto da soggetto carente del relativo potere dirigenziale,&nbsp;<strong>potr&agrave; avanzare legittimamente ricorso</strong>&nbsp;per far dichiarare&nbsp;<strong>l&rsquo;inesistenza dell&rsquo;atto impositivo</strong>, in relazione all&rsquo;art. 42, comma 1, dpr 600/1973 e dell&rsquo;art. 7 della l. n. 212/2000.</span></p>
<p><span>&Egrave; ovvio che la sanzione dell&rsquo;inesistenza (la quale potrebbe anche essere dichiarata d&rsquo;ufficio) potr&agrave; essere invocata soltanto per le cartelle Equitalia che siano una diretta conseguenza degli atti impositivi dell&rsquo;Agenzia stessa,&nbsp;<strong>sottoscritti dai dirigenti dichiarati illegittimi</strong>.</span></p>
<div style="text-align: center;">
<div>&nbsp;</div>
</div>
<p><span>Di seguito,&nbsp;<strong>una formula che potr&agrave; essere utilizzata per il ricorso</strong>, da presentare in Commissione Tributaria, avverso la cartella Equitalia attraverso il quale eccepire il difetto di potere del dirigente dell&rsquo;Agenzia delle Entrate che ha sottoscritto l&rsquo;atto impositivo e far dichiarare l&rsquo;inesistenza dello stesso.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ricorso avverso cartella Equitalia per carenza di poteri del dirigente che ha sottoscritto l&rsquo;atto</strong></p>
<p><span>&nbsp;</span></p>
<p><strong>Alla Commissione Tributaria provinciale di__________</strong></p>
<p><strong>RICORSO AVVERSO CARTELLA DI PAGAMENTO</strong></p>
<p><span>Il sig./la sig.ra______________nato/a a _________________il_________ e residente in ___________________ cod. fisc<strong>._____________________(</strong></span><strong><em>OPPURE LA SOCIET&agrave;_______ IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE PRO-TEMPORE, CON SEDE IN_____________</em></strong><strong>)</strong><span>&nbsp;elettivamente domiciliato/a in__________________ via__________________presso lo studio dell&rsquo;Avv.________________, telefax__________; pec___________________che lo/la rappresenta e difende in forza di procura in calce al presente atto, presso cui dichiara di voler ricevere ogni comunicazione o notifica; propone</span></p>
<p><strong>RICORSO</strong><strong><span></span></strong></p>
<p><span>avverso&nbsp;</span><span>la cartella di pagamento n._____________, notificata il _______________da Equitalia Spa, quale Agente per la Riscossione per la Provincia di _____________ e contestuale istanza di sospensione (ex art. 47 d.lgs. n. 546/1992)</span></p>
<p><strong>NEI CONFRONTI</strong></p>
<p><span><br><span>- dell&rsquo;Agenzia delle Entrate, Ufficio di _____________ in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in via_____________;</span></span></p>
<p><span>-<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><span>di Equitalia S.p.a., quale agente della riscossione di________, in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in via _______________</span><strong><span></span></strong></p>
<p><strong>PREMESSO CHE:</strong></p>
<p><span>in data____________________, al ricorrente veniva notificata da Equitalia S.p.A., agente per la riscossione della provincia di__________, la cartella di pagamento dell&rsquo;Agenzia delle Entrate n. &nbsp;___________________relativa all&rsquo;asserito mancato pagamento dell&rsquo;imposta_______________________&nbsp;</span><strong><em>(INSERIRE L&rsquo;OGGETTO DELLA CARTELLA)</em></strong><span>&nbsp;</span><span>oltre somme aggiuntive a titolo di sanzioni e interessi con cui Equitalia, agente per la riscossione della provincia di ____________ gli intimava di pagare la somma di euro________;</span></p>
<p><span>Con il presente atto il ricorrente, come sopra rappresentato e difeso, dichiara di spiegare formale opposizione avverso la cartella di pagamento sopramenzionata, in ragione dell&rsquo;inesistenza giuridica dell&rsquo;atto impositivo (avviso di accertamento del._________n.____________) prodromico alla stessa per violazione degli artt. 42, 1&deg; comma, d.p.r. n. 600/1973 e 7 della l. n. 212/2000, per carenza del potere dirigenziale del delegante ovvero di chi ha sottoscritto l&rsquo;avviso di accertamento, in mancanza della sua qualifica di dirigente.&nbsp;</span></p>
