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	<title><![CDATA[IoChatto: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 13:21:07 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone, la famiglia ha una carta di cittadinanza divina.]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il Cardinale Tarcisio Bertone: abbiamo appena concluso le celebrazioni dell&rsquo;Anno Bicentenario della nascita di Don Bosco e noi non ci stanchiamo mai di riflettere sui suoi insegnamenti ed i suoi esempi, per applicare il progetto educativo nella complessa societ&agrave; del nostro tempo. Per rinnovare la memoria della straordinaria testimonianza di Don Bosco, prete-educatore, riandiamo agli anni della sua formazione e della sua carit&agrave; sconfinata verso i giovani poveri e abbandonati. Brano del Discorso del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato emerito, tenuto presso l&rsquo;Istituto Salesiano &ldquo;Manfredini&rdquo;, Este, Padova, il 3 ottobre 2015 Nella festa della famiglia a Filadelfia, Papa Francesco ha lanciato un grande messaggio sulla centralit&agrave; della famiglia e ha detto: &ldquo;La famiglia ha una carta di cittadinanza divina. Gliel&rsquo;ha data Dio stesso perch&eacute; nel suo seno crescesse sempre di pi&ugrave; la verit&agrave;, la bellezza, l&rsquo;amore. La famiglia &egrave; una fabbrica di speranza. Nella famiglia ci sono difficolt&agrave;, per&ograve; queste difficolt&agrave; si superano con l&rsquo;amore. E l&rsquo;amore &egrave; festa, gioia, &egrave; andare avanti&rdquo; (Incontro mondiale delle famiglie, 26 settembre 2015). Pensiamo alla famiglia di Don Bosco. Vorrei rievocare, anzitutto, il clima di intimit&agrave; familiare ove ha operato, insieme allo Spirito Santo la mamma di Don Bosco: poich&eacute; Mamma Margherita ha impartito a Giovanni alcune significative lezioni. Papa Francesco nel suo discorso a Torino Valdocco nel giugno scorso, ha ricordato alcune caratteristiche di Don Bosco e ha evidenziato proprio questo: &ldquo;Amava la Chiesa, la Madonna e la sua mamma&hellip; Pensate a questo collegamento: la Chiesa madre; la Madonna, madre; Margherita, madre&rdquo;. Sui vent'anni Giovanni Bosco a Chieri pensa di diventare francescano. Il parroco di Castelnuovo va da Mamma Margherita e la invita ad opporsi alla decisione del figlio. Mamma Margherita parte per Chieri, e, incontrando il figlio, gli dice: &laquo;Sentimi bene Giovanni, io voglio che tu ci pensi bene e con calma. Quanto avrai deciso, segui la tua strada senza guardare in faccia a nessuno. La cosa pi&ugrave; importante &egrave; che tu faccia la volont&agrave; del Signore. Il parroco vorrebbe che io ti faccia cambiare idea, perch&eacute; in avvenire io potrei avere bisogno di te. Ma io ti dico: in queste cose tua madre non c'entra. Dio &egrave; prima di tutto&raquo;. Divenuto sacerdote, la sera della prima messa solenne, Margherita dice al figlio: &laquo;Sei prete; da qui in avanti sei dunque pi&ugrave; vicino a Ges&ugrave; Cristo. Ricordati per&ograve; che cominciare a dire Messa, vuol dire cominciare a patire. Non te ne accorgerai subito, ma a poco a poco, vedrai che tua madre ti ha detto la verit&agrave;... Tu da qui innanzi pensa solamente alla salvezza delle a&not;nime e non prenderti nessun pensiero di me&raquo;. Mamma Margherita &egrave; stata indiscutibilmente la prima e importante guida spirituale di Don Bosco. Don Bosco diventato prete che far&agrave;? Conosciamo lo smisurato lavoro che ha svolto in 47 anni di sacerdozio: ha incontrato migliaia di giovani e di adulti; ha fondato una Famiglia apostolica originale in tre grandi Gruppi di impegno: i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice ed i Cooperatori, suscitando milioni di Exallievi; ha costruito tre grandi chiese; ha lanciato una rivista mensile, ha scritto un centinaio di volumi ed opuscoli (opere edite... ed inedite); ha organizzato otto spedizioni missionarie; ha svolto missioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Governo italiano; ha fatto viaggi, predicazioni, ha confessato ininterrottamente; ha avuto delle giornate stracariche di lavoro dalle 4.30 del mattino alle 23 di sera. &Epsilon; tutto con una fede, con una gioia, con un coraggio sigillato da quella incrollabile fiducia che gli fu propria e che ha cercato di comunicare ai suoi figli e figlie. La fama di Don Bosco giovane e il ricordo delle sue gesta avventurose e prodigiose hanno raggiunto tutto il mondo e i pi&ugrave; grandi personaggi, che ne hanno assimilato lo spirito. Vorrei rievocare, ad esempio, ci&ograve; che mi confidava Papa Benedetto XVI del suo rapporto con Don Bosco. E&rsquo; stato suo padre a raccontargli le memorie del giovane Giovanni Bosco: la presenza di Mamma Margherita, l&rsquo;accompagnamento del cane &ldquo;Grigio&rdquo; nelle sue vicissitudini, ecc. Tanto che quando lo accompagnai nella visita alle camerette di Don Bosco a Torino, e si vide davanti il grande quadro di Mamma Margherita con in basso il &ldquo;Grigio&rdquo;, subito ebbe un lampo di sorriso e ricord&ograve;. Per il Cardinale Bernardin Gantin, grande Presule africano, fu invece la mamma, nel lontano Benin, a raccontargli la storia di Don Bosco. Per Azeglio e Franca Ciampi, la devozione a Don Bosco era una costante della loro vita di genitori. Mi confessarono che lo hanno invocato in ogni momento difficile della loro vita. Vorrei ricordare che anche il giovane Jorge Bergoglio &ndash; diventato Papa Francesco &ndash; &egrave; stato influenzato positivamente da Don Bosco e dai suoi figli ed ha avuto un rapporto familiare con i primi salesiani di Buenos Aires ed egli stesso cita colui che lo ha battezzato e poi lo ha seguito: il salesiano Don Enrique Pezzoli. Il pap&agrave; di Jorge Bergoglio era in grande amicizia con Don Lorenzo Massa il fondatore della pi&ugrave; grande squadra di calcio dell&rsquo;Argentina: il San Lorenzo, con i colori della Madonna: rosso e blu. All&rsquo;et&agrave; di tredici anni, prima di entrare nella Compagnia di Ges&ugrave;, ha passato un anno come interno al collegio salesiano Colegio Wilfrid Bar&oacute;n de los Santos &Aacute;ngeles a Ramos Mej&iacute;a, nel Gran Buenos Aires. Ha rievocato in una famosa lettera questa straordinaria esperienza formativa: una lettera del 1990 scritta al salesiano Cayetano Bruno, lo storico della Chiesa argentina. Mi sembra che ci siano affinit&agrave; molto marcate tra Don Bosco e Papa Francesco. Don Bosco parte dalla periferia, cerca i ragazzi sbandati e i ragazzi di strada, sta insieme a loro e doner&agrave; la vita a loro. Papa Bergoglio ci invita continuamente non solo a dialogare, ma a stare con la gente, anzi a camminare