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	<title><![CDATA[IoChatto: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Sat, 06 Jun 2015 15:42:29 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Calatrasi Mediterranean Domains: Vinitalia.tv intervista Micchichè]]></title>
	<description><![CDATA[Dalla fine dell’ ’800 la famiglia Miccichè coltiva l’amore per il territorio non solo da un punto di vista vitivinicolo ma anche da un punto di vista amministrativo e politico. Questa attenzione lungimirante getta le basi per la costruzione di una delle cantine più radicate nel territorio siciliano: Le Cantine Calatrasi “Mediterranean Domains”.

 Vinitalia.tv intervista Antonio Micchichè Calatrasi Mediterranean Domains

Le origini e l’ingresso della famiglia Miccichè nel mondo del vino.

La famiglia entra nel mondo del vino nel 1780 attraverso un accordo di enfiteusi con il locale possidente della zona, che era allora il Principe di Campo Reale. Proviene dalla costa sud della Sicilia, cioè da Favara. Migra nella Valle dello Jato. Bonifica queste terre e le pianta a vigneto. Le pianure che allora erano acquitrini, vengono ancora mantenute a cotone, coltivate quindi a cotone. Questo contratto di enfiteusi si evolve per circa 100 anni fino al riscatto delle terre nel 1880. La produzione del vino fino al secolo dopo, fino al 1980 avviene nella mia famiglia come vino sfuso. Nel 1980 si inizia l’imbottigliamento dei nostri vini, delle nostre tenute e delle tenute dei nostri associati.

L’azienda oltre a questo ha anche una tradizione di cooperazione e di progetto di comunità in quanto già nel 1920 la famiglia fu promotrice di una cooperativa. Erano le prime cooperative legate al mondo cattolico, che nacquero nella nostra zona e che poi furono chiuse per asfisia finanziaria dal fascismo e rinacquero nel più bel periodo della nostra nazione che fu il periodo della ricostruzione dopo la guerra. Questa ricostruzione portò con sé anche la ricostruzione del mondo agricolo delle strutture e delle infrastrutture agricole tra cui le cantine. Mio padre giovane medico di campagna, fu a capo del rinato movimento cooperativo nella zona, e l’evoluzione della storia ci ha portato alla ricostruzione della cantina privata e poi finalmente nel 2008 alla fusione delle due strutture societarie in un’unica struttura societaria pur permanendo l’identità della struttura cooperativa e dell’azienda privata come azionisti della holding.

Ha parlato di vino sfuso, questo è stato il destino per tanti anni di tanti produttori in Sicilia e non solo. Poi ad un certo punto qualcosa cambia per tanti imprenditori che diventano protagonisti in un modo nuovo, cosa cambia in Sicilia?

Innanzitutto il Sud del Mondo esplode nell’ambito del mercato mondiale del vino. Perché esplode? Perché i profili gustativi dei vini del Sud del Mondo: Australia in testa, Cile, Argentina, diventano 25 anni fa popolari, compresa la California, che non è il Sud del mondo ma s’inquadra sempre nell’ambito delle regioni calde del mondo. Ebbene, questo profilo gustativo diventa il profilo gustativo di successo e nell’ambito delle zone italiane della cosiddetta sun belt italiana (la cintura del sole), la Sicilia è la regina della cintura del sole, pertanto con il suo potenziale vitivinicolo di altissimo livello qualitativo e quantitativo.

Qualitativo perché la Sicilia ha una tradizione millenaria e ha una serie di terroir straordinarie e variabili per zona, per cui diventa un pianeta vitivinicolo.

Quantitativo perché la Sicilia con centodiecimila ettari attuali è il secondo distretto mondiale del vino dopo Bordeaux, in particolare mi riferisco al triangolo Palermo, Trapani, Agrigento.

Presa coscienza di questo fatto la Sicilia si tuffa da protagonista nel mercato europeo e pertanto determina l’asserzione della propria identità.

FONTE: Vinitalia TV<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/vinitalia-tv-intervista-ad-antonio-micchiche-della-societa-vitivinicola-calatrasi-mediterranean-domains-la-storia-di-una-famiglia-e-di-una-regione/">https://www.dailyfocus.net/vinitalia-tv-intervista-ad-antonio-micchiche-della-societa-vitivinicola-calatrasi-mediterranean-domains-la-storia-di-una-famiglia-e-di-una-regione/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Mon, 01 Jun 2015 15:11:29 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36768/cesare-fera-ora-investimenti-in-tecnologia-e-reti-per-abbattere-gli-ostacoli</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera: Ora investimenti in tecnologia e reti per abbattere gli ostacoli]]></title>
	<description><![CDATA[Rivoluzione rinnovabili. FERA Srl – Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, solare a concentrazione e biogas, commenta i dati incoraggianti del rapporto Comuni rinnovabili 2015 di Legambiente. Italia primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (ad aprile 2015 oltre l’11%). 700 i Comuni dell’eolico, settore che registra un contenuto incremento della potenza installata e che subisce le conseguenze della normativa sulle Aste al ribasso per l’assegnazione degli incentivi.

 FERA_Fattoria-Eolica-di-Santa-Luce

È stato presentato il 13 maggio a Roma il rapporto Comuni rinnovabili 2015 di Legambiente, realizzato in collaborazione con il GSE. Si tratta dell’annuale mappatura dell’energia verde giunta alla sua quinta edizione che racconta una realtà in cui le diverse tipologie di energia pulita – eolico e solare in primis – hanno acquisito negli anni sempre maggiore forza. In soli dieci anni, infatti, l’energia elettrica prodotta dal sole e dal vento ha rivoluzionato il sistema energetico italiano, rappresentando oltre il 38% dei consumi energetici nazionali.