<p><span>A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 37/2015, che ha dichiarato l&rsquo;illegittimit&agrave; costituzionale dell&rsquo;art. 8,&nbsp;</span><span>comma 24, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (convertito, con modificazioni, dall&rsquo;art. 1, comma 1, della legge 26 aprile 2012, n. 44); dell&rsquo;art. 1, comma 14, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (convertito, con modificazioni, dall&rsquo;art. 1, comma 1, della legge 27 febbraio 2014, n. 15), nonch&eacute; dell&rsquo;art. 1, comma 8, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, le norme che consentivano all&rsquo;Agenzia delle Entrate di coprire le posizioni dirigenziali vacanti mediante il ricorso a contratti individuali di lavoro a termine con funzionari interni sono state dichiarate illegittime.</span></p>
<p><span>Ne consegue che la nomina a dirigente del Dott. ___________ che ha firmato l&rsquo;atto prodromico alla cartella esattoriale deve ritenersi illegittima, in quanto incaricato di funzioni dirigenziali e non nominato in seguito a concorso pubblico, come risulta dall&rsquo;istanza di accesso agli atti effettuata dallo stesso ricorrente e allegata al presente ricorso, per cui lo stesso era privo dei poteri necessari per poter rappresentare, con riferimento all&rsquo;atto suddetto, l&rsquo;ufficio territoriale dell&rsquo;Agenzia delle Entrate.</span></p>
<p><span>Sulla base della carenza di qualifica e di potere del soggetto che l&rsquo;ha sottoscritto, l&rsquo;atto prodromico &egrave;, dunque, inesistente e la sua inesistenza comporta di conseguenza anche l&rsquo;inesistenza della cartella esattoriale impugnata.</span></p>
<p><span><br></span></p>
<p><span>Per tutto quanto sopra esposto il ricorrente, come sopra rappresentato e difeso,</span></p>
<p><strong>C H I E D E</strong></p>
<p><span>a codesta Commissione Tributaria Provinciale,&nbsp;<em>contrariis reiectis</em>, in accoglimento del presente ricorso e per i motivi sopra esposti:</span></p>
<p><span>- di dichiarare l&rsquo;inesistenza della cartella di pagamento sopra riportata per violazione degli artt. 42, 1&deg; comma, d.p.r. n. 600/1973 e 7 della l. n. 212/2000, per carenza del potere dirigenziale del soggetto che ha sottoscritto il prodromico avviso di pagamento;</span></p>
<p><span>-di dichiarare, ai sensi dell&rsquo;art. 47 del Dlgs. 546/92, ricorrendone i presupposti di legge, la sospensione dell&rsquo; atto impugnato, atteso che un&rsquo;eventuale prosecuzione dell&rsquo;azione di riscossione comporterebbe pregiudizio economico per il ricorrente;</span></p>
<p><span>-di disporre la trattazione della controversia in pubblica udienza ai sensi dell&rsquo;art. 33, comma 1, del d.lgs. n. 546/92.</span></p>
<p><span>Con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio.</span></p>
<p><span>Il sottoscritto procuratore, ai sensi dell&rsquo;art. 14 del d.p.r. n. 115/2002 e successive modifiche ed integrazioni, dichiara che il valore del presente procedimento &egrave; pari ad euro____________</span></p>
<p><strong>Si allegano in copia:</strong></p>
<p><span>- la cartella esattoriale impugnata;</span></p>
<p><span>- l&rsquo;istanza di accesso agli atti;</span></p>
<p><span>- la sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale</span></p>
<p><strong>Luogo e data______&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Avvocato_______</strong></p>
<p><strong>______________________</strong></p>
<p><span><span><br></span><br></span></p><p>URL del Link: <a href="https://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17895.asp">https://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17895.asp</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/33989/italia-una-dittatura-fiscale</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 15:49:43 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/33989/italia-una-dittatura-fiscale</link>
	<title><![CDATA[Italia: una dittatura fiscale]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In principio furono i&nbsp;<em>blitz</em>&nbsp;di Cortina.</p>
<p><img src="https://thefielder.net/wp-content/uploads/2013/12/602-0-20120915_172818_28DFEEF2-300x264.jpg" alt="befera il serpico in pensione" width="300" style="border: 0px;"></p>
