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	<title><![CDATA[IoChatto: Link di Fabrizio Del Dongo]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 18:26:01 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Simona Giorgetti Poste Italiane Vincitrice del Premio Sviluppo Sostenibile]]></title>
	<description><![CDATA[Ad Olbia sono entrati in funzione due veicoli ecologici per la consegna della posta. Si tratta dei Free Duck, quadricicli leggeri a trazione elettrica particolarmente indicati per il recapito in centri urbani a traffico limitato. Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane: “L'impegno di Poste Italiane, vincitrice del Premio Sviluppo Sostenibile alla manifestazione Ecomondo, va nella direzione di contribuire al miglioramento della qualità della vita”. 

Testo tratto da Nuova Sardegna del 20 aprile 2013

OLBIA. Ora il postino va anche su quattro ruote. Sono entrati in funzione a Olbia due veicoli ecologici per la consegna della posta. Si tratta dei Free Duck, quadricicli leggeri a trazione elettrica, particolarmente indicati per il recapito in centri urbani a traffico limitato e in centri storici con strade strette o chiuse al traffico. 

I mezzi sono in dotazione ai portalettere del centro di recapito di via Giordania. La loro caratteristica è l'economia nei consumi, visto che sono silenziosi e non producono emissioni inquinanti. Inoltre, sono esenti dall'uso del casco e delle cinture di sicurezza, rendendo così più agevole e rapida l'attività del portalettere. 

Possono raggiungere una velocità massima di 45 km orari e con un "pieno di corrente" percorrono fino a 200 km. Realizzato da Ducati Energia, Free Duck nasce dal progetto "Green Post", promosso dalla Ue per diminuire l'impatto ambientale dei mezzi di recapito. 

Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane: “L'impegno di Poste Italiane va nella direzione di contribuire al miglioramento della qualità della vita. La scelta del Free Duck è stata effettuata sulla base di valutazioni che tengono conto della sicurezza sul lavoro e di caratteristiche tecniche, come una velocità controllata, 4 ruote con freni a disco e sagoma tale da assicurare un'ampia flessibilità di circolazione”.

Il centro di distribuzione di Olbia già da tempo ha intrapreso un percorso che pone l'attenzione alla tutela dell'ambiente con l'utilizzo sul territorio di auto e moto in larga parte a basso impatto ambientale, a cui si aggiungono ora anche i Free Duck alimentati a energia elettrica. 

Olbia, dunque, contribuisce al primato di Poste Italiane, titolare della più grande flotta di mezzi elettrici del Paese, vincitrice del Premio Sviluppo Sostenibile alla manifestazione Ecomondo. 