I numeri parlano di una produzione da fonti rinnovabili passata in tre anni da 84,8 a 118 TWh, e di una distribuzione degli impianti da fonti rinnovabili di circa 800mila unità. Il contributo della produzione di questi impianti si è tradotto in una decisa riduzione del prezzo dell’energia elettrica in termini di PUN.

“Il report Comuni Rinnovabili 2015 fotografa un’Italia sempre più orientata a utilizzare l’energia delle fonti rinnovabili – ha dichiarato Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative – Il trend della transizione verso le fonti rinnovabili sembra ormai definitivamente avviato. Ma ha bisogno del supporto dell’innovazione tecnologica, ovvero di continui miglioramenti in efficienza produttiva e competitività di costi ”.

FERA_Cinque-Stelle_Stella-_eolico
l’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (ad aprile 2015 oltre l’11%). Il che smentisce la previsione che queste fonti avrebbero avuto un ruolo marginale nel sistema energetico italiano e che un loro eccessivo sviluppo avrebbe creato rilevanti problemi di gestione della rete. I Comuni sui cui territori sono presenti impianti eolici sono invece 700. La potenza installata è in crescita, pari a 8.736 MW. Ma il settore risente delle misure fortemente restrittive imposte dalla recente normativa sulle Aste al ribasso. Questi impianti, secondo i dati di Terna, hanno permesso di produrre 14,9 TWh di energia, pari al fabbisogno elettrico di oltre 5,5 milioni di famiglie.

Il report di Legambiente riporta anche qualche dato critico. Nel corso del 2014 sono aumentate le installazioni per tutte le fonti ma i ritmi di crescita sono purtroppo molto inferiori rispetto al passato. Le ragioni di questa situazione sarebbero due, la prima riguarda l’assenza di procedure chiare per l’approvazione dei progetti. La seconda, sarebbe la totale incertezza in cui si trova tutto il settore delle rinnovabili in seguito agli interventi normativi che negli ultimi anni hanno introdotto tagli agli incentivi, barriere e tasse, senza al contempo dare alcuna prospettiva chiara per il futuro.

Tra le buone pratiche, Legambiente segnala il Comune di Gorla Maggiore, in provincia di Varese, per l’impianto di solar cooling installato da CSP-F Spa, società del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative che sviluppa e commercializza collettori solari termodinamici a concentrazione per la produzione di energia termica ed elettrica.

Legambiente ha scelto il Comune di Gorla Maggiore – commenta Cesare Fera – perché ha esteso negli anni l’utilizzo delle energie rinnovabili e di soluzioni tecnologiche aperte all’innovazione per dare risposte sostenibili ai fabbisogni della cittadinanza. Il sistema di solar cooling progettato da CSP-F per il Centro Diurno Integrato del Comune risponde a questa logica e fornisce, proprio nel picco di produttività della stagione estiva, l’aria condizionata necessaria all’edificio riducendo l’impatto ambientale del raffrescamento.

Inaugurato nel maggio 2014, quello di Gorla Maggiore è stato il primo solar cooling in Italia a utilizzare la tecnologia Fresnel e il primo, con questa tecnologia, a ricevere gli incentivi riconosciuti ed erogati dal GSE:

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/rivoluzione-rinnovabili-oltre-il-38-dei-consumi-energetici-nazionali-cesare-fera-ora-investimenti-in-tecnologia-e-reti-per-abbattere-gli-ostacoli/">https://www.dailyfocus.net/rivoluzione-rinnovabili-oltre-il-38-dei-consumi-energetici-nazionali-cesare-fera-ora-investimenti-in-tecnologia-e-reti-per-abbattere-gli-ostacoli/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Sun, 24 May 2015 21:57:23 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Cesare Fera: Inaugurazione primo solare termodinamico Fresnel per l’agroalimentare]]></title>
	<description><![CDATA[Energie Rinnovabili, solare termodinamico Fresnel. Il 28 maggio 2015, cerimonia inaugurale per l’impianto solare termodinamico Fresnel progettato e installato da CSP-F Spa a San Nicolò D’Arcidano, in provincia di Oristano. È Nuova Sarda Industria Casearia il primo caseificio italiano che sceglie l’applicazione termica del solare a concentrazione per ridurre il fabbisogno di gasolio e produrre nel rispetto dell’ambiente. Cesare Fera: “Un caseificio eccellente che vuole produrre in modo sostenibile, controllando i costi energetici e l’impatto ambientale. Grazie a Nuova Sarda Industria Casearia, la Sardegna si aggiudica un primato tecnologico italiano”.

CSP-F_calore_processo_collettore_solare_concentrazione_Fresnel_
San Nicolò D’Arcidano, Oristano. Il prossimo 28 maggio, alle 11.15, verrà inaugurato l’impianto solare a concentrazione per la produzione di calore di processo industriale progettato da CSP-F Spa, società del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, attivo dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). L’evento sarà ospitato da Nuova Sarda Industria Casearia, il caseificio che ha scelto il sole e l’innovativa tecnologia di CSP-F per produrre i suoi formaggi nel rispetto dell’antica tradizione pastorizia.