insieme. Pensiamo alla cultura dell&rsquo;incontro, al rispetto e all&rsquo;amore che ha per ogni persona, specialmente per quella pi&ugrave; debole e bisognosa, e quindi a rifiutare la cultura dello scarto. Bisogna dire che nell&rsquo;originalit&agrave; creazionale di Dio, ci sono dei tratti comuni che si trasmettono di generazione in generazione attraverso i santi e attraverso i doni che lo Spirito continua ad elargire alla sua Chiesa. FONTE: DailyFocus</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-cosa-direbbe-don-bosco-oggi-a-genitori-figli-ed-educatori/">https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-cosa-direbbe-don-bosco-oggi-a-genitori-figli-ed-educatori/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 10:40:38 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[SICM Chirurgia Mano: Esperti A Confronto Su Mano, Polso E Gomito Nello Sport]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>La Societ&agrave; Italiana di Chirurgia della Mano dedica il suo congresso annuale alle patologie dell&rsquo;arto superiore nell&rsquo;atleta. Oggi, una sessione riservata alla malattia di Dupuytren e allo stato dell&rsquo;arte nell&rsquo;impiego della collagenasi.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/10/Chirurgia-mano-Collagenasi.jpg" alt="Chirurgia mano Collagenasi" style="border: 0px; border: 0px;"><span></span></p>
<p><em>Viterbo, 09 ottobre 2015 &ndash;</em>&nbsp;Tre giorni dedicati alle ultime novit&agrave; nel campo della chirurgia della mano, con particolare attenzione al mondo dello sport. Si tratta della&nbsp;<strong>53&deg; edizione del Congresso della Societ&agrave; di Chirurgia della Mano (SICM)</strong>&nbsp;dal titolo &ldquo;Le patologie dello sport nella mano, polso, e gomito&rdquo; in corso&nbsp;<strong>dal 8 al 10 ottobre presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi della Tuscia a Viterbo.</strong></p>
<p>L&rsquo;appuntamento, organizzato&nbsp;<strong>in collaborazione con l&rsquo;Associazione Italiana Riabilitazione Mano (AIRM)</strong>&nbsp;e la Societ&agrave; Italiana Infermieri Mano (SIMI), &egrave; dedicato alle patologie dell&rsquo;arto superiore in relazione alle attivit&agrave; sportive, dalle tendiniti, alle fratture, sino alle lesioni legamentose.&nbsp;&laquo;In questi giorni, si stanno confrontando qui a Viterbo i pi&ugrave; grandi esperti italiani in questo tipo di patologie &ndash; spiega il dr.&nbsp;<strong>Antonio Castagnaro</strong>, presidente del congresso -. Quest&rsquo;anno, inoltre, siamo onorati di avere con noi una delegazione di cinque medici della<em>American Association for Hand Surgery</em>, un collega dall&rsquo;Australia e il presidente della Societ&agrave; di Chirurgia della Mano tedesca. Grazie anche al loro contributo, stiamo discutendo di tutte le principali novit&agrave; nel campo delle patologie dell&rsquo;arto superiore nello sport, con particolare attenzione al trattamento chirurgico e non chirurgico di molte lesioni che un tempo non venivano nemmeno diagnosticate&raquo;.</p>
<p>Ampio spazio avr&agrave; la malattia di Dupuytren, patologia della mano caratterizzata dalla flessione progressiva e permanente di uno o pi&ugrave; dita, con la&nbsp;<strong>sessione &ldquo;Malattia di Dupuytren: i risultati hanno modificato le indicazioni?&rdquo; che si terr&agrave; oggi dalle 14.30 alle 16.00.</strong>&nbsp;In particolare, si parler&agrave; anche dell&rsquo;enzima collagenasi di Clostridium histolyticum, una terapia farmacologica che consente di trattare, senza ricorrere alla chirurgia, la maggior parte delle contratture palmari legate a questa patologia. E tutto questo, con vantaggi economici e sociali sia per il SSN sia per il paziente, grazie al suo precoce reinserimento in ambito sociale, lavorativo e familiare.</p>
<p><strong>Nicola Felici</strong>&nbsp;dell&rsquo;Unit&agrave; Operativa di Chirurgia Ricostruttiva degli Arti presso l&rsquo;ospedale San Camillo Forlanini di Roma, avr&agrave; il duplice compito di moderatore e relatore della sessione. &laquo;Con la mia relazione &ldquo;Trattamenti mini-invasivi: come i risultati hanno modificato le mie indicazioni&rdquo; ho voluto presentare i risultati ottenuti con l&rsquo;impiego della collagenasi, misurando l&rsquo;efficacia in termini di recidiva a tre anni &ndash; spiega Felici -. Ho confrontato i risultati ottenuti con quelli conseguiti con la cordotomia percutanea ad ago su un gruppo di pazienti con caratteristiche simili. I dati dimostrano che, sia per le retrazioni delle articolazioni metacarpo-falangee, sia per quelle interfalangee prossimali, l&rsquo;incidenza di recidiva, a tre anni dalla terapia con collagenasi, &egrave; pressoch&eacute; dimezzata rispetto al gruppo di pazienti trattati con cordotomia percutanea ad ago. L&rsquo;analisi dei risultati ha modificato le mie indicazioni, in particolare per il trattamento della retrazione delle articolazioni interfalangee, ove la collagenasi &egrave; diventato il trattamento di prima scelta&raquo;.</p>
<p>Di &ldquo;approccio alla malattia di Dupuytren in funzione dell&rsquo;aspettativa di recidiva &rdquo; parler&agrave;&nbsp;<strong>Mario Igor Rossello</strong>, direttore del Centro regionale di Chirurgia della Mano presso l&rsquo;Ospedale S. Paolo di Savona. &laquo;La frequenza di recidive nel trattamento della malattia di Dupuytren, in particolare nei pazienti giovani, insieme al riscontro, avvalorato nel corso degli anni, di problemi legati alla chirurgia delle recidive dopo precedenti interventi, hanno indotto la comunit&agrave; scientifica ad eseguire sempre pi&ugrave; spesso interventi &ldquo;a minima&rdquo; (di tipo mininvasivo) &ndash; afferma Rossello -. L&rsquo;avvento della collagenasi ha permesso, quindi, di risolvere una buona parte dei casi grazie ad un trattamento non invasivo, che offre maggiori possibilit&agrave; di durata nel tempo del risultato funzionale e la possibilit&agrave; di ripetere il trattamento in caso di recidiva; per queste ragioni, ad oggi, &egrave; da considerarsi il trattamento di prima scelta in tutte le forme di questa patologia, nelle quali risulta indicato&raquo;.</p>