FONTE: Nuova Sardegna<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1EFwCop">https://bit.ly/1EFwCop</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36214/gulli-novartis-food-and-drug-administration-approva-vaccino-novartis-contro-il-meningococco-b</guid>
	<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 11:36:52 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Gulli Novartis: Food and Drug Administration approva vaccino Novartis contro il meningococco B]]></title>
	<description><![CDATA[<p>USA, la Food and Drug Administration ha approvato il vaccino Novartis contro il meningococco di gruppo B per l&rsquo;immunizzazione attiva atta a prevenire questa malattia invasiva negli adolescenti e nei giovani adulti dai 10 ai 25 anni di et&agrave;. &ldquo;Il vaccino Novartis &egrave; l&rsquo;unico vaccino contro la meningite B approvato negli Stati Uniti con una schedula a due dosi e un programma posologico flessibile&rdquo; ha dichiarato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines. &ldquo;L&rsquo;accesso ai vaccini per la meningite B da parte di tutti gli adolescenti e i giovani adulti sar&agrave; fondamentale per contribuire alla prevenzione di questa malattia imprevedibile e potenzialmente fatale&rdquo;. Testo tratto da Novartis Vaccines del 26 gennaio 2015 Novartis ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha concesso l&rsquo;approvazione, con procedura accelerata, del vaccino Novartis contro il meningococco di gruppo B per l&rsquo;immunizzazione attiva atta a prevenire questa malattia invasiva (nota anche come meningite B) negli adolescenti e nei giovani adulti dai 10 ai 25 anni di et&agrave;. Il vaccino Novartis &egrave; l&rsquo;unico vaccino contro la meningite B approvato negli Stati Uniti con una schedula a due dosi e un programma posologico flessibile1. Parte della procedura accelerata di approvazione, &egrave; l&rsquo;impegno di Novartis a completare gli studi in corso, allo scopo di confermare l&rsquo;efficacia del suo vaccino contro diversi ceppi di sierogruppo B. &ldquo;Sebbene rara, la meningite B &egrave; una malattia devastante, che pu&ograve; colpire chiunque in qualsiasi momento, soprattutto gli adolescenti e i bambini&rdquo;, ha dichiarato Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines. &ldquo;Questa approvazione rappresenta una tappa importante verso il nostro obiettivo, contribuire a prevenire ulteriori perdite di vite umane&rdquo;. Negli studi di Fase II e III, il vaccino contro il meningococco B di Novartis ha dimostrato di fornire, gi&agrave; dopo la somministrazione di due dosi, una risposta immunitaria protettiva negli adolescenti e nei giovani adulti. Il vaccino offre anche un programma posologico flessibile, con la prima e la seconda dose somministrate ad almeno un mese di distanza1. &ldquo;Avendo contratto io stesso la meningite durante il college, confido che i giovani adulti in tutti gli Stati Uniti avranno presto sistematico accesso ai vaccini contro la meningite B&rdquo;, ha detto Jamie Schanbaum, 25 anni, fondatore dell&rsquo;associazione contro la meningite The J.A.M.I.E. Group. &ldquo;Non esiste alcuna ragione perch&eacute; i giovani statunitensi debbano trovarsi in pericolo a causa di una malattia devastante come la meningite, e tuttavia prevenibile con un vaccino&rdquo;. Il profilo di tollerabilit&agrave; del vaccino Novartis contro il meningococco B &egrave; stato dimostrato anche nell&rsquo;ambito di studi clinici sponsorizzati dagli US Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e condotti su oltre 15.000 individui presso la Princeton University e la University of California, Santa Barbara (UCSB), durante i focolai di meningite B in questi campus universitari. I dati di sicurezza emersi dagli studi clinici dei CDC sono in linea con i risultati osservati nel corso di studi precedenti1,4. La malattia meningococcica invasiva pu&ograve; presentarsi sotto forma di meningite batterica con segni e sintomi spesso difficili da diagnosticare correttamente e, sebbene rara, pu&ograve; avere gravi conseguenze, tra le quali disabilit&agrave; permanenti e, talvolta, pu&ograve; portare al decesso entro 24 ore dall&rsquo;insorgenza dei sintomi2,3. Neisseria meningitidis B &egrave; diventato il sierogruppo prevalente tra quelli che causano la malattia meningococcica negli Stati Uniti con il 33% di tutti i casi segnalati nel 20135. Anche se sottoposti a terapia antibiotica, fino al 10 per cento delle persone che contraggono la malattia meningococcica &egrave; destinata a morire, e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di disabilit&agrave; permanenti2. Gli adolescenti e i giovani adulti sono a rischio pi&ugrave; elevato di contrarre la malattia meningococcica, a causa di abitudini e stili di vita condivisi, come la convivenza nei dormitori universitari2. Nel gennaio 2013, il vaccino Novartis contro il meningococco B ha ricevuto l&rsquo;approvazione da parte della Commissione Europea per l&rsquo;uso nei soggetti a partire dai 2 mesi di et&agrave;, diventando cos&igrave; il primo vaccino ad ampia copertura a ricevere l&rsquo;approvazione regolatoria per contribuire alla protezione contro la meningite B. L&rsquo;approvazione statunitense conferma la posizione di leadership di Novartis nella lotta contro la malattia meningococcica a livello globale. Il vaccino contro il meningococco B e il vaccino coniugato contro il meningococco di gruppo A, C, W-135 e Y contribuiscono alla protezione contro tutti i cinque principali sierogruppi di batteri meningococcici (A, C, W-135, Y e ora anche B), responsabili della maggioranza dei casi negli Stati Uniti e in tutto il mondo1,3. Il vaccino Novartis contro il meningococco B &egrave; ora autorizzato in 37 Paesi, inclusi gli Stati membri dell&rsquo;Unione Europea, l&rsquo;Australia e il Canada, per l&rsquo;uso in soggetti a partire dai 2 mesi di et&agrave;. Dalla prima approvazione in Europa, sono pi&ugrave; di un milione le dosi distribuite in tutto il mondo, esclusi gli Stati Uniti. Novartis Novartis fornisce soluzioni terapeutiche in grado di far fronte alle esigenze, in continua evoluzione, dei pazienti e della societ&agrave;. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portafoglio diversificato per meglio rispondere a queste esigenze: farmaci ad alto contenuto di innovazione, prodotti per la cura dell&rsquo;occhio, farmaci generici a costi competitivi, vaccini preventivi e prodotti per automedicazione. Novartis &egrave; la sola azienda al mondo a detenere una posizione di riferimento in tutte queste aree. Nel 2013, le attivit&agrave; del Gruppo hanno registrato un fatturato di 57,9 miliardi di dollari, mentre circa 9,9 miliardi di dollari (9,6 miliardi di dollari escluse le svalutazioni e gli ammortamenti) sono stati investiti in Ricerca &amp; Sviluppo. Le societ&agrave; del Gruppo Novartis contano circa 130.000 collaboratori e operano in oltre 150 Paesi del mondo. Ulteriori informazioni sono disponibili nei siti www.novartis.com e www.novartis.it. Riferimenti bibliografici 1. Informazioni per la prescrizione del vacicno Novartis contro il meningococco B. 2. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Prevention and Control of Meningococcal Disease; Recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP). Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR). 2013; 62(2):1-13. Disponibile all&rsquo;indirizzo: https://www.cdc.gov/mmwr/pdf/rr/rr6202.pdf. Ultimo accesso: gennaio 2015. 3. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Signs &amp; Symptoms &ndash; Meningococcal Meningitis, 2014. Disponibile all&rsquo;indirizzo: https://www.cdc.gov/meningococcal/about/symptoms.html. Ultimo accesso: gennaio 2015. 