CSP-F_calore_processo_Fresnel_collettore_solare_concentrazione
Dall’allevamento delle pecore al prodotto finito, una filiera di qualità che mette in primo piano la sostenibilità e il consumo di energia da fonti rinnovabili – commenta Cesare Fera, Presidente del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative e Vice Presidente di ANEST (Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica). Con questo impianto, Nuova Sarda Industria Casearia, per prima in Italia, apre il settore agroalimentare a una tecnologia solare innovativa, a basso costo e affidabile, che riduce il fabbisogno di gasolio riducendo i costi energetici e l’impatto ambientale.

Sarà Rosetta Fanari, Amministratrice di Nuova Sarda Industria Casearia, a dare il saluto di benvenuto, insieme al Sindaco di San Nicolò D’Arcidano, Emanuele Cera. All’evento partecipano gli Assessori di Regione Autonoma della Sardegna Elisabetta Falchi (Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale) e Maria Grazia Piras (Industria). Saranno inoltre presenti Cesare Fera, in qualità di Vice Presidente di ANEST, Associazione Nazionale Energie Solare Termodinamica, e Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna.

L’impianto utilizza i collettori solari termici a concentrazione di CSP-F Spa, società che sviluppa sistemi e soluzioni solari per il calore dei processi industriali, il raffrescamento (solar cooling) e la generazione di energia elettrica. I collettori di CSP-F si basano sulla riflessione dei raggi solari tramite specchi piani Fresnel. I raggi solari vengono diretti su un tubo ricevitore che si surriscalda e al cui interno scorre l’acqua, che si trasforma in vapore ad alta temperatura e pressione.

CSP-F_calore-processo_Fresnel_collettore_solare_concentrazione
Il vapore integra la fonte energetica tradizionale nella fornitura di calore del caseificio e riduce il fabbisogno di gasolio. Risparmio in bolletta, meno inquinamento, ridotto impatto ambientale: la migliore strategia energetica per una produzione industriale sostenibile e di qualità.

Ogni anno, con la produzione di vapore dell’impianto solare termodinamico, il caseificio di Rosetta Fanari risparmierà oltre 50.000 litri di gasolio ed eviterà il rilascio in atmosfera di 180 tonnellate di CO2.

PROGRAMMA DELL’EVENTO
11.15 Saluto di benvenuto
Rosetta Fanari, Amministratore di Nuova Sarda Industria Casearia Srl
Emanuele Cera, Sindaco di San Nicolò D’Arcidano

11.30 Il ciclo perfetto della produzione sostenibile
Introduce: Marco Vettori, Direttore Operativo di CSP-F Spa
Ne parlano:
Elisabetta Falchi, Regione Autonoma della Sardegna, Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale
Cesare Fera, Vice Presidente di ANEST, Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica
Maria Grazia Piras, Regione Autonoma della Sardegna, Assessore dell’Industria
Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna
12.45 Taglio del nastro e visita all’impianto
13.15 Rinfresco

Per partecipare all’inaugurazione, o per ulteriori informazioni sull’evento: Lia Maranto.
Tel. 02 62690471; e-mail: info@cspfsolar.it.

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-primo-solare-termodinamico-fresnel-per-agroalimentare-cesare-fera-con-tecnologia-csp-solare-per-processi-industriali-piu-sostenibili/">https://www.dailyfocus.net/rinnovabili-primo-solare-termodinamico-fresnel-per-agroalimentare-cesare-fera-con-tecnologia-csp-solare-per-processi-industriali-piu-sostenibili/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Sun, 24 May 2015 15:25:40 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36695/alessandro-de-losa-yes-incontro-tra-imprenditoria-giovanile-ed-istituzioni</link>
	<title><![CDATA[Alessandro De Losa: YES incontro tra imprenditoria giovanile ed Istituzioni]]></title>
	<description><![CDATA[Grazie alla partnership tra Babylon Cloud e Confassociazioni Giovani, lo Yes, da sempre opportunità di incontro tra imprenditoria giovanile e attori economici e istituzionali, “si arricchisce di capacità progettuali importanti – afferma Roberto Miscioscia, presidente di Confassociazioni Giovani – che hanno un loro peso specifico nel panorama italiano e internazionale”.

 Babylon Cloud YES

“Grazie all’accordo stretto con Babylon Cloud come partner IT e alla presenza dell’amministratore unico, Alessandro De Losa, come key speaker sul tavolo Start UP e Nuove Professioni lo YES, l’appuntamento organizzato da Confassociazioni Giovani previsto a Roma dal 29 al 31 maggio 2015, acquista un rilievo sempre più importante”.
Lo dichiara, in una nota, Roberto Miscioscia, presidente di Confassociazioni Giovani.
“Grazie a questa partnership – conclude Miscioscia – lo Yes si arricchisce di capacità progettuali importanti che hanno un loro peso specifico nel panorama italiano e internazionale”.

“Come fondatore di Babylon Cloud, ho accolto con piacere la proposta di Confassociazioni Giovani e sono felice di poter mettere la nostra infrastruttura a disposizione dello YES”.
Queste le dichiarazioni di Alessandro De Losa, Amministratore unico di Babylon Cloud, la prima azienda italiana ad occuparsi di cloud.
“Questo evento nasce da subito con tutti i migliori auspici per diventare un appuntamento chiave del panorama italiano dell’innovazione e dell’imprenditoria e credo che sia importante per Babylon Cloud farne parte. Sono convinto – conclude De Losa – che lo YES sia una preziosa opportunità di incontro tra l’imprenditoria giovanile, in particolare start-up innovative come Babylon Cloud, e attori economici e istituzionali che spesso non è facile mettere allo stesso tavolo”.