<p>A offrire il punto della situazione sull&rsquo;impiego di questa terapia, invece, sar&agrave;&nbsp;<strong>Giorgio Pajardi</strong>, direttore dell&rsquo;U.O.C. di Chirurgia della Mano del Gruppo MultiMedica di Milano con la relazione &ldquo;Stato dell&rsquo;arte nell&rsquo;impiego delle collagenasi&rdquo;. &laquo;Che cos&rsquo;&egrave; la malattia di Dupuytren, quali i sintomi e le cause, direi che ormai &egrave; cosa nota tra noi specialisti. &Egrave; arrivato il momento di concentrarci, invece, a tutto tondo, sulla collagenasi e discutere di questo. Io presenter&ograve; dei dati che dimostrano l&rsquo;efficacia, sino ad oggi, di questa terapia e i vantaggi che porta al paziente e al medico stesso. Proprio alla collagenasi dedicheremo, il prossimo marzo 2016 a Milano, il congresso &ldquo;LA COLLAGENASI: Presente e futuro per il trattamento del Morbo di Dupuytren&rdquo; per continuare il nostro percorso di formazione dei chirurghi e di informazione del paziente su questa importante tecnica. Nonostante in Italia siano stati autorizzati all&rsquo;utilizzo di collagenasi molti centri, la realt&agrave; evidenzia che, solo pochi di questi, utilizzano realmente questo trattamento; pertanto &ndash; conclude Pajardi &ndash; &egrave; importante mantenere alta l&rsquo;attenzione su questa nuova tecnica e continuare a discuterne come tema all&rsquo;ordine del giorno&raquo;.</p>
<p>Negli stadi pi&ugrave; gravi della malattia, dove non &egrave; previsto l&rsquo;utilizzo della collagenasi, &egrave; possibile optare per un fissatore esterno. Si tratta di una modalit&agrave; mini-invasiva che consente la progressiva apertura della mano per poi concludere, una volta ridotta la flessione, con l&rsquo;utilizzo della collagenasi. A parlarne durante l&rsquo;incontro, sar&agrave; il dottor&nbsp;<strong>Massimo Corain</strong>, dirigente medico esperto in chirurgia dell&rsquo;arto superiore e microchirurgia ricostruttiva presso il policlinico universitario di Verona. &laquo;Si tratta di una tecnica percutanea svolta in anestesia locale, in day-hospital. Prevede l&rsquo;impianto di un fissatore esterno dorsale dedicato, di ultima generazione, che consente la progressiva apertura del raggio digitale interessato, ottenendo una pressoch&eacute; completa estensione del dito colpito senza incisioni chirurgiche, ferite da gestire e con rischi minimi &ndash; spiega Corain -. &Egrave;, infatti, impiantato in anestesia locale in soli venti 20 minuti e il risultato ottenuto consente di decidere insieme al paziente se fermarsi e accettare la correzione ottenuta o intervenire, quando necessario, con tecniche chirurgiche tradizionali o collagenasi per dissolvere l&rsquo;eventuale cordone fibrotico residuo. L&rsquo;estensione del dito si ottiene in circa 20 giorni, senza dolore, in totale autonomia e sotto il monitoraggio periodico del chirurgo&raquo;.</p>
<p>Durante la sessione di oggi interverranno anche gli specialisti in chirurgia della mano<strong>Francesco Bassetto</strong>&nbsp;dell&rsquo;Ospedale di Padova,&nbsp;<strong>Francesco Moschella</strong>&nbsp;del Policlinico P. Giaccone di Palermo,&nbsp;<strong>Piero Di Giuseppe</strong>&nbsp;dell&rsquo;Ospedale Giuseppe Fornaroli di Magenta (Milano),&nbsp;<strong>Aurelio Portincasa</strong>&nbsp;degli Ospedali Riuniti di Foggia e&nbsp;<strong>Massimo Ceruso</strong>&nbsp;Ospedale Careggi di Firenze.</p>
<p>&laquo;Abbiamo deciso di dedicare questa sessione del congresso alla collagenasi, perch&eacute; sentivamo il bisogno di sottolineare che, ad oggi, questa terapia non ha evidenziato importanti problematiche relative alla sicurezza del prodotto e, di conseguenza, non c&rsquo;&egrave; motivo per evitare il suo utilizzo &ndash; conclude il presidente del congresso Castagnaro -. Molti colleghi sono ancora diffidenti e per questo &egrave; importante trasmettere il messaggio che si tratta di un trattamento semplice, che porta ad un risparmio di tempo, sofferenza per il paziente e costi sul lungo periodo. L&rsquo;unico limite &egrave; che non &egrave; applicabile a tutti gli stadi della malattia&raquo;.</p>
<p>Per scaricare il programma completo del congresso,&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://sicm.it/storage-file/Congresso-Nazionale-2015/SICM-2015_Programma-Definitivo_DEF.pdf" target="_blank" title="53&deg; Congresso Nazionale SICM">cliccare qui</a>.</p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.sicm.it/it/chirurghi-e-professionisti/congresso-nazionale/53-Congresso-2015.html" target="_blank" title="53&deg; Congresso Nazionale SICM Le patologie dello sport nella mano, polso, e gomito Viterbo, 8-10 Ottobre 2015">53&deg; Congresso Nazionale SICM</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1huy0B6">https://bit.ly/1huy0B6</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 19:37:49 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40574/cardinal-tarcisio-bertone-a-este-premio-guariento-alla-memoria-di-suor-boggian</link>
	<title><![CDATA[Cardinal Tarcisio Bertone a Este, Premio Guariento alla memoria di suor Boggian]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Este, conversazione del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Sua Santit&agrave; emerito, dal titolo &ldquo;Cosa direbbe don Bosco oggi a genitori e figli&rdquo;</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/10/Tarcisio-Bertone-Immagine-Il-Mattino-di-Padova.jpg" alt="Tarcisio Bertone - Immagine Il Mattino di Padova" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p><em>Articolo de Il Mattino di Padova, 03 ottobre 2015</em></p>
<p>ESTE. Don Orlando Zampieri porta a Este un altro &ldquo;big&rdquo; della Chiesa. Questa sera, alle 20.30, il cardinale&nbsp;<strong>Tarcisio Bertone</strong>, segretario di Stato di Sua Santit&agrave; emerito, terr&agrave; una conversazione nell&rsquo;auditorium del Manfredini dal titolo &ldquo;<em>Cosa direbbe don Bosco oggi a genitori e figli</em>&rdquo;.</p>
<p>Domani, invece, celebrer&agrave; alle 10.30 la messa patronale nella chiesa di San Girolamo, dove amministrer&agrave; anche la Cresima.</p>
<p>Sar&agrave; inoltre l&rsquo;occasione per ricordare i quarant&rsquo;anni di fondazione della parrocchia.</p>
<p>Sempre domani, alle 17, Bertone consegner&agrave; alle Opere parrocchiali il premio &ldquo;Fernanda Guariento&rdquo;: il riconoscimento per l&rsquo;impegno ecclesiale andr&agrave; alla memoria di&nbsp;<em>suor Bernardetta Boggian</em>, la religiosa di Ospedaletto Euganeo trucidata un anno fa in Burundi.</p>
<p>Il cardinale benedir&agrave; quindi il tabernacolo artistico della chiesa parrocchiale e assister&agrave; poi, alle 18, a un concerto vocale e strumentale dell&rsquo;orchestra da camera Gentile Ensemble.</p>
<p>Luned&igrave; mattina, infine, sar&agrave; al Manfredini per incontrare gli studenti.</p>
<p>FONTE:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/10/03/news/alla-memoria-di-suor-boggian-il-premio-dato-da-bertone-1.12200243" target="_blank" title="Alla memoria di suor Boggian il premio dato da Bertone">Il Mattino di Padova</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/alla-memoria-di-suor-boggian-il-premio-dato-da-tarcisio-bertone">https://www.dailyfocus.net/alla-memoria-di-suor-boggian-il-premio-dato-da-tarcisio-bertone</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40266/cardinale-tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro</guid>
