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	<title><![CDATA[IoChatto: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 19:35:05 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Tarciso Bertone, Cuba nuovo dialogo tra Chiesa e Stato]]></title>
	<description><![CDATA[Bilancio del cardinale Bertone dopo la visita nell'isola. “Ho detto sia al presidente, sia alle autorità cubane che lascio nelle mani della conferenza episcopale le istanze da portare avanti nel dialogo bilaterale e nell'impegno comune per lo sviluppo e per il bene del popolo di Cuba, un popolo che Dio ama e che la Chiesa ama”.

Brani dell’intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a L’Osservatore Romano e alla Radio Vaticana e apparsa su L’Osservatore Romano il 1° marzo 2008

Eminenza, Lei è stata la prima personalità esterna a incontrare Raúl Castro, dopo la sua elezione alla presidenza a seguito della rinuncia di Fidel. Quale è la convinzione che si è fatta dal colloquio con il nuovo presidente cubano?

È vero che di fronte all'opinione pubblica mondiale sono apparso come il primo rappresentante del mondo diciamo socio-politico e religioso a incontrare il nuovo presidente del Consiglio di Stato e nuovo presidente della Repubblica dopo la sua elezione.

L'incontro era fissato fin dal mio arrivo a Cuba. Raúl Castro ha ricevuto insieme con me la delegazione della Chiesa cattolica con una folta delegazione governativa. (…)

Il colloquio è stato dapprima aperto a uno scambio di impressioni su Cuba e sulla vitalità della Chiesa cattolica. Poi ho incontrato privatamente il presidente per un faccia a faccia di 55 minuti. Era stata una mia richiesta precisa e il neo presidente ha risposto positivamente. Abbiamo così potuto esaminare insieme problemi sia interni, attinenti la società cubana e i rapporti bilaterali, sia internazionali.

Può riferire qualche dettaglio del suo colloquio con il Presidente Raúl?

Abbiamo affrontato anzitutto la questione della permanenza dei valori nella società cubana. Anche il presidente Raúl è preoccupato della caduta dei valori nella società, soprattutto nel mondo giovanile. Egli deve guidare il Paese verso una nuova tappa della sua storia sociale, politica e religiosa.

La preoccupazione per i valori e per la formazione dei giovani è pertanto una preoccupazione condivisa. Ci si chiede come vincere la disaffezione dei giovani nei confronti dei valori, come ascoltare le istanze e rispondere alle aspirazioni del popolo cubano. Su questo punto abbiamo convenuto che la Chiesa può dare un grande contributo nella formazione dei giovani ai valori. Il governo intende puntare sulla formazione dei giovani ai valori fondamentali attraverso i rinomati centri educativi superiori e universitari di cui Cuba dispone, e la Chiesa può contribuire molto efficacemente a perseguire un tale obiettivo educativo. (…)

Perché parlando di Chiesa in Cuba, lei non ha mai usato l'espressione di Chiesa perseguitata o con libertà vigilata come invece ritengono molti critici del Governo cubano?

Perché la Chiesa in Cuba non è una Chiesa perseguitata. Incontra alcune difficoltà, esempio, come è stato detto, per la costruzione di nuove chiese o per l'insegnamento. Abbiamo parlato con il presidente Raúl anche dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali. È chiaro che questa è una meta che non può essere realizzata adesso.

Non si può fare un paragone tra la Chiesa che è a Cuba e la Chiesa che è in Italia, però la Chiesa in Cuba non è una Chiesa perseguitata nel senso storico delle persecuzioni, anche se le autorità, di fatto, seguono con particolare vigilanza alcuni Pastori della Chiesa. Ciò nonostante, in qualche modo c'è la possibilità di esprimere anche pubblicamente la propria fede.

Non si può ignorare, naturalmente, il problema dei rapporti con i dissidenti politici, ma, tornando alla situazione della Chiesa, c'è stata una certa apertura anche per le manifestazioni pubbliche, come ad esempio per le processioni o le celebrazioni all'aperto. I mezzi di comunicazione hanno dato discreto spazio alla mia visita. In momenti particolari, il cardinale, il vescovo di Santa Clara e il vescovo di Guantánamo hanno parlato anche alla televisione. Per pochi minuti naturalmente, però sono i piccoli passi che dimostrano una concreta apertura.

I ragazzi, i giovani, anche quelli della scuola latino-americana di medicina hanno manifestato pubblicamente la loro identità cattolica, la loro appartenenza alla Chiesa e l'impegno di portare valori cristiani nella società cubana. Nella mia visita nella scuola latino-americana di medicina, l'aula magna era gremita di giovani; alcuni hanno innalzato un cartello "somo de Cristo" e nessuno l'ha fatto rimuovere.

Pur con dei limiti - naturalmente non possiamo fare dei paragoni - dobbiamo accettare i piccoli passi o, come diceva un famoso personaggio, la politica dei piccoli passi, che in questi dieci anni è stata fatta e che continua ancora adesso. Io credo che ci siano prospettive di ulteriore apertura e di ulteriore sviluppo.