FONTE: Babylon Cloud<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/siglato-accordo-tra-babylon-cloud-e-confassociazioni-giovani-per-partecipazione-allo-yes/">https://www.dailyfocus.net/siglato-accordo-tra-babylon-cloud-e-confassociazioni-giovani-per-partecipazione-allo-yes/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 19 May 2015 12:52:27 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36632/maurizio-miccich-incontra-samia-la-prima-enologa-donna-in-tunisia</link>
	<title><![CDATA[Maurizio Miccichè incontra Samia, la prima enologa donna in Tunisia]]></title>
	<description><![CDATA[Il produttore di vino delle Cantine Calatrasi, Maurizio Miccichè, in un viaggio che ripercorre il cammino dei suoi avi, giunge tra Tunisi e Hammamet e qui costituisce Domaine Neferis, la tenuta in cui l’enologo di riferimento è una donna, l’unica in Tunisia a svolgere questo lavoro. 

“Stavo frequentando l’Università di Tunisi per conseguire il Diploma in scienze agro-alimentari e dovevo preparare la mia tesi. Tutti si erano buttati su olio e conserve e io volevo fare qualcosa di originale e mi sono detta: perché non il vino? Tutti mi hanno detto ‘sei pazza’ ma io non ho dato peso alle chiacchiere ed eccomi qui. La tesi prevedeva uno stage tematico. Mi sono occupata di microbiologia del vino e contaminazioni nell’imbottigliamento dopo l’uso dei filtri di sterilizzazione. Un argomento estremamente noioso. Dopo lo stage all’Union Centrale des Coopératives des Viticoles (la più grande del paese, pubblica) ho capito che il vino era la mia strada ma volevo stare in cantina e non in laboratorio”.

Così resta otto mesi a casa rifiutando varie offerte di lavoro, finché arriva l’incontro fortunato con Mohamed Ben Cheikh, oggi socio (al 34% come persona fisica) di Maurizio Micciché, l’azienda siciliana di San Cipirrello (a 30 minuti da Palermo) proprietaria al 66% dell’azienda SMVDA Domaine Neferis per la quale lavora. “Ho incontrato Micciché – lo ricordo come fosse oggi – il 30 marzo del 2001 alle cinque del pomeriggio a Tunisi, nel suo ufficio. Siamo rimasti a parlare per quasi tre ore e credo che il mio entusiasmo e il fatto che parlassi italiano e amassi così tanto l’Italia lo abbiano conquistato. Mi ha chiesto solo di migliorare l’inglese perché allora in azienda c’era una wine maker australiana dalla quale ho imparato molto. Ed eccomi qua”.

 Una storia singolare perché racconta l’investimento di un tipico made in Italy in un paese musulmano dove il vino non è scontato anche se forse la Tunisia è il miglior produttore almeno del Maghreb fin dall’epoca romana e proprio grazie ai Romani, sebbene poi la regolamentazione sia di tipo francese. La scelta per la propria azienda di una figura di riferimento quale l’enologo, donna, è per altro una nota di originalità che narra l’incontro tra due mondi.

In verità i vino in un paese musulmano è molto più importante di quanto si possa credere, anche per la tradizione, almeno nel Mediterraneo, soprattutto in Tunisia, dove a più riprese si è sviluppata la coltivazione della vite (romani, francesi e poi la nazionalizzazione delle terre che ha abbassato il livello qualitativo). Con la rivoluzione cambia anche il consumo di alcol e per certi aspetti diventa cruciale soprattutto nella vendemmia 2013, agitata da rivendicazioni sulla libertà di stampa, battaglie sindacali e nuovo femminismo. Mentre crolla il turismo il vino con le sue alte accise per lo stato diventa una voce importante sulla quale scommettere, venduto a prezzo più alto nel paese che all’estero; è un’attrazione essenziale per invogliare il turismo, prova che il rigurgito religioso non mette in discussione lo stile di vita almeno degli stranieri. Il consumo cresce e anche in qualità e sono i tunisini a scommettere su un nuovo modo di bere; purtroppo cresce anche l’uso smodato. Sono le contraddizioni di un mondo in rivolta. 

La storia di Samia, unica enologa tunisina, musulmana, sebbene non praticante, ci ha raccontato la Tunisia in fermento. E’ la Sommelier di una delle più importanti case vinicole, al 65% italiana, che ha il prodotto top per costo nel paese. Lei, volitiva e determinata, grazie al vino, una passione che nasce per caso, diventa il ‘capo di una squadra al maschile’, conquista successo e autonomia come donna, ma è anche testimone di un’identità tunisina da ritrovare, quella della storia che la sua famiglia le trasmette: apertura, multiculturalità, dove c’è posto per la vite insieme all’ulivo e al montone. Oggi qualcosa potrebbe cambiare, in peggio: lei stessa ha ricevuto degli avvertimenti minacciosi e l’invito a essere low profile, proprio mentre la birra tunisina entra nei supermercati francesi e viene venduta on line in Europa. Sono gli aspetti di una società in fermento piena di contrasti; basti pensare che i raccoglitori d’uva di Samia sono tutte donne, velate sì, ma orgogliose del proprio lavoro. (…)


FONTE: Corriere di Puglia<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranenan-domains-maurizio-micciche-incontra-samia-la-prima-enologa-donna-in-tunisia/">https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranenan-domains-maurizio-micciche-incontra-samia-la-prima-enologa-donna-in-tunisia/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36588/fera-rinnovabili-a-zeri-le-bat-boxes-danno-rifugio-ai-pipistrelli</guid>
	<pubDate>Sat, 16 May 2015 19:16:27 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Fera rinnovabili: A Zeri le bat boxes danno rifugio ai pipistrelli]]></title>
	<description><![CDATA[Eolico e biodiversità. FERA Srl - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, solare a concentrazione e biogas, commenta l’installazione delle bat boxes nell’area vasta del parco eolico Vento di Zeri, a Zeri, in provincia di Massa Carrara. Cesare Fera, Presidente di FERA: “Una misura compensativa a favore della biodiversità che l’eolico protegge con la sua energia elettrica pulita e priva di emissioni inquinanti.”