	<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 12:27:22 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40266/cardinale-tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro</link>
	<title><![CDATA[Cardinale Tarcisio Bertone, testimoni dell’amore per Pietro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Il cardinale Tarcisio Bertone nel suo libro &ldquo;La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato&rdquo;, sulla diplomazia e i diplomatici pontifici.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/09/Tarcisio-Bertone-testimoni-amore-per-Pietro.jpg" alt="Tarcisio Bertone testimoni amore per Pietro" style="border: 0px;"><span></span></p>
<p><em>Brano tratto dal volume &ldquo;La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato&rdquo;, di Tarcisio Bertone</em></p>
<p>I Rappresentanti Pontifici sono originari di Paesi diversi, provengono da Chiese particolari diverse, talora molto distanti per lingua, tradizione e cultura da quelle alle quali sono inviati. Proprio per questo, per&ograve;, essi vivono un&rsquo;esperienza singolare di cattolicit&agrave;, che deriva dal loro essere a servizio del carisma petrino.</p>
<p>Ovunque siano inviati, sanno di non trovarsi in terra straniera, poich&eacute; dovunque vi sia un fedele cattolico, l&igrave; &egrave; presente l&rsquo;amore per Pietro.</p>
<p>Essi sono inoltre testimoni del rispetto e dell&rsquo;attenzione che la persona e la parola del Papa riscuotono anche al di fuori della comunit&agrave; ecclesiale, presso Chiese e comunit&agrave; non cattoliche, negli ambienti governativi, nelle istituzioni internazionali, ma anche nel mondo della cultura, della scienza, e presso innumerevoli uomini e donne di buona volont&agrave;.</p>
<p>Hanno il compito, alto e gravoso, di rappresentare il Padre comune. Sanno bene che il padre deve essere presente: nelle circostanze solenni come nella ferialit&agrave; delle vita quotidiana, nelle ore liete e in quelle tristi, nei periodi di tranquillit&agrave;, ma anche in quelli, non infrequenti, in cui la comunit&agrave; cristiana &egrave; minacciata dalla guerra e dalla violenza.</p>
<p>E sono presenti non come osservatori asettici, non come giudici distaccati, non come funzionari di un potere lontano, ma in primo luogo come sacerdoti, come Vescovi tra i Vescovi, che condividono per un tratto il cammino delle Chiese e dei popoli ai quali sono inviati, trasmettendo ad essi quel raggio di luce, di speranza, di incoraggiamento che viene dal sentirsi in comunione con il Papa e con la Chiesa universale.</p>
<p>FONTE:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.libreriaeditricevaticana.va/content/libreriaeditricevaticana/it.html" target="_blank">LEV</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro/">https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40267/cardinale-tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro</guid>
	<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 12:27:22 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40267/cardinale-tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro</link>
	<title><![CDATA[Cardinale Tarcisio Bertone, testimoni dell’amore per Pietro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Il cardinale Tarcisio Bertone nel suo libro &ldquo;La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato&rdquo;, sulla diplomazia e i diplomatici pontifici.</em></p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/09/Tarcisio-Bertone-testimoni-amore-per-Pietro.jpg" alt="Tarcisio Bertone testimoni amore per Pietro" style="border: 0px; border: 0px;"><span></span></p>
<p><em>Brano tratto dal volume &ldquo;La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato&rdquo;, di Tarcisio Bertone</em></p>
<p>I Rappresentanti Pontifici sono originari di Paesi diversi, provengono da Chiese particolari diverse, talora molto distanti per lingua, tradizione e cultura da quelle alle quali sono inviati. Proprio per questo, per&ograve;, essi vivono un&rsquo;esperienza singolare di cattolicit&agrave;, che deriva dal loro essere a servizio del carisma petrino.</p>
<p>Ovunque siano inviati, sanno di non trovarsi in terra straniera, poich&eacute; dovunque vi sia un fedele cattolico, l&igrave; &egrave; presente l&rsquo;amore per Pietro.</p>
<p>Essi sono inoltre testimoni del rispetto e dell&rsquo;attenzione che la persona e la parola del Papa riscuotono anche al di fuori della comunit&agrave; ecclesiale, presso Chiese e comunit&agrave; non cattoliche, negli ambienti governativi, nelle istituzioni internazionali, ma anche nel mondo della cultura, della scienza, e presso innumerevoli uomini e donne di buona volont&agrave;.</p>
<p>Hanno il compito, alto e gravoso, di rappresentare il Padre comune. Sanno bene che il padre deve essere presente: nelle circostanze solenni come nella ferialit&agrave; delle vita quotidiana, nelle ore liete e in quelle tristi, nei periodi di tranquillit&agrave;, ma anche in quelli, non infrequenti, in cui la comunit&agrave; cristiana &egrave; minacciata dalla guerra e dalla violenza.</p>
<p>E sono presenti non come osservatori asettici, non come giudici distaccati, non come funzionari di un potere lontano, ma in primo luogo come sacerdoti, come Vescovi tra i Vescovi, che condividono per un tratto il cammino delle Chiese e dei popoli ai quali sono inviati, trasmettendo ad essi quel raggio di luce, di speranza, di incoraggiamento che viene dal sentirsi in comunione con il Papa e con la Chiesa universale.</p>
<p>FONTE:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.libreriaeditricevaticana.va/content/libreriaeditricevaticana/it.html" target="_blank">LEV</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro/">https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-testimoni-dellamore-per-pietro/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40260/tarcisio-bertone-identit-cattolica-e-il-dialogo-con-le-culture</guid>
	<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 18:30:01 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40260/tarcisio-bertone-identit-cattolica-e-il-dialogo-con-le-culture</link>
	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone identità cattolica e il dialogo con le culture]]></title>
	<description><![CDATA[Le considerazioni del cardinale Tarcisio Bertone, raccolte nel libro “La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea”, sul ruolo delle università cattoliche, sull’identità cattolica e il dialogo con le culture.