©L'Osservatore Romano 1 marzo 2008

FONTE: L’Osservatore Romano<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1ERER2B">https://bit.ly/1ERER2B</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 12:35:19 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Cardinal Bertone al Salone di Torino: "La fede e il bene comune"]]></title>
	<description><![CDATA[“Solo se condivideremo le prospettive e le domande del nostro tempo potremo comprendere la Parola di Dio come rivolta a noi nel presente. (…) La Chiesa è parte del mondo e perciò essa può svolgere adeguatamente il suo servizio solo prendendosi cura complessivamente del mondo”. Sono alcuni passaggi della speciale lettera che il Papa emerito Benedetto XVI ha scritto al cardinale Tarcisio Bertone, già segretario di Stato, e che fa da introduzione al suo nuovo volume "La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea", pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

Testo integrale dell’articolo apparso su it.radiovaticana.va del 15 maggio 2015.

Curato da Fabio Pisani, esso presenta una raccolta di discorsi pronunciati dal porporato in occasioni diverse: prolusioni all’università per l’apertura dell’anno accademico, interventi tenuti in occasione di conferenze e di lectio magistralis.

Il volume è stato presentato a Torino, al Salone internazionale del Libro dal cardinale Bertone insieme a Riccardo Ghidella, presidente regionale dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Piemonte, Vincenzo Buonomo, ordinario di diritto internazionale e direttore del Corso di laurea in Giurisprudenza della Pontificia Università Lateranense, moderati dal giornalista Carlo Di Cicco, già vicedirettore de L’Osservatore Romano. Presente il curatore dell’opera, Fabio Pisani.

“Nella varietà delle tematiche affrontate – ha osservato il curatore nell’introduzione –, si notano alcuni tratti comuni che legano i numerosi interventi. Sicuramente emerge in più occasioni la figura del card. Bertone salesiano, impegnato ad offrire insegnamenti utili, pronto ad indicare modi di essere e di vivere e a definire lo spirito che deve animare le azioni dell’uomo. Per questo l’attenzione è molto spesso rivolta all’aspetto normativo più che al problema. Del resto è sempre presente un richiamo ripetuto, più o meno esplicito, all’impegno responsabile da parte di tutti ed in particolare da parte degli uomini di fede e delle istituzioni ecclesiastiche per il raggiungimento del bene comune e la promozione della dignità umana. Nelle parole dell’autore, una strada sembra essere sempre possibile, non per incauto ottimismo, ma per la convinzione che esiste la soluzione; non viene mai meno nei toni la speranza, la Spe salvi”.

Il volume è articolato in due parti, riconducibili a due tematiche principali: la prima affronta soprattutto le questioni sociali, economiche e politiche dei nostri giorni; nella seconda prevalgono temi di taglio più dottrinale. Sette le sezioni in cui è suddiviso: La lettera enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI; Responsabilità e impegno in ambito civile; Responsabilità e impegno in ambito politico; Fede, ragione e scienza; Il ruolo delle università cattoliche; Riflessioni sulla Chiesa; La cultura della vita. Conclude il libro un’appendice con tre discorsi scelti dal cardinale Bertone: due sulla famiglia e l’intervento tenuto alla presentazione del volume che raccoglie le prolusioni del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a sottolineare “l’armonia e la concorde azione pastorale della Chiesa universale e della Chiesa italiana per il bene comune delle persone e della società”, scrive in una premessa all’appendice lo stesso cardinale Bertone. Questa pubblicazione fa seguito a La Diplomazia Pontificia in un mondo globalizzato (LEV 2013), nella quale erano raccolti interventi del cardinale incentrati principalmente sul ruolo della diplomazia vaticana.

FONTE: it.radiovaticana.va<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/la-fede-e-il-bene-comune-il-nuovo-libro-del-card-bertone-al-salone-di-torino/">https://www.dailyfocus.net/la-fede-e-il-bene-comune-il-nuovo-libro-del-card-bertone-al-salone-di-torino/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 13:08:03 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Tarcisio Bertone accoglienza e solidarietà alla Festa di San Nicola a Bari]]></title>
	<description><![CDATA[Festa di San Nicola a Bari, accoglienza e solidarietà sono i valori che esprimono la solidità di una comunità civile. Lo ha detto il cardinale Tarcisio Bertone nell’omelia della messa celebrata nella Basilica di Bari occasione del 923 anno della traslazione del corpo di san Nicola.

Testo tratto dall’articolo apparso su Sanfrancescopatronoditalia.it

Chiamato a presiedere le solenni manifestazioni celebrative, il cardinale ha ricordato il grande valore della testimonianza offerta dal santo patrono e ha invitato la popolazione a seguirne le orme e a mantenere ben viva e sempre più autentica la devozione nei confronti del santo. È infatti anche nella fedeltà alle proprie tradizioni religiose, ha detto in proposito, che una popolazione si riconosce tale. Anzi “quando se ne distacca diventa un insieme di persone slegate”.

Dopo aver riproposto la storia di san Nicola, il porporato ne ha attualizzato “il duplice messaggio, riconducibile a due parole: verità e carità. La verità innanzitutto, che significa ascolto attento della Parola di Dio e slancio coraggioso nel difendere e diffondere gli insegnamenti del Vangelo. E poi la carità, che spinge ad amare Dio e, per amore suo, ad amare il prossimo”. Dunque l'invito ai baresi a custodire gelosamente i valori ereditati dal patrono e ad aprirsi “a quella fantasia della carità che consente di andare incontro a quanti sono afflitti da antiche e nuove povertà”. Un invito, ha spiegato, rivolto soprattutto alle comunità parrocchiali e alle associazioni cattoliche che lavorano sul territorio. 