4. Patel M. Outbreaks of Serogroup B Meningococcal Disease on University Campuses &ndash; 2013. Presented at: Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) meeting; February 26, 2014; Atlanta, GA. Disponibile all&rsquo;indirizzo: https://www.cdc.gov/vaccines/acip/meetings/slides-2014-02.html. Ultimo accesso: gennaio 2015. 5. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Active Bacterial Core Surveillance (ABCs) Report Emerging Infections Program Network &ndash; Neisseria meningitidis, 2013-provisional. Disponibile all&rsquo;indirizzo: https://www.cdc.gov/abcs/reports-findings/survreports/mening13.pdf. Ultimo accesso: gennaio 2015. 6. Agence de la sant&eacute; et des services sociaux du Saguenay-Lac-Saint-Jean. &ldquo;First wave of vaccination against meningococcal B (press release).&rdquo; June 19, 2014.&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1NCHWaw">https://bit.ly/1NCHWaw</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 12:57:43 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36110/cesare-fera-con-il-sole-e-gli-specchi-fresnel-risparmio-in-bolletta-e-sostenibilit</link>
	<title><![CDATA[Cesare Fera: Con il sole e gli specchi Fresnel, risparmio in bolletta e sostenibilità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Solare a concentrazione. CSP-F, societ&agrave; del Gruppo FERA, presenta LUCETH e LUCEFP a Solarexpo 2015, la fiera internazionale dedicata alle energie rinnovabili, all&rsquo;efficienza energetica e alla mobilit&agrave; elettrica e ospitata, dall&rsquo;8 al 10 aprile, presso Fiera Milano Congressi. Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, sulla partecipazione di CSP-F a Solarexpo: &ldquo;A Solarexpo, CSP-F interverr&agrave; alla tavola rotonda organizzata da ENEA e ANEST presentando le ultime realizzazioni e i benefici connessi allo sfruttamento della tecnologia Fresnel. CSP-F, know-how della divisione solare di FERA e commercializzazione di soluzioni e prodotti innovativi e tailor-made in Italia&rdquo;. FERA Srl - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, societ&agrave; che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas) e holding dell&rsquo;omonimo Gruppo di cui fa parte CSP-F, &egrave; lieta di comunicare la partecipazione di CSP-F a Solarexpo 2015. CSP-F Spa fornisce parchi solari chiavi in mano con tecnologia CSP innovativa, a basso costo e affidabile basata su collettori solari Fresnel. Offre ai suoi clienti soluzioni e sistemi energetici per impianti stand-alone, integrazione energetica per impianti convenzionali e vapore di processo per l&rsquo;industria. I collettori solari di CSP-F si basano sulla tecnologia Fresnel, che usa specchi piani disposti in una griglia per concentrare le radiazioni solari su un tubo ricevitore capace di riscaldare fluidi e/o portare l&rsquo;acqua in ebollizione, producendo calore ad elevata temperatura. Il vapore &egrave; utilizzato per la generazione di energia o nei processi industriali. I parchi solari che utilizzano i collettori di CSP-F sono sistemi modulari. L&rsquo;attrezzatura e i componenti si basano su materiali facilmente reperibili, possono essere fabbricati localmente e possono essere installati con minimo sforzo. La tecnologia CSP-F Fresnel &egrave; stata testata in varie applicazioni: calore di processo, sistemi ibridi biomassa-solare e impianti stand-alone per la produzione di energia elettrica. Per le specifiche tecniche dei collettori solari a concentrazione, questo il link al comunicato stampa di CSP-F. A poco pi&ugrave; di un anno dalla sua costituzione &ndash; commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative &ndash; CSP-F ha gi&agrave; un track record da leader. Ha ereditato il know-how della divisione solare di FERA e ha implementato la commercializzazione in Italia di soluzioni e prodotti innovativi e tailor-made. Primo provider italiano ad aver installato un solar cooling con tecnologia Fresnel su tetto, e primo ad aver ottenuto per questa applicazione gli incentivi del GSE, CSP-F sta collezionando nuovi primati, con l&rsquo;applicazione termica nel settore agroalimentare e con la generazione di energia elettrica. I collettori solari di CSP-F coniugano affidabilit&agrave; e controllo dei costi di installazione e manutenzione. LUCETH&nbsp;&egrave; progettato per le richieste energetiche del settore industriale. Abbinato ad altri macchinari industriali, fornisce vapore di processo, raffrescamento,&nbsp;solar cooling&nbsp;e calore per il trattamento delle acque. Accede agli incentivi del Conto Energia Termico e permette di risparmiare sui costi energetici riducendo in misura significativa l&rsquo;impronta ecologica. LUCEFP&nbsp;&egrave; un collettore solare Fresnel a basso costo e alto rendimento da utilizzare in impianti solari utility-scale o per incrementare la potenza di impianti convenzionali. E' una soluzione&nbsp;low cost&nbsp;anche per produzioni elettriche contenute e decentrate, grazie alla sua modularit&agrave;, all&rsquo;utilizzo efficiente dello spazio e alla flessibilit&agrave; nell&rsquo;utilizzo di fluidi ad alta temperatura. Risparmio in bolletta e meno inquinamento &ndash; sottolinea Cesare Fera &ndash; con una tecnologia versatile proprio grazie alla sua semplicit&agrave; strutturale. A Solarexpo, CSP-F interverr&agrave; alla tavola rotonda organizzata da ENEA e ANEST presentando le ultime realizzazioni e i benefici connessi allo sfruttamento della tecnologia Fresnel. Nella mattinata di gioved&igrave; 9 aprile, infatti, CSP-F illustrer&agrave; ai giornalisti l&rsquo;ultima recente applicazione di LUCETH nel settore industriale. L&rsquo;Incontro Stampa &egrave; ospitato all&rsquo;interno della tavola rotonda che ENEA e ANEST dedicano all&rsquo;interazione tra ricerca e industria per lo sviluppo del CSP in Italia. Scarica qui il programma della tavola rotonda del 9 aprile. Solarexpo 2015 MICO &ndash; FIERA MILANO CONGRESSI 8-10 aprile 2015 Collettiva ANEST, stand E06 Per conoscere workshop ospitati da Solarexpo, clicca qui. Per informazioni su CSP-F e sui collettori LUCETH e LUCEFP, scrivi a info@cspfsolar.it. Scarica qui la brochure di CSP-F. FONTE: Fera</p><p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/gruppo-fera-csp-f-a-solarexpo-2015-cesare-fera-sole-e-specchi-fresnel-per-risparmio-in-bolletta-e-sostenibilita/">https://www.dailyfocus.net/gruppo-fera-csp-f-a-solarexpo-2015-cesare-fera-sole-e-specchi-fresnel-per-risparmio-in-bolletta-e-sostenibilita/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36107/francesco-gulli-siena-protagonista-della-european-biotech-week</guid>
	<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 22:48:09 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36107/francesco-gulli-siena-protagonista-della-european-biotech-week</link>
	<title><![CDATA[Francesco Gulli: Siena protagonista della European Biotech Week]]></title>
	<description><![CDATA[“Le molte facce del biotech” è il titolo della mostra a Siena in ambito biotecnologie. Le “molte facce” stanno a indicare i tanti campi di applicazione delle biotecnologie: dalla tutela della salute (red biotech) all’agroalimentare (green biotech), fino ad arrivare all’industria (white biotech). Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines: “L’utilizzo delle biotecnologie, applicate alla ricerca di vaccini, ha permesso di sviluppare strumenti di prevenzione innovativi e sicuri. Il Centro Ricerche di Novartis Vaccines a Siena è pioniere nell’innovazione delle tecnologie usate nella lotta alle malattie infettive”.