Brano tratto dal volume “La fede e il bene comune”, di Tarcisio Bertone

L’attenzione che la Chiesa riserva all’Università cattolica è testimoniata dal fatto che essa ha promosso lungo i secoli diverse Università, tra le quali vanno annoverate alcune fra le più celebri e le più antiche. Ulteriore segno di questa sua cura è la nascita, nell’ambito della Curia Romana, della Congregazione per l’Educazione Cattolica, le cui lontane origini risalgono alle speciali Commissioni istituite dallo Stato Pontificio per vigilare sulle Università di Roma già nel 1431 con Papa Eugenio IV.

Fu però solo a partire dal 1870 che tale Dicastero romano iniziò ad esercitare la sua autorità anche sulle Università e gli Istituti cattolici fuori dell’Urbe; e fu nel 1915 che assunse la responsabilità di vigilare sui Seminari. Le successive riforme della Curia Romana, -la prima risalente a Paolo VI nel 1968 e la seconda voluta da Giovanni Paolo II venti anni dopo, con la pubblicazione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus,- hanno confermato e meglio definito le competenze della Congregazione per l’Educazione Cattolica sui Seminari, sulle Università e Facoltà e sulle scuole cattoliche.

Suo scopo è pertanto operare: 1) affinché vi sia un numero sufficiente di istituzioni, convenientemente distribuite nelle diverse parti del mondo; 2) far sì che esse conservino fedelmente la propria identità e la propria missione.

Da una recente pubblicazione della stessa Congregazione, dal titolo Universitates et alia Instituta Studiorum Superiorum Ecclesiae Catholicae, risulta che nel 2005 le istituzioni universitarie cattoliche nel mondo erano 1861. (…)

Un altro punto particolarmente significativo è il rapporto con le culture, di cui le istituzioni cattoliche devono farsi carico al fine di favorire un continuo e proficuo dialogo tra il Vangelo e la società moderna. In tale comune ricerca vanno difesi e promossi i fondamentali valori della vita umana, della persona, della sua libertà e inviolabile dignità, il senso di responsabilità e l’apertura dell’essere umano al trascendente con l’intangibile diritto alla libertà religiosa. L’Università cattolica, infine, non può non prestare viva attenzione alla dottrina sociale della Chiesa, per incentivare la diffusione di un umanesimo integrale e solidale. In questo modo, la “Lux Vera”, la luce del Vangelo di Cristo, che è luce di carità e di intelligenza, può fecondare i saperi umani e, nella legittima autonomia di metodi e linguaggi, senza perdere di vista la necessaria unità del sapere, animare anche la costruzione di una convivenza sociale più giusta e pacifica.