Zeri, Massa Carrara. Anche a Zeri, con l’arrivo dell’estate, i pipistrelli vanno in cerca di rifugi in cui alloggiare durante il giorno. Provengono da lunghe migrazioni, iniziate in primavera, dopo il periodo di ibernazione invernale. E si avvicinano alle zone boschive e ai centri abitati in cerca di insetti e di anfratti in cui ripararsi. 
In Italia, sono state registrate ben 34 delle 45 specie di pipistrelli che popolano l’Europa. Arrivano nei mesi più caldi dell’anno. Vanno in cerca di zanzare, farfalle, ragni, che divorano in gran quantità, rivelandosi preziosi alleati nella lotta biologica contro gli insetti nocivi. E sono ottimi bioindicatori di qualità ambientale.

Per favorire l’insediamento dei pipistrelli nel territorio di Zeri, il progetto del parco eolico Vento di Zeri prevede l’installazione di diverse bat boxes (cassette nido). Sono stati individuati i punti in cui fissare le bat boxes, in ottemperanza a una prescrizione della Provincia nel più ampio quadro di salvaguardia dei pipistrelli dell'accordo internazionale Eurobats, al quale aderiscono 36 nazioni europee. Questi interventi a favore dell’insediamento stagionale si sono resi necessari a causa del progressivo decremento delle popolazioni dei pipistrelli su aree che in passato li ospitavano numerosi e alle quali garantivano la conservazione di delicati equilibri tra specie animali e vegetali. La diminuzione di pipistrelli è un segnale certo di inquinamento ambientale, ma anche della sempre minore disponibilità di possibili rifugi: alberi vecchi o morti che vengono rimossi, vecchi edifici ristrutturati nel tempo, habitat forestali modificati. L'attuazione dell'Accordo Eurobats in Italia è affidata alla Direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'Ambiente.

La biodiversità è un equilibrio che viene rapidamente alterato dall’inquinamento atmosferico –sottolinea Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative. – L’energia eolica contribuisce a mantenere inalterato questo equilibrio, proprio perché rende disponibile l’elettricità senza immettere in atmosfera sostanze inquinanti. Quella richiesta dalla Provincia per il parco eolico di Zeri è, quindi, una misura compensativa che ci sembra perfettamente in linea con il progetto del parco eolico.” 

Il progetto del parco eolico Vento di Zeri ha previsto, oltre all’installazione delle bat boxes, campagne di monitoraggio dedicate ai flussi migratori e agli insediamenti di pipistrelli, ante e post operam, con l’obiettivo di individuare il miglior posizionamento delle turbine rispetto alle abitudini delle popolazioni monitorate. Il monitoraggio si avvale di specifici strumenti, i bat detector, che trasformano gli ultrasuoni in suoni udibili grazie a un meccanismo detto di “espansione nel tempo”. In questo modo è possibile analizzare l’attività di caccia dei pipistrelli e, in molti casi, pervenire all’identificazione delle specie.

Per l’installazione delle bat boxes, i criteri fondamentali individuati sono soprattutto tre: l’altezza, l’esposizione e la disponibilità stagionale. È infatti più facile che i pipistrelli dimorino nelle bat boxes se le si posizionano a 3-4 metri d’altezza, esposte verso ovest, sud/ovest e le si rendono disponibili tra la fine della primavera e l’inizio dell’autunno. All’interno di queste cassette, i pipistrelli troveranno, di anno in anno, le condizioni microclimatiche ottimali per il riposo diurno e la riproduzione. 

Fonte: Fera<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1KRIaos">https://bit.ly/1KRIaos</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36514/cesare-fera-a-regime-impianto-csp-in-provincia-di-oristano</guid>
	<pubDate>Mon, 11 May 2015 11:15:20 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36514/cesare-fera-a-regime-impianto-csp-in-provincia-di-oristano</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera a regime impianto CSP in provincia di Oristano]]></title>
	<description><![CDATA[Energie Rinnovabili. È entrato in funzione ed è ora a regime l’impianto solare termico a concentrazione con specchi Fresnel installato in provincia di Oristano per il caseificio Nuova Sarda Industria Casearia. L’impianto utilizza il collettore termico LUCETH e accede agli incentivi del Conto Energia Termico. Genera vapore ad alta pressione e temperatura per il processo produttivo del caseificio. Cesare Fera: “Un caseificio eccellente, una filiera completa che parte dall’allevamento e che punta alla sostenibilità per garantire la qualità dei suoi prodotti. Con LUCETH, meno inquinamento atmosferico e riduzione dei costi energetici”.