Testo tratto da Siena Agenda del 31 ottobre 2014

Sorrisi, sguardi, espressioni. Il calore di un volto per comunicare il lato più “umano” ed emotivo della scienza, quello di coloro che ogni giorno lavorano nei laboratori di università, imprese e centri di ricerca. “Le molte facce del biotech” è il titolo della mostra in programma a Siena, presso la sala del Passeggio del Complesso Museale di Santa Maria della Scala. Le “molte facce” stanno a indicare anche i tanti campi di applicazione delle biotecnologie: dalla tutela della salute – le cosiddette red biotech, con farmaci, vaccini e diagnostici – all’agroalimentare (green biotech), fino ad arrivare all’industria, dove le tecniche di biologia molecolare vengono impiegate per agevolare i processi industriali attraverso gli enzimi, produrre bio prodotti e bioenergia, bonificare ambienti e aree compromesse, conservare e restaurare opere d’arte (white biotech).

Siena protagonista della European Biotech Week. La mostra, promossa da Siena città candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 e Fondazione Toscana Life Sciences, in collaborazione con Università di Siena, Comune di Siena, Fondazione Achille Sclavo, Sclavo Vaccines Association, Novartis Vaccines e VisMederi – questi ultimi anche in qualità di sponsor – è organizzata nell’ambito della seconda edizione della European Biotech Week, che vede in Assobiotec il partner italiano. Siena, da oltre un secolo punto di riferimento internazionale nel settore, oggi è un polo di attrazione per le competenze nel campo dei vaccini e dell’immunologia, dove ha raggiunto l’eccellenza sia nella formazione, con l’Università degli Studi, che nella prevenzione e messa a punto di terapia innovative. Con questa mostra, Siena valorizza la centralità delle biotecnologie e ne promuove il ruolo decisivo nel miglioramento della qualità della vita e nella sfida alla candidatura della città a capitale europea della cultura.

Biotech, volti e ambiti di applicazione. Le biotecnologie, come la maggior parte delle attività legate al mondo della scienza, sono un tema difficile da comunicare. Nell’immaginario collettivo l’attività scientifica è associata all’ambiente chiuso del laboratorio, spesso sottovalutando il reale impatto che la ricerca produce sulla vita di tutti i giorni, sotto forma di prodotti e processi. La mostra, attraverso il linguaggio artistico della fotografia, intende colmare questo “gap” emotivo, mettendo in evidenza i volti dei giovani che, sul territorio senese, lavorano nel settore ed esaltare la loro attività mettendo in vetrina i frutti dello sviluppo biotecnologico. I sessanta scatti in mostra ritraggono donne e uomini under 40 attivi sia sul fronte della ricerca pubblica che privata.

Dichiarazioni
“Un evento – ha detto Bruno Valentini, sindaco Comune di Siena – che conferma ancora una volta quanto sia fondamentale e solido il legame tra la nostra città e le scienze della vita. La tutela della salute, i vaccini, l’immunologia e più in generale il mondo delle biotecnologie rappresentano, per il nostro territorio, un fondamentale patrimonio su cui continuare ad investire per creare crescita ed occupazione. Sui temi della ricerca e dell’innovazione sta lavorando molto anche la Regione Toscana. In questa direzione va, infatti, la proposta del Presidente Rossi di una pharma-valley che unisca i tre poli regionali del settore farmaceutico: Firenze, Pisa e Siena. Un modo, questo, per rafforzare il “distretto farmaceutico toscano” ed attrarre nuovi investimenti. Con questa mostra si mette in primo piano uno dei temi centrali nel percorso di candidatura di Siena a Capitale Europea della cultura per il 2019: il nesso tra cultura, ricerca e il miglioramento della qualità della vita”. 

 “Il settore delle Scienze della Vita e il biotech in particolare – ha sottolineato Fabrizio Landi, presidente Fondazione Toscana Life Sciences – rappresentano per Siena la principale opportunità di sviluppo e crescita non solo industriale, scientifica e occupazionale, ma anche culturale. Siena può oggi competere come ideale città capitale Europea dei Vaccini, uno dei settori del biotech che da oltre un secolo ha in Siena una punto di eccellenza assoluto. Il biotech è una opportunità per tutti e da tutti i punti di vista e questa mostra ne è un esempio”

“Le biotecnologie e le scienze della vita sono all’Università di Siena uno dei filoni di ricerca più rilevanti – ha detto il prof. Francesco Frati, prorettore dell’Ateneo senese – e la partecipazione a questa iniziativa vuole darne testimonianza. In questo settore si registra un’eccellente produzione scientifica dei nostri ricercatori e in ambito di didattica sono attivi corsi specifici di I, II e III livello. E’ importante evidenziare inoltre che lo sviluppo delle ricerche consente di contribuire alla crescita imprenditoriale del territorio attraverso il congruo numero di Spin-off universitari attivati in area biotecnologica”.

“La maggior parte dei vaccini in uso nel secolo scorso – sottolinea Francesco Gulli, AD di Novartis Vaccines – è stata sviluppata grazie al principio di Pasteur “isola il germe, uccidilo, iniettalo”, che ha permesso di debellare infezioni terribili. Esistono tuttavia malattie, come la meningite o l’AIDS, che sono causate da microrganismi che subiscono frequenti mutazioni e che quindi non possono essere trattate allo stesso modo. L’utilizzo delle biotecnologie, applicate alla ricerca di vaccini, ha permesso di abbattere questa barriera e di sviluppare strumenti di prevenzione innovativi e sicuri. Il Centro Ricerche di Novartis Vaccines a Siena è pioniere nell’innovazione delle tecnologie usate nella lotta alle malattie infettive”.