Quindi il cardinale Bertone ha sottolineato l’aspetto ecumenico della devozione verso san Nicola, “un punto di particolare incontro – l’ha definita – tra Oriente e Occidente” poiché suscita numerose occasioni di preghiera e di riflessione tra ortodossi e cattolici. “Formulo l'auspicio – ha aggiunto in proposito – che questa Città, specialmente con l’apprezzata opera dei suoi Istituti e Centri di studio e di spiritualità, continui nella ricerca di sempre più intensi contatti ecumenici con le Chiese cristiane d’Oriente, in particolare con i fratelli russi che numerosi si recano in pellegrinaggio in questa basilica”. (Osservatore Romano)

FONTE: Sanfrancescopatronoditalia.it<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1UjuOun">https://bit.ly/1UjuOun</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 17:11:52 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Cardinal Bertone Al Salone del libro con "La fede e il bene comune"]]></title>
	<description><![CDATA[Il volume è articolato in due parti, riconducibili a due tematiche principali: la prima affronta soprattutto le questioni sociali, economiche e politiche dei nostri giorni; nella seconda prevalgono temi di taglio più dottrinale.

Testo integrale dell’articolo apparso su Vatican.insider.lastampa.it del 15 maggio 2015.
Al Salone l’ultimo libro del cardinal Bertone. Si intitola «La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea», è pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana ed è stato presentato venerdì 15 maggio, alle ore 17.

“Solo se condivideremo le prospettive e le domande del nostro tempo potremo comprendere la Parola di Dio come rivolta a noi nel presente. (…) La Chiesa è parte del mondo e perciò essa può svolgere adeguatamente il suo servizio solo prendendosi cura complessivamente del mondo”. Sono alcuni passaggi della speciale lettera che il Papa emerito Benedetto XVI ha scritto al cardinale Tarcisio Bertone, già segretario di Stato, e che fa da introduzione al suo nuovo volume La fede e il bene comune. Offerta cristiana alla società contemporanea, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. Curato da Fabio Pisani, esso presenta una raccolta di discorsi pronunciati dal porporato in occasioni diverse: prolusioni all’università per l’apertura dell’anno accademico, interventi tenuti in occasione di conferenze e di lectio magistralis.

Il volume è stato presentato a Torino, al Salone internazionale del Libro (ore 17, Spazio Incontri), dal cardinale Bertone insieme a Riccardo Ghidella, presidente regionale dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Piemonte, Vincenzo Buonomo, ordinario di diritto internazionale e direttore del Corso di laurea in Giurisprudenza della Pontificia Università Lateranense, moderati dal giornalista Carlo Di Cicco, già vicedirettore de L’Osservatore Romano. Sarà presente il curatore dell’opera, Fabio Pisani.

“Nella varietà delle tematiche affrontate – ha osservato il curatore nell’introduzione –, si notano alcuni tratti comuni che legano i numerosi interventi. Sicuramente emerge in più occasioni la figura del Card. Bertone Salesiano, impegnato ad offrire insegnamenti utili, pronto ad indicare modi di essere e di vivere e a definire lo spirito che deve animare le azioni dell’uomo. Per questo l’attenzione è molto spesso rivolta all’aspetto normativo più che al problema. Del resto è sempre presente un richiamo ripetuto, più o meno esplicito, all’impegno responsabile da parte di tutti ed in particolare da parte degli uomini di fede e delle istituzioni ecclesiastiche per il raggiungimento del bene comune e la promozione della dignità umana. Nelle parole dell’autore, una strada sembra essere sempre possibile, non per incauto ottimismo, ma per la convinzione che esiste la soluzione; non viene mai meno nei toni la speranza, la spe salvi”.

Il volume è articolato in due parti, riconducibili a due tematiche principali: la prima affronta soprattutto le questioni sociali, economiche e politiche dei nostri giorni; nella seconda prevalgono temi di taglio più dottrinale. Sette le sezioni in cui è suddiviso: La lettera enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI; Responsabilità e impegno in ambito civile; Responsabilità e impegno in ambito politico; Fede, ragione e scienza; Il ruolo delle università cattoliche; Riflessioni sulla Chiesa; La cultura della vita. Conclude il libro un’appendice con tre discorsi scelti dal cardinale Bertone: due sulla famiglia e l’intervento tenuto alla presentazione del volume che raccoglie le prolusioni del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a sottolineare “l’armonia e la concorde azione pastorale della Chiesa universale e della Chiesa italiana per il bene comune delle persone e della società”, scrive in una premessa all’appendice lo stesso cardinale Bertone.

Questa pubblicazione fa seguito a La Diplomazia Pontificia in un mondo globalizzato (LEV 2013), nella quale erano raccolti interventi del cardinale incentrati principalmente sul ruolo della diplomazia vaticana.