FONTE: LEV<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1KzjIcX">https://bit.ly/1KzjIcX</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 12:59:18 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Leevia midollo osseo: “Ehi, tu! Hai midollo?”]]></title>
	<description><![CDATA[<p>ADMO - Associazione Donatori Midollo Osseo - ha scelto Leevia, la nuova piattaforma online che amplifica la diffusione delle campagne di social media marketing grazie al potere delle foto, per sostenere la quinta edizione della giornata di sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo</p>
<p>&ldquo;<strong>Ehi, tu! Hai midollo?</strong>&rdquo;, che si terr&agrave; il 26 settembre 2015 in 91 piazze italiane (consulta qui l&rsquo;elenco).</p>
<p>Attraverso la Campagna online &ldquo;<strong>Quando doni ti senti #pi&ugrave; vivo anche tu</strong>!&rdquo; pubblicata su Leevia, tutti possono sostenere, condividere e promuovere &ldquo;Ehi, tu! Hai midollo?&rdquo; Come partecipare? E&rsquo; facile. Vai su Leevia.com nella sezione dedicata alla campagna ADMO, &ldquo;<strong>Quando doni ti senti #pi&ugrave;vivo anche tu</strong>!&rdquo; e carica la foto che rappresenta ci&ograve; che ti fa sentire pi&ugrave; vivo, con l&rsquo;hastag #pi&ugrave;vivo.</p>
<p>Se accedi tramite il tuo account di Instagram, pubblica la tua foto con #pi&ugrave;vivo su Instagram e coinvolgi i tuoi seguaci in questa importante iniziativa promossa da ADMO. Se partecipi con Facebook o Twitter, carica la tua foto sull&rsquo;icona della macchina fotografica all&rsquo;interno della campagna &ldquo;Quando doni ti senti #pi&ugrave;vivo anche tu!&rdquo; su Leevia, accedi con Facebook o Twitter e sensibilizza i tuoi fan o i tuoi follower affinch&eacute; partecipino a &ldquo;Ehi, tu! Hai midollo?&rdquo; Sabato 26 settembre si svolger&agrave; la quinta edizione di "Ehi, Tu! Hai midollo?", la giornata di sensibilizzazione alla donazione del midollo osseo, che vedr&agrave; i volontari ADMO presenti in 91 piazze italiane per diffondere il messaggio dell&rsquo;importanza della donazione di midollo osseo e per reclutare nuovi potenziali donatori.</p>
<p>Grazie alla presenza di emoteche mobili nelle piazze, con a bordo i medici dei centri trasfusionali, a tutti i giovani di buona volont&agrave; dai 18 ai 35 anni sar&agrave; possibile effettuare un semplice prelievo di sangue (o di saliva, in altri casi) per essere tipizzati e, quindi, inseriti nel Registro nazionale dei donatori di midollo osseo. Ogni anno, incrementando il numero dei potenziali donatori di midollo osseo iscritti al Registro Italiano, questo evento regala la speranza e la possibilit&agrave; di farcela a tutti coloro in attesa di un trapianto di midollo osseo per guarire. A sostenere l&rsquo;iniziativa ADMO ci sono molte altre Associazioni, il Centro Nazionale Trapianti e il Registro Nazionale Donatori Midollo Osseo (IBMDR).</p>
<p>E poi ancora alcuni dei numerosi testimonial ADMO donatori di midollo osseo: le campionesse di tuffi Tania Cagnotto e Francesca Dallap&egrave;, la cantante Alessandra Amoroso e il gruppo, powered by X-factor, The Bastard Sons of Dioniso. Leevia che si riafferma sul mercato offrendo differenti prodotti per lo sviluppo di campagne di social media marketing e sfruttando la forza dirompente delle foto, ha gi&agrave; raggiunto oltre 1.000.000 di persone grazie al potere delle foto, ed &egrave; live con importantissime campagne, tra cui proprio quella di ADMO per la promozione della giornata del 26 settembre di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo. Partecipa anche tu! Fonte: Leevia</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/admo-con-leevia-per-sostenere-la-donazione-di-midollo-osseo/">https://www.dailyfocus.net/admo-con-leevia-per-sostenere-la-donazione-di-midollo-osseo/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 18:19:37 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone intervista rilasciata a Il Gazzettino]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Tarcisio Bertone affronta temi d&rsquo;attualit&agrave; internazionale ed etici, come la difesa della famiglia. &ldquo;Dare una dimensione etica alla politica internazionale non &egrave; una responsabilit&agrave; da delegare solo ai potenti della Terra: ognuno di noi dovrebbe lasciarsi coinvolgere personalmente secondo le proprie possibilit&agrave;&rdquo;, afferma fra l&rsquo;altro il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato emerito, che ha guidato la diplomazia vaticana dal 2006 al 2013.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/09/Cardinale-Tarcisio-Bertone-migranti-Italia-non-va-lasciata-sola.jpg" alt="Cardinale Tarcisio Bertone migranti Italia non va lasciata sola" style="border: 0px;"><br></em></p>
<p><em>Brani dell&rsquo;intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a Il Gazzettino e apparsa su Il Gazzettino il 27 settembre 2014</em></p>
<p><em>I conflitti pi&ugrave; recenti dimostrano il prevalere della crudelt&agrave; e dell&rsquo;intolleranza religiosa. Quale antidoto a questo male?</em></p>
<p>Anzitutto vorrei citare le forti dichiarazioni di Papa Francesco in occasione del suo viaggio in Albania: Nessuno pensi di farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e sopraffazione! Nessuno prenda a pretesto la religione per le proprie azioni contrarie alla dignit&agrave; dell&rsquo;uomo e ai suoi diritti fondamentali, in primo luogo quello alla vita e alla libert&agrave; religiosa di tutti!. Qui si pone il problema e l&rsquo;impegno, oltre agli interventi legislativi o amministrativi di governo, della formazione delle coscienze, e quindi delle agenzie educative e formative. Penso alla famiglia, alla scuola, alla Chiesa e, parallelamente, anche alle religioni con le loro rispettive strutture di cultura, educazione, comunicazione. Si tratta di propiziare, di favorire, una convivenza pacifica e una collaborazione fra gli appartenenti alle diverse religioni ed etnie, in un clima vissuto di rispetto e fiducia reciproca, fondati sulla conoscenza pi&ugrave; approfondita delle proprie radici dove le differenze diventino occasione di dialogo aperto e di riflessione comune e non fattore di scontro e di violenza. E&rsquo; un ideale, ma vanno apprezzate e promosse le iniziative formative in questa direzione degli uomini di buona volont&agrave; di tutte le religioni.</p>
<p><em>L&rsquo;Italia affronta un&rsquo;emergenza umanitaria legata all&rsquo;arrivo di migliaia di profughi e migranti. Come vede il ruolo dell&rsquo;Unione europea in questo?</em></p>
<p>Se pensiamo alla storia dei vari paesi europei essa si pu&ograve; definire una storia di emigrazione nel mondo, perci&ograve; l&rsquo;egoismo attuale dell&rsquo;Europa e la politica dello scarto &ndash; come dice Papa Francesco &ndash; &egrave; antistorica e inaccettabile. L&rsquo;Italia come avamposto del Mediterraneo non pu&ograve; essere lasciata sola. Si sono fatti progressi recentemente nelle trattative che hanno portato all&rsquo;impegno di alcuni paesi, ma la chiusura di paesi ricchi &egrave; deludente. Sarebbe pi&ugrave; logico e previdente aiutare le popolazioni in loco per uno sviluppo progressivo e integrale. In ogni caso &egrave; auspicabile che l&rsquo;Unione europea come tale assuma una politica di solidariet&agrave;, per aiutare le masse di gente disperata affinch&eacute; il rifiuto non esasperi ulteriormente la situazione e non resti come un&rsquo;onta vergognosa nella storia dell&rsquo;Europa.</p>
<p><em>I mendicanti sono sempre pi&ugrave; numerosi nelle nostre citt&agrave;, cos&igrave; come &egrave; in aumento l&rsquo;allarme per la microcriminalit&agrave; straniera. Come si pu&ograve; rispondere alle preoccupazioni della gente?</em></p>
<p>Si nota, in generale, un aumento delle povert&agrave; e, come dimostrano le statistiche e i centri di ascolto e di carit&agrave; a livello capillare, cresce la percentuale della indigenza e persino della miseria anche nelle famiglie italiane. Vorrei osservare che la microcriminalit&agrave; non &egrave; solo straniera ma avvertiamo l&rsquo;aumento preoccupante della microcriminalit&agrave; giovanile. La mancanza di lavoro in generale, e la disoccupazione giovanile, oltre a impoverire le famiglie, forniscono manovalanza alla criminalit&agrave; organizzata, nella quale senza dubbio sono intercettati anche i migranti. Oltre al problema della sicurezza sul territorio, da assumere con maggiore impegno, occorre adottare il &ldquo;sistema preventivo&rdquo; alla maniera di Don Bosco, trovando i modi per educare alla convivenza e alla legalit&agrave;. Non voglio mancare di fare un elogio alla generosit&agrave; di tanti italiani credenti e non credenti che si prodigano a favore dei migranti e dei rifugiati.</p>
<p>FONTE:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://ilgazzettino.it/" target="_blank">Il gazzettino.it</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cardinale-tarcisio-bertone-migranti-litalia-non-va-lasciata-sola/">https://www.dailyfocus.net/cardinale-tarcisio-bertone-migranti-litalia-non-va-lasciata-sola/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 20:54:01 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone: "La diplomazia pontificia", presentazione del volume a Catania]]></title>
	<description><![CDATA[La diplomazia pastorale che ha al centro le persone. Un esempio è la mediazione della Santa Sede tra Usa e Cuba. Presentazione presso l'aula magna del rettorato dell'università di Catania del volume del card. Tarcisio Bertone "La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato".