San Nicolò D’Arcidano, Oristano. Nuova Sarda Industria Casearia sceglie il sole e l’innovativa tecnologia CSP-F per produrre i suoi formaggi nel rispetto dell’antica tradizione pastorizia. Dall’allevamento delle pecore al prodotto finito, una filiera di qualità impostata sul controllo dell’impronta ecologica. Così, per soddisfare il fabbisogno di calore della trasformazione industriale, Nuova Sarda Industria Casearia ha installato un sistema integrato che utilizza l’energia pulita del sole. 

L’impianto è stato progettato e installato da CSP-F Spa, società del Gruppo Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative. Utilizza il collettore solare termico a concentrazione LUCETH, basato sulla riflessione dei raggi solari tramite specchi piani Fresnel.  I raggi solari vengono diretti su un tubo ricevitore che si surriscalda e al cui interno scorre un fluido – acqua, nel caso dell’impianto del caseificio – che si trasforma in vapore ad alta temperatura e pressione. 

Il vapore integra la fonte energetica tradizionale nella fornitura di calore del caseificio, riducendo il fabbisogno di gasolio – spiega Cesare Fera, presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, società che dal 2001 opera nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas). - Risparmio in bolletta, meno inquinamento, ridotto impatto ambientale: la migliore strategia energetica per una produzione industriale sostenibile e di qualità. 

Per dimensioni (1.000 m2) e applicazione (integrazione del calore di processo), l’impianto accede agli incentivi del Conto Energia Termico. Ogni anno, erogherà 600 MWh termici ed eviterà l’emissione in atmosfera di 180 tonnellate di CO2, con un risparmio, per il caseificio, di oltre 50.000 litri di gasolio. 

Questa di San Nicolò D’Arcidano è la prima applicazione solare termica a concentrazione Fresnel per il settore agroalimentare – aggiunge Cesare Fera. – La Sardegna si aggiudica un primato italiano grazie all’iniziativa privata di Nuova Sarda Industria Casearia. 

CSP-F, la società del Gruppo FERA che ha progettato e realizzato l’impianto, sviluppa e commercializza i collettori solari con tecnologia Fresnel per la generazione di energia termica (LUCETH ) ed elettrica (LUCEFP). Leader in Italia per le applicazioni calore di processo e solar cooling, CSP-F ha inaugurato nel 2014 il primo impianto solare termico a concentrazione Fresnel per il raffrescamento. Si trova a Gorla Maggiore, in provincia di Varese, ed è stato montato sul tetto di un edificio pubblico. Il solar cooling di Gorla Maggiore è stato il primo solar cooling Fresnel in Italia ad ottenere gli incentivi del GSE. 

FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1H6povy">https://bit.ly/1H6povy</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 08 May 2015 16:16:38 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Canile Girasole Porpetto: 30 razze a disposizione per scegliere il nuovo amico a quattro zampe]]></title>
	<description><![CDATA[Porpetto, l’allevamento Il Girasole, attivo dal 1972, è un’azienda agricola che si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati. Chiunque cerchi un amico a quattro zampe può trovare qui ciò che desidera, sono presenti circa 30 razze differenti. Qui è possibile acquistare anche il particolare Griffoncino, specie presente in appena 100 esemplari in Italia. Professionalità, competenza e, soprattutto, una grande attenzione per il benessere degli animali, sono alcune delle principali caratteristiche dell’allevamento di cani Il Girasole.

Professionalità, competenza e, soprattutto, una grande attenzione per il benessere degli animali. Sono alcune delle principali caratteristiche dell’allevamento di cani Il Girasole, attivo da oltre quarant’anni a Porpetto, in provincia di Udine.

L’azienda agricola si sviluppa su circa 70.000 metri quadrati, e chiunque cerchi un amico a quattro zampe può trovare qui ciò che desidera. Il Girasole, in particolare, è specializzato nei cani da compagnia, a partire dai “classici” Maltese o Chihuaua. Nell’allevamento friulano, poi, è possibile reperire anche una razza poco diffusa in Italia: si tratta del Griffoncino, animale di origine belga, presente su scala nazionale in circa 100 esemplari, una quindicina dei quali proprio a Porpetto. Insomma, chi vuole trovare un fedele compagno per la vita di ogni giorno “fuori dai soliti schemi”, al Girasole lo può fare. Adottare il cucciolo dei propri sogni, qui, è davvero facile: sono presenti circa 30 razze differenti, portare a casa un nuovo amico a quattro zampe secondo i propri desideri diventa quasi… automatico.

L’allevamento Il Girasole è attivo dal 1972, quando Costante Di Pascoli e la moglie Oriana decisero di avviare l’attività nel pieno centro di Porpetto. Riconosciuto Enci dall’anno successivo, l’allevamento si è spostato nel 1980 nell’attuale sede, situata in località Fontanis. Oggi, l’azienda agricola è retta dai figli di Costante e Oriana, Massimiliano e Alberto, si sviluppa su 60.000 metri quadrati e ci sono circa 700 riproduttori. Oltre al quartier generale principale, Il Girasole conta anche su alcuni punti vendita, localizzati a Sacile (Pordenone), Trieste e, dal 2013, anche a Magenta, in provincia di Milano.

L’allevamento, per sua consolidata filosofia, punta molto sul benessere degli animali presenti. I cani sono ospitati in appositi giardini da 100 quadrati, puliti con regolarità per il massimo comfort, mentre il 30 per cento dello spazio è coperto, una efficace misura contro le intemperie. Grande attenzione, poi, viene riservata anche all’alimentazione: l’azienda sceglie soltanto mangimi di qualità, prodotti in Italia, e garantisce ai suoi cani acqua di risorgiva a 14 gradi. Al Girasole, l’amore per i cani è sempre in prima linea.