Fonte: Sienagenda<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/siena-novartis-vaccines-francesco-gulli-le-molte-facce-del-biotech-in-mostra-volti-della-scienza-e-frutti-della-ricerca-biotecnologica/">https://www.dailyfocus.net/siena-novartis-vaccines-francesco-gulli-le-molte-facce-del-biotech-in-mostra-volti-della-scienza-e-frutti-della-ricerca-biotecnologica/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36106/giorgetti-poste-italiane-bea-best-event-award-2012</guid>
	<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 21:44:39 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36106/giorgetti-poste-italiane-bea-best-event-award-2012</link>
	<title><![CDATA[Giorgetti Poste Italiane, BEA- Best Event Award 2012]]></title>
	<description><![CDATA[BEA- Best Event Award 2012, Poste Italiane riceve il prestigioso premio nella sezione “Innovazione tecnologica”, per l’evento “150 anni dedicati al futuro”, che ha celebrato i 150 anni dalla nascita del gruppo. Il progetto, curato da Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane, ha previsto la realizzazione di due cupole hi-tech, rappresentazioni del Passato e del Presente da un lato e del Futuro dall’altro.

Testo tratto da Soldi Online del 20 novembre 2012

Poste Italiane ha vinto il BEA- Best Event Award 2012 nella sezione “Innovazione tecnologica” per l’evento “150 anni dedicati al futuro” che ha celebrato i 150 anni dalla nascita del gruppo.
“L’utilizzo di soluzioni tecnologiche particolarmente innovative che hanno contribuito in modo determinante alla buona riuscita dell’evento”, è la motivazione espressa dalla giuria di esperti che ha conferito il premio Bea a Poste Italiane.
La manifestazione “150 anni dedicati al futuro” si è tenuta al Circo Massimo di Roma a maggio 2012. L’attrazione principale era rappresentata da due cupole hi-tech, scenografia avveniristica del duplice percorso della mostra: da un lato il Passato e il Presente dall’altro il Futuro.

Simona Giorgetti, Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane che ha coordinato il progetto: “Con i 150 anni di Poste Italiane celebriamo un traguardo storico. L’innovazione tecnologica della mostra dedicata, allestita al Circo Massimo, viene premiata con il Best Event Award 2012”.

Nelle aree espositive omaggiate dalla visita del Capo dello Stato si sono succeduti video proiettati su schermi interattivi di ultima generazione insieme ad oggetti d’epoca (borse dei portalettere, macchine per l’affrancatura, telegrafi, primi calcolatori elettronici) per raccontare il cammino dell’azienda italiana dei servizi postali sempre al servizio dei cittadini e capace di stare al passo coi tempi.
Mancano ancora poche settimane alla fine del 2012, ma il gruppo Poste Italiane continua a celebrare l’anniversario organizzando eventi che coinvolgono soprattutto le giovani generazioni alo scopo di promuovere i valori sociali fondamentali della storia e della tradizione del nostro Paese.

FONTE: Soldi Online<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/best-event-award-simona-giorgetti-poste-italiane-premio-innovazione-tecnologica-per-mostra-sui-150-anni/">https://www.dailyfocus.net/best-event-award-simona-giorgetti-poste-italiane-premio-innovazione-tecnologica-per-mostra-sui-150-anni/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/36049/simona-giorgetti-guggenheim-il-futurismo-italiano-vola-a-new-york</guid>
	<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 21:29:49 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Simona Giorgetti / Guggenheim: Il futurismo italiano vola a New York]]></title>
	<description><![CDATA[Arte, 360 opere, 80 artisti, il futurismo italiano al Guggenheim di New York. Le tempere a encausto di Benedetta Cappa Marinetti, moglie di Filippo Tommaso Marinetti, esposte per la prima volta fuori dalla collocazione originale, il Palazzo delle Poste di Palermo. Si tratta di una vera e propria "ricostruzione futurista dell'universo" che investe tutte le arti, dalla nascita del movimento con la pubblicazione del Manifesto di Marinetti al suo tramonto che coincide con la fine della seconda guerra Mondiale. Simona Giorgetti, in qualità di Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane: “Questo il contributo culturale di Poste Italiane al tributo artistico del Guggenheim per il movimento futurista”. 

Testo tratto da Ansa.it del 17 gennaio 2014

La "Sintesi delle Comunicazioni" trasvola l'Atlantico: le straordinarie tempere a encausto di Benedetta Cappa Marinetti, aeropittrice e la moglie di Filippo Tommaso Marinetti, esposte per la prima volta fuori dalla collocazione originale, il Palazzo delle Poste di Palermo, in cima alla rampa dinamica del Guggenheim di New York dove sarà allestita una grande esposizione sul futurismo italiano. 
La grande rassegna - 360 opere di oltre 80 artisti molte dei quali non avevano mai attraversato l'oceano - sara' la mostra dell'anno per il Museo sulla Quinta Strada. Si trattera' di una vera e propria "ricostruzione futurista dell'universo" che investe tutte le arti, nonché la vita e la società dei primi decenni del Novecento, dalla nascita del movimento con la pubblicazione del Manifesto di Marinetti al suo tramonto che coincide con la fine della seconda guerra Mondiale.

“E’ il contributo culturale di Poste Italiane al tributo artistico dedicato dal Guggenheim al movimento futurista” ha commentato il Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane, Simona Giorgetti, che ha coordinato il progetto.

Vivien Green, la curatrice, studia da anni le avanguardie europee e qualche anno fa presentò sempre al Guggenheim l'enigmatica "Materia" di Umberto Boccioni. Non solo dipinti e sculture, saranno dunque nella mostra, ma anche le testimonianze artistiche di un'avanguardia i cui protagonisti si esercitarono nei campi più disparati: architettura, teatro, poesia, arte tipografica, editoria, arredamenti, moda, costumistica di scena, serate e perfino la cucina e i giocattoli. "Marinetti - spiega la Greene - e' stato Warhol prima di Warhol".