FONTE: Vatican.insider.lastampa.it<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-al-salone-del-libro-con-la-fede-e-il-bene-comune/">https://www.dailyfocus.net/tarcisio-bertone-al-salone-del-libro-con-la-fede-e-il-bene-comune/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 12:14:22 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Preziosi Giovanni Paolo dal LIbro Immortale Mostra dedicata alla vita del Papa]]></title>
	<description><![CDATA[A distanza di dieci anni dalla morte del Papa polacco, il racconto della sua vita offre ancora una moltitudine di particolari storici inediti: dall’attentato del 1981 al caso Pinochet. Li ha raccontati Antonio Preziosi alla presentazione a Roma del libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano”, libro dal quale la mostra allestita a Torino trae ispirazione. 

Al risveglio dall’anestesia dopo l’intervento chirurgico, Wojtyla commentò «mi hanno fatto come a Bachelet...», intendendo probabilmente di esser stato vittima di un attentato come il suo amico professore o che la matrice dell’attentato fosse un gruppo terroristico. Questo e molti altri i dettagli storici inediti raccolti da Antonio Preziosi nel libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano, presentato pochi giorni fa nella Sala delle Bandiere della Rappresentanza italiana del Parlamento Europeo a Roma. 

Sono intervenuti alla presentazione del libro la cui prefazione è stata curata dal cardinale Stanislao Dziwisz, Monsignor Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio della Nuova evangelizzazione e allora cappellano di Montecitorio, e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Monsignor Fisichella ha raccontato che Giovanni Paolo II scrisse una lettera da consegnare tramite un politico italiano all'allora presidente della Convenzione europea Valery Giscard d'Estaing, per chiedere il riferimento alle radici giudaico-cristiane nella Costituzione europea. Ma lo stesso Giscard D'Estaing rifiutò la consegna della lettera rispondendo che "se la poteva tenere in tasca". "Disse che 'altri' non avevano voluto accettare quel riferimento ma da mie fonti - ha sottolineato il monsignore - so che lui stesso non volle".

Entrando come primo Papa nella storia nella Sinagoga di Roma nel 1986 "ha avuto -racconta invece Di Segni- l'intuizione geniale di trasformare una teologia in gesti concreti. L'intuizione è stata quella di dimostrare con un gesto clamoroso che certe barriere andavano abbattute, è stato un gesto che ha dimostrato che nei posti ci si va, non solo si studia e se ne parla. Questa è stata una grande rivoluzione".

Ma le rivoluzioni messe in atto da Papa Giovanni Paolo II sono state tante, le racconta Antonio Preziosi grazie a un certosino lavoro di acquisizione di notizie e documentazione sulla incredibile vita del Papa polacco, tra fatti, luoghi e testimoni storici. Il frutto di queste ricerche ha dato luogo a un libro -molto più vicino a un romanzo che a una biografia- e a una mostra, inaugurata il 27 maggio all'Archivio di Stato a Torino dall'Arcivescovo mons. Nosiglia con il sindaco Fassino, con Antonio Preziosi e il curatore Fabio di Gioia. 

Fonte: Repubblica<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1I8a1nx">https://bit.ly/1I8a1nx</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 18:56:35 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/38862/calatrasi-mediterranean-domains-storia-cultura-e-tradizione-dentro-un-bicchiere</link>
	<title><![CDATA[Calatrasi Mediterranean Domains storia, cultura e tradizione dentro un bicchiere]]></title>
	<description><![CDATA[Antonio Micchichè della Società vitivinicola Calatrasi “Mediterranean Domains &amp; Estates” racconta a Vinitalia.tv la storia delle Cantine Calatrasi, sintesi tra la storia di una comunità, di una famiglia e di singoli individui.

Palermo, Monreale, Segesta, come riuscire a portare la storia, la cultura e la tradizione dentro un bicchiere e a far in modo che proprio il bicchiere di vino possa comunicarla.

Una volta una giornalista americana mi ha chiesto qual era il rapporto tra vino e territorio. Io ho detto che il vino era l’occhio e il territorio era l’anima. 

Perché io ho fatto vino? Venendo da una famiglia di agricoltori e avendo fatto il medico per 5 anni, ho fatto vino perché il vino è la sintesi tra la storia di una comunità, di una famiglia, di singoli individui ed è la sintesi della memoria storica, della gente e del territorio in cui la gente vive.

Perché il ristoratore ha la necessità oggi di interfacciarsi con voi che producete vino e di fare in modo che a pranzo o a cena ci sia un bicchiere del territorio. Cosa riesce a dare in termini di valore aggiunto e perché qualche volta non lo fa.

Diventa sempre più difficile in Sicilia trovare un atteggiamento ostile a questo tipo di procedura perché se penso a 25, 30, 35 anni fa, i vini siciliani in Sicilia erano una minoranza in termini di consumo rispetto ai vini nostri. Oggi penso che al 95-99% ci sia un consumo locale. 

E’ la solita difficoltà di dialogo che avviene in contesti molto individualistici come quelli nostri, ma che - non è una speranza ma è una realtà - va sempre più affievolendosi, anche perché tutti siamo ben coscienti che al di là dell’identità non esiste niente.

Nelle scelte di Calatrasi appare centrale il concetto di Mediterraneo. Ad un certo punto dopo aver valorizzato la Sicilia, vi guardate intorno e andate in Puglia e poi la Tunisia. Perché il Mediterraneo è una parola chiave nella vostra vision?

Perché è la nostra identità. E poi perché il Mediterraneo è parte della memoria storica della nostra famiglia; nel caso specifico in Tunisia come siciliani noi abbiamo avuto un’ondata di emigrazione verso la Tunisia negli Anni ’20. 