Brani dell’intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a La Sicilia e apparsi su La Sicilia il 16 gennaio 2015

Più che una diplomazia tout court, una diplomazia pastorale. In grado, sì, di lavorare a delle mediazioni, di portare avanti un lavoro diplomatico classico. Ma soprattutto in grado di occuparsi della comunità, di prendersi cura delle persone. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano merito, spiega così il senso della diplomazia pontificia. Lo ha fatto in un libro, "La diplomazia pontificia", curato con il professore Vincenzo Buonomo con prefazione di Papa Francesco (Libreria editrice Vaticana), che è stato presentato a Catania nell'aula magna del rettorato dell'università di Catania. E un esempio straordinario di successo della diplomazia pontificia è il lavoro fatto a Cuba, prima e dopo la revoluciòn che ha portato al potere il "mangiapreti" Fidel. L'ultima volta a Cuba del cardinale Bertone è stata dal 4 al 12 dicembre scorsi. Nemmeno due giorni dopo, Stati Uniti e Cuba annunciavano il ripristino delle relazioni diplomatiche. E sia il presidente Usa, Barack Obama, che quello cubano Raul Castro plaudivano all’aiuto dato loro dalla Santa Sede, impersonata da Papa Francesco.

Spiega il cardinale Benone: “In generale secondo la storia dei rapporti tra gli Stati, la diplomazia si potrebbe definire l'arte di curare le relazioni tra i rappresentanti delle nazioni e delle organizzazioni internazionali per costruire una pacifica convivenza, evitare i conflitti e, nel caso, di risolverli attraverso incontri e trattative opportunamente istituzionalizzate”. Ma “la diplomazia pontificia ha una connotazione peculiare. Anzitutto perché la Santa Sede è al centro della Chiesa Universale per la missione attribuita dal Divino Fondatore al Vescovo di Roma, successore di Pietro; ma è anche collegata geo-politicamente con la comunità delle nazioni di cui è un soggetto preminente, soprattutto per l'indiscussa autorità morale del suo vertice”.

E dunque, spiega il segretario di Stato emerito, “la diplomazia pontificia non si interessa prevalentemente di problemi economico-politici, anche se non li ignora, ma svolge una attività al servizio della dignità di ogni persona umana, per la promozione della pace e dello sviluppo integraledei popoli, e per una maturazione etica dell'umanità”. (…)

Racconta il cardinale: “Se pensiamo alla storia della Chiesa, ai numerosi e straordinari arbitrati e mediazioni a cui è stata chiamata e all’autorità anche istituzionalmente riconosciuta che ha acquisito, non si può accettare una simile proposta minimale. La Santa Sede e la Chiesa Cattolica devono conservare il loro posto e la loro funzione consolidata nella Comunità internazionale e nello stesso tempo mantenere la caratteristica umanitaria e pastorale che, soprattutto dal secolo XX in poi, l'hanno contrassegnata”.