FONTE: Il Girasole<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1KJsQKY">https://bit.ly/1KJsQKY</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 08 May 2015 14:11:49 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Anna Cinzia Bonfrisco: “Fiducia al sistema bancario, oltre Basilea 3”]]></title>
	<description><![CDATA[l quantitative easing recentemente varato dalla Bce costituisce una svolta importante nella politica economica continentale. La trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti: dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati; dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e di consolidare il mercato degli strumenti finanziari; dal ridare fiducia al sistema bancario, che riveste un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Su Formiche l’articolo di Anna Cinzia Bonfrisco, Senatrice e presidente della commissione bicamerale per la Vigilanza su Cassa depositi e prestiti pubblicato. 

Da poco più di un mese, la Banca centrale europea ha dato il via al piano di acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi membri dell’euro per oltre mille miliardi di euro, almeno fino a settembre dell’anno prossimo; di questi, circa 130 sono previsti per l’Italia.

Così, l’Europa ha dato corpo agli auspici di ambienti politici ed economici di molti Paesi, convinti che solo con le maniere forti sia possibile affrontare la crisi che dal 2007 – a più riprese e con multiformi motivazioni, le più recenti delle quali di ordine geopolitico – ha costretto il continente a una persistente situazione di recessione. Soltanto evocato qualche tempo fa da Mario Draghi – cauto quanto efficace presidente dell’istituto di Francoforte – il quantitative easing recentemente varato dalla Bce (e mal sopportato dalla Germania) costituisce una svolta importante nella politica economica continentale, in una congiuntura sostanzialmente deflattiva come l’attuale.

Permette, infatti, di migliorare la competitività delle imprese e ridurre il rendimento dei titoli pubblici senza generare ulteriori deficit, un vantaggio importante per i Paesi indebitati come il nostro. Ma, specialmente, consente a banche e altri intermediari finanziari di disporre di maggiori risorse da destinare a famiglie e, soprattutto, a imprese, sotto forma di crediti e investimenti, questi ultimi scesi lo scorso anno a circa il 15% rispetto al 2007 nell’Ue e addirittura al 25% in Italia. A patto, però, che quest’ultima misura di politica monetaria espansionistica, adottata dalla Bce già dalla fine del 2007, non abbia le stesse conseguenze di altre misure aventi la stessa finalità, come ad esempio le operazioni di rifinanziamento a lungo termine delle banche (Targeted long term refinancing operations – Tltro) varate lo scorso anno, che hanno finito per alimentare il progressivo e drastico ridimensionamento della funzione di intermediazione creditizia cui assistiamo.

Un fenomeno che, purtroppo, in Italia continua a essere più rilevante che altrove, date soprattutto alcune peculiarità, come la struttura del nostro sistema produttivo, composta sostanzialmente da Piccole e medie imprese (Pmi) endemicamente sottocapitalizzate e indotte all’indebitamento bancario; oppure, il peggioramento del merito del credito della clientela e il correlato aumento delle non performing exposures, amplificata da una congiuntura sfavorevole. Rimanendo all’Italia, la trasformazione in credito ai privati della liquidità immessa nel sistema dipende da tre aspetti. Innanzitutto dalla capacità di recuperare produttività e competitività all’intero sistema, mediante profonde riforme di istituzioni e mercati finora, però, risultate marginali, lievi e inadeguate.

In secondo luogo, dall’abilità nel costruire specifici “utensili”, come i mini bond o le cambiali finanziarie e, più in generale, di consolidare il mercato degli strumenti finanziari, con un ruolo ancora insufficiente nel reperimento di risorse alternative al credito bancario, specialmente economia alle imprese. In terzo luogo, è necessario ridare fiducia al sistema bancario, che riveste comunque un ruolo centrale nel circuito risparmio-investimento. Il tentativo di risolvere tale questione per via regolamentare, non sembra risolto dal set di regole adottato a più riprese, il cosiddetto Basilea III.

Quelle regole che nel 2008 hanno cercato di rafforzare la capacità del sistema bancario di assorbire shock causati da tensioni non soltanto finanziarie, così da minimizzare il rischio di contagio all’economia reale che, invece, si è concretizzato; che nel 2009 hanno tentato di uniformare il funzionamento del settore e che nel 2011 hanno mirato a creare regole per gestire in maniera coordinata le crisi, comportando un significativo rafforzamento patrimoniale, migliorando la redditività del sistema e accrescendone la stabilità. Il tutto, come ricordava in una recente audizione il presidente della Consob, “a costo di una contrazione dei prestiti al settore produttivo, che ha amplificato l’intensità della crisi”. Un’eventualità tutt’altro che remota anche in relazione a nuove misure decise alla fine dello scorso anno dal Financial stability board per fronteggiare il pericoloso fenomeno del to big to fail (troppo grande per fallire), con l’istituzione, a partire dal 2017, di un ulteriore cuscinetto di capitale e di debito che sarà in grado di assorbire perdite significative in caso di crisi (Total loss absorbing capacity – Tlac).