Sia da parte di mia madre sia da parte di mio padre vi fu una parte della famiglia che emigrò in Tunisia, alcuni a fare gli agricoltori altri a fare i sarti. Nell’ambito di tutto questo il progetto tunisino è un ripescaggio della memoria che ha tutta l’essenza dell’esoticità perché, capite che fare un progetto in Africa è molto affascinate, e farlo in un Paese come la Tunisia, a maggior ragione oggi leader delle primavere arabe, è ancora più affascinate di prima.

Per quanto riguarda la Puglia credo ci sia un’altra motivazione sostanziale. Sempre riprendendo il concetto del Sun Belt della Cintura del Sole, la Puglia rappresenta l’azionista di maggioranza relativa del Sun Belt, che con il suo 15-16% di produzione determina con la Sicilia il 25% della produzione italiana. Allora chi guarda all’interno e al di fuori dell’Italia non può non considerare l’azionista di maggioranza relativa, che è la Sicilia e il Regno delle due Sicilie. E nell’ambito del Regno delle due Sicilie, specificamente la Puglia abbiamo inteso investire nella penisola salentina nel gioiello più bello che è il primitivo.


FONTE: Vinitalia TV<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/cantine-calatrasi-mediterranean-domains-estates-limportanza-del-mediterraneo-dalla-sicilia-alla-puglia-alla-tunisia/">https://www.dailyfocus.net/cantine-calatrasi-mediterranean-domains-estates-limportanza-del-mediterraneo-dalla-sicilia-alla-puglia-alla-tunisia/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/37748/neltempodiunpieno-raccontaci-che-automobilista-sei</guid>
	<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 18:57:19 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/37748/neltempodiunpieno-raccontaci-che-automobilista-sei</link>
	<title><![CDATA[neltempodiunpieno: raccontaci che automobilista sei]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Cosa pi&ugrave; accadere&nbsp;<strong>nel tempo di un pieno</strong>?</em><br><em>Vai su&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">www.neltempodiunpieno.it</a>&nbsp;e raccontaci che automobilista sei</em><br><em>In quei 2 minuti cos&igrave; importanti per gli italiani, nei quali si fa benzina, pu&ograve; succedere davvero di tutto. Dal cliente che, nel tempo di un pieno, e forse anche un po&rsquo; di pi&ugrave;, noncurante di macchina e coda, si fionda al bar della stazione per cornetto e cappuccino, affidando la propria autovettura al gestore; a quella moglie che, tutta presa da altre questioni, delega al marito ogni offerta fatta dal gestore.</em><br><em>Sono tanti gli aneddoti sul mondo degli automobilisti, ma ancora di pi&ugrave; sono gli autotipi: autopossessivo, autotatuato, auto&rsquo;solemio, etc</em><br><em>E nessuno pu&ograve; raccontarci di questo mondo meglio di chi ogni giorno sotto pensilina accoglie, conosce e osserva centinaia di automobilisti.</em></p>
<p><em><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/06/neltempodiunpieno.jpg" alt="#neltempodiunpieno" style="border: 0px; border: 0px;"><br></em></p>
<p>Nasce cos&igrave;&nbsp;<strong>Nel tempo di un pieno</strong>: il primo programma radiofonico condotto dai gestori delle Eni Station e dedicato agli automobilisti contemporanei. In pillole radio di 2 minuti i gestori ne racconteranno manie, storie e abitudini sempre nuove, in cui ognuno pu&ograve; riconoscersi.</p>
<p>Il programma &egrave; itinerante, andando a inserirsi all&rsquo;interno delle pi&ugrave; importanti emittenti italiane, da giugno a novembre. E ci offrir&agrave; una panoramica il pi&ugrave; possibile ampia sugli automobilisti italiani, cambiando di mese in mese gestori ed Eni Station, con storie sempre nuove.</p>
<p>Si parte a giugno con Paolo Cardilli e Salvatore Tomasello, gestori dell&rsquo;Eni Station di Ponte Galeria a Roma che, in questa nuova veste tra l&rsquo;antropologo e lo psicoterapeuta, si collegano in diretta per 3 settimane dal luned&igrave; al venerd&igrave; con &ldquo;Il Ruggito del Coniglio&rdquo;, la trasmissione di Antonello Dose e Marco Presta su Radio2.</p>
<p>Sul sito dell&rsquo;iniziativa&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">https://www.neltempodiunpieno.it/</a>&nbsp;&egrave; possibile ascoltare i podcast delle puntate, interagire con&nbsp;<strong>#neltempodiunpieno</strong>&nbsp;e giocare con l&rsquo;automentario, il test che ti far&agrave; scoprire che tipo di automobilista sei.</p>
<p><img src="https://www.dailyfocus.net/wp-content/uploads/2015/06/Nel-tempo-di-un-pieno.jpg" alt="Nel tempo di un pieno" style="border: 0px; border: 0px;"><span></span></p>
<p><strong>L&rsquo;autocappucinoecornetto &ndash; un caso di AUTOcoscienza</strong><br>Questa &egrave; quella tipologia di cliente che spesso si presenta per fare un rifornimento e ti lascia la macchina in sosta sulla colonnina di rifornimento e poi si allontana per abbuffarsi al bar per il tempo di un pieno. Si presenta lanciandoti le chiavi della sua automobile per fiondarsi a scegliere il cornetto, incurante della macchina e della coda che si former&agrave; a causa della sua ricca colazione.</p>
<p>Paolo, gestore di una stazione di Servizio Eni Station racconta questo aneddoto e aggiunge :&rdquo;&hellip; ho cercato una volta di dissuadere il cliente dall&rsquo;andare a consumare cornetto e cappuccino nel tempo di un pieno. Gli ho detto che era inutile che andasse a fare colazione perch&eacute; i cornetti erano terminati. Sapete cosa mi ha risposto?&rdquo;<br>Ascolta il podcast qui https://www.neltempodiunpieno.it/protagonisti/</p>
<p>E tu che tipo di automobilista sei? Diccelo&nbsp;<strong>#neltempodiunpieno</strong>https://www.neltempodiunpieno.it/<br>Se vuoi ascoltare le puntate e scoprire&nbsp;Che automobilista sei?&nbsp;puoi collegarti al sito dell&rsquo;iniziativa&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">neltempodiunpieno.it</a>&nbsp;oppure puoi interagire usando&nbsp;#neltempodiunpieno.</p>
<p><strong>NEL TEMPO DI UN PIENO</strong><br>&ldquo;Nel Tempo di un Pieno&rdquo; &egrave; una rubrica radiofonica sugli automobilisti contemporanei che transiter&agrave; su diverse emittenti radiofoniche nazionali e si andr&agrave; a inserire all&rsquo;interno di un programma noto con pi&ugrave; spazi durante il giorno.</p>
<p>Il contenitore del progetto prender&agrave; forma sui vari mezzi, richiamando quello che accade nella realt&agrave; per raccontare nel dettaglio prodotti, servizi e promozioni che il brand andr&agrave; a offrire. Sul sito dell&rsquo;iniziativa https://www.neltempodiunpieno.it/ si potranno ascoltare le puntate, interagire con #neltempodiunpieno e fare un test sul proprio modo di essere automobilista.</p>
<p><strong>Fonte:</strong>&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.neltempodiunpieno.it/" target="_blank">Nel Tempo di un Pieno</a></p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/nel-tempo-di-un-pieno-il-primo-programma-radiofonico-dedicato-agli-automobilisti-contemporanei/">https://www.dailyfocus.net/nel-tempo-di-un-pieno-il-primo-programma-radiofonico-dedicato-agli-automobilisti-contemporanei/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 17:07:34 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Chirurgia mano Dupuytren, se ne parla a a Milano al XX Fessh Congress]]></title>
	<description><![CDATA[Oltre 1300 chirurghi e fisioterapisti provenienti da tutta Europa riuniti al centro congressi MiCo per discutere delle principali novità scientifiche per il trattamento delle patologie della mano, tra cui il Morbo di Dupuytren