In realtà il collezionismo museale e privato americano scopri' il futurismo con largo anticipo, tanto che "La citta' che sale", "Forme uniche della continuita' nello spazio" e altre opere di Boccioni sono al MoMA da anni. Finora pero' non era mai stata allestita una rassegna come quella che sta organizzando il Guggenheim. La mostra spazia dal 1909 al 1944. Le opere arriveranno da musei europei e collezioni private, e sono stati assemblati con l'aiuto di un comitato consultivo internazionale. Rappresentati tutti i protagonisti tra cui Giacomo Balla, Benedetta (Benedetta Cappa Marinetti), Boccioni, Carlo Carra', Enrico Prampolini, Ferdinando Depero, poeti e scrittori come Francesco Cangiullo e Rosa Rosa', l'architettura di Antonio Sant'Elia, la musica di Luigi Russo, le ceramiche di Tullio d'Albisola. Nomi notissimi con altri meno noti le cui creazioni saranno installate sulla rampa del Guggenheim in ordine cronologico dal basso verso l'alto per concludersi con la Sintesi delle Comunicazioni (1933-34) mostrata per la prima volta fuori dalla collocazione originale.

FONTE: Ansa<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/poste-italiane-simona-giorgetti-il-futurismo-italiano-al-guggenheim-di-new-york/">https://www.dailyfocus.net/poste-italiane-simona-giorgetti-il-futurismo-italiano-al-guggenheim-di-new-york/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 19:00:14 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Miccichè Calatrasi, dalla Tunisia al Marocco il vino che nasce dal deserto]]></title>
	<description><![CDATA[Dalla Tunisia al Marocco, il vino che nasce dal deserto. Sono pochi i produttori del Mediterraneo del nord che si spostano al sud, sulle punte settentrionali dell’Africa, tra Tunisia e Marocco, come il siciliano Maurizio Miccichè, che ha deciso di ripercorrere il cammino dei suoi avi: da Palermo a Tunisi. Così è nata Domaine Neferis, tenuta tra Tunisi e Hammamet, costituita da una cantina, un impianto di imbottigliamento e 200 ettari di vigneti coltivati a Carignano, Grenache Noir, Syrah e Chardonnay. «Marocco e Tunisia — spiega Miccichè — sono zone importanti per la produzione di vino. Noi vogliamo valorizzare questa tradizione». 

C’è una parte del mondo dove il mondo gira alla rovescia. O quasi. Perché il pianeta vino qualche volta sovverte le regole e mette in scena un teatro dell’emigrazione al contrario. E così non sono pochi i produttori del Mediterraneo del nord che si spostano al sud, ovvero sulle punte settentrionali dell’Africa, tra Tunisia e Marocco. Dove crescono le uve più succose e la dolcezza dei vini ha dato vita a una lunga tradizione poetica («Ella mi mescé il vino inebriante col solo suo sguardo», scriveva il poeta Muhammad al-Mu’tamid, morto ad Agmat, in Marocco, intorno all’anno Mille). Come il siciliano Maurizio Miccichè, che ha deciso di ripercorrere il cammino dei suoi avi: da San Cipirello, vicino Palermo, fino a Tunisi. 

«Qui, ai primi del secolo scorso — racconta Miccichè, 52 anni — si erano trasferiti migliaia di italiani. E rappresentavano la middle class per l’epoca. Tra questi c’erano anche i miei parenti e così nel novero delle mie storie familiari sentivo parlare di quella terra florida, bella, ricca. Perfetta per i vigneti». Miccichè ha una storia affascinante: studi dai Barnabiti a Firenze, laurea in Medicina, la passione per il vino. Poi un lungo periodo in California, a studiare metodi e segreti della Napa Valley, la tenuta Calatrasi, a Palermo, e poi l’idea, più o meno dieci anni fa: perché non recuperare quelle lontane radici tunisine? Nacque così Domaine Neferis, tenuta tra Tunisi e Hammamet, costituita da una cantina, un impianto di imbottigliamento e 200 ettari di vigneti coltivati a Carignano, Grenache Noir, Syrah e Chardonnay. 

«Un vino — racconta il medico imprenditore — che nasce dal deserto, anzi, dalle notti del deserto, perché in quella zona, a ridosso del Sahara, durante la notte ci sono delle notevoli escursioni termiche, si passa da quaranta a venti gradi in poche ore. Succede allora che l’istinto di sopravvivenza della vite porta a concentrare le sostanze nutritive nelle parti giuste, dal fusto alle foglie, dando così un sapore unico alla bevanda». I lavoratori della tenuta sono persone del posto e la scelta di una enologa araba, Samia Ben Alì, è curiosa: la religione musulmana proibisce l’alcol. Ma la Tunisia è ormai un paese moderno e dopo la recente rivoluzione della cosiddetta Primavera Araba le cose sono cambiate ulteriormente. «Marocco e Tunisia — spiega Miccichè — sono zone importanti per la produzione di vino. Noi vogliamo valorizzare questa tradizione. Non si tratta di delocalizzare, ma di dar vita a posti ricchi di memoria, sapori, profumi». E difatti il Selian, il vino berbero che esce dalle cantine di Miccichè (nonché l’antico nome del deserto del Sahara) ha un forte retrogusto che sa di macchia mediterranea. 

Se i produttori vinicoli italiani non sono molti in quelle zone, il consumo di uva da tavola è importante e c’è chi ha continuato a fornire alle popolazioni nordafricane le barbatelle (viti di piccole dimensioni) anche immediatamente a ridosso delle recenti rivoluzioni. Come la ditta Rauscedo, di Pordenone, primi al mondo nella produzione di barbatelle ad uva da vino e da tavola. «Abbiamo cercato di rifornire sempre i nostri clienti – dice il presidente, Eugenio Sirtori – anche nei momenti difficili». Perché il viaggio del vino è imprevedibile, come chiosa Miccichè: «Lasciamoci sorprendere».

FONTE: Corriere<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1NzbMao">https://bit.ly/1NzbMao</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 18:52:08 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[FERA eolico: Eurostat e nostro contributo alla transizione energetica]]></title>
	<description><![CDATA[Raggiunti gli obbiettivi energetici europei al 2020. FERA Srl - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili, in particolare nell’eolico, solare a concentrazione e biogas, commenta i dati di Eurostat sulla produzione di energia da fonti rinnovabili in Europa. Cesare Fera, Presidente di FERA: “Il dato nazionale ci incoraggia e ci motiva a fare ancora di più affinché l’Italia contribuisca con crescente evidenza nel quadro europeo alla ormai avviata fase di transizione verso l’approvvigionamento da fonti non inquinanti.”