<p>Era necessario servirsi del circo mediatico per dare qualche caramella al popolino e rafforzare il consenso dell&rsquo;allora governo Monti. Poi idearono nuove armi: potenziarono il&nbsp;<strong>redditometro</strong>, crearono l&rsquo;abominevole &laquo;<span>Serpico</span>&raquo;, misero a punto l&rsquo;<span>anagrafe tributaria</span>. Migliaia d&rsquo;occhi dell&rsquo;Agenzia delle Entrate sulle nostre vite; migliaia di freddi burocrati che ogni giorno diligentemente frugano nei nostri portafogli, nei nostri conti correnti, nel nostro carrello della spesa. Per controllare che tutto sia in regola. Per verificare che tutto ci&ograve; che deve finire nello stomaco del Leviatano vi finisca. Perch&eacute; cos&iacute; dev&rsquo;essere, e in futuro <strong>la raccolta dovr&agrave; essere ancor pi&uacute; abbondante</strong>. Perch&eacute; la fame del Leviatano non s&rsquo;estingue mai.&nbsp;<span>La Bestia non &egrave; mai sazia</span>; anzi il suo appetito aumenta d&rsquo;anno in anno. Serve pi&uacute; cibo. <strong>Servono pi&uacute; tasse</strong>. Serve che tutti facciano la propria parte, volenti o nolenti. La macchina della <strong>propaganda statalista</strong> ha lavorato bene, molto bene. Da tempo gl&rsquo;italiani hanno smesso d&rsquo;esser cittadini. Sono solo servizievoli burattini, anche se molti non se ne rendono conto. Applaudono questo delirio orwelliano, in preda a un&rsquo;inconsapevole Sindrome di Stoccolma. Applaudono i&nbsp;<em>blitz</em>, i controlli, i&nbsp;<em>software</em>&nbsp;innovativi. A volte, addirittura, contribuiscono alla crociata, segnalando l&rsquo;esercente che non fa lo scontrino; e tornano a casa felici, con la coscienza a posto. Tanti italiani si sentono investiti d&rsquo;una missione: <strong>la caccia all&rsquo;evasore</strong>. Credono di stare dalla parte giusta: quella delle persone moralmente rette, eticamente superiori, intellettualmente avanzate. In cuor loro, hanno una convinzione: che lo Stato user&agrave; bene i soldi in pi&uacute; che riuscir&agrave; a recuperare con la lotta all&rsquo;evasione.</p>
<p><span>&gt;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://thefielder.net/28/01/2013/redditometro-un-assalto-alla-liberta/#.UqgiN5HF_FE" target="_blank">Redditometro, un assalto alla libert&agrave;</a></span></p>
<p>Non &egrave; cos&iacute;. Benjamin Franklin sosteneva che &laquo;<em>Chi &egrave; pronto a rinunciare alle libert&agrave; fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita n&eacute; la libert&agrave; n&eacute; la sicurezza</em>&raquo;. In questo periodo d&rsquo;incertezza, in cui il futuro &egrave; solo un pensiero al quale non si riesce a dar forma, ci&ograve; che molti vorrebbero &egrave;&nbsp;<em>temporanea sicurezza</em>. Precisamente, risposte: brevi, facili da capire, e che producano risultati immediati.&nbsp;<span>Lo Stato gioca su questo: sulla nostra fragilit&agrave; e sulla nostra insicurezza</span>. Perci&ograve; confeziona slogan facili, orecchiabili.&nbsp;<em>Pagare tutti per pagare meno</em>,&nbsp;<em>chi evade &egrave; un parassita sociale</em>, e soprattutto:&nbsp;<em>se tutti paghiamo, la crisi finir&agrave; in anticipo</em>. <strong>Subdole strategie comunicative</strong> con cui lo Stato &egrave; abile nel mettere gli uni contro gli altri; nel mettere all&rsquo;indice, nell&rsquo;ostracizzare, nel dividere un popolo stremato e sempre pi&uacute; smarrito. Cos&iacute;&nbsp;<span>abbiamo accettato di vendere le nostre vite allo Stato</span>: abbiamo rinunciato alle nostre&nbsp;<em>libert&agrave; fondamentali</em>&nbsp;ingenuamente e passivamente, in cambio di qualche pacca sulla spalla, di miraggi ridistributivi, di prediche sulla giustizia sociale. Gi&agrave;,&nbsp;<em>giustizia sociale</em>: il grande alibi col quale si continuano a compiere le peggiori azioni politiche.</p>
<p><span>&gt;&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://thefielder.net/25/11/2013/pagare-tutti-per-pagare-meno/#.Uqgh3ZHF_FE" target="_blank">Pagare tutti per pagare meno: un&rsquo;illusione</a></span></p>