Milano, 15 giugno 2015 –  Si terrà a Milano dal 17  al 20 giugno  la ventesima edizione del FESSH Congress, il congresso Internazionale organizzato dalla Federation of European Societies for Surgery of the Hand, la Federazione delle Società Europee di Chirurgia della Mano.

Oltre 1.000 chirurghi della mano e 300 fisioterapisti, provenienti da tutta Europa, si riuniranno presso il centro congressi MiCo nel capoluogo lombardo per quattro giorni. Il congresso, che torna dopo oltre trent’anni in Italia e nello specifico nella capitale di Expo 2015, prevede una serie di lectio magistralis e oltre trentacinque workshop dedicati alle nuove tecnologie, all’innovazione nei trattamenti delle patologie della mano, sino alle ultime novità nel campo della riabilitazione. Ampio spazio verrà dedicato alle malformazioni congenite e alle nuove prospettive per affrontarle. Infine, si approfondiranno i passi avanti fatti nella terapia del Morbo di Dupuytren grazie alla collagenasi, la nuova terapia farmacologica che può sostituire l’intervento chirurgico. 

«Il congresso ha una base comune decisa dalla FESSH che viene riproposta ad ogni edizione - spiega Giorgio Pajardi, Direttore dell’Unità Operativa di chirurgia della mano del Gruppo MultiMedica e Presidente del Congresso -. Tuttavia, quest’anno abbiamo cercato di focalizzarci sull’innovazione e sull’aggiornamento professionale. Il filo conduttore sta nella volontà comune di cercare nuove strade che portino alla sostituzione completa o parziale degli interventi. Questa è la direzione che sta prendendo anche la ricerca scientifica. Io, per esempio, non mi sento un chirurgo, curo la mano e quando necessario la opero. Il fatto che le novità più salienti degli ultimi mesi e anni, come la collagenasi per il Morbo di Dupuytren, siano servite a ridurre gli interventi non è un caso. Ci stiamo muovendo verso una medicina della mano o comunque verso una riduzione dell’invasività chirurgica».