L’Italia conquista un buon posizionamento nella classifica europea sul contributo dell’energia pulita al consumo nazionale di elettricità. È quanto rivelano i dati di Eurostat, l’Ufficio statistico dell'Unione Europea, relativi alla penetrazione delle fonti rinnovabili in Europa al 2013. 

Nel fare il punto sulla Strategia Europa 2020, adottata dal Consiglio Europeo nel 2010, Eurostat dedica ampio spazio ai temi energetico-climatici illustrando la situazione in merito al raggiungimento di uno degli obbiettivi stabiliti, ovvero produrre a livello continentale il 20% di energia da fonti pulite entro il 2020. Nel 2013 l’UE è salita al 15%. Un ottimo risultato se si pensa che solo nel 2004, primo anno in cui sono iniziate le rilevazioni, la produzione da rinnovabili superava di poco l’8%.
 
Il risultato europeo include il dato dell’Italia, che è certamente significativo: con cinque anni di anticipo abbiamo, infatti, quasi raggiunto il nostro target vincolante nazionale del 17%. Svettano in classifica, in quanto Stati con le quote più alte di rinnovabili sui consumi finali, la Svezia (52,1%), la Lettonia (37,1%), la Finlandia (36,8%) e l’Austria (32,6%). Ultimi posti per Lussemburgo (3,6%), Malta (3,8%), Olanda (4,5%) e Regno Unito (5,1%).

“Il dato nazionale ci incoraggia e ci motiva a fare ancora di più affinché l’Italia contribuisca con crescente evidenza nel quadro europeo alla ormai avviata fase di transizione verso l’approvvigionamento da fonti non inquinanti.” – commenta Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, Società che dalla sua nascita nel 2001 investe nel nostro Paese proprio nel comparto delle rinnovabili, puntando in particolare su eolico, solare a concentrazione e biogas. “I dati raccolti dai nostri impianti eolici confermano, anche nel 2014, le previsioni di ottima produttività basate su un modello progettuale che si conferma corretto. E, sul mercato domestico, insistiamo sulle nuove opportunità di efficientamento energetico industriale legate al solare termico a concentrazione che rende disponibile vapore di processo ad alta temperatura e pressione. Ovvero, processi industriali più puliti e risparmio in bolletta.”

Sempre dal rapporto di Eurostat emerge, infatti, come nel 2012 le emissioni di gas serra siano parallelamente diminuite del 17,9% rispetto al 1990. Un risultato che fa ben sperare e certamente frutto di diversi fattori: crisi economica, efficientamento dei consumi e anche, per l’appunto, ricorso alle energie rinnovabili. 

“Il raggiungimento dell’obiettivo europeo” sottolinea Cesare Fera “comporta ricadute positive sia per l’ambiente, sia per l’economia nazionale. Con le energie rinnovabili, i costi in bolletta sono destinati a ridursi e, di pari passo con politiche di sviluppo che favoriscano investimenti nel settore, si delineano per l’Italia opportunità concrete di occupazione sul lungo periodo.”

Un discorso a parte merita la mobilità elettrica, ambito in cui, invece, il nostro Paese è ancora lontano dall’avere entro il 2020 il 10% di mezzi di trasporto nazionali alimentati ad elettricità. Nella classifica UE-28, l’Italia registra un modesto 5%, ma per la verità, fatta eccezione per la Svezia che ha già ampiamento superato il target (16,7%), nessuno Stato sembra aver implementato politiche davvero efficaci per un trasporto sostenibile.

FONTE: Fera<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/fera-litalia-centra-in-anticipo-gli-obbiettivi-ue-2020-sulle-energie-rinnovabili-cesare-fera-il-nostro-contributo-alla-transizione-energetica/">https://www.dailyfocus.net/fera-litalia-centra-in-anticipo-gli-obbiettivi-ue-2020-sulle-energie-rinnovabili-cesare-fera-il-nostro-contributo-alla-transizione-energetica/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 19:11:46 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Cinzia Bonfrisco, appello al presidente Mattarella su Decreto banche popolari]]></title>
	<description><![CDATA[Decreto sulle banche popolari, la Senatrice Cinzia Bonfrisco attacca Pietro Grasso per aver firmato il decreto sulle banche popolari. “Mi appello al presidente Mattarella - ha dichiarato la Senatrice Bonfrisco parlando in aula a palazzo Madama - affinché si faccia garante della Costituzione di cui questa maggioranza e governo stanno facendo scempio".

Cinzia Bonfrisco attacca Pietro Grasso per aver firmato, nel periodo di supplenza come presidente della Repubblica pro-tempore, il decreto sulle banche popolari. 

"Il presidente Grasso - ha dichiarato la senatrice di Forza Italia - porta la grande responsabilità di aver firmato un decreto totalmente incostituzionale, di cui la Consulta, si incaricherà di svergognare governo e maggioranza, dichiarandolo incostituzionale. Non solo ma è stato anche impedito al Senato di esaminare il decreto, permettendo che rimanesse alla Camera per 50 giorni su 60, sapendo che le modifiche erano molto più difficili e qui invece più probabili". 

"Ci voleva un re travicello - ha aggiunto Bonfrisco etichettando con questo termine il comportamento del presidente del Senato - che nei pochi giorni disponibili firmasse questo decreto, giacché né Napolitano, tantomeno Mattarella, avrebbero mai potuto sottoscrivere un provvedimento che renderà più poveri gli italiani. 

Mi appello proprio al presidente Mattarella - ha concluso Bonfrisco parlando in aula a palazzo Madama - affinché si faccia garante della Costituzione di cui questa maggioranza e governo stanno facendo scempio".