Quindi, il quantitative easing manterrà le sue promesse? Si tratta di fare leva sul concetto di garanzia, strumento necessario a limitare i rischi. Rafforzando, ad esempio, il Fondo centrale di garanzia per le Pmi – più volte rifinanziato e potenziato nella sua operatività – di cui, peraltro, dovrà verificarsi l’integrazione con analoghi strumenti della Bei all’interno del Fondo europeo investimenti strategici, previsto dal Piano Juncker, affinché questi possano essere aggiuntivi rispetto allo strumento nazionale. Al Piano Juncker parteciperà la Cassa depositi e prestiti (Cdp), la società del Tesoro che proprio sulla garanzia fonda la sua attività a sostegno dell’intera economia.

Una società che, a partire dalla profonda riforma del 2003, ha assunto un ruolo complementare al sistema bancario, passando da storica struttura di finanziamento degli enti locali, a holding e intermediario che opera stabilmente a sostegno del sistema produttivo, non più come mero erogatore di risorse, ma promotore di iniziative di mercato. Potendo contare sulla provvista derivante dal risparmio pubblico, dal 2009 sono stati mobilitati circa 30 miliardi di euro per erogare, attraverso il circuito bancario, prestiti a medio e lungo termine, a fronte di investimenti, capitale circolante e programmi di internazionalizzazione, soprattutto delle Pmi e delle loro reti.

Non meno rilevante è il sostegno alle famiglie: basti pensare al più recente strumento per aiutare principalmente giovani coppie, famiglie con disabili e famiglie numerose ad acquistare o ristrutturare la prima casa. In sostanza, uno strumento che opera in maniera non convenzionale per l’operatore pubblico, anche in considerazione dei rilevanti vincoli di bilancio, ma che svolge un ruolo essenziale per una crescita stabile e duratura.

FONTE: Formiche<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/senatrice-anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3/">https://www.dailyfocus.net/senatrice-anna-cinzia-bonfrisco-fiducia-al-sistema-bancario-oltre-basilea-3/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 07 May 2015 11:15:53 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36468/miccich-mundus-vini-2015-medaglia-doro-al-terre-di-ginestra-nero-davola-2013</link>
	<title><![CDATA[Miccichè Mundus Vini 2015 Medaglia d’Oro al Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013]]></title>
	<description><![CDATA[Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates della Famiglia Miccichè , tra le Medaglie d’Oro italiane dell’edizione primaverile 2015 di Mundus Vini. 

Il Gran Premio Internazionale del vino Mundus Vini è uno dei più prestigiosi premi del vino nel mondo durante il quale circa 180 noti esperti internazionali degustano oltre 6.000 vini provenienti da tutto il mondo.  E’ stato sorprendente il risultato ottenuto dai vini di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates nell’edizione 2014: 5 Medaglie d’Oro (Magnus Siculus, San Luca Chardonnay, San Luca Merlot-Cabernet, Cor Leon Viognier, TDG 651 Nero d’Avola- Syrah) e 3 Medaglie d’Argento (Cor Leon Petit Verdot, Cor Leon Nero d’Avola, Terre di Ginestra Nero d’Avola).

Nell’anteprima primaverile 2015 il Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 ottiene la Medaglia d’Oro.

Al concorso Mundus Vini 2015 l’Italia si è aggiudicata il secondo posto, dopo la Spagna con 337 medaglie.

Il concorso enologico internazionale Mundus Vini, giunto alla 16ª edizione, ha assegnato 1.715 medaglie in totale e 40 premi speciali; l'Italia ha conquistato 5 Gran medaglie d'oro, 133 medaglie d'oro, di cui una al Terre di Ginestra Nero d’Avola 2013 di Calatrasi Mediterranean Domains &amp; Estates, e 239 d'argento, oltre ad aver ricevuto 7 premi speciali.

Terza la Germania con 206 medaglie, ma con il maggior numero di Gran medaglie d'oro (12). Seguono Francia e Portogallo, rispettivamente con 183 e 158 medaglie. Ottimi risultati anche per i vini argentini e australiani, a cui sono stati assegnati diversi riconoscimenti.

Una giuria composta da 150 esperti degustatori provenienti da tutto il mondo ha degustato e giudicato oltre 4mila etichette in tre giorni, assegnando complessivamente 40 premi speciali e 1.715 medaglie, divise in 38 Gran medaglie d'oro, 731 medaglie d'oro e 946 d'argento.

Obiettivo del Concorso è promuovere la qualità e la commercializzazione dei vini partecipanti. Il Premio intende offrire a produttori, viticoltori, importatori e consumatori una piattaforma ideale che consenta di paragonare fra loro i vini partecipanti, di offrire un valido strumento di decisione e di orientamento per l'acquisto e di raggiungere il grande pubblico. Ciò che per il consumatore è un utile strumento di orientamento, rappresenta per il produttore la conferma del suo operato. Il produttore ha l'opportunità di misurare i propri standard nel confronto internazionale ed i premi ricevuti costituiscono un prestigioso strumento di marketing dei prodotti.

Il Mundus Vini è stato istituito nel 2001. Già nell'anno d'esordio il Concorso enologico ha visto la partecipazione di ben 2235 vini provenienti da tutte le importanti zone di produzione del mondo. 

FONTE: Italia a Tavola<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranean-domains-estates-della-famiglia-micciche-al-mundus-vini-2015-ottiene-la-medaglia-doro-con-il-terre-di-ginestra-nero-davola-2013/">https://www.dailyfocus.net/calatrasi-mediterranean-domains-estates-della-famiglia-micciche-al-mundus-vini-2015-ottiene-la-medaglia-doro-con-il-terre-di-ginestra-nero-davola-2013/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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