E proprio al Morbo di Dupuytren, giovedì 18 giugno sarà dedicato un simposio dal titolo Getting under the skin of Dupuytren’s contracture  (Arrivare sotto la pelle della contrattura di Dupuytren) a cui parteciperanno, oltre al Professor Giorgio Pajardi, alcuni dei maggiori esperti europei in materia. 
Questa malattia, che colpisce soprattutto gli uomini dai quaranta ai sessant’anni, progressivamente invalidante,  provoca una flessione progressiva di una o più dita, cui segue l’inevitabile limitazione dell’estensione della mano. Fino all’avvento della collagenasi veniva trattata esclusivamente con l’intervento chirurgico; ora, invece, quest’ultima agisce grazie alla sua capacità di scissione e disgregazione delle fibre di collagene che rappresentano la componente principale del tessuto patologico che blocca il movimento. Il trattamento consiste in un’iniezione con un ago molto sottile, seguita, dopo 24 ore, da una manipolazione dell’arto esercitata dal medico. 

«In Italia questo trattamento è già molto diffuso  - continua il Presidente del congresso - e rappresenta ormai lo standard a livello mondiale. Tuttavia, in alcuni Paesi europei come Francia e Germania non è ancora distribuito e questo per problemi di sostenibilità economica che nulla hanno a che vedere con la valenza scientifica del farmaco. Uno dei motivi per cui è importante il suo impiego è che la malattia di Dupuytren, essendo su predisposizione congenita, può ripresentarsi. Ripetere il trattamento con il farmaco non crea alcun problema al paziente, mentre una seconda operazione può portare alla comparsa di cicatrici».

Infine, al XX FESSH Congress gli esperti si concentreranno sui passi avanti fatti nel campo della supermicrochirurgia e sulle patologie del polso. Conclude Pajardi: «Sul polso è importante sensibilizzare i chirurghi e i fisioterapisti dei pronto soccorso a non sottovalutare eventuali lesioni legamentose. La diagnosi precoce, infatti, e il conseguente trattamento repentino, sono fondamentali per evitare di incorrere in gravi complicazioni».  

Per maggiori dettagli sul XX FESSH Congress: www.fessh2015.org 

Per ulteriori informazioni:
 
Maria Luisa Paleari – ml.paleari@vrelations.it – 331 6718518
Alessio Pappagallo  – a.pappagallo@vrelations.it – 02-20424943 – 339 5897483<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/a-milano-il-xx-fessh-congress-il-simposio-internazionale-dedicato-alla-chirurgia-della-mano/">https://www.dailyfocus.net/a-milano-il-xx-fessh-congress-il-simposio-internazionale-dedicato-alla-chirurgia-della-mano/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 16:41:30 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Pensione cani Udine, padroni in ferie e cani in vacanza all’Allevamento Il Girasole di Porpetto]]></title>
	<description><![CDATA[Pensione estiva cani. In vacanza senza il nostro amico a quattro zampe oggi è possibile! All’allevamento Il Girasole (Porpetto, Udine), a disposizione un servizio di pensione per cani dedicato a chi non li può portare con sé in ferie

 Pensione cani Udine

Il caldo, il sole e la spiaggia si avvicinano. Con l’arrivo dell’estate, per le famiglie è tempo di programmare le vacanze e non sempre è possibile portare il proprio cane nelle località balneari o montane. Come fare, quindi, per garantire ferie serene a noi e al fedele amico a quattro zampe che ci accompagna nella quotidianità?

All’allevamento Il Girasole di Porpetto (Udine) si può trovare la risposta giusta. L’azienda agricola, che si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati, mette a disposizione anche il servizio di “Pensione per cani”, tramite appositi spazi pronti per garantire il massimo comfort a ciascun ospite.

Pensione estiva cani_480
All’interno della struttura, situata in località Fontanis, è possibile lasciare in mani sicure, durante le vacanze, il nostro animale. Il suo benessere viene assicurato dal fatto che, nelle aree verdi allestite, ogni cane ha un proprio giardino dove scorrazzare, dotato di acqua corrente sempre fresca garantita dal pozzo artesiano; tutte le zone vengono pulite quotidianamente per assicurare la massima igiene. In caso di maltempo, invece, ci sono delle parti coperte a protezione degli amici a quattro zampe. Per chi desidera usufruire del servizio di “Pensione”, ci sono a disposizione oltre 60 alloggi.

Grande attenzione non viene dedicata soltanto all’ospitalità, però: il qualificato staff de Il Girasole riserva particolare cura anche all’alimentazione del nostro fedele compagno di vita. I mangimi, per esempio, sono fatti tutti in Italia, scelti tra le marche “premium” del segmento.

Prepariamo i bagagli e programmiamo la partenza con la massima tranquillità: il nostro cane, all’allevamento Il Girasole, è in mani sicure e tutto il personale è pronto a seguire al meglio il nostro compagno di ogni giorno.