FONTE: Adnkronos<p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/1bxCdBF">https://bit.ly/1bxCdBF</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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	<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 16:10:26 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Politecnico torino,Gocce di Verità: Storie di chi fugge e di chi resta.]]></title>
	<description><![CDATA[Quante volte sentiamo dire che la ricerca scientifica in Italia è ferma al palo? Eppure un gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino si è classificato secondo all’ESA’s S2UN Challenge, presentando uno speciale sistema in grado di contenere gli sversamenti di petrolio nell’ambiente. L’intervista completa sul blog goccediverita.it.

I giovani ricercatori del team PIER, utilizzando il brevetto ESA (A deployable tensegrity structure, especially for space application), hanno riconsiderato l’applicazione di una struttura dispiegabile rigida, che non utilizza giunti meccanici (impiegata attualmente in campo aereospaziale come antenna), in maniera tale da utilizzarla come anello di contenimento da caricare a bordo delle navi per limitare l’espansione in mare di un eventuale sversamento di petrolio. 
Gocce di verità ha intervistato il team PIER per sapere come la pensano su diversi argomenti di attualità.

   1.Si dice sempre che per fare ricerca bisogna andare all'estero: voi avete dimostrato che si possono raggiungere risultati di eccellenza anche restando in Italia. Qual è il vostro segreto e perché avete deciso di restare?
Beppe: L’Italia è ancora un Paese dove si può fare molto, soprattutto per i giovani, ed è bello tornare per mettere a disposizione ciò che si è imparato fuori.  L’Università italiana è una struttura in crisi, speriamo che questo Governo e i successori si prendano carico di questa situazione.
Francesco: Andare all'estero è fondamentale anche solo per conoscere nuovi modelli di pensiero radicati in culture diverse dalla nostra, e per capire i limiti del nostro modo di pensare. Detto questo ho avuto l'opportunità di lavorare all'interno della mia università conoscendo persone preparate che lavorano intensamente, anche per migliorare la situazione della ricerca italiana. 
Pier: Il sistema universitario italiano, per quanto affetto da problemi e mancanze, è ancora in grado di formare menti creative e tecnicamente preparate. Rimanere significa creare valore in Italia e dare il proprio contributo (piccolo) per cambiare le cose.
Matte: “L’italiano medio” ha bisogno di conoscere il mondo che lo circonda per migliorare se stesso e il Paese Italia in cui vive. 

   2.Secondo voi l'innovazione tecnologica e scientifica può far progredire il settore energetico in termini di sicurezza e impatto ambientale?
Beppe: Sicuramente sì. La nostra applicazione è un esempio di una buona pratica che può essere messa in campo per tutelare l’ambiente marino soprattutto in quelle situazioni nelle quali è quasi impossibile evitare modesti riversamenti di inquinanti in mare.
Francesco: In un mondo sempre più affamato di energia è spesso difficile trovare soluzioni attuali che riescano a dare una risposta concreta a questa domanda, da un punto di vista economico e ambientale. 
Matte: La spinta di innovazione in particolare nel settore energetico in relazione con l’impatto ambientale, lo sfruttamento adeguato delle risorse presenti sul territorio e la relativa sicurezza possono essere i motori di spinta dell’economia italiana. 
 	
   3.Voi siete riusciti ad applicare con successo tecnologie che appartengono all’ambito aerospaziale al settore degli idrocarburi. Secondo voi, in Italia il modello da voi brevettato avrà successo o la conformazione idrogeologica dei nostri fondali esclude pericoli di eventuali incidenti, come il disastro del Messico?
Beppe: Ci teniamo innanzitutto a precisare che stiamo al momento ancora valutando l’opportunità di brevettare parte dei risultati ottenuti tramite il nostro progetto.
Matte: Il disastro del Messico ha generato con un solo evento un inquinamento marittimo senza precedenti. Che l’evento inquinante sia volontario o no, il nostro dispositivo potrebbe essere applicato ogni qual volta si voglia arginare un agente inquinante che mette a rischio l’ecosistema naturale circostante.

   4.L’Abruzzo, come tante altre Regioni d’Italia, protesta per richieste di  trivellazione in Adriatico. Perché l’Abruzzo, in particolare, e l’Italia, in generale, soffre così tanto della Sindrome Nimby (Not in my backyard, ndr)? Cosa si deve rispondere a chi sostiene che l'estrazione di petrolio e gas sia un danno e non un'opportunità per il nostro Paese?
Pier: Gli investimenti e il progresso tecnologico nel settore delle energie rinnovabili sono stati molto importanti negli ultimi decenni, ma la nostra società fa ancora largo affidamento sui combustibili fossili. L’età dell’oro nero è una fase della storia dell’uomo destinata sicuramente a concludersi, ma non sarà la nostra generazione a vederne la fine.

Beppe: Viviamo in un Paese dove si sente così tanto parlare di corruzione, credo che tale paura non possa giustificare il blocco di attività economiche che potrebbero portare dei benefici al Paese. È chiaro che bisognerebbe aumentare al massimo la vigilanza nei confronti di chi andrà poi ad effettuare le opere in concreto.
Matte: La sindrome Nimby è ben diffusa sotto ogni forma in tutta Italia. Son dell’idea che sono necessari i compromessi. A fronte di un beneficio che può scaturire dalla trivellazione del fondale marittimo non ci può essere un danno irreparabile e soprattutto continuativo all’ecosistema. Operazioni di questo tipo sono state già eseguite in giro per il Mondo con impatti ambientali ridottissimi. 
Francesco: Penso che in questo periodo ci sia una maggiore necessità di energia, soprattutto per le attività industriali e che, purtroppo, le energie rinnovabili non siano ancora mature per la sostituzione dei combustibili fossili. 

FONTE: www.goccediverita.it<p>URL del Link: <a href="https://www.dailyfocus.net/gocce-di-verita-storie-di-chi-fugge-e-di-chi-resta/">https://www.dailyfocus.net/gocce-di-verita-storie-di-chi-fugge-e-di-chi-resta/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Fabrizio Del Dongo</dc:creator>
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