Nel libro del cardinal Bertone figura anche una mediazione della Santa Sede per risolvere un antico conflitto tra Stati Uniti e Cuba, al tempo della guerra ispano-americana. Segno che l'impegno della Santa Sede nella regione è iniziato molto tempo fa. Recentemente, la Santa Sede ha avuto un ruolo preminente nella storica decisione di riaprire le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba, dopo anni di "bloqueo", di embargo. Una decisione arrivata proprio nel momento in cui il cardinale Bertone, un protagonista delle ultime vicende, era tornato da un viaggio a Cuba.

Racconta Bertone: “Nonostante le apparenze di immobilismo e di congelamento dello status quo, il processo di apertura era in azione lento ma inesorabile. Non si tratta ovviamente di improvvisazioni ma di un lungo lavoro di preparazione a vari livelli e con vari contributi, che ha subìto una accelerazione per la convergenza di due volontà, propiziata dall'accorta e ben accetta mediazione dell'" americano" Papa Francesco. In questo senso la famosa dichiarazione "Todos somos americanos" risuona con un accento particolarmente simpatico”.

Il cardinale Bertone è stato cinque volte a Cuba, potendo così “verificare e in qualche modo accompagnare i processi di consolidamento e di sviluppo della società nel quadro dell'organizzazione civile e religiosa dell'isola caraibica”. (…)

FONTE: La Sicilia.it<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/la-diplomazia-pontifica-in-un-mondo-globalizzato-presentazione-del-volume-del-cardinale-tarcisio-bertone-a-catania/">https://www.dailyfocus.net/la-diplomazia-pontifica-in-un-mondo-globalizzato-presentazione-del-volume-del-cardinale-tarcisio-bertone-a-catania/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 15:54:48 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/40033/cardinal-bertone-viaggio-a-cuba-e-lincontro-col-presidente-castro</link>
	<title><![CDATA[Cardinal Bertone, viaggio a Cuba e l’incontro col presidente Castro]]></title>
	<description><![CDATA[Intervista al cardinale Tarcisio Bertone dopo il suo viaggio a Cuba e l’incontro col presidente Castro. “Lascio nelle mani della conferenza episcopale le istanze da portare avanti nel dialogo bilaterale e nell'impegno comune per lo sviluppo e per il bene del popolo di Cuba, un popolo che Dio ama e che la Chiesa ama”.

Brani dell’intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a L’Osservatore Romano e alla Radio Vaticana e apparsa su L’Osservatore Romano il 1° marzo 2008

I suoi discorsi sono stati molto dettagliati nel descrivere la crescita pastorale della Chiesa cubana. Che cosa ha constatato che sia avvenuto a Cuba e nella sua Chiesa nei dieci anni seguiti alla visita di Giovanni Paolo II?

Sono convinto che la Chiesa si esprima attraverso tutte le realtà che sono comuni a una società viva. Si esprime attraverso le celebrazioni liturgiche vere e proprie, si esprime attraverso gruppi di formazione, si esprime attraverso l'azione socio-assistenziale, si esprime anche attraverso l'organizzazione di attività, iniziative, convegni, pellegrinaggi. 

L'arcivescovo di Santiago di Cuba mi riferiva che ogni anno circa mezzo milione di persone vanno in pellegrinaggio al santuario della Madonna della Caridad del Cobre. Ho visto la crescita di questi segni di una Chiesa viva. Poi ci sono i mezzi di comunicazione sociale; c'è un bollettino "Vida cristiana" distribuito in circa sessantamila copie. È una piccola cosa, ma ci sono altre riviste, corsi di formazione, centri di spiritualità, che nel fine settimana sono pieni di gruppi. 

Vedo i segni positivi di una Chiesa "normale" come in tanti altri Paesi, certo con talune limitazioni per ora. Sono segni che documentano uno sviluppo positivo di Chiesa. Le risorse sono pochissime, lo Stato aiuta il restauro di antiche chiese, di antichi centri, con grande difficoltà, perché le risorse economiche e organizzative della Chiesa sono quelle di una Chiesa povera, in un Paese che è povero. Provvidenzialmente la Chiesa riceve aiuti dall'esterno,  da  altre  Chiese  che  sono  gemellate con le diocesi e i piccoli centri a Cuba. 

C'è anche il problema dell'ingresso a Cuba di nuovi religiosi e religiose, e di sacerdoti in aiuto alla Chiesa. Ma anche questa fase della concessione dei permessi va evolvendosi; l'ho sperimentato io stesso come arcivescovo di Genova quando ho favorito l'andata a Cuba di due sacerdoti liguri e di tre suore brignoline di Roma. 

Ho potuto constatare anche un certo aumento di vocazioni sacerdotali e vocazioni religiose. Ho visto novizie, aspiranti di congregazioni religiose femminili, nuovi sacerdoti, due di essi sono nuovi salesiani cubani. Questi sono segni belli.
 
Ora che Cuba è lontana, il suo bilancio della visita pastorale risponde agli auspici della vigilia? 

Direi che ha superato le attese, considerando la situazione come viene presentata dai media o da come è vista dall'esterno anche in certi ambiti ecclesiali. Avevo per questo non dico un certo timore, ma mi proponevo certe mete, pur con fiducia nella grazia di Dio che opera incessantemente, ma anche con qualche incertezza sui risultati. Ripeto:  i risultati sono stati molto superiori alle attese in ciò che ho visto della vitalità della Chiesa cubana in tutte le sue componenti e nelle sue iniziative. 

Fra l'altro ho incontrato una religiosa salesiana che nel mese di ottobre compierà cento anni, dei quali settantotto passati a Cuba. Per questo Paese si può dire che ha dato la vita, e questo dono non può essere inefficace, perché il Signore sa trarre frutti dai semi piantati anche quando noi dormiamo! Se Dio trae figli di Dio anche dalle pietre, tanto più dai sacrifici di coloro che si sono consacrati per il bene di questo popolo. 

Ho detto sia al presidente, sia alle autorità cubane che lascio nelle mani della conferenza episcopale le istanze da portare avanti nel dialogo bilaterale e nell'impegno comune per lo sviluppo e per il bene del popolo di Cuba, un popolo che Dio ama e che la Chiesa ama.

©L'Osservatore Romano 1 marzo 2008

FONTE: L’Osservatore Romano<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1ESsOSS">https://bit.ly/1ESsOSS</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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