L’allevamento Il Girasole è attivo dal 1972, quando Costante Di Pascoli e la moglie Oriana decisero di avviare l’attività nel pieno centro di Porpetto. Riconosciuto Enci dall’anno successivo, l’allevamento si è spostato nel 1980 nell’attuale sede, situata in località Fontanis. Oggi, l’azienda agricola è retta dai figli di Costante e Oriana, Massimiliano e Alberto, si sviluppa su 70.000 metri quadrati e sono presenti circa 700 riproduttori. Oltre al quartier generale principale, Il Girasole dispone anche di alcuni punti vendita localizzati a Sacile (Pordenone), Trieste e, dal 2013, anche a Magenta, in provincia di Milano.<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/pensione-cani-udine-padroni-in-ferie-e-cani-in-vacanza-allallevamento-il-girasole-di-porpetto/">https://www.dailyfocus.net/pensione-cani-udine-padroni-in-ferie-e-cani-in-vacanza-allallevamento-il-girasole-di-porpetto/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 11:11:32 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Fera Rinnovabili: Giornata Mondiale del Vento, confronto sul taglio incentivi]]></title>
	<description><![CDATA[Alla Giornata Mondiale del Vento organizzata da ANEV il mondo dell’eolico si incontra per confrontarsi sullo sviluppo del settore. Modifiche auspicate sulla bozza di Decreto sugli incentivi alle energie rinnovabili. Cesare Fera: Studi dimostrano che con le energie rinnovabili i costi in bolletta sono destinati a ridursi e, di pari passo con politiche di sviluppo che favoriscano investimenti nel settore, si delineano per l’Italia opportunità concrete di occupazione sul lungo periodo”.

Roma, 11 giugno 2015. Anche quest’anno, grande partecipazione di pubblico e interventi autorevoli per la Giornata Mondiale del Vento organizzata da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e svoltasi l’11 giugno a Roma presso l’auditorium del GSE. Operatori, istituzioni, associazioni e studiosi si sono dati appuntamento per confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità di sviluppo dell’ eolico.

Si è discusso di come l’eolico rappresenti sotto molti punti di vista una risorsa per l’Italia, sia per la salvaguardia ambientale (7,7 milioni di tonnellate di CO2 evitate solo nel 2014), sia per le ricadute economiche e occupazionali (il comparto conta 27.000 addetti), in base agli ultimi dati forniti da Althesys. Ma anche per i benefici a imprese e famiglie: secondo lo studio “Costi e benefici dell’eolico” redatto da eLeMeNs la realizzazione di nuove aste e registri per l’eolico potrebbe infatti comportare nei prossimi 6 anni il ridursi della componente A3 della bolletta elettrica di 2 miliardi di euro. 

Si è anche molto discusso del taglio agli incentivi alle rinnovabili previsto dalla bozza di Decreto Ministeriale per la disciplina dei nuovi incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche che aggiorna la versione del 2012. Secondo il comparto, il taglio agli incentivi per l’eolico non favorirebbe infatti lo sviluppo del settore e ridurrebbe in misura consistente le prospettive di crescita e sviluppo. Con i contingenti di incentivazione previsti (350 megawatt all'anno), l’Italia potrebbe non raggiungere gli obiettivi al 2020 e quelli in fase di definizione al 2030. Per centrare gli impegni servirebbero, secondo ANEV, almeno 800 MW all'anno.

Anche Cesare Fera, Presidente di FERA Srl, società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas) si associa al fronte compatto degli operatori dell’eolico e delle associazioni ambientaliste che auspicano un ripensamento sulla bozza del Decreto e decisioni politiche illuminate.  Proprio in questa fase – commenta - è importante dare sostegno alle energie pulite come l’eolico. Il Pacchetto Energia-Clima europeo al 2030, i recenti accordi del G7 per mantenere l'aumento della temperatura globale entro il limite di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, la Conferenza sul Clima di Parigi di dicembre sono obiettivi che richiedono un impegno continuativo anche per l’Italia. 

Peraltro, come riportano i più recenti dati Eurostat sullo stato di avanzamento per il raggiungimento degli obbiettivi energetico-climatici al 2020, l’Italia con quasi cinque anni di anticipo ha già quasi soddisfatto il target vincolante nazionale del 17% di generazione elettrica prodotta da fonti rinnovabili. 

Il contributo dell’energia del vento è indiscutibile – aggiunge Cesare Fera. Basti pensare che con i soli parchi eolici costruiti dal 2007 dal nostro Gruppo, abbiamo fino a oggi evitato l’emissione di 290 mila tonnellate di anidride carbonica e un consumo di combustibili fossili pari a oltre 50 milioni di euro. Prolungando il calcolo ai 20 anni di vita di ciascun parco, il nostro contributo sarà di un milione e mezzo di tonnellate di CO2 evitate e di 280 milioni di euro risparmiati sulla bilancia commerciale nazionale. È evidente, quindi, che centrare e oltrepassare la soglia del 17% comporterebbe numerose ricadute positive per il nostro Paese, misurabili nel sistema economico in termini di riduzione del costo dell’energia elettrica, risparmi sulle importazioni di petrolio, incremento occupazionale e minori costi per danni ambientali.

Cresce intanto nel mondo l’attenzione per le sfide climatiche globali e il prezioso potenziale offerto dalle energie rinnovabili. E la stessa agenzia IRENA - International Renewable Energy Agency a segnalare come dal 2005 vi sia stato un aumento di quasi il 400 per cento nel numero di Stati che hanno inserito target nazionali nella produzione di energia da fonte pulita. 

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/giornata-mondiale-del-vento-confronto-sul-taglio-incentivi-cesare-fera-un-nuovo-ruolo-per-lenergia-del-vento-beneficio-netto-in-termini-di-costi-e-salvaguardia-ambientale/">https://www.dailyfocus.net/giornata-mondiale-del-vento-confronto-sul-taglio-incentivi-cesare-fera-un-nuovo-ruolo-per-lenergia-del-vento-beneficio-netto-in-termini-di-costi-e-salvaguardia-ambientale/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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