<p>Attilio Befera, sostenuto dal ministro Saccomanni, non perde occasione per sciorinare cifre e&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it/economia/13_dicembre_10/evasione-incompatibile-la-democrazia-befera-all-attacco-con-saccomanni-305e94be-617d-11e3-9835-2b4fbcb116d9.shtml">dare rinnovato vigore alla propaganda</a>: &laquo;<em>C&rsquo;&egrave; bisogno di dire una parola forte e certa, d&rsquo;affermare che l&rsquo;elusione e l&rsquo;evasione fiscale non sono compatibili con la nostra economia e con nessun sistema veramente democratico.</em>&nbsp;[&hellip;]&nbsp;<em>Il rafforzamento della lotta contro la frode fiscale e l&rsquo;evasione fiscale &egrave; non solo una questione d&rsquo;entrate, ma anche d&rsquo;equit&agrave; sociale</em>&raquo;. Il direttore dell&rsquo;Agenzia delle Entrate dimentica, tuttavia, di citare altri dati, a parte i soliti reboanti numeri sull&rsquo;evasione, che ammonterebbe a 130 miliardi d&rsquo;euro.&nbsp;<span>Giocare con le cifre &egrave; fin troppo facile</span>. Ad agosto, ad esempio, il ministero dell&rsquo;Economia ha comunicato che&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/05/fisco-mef-entrate-tributarie-aumentano-del-10-con-lotta-allevasione/677201/">le entrate tributarie sono aumentate del 9,9%</a>&nbsp;&mdash; pari a 329 milioni d&rsquo;euro in pi&uacute; &mdash; grazie alla lotta all&rsquo;evasione. Questi soldi come sono stati usati? Non &egrave; dato saperlo. Di sicuro, non per diminuire la pressione fiscale. Com&rsquo;&egrave;, allora, che mancano sempre le coperture per questa o quella tassa da eliminare, o per abbozzare un&rsquo;anche minima revisione della spesa pubblica?&nbsp;<span>Smascherare la propaganda &egrave; facile; ma per molti italiani &egrave; ancor pi&uacute; facile credervi</span>&nbsp;&mdash; e comodo, per non affrontare la realt&agrave;.</p>
<p>Una realt&agrave; dove il caro Befera, dall&rsquo;alto della sua intoccabile posizione <strong>d&rsquo;inquisitore fiscale retribuito coi nostri soldi</strong>, si permette di decidere che cos&rsquo;&egrave;&nbsp;<em>democratico</em>&nbsp;e cosa non lo &egrave;. Allora, vediamo. Una pressione fiscale di quasi il 70% sulle piccole e medie imprese &egrave; <strong>democratica</strong>?</p>
<p>Che l&rsquo;Italia sia il Paese dove&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-b2edf078-7f39-4c1c-a21e-9cd253bd0875.html">i&nbsp;<em>manager</em>&nbsp;pubblici sono pagati di pi&uacute;</a>&nbsp;e hanno un doppio, triplo incarico &egrave; democratico? Portare l&rsquo;IVA fino al 22% e aumentare costantemente le imposte indirette &egrave; democratico? Ricevere cartelle esattoriali che per alcuni sono significate condanne a morte &egrave; democratico? <br>Che lo Stato possa impunemente vagliare ogni nostro movimento fiscale, ma tenere all&rsquo;oscuro le sue spese, &egrave; democratico?&nbsp;<br><span><strong>L&rsquo;Italia ha smesso da tempo d&rsquo;esser una democrazia</strong>. &Egrave; solo una moderna <strong>dittatura fiscale</strong></span>, che ha come unico scopo quello d&rsquo;ingrassare lo Stato e i suoi apparati.</p><p>URL del Link: <a href="https://thefielder.net/11/12/2013/la-dittatura-fiscale/">https://thefielder.net/11/12/2013/la-dittatura-fiscale/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/32022/abolire-equitalia-solo-gli-stolti-non-cambiano-idea</guid>
	<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 08:58:40 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/32022/abolire-equitalia-solo-gli-stolti-non-cambiano-idea</link>
	<title><![CDATA[Abolire Equitalia: solo gli stolti non cambiano idea]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Finalmente all'interno del PD qualcuno sta aprendo gli occhi, ma vogliono prendersi il merito circa la proposta di abolire Equitalia.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://pbs.twimg.com/media/BudI8ZeIgAIcGEa.png:large"><img src="https://pbs.twimg.com/media/BudI8ZeIgAIcGEa.png:large" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></a></p><p>URL del Link: <a href="https://twitter.com/GiuliaDiVita/status/497446489086783488/photo/1">https://twitter.com/GiuliaDiVita/status/497446489086783488/photo/1</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

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